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Elettrosmog otrantino: un pericolo per la salute dei cittadini?

Elettrosmog otrantino: un pericolo per la salute dei cittadini?

Non più uno ma due. Non sono caramelle al miele bensì radar, anche se le api produrrebbero più miele nei luoghi in cui i campi elettromagnetici sono più intensi.

Il nuovo radar EL/M-2226 ACSR (Advanced Coastal Surveillance Radar), realizzato da Elta Systems, sorgerà all’interno del parco naturale Otranto – Santa Maria di Leuca – Bosco di Tricase; è uno dei cinque radar a microonde voluti dalla guardia di finanza per l’individuazione d’imbarcazioni veloci di piccole dimensioni. Dalla brochure di Elta Systems si legge che il sistema è in grado di mantenere sottocontrollo oltre cento bersagli contemporaneamente e di riconoscere gommoni impiegati nell’immigrazione clandestina. Il radar lavorerebbe nell’intervallo di frequenze comprese tra gli 8 ai 12 Ghz. Nei pressi della masseria Agreste è stata misurata una frequenza di circa 10 GHz appartenente al radar militare posto nelle vicinanze. Questa misurazione fa parte di uno studio, condotto dall’università del Salento nel 2000, riguardante un censimento di tutte le tipologie di sorgenti elettromagnetiche presenti sul territorio comunale. Tale studio non evidenziò un significativo inquinamento elettromagnetico; solo il valore di emissione riguardante un’antenna radio (Radio Venere) superò il valore limite imposto dalla legge mentre i valori delle altre sorgenti rientrarono nella norma. Non superare però i valori soglia definiti dalla normativa non basta per tranquillizzare la popolazione, perché si è consapevoli che le sorgenti di emissione sono tante. Un allarme in più ora esiste con l’aggiunta del nuovo radar nelle coste del Salento e l’installazione dell’atteso Sky Saver ad Otranto, l’impianto eolico off shore, sorgente anch’esso di campi elettromagnetici.

Può veramente creare malattie o disturbi alla salute umana questo tipo di radiazioni? Questa è la lecita domanda che il cittadino si pone soprattutto quando muore un parente o un amico di tumore. La premessa importante che ognuno deve sapere è che non è stata ancora accertata dalla comunità scientifica una correlazione causa – effetto tra esposizione a campi elettromagnetici e l’insorgenza di malattie nell’uomo. In poche parole chi si ammala non può attribuire la colpa al radar militare o all’antenna radio posta di fronte alla finestra di casa, perché le cause possono essere varie.

Esistono tuttavia efficaci studi al riguardo che dimostrano un alto tasso di mortalità da cancro in quei luoghi dove l’intensità del campo elettromagnetico è elevata. Studi epidemiologici eseguiti in zone prossime a impianti radar hanno dimostrato che i bambini residenti presentano disturbi della memoria, hanno una maggiore sensibilità a livello dell’apparato neuromuscolare e tempi di reazioni più lunghi. Il dottor Karl Heing Brown Von in occasione del congresso internazionale tenutosi ad Hannover nel 1993 dichiara che “i processi vitali sono regolati tramite impulsi elettromagnetici, la cui intensità è addirittura minore della soglia di rumore considerata in elettronica. Le sorgenti antropiche di radiazioni elettromagnetiche operano in un campo di frequenze che rientra in quello in cui attraverso impulsi naturali si concretizza la regolazione dei processi vitali”. Tutti i processi involontari del nostro corpo, le funzioni del sistema vegetativo, dei bioritmi e dell’equilibrio, sono pilotati da segnali elettromagnetici. In effetti, il tipo di radiazioni emesse da cellulari, antenne, elettrodotti e radar non sono ionizzanti cioè non sono in grado di rompere i legami tra molecole, perché sono radiazioni a bassa energia. Sicuramente il principale effetto di queste radiazioni è produrre un aumento di temperatura dei tessuti esposti. Invece la permanente esposizione a onde elettromagnetiche potrebbe essere causa di molteplici sintomi tra i quali insonnia, emicrania, disturbi cardiaci e ormonali, irritabilità, modificazioni comportamentali e depressione; gli effetti a lungo termine sono ancora oggetto di discussione da parte della comunità scientifica.

Nel momento in cui ancora oggi tutto è incerto sull’effetto che i campi elettromagnetici hanno sulla salute umana bisognerebbe che ognuno di noi adottasse il cosiddetto principio di precauzione (usare per esempio in modo razionale il cellulare). La legge quadro di riferimento sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici è la n.36 del 22 febbraio 2001. Successivi controlli nel tempo del campo elettrico e magnetico nel territorio d’appartenenza, tranquillizzerebbe in parte la popolazione. Da ricordare che come l’uomo anche gli altri animali e le piante sono esposti a tali radiazioni e ci sono degli studi che scelgono questa direzione. La salute dei cittadini otrantini dovrebbe essere al primo posto perché anche a loro è dovuto il successo turistico della città. Una città che trasmette il sole, il bel mare e il leggero vento nel cuore dei turisti e poi la sua storia nella loro testa, ma che dovrebbe poi ricevere attenta le preoccupazioni lecite dei cittadini, quasi come un radar.

Davide Calcagnile

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