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Al via i lavori per la Regionale 8

Regionale 8 Lecce-San Foca, si muove qualcosa. L’assessore regionale ai lavori pubblici, Fabiano Amati ha riferito in consiglio sullo stato dell’arte del progetto della strada regionale 8, il cui contratto d’appalto per la realizzazione dei lavori è stato sottoscritto il 25 giugno del 2012 dalla ATI Consorzio Cooperative costruttori di Bologna – Leadri s.r.l. Di Starnatia – Montinaro Gaetano & figli e Montinaro Antonio s.a.s., per un importo di € 37.673.079,52, e che attraverserà i comuni di Lecce, Lizzanello, Vernole e Melendugno.
La finalità dell’opera è di snellire e rendere sicuro il traffico che attualmente si snoda dalla città di Lecce fino alla zona delle località marine della costa orientale e viceversa, con classificazione accertata di alta pericolosità: ciò avverrà mediante l’eliminazione dei numerosi incroci a raso ed immissioni laterali mediante l’utilizzo di complanari che evitano l’occlusione degli accessi, nonché mediante la separazione dei flussi di traffico determinata dalla doppia corsia per carreggiata.
L’assessore ha spiegato:

Tra pochi giorni saranno avviati i lavori della strada regionale 8. La costruzione della strada fu programmata nella metà degli anni ’90, con lo scopo di collegare un complesso viario della provincia di Lecce, che ha un suo segmento nel tratto Lecce – San Foca. Mi sono occupato della vicenda quando, a seguito della nascita di un contenzioso e della sconfitta del Ministero, lo stesso non erogava le somme stanziate, poi elargite. A seguito della sottoscrizione del contratto di appalto, alcuni interessati hanno proposto ricorso davanti al Giudice amministrativo, sollevando la questione di validità della Valutazione di Impatto Ambientale. Argomento rigettato dal giudice, sia pur in sede cautelare, ma che ha fatto comunque scaturire una richiesta di parere all’Avvocatura regionale su presunti vizi nel procedimento. L’Avvocatura ha dato il suo parere, attribuendo conformità al procedimento e nella giornata di ieri – 29 gennaio ndr – si è preso atto della possibilità di cominciare i lavori e risolvere l’intera questione

La Regione Puglia ha ottenuto, di recente e a seguito di un tormentato percorso giudiziario, la disponibilità del finanziamento a suo tempo concesso dallo Stato, poi revocato.
La tormentata vicenda giudiziaria si concluse col ripristino del diritto della Regione all’originario finanziamento, col correlativo obbligo di realizzare la strada.
Il tracciato originario della stessa, al fine di conseguire l’approvazione dei comuni interessati ed adeguarsi alle esigenze funzionali sopravvenute nel tempo fu modificato con avvicinamento notevole al tracciato della strada provinciale 1 e conseguente sovrapponibilità sostanziale delle funzioni, anche allo scopo di evitare un negativo impatto sul territorio e risparmiare sul consumo di suoli agricoli di pregio, il tracciato della regionale 8 coinciderà per oltre il 50% del suo sviluppo con la strada provinciale n. 1, mentre nella parte iniziale un innesto più efficiente per l’abitato di Lecce, e nella parte adiacente gli abitati di Vernole e Melendugno realizza una variante esterna agli abitati allontanandosene e decongestionandoli.
Inoltre sono state eliminate le opere d’arte per svincoli e cavalcavia, prevedendo incroci con rondò, di sicuro minore impatto paesaggistico.
Sul normale iter di esecuzione dei lavori sono sopravvenuti alcuni ricorsi da parte di ditte espropriate e proprietarie di attività affacciate sull’attuale tracciato, che hanno indotto dubbi sulla correttezza delle procedure formali fin qui espletate, inducendo la necessità di opportuni approfondimenti preliminari, finalizzati a ridurre al minimo la possibilità di eventuali successivi blocchi per interventi cautelari della magistratura, pur sempre possibili.
Dopo l’acquisizione di approfonditi pareri dell’Avvocatura Regionale e l’espletamento dei necessari approfondimenti giuridici, nel convincimento della piena legittimità del proprio operato, la Regione Puglia ha stabilito di riprendere il normale iter delle procedure di avvio del cantiere.

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Si alza il livello di attenzione sulla Tap a Melendugno

Avvistate piattaforme ispettive al largo di Melendugno. Torna la questione Trans Adriatic Pipeline per gli abitanti di San Foca, il gasdotto dovrebbe essere concluso e funzionante entro il 2018.

Lo scorso 4 gennaio è stata fotografata una piattaforma nei pressi della costa nord, lido San Basilio, vicino al punto di arrivo del gasdotto, ma sono quattro le chiatte in azione per l’effettuazione dei rilievi per poter integrare la documentazione da presentare al Ministero dell’Ambiente dalla società Tap. Infatti il Ministero nel dicembre 2012 ha concesso alla multinazionale 9 mesi in più per presentare lo Studio di impatto ambientale e sociale (Esia), da consegnare nel settembre 2013.
Il 24 gennaio, invece, il Tribunale amministrativo regionale di Lecce si pronuncerà sul ricorso richiesto dalla società contro il comune di Melendugno per il provvedimento con cui provvedeva a negare loro i rilievi su terra.

Le piattaforme in mare hanno dei nomi, sono Geosund, Geocat, Bucentaur e Odin Finder e stanno effettuando le indagini per gli approfondimenti necessari al Ministero per l’ottenimento del permesso di approvvigionamento del gas azero. Intanto a Bruxelles il sottosegretario allo sviluppo economico Claudio De Vincenti ha riferito, al termine del Consiglio dell’Unione Europea sull’energia dopo la firma dell’accordo a New York tra Italia, Grecia e Albania, che la Tap dovrebbe entrare in funzione entro il 2018, dunque nei tempi previsti.

Per questo motivo i melendugnesi e gli attivisti anti Tap sono pronti a far sentire più forte il proprio dissenso, al loro fianco il comune di Melendugno, oppositore del progetto ritenuto nefasto per l’ambiente e per l’economia salentina, basata sul turismo e la sostenibilità ambientale. Nello stesso giorno dell’avvistamento della piattaforma, a Melendugno si è tenuta un’assemblea spontanea dei cittadini contrari al gasdotto, segno della reale preoccupazione di un territorio attento alle proprie peculiarità ambientali.

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Aprono le officine Koinè

A Vernole l’arte si fa in cantiere. Inaugurazione Cantiere delle Arti a Vernole presso i Laboratori Urbani Koinè, strada provinciale Vernole – Acquarica di Lecce, mercoledì 13 giugno alle 18.
Dopo una strada lunga il 13 giugno apre al pubblico il Cantiere delle Arti di Vernole, sede dei Laboratori Urbani Koinè finanziati dal programma Bollenti Spiriti della Regione Puglia. Al suo interno una sala prove e studio di registrazione musica, un laboratorio di grafica, una sala convegni, uno spazio studio e lettura, un’area relax e un ampio giardino esterno dotato di anfiteatro. La zona sarà coperta da rete WiFi libera.
Il programma Inaugurazione inizia mercoledì 13 giugno con l’apertura ufficiale, presso gli spazi lungo la Strada provinciale Vernole-Acquarica.
Alle 18.00 inaugurazione istituzionale alla presenza dell’assessore alle politiche giovanili della regione Puglia, Nicola Fratoianni, del sindaco di Vernole, Mario Mangione, dell’assessore Mirko Pastore, dei sindaci dell’Unione dei Comuni “Terre di Acaya e di Roca” e dei responsabili dell’Ats Koinè.
Alle 19.30 negli spazi dell’anfiteatro si terrà uno spettacolo teatrale a cura della Compagnia DiversAbilità.
Alle 21 Aperitivo e Dj Set con King Bleso aka Gopher.
I Laboratori Urbani Koinè sono stati aperti a seguito del recupero realizzato dall’Unione dei Comuni di Vernole e Melendugno, “Terre di Acaya e di Roca”, ente responsabile del progetto cofinanziato per 630mila euro dal programma per le politiche giovanili “Bollenti spiriti” della Regione Puglia e finanziato per 70mila euro dalla stessa Unione. Il progetto prevede due differenti strutture localizzate nei centri dell’Unione: a Melendugno il Centro culturale Rina Durante, biblioteca e bookshop in una ex scuola materna e biblioteca comunale, aperto a dicembre 2010 e a Vernole con i Cantiere della Arti, sala prove e registrazione musica, laboratorio di grafica e comunicazione ricavati da un ex mattatoio ed ex canile.
L’ente gestore è Officina13.82, mentre la gestione delle due strutture spetta ad un’associazione temporanea di scopo, vincitrice del bando, composta dalla Cooperativa Arcobaleno, Associazione culturale Officina 13.82, Cooperativa Fluxus, Associazione Fluxus Open, Il Salentino editore.
Arcobaleno si occupa di organizzare laboratori di progettazione partecipata, gestire un centro per le politiche giovanili e territoriali, promuovere la cittadinanza e la cultura europea, attivare politiche di prevenzione e di promozione del benessere.
Officina 13.82 è un’associazione culturale che opera nel territorio di Vernole, alla quale spetterà la gestione dei servizi attivi nel Cantiere delle Arti raggiungibile dalla strada provinciale Lecce-Vernole.
La durata dell’appalto del gestore sottoscritto con l’ente Unione dei Comuni Terre di Acaya e di Roca è di 5 anni. Per l’avvio dell’impresa (un anno) è fissato un finanziamento pari a euro 140.000 a fondo perduto.
La sede del Cantiere delle Arti Koinè di Vernole (Le) in origine ha ospitato il macello comunale e successivamente un canile, divenuto tristemente famoso dopo un servizio di Striscia La Notizia. Quel canile, fortunatamente, non esiste più. Al suo posto sorge un luogo completamente dedicato alla comunità.
L’80% degli spazi del Cantiere delle Arti è stato arredato con i frutti di un progetto di recupero e riuso dei vecchi mobili donati dalla comunità, sistemati, riverniciati e riutilizzati secondo le esigenze del laboratorio urbano. L’anfiteatro esterno è stato abbellito con un mosaico realizzato con gli scarti delle piastrelle donate dalle aziende locali.
La sala prove, che sarà gestita con la collaborazione di Treble Studio, è stata realizzata negli ultimi mesi con il contributo dell’Unione dei Comuni e dei volontari dell’Associazione Officina 13.82.

Jenny De Cicco

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San Foca manifesta contro la Tap, ma non basta

Domenica 27 maggio a San Foca raccolte 1800 firme contro la Tap.
Si è svolta questa domenica la manifestazione contro la Trans Adriatic Pipeline, il famigerato mega gasdotto che dovrebbe trasportare milioni di chilogrammi di metano dall’Asia al Salento.
Conto la Tap è nato anche un comitato, i “No Tap” ideatori, realizzatori e promotori con il mezzo ecologico dei social network della manifestazione tenuta a San Foca domenica pomeriggio.
Invaso il lungomare Matteotti di San Foca dai numerosi attivisti contrari alla realizzazione dell’opera, ai quali da tempo si sono associate anche alcune amministrazioni comunali, in special modo dei paesi interessati dalle opere correlate al metanodotto, anche se bisogna ribadire le competenze sono ministeriali e solo la regione potrebbe dare una mano ai manifestanti per impedire la realizzazione della struttura. In tal riguardo nei giorni scorsi è stata avviata la “guerrilla” di post sulle pagine dei social network possedute da Nichi Vendola perché si esprima in tal senso, mettendo fine ai dubbi.
Le preoccupazioni dei manifestanti sono di vario ordine, tra i quali spicca la ragione naturalistica per una costa m Bandiera Blu d’Europa, di ordine economico-turistico evitando una ricaduta negativa in termini d’immagine e di tutela del territorio da forme d’inquinamento e contro le logiche affaristiche di speculazione ai danni del territorio, di per se già una risorsa.
La raccolta firme “No Tap” ottenuto 1800 consensi de visu domenica e nel frattempo ha proseguito anche on line all’indirizzo elettronico http://www.firmiamo.it/no-al-progetto-tap dove sono più di mille.
Alla manifestazione si sono presentati in centinaia ed hanno sfilato pacificamente per il lungomare, con striscioni e slogan, hanno aderito anche i pescatori delle cooperative Delfino e La Folgore, che hanno seguito il corteo per via marina a bordo delle loro barche ed hanno naturalmente preso parte, con le proprie rappresentanze, tutte le associazioni ambientaliste pugliesi, anche i vari comitati “di tutela per Porto Miggiano” e “contro l’eolico e il fotovoltaico selvaggio” e Il dissenso della popolazione salentina è forte nei confronti di “un enorme pericolo dal punto di vista dell’impatto socio-ambientale”, come definito dai membri “No Tap”, ma comunque non basteranno le oltre 3000 firme in totale, tra cartacee ed elettroniche raccolte tramite i vari eventi e banchetti itineranti, a scongiurare il pericolo del gigantesco tubo, il progetto è in fase di studio sul tavolo del Ministero il quale deve analizzare la valutazione d’impatto ambientale e sociale presentata dalla società che propone il progetto. Ad alimentare l’ipotesi di un parere ministeriale favorevole alla Tap la notizia degli scorsi mesi in cui veniva bocciato il progetto Poseidon, gasdotto che sarebbe dovuto approdare ad Otranto e il quale sembra non verrà mai realizzato, nonostante avesse già ottenuto i pareri ministeriali.

http://www.otrantooggi.it/2012/02/19/nessun-dubbio-sulla-tap-per-gli-ambientalisti-di-melendugno/

http://www.otrantooggi.it/2012/02/07/san-foca-nascono-i-no-tap/

http://www.otrantooggi.it/2011/10/05/otranto-intervenire-per-salvare-le-coste/

http://www.otrantooggi.it/2011/03/31/northern-petroleum-no-della-regione-ai-trivellamenti-nel-basso-adriatico-otranto-ringrazia/

http://www.otrantooggi.it/2012/05/19/no-tap-proseguono-le-azioni/

http://www.otrantooggi.it/2012/05/15/no-tap-pronti-a-manifestare/

http://www.otrantooggi.it/2012/05/14/una-petizione-per-bloccare-la-tap/

http://www.otrantooggi.it/2012/05/14/una-petizione-per-bloccare-la-tap/

http://www.otrantooggi.it/2012/03/29/a-castri-di-lecce-un-incontro-sul-gasdotto-di-san-foca/

http://www.otrantooggi.it/2012/03/22/costa-salentina-e-allarme-spiaggiamenti/

Jenny De Cicco

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C’è chi dice no. A Borgagne manifestazione amatoriale contro il randagismo

Sabato 26 Maggio Borgagne ospita la prima manifestazione amatoriale contro il randagismo, dedicata agli amici a quattro zampe. L’organizzatrice dell’evento la signora Ileana Maran, in collaborazione con l’associazione “Zampa Libera”, i “Volontari del randagio” e con la partecipazione del parroco don Corrado Buttazzo della parrocchia “Presentazione del Signore”, ci tiene a sottolineare che è la prima volta in assoluto che a Borgagne si svolge una manifestazione di questo tipo. La signora, originaria di Varese che risiede nel Salento da sette anni, evidenzia con motivato orgoglio il lavoro capillare che svolge da tempo, al fine di combattere nello specifico il fenomeno del randagismo, e sovvertire in senso più ampio e migliorativo l’errata cultura che domina il rapporto tra l’uomo con il suo amico migliore. “Migliore” una volta, forse, e non sempre e non necessariamente alla luce di molte degradanti situazioni attuali, ma non ineluttabilmente impossibile a fronte di un impegno collettivo del paese che crede nella possibilità di un cambiamento a partire dalle piccole cose. L’azione iniziale di sensibilizzazione acquista valore nel percorso di attuazione, e diventa missione di trasformazione culturale, di parte di quel pensiero sbagliato dominante. Al progetto, tuttavia, è sotteso un obiettivo ben più ambizioso della contingenza del qui ed ora, afferma la signora Maran, che ribadisce con ferrea convinzione la necessità di lavorare per creare una responsabile coscienza civile dei singoli, ancor prima di operare per modificare scellerati atti collettivi. Per questo motivo co-protagonisti della giornata saranno i bambini e i ragazzi delle scuole, intorno ai quali si snoderanno le iniziative principali che si svolgeranno nell’oratorio parrocchiale a partire dal primo pomeriggio. Alle 15,30 ci sarà un incontro con i ragazzi sul tema “Chi è il nostro amico a 4 zampe”, alle ore 17 seguirà la proiezione di un film, alle 18 si svolgeranno lavoretti didattici per i ragazzi dai sei ai dieci anni, e la caccia al tesoro per i ragazzi delle scuole medie, e alle 19 avrà luogo la gara canina “L’amico più simpatico a quattro zampe”. Non mancheranno premi e riconoscimenti per i partecipanti. Un pomeriggio all’insegna del rispetto verso ogni essere vivente, un momento di gioco che diventa riflessione, un punto di partenza che apre nuovi orizzonti di una più equilibrata relazione tra l’uomo e gli anici a quattro zampe. Chiosano con un’annotazione forte e perentoria gli organizzatori:”Questa manifestazione deve servire per una crescita del paese, per evitare inutili abbandoni, per contribuire a rispettare le persone che amano e non amano gli animali, per capire che il randagismo si combatte soprattutto diventando consapevoli che gli animali (soffrono e gioiscono come noi) , perché un cane non deve essere un giocattolo vivente che si regala, ma è parte integrante di una famiglia , e quindi la scelta deve essere ben motivata e ponderata .L’evento di sabato pomeriggio serve a ricordare l’inutile mattanza di cani e gatti avvelenati a Borgagne, lo scorso anno. Un triste e vergognoso episodio che ha gravato non solo sulla sofferenza degli animali, ma che ha sottolineato la crudeltà che appartiene solo ed esclusivamente all’essere umano. L’avvenimento, rivelando la sua faccia incivile, conserva in sé la speranza di un invito ad usare la propria intelligenza per evitare il fenomeno del randagismo”.

Maria Rosaria Contaldo

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Borgoinfesta apre l’estate con la solidarietà

Borgo in festa per tre giorni.
Riparte l’VIII edizione di Borgoinfesta, il festival che si tiene a Borgagne e sancisce l’inizio dell’estate salentina, da venerdì 1 a domenica 3.
Borgoinfesta è un progetto socioculturale e s’ispira alle chiavi socio culturali come sostenibilità, ecologia e solidarietà per una interpretazione creativa del proprio territorio, per la valorizzazione della biodiversità culturale.
Quest’anno Borgagne si dichiara “terra di accoglienza delle Comunità del Mondo”, tramite la musica, la danza, l’arte, l’artigianato, la cucina e la solidarietà, che continuano ad essere le coordinate principali di questa nuova edizione. Importanti novità anche per i laboratori del gusto presentati da Slow Food, nella sua prima partecipazione con BVorgoinfesta, in collaborazione con il Gal- il gruppo di azione locale di Terra d’Otranto che, grazie ad un accordo con Federalbergatori, ospiteranno gratuitamente i turisti in vacanza nel periodo di Borgoinfesta.
Il tema di quest’anno “mare e marine qui e altrove” punta a mettere in risalto il mare nelle sue più varie sfaccettature. Il mare come topos dei popoli mediterranei e non solo, come simbolo di unità, divisione, morte, nutrimento, ma anche una vittima dei tempi moderni.
Questa edizione tenderà a riportare la festa in una dimensione più familiare e la scelta delle date, le stesse di quando il festival Borgoinfesta partì.
Tre giorni in cui la piazza Sant’Antonio di Borgagne, rivestita di nuova dignità grazie al recente restauro, sarà il contenitore ideale per l’evento.
Di fronte ad una penuria di finanziamenti la comunità di Borgagne propone una festa più semplice e alla portata di tasche più piccole.
Iavoro di Borgoinfesta è partito già da tempo, da alcune settimane un nuovo frutto è nato dalla collaborazione tra Borgoinfesta e Slow Food, è il primo “orto in condotta” della provincia di Lecce, inagurato il 24 marzo. Il protocollo d’intesa del progetto “orto in condotta” vede il coinvolgimento non solo di Slow Food, ma anche del Comune e della Direzione Didattica di Melendugno. Collaboratore di prestigio è l’Orto Botanico dell’Università del Salento con la nascita di due orti didattici all’interno delle scuole elementari di Borgagne e Melendugno e così sancisce l’unione tra due terre lontane, il Salento e il Benin tramite la realizzazione parallela di un orto in Africa (progetto Slow Food “mille Orti in Africa”) all’interno dell’orfanotrofio adottato da Borgoinfesta (villaggio di Ouenou, nel Benin). I prodotti ortofrutticoli che nasceranno dalle coltivazioni di Borgagne saranno venduti durante il festival, tramite il “mercatino degli orti in condotta” di Puglia gestito dai bambini che hanno preso parte al progetto ed il ricavato sarà devoluto all’ampliamento dell’orto dell’orfanotrofio di Ouenou.
I numeri di Borgoinfesta sarà quest’anno un edizione dai grandi numeri, 7 edizioni, 93 concerti, 8 rappresentazioni teatrali, 20 mostre, 28 cene, degustazioni, laboratori del gusto, 7 feste nei campi, 6 giornate ecologiche, 10 convegni e incontri, 6 gare, 5 pacchetti turistici d’ospitalità, 3 pozzi costruiti in Africa (Benin), 3 pubblicazioni di libri e guide, 15 etichette vini del Salento “I volti”, 2 video, 2 dischi (“Il paese che canta” e “Ngracalate osci”), 4 opere scultoree realizzate in estemporanea e donate alla comunità, 10 camion di rifiuti ingombranti raccolti dalle stradine di campagna intorno al borgo, 9 cartoline “I volti”, 1 recupero di siti storici nel borgo “Le Foggie” – Granili.
Le terre ospitate saranno Francia, Albania, Grecia, Romania, Calabria, Campania, Murgia, Gargano, Salento, Lazio, Sicilia, Sardegna, Molise, Grecìa Salentina.

Jenny De Cicco

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No Tap: proseguono le azioni

No Tap, la battaglia continua con un nuovo atto.
Ieri presso Acquarica di Lecce è andato in scena un nuovo atto per la battaglia ambientalista contro la Trans Adriatic Pipeline, tramite una raccolta firme contro la realizzazione dell’infrastruttura a essa connessa a circa un chilometro dal centro cittadino.
Il comitato nato da Facebook da tempo lotta per informare i cittadini e i salentini per una maggiore consapevolezza del proprio territorio e dunque di una migliore destinazione d’uso dello stesso.
Così il pomeriggio del 18 maggio, presso piazza Malta di Acquarica di Lecce si terrà un incontro informativo, sollecitato dal basso, i cittadini preoccupati vista la vicinanza della cabina di depressurizzazione di 16 ettari dovrebbe sorgere a meno di un chilometro dall’abitato, secondo quanto riportato dal progetto preliminare.

Resta confermata per domenica 27 maggio la manifestazione con corteo sul lungomare di San Foca a partire dalle 16,30.
Mentre si muovono anche le istituzioni, infatti, alle 16,30 ieri si è riunito il Consiglio comunale di Vernole per discutere i due punti sulla Tap e deliberare contro la realizzazione del gasdotto, cercando di porre il diniego delle autorizzazioni di competenza comunale sull’opera.

Ufficialmente la Tap ha raccolto le scorse settimane il parere contrario già dalle amministrazioni di Melendugno e Castrì di Lecce.

Jenny De Cicco

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No Tap pronti a manifestare

Manifestazione no Tap, pronta per il 27 maggio. Lo annuncia Alfredo Fasiello di Vernole, membro del Comitato No Tap, e lo fa con un post su Facebook: “Siamo pronti, preparate drappi e bandiere, fischietti e tamburelli. Domenica 27 alle 16,30 sul lungomare di San Foca è prevista una manifestazione con corteo. Passate parola, fatevi accompagnare dai vostri cani e dai vostri gatti, sono ammessi bambini in passeggino, nonni e nonne, padri e madri, venite in bici, moto e in barca. Accorriamo tutti per partecipare il nostro dissenso alla Tap e al suo mostruosissimo progetto. Salentini tutti, vi aspettiamo, non lasciate il vostro cuore chiuso in casa”.
I motivi del no sono stati resi noti da tempo dai membri dei principali comitati anti Tap.
L’associazione Tramontana, insieme al comitato Cambio di Rotta e al Comitato No Tap, avevano espresso pubblicamente i propri dubbi in occasione dell’incontro presso la sala convegni di Melendugno di giovedì 16 febbraio nel quale i progettisti Tap esposero il progetto.
Inizialmente questo prevedeva l’approdo del gasdotto a Brindisi, ora invece insisterà su una località di pregio naturalistico e d’interesse storico e turistico qual è San Foca e prevede anche un tratto di tracciato sulla penisola salentina. A Melendugno sarà creata anche una centrale di depressurizzazione.
I comitati denunciarono con un comunicato “la mistificazione da parte del consorzio Tap in merito alla riduzione del tragitto sulla terraferma da 25 a 5 chilometri, in quanto non si tratta di una reale riduzione della lunghezza, bensì di un passaggio di consegna nella realizzazione dello stesso da Tap a Snam Rete Gas. I comitati richiedono che l’approdo del gasdotto venga realizzato a Brindisi, così come indicato nel progetto iniziale, annullando pertanto la variante San Foca in modo da poter attuare le direttive contenute nel Piano Energetico e Ambientale Regionale. ln questo scenario il gasdotto può essere considerato una risorsa fondamentale per riconvertire la centrale di Cerano da centrale a carbone a centrale a gas. San Foca rappresenterebbe il primo caso in Italia di approdo di un gasdotto in un’area a preminente interesse turistico”.
Marco Santo, membro dell’Associazione Tramontana, del Comitato No Tap e del comitato Cambio di Rotta afferma: “La nostra terra ha bisogno di decidere che tipo di sviluppo vuole perseguire. Nel progetto preliminare pubblicato sul loro sito (della Tap,ndr) era prevista l’installazione su suolo melendugnese di una centralina di depressurizzazione che avrebbe avuto emissioni paragonabili ad una centrale a gas. Il 16 febbraio, durante la presentazione al pubblico del progetto definitivo, la centralina di depressurizzazione è stata rimpiazzata da una centrale di 9 ettari di misurazione fiscale, che non avrebbe prodotto emissioni inquinanti, un errore? Intanto è vicina la data del 21 maggio, il termine ultimo per presentare le osservazioni al Ministero dell’Ambiente relativamente alla Via della Tap presso il Ministero, stiamo producendo una serie di osservazioni. Contemporaneamente venerdì prossimo alle 19,30 presso Acquarica di Lecce si svolgerà un incontro pubblico per informare la popolazione sulla cabina di depressurizzazione che dovrebbe sorgere a solo 700 metri dal centro abitato”.

Jenny De Cicco

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Una Petizione per bloccare la Tap

Parte la petizione on line per fermare il progetto Trans Adriatic Pipeline. L’obiettivo è la raccolta di 100mila firme, che serviranno a supportare la petizione cartacea in atto da qualche settimana e proposta Comitato No Tap, Associazione Tramontana e nel pomeriggio di oggi (13 maggio) si è svolta con un banchetto a Sant’Andrea.
Appena concluse le elezioni ed eletto il nuovo sindaco Marco Potì, alcuni cittadini di Melendugno e i sostenitori del “Comitato no Tap” promuovono una raccolta firme per fermare l’approdo del metanodotto e delle infrastrutture a terra ad esso connesse, l’idea è partita dal giovane membro del comitato Facebook Matteo Natìo, cittadino melendugnese attento e amante del Salento nonostante la lontananza, Natìo è al momento a Roma per terminare il proprio percorso di studi universitario.
Tra primi firmatari anche la sezione melendugnese del Partito Democratico, da sempre contrario all’approdo dell’infrastruttura.
Un progetto che secondo i suoi detrattori non porterebbe alcun beneficio al territorio salentino, considerandolo l’ennesimo scempio ambientale, subendo un ulteriore sfruttamento selvaggio.
Il testo-richiesta della petizione, riscontrabile al link http://www.firmiamo.it/no-al-progetto-tap, reca scritto: “Minacciati fondali di posidonie (piante acquatiche protette), vicinanza a siti archeologici di rilievo ed aree protette. Il sito in questione è una rinomata località turistica più volte premiata con la Bandiera blu.
Minare questo territorio, e di conseguenza il turismo e la sua agricoltura significa continuare a togliere al popolo pugliese le poche risorse che restano per il proprio sviluppo economico.
Dopo casi eclatanti (centrale Enel Federico II a Cerano e l’Ilva di Taranto fra i più famosi) la paura di nuove forme di inquinamento non è pura invenzione. Siamo stanchi di vedere questa terra martoriata aiutateci.

Al Ministero dell’Ambiente, alla Regione Puglia e ai Comuni interessati: appello contro la costruzione del Gasdotto Trans Adriatic Pipeline – Tap.
I sottoscritti cittadini venuti a conoscenza della volontà di realizzare:
1) In località San Foca, l’approdo del gasdotto Tap.
2) In prossimità di Acquarica di Lecce -Vernole- la centralina di misura fiscale del gas (Prt).
3) Da parte di Snam retegas, un ulteriore gasdotto che provvederà a collegare il gasdotto Tap alla rete Nazionale di Distribuzione del Gas.
Viste le motivazioni prodotte ed esposte dal “Comitato no Tap” chiedono che il Ministero dell’Ambiente e la Regione Puglia neghino qualsiasi autorizzazione per la costruzione del gasdotto Trans Adriatic Pipeline al fine di salvaguardare l’incolumità della popolazione locale, l’integrità del paesaggio, e lo sviluppo turistico del luogo”.
Marco Santo dell’associazione Tramontana e membro del comitato No tap riferisce: “Il 21 Maggio è il termine ultimo per presentare le osservazioni al ministero dell’ambiente relativamente alla valutazione di impatto ambientale presentata da Tap presso lo stesso ministero.
Noi stiamo lavorando e stiamo producendo una serie di osservazioni, per mettere in chiaro alcuni aspetti critici dell’opera.

Contemporaneamente venerdì prossimo alle 19,30 vi sarà un incontro pubblico presso acquarica di Lecce per informare la popolazione circa la cabina di depressurizzazione che dovrebbe sorgere a solo 700 metri dal paese. Il comitato sta lavorando e ha contattato alcuni esperti biologi e geologi che hanno prodotto delle osservazioni molto critiche a riguardo, e contemporaneamente l’assessore regionale Lorenzo Nicastro (che ha già espresso parere contrario all’opera) si sta impegnando con la Regione a istituire press il Lido San Basilio di San Foca (sito a 100 metri dal punto di approdo del gasdotto) un area protetta Sic, a tutela di quello che è il sito scelto da anni dalle tartarughe per deporre le uova”.

Jenny De Cicco

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La Regione Puglia finanzia il progetto che permetterà di creare una pista ciclabile fra Otranto e Torre dell’Orso

Da Otranto a Melendugno in bici. Sembra pericoloso per la gran parte delle persone, ma con una pista ciclabile tutti potrebbero farlo.
È stato firmato la mattina del 26 aprile il Protocollo d’Intesa fra la Regione Puglia e i comuni interessati (Otranto e Melendugno), con il quale il Comune di Otranto ha ottenuto un finanziamento di 400mila Euro per il progetto “I SIC in bicicletta”, nell’ambito dei Po Fesr Puglia 2007-2013 Linea 4.4 – Attuazione dell’Azione 4.4.3.
La pianificazione prevede la realizzazione di una pista ciclabile che collegherà il Sic di Otranto con il Sic di Torre dell’Orso, attraverso un percorso nella campagna idruntina che passerà per i Laghi Alimini.
Questo risultato è compreso in quella strategia più vasta attenta all’ambiente e alla valorizzazione del territorio intrapresa dall’amministrazione comunale fin dal suo insediamento. L’intero iter progettuale è stato promosso e seguito dal Consigliere Michele Tenore.
La promozione dell’uso della bicicletta come alternativa ai veicoli a motore rappresenta uno dei più significativi impegni per uno sviluppo sostenibile, concorrendo alla riduzione di emissione di gas inquinanti nell’atmosfera e al decongestionamento del traffico urbano.
Per incoraggiare la riduzione dell’uso dell’auto è fondamentale creare una rete di collegamenti ciclabili continua, sicura e ben riconoscibile, nonché integrata con altre forme di mobilità.
Tale progetto incentiverà certamente l’uso della bicicletta e permetterà ai tanti sportivi presenti sul territorio, ma anche alle famiglie e ai bambini, di percorrere in bicicletta, in tutta sicurezza e tranquillità, le stradine suggestive che si snodano fra le campagne, godendo appieno della natura, dei profumi e dei colori della macchia mediterranea, dei sapori della nostra terra.

Jenny De Cicco

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Melendugno, parte la corsa per il dopo Potì

Melendugno si fa in quattro.
Anche nella cittadina i giorni 6 e 7 maggio dovrà tornare a votare per eleggere il primo cittadino del dopo Vittoriò Potì, scomparso lo il 23 ottobre scorso.
Vittorio Potì il socialista era stato eletto nel 2009 a capo di una lista civica prevalentemente di centrosinistra. Dalla prematura scomparsa di Potì, il comune è stato retto dal vicesindaco Mauro Russo.
Il comune è piccolo, ma si dimostra vivace in politica, sono 4 i candidati alla carica di sindaco per 4 liste e 43 i candidati per la Giunta.
Pesa, su queste elezioni e la situazione politica melendugnese frammentata, la scomparsa della figura politicamente imponente di Potì, grazie alla propria esperienza che adoperò come collante per unire le varie istanze cittadine sotto la sua guida, che si dimostra nella ridistribuzione dei nomi un tempo alleati e oggi contrapposti nelle quattro liste.
La supremazia di una lista sull’altra non è per nulla scontata e l’eredità di Potì è una spada di Damocle per chiunque dovesse ottenere il municipio.
Nel comune ieri sono stati assegnati i numeri alle relative liste, tramite sorteggio
L’8 giugno 2009 Potì fu rieletto sindaco di Melendugno vincendo contro la lista civica “Uniti per Melendugno e Borgagne” capeggiata da Roberto Felline.
Valutando anche questo fattore, il Psi, che per trent’anni ha dominato la scena melendugnese, vuole mantenere nelle proprie cerchia la frazione roccaforte di Potì e punta tutto su Marco Potì, segretario del partito di Melendugno e nipote di Vittorio e su 4 donne in lista.

Ecco le liste:
“Passione e Impegno per Melendugno e Borgagne”, candidato sindaco Marco Marcello Niceta Potì; candidati consiglieri Fabio Bufano (assessore uscente), Oronzo Maurizio Cisternino (consigliere uscente), Simone Dima (consigliere uscente), Giusy Doria, Veronica Montefusco, Antonio Nahi, Matteo Pascali, Angelica Petrachi, Sandro Potenza (consigliere uscente), Anna Elisa Prete (assessore uscente).

“Insieme per Melendugno e Borgagne”, candidato sindaco Luigi Roberto Felline (consigliere d’opposizione uscente), candidati consiglieri Luigi De Gaetani (consigliere d’opposizione uscente), Francesco Cappello, Angelo Galati (consigliere d’opposizione uscente), Serena Macchia, Giuseppe Marra, Giusy Negro, Chiara Nicolì, Roberto Rollo, Antonia Tommasi, Antonio Vergari.

“Per Melendugno e Borgagne- Idea comune”, candidato sindaco Marino Francesco Giausa (consigliere d’opposizione uscente), candidati consiglieri Mauro Russo (attualmente sindaco facente funzioni), Jennifer D’Autilia, Luca Maria Dima (consigliere uscente), Cherubino Durante (consigliere d’opposizione uscente), Antonio Macchia, Pietro Marra, Gianluca Occhilupo, Giuseppe Piconese, Luigi Serino (assessore uscente), Francesco Stella.

“Uniti per Crescere”, candidato sindaco Genis Luca Camassa, candidati consiglieri Dario Pasquale Alessano, Luigi Cisternino, Luigi Bellanca, Giuseppe Barone, Veronica Anna Cretì, Rosario Montinaro, Luca Marullo, Claudio Mazzeo, Davide Pascali.

Jenny De Cicco

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Interrogazione regionale a Nicastro sulla Tap

Interrogazione in consiglio regionale sulla Tap di Melendugno.
Antonio Buccoliero, consigliere regionale, difende le ragioni dei No Tap e dell’amministrazione di Melendugno. L’interrogante si rivolge all’assessore all’ambiente regionale Lorenzo Nicastro per sapere, “quale sia la posizione della Regione Puglia in merito alla realizzazione di questa particolare infrastruttura, che potrebbe rappresentare un pericolo per le coste salentine e in che modo la Regione Puglia vigilerà, perché non venga meno la predisposizione naturale del territorio di Melendugno ad una fruizione turistico-balneare”.
Buccoliero definisce la Tap “un’infrastruttura energetica che rischia di avere un pesante impatto ambientale su una delle più belle coste del Salento, quella di San Foca. Per questo motivo, pur nel rispetto delle specifiche competenze in materia energetica, è importante che la Regione Puglia assuma una posizione chiara in merito ad un gasdotto, che ha già registrato il netto rifiuto della comunità di Melendugno”.
Il presidente di “Moderati e Popolari” Buccoliero ha inviato un’interrogazione urgente a risposta scritta all’assessore all’ambiente della Regione Puglia Lorenzo Nicastro.
“Il Salento – prosegue Buccoliero – non è una terra di conquista energetica, quindi è importante che i suoi abitanti, supportati dalla Regione Puglia, comincino a far sentire forte e chiara la propria voce”.

Jenny De Cicco

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