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Federbalneari, dal Parlamento europeo novità sulla Bolkestein

Novità per le spiagge italiane e salentine. A seguito delle due giornate di votazione del Parlamento Europeo, ancora non ufficialmente chiuse, approvata la Direttiva Concessioni, confermando l’accordo trovato nei giorni scorsi con la Commissione Mercato interno del Parlamento europeo: spiagge escluse al campo di applicazione della nuova Direttiva.
L’intesa raggiunta è il frutto della collaborazione tra un gruppo di eurodeputati italiani, guidati da Lara Comi ed il relatore della Direttiva Philippe Juvin, Ppe.

L’accordo ancora non risolve il contenzioso nato dall’incompatibilità della direttiva Bolkestein con il sistema turistico balneare italiano, ma spiana la strada agli imprenditori balneari che potranno ora rilanciare, senza nuovi vincoli di assegnazione, i propri programmi finalizzati alla risoluzione della problematiche nate dall’applicazione della Direttiva Servizi, garantendo stabilità al comparto, nel rispetto delle liberalizzazioni dettate dalle normative europee.
Lara Comi spiega

Abbiamo deciso di scegliere una nuova definizione di concessione che esclude chiaramente il settore balneare italiano dall’ambito di applicazione di questa nuova legislazione europea

Mentre il presidente Renato Papagni dice

Siamo molto contenti della dedizione con la quale i nostri europarlamentari a Strasburgo lavorano per difendere gli interessi che non sono solo degli operatori balnerari, ma del’intero comparto turistico e dell’Italia. Stiamo tutti lavorando per rilanciare la crescita economica del nostro Paese, che deve far leva proprio sul turismo, ora come non mai.

Il presidente Papagni ha rivolto i complimenti di tutta la Federazione Nazionale dei Balneari anche agli altri europarlamentari che stanno lavorando nell’ambito della Commissione Mercato Interno.
Un nuovo provvedimento come buon presupposto per rilanciare accordi con il Governo al quale la federazione e Papagni chiedono

di far partire le procedure di evidenza pubblica fin da subito solo per le aree non in concessione, e di valorizzare, invece, il sistema di imprese che già sono sul mercato, permettendo loro di investire e restare competitive, con dei piani da completare entro il 2015.

Nello specifico gli operatori balneari che potranno presenteranno un nuovo business plan entro il termine del 2015 beneficiando, dunque, della concessione demaniale da 10 fino a 30 anni, in funzione degli investimenti previsti nel piano.
Il Presidente di FederBalneari Italia ha chiosato

Esonerare le spiagge dal’applicazione di una nuova Direttiva che definisce l’agiudicazione dei contratti di concessione, ci fa sperare che non subentrino nuove restrizioni al periodo di durata delle concessioni balneari fino a 30 anni, da noi ritenuto opportuno per proiettare le imprese balneari nella competizione del mercato unico e dei turismi internazionali

Mauro Della Valle, Vice Presidente FederBalneari Italia e presidente di Assobalneari Salento ha sottolineato

incassiamo un altro punto a favore della crescita, della ripresa dell’economia balneare, che potrebbe trovare il suo culmine nel Salento se la Regione Puglia decidesse di pianificare risorse a tutela delle spiagge e della costa.

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Sbancamento a Torcito: scatta il sequestro

Da qualche tempo, in area Torcito, nel territorio di Cannole, erano in atto alcuni lavori per il nuovo parco. Queste operazioni erano state autorizzate dalla Provincia ma, a quanto pare, con molte prescrizioni da tenere presenti. Sembra invece che la ditta incaricata non le abbia tenute in giusto conto, provocando un cambiamento della morfologia dei luoghi.

Le prime perplessità erano nate su Facebook, con il gruppo Urpi te Macchia, che per primo aveva documentato il corso degli interventi e la piega che stava prendendo il processo rivalutativo dell’area. Ulteriori dubbi si erano poi riscontrati su altre pagine del social network, portando all’intervento alcune personalità istituzionali, come il sindaco di Cannole Adriana Petrachi, che aveva rilasciato alcune dichiarazioni sulla pagina Facebook dedicata al gruppo della masseria Torcito.

La presa di posizione ambientalista, che aveva portato a numerose denunce dei fatti, ha trovato risposta nell’intervento dei Carabinieri di Bagnolo del Salento e del Corpo Forestale dello Stato di Otranto e di Lecce. I militari dell’arma e gli agenti della Forestale hanno effettuato dei sopralluoghi sulla collinetta sbancata, ubicata in zona Canolisi e Torcito, ponendo sotto sequestro una vasta area. Come conseguenza degli accertamenti è partita la denuncia per due ingegneri che si sarebbero resi responsabili di violazioni paesaggistiche e deturpamento del patrimonio naturale.

I due ingegneri sono deferiti in stato di libertà per aver proceduto alla realizzazione di tre piste forestali per una superficie di 5600 metri quadri, aver sbancato e spianato un’area di 2000 metri quadri, scavando roccia affiorante e con estirpazione vegetale, in difformità alla concessione edilizia rilasciata dall’Unione dei Comuni Idruntina. Come accennato, le aree interessate alle opere di rivalutazione, di notevole valore paesaggistico, sono state sequestrate.

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Perplessità per i presunti sbancamenti in area Torcito

L’area di Torcito, nel territorio di Cannole, da sempre tra gli emblemi paesaggistici salentini, è da qualche tempo oggetto di lavori. La società concessionaria della gestione del parco sta effettuando operazioni indirizzate sia alla realizzazione di una rete viaria interna che, in secondo luogo, alla costruzione di muretti a secco.

Sembrerebbe che, per il reperimento del materiale necessario all’esecuzione di tali opere, si stia scavando e asportando una collinetta ubicata in uno dei tratti più suggestivi del territorio di Cannole. Questo almeno stando alle foto che sono comparse su Facebook sul profilo di Urpi te Macchia, sul quale si può leggere:

La società concessionaria della gestione del parco sta effettuando lavori di riassestamento e tutela dello stesso. A quanto sembra, inizialmente attraverso la realizzazione di una rete viaria perimetrale interna ed una successiva costruzione di muretti a secco. Per procurarsi il materiale inerte per tali opere, secondo quanto evidenziano le foto, si sta in pratica scavando, sbancando e asportando una collinetta in un tratto tra i più caratteristici e paesaggistici del territorio di Cannole. La collinetta in questione è quella posizionata a sinistra della Discesa te lu Casinu. Purtroppo, una parte consistente della collinetta la possiamo già vedere trasformata in stradoni e in quei cumuli di pietre comparsi, in questo periodo, lungo la strada delle Parrate, pronti per essere trasformati in muretti a secco.

È proprio attorno ad alcuni di questi interventi che sembrerebbero nate le discussioni. Gli ambientalisti, venuti a conoscenza dei presunti sbancamenti, avrebbero preso posizione a riguardo, in particolare per quanto concerne l’area della pineta dell’agro di Cannole, sita proprio nei pressi del luogo dove sarebbero avvenuti i lavori.

Sulla questione si è pronunciato il sindaco di Cannole Adriana Petrachi, che nella pagina Facebook del gruppo dedicato alla masseria Torcito ha dichiarato:

Oggi abbiamo notificato l’ordinanza di sospensione dei lavori, anche se nei giorni scorsi avevamo chiesto alla Provincia, titolare della concessione a costruire, la sospensione cautelare dei lavori, per verificare se erano state rispettate le prescrizioni imposte nella concessione stessa in cui veniva precisato che: non doveva essere alterato lo stato dei luoghi.

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Sel Salento sul parco eolico a Corigliano

Sinistra Ecologia e Libertà, federazione del Salento, ha diffuso una nota in cui si dimostra allarmata sull’ipotesi di un parco eolico a Corigliano d’Otranto. La notizia è arrivata a mezzo comunicato stampa:

Sel Salento auspica che il consiglio comunale di Corigliano d’Otranto respinga il progetto di un parco eolico di 20 pale eoliche della potenza complessiva di 60 Mw che dovrebbe sorgere in gran parte sull’altopiano della serra “Murica”, e in piccola parte nel suo versante sud ovest, a sud della Strada Provinciale Corigliano-Galatina. Il Parco, di grosse dimensioni, impatterebbe in maniera eccessiva sul patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico. L’area infatti è caratterizzata da un’antica antropizzazione, pensiamo ai resti ceramici risalenti a un villaggio messapico arcaico, del IV sec. a.C.; gli aerogeneratori inoltre, alti 100 metri, compirebbero una vera e propria irruzione in un paesaggio affascinante e peculiare come Specchia Murga che, tra muretti a secco e ulivi secolari, racconta una bellezza paesistica frutto di un equilibrio tra viabilità e tutela del territorio, tra zone industriali e agricoltura. La struttura geologica e geoclimatica del nostro Paese ci può consentire di pensare ad un futuro esclusivamente rinnovabile. Ma non a scapito del paesaggio, dei beni culturali, della sicurezza dei cittadini. SEL sostiene l’energia eolica con la partecipazione al capitale delle comunità locali, sviluppando anche le possibilità dell’eolico in mare nel rispetto dei paesaggi, la diffusione del mini e microeolico e il sostegno alla ricerca dei sistemi di eolico senza pale o di quello troposferico. Il progetto del parco di Corigliano rappresenta ancora una volta un impiego improprio e altamente impattante delle energie pulite, le uniche, se usate in armonia con il paesaggio e il territorio, a essere foriere di uno sviluppo sostenibile, lungimirante e di qualità.

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Si alza il livello di attenzione sulla Tap a Melendugno

Avvistate piattaforme ispettive al largo di Melendugno. Torna la questione Trans Adriatic Pipeline per gli abitanti di San Foca, il gasdotto dovrebbe essere concluso e funzionante entro il 2018.

Lo scorso 4 gennaio è stata fotografata una piattaforma nei pressi della costa nord, lido San Basilio, vicino al punto di arrivo del gasdotto, ma sono quattro le chiatte in azione per l’effettuazione dei rilievi per poter integrare la documentazione da presentare al Ministero dell’Ambiente dalla società Tap. Infatti il Ministero nel dicembre 2012 ha concesso alla multinazionale 9 mesi in più per presentare lo Studio di impatto ambientale e sociale (Esia), da consegnare nel settembre 2013.
Il 24 gennaio, invece, il Tribunale amministrativo regionale di Lecce si pronuncerà sul ricorso richiesto dalla società contro il comune di Melendugno per il provvedimento con cui provvedeva a negare loro i rilievi su terra.

Le piattaforme in mare hanno dei nomi, sono Geosund, Geocat, Bucentaur e Odin Finder e stanno effettuando le indagini per gli approfondimenti necessari al Ministero per l’ottenimento del permesso di approvvigionamento del gas azero. Intanto a Bruxelles il sottosegretario allo sviluppo economico Claudio De Vincenti ha riferito, al termine del Consiglio dell’Unione Europea sull’energia dopo la firma dell’accordo a New York tra Italia, Grecia e Albania, che la Tap dovrebbe entrare in funzione entro il 2018, dunque nei tempi previsti.

Per questo motivo i melendugnesi e gli attivisti anti Tap sono pronti a far sentire più forte il proprio dissenso, al loro fianco il comune di Melendugno, oppositore del progetto ritenuto nefasto per l’ambiente e per l’economia salentina, basata sul turismo e la sostenibilità ambientale. Nello stesso giorno dell’avvistamento della piattaforma, a Melendugno si è tenuta un’assemblea spontanea dei cittadini contrari al gasdotto, segno della reale preoccupazione di un territorio attento alle proprie peculiarità ambientali.

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Il Mare in tempesta, scatti dal Sud est Salento in mostra a Castro

Mare in tempesta. Da sabato 22 dicembre in scena il mare: nel castello aragonese di Castro è stata inaugura la mostra organizzata dal Parco costiero nell’ambito di Puglia Promozione. Il comune di Castro, assieme al Parco Costa Otranto Santa Maria di Leuca-bosco di Tricase, il Gac Adriatico Salentino e Puglia Promozione presentano Il Mare in tempesta, scatti dal Sud est Salento, un mare spesso colpito da venti di mareggiata quello salentino, venti che erodono le coste e colpiscono l’immaginario degli autoctoni da sempre e ora anche dei turisti.

Una serie di immagini restituiscono, attraverso foto professionali, la bellezza e la potenza del mare in tempesta, orgoglio e timore delle città costiere, tramite attimi trasformati in racconti fotografici. Immagini, suggestioni e impressioni.

La mostra sarà visitabile per il periodo Natalizio, tutti i giorni, dalle 9 alle 18 e dal 6 gennaio 2013 sino alle 20.30. Il presidente dell’ente Parco, Nicola Panico sottolinea:

Il Parco ha promosso con grande entusiasmo l’iniziativa del comune di Castro, confermando la volontà di istituire una sinergia, finalizzata alla promozione delle bellezze naturali della nostra terra.Con la partecipazione attiva alla mostra, l’Ente proporrà una sintesi del quadro delle conoscenze emerso nel corso dell’elaborazione del Piano Territoriale, che trova nel Comune di Castro una specifica unità di paesaggio denominata “La rocca di Castro”.

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Finanziato Interreg tra il Parco Costa Otranto e la Grecia

L’Interreg che unisce il Salento e la Grecia. Si tratta di Joy welcult,che unisce con 1 milione e 117 mila 575 euro la Grecia e i comuni del Parco Costa Otranto, Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase.

Il progetto appena finanziato promette di valorizzare e conservare il patrimonio dell’area costiera attraverso gli ecomusei, più comunemente conosciuti come musei diffusi, territori caratterizzati da ambienti di vita tradizionali, dotati di un patrimonio naturalistico e storico-artistico particolarmente rilevante e degno di tutela, restauro e valorizzazione.

Joy welcult è il nome dell’ultimo progetto da 1.117.575 di euro, nell’ambito di European Territorial Cooperation Programme- Greece – Italy 2007/2013. Un successo importante che realizza un ponte tra l’area protetta e la municipalità Greca di Ioannina, con l’obiettivo di promuovere l’innovazione culturale e creativa transfrontaliera nei settori del turismo, dell’agroalimentare e dell’artigianato tipico.

La strategia è quella di creare uno sviluppo locale sostenibile mediante la costituzione di una rete di ecomusei nell’area mediterranea, in linea con la Convenzione Europea del Paesaggio.

Gli ecomusei sono un’istituzione culturale, ormai consolidata in quasi tutta l’Europa, che vede la partecipazione attiva della popolazione per la ricerca la conservazione e valorizzazione del patrimonio locale, al fine di generare armonicamente nuove relazioni tra innovazione, tecnologia e tradizione.

In altre parole esso, rappresenta un contenitore di industrie culturali e creative per spingere gli operatori turistici, i produttori agricoli e gli artigiani a fare sistema ed utilizzare correttamente il proprio patrimonio. Ma come si è sviluppato il progetto lo spiega il presidente del Parco Nicola Panico:

Il progetto nasce dalla consapevolezza che il nostro territorio con le sue specificità ha molto da offrire in termini di tradizioni, cultura e sostenibilità. In quest’ottica il Parco sta promuovendo già da tempo, l’orientamento ad un turismo responsabile.

Oggi, inoltre, abbiamo la possibilità di incidere nel tessuto sociale ed economico delle nostre comunità con uno strumento metodologico di fondamentale e strategica importanza: la Carta Eutropea del Turismo Sostenibile. Gli assiomi del documento CETS rappresentano infatti una realtà imprescindibile che, grazie a progetti come questo Interreg o come il SAC di prossima concretizzazione, potrà trovare sempre più nuova linfa. È in questa prospettiva che il modello ecomuseale può dare il meglio di sé, diventando una realtà orientata a favorire lo sviluppo sostenibile del territorio, attraverso la valorizzazione e la messa in rete delle dinamiche culturali locali, la creazione di sinergie con il comparto turistico ed economico, l’attenzione all’ambiente e la promozione delle logiche della sostenibilità.

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Porto Miggiano: al via un’inchiesta

Aperta un’inchiesta sui crolli della falesia di Porto Miggiano di Santa Cesarea Terme e proposta un’interrogazione parlamentare da parte di Elisabetta Zaparutti. In seguito ai numerosi esposti in Procura il pubblico ministero Antonio Negro ha aperto nei giorni scorsi un fascicolo sulle cementificazioni e i crolli nell’area di Porto Miggiano.

Ipotizzato il reato di danneggiamento aggravato dei beni ambientali a carico di ignoti, le indagini sono condotte dalla sezione di polizia giudiziaria del corpo forestale di Lecce e serviranno a chiarire la conformità dei lavori di consolidamento del costone, finanziati con fondi Cipe-Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, per un importo da 3 milioni di euro. L’intervento di consolidamento scatenò, lo scorso anno, una bagarre mediatica e politica a causa della modalità ritenute dai manifestanti invasive.

Il sostituto procuratore, dopo aver acquisito le immagini dei lavori e  la documentazione inerente le autorizzazioni al consolidamento, ha conferito l’incarico a un super consulente, che si occuperà di stabilire se la cementificazione, avvenuta tramite la creazione di due noti locali posti sulla falesia, abbia o meno determinato lo sfaldamento della scogliera.

La zona in questione è stata classificata ad elevato rischio nel Piano di Assetto Idrogelogico-PAI reigonale, dunque è possibile attribuire all’erosione la situazione attuale della costiera, ma sarebbe plausibile anche che i crolli della zona siano stati accelerati dal consolidamento e dalla cementificazione? Queste sono alcune delle domande poste da tempo dal comitato di Tutela per Porto Miggiano.

Sulla delicata vicenda si è espressa anche Elisabetta Zamparutti, deputata parte della Commissione Ambiente, che ha presentato un’interrogazione ai ministri dell’Ambiente e dei Beni culturali, per preservare dalle speculazioni edilizie il territorio di Santa Cesarea. Zamparutti ha posto l’attenzione anche sull’ipotesi della realizzazione di un porto turistico da 700 imbarcazioni con scalo per navi da crociera e il rischio di realizzazione di 536 unità abitative sul comparto 13 e di un villaggio turistico per 3.000 residenti sul comparto 25-Villaggio Paradiso, chiedendo se sia compatibile dal punto di vista idro-geologico e della sicurezza pubblica la presenza di due grandi strutture turistiche a pochi metri dal ciglio della falesia di Porto Miggiano che risulta classificato nel Pai quale area a pericolosità geomorfologica molto elevata e se sia compatibile con i vincoli paesaggistici e culturali la costruzione di strutture turistiche a pochi passi da una torre d’avvistamento del XVI secolo.

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Lo scienziato è nudo a Calimera

Svelati intimi segreti di scienziati pazzi? Ovviamente no, ma a Calimera lo scienziato è nudo, letteralmente e si lascia immortalare con in dosso solo la propria pelle, assieme agli animali accolti nel centro faunistico, compagni degli scatti “artistici”.

Protagonisti del calendario i componenti della cooperativa Naturalia, biologi, ricercatori, veterinari, erpetologi e guide naturalistiche, nudi per aiutare gli 800 animali ospitati presso il museo civico di storia naturale di Calimera, da loro gestito, centro per l’accoglienza e recupero della fauna esotica, selvatica e tartarughe d’acqua.
Il calendario è stato intitolato Naturalia 2013: nudi per loro e ha lo scopo di reperire fondi per gli animali ospiti del centro, protagonisti con gli umani del calendario al naturale.

Purtroppo più della metà degli animali presenti nella struttura sono in affido permanente e per la loro cura occorrono 60 kg di cibo e 100 Euro al giorno per attenzioni veterinarie e medicinali, costi coperti solo per la metà dai finanziamenti pubblici, è stata quindi la necessità a spingere i cooperanti a ingegnarsi in questa singolare iniziativa, il calendario, presentato negli scorsi giorni presso il castello Carlo V di Lecce.

L’almanacco può essere acquistato direttamente presso il museo di Calimera al costo di 10 Euro, oppure chiamando il numero 0832 875301, cogliendo l’occasione per conoscere direttamente gli “esemplari” della lodevole iniziativa, animali e umani. I proventi serviranno alla realizzazione dei prossimi progetti: un orto botanico, una butterfly house, una palude e un’area ricreativa.

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Palmariggi e l’albero di Natale dalla Statale 16

Da Palmariggi un bellissimo esempio di amore per la natura e per la propria terra. È stato portato ieri in città un autentico albero che adornerà la piazza per raccogliere i desideri dei piccoli palmariggini e forse anche degli adulti.

Si dirà: ma tagliare un albero autentico non è antiecologico? Non in questo caso: quest’albero è un simbolo ben preciso, come ben precisa è la sua provenienza. Si tratta di uno degli alberi tagliati per far posto ai lavori di allargamento presso la Statale 16 nel tratto Maglie-Otranto. Palmariggi, come Uggiano la Chiesa, come Maglie, e altri paesi toccati dalla questione si è battuta  a lungo perché ciò non accadesse, o almeno affinché questi alberi trovassero una nuova casa. E ora questa splendida pianta sarà un monito, affinché una cosa del genere non accada mai più.

Il sindaco Anna Elisa Stifani ha postato la foto su Facebook con questa didascalia:

«Arriva l’Albero di Natale a Palmariggi! È uno degli alberi espiantati per il cantiere della Maglie-Otranto. L’albero diventerà domani Albero dei Desideri dei bambini di Palmariggi che appenderanno ai suoi rami messaggi di pace e speranza. Il bell’albero negli ultimi giorni di vita regalerà almeno un sorriso ai bambini della comunità.»

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Carta europea del turismo sostenibile: esordio ufficiale per 6 parchi

Il 7 Dicembre presso l’Auditorium del Museo Sigismondo Castromediano di Lecce, sarà presentato ufficialmente il nuovo decalogo del turismo sostenibile. Lavoro minuzioso e costante quello del Parco Costa Otranto Santa Maria di Leuca-Bosco di Tricase, che ha portato assieme agli altri parchi regionali, a un eccellente risultato: La Carta Europea del Turismo Sostenibile.

Al termine di un percorso meditato assieme alle comunità di riferimento e agli stakholders dell’area costiera, il 25 Ottobre in Belgio, si è tenuta la cerimonia organizzata da Europark Federation. Il 7 dicembre il debutto ufficiale della CETS, presso l’Auditorium del Museo Castromediano a Lecce.

La presentazione avverrà nel corso dell’evento Verso uno Sviluppo Turistico Sostenibile nelle Aree Protette. Il meeting, fortemente voluto dal Presidente della Commissione Ambiente Francesco Bruni, dell’Assessore al Turismo e al Marketing Territoriale Francesco Pacella e del Presidente della Provincia Antonio Gabellone, mira a condividere il prestigioso riconoscimento europeo con tutti i portatori di interesse, dagli operatori economici alle associazioni , passando dalle comunità locali. La prima parte dell’incontro sarà dedicata alla consegna della certificazione ai Presidenti dei sei Parchi Regionali. Seguiranno gli interventi degli Enti Coinvolti nel processo di certificazione.

il Presidente del Parco Costiero Nicola Panico afferma:

L’occasione consentirà ai partecipanti di comprendere la valenza della Carta e le ricadute turistico economiche sul nostro territorio. Abbiamo grazie alla CETS, uno strumento fondamentale per incidere nel tessuto socio-economico del territorio e coinvolgere l’impresa turistica in un processo di partecipazione. Ora obiettivo comune sarà la valorizzazione del patrimonio naturale, culturale, storico, dell’ambiente immediatamente circostante le strutture ricettive e i loro siti. Le stesse attività dell’impresa, peraltro, si baseranno sulla scoperta, la comprensione e la promozione di questo patrimonio.

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La regione dice sì ai Gas e istituisce i Boschi Didattici

Approvato il disegno di legge per l’istituzione di boschi didattici e dei Gas e in Consiglio dei Ministri il piano nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari. Passa all’unanimità il disegno di legge regionale

“finalizzato alla valorizzazione del bosco quale elemento fondamentale per lo sviluppo socio-economico sostenibile e per la salvaguardia ambientale del territorio della regione Puglia”.

Al bosco, infatti, sono attribuite funzioni paesaggistica, naturalistica, produttiva, ricreativa, di difesa del suolo, di conservazione della biodiversità e di fissazione del carbonio, come ha spiegato il presidente della quarta Commissione, Aurelio Gianfreda:

“L’iniziativa legislativa si riferisce in particolare alla funzione ricreativa e culturale del bosco con l’intento di divulgare il bagaglio di conoscenze, tradizioni e di cultura legate al bosco spesso poco conosciuto”.

I boschi didattici, così si chiameranno, saranno inseriti in un albo regionale tenuto dal servizio foreste della regione. Soddisfatto anche l’assessore regionale Dario Stèfano che ha presieduto, negli scorsi giorni, la Commissione Politiche Agricole

“di cui fanno parte gli assessori regionali all’agricoltura. All’ordine del giorno, tra tanti argomenti, le valutazioni sul progetto di riorganizzazione dell’associazione italiana allevatori, sull’approvazione definitiva in sede di consiglio dei ministri del ddl sul consumo di suolo e sul piano nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari. Discussi inoltre degli esiti dell’istruttoria sullo schema di decreto ministeriale conto termico e del documento recante strategia energetica nazionale: per un’energia più competitiva e sostenibile. Giornata intensa e positiva in consiglio regionale per il comparto agricolo e della forestazione. Abbiamo approvato la legge che istituisce i Boschi Didattici con l’obiettivo ambizioso di replicare le buone esperienze delle masserie, la legge per l’Albo delle imprese boschive e, infine, la legge che istituisce e riconosce i Gruppi di Acquisto Solidale – Gas. Ottimo lavoro. Punto fondamentale della legge è il piano delle attività articolato attraverso un progetto didattico-divulgativo che si concreta nel percorso natura che si rivolge non solo ai più giovani, ma anche al mondo degli adulti che dal mondo dei boschi si sta allontanando. In un mercato globale, omogeneizzante e dalla difficile sostenibilità ambientale ai Gas la legge attribuisce anche l’importante compito di esaltare le potenzialità dei prodotti agricoli e agroalimentari a chilometri zero, da filiera corta, biologici, di qualità certificata e garantita da sistemi partecipativi di qualità, attraverso un modello nel quale la certificazione della qualità vede coprotagonisti i consumatori in un rapporto basato sulla fiducia”.

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