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Otranto, boom di turisti agostani. “Già, ma di che livello?”. Il dibattito è aperto

Otranto, boom di turisti agostani. “Già, ma di che livello?”. Il dibattito è aperto

Che tipo di turismo c’è quest’anno? Una riflessione normale dopo le vicende che hanno visto risse e litigi un po’ in tutto il Salento. Un comportamento che ha messo in allerta un po’ tutti, anche se si tratta di casi isolati, ma a Otranto sono in molti ad aver tratto le loro conclusioni.

Certo, il problema non tocca assolutamente luoghi con un target alto come le masserie o i resort, oppure i residence dove gli ospiti sono molto selezionati e i prezzi non sono affatto alla portata di tutti. Ma in città, in agosto, si riversano tutti: qualsiasi tipo di turista. “Quest’anno le persone che sono arrivate qui sono state di più e di livello più alto, almeno fino ad agosto”, dice Cristina Conte dell’ “Altro Baffo”, celebre ristorantino nel cuore del centro storico di Otranto. Ma come mai ad agosto ci sono persone che litigano più facilmente? “Secondo me i turisti sono troppi, e aumentano ogni anno, con percentuali a doppia cifra. Questo sembra positivo, invece per il mese di agosto, mese delle vacanze popolari, non lo è. Vuole un esempio pratico? A giugno abbiamo registrato incassi maggiori con un numero di clienti che era la metà di quelli di agosto. E’ questione di livello, di target, non di numeri, specialmente in questo mese”. Così i numeri sono positivi, ma il target scende ogni volta che aumenta il numero di turisti agostani. “Da noi non si vede mai nessuno litigare, per carità –spiega Francesca De Matteis dell’enoteca “De Vinis”, nel cuore del centro storico (a pochi passi dal lungomare) – però già il tono della voce dei turisti ad agosto diventa più alto, questo dimostra che ci sono persone meno abituate a stare insieme agli altri, posso dire? Meno educate. Del resto una soluzione va trovata: almeno ad agosto, un modo per selezionare un po’ va cercato”. Dello stesso avviso Antonio Moscara dell’ “Athenaion”, resort nella Valle delle Memorie: “C’è chi ha fatto prezzi stracciati in pieno agosto. E’ vero che così si ha la certezza del pienone, ma la qualità dei clienti che ti arrivano scende paurosamente”.

Elio Paiano

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2 Responses to “Otranto, boom di turisti agostani. “Già, ma di che livello?”. Il dibattito è aperto”

  1. Gianluca ha detto:

    Io ho scoperto Otranto 30 anni fa. In realtà non era una sorpresa. Mia madre e l’ albero genealogico relativo (sia il nonno che la nonna) sono salentini da generazioni infinite. La Otranto dell’ ottanta era una meraviglia. Nel culmine della stagione, che era la festa dei santi martiri, c’era un brulicare di gente, quasi tutti del posto. Non so perchè ma preferivo così, genuinamente. I turisti erano poche e selezionatissimi, tutto il salento era un’ isola felice. La pizzica ha sdoganato molto questa terra. Frotte di giovani l’ hanno conosciuta portandosi appresso i genitori. Ho incontrato, ultimamente, molti altoitaliani che sono moooolto più civili di Napoletani e Baresi. Non me ne vogliano gli interessati ma di solito, in percentuale, i più maleducati sono proprio loro. In definitiva, va benissimo la riscoperta o la scoperta di questa terra ma un po’ più di regolamentazione educativa non sarebbe male. Perchè questa terra non deve diventare frontiera con cambi di ordine sociologico, giacchè, una delle prerogative della terra d’ Otranto è l’ ospitalità con il sorriso. Guai a che cambierà questo stato di cose.

    • Cristina ha detto:

      Per parafrasare Gianluca, anch’io dico che ho scoperto Otranto, ma 15 anni fa. E l’ho scoperta prima toccandola con mano e poi leggendone il più possibile, perché la magia di questa città mi ha catturata e oserei dire quasi travolta. La sua storia, i suoi martiri, il fascino del mare che dà sull’Oriente: la città ne è totalmente intrisa ed è proprio questa probabilmente la sua forza. Ebbene, in questi quindici anni Otranto, a differenza del Salento tutto, non è cambiata poi molto. E questa non è una nota di demerito, anzi. Visto da Nord, cioè da un luogo di osservazione molto lontano, Otranto è rimasta per me un punto fermo, solido, in un Salento che ho visto crescere di anno in anno e in poco tempo forse anche troppo. Otranto ad agosto è sempre stata off limits, ed è vero che per la festa dei Stanti Martiri la gente veniva da ogni parte del Salento e della Puglia. Il Salento tutto, invece, è diventato meta ambita solo in questi ultimi anni, ma non credo sia solo un fatto di “pizzica”. Credo piuttosto in una sorta di turismo “passaparola”, quello del turista che viene, rimane incantato da quella terra e ne decanta a sua volta tutta la bellezza. Oltretutto, nell’era di internet non è nemmeno difficile trovare alloggio o ristoro. Come in tutte le cose però anche questa “medaglia d’onore del turismo” ha un suo rovescio: ovvero che diventa sempre più difficile “selezionare” il turista. E non è solo un fatto di prezzi praticati più o meno bassi. Credo sia invece l’effetto “rivoluzione” del turismo ritrovato in una terra che per vocazione non può che vivere di turismo. E’ un po’ come il prezzo che si paga per il progresso e lo sviluppo industriale. Ma è anche vero, per quanto ho potuto vedere io in soli 15 anni, che talvolta il prezzo che si paga è troppo alto rispetto al beneficio che se ne ottiene. E allora mi domando e vi domando: era meglio la Otranto di un tempo o quella di adesso? Personalmente non saprei rispondermi, perché il Salento di oggi (e non sto parlando di Otranto anche se di questa terra qualche lato oscuro mi rimane ancora) in fondo è ancora quello di un tempo – nel bene e nel male – con qualche megastruttura turistica in più, solo che la gente che viene di rado o anche solo una volta all’anno, non se ne accorge. Faccio un solo esempio: ho visto una cittadina poco lontana da Otranto cambiare radicalmente. A prima vista sembra più bella e appetibile al turista, ma un attento osservatore si accorge ben presto che tutto quel che di nuovo c’è, al turista ha tolto la possibilità di frequentare uno degli angoli più belli del Salento: Porto Miggiano. Lo scrivo con rammarico, perché – visto da Nord – ho capito che certe logiche, diciamo così “sacre”, non sono mai morte, ma anzi si sono evolute come si è evoluto il turismo, raccogliendo per sé quel benessere che invece dovrebbe essere di tutti. E allora credo che sia indubbiamente meglio chi fa rumore per le strade di Otranto, che chi al contrario impone l’élite del silenzio. Scusate se sono stata lunga…

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