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Valutazione impatto ambientale strategica: sarà più semplice

Ok allo snellimento delle procedure di Valutazione d’impatto Ambientale Strategica in Regione Puglia. Il via libera dalla V commissione consiliare pugliese al disegno di legge sulla VAS è giunto con un testo firmato dall’assessore alla qualità dell’ambiente Lorenzo Nicastro e approvato nonostante l’astensione del Pdl, che si è riservato di esprimere il parere direttamente in Consiglio.

Soddisfazione è stata espressa dal consigliere regionale Donato Pentassuglia:

“per il proficuo lavoro di consultazione preliminare che ha consentito di apportare modifiche al testo”.

La VAS è stata introdotta nell’ordinamento comunitario dalla Direttiva 2001142/CE del 27 giugno 2001 del Parlamento europeo. Per quanto riguarda le competenze, l’unica delega prevista è quella ai comuni, in quanto soggetti responsabili della predisposizione dei piani urbanistici generali, che devono essere dotati di una struttura amministrativa autonoma per la tutela, protezione e valorizzazione ambientale. In caso di inadempienza da parte delle amministrazioni locali nello svolgimento dei processi di VAS di loro competenza, la Giunta regionale provvede in via sostitutiva.

Il disegno di legge approfondisce inoltre gli strumenti e le regole per la razionalizzazione e la semplificazione delle procedure: viene chiarito il contributo dei soggetti competenti in materia ambientale che può essere un parere consultivo, reso esclusivamente ai sensi della normativa in materia di VAS, o il coordinamento fra i procedimenti disciplinati dal disegno di legge e le procedure finalizzate al rilascio delle eventuali autorizzazioni.

Rilevanti anche le disposizioni riguardanti il coordinamento tra la VAS (di piani e programmi) e la VIA (di progetti), anche in virtù della parziale sovrapposizione fra i rispettivi ambiti di applicazione. Nell’ipotesi di piena integrazione dei procedimenti, le competenze per le due forme di valutazione spettano a un unico ente.

È prevista l’implementazione della digitalizzazione degli aspetti relativi all’informazione, alla comunicazione e alla partecipazione, enfatizzando lo sviluppo dell’amministrazione digitale e il rafforzamento della partecipazione pubblica, anche per mezzo della facoltà di svolgere un dibattito pubblico preliminarmente all’adozione del parere motivato di VAS. Il testo è stato inoltre integrato con la norma finanziaria che stabilisce che

“alle attività che la legge pone a carico della Regione si provvede con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili”.

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Una legge regionale a tutela delle biodiversità

Il Parlamento regionale ha legiferato in questi giorni per tutelare le biodiversità pugliesi. Favorire e promuovere la tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario, forestale e zootecnico per proteggere il ricco patrimonio regionale dalle minacce e dal rischio di estinzione: è questo l’obiettivo del disegno di legge a firma dell’assessore alle politiche agricole Dario Stefàno, approvato all’unanimità dalla IV commissione consiliare presieduta da Aurelio Gianfreda.

Il testo prevede programmi d’intervento con i quali la Regione Puglia stabilisce le attività e le iniziative da mettere in campo e l’istituzione del registro regionale per l’iscrizione (volontaria e gratuita) delle risorse genetiche autoctone.

La conservazione ex situ è affidata alla banca regionale che provvede a raccogliere e salvaguardare il materiale genetico da qualsiasi forma di contaminazione, alterazione e distruzione, mentre alla conservazione in situ dovranno provvedere i coltivatori e allevatori, elevati a ruolo di custodi. L’Atlante regionale della biodiversità fungerà invece da banca dati informatica per consentire la conoscenza delle informazioni relative alle risorse genetiche selvatiche e coltivate conservate e d’individuare la loro distribuzione sul territorio. Alla tutela della biodiversità forestale la Giunta regionale provvede con l’individuazione dei boschi e degli altri popolamenti vegetali, naturali o artificiali ritenuti idonei alla produzione di materiale di propagazione.

Una misura, questa della legiferazione sulle tipicità genetiche, che potrebbe portare a una maggiore consapevolezza delle risorse e dunque a perseguire la buona strada, già intrapresa dalla Regione e che potrebbe portare all’incremento dei già positivi flussi turistici.

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Centro di educazione ambientale Terre di Enea: arriva l’accredito

L’area politiche per la riqualificazione, la tutela e la sicurezza ambientale e per l’attuazione delle opere pubbliche della Regione Puglia, con determina dirigenziale n. 177 del 13/09/2012, ha accreditato il Centro di educazione ambientale Terre di Enea dei comuni di Otranto, Uggiano La Chiesa e Giurdignano al sistema regionale Informazione, formazione ed educazione ambientale (Infea).

Il 29 marzo 2010 era stato sottoscritto tra il comune di Otranto e Legambiente (comitato regionale pugliese) un Protocollo d’intesa per la valorizzazione e promozione del patrimonio ambientale e naturalistico del territorio otrantino e pochi mesi dopo, con delibera n. 201, era stato istituito il Centro di educazione ambientale a Otranto, la cui gestione, con durata triennale, è stata affidata al locale circolo di Legambiente.

Il Cea avrà sede operativa in alcuni locali del centro “Don Tonino Bello”, con la possibilità di utilizzare anche alcuni spazi presso il faro di Palascia, venendo a creare così delle sinergie utili e positive anche con l’Osservatorio su ecologia e salute degli ecosistemi mediterranei che il comune ha istituito insieme all’Università del Salento. Il Centro sarà sede d’incontro e di formazione per educatori, di promozione, organizzazione e realizzazione di iniziative, campagne, attività di informazione, educazione e formazione di interesse ambientale, archivio di documentazione delle esperienze e dei materiali prodotti dagli enti locali, associazioni, scuole e istituti diversi secondo gli standard e le indicazioni predisposte dai progetti di sostegno al sistema nazionale e regionale per l’educazione ambientale Infea. Infine, sarà anche sede di promozione delle attività economiche eco-compatibili e delle “professioni verdi”.

L’assessore all’ambiente Michele Tenore e il presidente del locale circolo di Legambiente Giorgio Miggiano dichiarano:

“Un percorso desiderato giunto alla conclusione con l’accreditamento da parte della Regione Puglia del Cea Terre di Enea. Una importante opportunità sul territorio per il territorio da poter utilizzare a favore delle comunità.”

Nei prossimi giorni, l’assessore Tenore organizzerà una riunione operativa alla quale parteciperanno i tre comuni interessati per stabilire i passi concreti da fare:

“Il Cea in questo modo – afferma Tenore – sarà strumento di formazione, sensibilizzazione e attuazione di programmi specifici e condivisi che riguarderanno l’educazione ambientale e il turismo verde sostenibile.”

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Ilva: verso la riqualificazione

Sembra finalmente che nell’annosa questione di una riqualificazione dello stabilimento Ilva di Taranto si sia fatto un passo in avanti che, se potrebbe non rappresentare ancora una svolta definitiva nell’abbattimento del presunto inquinamento ambientale, si muove quantomeno nella giusta direzione.

Si tratta dell’accettazione da parte della commissione istruttoria dell’Aia del piano presentato dall’impresa pochi giorni fa al Ministero dell’Ambiente, che in pratica mette in moto le disposizioni. La commissione, composta anche dalla Provincia e dal Comune di Taranto, ha riscontrato conformità tra i tempi fissati dall’Aia e le istruzioni contenute nel piano dell’azienda.

L’incontro presso il ministero ha visto la partecipazione di una delegazione dell’impresa, con la quale era presente anche il direttore dell’impianto tarantino Adolfo Buffo.

La commissione ha chiesto all’Ilva di far partire quanto prima i lavori per l’esecuzione del cronoprogramma stabilito dall’Aia. Le azioni previste per il contenimento delle emissioni inquinanti nell’atmosfera sono programmate lungo un arco di tre annualità e costeranno all’azienda tre miliardi e mezzo di euro.

Semaforo verde, dunque, da parte del Ministero dell’Ambiente al piano col quale la società dichiara apertamente di voler seguire le modalità di realizzazione di tutti gli interventi di bonifica indicati dall’autorizzazione integrata ambientale.

Tuttavia, in sede ministeriale, l’azienda ha ribadito che il sequestro degli apparati dell’area a caldo rappresenta un grave impedimento alla concretizzazione di quanto prescritto dall’Aia: sia perché gli impianti non sono disponibili, in quanto sotto sequestro e sotto controllo dei custodi giudiziari, sia perché il sequestro comporta che qualsiasi operazione debba essere precedentemente autorizzata dai custodi. Per tal motivi, viene confermata la volontà di procedere all’inoltro ai guidici istanza di dissequestro.

La popolazione pugliese si aspetta un’adeguata risposta di tutte le parti in causa per una realizzazione nei tempi debiti e con le giuste modalità della riqualificazione dei suddetti impianti.

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Trivelle, Introna: “Tutta la Puglia contro, ora tocca al Parlamento”

Si ritorna a parlare di trivellazioni, problema che da tempo unisce tutte le forze politiche di ogni colore in un unico grido: no alle trivelle. Si è espresso in tal senso il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna:

“Bene la condivisione, bene l’unità di intenti nella battaglia a difesa del nostro mare dal petrolio – ha affermato – ma la Puglia deve continuare a parlare con una sola voce: quella del buon senso”.

Introna, dunque, ha rivolto il proprio appello all’uniformità di toni tra le forze politiche:

“Apprezzo da sempre la linea comune che centrodestra, centro e centrosinistra stanno sostenendo e mi compiaccio che tutti abbiano sposato la causa ‘no trivelle’, ma sarebbe auspicabile affrontare senza eccessi di animosità una sfida che si annuncia lunga e difficile. E senza cercare di scavalcarsi a vicenda su posizioni radicali. Abbiamo ottenuto dal ministro Clini un’indicazione importante – ha continuato il presidente – quella di un percorso legislativo da seguire perché venga messa al bando ogni attività di ricerca e prelievo di idrocarburi in mare. Sarebbe il caso di convergere tutti verso questo obiettivo concreto e fermare in tal modo l’iter delle autorizzazioni”.

In tal senso, seguendo la linea indicata dal ministro, si è già mosso il presidente Vendola, inviando una nota ai segretari nazionali dei partiti, per un’iniziativa parlamentare condivisa. Intanto Introna punta a estendere il fronte istituzionale coinvolgendo le altre regioni:

“Ho già chiesto di iscrivere l’argomento all’ordine del giorno della Conferenza plenaria dei presidenti dei consigli regionali, a Roma, giovedì 20 settembre. Chiederò che tutte le Regioni italiane assumano un indirizzo comune, seguendo Puglia e Veneto nell’adozione di una proposta di legge da inviare a Camera e Senato perché il divieto dello sfruttamento dei mari della penisola per la coltivazione di idrocarburi possa diventare norma nazionale. È importante, peraltro, che il Parlamento venga sollecitato ad adottare la legge prima dello scioglimento delle Camere nel 2013 e prima che molte trivelle possano entrare malauguratamente in funzione”.

Introna ha inoltre sollecitato il collega presidente del consiglio regionale del Friuli, Maurizio Franz, a confermare la disponibilità a ospitare a Trieste la Conferenza internazionale sul mare, il prossimo 9 novembre. Sarà così possibile avviare, d’intesa con il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, l’organizzazione dell’appuntamento che riunirà tutte le regioni adriatiche e del Mediterraneo europeo,

“per affrontare le tematiche comuni della tutela dei mari da ogni inquinamento. Così come sarebbe auspicabile – ha concluso il presidente Introna – che tutte le forze politiche, senza distinzioni e con la partecipazione già garantita in passato, collaborino con la rete “No Triv” e il comitato “No petrolio Sì energie rinnovabili” alla riuscita della manifestazione del 6 ottobre a Manfredonia”.

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La discarica di Cavallino si fa sentire ancora

Il problema dei cattivi odori provenienti dalla discarica di Cavallino, situata presso zona Guarini, va avanti ormai da anni tra le proteste di tutto il circondario.
Ovviamente, le esalazioni fetide sono particolarmente avvertite dalla popolazione nella stagione estiva che – complice la calura e le finestre aperte – viene
letteralmente sommersa da olezzi nauseabondi. Il fastidio è stato avvertito anche in quel di San Cesario, fatto che ha spinto il sindaco Andrea Romano  a prendere una posizione decisa a riguardo.

Per il primo cittadino di San Cesario l’essere vittime di questi cattivi odori permanenti è causa di disagio non solo per chi non ha impianti di climatizzazione,
e che quindi deve tenere chiuse le imposte – pensa soprattutto ad anziani e persone sofferenti – ma anche per i gestori di locali commerciali che si vedrebbero
penalizzati nell’esercizio delle loro attività. Non è difficile intuire che mangiare una pizza mentre arrivano folate di vento impestante è, oltre che
disgustoso, anche poco igienico.

D’altronde le zone colpite dai cattivi odori sono diverse nel raggio di una decina di chilometri a partire dalla discarica, a seconda dell’indirizzo del vento.
Disagi si avvertono anche presso il centro commerciale Leclerc-Conad di Cavallino, nel comune di San Donato di Lecce e nella frazione di Galugnano, nonché a
Lizzanello.

Stando così i fatti, il sindaco di San Cesario, facendosi portavoce del malessere di tutti i cittadini, ha ribadito alla Provincia di Lecce di rafforzare il controllo sulle emissioni nell’aria e di far ordinare i necessari accertamenti con lo scopo di appurare le cause che determinano i miasmi derivanti dall’impianto di trattamento e smaltimento rifiuti di Cavallino, e a prendere i dovuti provvedimenti per una soluzione definitiva di tale problematica.

Non è la prima volta che privati cittadini, esponenti delle istituzioni e di libere associazioni tentano di far presente a chi di dovere la gravosità della situazione, ma tutti sperano che l’interesse degli addetti ai lavori si risvegli quanto prima e che finalmente di possa procedere ad un’azione risolutiva.

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Incontro in prefettura per la prevenzione degli incendi

Con l’estate è allarme incendi. A Lecce ieri si è tenuto in Prefettura l’incontro nell’ambito della campagna di prevenzione e lotta attiva agli incendi “Insieme per l’ambiente”, al tavolo la Conferenza Provinciale Permanente, di cui fanno parte istituzioni e polizia, gli ordini professionali e le associazioni di categoria degli agricoltori e degli allevatori ed i soggetti gestori dei parchi e delle aree naturali protette.
Discussa la problematica degli incendi alla luce del Piano di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi 2012-2014, deliberato in giunta regionale l’11 aprile 2012 n.674, sono state individuate le iniziative volte a potenziare le azioni della Regione, Provincia e delle amministrazioni comunali, nonché dai soggetti che partecipano all’attività Aib a tutela dell’ambiente e dell’incolumità della popolazione.
Sarà immediatamente attivato presso la Prefettura un servizio segnalazioni. Proseguirà l’azione d’avvistamento e segnalazione degli incendi già avviata dalle forze dell’ordine, dall’aeronautica militare e dalla capitaneria, da inoltrare alle sale operative competenti.
Previsti nel medio e lungo periodo incontri d’informazione sulla prevenzione e sulla sicurezza e sensibilizzazione dei sindaci sugli adempimenti della normativa vigente e sull’aggiornamento del catasto delle aree percorse dal fuoco.
Il servizio di protezione civile regionale ha illustrato il programma in di approvazione assicurando l’azione di coordinamento della sala operativa unificata permanente – Soup – attiva h/24 in stretto contatto con la prefettura, la capitaneria, il dos – direttore operazioni di spegnimento.
E’ emersa quindi l’opportunità di implementare la formazione dei volontari e di ampliare il numero delle associazioni convenzionate in considerazione delle risorse già destinate ai volontari da Regione e Provincia per la dotazione di mezzi, moduli Aib e attrezzature.
Le associazioni di categoria degli allevatori e agricoltori, d’intesa con l’ordine degli agronomi, hanno condiviso, per quanto concerne la prevenzione, l’esigenza di promuovere le buone pratiche agronomiche, come il reimpiego del materiale vegetale in agricoltura, ma anche l’informazione sui bandi a sostegno delle aziende virtuose.
Le aree costiere per le quali il rischio di incendi boschivi è anche rischio di “interfaccia”, per i turisti e le persone nelle strutture balneari, il comandante provinciale del corpo forestale dello stato segnalerà all’ispettorato foreste, all’ Arif – Agenzia Regionale Irrigue e Forestali, nonché ai soggetti gestori già tenuti a provvedere alle opere di prevenzione entro il 31 maggio, le particolari situazioni di criticità sulle quali sia necessaria la realizzazione di fasce di protezione tra incolto e vegetazione forestale.

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Incendio di 10 ettari in contrada Santa Marina

Incendi estivi, a Otranto torna lo stato d’allerta. Oggi sono andati in fumo 10 ettari tra macchia mediterranea, pineta, coltivazioni e uliveti. L’allarme è stato dato da una chiamata anonima all’Arif-  Agenzia Regionale per le Attività Irrigue e Forestali – alle 14,30, ma l’incendio potrebbe esseresi innescato prima nella zona di masseria Somma, coinvolta anch’essa nell’incendio, tra la Otranto-Martano e la litoranea per la zona Alimini.

Un’enorme coltre di fumo ha annebbiato il cielo ed è risultata visibile a chilometri di distanza dal luogo del disastro. Sul posto sono intervenuti gli stessi agenti dell’Arif, i vigili del fuoco, le guardie forestali e la polizia municipale per controllare le strade d’accesso alla zona interessata, individuata nei 10 ettari attorno alla struttura masserizia. Il fuoco è stato domato attorno alle 16 e tenuto sotto controllo dagli agenti, ma per scongiurare il pericolo di una ricaduta e per spegnere e bonificare gli ultimi focolai si è reso necessario l’intervento di un canadair, giunto sul posto attorno alle 17.

Le indagini sono in corso, non si esclude nessuna pista, ma potrebbe non essere dolosa, considerando il caldo intenso, la tramontana che asciuga aria e terreno rendendo più facili e alimentando incendi spontanei.

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5 vele a Melendugno, 4 a Otranto e 2 a Santa Cesarea

A Melendugno lo scettro delle 5 vele di Legambiente, Otranto ne perde una e passa a 4 e Santa Cesarea le vele sono solo 2. Presentata la mattina del 14 giugno l’ultima guida di Legambiente e Touring Club Italiano.
Sui criteri che hanno inciso maggiormente nelle valutazioni le ragioni ambientali, hanno influito anche l’integrazione natura, arte, tradizione ed enogastronomia e anche l’accoglienza sostenibile che dettano le direttive per il turismo anticrisi e green.
Quest’anno la capolista delle località a 5 vele è Santa Marina Salina, in provincia di Messina, nelle isole Eolie. La Basilicata è la più premiata con le 5 vele, invariate le posizioni di Toscana e Puglia, che piazzano entrambe tra le prime 13 due località.
Complessivamente sono 378 le località costiere e di lago segnalate da Legambiente e Touring Club con Guida Blu.
L’associazione e il Club hanno illustrato i vantaggi economici del turismo sostenibile in occasione della presentazione di Guida Blu 2012, e premiato o redarguito in base al numero di vele i comuni balneari italiani, 5 vele sono il top e la qualità cala proporzionalmente con il decimale.
Non potevano mancare i dati pugliesi presentati ieri a Bari da Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia e Silvia Godelli assessore al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia, alla presenza di Marco Potì neo eletto sindaco di Melendugno e Giuseppe Santoro l’assessore all’Ambiente di Ostuni, soli 2 comuni pugliesi e salentini premiati con le 5 vele .
Se Melendugno è promosso al grado superiore per la prima volta e si classifica al decimo posto in Italia, Otranto soffre e perde una vela dopo il dominio incontrastato negli ultimi anni. Un vero peccato su cui dovrà indagare il riconfermato sindaco Luciano Cariddi, infatti è importante scoprire le ragioni e migliorare l’offerta turistica di una città di cui fondamentale importanza è l’immagine, data anche da questo tipo di onorificenze .
Resta stabile la Puglia nel complesso, seconda in Italia dopo la Sardegna, per numero di vele e aumentano il numero delle località balneari – da 36 a 38 – e delle spiagge consigliate – da 32 a 37.
Due sono i nuovi ingressi, ma non positivi, partono in affanno Fasano tra le 21 località a 3 vele di Puglia e Santa Cesarea Terme tra le 6 con due vele, premiate principalmente per la bellezza dei luoghi, mentre su Santa Cesarea ha molto pesato la protesta ambientalista per Porto Miggiano.
Otranto, Diso, Nardò, Castro, Chieuti (Fg), Fasano (Br), Polignano a Mare (Ba), e Monopoli (Ba) si fermano a 4 vele, una consolazione più che un traguardo e Castellaneta (Ta) chiude a una sola vela.
Importanti le motivazioni che hanno portato Melendugno al conseguimento delle 5 vele, motivazioni di esempio per le altre zone costiere salentine “dopo l’edilizia pesante nella zona costiera realizzata dagli anni ‘60 fino ai ‘90, ha adottato una politica di recupero del patrimonio ambientale con particolare riguardo ai luoghi d’acqua (esemplare il recupero del canale Brunese e soprattutto la collaborazione al progetto Aqp-Regione Puglia di recupero dei reflui in bacini fitodepurativi a valle del depuratore consortile di San Foca – esperienza di punta della Regione Puglia, vincitrice di concorsi nazionali sulle buone pratiche) e alla costa Tutela delle pinete litorali, in particolare della Baia dell’Orsetta, ma anche del patrimonio storico con interventi di tutela dell’area archeologica di Roca Vecchia, della rotta della Poesia e di quella di San Cristoforo. Va sottolineato come il litorale di Melendugno, ancorché tutelato da diversi SIC, è quello dove con maggior frequenza nidifica la specie di tartaruga Caretta caretta in Puglia e in Italia”.
La domanda degli ambientalisti salentini ora è se le motivazioni potrebbero aiutare a fermare il progetto della Trans Adriatic Pipeline previsto proprio sulle spiagge melendugnesi premiate.
I criteri secondo i quali vanno premiate le spiagge sono costituiti da 21 indicatori suddivisi in due categorie, quali la qualità ambientale e quella dei servizi ricettivi, criteri che quest’anno Otranto pare non aver soddisfatto in pieno.

Jenny De Cicco

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Cooperativa Naturalia in gara per 2 auto elettriche

Citroen Italia fa la brava e decide di donare 2 auto alle organizzazioni no profit che si classificheranno al primo e al secondo posto, grazie alle preferenze ricevute da esse sull’indirizzo
http://www.facebook.com/citroenitalia/app_140625892682612?app_data=id_ass%3A1628: partecipa anche la salentina cooperativa Naturalia di Calimera.
Citroen Italia vuole aiutare le organizzazioni impegnate nella tutela e nella protezione dell’ambiente con una donazione “verde” da destinare alle 8 organizzazioni che avranno ricevuto più click.
Dal 23 aprile al 30 giugno 2012 si possono donare click a un’organizzazione già registrata nell’elenco di 1ClickDonation, oppure segnalare un’organizzazione, votarla e farla votare.
A partecipare anche l’eccellenza salentina del Centro Faunistico di Recupero di Calimera, il quale da anni svolge un’azione fondamentale di salvaguardia, tutela, studio e reinserimento in natura di molti animali, ma svolge anche la propria funzione di centro educativo e formativo accogliendo presso il proprio centro corsi e visitatori.
“Per noi sarebbe un’occasione unica di risolvere uno dei tanti problemi che ogni giorno affrontiamo: tante volte il recupero in loco diventa davvero un’impresa ardua – racconta una volontaria del centro – Basta un click per sostenerci in questa avventura! Basterebbe Ricercare la Cooperativa Naturalia e cliccare su mi piace”.
Alle organizzazioni che si classificheranno al primo e al secondo posto saranno donate una Citroen c-zero, la vettura 100% elettrica, mentre alle organizzazioni dalla 3° all’8° classificata andrà una bicicletta elettrica pieghevole.

Jenny De Cicco

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Iniziati da Giurdignano i lavori per la Ss16

Iniziati in questi giorni i lavori per l’ampliamento della Maglie-Otranto. Partiti da ieri i lavori per la ss 16, dall’altezza di Giudignano. Motori accesi per le ruspe del gruppo Palumbo, la ditta appaltatrice dei lavori che così potrà occupare i propri dipendenti in cassaintegrazione.
Con i motori si sono avviate, anzi ravvivate, le polemiche dei gruppi ambientalisti e il sempre vigile Forum Ambiente tuona sulla propria pagina Facebook: “Proprio in queste ore si è dato inizio al massacro del bellissimo territorio di Giurdignano, capitale europea del megalitismo preistorico.
Poderosi bulldozer e abominevoli ruspe stanno scempiando la preziosa Terra d’Otranto, per mortificarla con la costruzione di una malsana e faraonica strada tanto dannosa quanto inutile ai cittadini e fortemente ispirata da mire speculative. Si fa appello a magistratura e inquirenti per fermare questo ennesimo catastrofico scempio a danno di importantissimi patrimoni pubblici che, a quanto è dato sapere, si sta perpetrando disattendendo le puntuali prescrizioni di ben 2 Ministeri (Ambiente e Beni culturali), e in assenza di una valutazione per una più che necessaria accortezza a tutela paesaggistica e storico-archeologica”.
Vi è, certo, la necessità di tutelare ambiente e bellezze storiche come la cripta giurdignanese protocristiana, è anche vero che non vi è una reale necessità del raddoppio della ss16, ma è anche vero che in alcuni tratti e in alcuni periodi, dalla primavera all’autunno, la Maglie Otranto risulta estremamente pericolosa per il traffico e l’imprudenza di alcui, alcune immissioni risultano tortuose e con scarsa visibilità, è pur vero che l’appalto da 55 milioni di euro è un progetto fermo da tre anni, il quale ha la necessità di partire per mettere in moto i già provati dipendenti della ditta Palumbo, intervenuti spesso e a gran voce per far valere il proprio diritto al lavoro. 300 operai non sono solo 300 uomini, ma rappresentano le proprie famiglie.
Rimane la sicurezza per il reimpianto degli ulivi, 500 richiesti dal comune di Otranto, e qualche decina chiesta dai comuni di Uggiano la Chiesa, Minervino di Lecce e lo stesso Giurdignano, ma anche secondo quanto dichiarato dalla stessa Anas, obbligata al reimpianto degli stessi.

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Maglie, “Vado in bici e non inquino”: importante iniziativa per informare i cittadini

L’uso della bicicletta è importante per mille ragioni, non inquina, non occupa spazio, non costa nulla e fa bene alla salute. Ѐ il mezzo ideale per muoversi in città, e lo sanno bene i cittadini magliesi che ogni settimana si recano al mercato, intasando così le vie limitrofe. Per questo Fiab Il Ciclone onlus – Associazione CicloAttivi Maglie realizzerà uno stand sui vantaggi dell’uso della bicicletta in ambito urbano proprio nei pressi della nuova area mercatale di Maglie. L’appuntamento è previsto per la mattina del 9 giugno, quando i soci di Fiab IL CICLONE onlus consegneranno ai numerosi automobilisti un foglietto
informativo sui giovamenti che derivano dall’utilizzo della bicicletta. I ciclisti in transito saranno invece premiati con una bellissima targa “Vado in
bici e non inquino” da legare sul retro della bicicletta, mentre ai bambini in bici sarà consegnata una originale maglietta.
La manifestazione si inserisce in una serie di iniziative per la promozione della mobilità sostenibile che Fiab Il Ciclone onlus ha già realizzato nel corso dell’anno 2012, come “Bimbimbici”, una allegra e spensierata pedalata rivolta a grandi e piccini per unire idealmente le aree verdi della città di Maglie; gli “Amati Giri Ciclici”, brevi escursioni a pedali alla scoperta del meraviglioso territorio salentino; “Ampio Raggio”, ciclofficina di strada che ha offerto alla comunità dei ciclisti urbani magliesi un servizio gratuito di manutenzione della propria bicicletta.

Alessandro Conte

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