Archive | luglio, 2011

Megaliti, tesori misteriosi: un convegno a Giurdignano

Megaliti nell’Estate giurdignanese. Se ne parlerà venerdì 29 luglio alle 20 con il convegno “Giurdignano e i megaliti: i sentieri della memoria”. Giurdignano, giardino megalitico d’Europa, vanta la più grande concentrazione di dolmen e menhir d’Italia. I massi, tutti rivolti verso l’est del Mediterraneo, sono più di 25, anche se ancora non c’è una stima completa di questi monumenti. Infatti molti di essi sono stati inglobati nelle abitazioni costruite nel tempo, e fino a metà del ‘900 hanno continuato addirittura a far parte dei materiali edilizi utilizzati nella costruzione di edifici. Inoltre molti dolmen, un tempo censiti, purtroppo sono in seguito crollati o scomparsi. Nonostante questo, a Giurdignano non è raro vedere dolmen o menhir creare, nell’abitato, un percorso in cui è facile perdersi, come il menhir della Madonna di Costantinopoli, il menhir San Paolo, il Croce della Fausa e il San Vincenzo assieme ad altri, con vari nomi, molti mutuati dalla tradizione cristiana. Su essi non è raro veder collocate croci o incisioni cattoliche fatte con l’antico intento di cristianizzare ciò che era pagano, e nel tentativo estremo di non cadere in tentazione furono addirittura scavate e ricavate chiese rupestri in corrispondenza di essi. Nel convegno di Giurdignano, quindi, si scoprirà ciò che le pietre raccontano attraverso la voce di appassionati poeti e attraverso gli studi del docente Giovanni Feo. L’evento vedrà tra l’altro anche la presenza del vicepresidente provinciale Simona Manca e del gruppo lirico “Ensemble Maria D’Enghien”, che guiderà i curiosi alla scoperta di queste pietre storiche, tra culti misterici e racconti popolari, leggende e falsi miti, in una delle zone più affascinanti della terra di Puglia: il parco megalitico.

Jenny De Cicco

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Olio della Poesia 2011, Serrano premia Jolanda Insana

Jolanda Insana riceve l’annuale riconoscimento all’Olio della Poesia di Serrano, che si tiene stasera e che costituisce una delle iniziative culturali più longeve e interessanti del nostro territorio. “Quanto costa una bugia? – scrive la Insana, che sarà premiata in piazza Lubelli – in sforzi di memoria sicuramente costa più della verità”. Jolanda Insana è una scrittrice messinese che ha iniziato la sua attività nel 1977, quando fu scoperta da Giovanni Raboni: da lì in poi le pubblicazioni con case editrici di respiro nazionale e riconoscimenti letterari importanti come il Premio Viareggio nel 2002.

La serata sarà aperta da Stefano Verdino, mentre presenta Ludovico Malorgio e la lettura dei versi è affidata a Carla Guido. La manifestazione, coordinata da Peppino Conte, è organizzata dalla Provincia di Lecce e dal Comune di Carpignano Salentino. Sarà attribuito anche il premio Salento D’Amare, che andrà a Marilù Lucrezio, e il premio Millennium al Fondo Verri di Lecce. Come è ormai tradizione, l’editore Manni pubblicherà il quaderno con i testi di Insana in 999 copie numerate e fuori commercio, curato da Massimo Melillo e Antonio Errico. Il quaderno sarà distribuito gratuitamente ai partecipanti stasera. Per una tradizione che si rinnova, un’altra si va storicizzando. Negli ultimi due anni, infatti, il palco dell’Olio della Poesia è una bella occasione per far conoscere al pubblico nuovi talenti del panorama musicale salentino. Lo scorso anno è toccato a Riccardo Calugiuri, che si è esibito con la chitarra classica, quest’anno toccherà a Vincenzo Tommasi, che suonerà la chitarra dando un’impronta etnica e moderna. Funzionerà anche uno stand per il baratto culturale: sarà consegnata una bottiglietta di olio extravergine di oliva, offerta dall’azienda Montevergine di Otranto, a chi porterà in dono uno o più libri, anche usati e di qualsiasi genere, da destinare al fondo dell’Olio della Poesia presso la biblioteca comunale di Serrano.

Fabio Tarantino

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Martano, il paese si apre ai visitatori con “Cortili Aperti”

Continua questa sera e domani, 23 e 24 luglio, la quarta edizione di Cortili Aperti, percorso all’interno di palazzi, chiese e case a corte di Martano che costituiscono la memoria storica del paese e della sua vita di un tempo. A curare l’iniziativa è l’assessorato alle Attività produttive e marketing territoriale del Comune di Martano, che vede in Antonio Carra il principale organizzatore. La manifestazione si innesta sull’iniziativa “Eventi in mostra”, curata dal consigliere al Turismo Toni Iervoglini, e consente ai visitatori di unire la passeggiata culturale alla buona musica con i Radiostar e gli Almoirama, e al teatro con lo spettacolo “Cibi ed Eros”, promosso dall’associazione culturale “Teatro Solatia”. Da sottolineare, infine, la possibilità per tutte le sere di degustare presso il palazzo baronale “l’Olivotto”, crema di olive Celline di Nardò di recente creazione.

Fabio Tarantino

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Tennis, a Maglie la Nazionale femminile under 18 con la Soisbault Reina Cup

Arriverà il 25 luglio a Maglie la Nazionale italiana femminile under 18, e ancora una volta Maglie sarà al centro di un appuntamento imperdibile per gli appassionati del settore. Dal 27 al 29 luglio, infatti, si terrà al Circolo Tennis di Maglie la semifinale europea 2011 della European Summer Cup “Soisbault Reina Cup”. La prova del nove per la rappresentativa italiana, dato che le prime due qualificate partiranno alla volta di Lleida, città spagnola, dove dal 30 settembre al 2 ottobre si terrà la finale assoluta. La Soisbault Reina Cup è considerata dagli addetti ai lavori come uno dei trampolini di lancio più importanti del tennis femminile: un successo in questa manifestazione aprirebbe quasi certamente le porte della Fed Cup, la Coppa Davis in rosa. E proprio l’Italia in tal senso ha l’onore da difendere, dato che nel 2010 vinse la Fed Cup con un team formato da Francesca Schiavone, Flavia Pennetta, Roberta Vinci e Sara Errani. Ma se sul campo inizieranno a sfidarsi il 27, come già detto, il 25 la rappresentativa nazionale raggiungerà il Salento. A fare da chioccia ci sarà Rita Grande, uno dei nomi più importanti del tennis femminile, non solo italiano, che attualmente occupa la posizione numero 30 al mondo e che accompagnerà le giovani atlete: Francesca Palmigiano, Angelica Moratelli, Chiara Mendo e Lorenza Stefanelli le quattro prescelte. Mentre il direttore della manifestazione Antonio Baglivo mette in risalto l’impegno di tutti i soci del Circolo Tennis di Maglie, si spera che il suo auspicio, quello di offrire una indimenticabile immagine del Salento alla rappresentativa nazionale, sia esteso al pubblico, che potrà vivere delle indimenticabili giornate di tennis.

PAOLO MERENDA

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Giuggianello, Massimo Dapporto e la bellezza del cinema

A Giuggianello arriva Massimo Dapporto. Accadrà il 23 luglio, in occasione del progetto sulle arti cinematografiche “Un comune, uno schermo”. Previsto, all’interno della manifestazione, anche un laboratorio rivolto ai giovani da 15 a 30 anni promosso dall’Associazione Nazionale dei Piccoli Comuni, Federconsumatori e Istituto Luce, con dibattiti, proiezioni e confronti con lo scopo di avvicinare i giovani al mondo del cinema e di far riscoprire a tutti la portata sociale e culturale che l’arte cinematografica comporta. L’iniziativa si avvale del prezioso contributo di Massimo Dapporto, l’attore e doppiatore italiano che calca le scene e i palcoscenici fin dagli anni Settanta e che ultimamente ha fatto sognare milioni di bambini italiani con i doppiaggi di alcuni dei film di animazione più amati: sua la voce, ad esempio, di Buzz Lightyear in “Toy Story”. Obiettivo del progetto “Un comune, uno schermo” è realizzare un circuito di sale multimediali per la fruizione di prodotti cinematografici, filmati ed eventi culturali. “È la dimostrazione – spiega il sindaco Giuseppe Pesino – di come sia possibile realizzare una larga fruizione degli eventi culturali nei piccoli centri, ampliando le opportunità per i cittadini e per i giovani. Sono oltre 3500 i comuni italiani che a oggi sono privi di una sala cinematografica, di un teatro, di un centro di aggregazione culturale che conceda svago e divertimento, e l’amministrazione con questo progetto tenta di superare il gap”. L’Istituto Luce metterà a disposizione, gratuitamente per un anno, i documenti cinematografici culturali e storici visibili in nuove sale cinematografiche, che saranno collegate via satellite al server dell’archivio audiovisivo. Ogni comune avrà la piena padronanza del palinsesto e potrà promuovere anche azioni di video-on-demand.

Jenny De Cicco

Programma Laboratori

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Deserta l’asta per la vendita del Foro Boario: “Immobile inutile per un privato”

È andata deserta l’asta per la vendita del Foro Boario a Maglie. Lo stabile, che si trova sulla statale 16 in direzione Otranto, era stato negli ultimi mesi al centro di una querelle tra la maggioranza e il gruppo consiliare di Città Libera, che affermava che quello stabile non andasse venduto nell’interesse della città, e comunque che il prezzo fissato fosse troppo basso rispetto al valore reale dell’edificio. Durante il Consiglio comunale, però, il prezzo era stato aumentato, dopo le rimostranze del capogruppo di Città Libera Antonio Giannuzzi, anche se non di tantissimo. E ora l’asta per la vendita è stata disertata. “È evidente – commenta Giannuzzi – che l’amministrazione, volendo vendere un bene più volte svalutato senza che allo stesso venisse riconosciuta l’esatta destinazione urbanistica, secondo noi di tipo commerciale – e gli atti lo dimostrano – e senza che lo stesso fosse accatastato, ha spinto i potenziali acquirenti a stare lontani da quello che poteva definirsi un incauto acquisto. Non si può vendere un immobile che non serve a niente e che ufficialmente non esiste. La legge obbliga, nel cedere immobili pubblici, a procedere alla valorizzazione degli stessi, riservando una destinazione urbanistica precisa che possa essere più remunerativa per l’amministrazione, e dando certezze, a chi acquista, sul possibile uso dell’immobile. La mancata vendita ci darà la possibilità di rivedere i riferimenti valutativi della struttura, riconoscendone quella destinazione commerciale che porterà benefici ben più consistenti per la città, sia se sarà venduto, sia se sarà affittato. Vantaggio ancora più consistente soprattutto se dovesse sorgere, in area Conca Marau, il nuovo ospedale. Al momento, però, un problema in più per l’amministrazione: pagare i debiti fuori bilancio”.

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Tra le bellezze naturali dei Laghi Alimini, in sella a un cavallo

Il Salento è una terra ricca di colori straordinari, di meravigliosa varietà e di luoghi incantevoli da conoscere, visitare e scoprire. Uno dei modi alternativi per esplorare il territorio salentino nella sua totale espressione è in sella ad un cavallo. Con questo splendido animale si possono scoprire aree di pregio naturalistico e ambientale dove con altri mezzi sarebbe impossibile inoltrarvisi. Il luogo migliore per vivere una simile avventura è il centro equestre più noto del Salento, l’Ippogrifo, da tutti conosciuto come “il maneggio di Lucio”. Collocato in un paradiso naturale a pochi metri dai laghi Alimini, a 7 km a nord di Otranto sulla provinciale 151.

Lucio, con i suoi lunghi baffi, cappello e sguardo da cowboy, guida la fila di cavalli in sella al suo stallone. Ci si inoltra subito tra vecchi ulivi, se ne ammirano alcuni esemplari centenari e dalla masseria Pagliarone, che dà il nome alla zona, si giunge alla masseria Patulicchie. Il complesso della masseria risale al Cinquecento e la torre, di notevole mole, doveva raggiungere anche una considerevole altezza, tanto da poter fungere come posto di osservazione, essendo in comunicazione visiva con le vicine torri costiere e con altri torri all’interno. Dopo circa mezz’ora si arriva sulla costa di Sant’Andrea e dall’alto della scogliera si ammira il mare cristallino, uno scenario incantevole reso ancora più affascinante dalla diversa percezione che si ha stando ancora più in alto del normale: in sella a un cavallo. Si procede verso Sant’Andrea, piccola località balneare caratterizzata da grotte scavate nella roccia, un tempo ricovero per gli uomini e per gli animali e successivamente usate come ricovero dai pescatori che vi dimoravano stabilmente. Dopo aver attraversato la frastagliata costiera caratterizzata da meravigliose insenature e anfratti, si attraversa un tratto di fitta pineta per poi arrivare su un ponte dove si può ammirare il punto di unione tra il mare e il lago grande degli Alimini.

Gli ulivi, nella loro maestosità, fanno da cornice alla fila di cavalli, e intorno echeggia solo il canto delle cicale. Ci si inoltra poi in un tratto di pineta che Lucio ama chiamare “Amazzonia”. Subito ci si rende conto del perché: strettissimi sentieri che solo a cavallo si possono intraprendere, una galleria di tronchi e rami di pino. Si viene avvolti da un inebriante profumo di alloro, pino domestico, timo e tante altre piante che contribuiscono a creare un habitat di incomparabile bellezza. Usciti da questi sentieri si intravedono le incantevoli insenature del lago. All’avvertimento di Lucio, “spalle indietro”, i cavalli affondano gli zoccoli in una fanghiglia e pochi passi più avanti ci si ritrova a guadare il lago conosciuto come la “Rotonda”, il lago salmastro che si vede, nel primo tratto della passeggiata, legarsi al mare. Vi è una ricca presenza di una fauna avicola particolare come il martin pescatore, il barbagianni, il pettirosso. Lo si attraversa a qualche metro dalla riva e l’acqua arriva sino agli stivali. I pesci nuotano tra le gambe dei cavalli. Di fronte vi è anche una torre di avvistamento che consente di ammirare l’habitat circostante nel suo complesso splendore e carpire tutti i particolari della vita lacustre.

Serena Cappello

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Roghi estivi, Sos dei pompieri: “Non siamo in condizioni di garantire la sicurezza”

I Vigili del fuoco sono arrivati dopo quasi due ore dall’inizio dell’incendio, denunciano i proprietari delle strutture e gli ambientalisti. Un agente della polizia si è perfino ustionato nel tentativo di spegnere le fiamme e sono intervenuti anche semplici cittadini, come i turisti che risiedevano presso la Masseria di Tenuta il Gambero. Insomma, situazioni difficili e inaccettabili secondo Giancarlo Capoccia del Conapo, il sindacato dei Vigili del fuoco. “Già dal 12 di giugno abbiamo lanciato un appello evidenziando la mancanza di personale”, spiega Capoccia, “si pensi che ad esempio, proprio nel caso di Alimini, Otranto, Badisco e Santa Cesarea, il prezioso presidio dei Vigili del fuoco ad Otranto, dopo oltre dieci anni, quest’anno non è presente in zona proprio per via della mancanza di personale”. Quindi anche le pinete di Alimini, con le migliaia di turisti che vi risiedono, sono a rischio? “Certo”, risponde Capoccia, “non abbiamo gli uomini per aprire quel presidio sul territorio che garantiva la sicurezza durante l’estate”. Da cosa dipende questa mancanza di organico? “Se lo Stato taglia sulla sicurezza, se taglia sul personale al servizio dei Vigili del fuoco, noi non possiamo assicurare tutti i servizi. In pratica, i tagli sulla sicurezza, come nel nostro caso, non permettono di garantire gli stessi standard di sicurezza al cittadino”. Lo stesso vale per la prevenzione come, ad esempio, a proposito delle vie tagliafuoco? “I nostri appelli agli enti pubblici perché obblighino i privati alle arature così come previsto dalla legge, effettuino la manutenzione di quelle in aree pubbliche e puliscano i bordi delle strade spesso cadono nel vuoto. Ora lanciamo questo ennesimo appello, dicendo allo Stato che se taglia sulla sicurezza il cittadino rischia. Mentre noi vorremmo garantire il servizio in maniera ottimale, ma non possiamo”.

Elio Paiano

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Incendio all’Orte, in fumo la macchia mediterranea e la pineta

È andata a fuoco completamente, a distanza di vent’anni dall’ultimo incendio, la macchia e la pineta della falesia che dall’Orte va verso Palascìa. A intervalli regolari, ogni volta che la macchia diventa rigogliosa e spettacolare, qualcuno la brucia e nessuno sembra poter fare nulla per fermare il fuoco. Potrebbe essere un caso, ma l’incendio parte sempre dalla stessa zona e si propaga sempre allo stesso modo. Se c’è il vento forte è impossibile arrestarlo, se non con mezzi speciali come i Canadair. Venti anni fa intervenne d’urgenza, con propri mezzi, anche l’Aeronautica militare di Otranto, dato che la stessa base radar era minacciata dalle fiamme. Questa volta, tra le fiamme, sono finiti una struttura turistica (il resort-tenuta il Gambero che sta nella Masseria dei Monaci) e un camping. Ingenti danni alle strutture, qualche ricovero di persone intossicate dalle fiamme ma, per fortuna, nessuna vittima. Un vero miracolo, dato che la baia era affollata dai turisti. Sin dal pomeriggio le fiamme si sono levate sulla litoranea, ma dal lato destro, e in pochi minuti hanno guadagnato il lato mare della strada e hanno iniziato a minacciare la parte della Masseria dei Monaci. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco e la Protezione civile con i propri mezzi e i volontari. Il lavoro è stato eccezionale perché ha permesso di salvare dal rogo le strutture ricettive, ma con quei mezzi era impossibile arrestare le fiamme spinte dal forte vento. La richiesta dei Canadair è stata esaudita solo 18 ore dopo l’inizio del rogo, perché i mezzi erano impegnati in altri incendi tra Puglia e Basilicata. Del resto la pericolosità di un eventuale incendio della Baia delle Orte era classificata a livello tre, poiché sul posto non esistono abitazioni. Così il fuoco ha divorato uno degli scenari più belli di Puglia, la falesia che si tuffa con pinete e macchia mediterranea nel mare di Capo d’Otranto all’interno del Parco Otranto Leuca e del bosco delle vallonee di Tricase. Le polemiche si sono scatenate non solo a Otranto, ma in tutto il Salento, visto che sempre all’interno del Parco è andata a fuoco la macchia mediterranea anche ad Andrano, e sul versante ionico il tratto neretino. Insomma, una giornata che ha distrutto un patrimonio naturalistico importante e – secondo gli ambientalisti – ha evidenziato la lentezza dell’intervento e la mancanza di tutela reale nei confronti del patrimonio boschivo. Ma nello stesso tempo, secondo il sindacato Conapo dei Vigili del fuoco, ha evidenziato anche la grave mancanza di uomini e mezzi per contrastare gli incendi.

Elio Paiano

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Un Consiglio comunale aperto per ribadire che Maglie vuole la Casa della Salute

La Casa della Salute s’ha da fare, e anche in fretta. Così il Consiglio comunale ribadisce con forza la richiesta alla Asl e alla Regione formulata nei giorni scorsi: il sindaco Antonio Fitto e la sua maggioranza increduli di fronte alla decisione di smantellare il centro di primo soccorso, invece previsto nel progetto di Casa della Salute, che dovrebbe decollare a breve anche se non si è ancora certi sulla data di partenza. Così, dopo la riunione dei capigruppo dei giorni scorsi, sarà l’assemblea comunale a esprimersi, aperta ai cittadini in modo che anche questi abbiano diritto di parola al riguardo. Appuntamento il 26 luglio alle 18, con all’ordine del giorno un unico punto: “Ridare dignità al diritto alla salute: riapertura immediata del punto di primo intervento e attivazione della Casa della Salute a Maglie”. Alla seduta consiliare sono stati invitati anche il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, l’assessore regionale alla Sanità Tommaso Fiore, la dirigenza della Asl Lecce e i consiglieri regionali della provincia. Allo stato attuale, infatti, la situazione è abbastanza urgente: Maglie non ha il punto di primo soccorso, invece previsto nel progetto di Casa della Salute, e anziché essere potenziato spostato a Scorrano. L’ultima parola toccherà ai dirigenti sanitari e regionali, tuttavia questo riordino ospedaliero segue decisamente i tempi della burocrazia italiana. I malati, però, non possono aspettare: all’interno della Casa della Salute, per esempio, si proseguirà con i day-service ambulatoriali per i malati cronici, perché gli esami che prima venivano effettuati in diverse tranche nell’arco di un anno vengano fatti in un giorno, con medici specialisti e l’assistenza di un’infermiera dedicata, e tanti disagi in meno per chi soffre di malattie diabetologiche, cardiache e pneumologiche.

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“Otranto Film Fund Festival”, a settembre l’omaggio al Cine Regio

“Otranto Film Fund Festival”, pronto l’accordo con Cine Regio e Wallimage, reso possibile dalla presenza nel Salento, in questi giorni, di Philippe Reynaert, presidente del fondo Wallimage e fondatore di Cine Regio che ha avuto un incontro con Apulia Film Commission e Chiara Coppola, direttore artistico e organizzativo di Offf, per definire gli ultimi dettagli per la terza edizione del festival, in programma a Otranto dal 1 al 3 settembre presso il Castello Aragonese e Porta Alfonsina. Così Offf partirà con un omaggio al decennale di Wallimage, fondo d’investimento nell’audiovisivo, istituito dal 2001 dalla regione Vallonia e rappresentato da Philippe Reynaert, che a settembre sarà di nuovo nel Salento per ritirare il premio assegnato dalla città di Otranto. Reynaert è anche uno dei creatori del Cine Regio, il coordinamento europeo dei fondi regionali d’investimento nell’audiovisivo, di cui è stato il primo presidente nel 2005, e da cui lo scorso maggio è stato rieletto. Il Cine Regio rappresenta le regioni presso le istituzioni europee e dà voce a questi enti pubblici che rappresentano il 20% degli investimenti pubblici nel cinema, unica risorsa finanziaria in espansione.

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Bravo Club, vertici rinviati a giudizio per inquinamento da reflui

I vertici di Alpitour World Hotel & Resort S.p.a. rinviati a giudizio per aver sversato reflui negli anni 2009-2010 dalla struttura “Bravo Club” di Alimini. La denuncia formulata dai gestori di una struttura confinante aveva fatto scoprire sversamenti illeciti in mare da parte del villaggio turistico Bravo Club di Otranto. Proprio per mettere a norma la struttura, infatti, quest’anno sono stati effettuati lavori straordinari che hanno ritardato l’apertura del villaggio di oltre un mese. E adesso, per ordine del pm Donatina Buffelli, sono stati rinviati a giudizio per ottobre Agostino Cavallo e Cosimo Rubino, in qualità di direttori e procuratori speciali della struttura insieme a Mauro Piccinni, legale rappresentante della società Alpitour World Hotel & Resort S.p.a. L’episodio, come si ricorderà, generò una contaminazione fecale nello specchio acqueo antistante, e l’erosione di un paio di metri dell’arenile. “Il danno ricevuto dalla struttura adiacente, Serra Alimini 2, e le lamentele dei turisti ci hanno suggerito di procedere per le vie legali”, spiega infatti l’avvocato di Serra Alimini 2, Corrado Sammarruco. “Ora, con il rinvio a giudizio, si potrà fare chiarezza sulla vicenda e verificare se adesso la situazione sia realmente risolta”. Dopo i lavori appena effettuati nella struttura, infatti, la situazione dovrebbe essere rientrato nella normalità. Il giudice dovrà quindi accertare le eventuali responsabilità delle persone rinviate a giudizio.

Elio Paiano

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