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Il Comitato regionale frena il Porto turistico

Porto turistico si o no? Ѐ questa la domanda che si pongono molti otrantini e alla quale ancora non si riesce a dare una risposta, in particolare dopo il parere negativo da parte del comitato regionale di Valutazione di Incidenza Ambientale. Gli umori nella cittadina sono discordanti. Questa è l’opinione dell’associazione Otranto Nuovi Orizzonti e il neopresidente Andrea Conte, risponde così:

“Chi ha un po’ di memoria ricorda le meravigliose, e fantasiose, immagini che accompagnavano la campagna elettorale dell’attuale maggioranza consiliare, di porti turistici ricchi di allettanti ammiccamenti per nuovi posti di lavoro e opportunità di investimento immobiliare. È il caso di dire, tutto è naufragato, anche l’enorme speculazione edilizia che la stessa, a dire il vero, mal celava”.

Conte prosegue ricordando che alcuni giorni fa si è pronunciato il comitato regionale incaricato:

“In data 17 gennaio è giunta al comune di Otranto la notizia della bocciatura del progetto operata dal comitato regionale di Valutazione di Incidenza Ambientale. Una bocciatura senza appello, di cui stranamente non si è voluto informare la cittadinanza, come se la notizia non fosse di preminente interesse generale. Il nostro rammarico per un simile esito è solo paragonabile allo sdegno che proviamo nei confronti di chi tale progetto non è stato in grado di realizzare, prendendo nuovamente in giro i concittadini a cui aveva carpito la fiducia. Detto questo vogliamo anche rimarcare, per evitare equivoci, il nostro parere favorevole alla suddetta realizzazione.”

Il sindaco Luciano Cariddi, intervenendo in una discussione su Facebook afferma:

“Sin dall’inizio dell’iter sappiamo di dover seguire tale percorso e continuiamo a lavorare per raggiungere il risultato finale sperato. Certo non abbiamo in tutti questi anni lesinato impegno ed energie per affiancare l’attività della società proponente, convinti come siamo della necessità e opportunità dell’infrastruttura in questione. Probabilmente, però, una maggiore attenzione e coraggio, nell’accompagnare, con convinzione, questo progetto in Regione, avrebbero potuto esserci. Senza voler individuare momenti deboli nella vicenda, dico che la direttiva europea consentirebbe già in capo alla Regione di assumere il potere di deroga. Questo avrebbe consentito una maggiore velocità nella conclusione dell’iter. D’altronde, oltre ai motivi ampiamente dibattuti in conferenza per dimostrare il rilevante interesse pubblico, da parte nostra, sarebbe stato già sufficiente che la Regione ricordasse di aver approvato, con la prima giunta Vendola, una programmazione della portualità turistica che vede Otranto tra i porti pivot necessari per creare quella rete, lungo la costa pugliese, utile ad accogliere al meglio i natanti in transito. Sono felicemente sorpreso di come la società proponente non abbia ancora deciso di abbandonare l’iniziativa di investimento, immaginata ormai 7 anni fa, in un contesto socio-economico profondamente mutato, e anzi, starebbe, per il buon esito del progetto, valutando anche la possibilità di togliere dalle opere a terra previste, le cubature relative agli alloggi, così come richiestogli dall’Amministrazione comunale, per venire incontro alle preoccupazioni di impatto che pure erano state sollevate da qualcuno nei dibattiti. Comprendo la difficoltà di posizione quando si fa il tifo per la non realizzazione del porto (per mera partigianeria politica avversa), ma non lo si può esplicitare per la consapevolezza di essere impopolari in città e sul territorio.”

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Otranto, quale futuro per il Club Med?

Una delle strutture più importanti del turismo pugliese, la più antica, vede delle nubi addensarsi sul suo futuro, il Club Mediterranée di Otranto conserverà la gestione del villaggio di Otranto solo per la prossima estate. Il Club Med, il più antico villaggio del Salento, il capostipite del turismo moderno, è ritornato interamente nelle mani di Italia Turismo, poiché la società Torre d’Otranto ha venduto a quest’ultima il restante 15% di quota societaria detenuta da Club Med. Il tutto è avvenuto in questi giorni a Roma nell’assemblea in cui si è deciso che

“Per quanto concerne l’acquisto delle partecipazioni di minoranza detenute da Club Med (Società Alberghiera Porto d’Orra, Torre d’Otranto, Sviluppo Turistico per Metaponto) si evidenzia quanto segue – recita il verbale dell’assemblea- L’acquisto della partecipazione di minoranza (15%) detenuta dal Club Med nella società Torre d’Otranto, avverrà a un prezzo previsto di 3,4 milioni. Le parti hanno, inoltre, convenuto la possibilità di valutare la fattibilità tecnico economica di un progetto di ristrutturazione ed ammodernamento del villaggio. Qualora esse fossero d’accordo sul progetto di ristrutturazione, verrebbe stipulato un nuovo contratto di affitto con Club Med alle stesse condizioni previste per il villaggio di Cefalù. In caso contrario, alla scadenza naturale del contratto (2013), Italia Turismo dovrebbe indire una gara per la scelta del nuovo gestore, con evidente incertezza sui flussi di cassa attesa dopo il 2013”.

Insomma, per quest’estate il Club Med riapre, ma resta incerto il futuro del complesso.

“Io credo che anche per quest’anno la situazione sarà complessa – spiega Gigi Ricciardi di Otranto, delegato di Italia Turismo che ha partecipato all’assemblea – poiché la società Club Med potrebbe decidere di aprire soltanto ad agosto per motivi tecnici di riorganizzazione, così facendo, però, nessuno dei lavoratori riuscirà a raggiungere le 78 giornate che permettono di ottenere il prezioso sussidio di disoccupazione previsto per i lavoratori stagionali. La situazione, a questo punto, diverrebbe molto complessa. Inoltre il futuro è legato a un’eventuale ristrutturazione, secondo me, occorre prestare molta attenzione a tutti questi aspetti”.

La preoccupazione che si evince da tale passaggio è che se Italia Turismo non dovesse decidere di ristrutturare subito il villaggio di Otranto, i lavoratori potrebbero saltare una o più stagioni e perdere due terzi di quella dell’anno in corso. Sarebbe, in questo caso, una vera e propria beffa visto che il comparto turistico in località come Otranto è uno dei pochi a reggere all’urto della crisi, uno dei pochi che garantisce il reddito necessario a numerosi lavoratori. L’attenzione per questa struttura storica, dunque, deve essere alta

“questo è un appello che lancio a nome di tutto il Comprensorio di Alimini – conclude Ricciardi – perché sarebbe grave che un villaggio così importante restasse chiuso o aprisse in forma ridotta”.

Il Club Mediterranée è stato uno dei primi villaggi turistici ad aprire nel Sud dell’Italia, il primo insieme a quello di Vieste in Puglia. Nacque per una felice intuizione dello statista Aldo Moro e fu finanziato dalla Cassa del Mezzogiorno. Non si badò a spese per erigerlo e la progettazione fu affidata all’architetto Gae Aulenti che in quegli anni era già diventato celebre per la sua lampada da tavolo “Pipistrello”, disegnata per lo showroom di Olivetti oggi esposta nei maggiori musei del mondo. Furono ricreati in forma moderna i trulli salentini e il complesso fu raccordato da un grande ponte di legno. Il cuore della struttura era “Le Piramid”, una piramide attraversata dall’acqua. Il Club Mediterranée di Otranto aprì nel 1970 e da allora ha formato generazioni di cuochi, barman, maitre, ristoratori, camerieri che oggi gestiscono le loro strutture in tutto il Salento e nella Puglia. Per la sua costruzione furono impiegate maestranze locali e la proprietà pubblica diede in concessione la struttura a condizione che i lavoratori locali fossero impiegati e fossero retribuiti secondo le tariffe sindacali vigenti nel resto d’Italia. Si narra che gli stipendi “a norma” fossero così abbondanti e “insoliti” per il Salento che tanti emigranti tornarono per lavorare nei villaggi turistici.

Elio Paiano

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Otranto: Tso per un senzatetto che bloccava la strada

Un homeless è stato sottoposto al trattamento sanitario obbligatorio oggi, nei pressi della stazione dell’Agip carburanti di Otranto. L’uomo, senza fissa dimora, ha dato segni di squilibrio sin dalla prima mattinata importunando alcuni passanti nel centro cittadino. Con il passare delle ore si è spostato verso la zona della Punta e da qui nei pressi della stazione Agip sulla strada per Maglie. Qui l’uomo, procedendo su di una sedia a rotelle, si è posto al centro della carreggiata bloccando il traffico. Sono quindi intervenuti i Vigili Urbani di Otranto che hanno tentato in tutti i modi di spostare l’uomo dalla sede stradale. Il tentativo, tuttavia, non è andato a buon fine e ne è nata una colluttazione. Subito sono intervenute le altre forze dell’ordine ed i sanitari del 118 che, dopo oltre un’ora di tentativi sono riusciti ad immobilizzare l’uomo e a trasportarlo in ospedale. Nessuno ha ricevuto danni dal comportamento anormale del senza tetto, lo stesso è in buone condizioni, ma molti cittadini si sono lamentati dell’iniziale intervento dei vigili urbani giudicato maldestro e anche violento. L’operazione si è comunque conclusa nel migliore dei modi e nessuno è rimasto ferito nel concitato intervento.

Elio Paiano

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I giovani tamburelli otrantini davanti al Papa

Da Otranto a Roma con gli strumenti e la passione per la musica. Il 23 gennaio suoneranno per Benedetto XVI i Tamburellisti di Otranto, accompagnati dal loro maestro Massimo Panarese, dal sindaco Luciano Cariddi e l’assessore Lavinia Puzzovio.
Il gruppo composto da giovanissimi di Otranto e paesi limitrofi si esibirà davanti al Papa durante la consueta Udienza Generale del mercoledì, riservata a persone o a gruppi specifici, proponendo due brani, uno di apertura e uno di chiusura.
Accompagneranno, l’esibizione dei ragazzi, la pianista Carla Petrachi e la cantante Elisabetta Guido.
Il gruppo è nato nel 2009 per volontà di Panarese con la ferma volontà di avvicinare i ragazzi al mondo della musica.
Sono 330 gli allievi della scuola di musica dediti allo studio del tamburello, organetto, fisarmonica, canto e danza, mentre i Tamburellisti hanno un organico di 60 giovanissimi.

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Otranto, cittadinanza onoraria ad memoriam a Donato Moro

Lunedì scorso il consiglio comunale di Otranto ha conferito la cittadinanza onoraria ad memoriam al prof. Donato Moro. Questa è la motivazione:

“per i fondamentali e originali contributi alla conoscenza storica della Città di Otranto dal Medioevo all’Età protomoderna, in cui ha posto in significativo risalto i caratteri originari e specifici del microcosmo idruntino nel bivalente rapporto tra Bisanzio e l’Occidente”.

Tutto ebbe inizio qualche mese fa, quando il Dipartimento di Studi Storici dal Medioevo all’Età Contemporanea dell’Università del Salento invitò l’amministrazione comunale di Otranto a partecipare alle onoranze dell’illustre studioso nel 15° anniversario della sua scomparsa con una propria testimonianza e un pubblico riconoscimento. Ora il comune, accogliendo con grande piacere l’invito, ha voluto conferire il riconoscimento al professore, nato a Galatina nel 1924 e venuto a mancare nel 1997.

Ispettore centrale della Pubblica Istruzione, fin dal 1971, ha coltivato il suo grande amore per la per la cittadina idruntina con numerose commemorazioni civili dei Martiri, ricerche in archivi locali e nazionali, pubblicazioni, saggi, articoli. Una cospicua serie di testi oggi tutti confluiti nella raccolta postuma, Hydruntum, a cura di Gino Pisanò.
Per Moro, la cruenta vicenda otrantina del 1480/81 rappresentò il terreno di una milizia critico-storica-filologica dal carattere strenuo, appassionato, sofferto per energie intellettuali e fisiche profuse, per inconcussa ricerca della verità documentale cui egli subordinò ogni sentimento, ogni enfasi retorico-celebrativa e ogni moto di umana o campanilistica simpatia.

Donato Moro esplorò, dunque, gli archivi, ritrovò testimonianze di fonti inedite e rare, le confrontò con perizia, rigore scientifico e certezza filologica con altre contraffatte da interpolazioni erudite o celebrative, puntando unicamente alla verità. Otranto per Moro è stata il luogo della storia e questo è il riconoscimento perché per questa cittadina egli ha speso una vita.

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Otranto Nuovi Orizzonti ha eletto il nuovo presidente

L’associazione culturale Otranto Nuovi Orizzonti ha un nuovo presidente e un nuovo direttivo. Il 10 gennaio scorso si è riunita l’assemblea per l’elezione degli organi direttivi. In particolare, rinnovando il proprio impegno nell’ambito sociale e culturale e ribadendo la propria autonomia dai soliti centri di potere cittadino, l’assemblea ha dato prova di effettiva volontà propulsiva nominando un direttivo in cui, oltre alla rinnovata fiducia nei confronti della gestione appena conclusa, ha inserito nuova linfa vitale, rafforzando la presenza femminile.

Il presidente, Livio Corchia, assieme al consigliere Dario Cantoro, hanno perseguito con pervicacia l’intento di rinnovare anche anagraficamente l’intero direttivo, facendo un passo indietro e agevolando l’ingresso di nuove persone. In particolare il direttivo da poco in carica vede la riconferma di Giuseppe Negro e di Franca De Lucia e il nuovo ingresso di Luisella Mariano e Antonio Santo, nonché al vertice dell’associazione Andrea Conte. Tutti i partecipanti hanno ringraziato il presidente uscente e i consiglieri per l’impegno profuso e la passione dimostrata, esortandoli a continuare a lavorare e mettere la loro esperienza a disposizione dei fini sociali. Questi ultimi hanno accolto l’invito con entusiasmo, dimostrando ancora una volta voglia di fare a esclusivo beneficio della collettività.

Dal canto suo, il neopresidente ha ringraziato tutti per la fiducia accordata e, conscio della responsabilità che un simile impegno comporta, si è detto fiducioso che con l’aiuto di ognuno l’associazione continuerà il suo percorso di espansione e radicamento nella società idruntina, non abbandonando mai quel ruolo di “grillo parlante”, unico nel panorama associazionistico otrantino, a difesa degli ultimi e contro l’abuso dei pochi. Queste le parole del nuovo presidente:

“La città di Otranto – afferma Conte – vive un difficile momento di frustrazione economica e sociale, e come il resto della società italiana ha ormai perduto ogni speranza e fiducia nelle istituzioni, viste lontane e impegnate solo nella spasmodica ricerca dell’arricchimento personale. Ma in ognuno di noi rimane accesa una fiammella, un sussulto di dignità, una mai sopita voglia di ricominciare, ed è proprio a quella fiammella che la nostra associazione dedicherà ogni sua attenzione, certi che tornerà a essere torcia, e perché no, un nuovo faro.”

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Elezioni Politiche, anche Otranto ha i suoi candidati

Si avvicinano le date delle elezioni politiche 2013. Anche Otranto avrà i suoi candidati, certo Dario Stèfano e ventilata la candidatura di Luciano Cariddi. Il 24 e 25 febbraio prossimi si terranno le elezioni politiche per l’elezione del nuovo parlamento italiano. I giochi sono quasi fatti e i loghi delle liste sono state presentati.

Otranto potrà vantare un candidato certo, Stèfano, assessore regionale alle Politiche Agricole, ma potrebbe presto contare anche su di un altro candidato in forza all’Udc, il sindaco Luciano Cariddi. La candidatura di Stèfano è arrivata a seguito delle ultime parlamentarie di Sel e Pd, in cui è risultato primo per preferenze in tutta la regione, raccogliendo 5000 voti. Resta un mistero l’eventuale candidatura di Cariddi con l’Udc. Il sindaco per ora non smentisce, né conferma.

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Nuove destinazioni d’uso degli edifici comunali

Nuove sedi comunali, ipotesi o progetto concreto? Inaugurata la nuova sede delle scuola elementare di Otranto, non più in via Giovanni XXIII ma in via Nettario di Casole, si torna a parlare delle nuove destinazioni d’uso degli edifici di proprietà del comune.

Con la ripresa delle attività didattiche dopo le feste natalizie, gli alunni, i genitori, gli insegnanti, la dirigente scolastica Maria Antonia Luceri, il Sindaco Luciano Cariddi, l’assessore Michele Tenore e don Marcello Mangia, si sono dati appuntamento alle presso il nuovo plesso scolastico.
Nell’occasione il primo cittadino ha dichiarato:

Un felice momento quello vissuto tutti insieme, con i nostri piccoli della scuola primaria, alla riapertura dell’attività scolastica, dopo la pausa natalizia. Finalmente è stato completato il programma di riorganizzazione degli istituti scolastici con il plesso ampliato della scuola media ed elementare, inaugurato oggi, e con l’accorpamento presso l’edificio di viale Rocamatura dell’asilo nido e della scuola dell’infanzia. Questo consentirà di avere a disposizione dei nostri piccoli spazi adeguati e meglio attrezzati per le attività da svolgere, ma anche una ottimizzazione dal punto di vista della gestione degli edifici e delle relative manutenzioni che sarà necessario garantire e dei costi di funzionamento.

Resta ora da definire, l’ulteriore impegno programmato che prevede la consegna, in comodato gratuito, dell’edificio scolastico di via Giovanni XXIII ormai liberato dalla scuola elementare, alla Provincia di Lecce perché possa attrezzarlo per meglio ospitare l’istituto alberghiero di Otranto, la cui nuova sede realizzata non è sufficiente a garantire tutti gli spazi necessari a tale istituto.
In tal modo all’amministrazione comunale sarà restituito l’edificio di piazza De Gasperi che attualmente ospita gli uffici di direzione e segreteria dell’Istituto Alberghiero dove si prevede di poter trasferire il Municipio. Mentre per Palazzo Melorio, attuale sede municipale, è stata ventilata più volte l’ipotesi di destinazione d’uso museale, come suggerito nelle passate sedute di consiglio comunale e come sperato da molti otrantini.

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Anno nuovo, scuola nuova

Anno nuovo, scuola nuova. Da lunedì 7 gennaio 2013 i bambini di Otranto seguiranno le lezioni nella nuova sede dell’istituto comprensivo, presso via Nettario di Casole, nella palazzina alle spalle della scuola media inferiore. I lavori per la ristrutturazione e l’ampliamento della nuova sede delle elementari e medie inferiori dell’istituto comprensivo di Otranto sono finiti.

La palazzina, della ormai ex scuola elementare Giovanni XXIII, aveva dimostrato di non poter più accogliere in maniera idonea i piccoli otrantini e anche la sede delle medie mostrava segni di cedimento. Necessario, dunque, l’intervento di consolidamento e restauro per l’edificio delle medie inferiori e la costruzione della nuova sede per la scuola primaria. Dopo un paio d’anni di intenso e meticoloso la nuova sede è pronta.

La scuola elementare non sarà più ospitata nell’edificio di Via Giovanni XXIII, ormai dismesso. Gli alunni rientreranno dispiaciuti e rassegnati, come da cliché, alla fine delle vacanze natalizie il 7 gennaio? Oppure con la ripresa delle attività didattiche, accompagnati presso l’edificio scuola media, la nuova sede sarà una sufficiente sorpresa per farli ripartire con lo sprint giusto?

Di certo questo è un edificio all’avanguardia tecnologicamente, più sicuro e più salubre, moderno ed efficiente in grado di accogliere confortevolmente le menti del futuro.

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PugliaPromozione riparte da Otranto e Tricase

PugliaPromozione, riparte da Otranto e Tricase: ecco il calendario degli eventi. Prende il via durante le festività la nuova stagione di eventi proposta da PugliaPromozione. Discovering Puglia apre le porte all’arte antica della marineria, grazie all’Associazione Magna Grecia Mare. Dal 30 dicembre presso la banchina del oorto di Tricase sarà possibile partecipare gratuitamente ai laboratori sperimentali di pratiche tradizionali legate al mare, come la voga, i nodi e le legature, le vele, l’armo a vela latina, le manovre e la loro funzione.

I nostromi dell’associazione dimostreranno la loro pratica nell’arte marinaresca. Un’occasione unica per gli appassionati del mare e dell’arte a esso connessa e che si sposterà in caso di maltempo nella sede della scuola comunale di Vela latina e antica marineria. Il calendario di PugliaPromozione nella stessa giornata ha previsto, per gli estimatori dell’escursionismo, l’itinerario per la Valle dell’Idro, con la cooperativa Terra.

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Finalmente santi

Eroi civili che presto saranno santi. I beati Martiri di Otranto verranno proclamati santi, riconoscimento non necessario per la popolazione per cui lo sono sempre stati. Esprime tutto il suo orgoglio il sindaco di Otranto Luciano Cariddi che dichiara:

Una notizia che ci riempie il cuore di gioia. E che porterà felicità nelle famiglie otrantine che la attendono da lungo tempo.

Otranto potrebbe poter contare sulla protezione e la benevolenza di 800 patroni e divenire così la città con più canonizzati al mondo.

Antonio Primaldo, il sarto, e i suoi compagni, uccisi il 13 agosto 1480 verranno innalzati agli altari di san Pietro. La notizia è giunta dopo che Papa Benedetto XVI, ha ricevuto in udienza privata il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e ha autorizzato la promulgazione del decreto riguardante un miracolo attribuito ai beati..

L’arcivescovo di Otranto Donato Negro in un messaggio scrive

In un’epoca di crisi profonda, l’imminente canonizzazione dei nostri martiri è un forte invito a vivere fino in fondo il martirio quotidiano, fatto di fedeltà a Cristo e alla sua Chiesa.

Il miracolo riconosciuto è quello della guarigione di Suor Francesca Levote, monaca professa delle Sorelle Povere di santa Chiara. Nel maggio del 1980 durante il V centenario dal martirio, l’urna dei martiri fu portata in pellegrinaggio in tutte le parrocchie d’Otranto. Quando l’urna giunse nel monastero delle clarisse, la comunità chiese il miracolo per suor Francesca, cinquantenne colpita da un tumore in metastasi e senza via di guarigione, miracolosamente scomparso, il miracolo permise alla monaca di origini calabresi, di vivere serenamente fino alla morte, avvenuta recentemente ad 84 anni.

I turchi di Gedik Acmet Pascià approdarono sulle coste della Terra d’Otranto da Tirana e dal 28 luglio al 11 agosto 1480 assediarono la città. Entrati, radunarono 813 uomini dai 15 anni in su. Essi furono posti dinanzi alla fatale scelta: rinnegare la propria fede o morire. Il primo ucciso fu Antonio Primaldo, che dopo la decapitazione si erse in piedi e vi rimase fine alla fine del supplizio dei compagni.

Dal 1711 i resti mortali sono custoditi nella Cappella dei Martiri della cattedrale, ma anche altre chiese custodiscono le loro reliquie: Santa Maria Maddalena di Napoli, l’Episcopio di Salerno e l’Episcopio di Bari.

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Porto interno di Otranto: si attende il 19 febbraio

Ancora incerto il destino del porto interno di Otranto. La scorsa settimana il Consiglio di Stato ha ha accolto il ricorso proposto dall’impresa Romolo Nachira nel bando applicato dal comune per l’affidamento dei lavori per la riforma della sentenza breve del Tribunale Amministrativo Regionale di Puglia, sezione di Lecce 1871/2012 del 13 novembre, concernente affidamento lavori di riqualificazione del porto turistico di Otranto, in cui il TAR si era pronunciato favorevolmente alle ragioni comunali e non della ditta promotrice della causa, che si era piazzata seconda al bando di affidamento per l’appalto: la Ati Romolo Nachira.

Per capire meglio le sorti dell’opera, bisognerà attendere il febbraio 2013, mese in cui è fissata l’udienza che dovrebbe definitivamente chiarire la situazione.
Il presidente della VI sezione del Consiglio di Stato, intanto, con il decreto monocratico numero 4618, ha sospeso la stipula del contratto tra l’amministrazione comunale e l’aggiudicataria ATI Rossi Renzo, riguardante i lavori di riqualificazione del porto turistico, per l’ampliamento del bacino esistente e la realizzazione di ormeggi e sistemazione delle aree a terra, accogliendo l’appello proposto contro la sentenza numero 1871/2012 della III sezione del Tar di Lecce.

Intanto è stata bloccata la cantierizzazione per il ricorso al Consiglio di Stato numero 8274 del 2012, proposto dall’Impresa Romolo Nachira in proprio e quale mandataria di ATI, con Bieffe Costruzioni SRL e Armando Muccio SRL, rappresentata e difesa dagli avvocati Ernesto Sticchi DamianiAlfredo Caggiula contro il comune di Otranto rappresentato e difeso dall’avvocato Alessandro Taurino, nei confronti di Rossi Renzo Costruzioni SRL mandataria di ATI con Lci-lavori costruzioni industriali SRL rappresentata e difesa dall’avvocato Alfredo Biagini.

Sembrano non finire le lungaggini burocratiche, che ormai da 5 anni rallentano la riqualificazione del porticciolo interno di Otranto, nel recente passato bloccato anche dalla Sovrintendenza per i Beni Culturali per il particolare interesse storico delle acque interne della baia idruntina.

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