Archive | novembre, 2012

La vita ciclica e la rigenerazione territoriale

Rigenerazione territoriale come opportunità di rinascita urbana. Questo l’obiettivo del progetto partito in questi giorni nei comuni di Ortelle, Diso, Spongano e Andrano, sotto forma di laboratorio di connessione strategica a nome di ODSA i Paesi della Vita Ciclica, ideato dall’associazione CittàFertile sarà un importante progetto per questi comuni.

Esistono spesso porzioni di città abbandonate o colpite dal degrado che potrebbero tornare a nuova vita attraverso percorsi condivisi dai comuni e i loro cittadini, grazie a questo progetto il cui obiettivo è la rigenerazione territoriale, prevista dalla legge regionale 21/2008.

La legge 21/2008 rappresenta un modello che guarda alla riqualificazione urbana in chiave innovativa, attuando un sistema di programmazione partecipata e pronta a investire sui talenti locali, per realizzare il concetto di territorio integrato alle comunità e funzionale alle esigenze della stessa.

Finanziato con il Piano Operativo FESR 2007-2013 della Regione Puglia, il fine del progetto è quello di avviare una serie di studi sul territorio per ricreare un luogo identitario, inclusivo e fortemente interconnesso e funzionale per chi ci abita, ricco d’appeal dal punto di vista turistico.

È prevista la partecipazione come parte attiva del progetto, oltre agli abitanti stabili anche delle popolazioni cicliche ovvero gruppi di presenza periodica, turisti e frequentatori abituali, che hanno un peso importante nella vita, nello spazio e nell’economia del tessuto locale.
Da CittàFertile affermano :

“I processi collettivi sono centrali in tutte le politiche pubbliche rivolte alle trasformazioni urbane: la qualità di un processo urbanistico è direttamente correlata alla sua accettazione sociale e la vivibilità di uno spazio è misurabile tramite il sistema di relazioni umane che ospita.”

Se avrà successo, il progetto sarà d’esempio non solo per i vicini comuni salentini e pugliesi, ma un modello virtuoso per tutti i territori in cui sia presente il fenomeno del degrado urbano, esportabile e utilizzabile ovunque.

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Settima vittoria consecutiva, perentorio 3-0 sul Casoli

Uno dei punti di forza di questa Betitaly Volley Maglie è la capacità di chiudere pratiche facili con facilità, senza cioè complicarsi la vita contro team sulla carta inferiori. Si è visto nell’ultimo turno di B2, quando nel Salento è venuta la rappresentativa abruzzese del Casoli.

La CSA Group Pallavolo Casoli, con soli 6 punti e invischiato nella lotta per non retrocedere, era venuta a giocarsi tutte le sue possibilità senza timore e soprattutto senza avere nulla da perdere. Invece le ragazze di mister Tonino Solombrino hanno saputo rintuzzare gli attacchi delle ospiti, anche se qualche rischio l’avevano corso nel primo set, dove Daniela Stabile e compagne perdevano 24-21, prima del “provvidenziale” infortunio a Fiore, la palleggiatrice abruzzese. Alessandra Labate e le altre hanno saputo rialzarsi prima di perdere il set, portandolo a casa non senza difficoltà.

Da lì tutto è andato in discesa, con il Palabetitaly, sempre pieno di tifosi magliesi, che ha confermato uno strano ma piacevole primato: in 4 partite interne di questa stagione, nessun set è stato vinto dalle avversarie di turno, e i 12 set vinti sono lì a confermare la bontà del lavoro del sodalizio magliese, con Gigi Macagnano in grado di creare un gruppo forse ancora più forte di quello della scorsa stagione.

Sta tornando sempre più in forma Ilaria Barbaro, talentuosa giocatrice ferma ai box per un infortunio da tempo, ma che contro il Casoli è rientrata e ha mostrato parte del suo repertorio, in attesa di migliorare e togliersi la ruggine di dosso. Quale migliore occasione di sabato prossimo, con una trasferta proibitiva ma che mostrerà cosa si può aspettare la Betitaly dal campionato di B2: il Maglie, primo a 20 punti in coabitazione con il Corato, andrà a Pescara contro la seconda, a quota 17 punti, in un campo sul quale il gruppo di casa ha sempre vinto. Una sfida da dentro o fuori, che il Maglie affronta con il morale alle stelle.

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Il Brutto e il Cattivo, il nuovo album degli SteelA

A circa un anno dall’uscita del secondo album, Un passo un dubbio, gli Steela, reggae band salentina, tornano con un nuovo EP, Il Brutto e il Cattivo.  Il lavoro contiene 6 brani inediti ed è l’evoluzione della band da sonorità più legate alla tradizione giamaicana a un sound sperimentale e vicino al dubstep. Apre l’album il brano che gli dà il titolo, Il Brutto e il Cattivo, che racchiude la voglia di uscire fuori da ogni schema. La seconda traccia è una canzone sulla speranza, rivolta ai grandi problemi del momento, Sun Will Rise. Seguono 10.000 Metri, Antidoto, L’onda e infine una versione strumentale di Sun Will Rise.

Gli SteelA nascono nel 2004 con l’incontro di sei musicisti, il cantante Moreno Turi, il batterista Antonio De Marianis, il bassista Valerio Greco, i tastieristi Errico Carcagni e Donatello Vitto e il chitarrista Emanuele Carcagni. Nel 2006 Madaski degli Africa Unite produce il loro primo album, I Livello, pubblicato da Casasonica, la casa discografica di Max Casacci dei Subsonica. Hanno collaborato con gli Africa Unite nel 2007 e nel 2008 con Raiz, con il quale hanno anche suonato al concerto del Primo Maggio a Roma.

La band presenterà il nuovo lavoro martedì 27 novembre allo Youm in Piazza Mazzini a Lecce a partire dalle ore 18:00 (l’ingresso è libero) suonando in un arrangiamento elettroacustico alcuni brani. L’ EP è autoprodotto ed è distribuito da GoodFellas e sostenuto da Puglia Sounds. La tappa salentina del tour sarà il 29 dicembre alle Officine Cantelmo di Lecce.

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È in libreria Immagina la Gioia di Vittoria Coppola

È da pochi giorni in libreria Immagina la Gioia, il nuovo romanzo di Vittoria Coppola, edito da Lupo Editore. Questo secondo lavoro –  il primo, Gli Occhi di Mia Figlia (sempre per Lupo), ha vinto il sondaggio della rubrica Tg1 Billy come miglior romanzo 2012 – rappresenta una conferma per la giovane autrice salentina.

La storia, che si apre in un ventaglio di emozioni man mano che scorrono le pagine, è incentrata sulla figura di Eva, giovane e inquieta donna dalla personalità curiosa quanto riservata, amante della vita eppure in conflitto con essa. Attorno alla protagonista altri personaggi importanti faranno poi la loro comparsa: dal fratello Pietro, con il quale Eva ha un rapporto in cui trova spazio la gelosia, a nonna Annina, che cerca di trovare le parole giuste per interagire con lei e la consiglia, a nonno Manfredi, una figura quasi mitologica, legata a certi amori che si pensano indissolubili.

All’apparenza Eva è una ragazza come tante altre, ma dentro di sé ha un mondo immenso e a tratti travagliato, che forse cerca di tenere celato con un abbigliamento variopinto e sgargiante, un po’ come quando si tende a dissimulare la timidezza con la loquacità, esternando il contrario di ciò che il proprio essere conserva all’interno. Suo fratello Pietro, invece, è solare e intraprendente, amante del calcio e realizzato in amore, tanto che ci potrebbe chiedere se non sia questa differenza caratteriale a far ingelosire Eva e a farla vivere come sull’orlo di un’eterna competizione.

Fin qui tutto normale –  o quasi – ma all’improvviso, accade qualcosa che sconvolgerà gli equilibri personali così faticosamente tenuti assieme, perché si possa realizzare quanto appena suggerito in seconda di copertina: una vicenda di unione autentica, fatta di parole non dette e verità dolorose che fanno crescere.

Il  nuovo lavoro della Coppola, in contintuità tematica con il romanzo d’esordio, segna un altro passo fondamentale nel percorso letterario dell’autrice, che così commenta questa tappa del suo cammino:

L’uscita di Immagina la Gioia è per me un momento importante e forte dal punto di vista emozionale. Dietro al romanzo c’è un lavoro costante, giornaliero, che si è tradotto in pagine che parlano di donne forti e famiglia, condite da sapori unici provenienti dalla terra. Mi auguro che il lettore possa sentirsi accompagnato tra le mura di quella casa e deliziato da quei profumi, che tanto mi hanno sorpreso durante la stesura del romanzo.

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Otranto, arriva il corso di ginnastica dolce

Ѐ ai nastri di partenza il corso di ginnastica dolce organizzato dall’amministrazione comunale di Otranto. Le lezioni – dal 1 dicembre 2012 al 31 maggio 2013 per due giorni a settimana – sono rivolte ai cittadini di età superiore ai 60 anni e si inseriscono nell’ambito delle attività volte a migliorare e stimolare la capacità di autonomia motoria, oltre che creare occasioni di socializzazione e divertimento.

Il corso di ginnastica dolce si svolgerà presso l’impianto sportivo individuato dall’amministrazione del comune di Otranto e sarà garantito anche il trasporto dei partecipanti. I posti disponibili sono 50 e chi vorrà potrà iscriversi e frequentare l’intero corso per tutti i mesi di durata dello stesso, oppure, indicando i mesi di frequenza interessati all’atto della presentazione della domanda.

La domanda di adesione potrà essere ritirata presso l’ufficio anagrafe del comune di Otranto, oppure acquisendola direttamente dal sito internet del suddetto comune, e dovrà essere corredata dal certificato medico attestante l’idoneità a svolgere attività fisica. Ciascun partecipante dovrà versare un contributo di € 10.00 al mese direttamente alla struttura ospitante, mentre la restante quota di iscrizione sarà garantita dal comune di Otranto. Il termine ultimo fissato per la presentazione della domanda è il 28 novembre 2012.

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Maglie: lo Sportello dei Diritti su uno strano caso di presunte molestie

La cronaca giudiziaria fornisce spesso notizie interessanti e alcune anche insolite. Come quella di un ragazzo magliese condannato a un risarcimento di 50 euro per aver inviato un SMS di troppo alla ex. Ora, questa storia, che risale al 2011 torna alla ribalta grazie anche allo Sportello dei Diritti, guidato da Giovanni D’Agata. Ecco il comunicato ricevuto:

Ferisce più la penna che la spada: un proverbio ritornato di moda con l’avvento delle nuove tecnologie che hanno visto sostituire la classica biro e il taccuino con gli sms, i messaggi di posta elettronica ed i social network. È chiaro che un’offesa può costare cara, anche 50 euro, secondo le motivazioni addotte dal Tribunale di Lecce che nel febbraio 2011 aveva condannato ad una multa per molestie un giovane magliese di 26 anni reo di aver inviato alla propria ex che lo aveva da poco lasciato nell’aprile del 2008, un sms ritenuto offensivo dal giudice di merito per “petulanza” e “biasimevole motivo costituito dalla gelosia e dalla volontà di infliggere alla ex fidanzata una punizione per avere interrotto la relazione sentimentale con lui”. Il giovane ha quindi proposto ricorso in Cassazione argomentando che si trattava non di un messaggio offensivo, bensì di un semplice scherzo tra amici. La prima sezione penale della Suprema Corte ha accolto il ricorso rinviando la causa ad altro giudice dello stesso Tribunale per un nuove esame del caso. Gli ermellini hanno, infatti, rilevato che “il reato di molestia o disturbo alle persone non ha natura di reato necessariamente abituale, sicchè può essere realizzato anche con una sola azione ovvero con una sola telefonata effettuata dopo la mezzanotte, ma di questo occorre dare una esaustiva motivazione, nel caso in esame del tutto omessa, anche con riferimento alle finalità di petulanza o di altro biasimevole motivo”. Una vicenda che per Giovanni D’Agata, fondatore dello Sportello dei Diritti può far sorridere ma deve far riflettere sull’abuso dell’utilizzo delle moderne tecnologie che in non rari casi possono essere addirittura foriere di conseguenze di natura penale.

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Maglie: due pericolosi cordoli segnalati allo Sportello dei Diritti

Maglie, il pericolo anche sulle strade urbane è dietro l’angolo. Questa la segnalazione ricevuta da Giovanni D’Agata, responsabile dello Sportello dei Diritti di Lecce:

Basta vedere le fotografie che ci hanno inoltrato alcuni cittadini per farsi venire più di un interrogativo sulle motivazioni che hanno spinto l’amministrazione comunale di Maglie in provincia di Lecce a realizzare un’opera di tal tipo. Si tratta di due cordoli a mo’ di marciapiedi posti sorprendentemente e per ragioni sconosciute sull’asse longitudinale della carreggiata di via Ginnasio nella fascia riservata al parcheggio delle autovetture ma che costituiscono evidenti pericoli per la sicurezza stradale. Giovanni D’Agata, fondatore dello Sportello dei Diritti, dopo aver ricevuto la segnalazione chiede numi sull’opera all’amministrazione comunale di Maglie e invita gli utenti della strada a prestare la massima attenzione nel tratto di strada indicato.

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Le scuole di Maglie verso una proposta-cambiamento

Maglie: obiettivo riorganizzazione scolastica. La giunta comunale ha deliberato per una richiesta di cambiamento, dato che la legge prevede che gli istituti scolastici pubblici abbiano un minimo di 600 alunni secondo lo standard regionale, il primo circolo Principe di Piemonte ne possiede 599, il comprensivo Giulio De Giuseppe 412, mentre la scuola media Salvatore Panareo 584, dislocati nei plessi di via Manzoni e piazza Bachelet.

In pratica, quello che la giunta comunale propone è che il primo circolo venga accorpato al plesso di piazza Bachelet, mentre il secondo, attualmente un comprensivo che comprende anche le scuole di Melpignano, venga accorpato con il plesso di via Manzoni, il tutto anche in un’ottica meramente logistica e “geografica”. Nella delibera si legge infatti:

«Si propone agli enti competenti la formazione di due istituti comprensivi nel territorio di Maglie: istituto comprensivo di Via Diaz, nella sua attuale articolazione, comprensiva del plesso di scuola primaria di via Diaz e dei plessi di scuola dell’infanzia di via Cubaju e di corso Cavour, con l’aggiunta della sede di scuola secondaria di primo grado presente in città in via Manzoni, l’istituto sommerebbe complessivamente 794 studenti; istituto comprensivo, comprendente l’attuale direzione didattica primo circolo “Principe di Piemonte” sita in via Matteotti, nella sua articolazione attuale includente i plessi di scuola primaria di via Lanoce e via Matteotti e i plessi di scuola dell’infanzia di via Sticchi, via Toma e via Marconi, con l’aggiunta della sede di scuola secondaria di primo grado presente in città in Piazza Bachelet, l’istituto sommerebbe complessivamente 801 studenti.»

In altre parole, le scuole magliesi assumeranno un assetto nettamente differente da quello storico, ma è già così da molti anni, da quando il secondo circolo è stato accorpato con Melpignano, che potrebbe restare accorpato, qualora non trovasse una soluzione differente.

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Trofeo Centri storici di orienteering a Otranto, ultima tappa

Il trofeo Centri storici di orienteering si avvia alla conclusione. L’ultima tappa della manifestazione si svolgerà domenica 25 novembre a partire dalle ore 9, a Otranto. Le tappe precedenti sono state: la masseria Provenzani di Squinzano, Monte Sant’Angelo e Cisternino.

L’evento è stato organizzato dalla delegazione provinciale della Federazione Italiana Sport Orientamento (Fiso) di Lecce in collaborazione con l’Asd Faera Sport e Natura, l’assessore comunale allo sport di Otranto, Gianfranco Stefano, e patrocinato dal comune di Otranto e dal comitato provinciale Coni di Lecce. Il ritrovo dei partecipanti è fissato in Piazzale degli Eroi, mentre la prima partenza è prevista per le ore 10. In passato la capacità di “non smarrirsi” era affidata esclusivamente al senso dell’orientamento di ognuno: da qualche anno, invece, l’abilità di trovare la giusta direzione, anche in luoghi privi di punti di riferimento, è diventata una vera e propria disciplina sportiva che attira sempre più appassionati.

Sapersi orientare è, infatti, una vera e propria tecnica e come tale si può imparare attraverso corsi mirati che preparano a gareggiare. Indipendentemente dal contesto in cui si svolge, lo scopo è lo stesso: raggiungere, nel minor tempo possibile e secondo una successione prestabilita, una serie di punti di controllo posizionati nell’area della gara e segnati su una carta topografica preventivamente consegnata all’atleta. Ogni partecipante può scegliere liberamente il tragitto da percorrere tra un punto e l’altro. Se nei paesi scandinavi e nel nord Italia le competizioni si svolgono soprattutto nei boschi, in Puglia la pratica si sta diffondendo anche nei centri storici, dove i vicoli, i cortili e le stradine formano spesso veri e propri labirinti. Ecco perché l’orienteering, oltre a favorire l’attività sportiva all’aria aperta, sta diventando un veicolo di turismo sportivo molto apprezzato.

La gara di domenica prossima a Otranto, oltre a coinvolgere i tesserati Fiso nei percorsi Bianco (esordienti, open, under 12 e 14 maschile e femminile), Giallo (woman 18, 35/40, 19/34 e over 50 maschile e femminile) e Rosso (men under 18, 19/34 e 35/49), cercherà di attirare l’interesse di semplici curiosi grazie a un percorso dimostrativo gratuito non competitivo aperto a tutti, che si svolgerà nella villa comunale a partire dalle ore 11.

Al termine della manifestazione, intorno alle ore 13, si terrà la premiazione della gara del giorno, dei vincitori del campionato regionale pugliese CO e del Trofeo Centri Storici. I partecipanti al percorso dimostrativo riceveranno, invece, gadgets offerti dal comitato provinciale Coni di Lecce.

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Street art di Ennio Ciotta: intervista all’autore

Sabato 24 novembre, alle 16, presso la Sala Pinocchio della Città del Libro di Campi Salentina, Ennio Ciotta presenterà il libro Street Art – La Rivoluzione nelle Strade, edito da Bepress. Interverranno Osvaldo Piliego, giornalista e scrittore e Mariapia Scarciglia, avvocato. Alla vigilia dell’incontro abbiamo rivolto all’autore, che ringraziamo per la disponibilità, qualche domanda sul suo lavoro.

Come è nata l’idea di un libro sulla street art?

I graffiti e la loro fantastica quanto utopica idea di trasformare le città in una grande galleria d’arte mi hanno sempre affascinato. Quel senso di ribellione mi appartiene da sempre. Ho avuto tante fortune nella vita, una di queste è legata al lavoro che svolgeva mio padre: lui era ferroviere. Grazie a questo ho viaggiato gratis in treno fino al compimento del ventiseiesimo anno di età. In quel periodo, parliamo degli anni novanta, questo privilegio mi ha dato la possibilità di calarmi come insider all’interno dei movimenti antagonisti italiani. Viaggiavo ogni settimana e, dal finestrino del treno, i graffiti sui muri immediatamente prima dell’ingresso nelle stazioni ferroviarie, segnavano per me l’arrivo in una nuova città. Il mio background è principalmente letterario e musicale. Provengo dalla scena hardcore, dai dischi autoprodotti, dalle musicassette duplicate con le copertine fotocopiate, dalle chitarre distorte male e dal disagio urlato nei microfoni. Detto questo, ho deciso di scrivere un libro sulla street art quando mi sono reso conto che queste linee di vernice sulle pareti iniziavano a farmi lo stesso effetto di un brano dei Negazione (storica band italiana della scena hardcore).

Eri già un appassionato della street art o ti sei approcciato a questo tipo di espressione artistica quando hai iniziato a lavorare al tuo libro?

La mia vita è interamente calata all’interno delle controculture. La mia curiosità si infiamma ogniqualvolta riesco a scorgere un qualcosa che varchi i confini della quotidianità. Le immagini della street art facevano parte già da molto del mio panorama. Il libro è stato un’ottima occasione di ricerca e confronto con la scena italiana.

Cosa pensi, in generale, della scena street italiana e, in particolare, di quella salentina?

Non sono abituato a dare giudizi. La figura dell’esperto o del critico, specie in ambito creativo, per fortuna tende a sparire grazie al fatto che ormai ogni singolo contenuto è disponibile per tutti in un click. Non leggiamo più le recensioni di un disco per capire se può valere la pena acquistarlo, preferiamo cercarlo in rete per soddisfare la nostra curiosità. Questo ragionamento vale per tutto. In Italia c’è moltissima gente in gamba e anche nel Salento non ci si può davvero lamentare. Il consiglio, in questo caso, è di uscire di casa per andare a scoprire i tanti angoli, muri, club, squat, invasi di interventi artistici. Usiamo la rete come mappa e riprendiamoci le nostre città.

Una domanda un po’ bizzarra: hai mai preso in mano pennelli, spray o qualcos’altro dell’armamentario street? O te ne è mai venuta la voglia?

Per quanto si possa considerare l’arte come un meccanismo democratico ed alla portata di tutti, nel rispetto di chi avrebbe dovuto guardare le mie presunte creazioni, ho sempre evitato volentieri di cimentarmi con colori e figure. Non ho una formazione artistica neanche come autodidatta. La street ert ha diffuso il falso mito dell’approccio possibile all’arte per tutti. I risultati, anche grazie ai social network, sono sotto gli occhi di tutti. Non a tutti bastano tre accordi per stregare il mondo intero.

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Specialmente Giuseppe Bertolucci

A meno di 6 mesi dalla morte il Salento rende omaggio a Giuseppe Bertolucci . Ha preso il via un festival in onore dell’intellettuale, originario di Parma, a Lecce presso manifatture Knos. La rassegna prende il titolo de Il Cinema Specialmente.

L’associazione di cultura cinematografica Spazio Cineforum e l’Apulia Film Commission dedicano la rassegna Il Cinema Specialmente a Giuseppe Bertolucci, anche per ricordare il legame con la Puglia ed in particolare per la “sua” Diso e omaggiare in questo modo la grandezza della arte cinematografica di questo autore.

In tutto sono cinque le proiezioni con dibattito a seguire e si terranno a cadenza settimanale, partite dal 20 novembre e fino al 18 dicembre prossimo, nella sala conferenze del Cineporto di Lecce, presso le Manifatture Knos di via Vecchia Frigole. Durante la serata inaugurale sono intervenuti la sindaco di Diso Antonella Carrozzo e il vicepresidente di Apulia Film Commission Luigi De Luca. È seguita poi la proiezione del film Strana la Vita.

Il cartellone della rassegna si completa con i film I Cammelli il prossimo 28 novembre, proiezione alla quale sarà presente il regista Edoardo Winspeare, Segreti Segreti il 4 dicembre, La Domenica Specialmente l’11 dicembre e, per finire, Amori in Corso il 18 dicembre. Il programma di ogni serata del festival prevede la proiezione delle pellicole selezionate, la distribuzione di schede informative e la partecipazione di esperti del campo cinematografico e accademico per l’introduzione dell’opera presentata e il dibattito successivo.

Bertolucci è morto a Diso dopo una malattia durata 2 anni, l’evento, annunciato dalla moglie, la docente Lucilla Albano, e dal fratello maggiore Bernardo ha scosso il mondo della cultura italiana ed ha richiamato nel piccolo comune del leccese numerose celebrità, come il poliedrico Roberto Benigni. Bertolucci è stato presidente della Cineteca di Bologna, diventata recentemente una fondazione presieduta da Carlo Mazzacurati. Figlio del poeta Attilio Bertolucci, classe ’47, il compianto regista ha esordito nel cinema all’inizio degli anni ’70 in qualità di aiuto regista del fratello. Nel 1975 scrisse la sceneggiatura di Novecento e in seguito lavorò con Benigni per il suo film Berlinguer Ti Voglio Bene nel ‘77. Ha contribuito anche alla sceneggiatura di Non Ci Resta che Piangere.

(foto per gentile concessione di Toti Bello)

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Importanti scoperte archeologiche: cantiere della statale 16 a rischio?

Importanti ritrovamenti archeologici nel cantiere della statale 16. Nei giorni scorsi, infatti, nell’area di Palmariggi, sono stati rinvenuti frammenti di ceramiche e altri importanti reperti risalenti al Neolitico. L’area interessata dai ritrovamenti insiste sul cantiere della già discussa Otranto-Maglie, al centro dei lavori per l’ampliamento da due a quattro corsie.

L’area, di circa 800 metri e ricadente sul tracciato della superstrada, è situata in località Scarneo. A segnalare la presenza dei reperti nella zona, Christian Villani, che nella già sua tesi di laurea discussa presso l’Università del Salento nel 2004 aveva avanzato l’ipotesi dell’esistenza di un villaggio preistorico nell’area suindicata.

Come da  protocollo, la scoperta è stata segnalata alle autorità competenti e in primis alla Soprintendenza di Taranto, organo deputato ad esprimersi sui ritrovamenti e a sciogliere le riserve sul caso.

Nel frattempo, gli ambientalisti, seppure soddisfatti per le scoperte archeologiche, manifestano dubbi e perplessità e , nella persona di Oreste Caroppo, da sempre in prima linea sull’opportunità di costruire una sorta di strada parco a tutela delle testimonianze neolitiche, sottolineano i mancati studi archeologici, che sarebbero dovuti essere preliminari all’avvio dei lavori. Non si esclude pertanto che, se la risposta delle autorità competenti non dovesse risultare sollecita e tempestiva, gli ambientalisti possano adire per vie legali.

Intanto, l’Ufficio Tecnico del Comune di Palmariggi, che ha provveduto ad inviare alla Soprintendenza Archeologica, competente in materia, la nota con la quale comunicava l’avvenuto ritrovamento, resta in attesa dei provvedimenti che gli uffici ministeriali vorranno porre in essere. L’importante scoperta di Palmariggi si aggiunge ai preziosi ritrovamenti delle scorse settimane nell’area di Muro Leccese, dove sono state ritrovate tre tombe messapiche, al momento al vaglio della Soprintendenza ai Beni Culturali.

La scoperta, la cui portata potrebbe essere di notevole importanza ai fini storici, antropologici e archeologici, è avvenuta durante i lavori di scavo per la fognatura bianca previsti dal Comune. All’iniziale ritrovamento di mura messapiche e di una porta che guardava alla zona sud-est del paese, è seguita la scoperta delle tombe, corredate di resti di scheletri e piccoli vasi, tale da far supporre che si possa trattare di un’autentica necropoli di grande importanza storica.

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