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Alla Feltrinelli di Lecce La Cura dell’Attesa di Maria Pia Romano

Giovedì 17 gennaio, alle 19.30, presso la libreria Feltrinelli di Lecce, Maria Pia Romano firmerà le copie del suo ultimo romanzo (in occasione dell’uscita) La Cura dell’Attesa, edito da Lupo Editore. Per la Romano si tratta del terzo romanzo dopo Onde di Follia (2006) e L’Anello Inutile (2011), entrambi editi da Besa Editrice.

Con quest’ultimo lavoro l’autrice, che scrive anche in versi (ha all’attivo ben quattro raccolte di poesie), conferma il suo originale ed intenso percorso artistico, donando al lettore un’ulteriore prova dell’emozionalità della sua scrittura. Una scrittura che si fa più scorrevole e cristallina, che pone al centro della storia i sentimenti, le gioie e i dolori, il vissuto quotidiano e il sogno. In poche parole, la vita e tutto ciò che è vita. Ce lo spiega bene l’autrice:

Avevo voglia di scrivere della gente comune: di una donna, come tante, che scopre una forza infinita ed inaspettata nel momento in cui realizza di essere in attesa di un figlio non programmato, ma in segreto desiderato. Una donna forte e determinata solo in apparenza, ma in realtà complicata e fragile, come siamo un po’ tutte noi, che vogliamo essere accolte, eppure non sappiamo dirlo e restiamo ferme, in un silenzio gonfio di aspettative.
Volevo una scrittura che fosse più fluida rispetto alla poesia che voleva farsi prosa de L’Anello Inutile: una scrittura che scorresse limpida, svelando pagina dopo pagina la storia di Alba, divisa tra Alta Murgia e Salento, tra ingegneria e poesia. Tra un amore che le scava dentro nuovi mondi di luce e parole ed un altro che la fa sentire a casa col suo abbraccio, nel cerchio perfetto delle braccia che profumano di buono. E’ stato un modo per sputare fuori tutta l’ingegneria che è in me, perché questi studi mi hanno plasmata e formata, anche se rifiuto di ammetterlo. E’ stato un modo per rivivere gli amori della mia vita e dei miei sogni, anche quelli che non racconterò mai a nessuno. E’ stato un modo per immaginare la maternità che non ho mai vissuto: l’attesa più dolce, forse, la prima vera felicità per Alba. Ed alla fine, è semplicemente una banalissima storia, che appartiene ai lettori e sarà capace di farsi carne, nella sintonia della condivisione.

Un romanzo che attraversa passato e presente della protagonista, ammiccando ad un futuro sempre incerto – come per ogni essere umano – ma a cui bisogna guardare con fiducia. Lo sa bene l’eroina della storia, che un pezzo di futuro lo porta in grembo. Una nuova vita vedrà la luce, e vedrà l’amore, questo sentimento sempre presente nella scrittura della Romano, come lo è del resto il Salento, terra amatissima dalla scrittice di origini campane. E allora chiediamoci con lei:

Cos’è l’amore? Il calore della sicurezza che accarezza e non delude? Oppure la sottile incertezza che sa infiammarsi di passione, facendo invertire la rotta all’improvviso?

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A Lecce per Unicomix un workshop con Massimo Giacon

A Lecce, l’associazione Link-Udu, in collaborazione con lo spazio sociale Zei e con il contributo del consiglio degli studenti dell’Università del Salento, organizza il progetto Unicomix. Si tratta di un laboratorio tecnico-pratico di venti ore, rivolto sia agli studenti universitari sia al pubblico che voglia ampliare le proprie conoscenze sulle tecniche grafiche indirizzate alla creazione di strisce e fumetto.

Il progetto – che ha preso il via il 9 gennaio con il corso tenuto da Massimo Pasca – prevede quattro giornate di formazione con alcuni artisti italiani che lavorano nel mondo del fumetto, a livello nazionale e internazionale. I quattro workshop entreranno nel dettaglio sia delle tecniche narrative che dei particolari utilizzi dell’illustrazione e fumetto nei vari contesti.

Lunedì 14 gennaio Massimo Giancon aprirà i workshop dei quattro artisti presentando Arte, Fumetto, Design e Musica. Uno Slalom Sconsiderato. Il workshop, che si terrà alle ore 15 presso l’aula Sp4 nel plesso Tabacchi dell’Università del Salento, sarà interamente gratuito e aperto al pubblico.

Massimo Giancon, nato a Padova, dal 1980 ha lavorato a Milano, in bilico tra le sue diverse attività di fumettista, illustratore, designer, artista e musicista. E’ stato protagonista, sin dai primi anni ottanta, del rinnovamento del fumetto italiano su riviste come Frigidaire e Alter. Al momento disegna graphic novel per vari editori e tiene un corso d’illustrazione e animazione presso l’Istituto Europeo di Design di Milano. Collabora con Alessi, producendo diversi oggetti. Per quanto riguarda la sua attività di musicista, dopo un decennio di attività musicale con diversi gruppi, nel 1996 fa uscire il suo primo album solista, Horror Vacui, mentre nel 2003 è la volta del secondo, Nella Città Ideale. La sua attività performativa musicale continua come Massimo Giancon and The Blass.

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Il Medio Oriente di Colagiuri in mostra per Mediterraneo Foto Festival

Il Medio Oriente visto dagli occhi di un salentino. Danilo Dom Colagiuri, il fotoreporter leccese partito un mese fa alla volta del vicino Oriente, espone le foto risultato di Medioriente Experience presso il MFF. Le immagini sono in mostra dall’8 gennaio e fino al 3 febbraio prossimo, in occasione del Mediterraneo Foto Festival, in cui verrà svelato il reportage fotografico realizzato durante il viaggio intrapreso da Colagiuri tra Siria, Israele e Palestina.

Il Mediterraneo Foto Festival – MFF è un contenitore di eventi culturali che vertono attorno al tema della fotografia, una forma dell’essere artisti che unisce alla visione il disegno, la composizione, la lettura, la tecnologia, la grafica, il documento, l’estetica, la chimica e la manualità e si tiene tra Lecce e Tricase dal 5 gennaio al 3 febbraio 2013.
Una nicchia molto ampia, quella della fotografia, predisposta a fare della Puglia il centro prescelto da visitatori di tutto il mondo, attraverso attrattive dinamiche come mostre fotografiche collettive e personali, eventi correlati, workshop e ospiti prestigiosi.
Tema proposto per la seconda edizione di Mediterraneo Foto Festival è Identità, con l’obiettivo di raccontare, attraverso le foto, le tipicità di persone, luoghi, costumi, usi, valori umani, passioni, per promuovere la conoscenza, favorire l’integrazione e valorizzare le differenze, per

promuovere e trasferire la cultura della differenza intesa come valore.

In quest’ottica s’inserisce questa nuova opera di Colagiuri: la prima tappa del fotografo è stata Gaziantep, una città sita a sud-est della Turchia e si è conclusa a Tel Aviv, Israele. L’obiettivo del fotoreporter è stato quello di documentare la guerra e la conseguente crisi umanitaria provocata dal conflitto siriano, trascorrendo intere giornate prima con i ribelli, che combattono ad Aleppo e mostrando le condizioni dei campi profughi.

Nella seconda parte del viaggio, il fotoreporter, ha attraversato i territori israeliani e palestinesi, documentando non solo le contraddizioni di popoli tra conflitti civili e religiosi, ma mostrando anche le attività alternative come il surf, uno degli sport estremi di cui il fotoreporter è appassionato praticante, in grado di unire e accomunare i popoli sotto l’insegna dello svago.

L’attività di Colagiuri ha avuto anche un risvolto massmediologico e sociale importante, si è avvalso del supporto di #mediorienteExperience, un hashtag, lo strumento tipico dei social network, che ha permesso di seguire passo dopo passo l’avventura del fotoreporter su Facebook, TwitterInstagram.

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Alla Libreria Nisich di Lecce c’è Sotto la Pelle di Martina Gentile

Domenica 13 gennaio, alle 17.30, presso la libreria Nisich, in via Imperatore Adriano a Lecce, si terrà un incontro con Martina Gentile e il suo ultimo romanzo Sotto la Pelle, edito da Calcangeli Edizioni. A dialogare con la giovane scrittrice sarà Vito Antonio Conte.

Martina Gentile, già autrice di altre pubblicazioni, tra cui la recente raccolta di versi Perdifiato (sempre per Calcangeli), ritrova la narrativa con questo romanzo dalla forte carica emotiva, la cui storia gravita intorno a una giovane donna dai trascorsi problematici.
L’intreccio del libro, davvero denso e mai banale, si compone di tanti personaggi che fanno la loro comparsa – il più delle volte senza preavviso – nella vita della protagonista, Marta Di Gregorio, con effetti imprevedibili, talora sconvolgenti, talaltra appena percettibili.
Tuttavia, anche quando sembra esserci un momento di calma, si può avvertire, tra le righe del romanzo, quel senso di tensione, mai del tutto sopito, che fa sa sfondo all’intero testo.

D’altronde è l’autrice stessa a sottolineare, parafrasando l’eroina del romanzo, il carattere viscerale e combattuto della sua ultima creatura:

Sotto la Pelle è un romanzo intenso: sono stata, nello stesso tempo, una donna quarantenne sospesa, in bilico su un passato tormentato, uno studente universitario, un uomo di mezza età e molti altri. Ho amato mescolare le vite di tanti, descrivere e vivere in punta di penna gli amori più disperati, senza tabù.

Sono le emozioni dunque a dettare legge in questo romanzo, tutte le emozioni. Senza sconti. E una sensualità che accarezza le pagine, donando al lettore un senso di piacevole ambascia. La capacità dell’autrice di fornirci spunti, inizi di idee che ci fanno avvicinare pian piano al mondo – per certi versi misterioso, sicuramente affascinante – di Marta, regala al romanzo un ulteriore tratto di seduzione letteraria. Per Martina Gentile la conferma di un percorso, per il lettore un’altra bella prova della scrittrice.

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Musicaos compie nove anni

1 gennaio 2004 – 1 gennaio 2013: Musicaos, blog-rivista di letteratura, poesia e cultura, diretto da Luciano Pagano, compie nove anni.

Molte le cose che si potrebbero dire a proposito, una su tutte, il contributo che che questa attiva e dinamica realtà ha dato all’evolversi della cultura letteraria, partendo dal Salento e irradiandosi in Italia e all’estero.

Ma lasciamo la parola a Luciano Pagano, che ben ci spiega le tappe di questo interessantissimo percorso:

Quando è nato l’e-book? Per Musicaos.it la data di nascita dell’e-book è semplice da ricordare: dicembre 2004. Si tratta della data in cui sul nostro sito, dopo il primo anno di attività, aprimmo la sezione chiamata Romanzo Elettronico. Dopo avere pubblicato mensilmente i numeri della rivista, dando spazio a decine di autori, esordienti e non, pensammo di creare uno spazio dedicato a testi più corposi, che si andavano ad aggiungere ai testi e agli esperimenti, contenuti nella sezione download del sito.
L’idea che animava quest’operazione era semplice: dato il gran numero di manoscritti pervenuti in redazione pensammo di sceglierne alcuni e trattarli, indipendentemente dal fatto che si trattasse di Pdf scaricabili gratuitamente, come libri editi, promuovendoli e mettendoli nel circuito del dibattito letterario.
Quello che accadde, otto anni fa, con il primo titolo La Carne Muore di Rossano Astremo, fu una dimostrazione che il Pdf scaricabile non era affatto fantascienza, il romanzo di Astremo venne scaricato da oltre diecimila utenti del sito, l’operazione alimentò un interessante dibattito editoriale, coinvolgendo giornalisti, scrittori, editori e operatori culturali. In seguito pubblicammo altri due romanzi Città dell’Alfabeto di Peter Patti e Era Magico di Manlio Ranieri, attribuendo alla redazione e alla cura del prodotto, tutta la nostra attenzione.
Sono passati nove anni, il nostro progetto editoriale è proseguito su Musicaos.it, affacciandosi più volte al mondo dell’editoria. Lo facciamo oggi, continuando a sfruttare i mezzi che ci offre la rete, con la consapevolezza che Musicaos.it, rimane e rimarrà ciò per cui è nato, ovvero sia un luogo da cui far partire letteratura e critica, senza preguidizi e con la voglia di sperimentare.
Su Musicaos.it si possono trovare ed acquistare i nuovi e-book, chiunque sia interessato a saperne di più, chi voglia fare delle proposte, o  avere informazioni su Musicaos.it, può scrivere all’indirizzo di posta elettronica ebook@musicaos.it.

Alle parole di Luciano Pagano aggiungiamo soltanto la nostra ferma volontà di essere partecipi di una realtà come Musicaos che, con professionalità e dedizione, ha aperto e continua ad aprire la strada a novità letterarie e culturali tra le più interessanti.

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La scrittura di Chiara Cordella: le tante facce di Medusa

Incontriamo Chiara Cordella, giovane scrittrice salentina, alla quale abbiamo rivolto alcune domande. Nata a Copertino, dove vive tuttora, è autrice di Medusa, raccolta di racconti noir edita da Lupo Editore. Chiara, oltre a coltivare la passione per la scrittura di racconti e romanzi, lavora anche a delle sceneggiature. Medusa è un libro di cinque racconti che solo riduttivamente definiamo noir, perché, anche se ritroviamo molti caratteri legati al genere, sono racconti a tutto tondo. Per addentrarci nel mondo complesso e fascinoso della scrittrice  partiamo proprio da questo suo lavoro d’esordio, ringraziando l’autrice per la disponibilità e la cortesia.

La prima domanda che rivolgiamo a  Chiara riguarda la scelta del titolo: perché Medusa?

Ho scelto questo titolo per il primo racconto che ho scritto, pensavo fosse l’immagine perfetta per la protagonista, a cui non ho mai dato un nome perché mi sembrava sufficiente quello. Quando poi ho dovuto scegliere il titolo della raccolta, ho pensato che Medusa, in qualche modo, rappresentasse ognuna delle donne che avevo raccontato. Nella mitologia greca Medusa era una bellissima fanciulla che fu trasformata in un orribile mostro da Atena, un’altra donna dunque. Ciò che la rendeva unica era la capacità di pietrificare chiunque incrociasse il suo sguardo, e questo la costringeva a una vita di solitudine. Come Medusa, anche le donne che ho raccontato nel mio libro, seppur in un vissuto di apperente normalità, nascondono occhi in grado di pietrificare e distruggere.

Le donne protagoniste dei tuoi racconti sono davvero così mostruosamente pericolose?

Sono donne normali e, come tali, capaci di ogni cosa. Io le trovo affascinanti. Certo, non sempre belle, ma sicuramente letali.

Dove va a scavare l’immaginario di Chiara Cordella? E la sua scrittura?

L’immaginario trova fin troppi spunti nella quotidianità, in quell’apparente normalità in cui ben si mimetizza la più crudele e feroce follia. La scrittura, invece, vorrebbe essere figlia dell’istinto, vorrebbe sempre avere la forza dirompente dell’acqua che infrange gli argini e scorre libera, senza costrizione alcuna. Credo che ogni storia abbia una sua natura precisa e se si vuole raccontarla al meglio bisogna scivolare con i protagonisti nei meandri più oscuri della mente, senza annichilirsi nella ricerca di uno stile o nell’inutile tentativo di emulare autori che ammiriamo. Mi piace pensare di essere solo uno strumento attraverso il quale la natura umana si racconta senza l’ipocrisia di emettere giudizi morali. Lascio che le parole scorrano, che le storie si raccontino. Spero di raggiungere il cuore delle cose e forse, come tutti gli scrittori o aspiranti tali, mi impegno per fermare il tempo attraverso una fotografia più o meno precisa del genere umano.

I tuoi racconti sembrano fortemente incentrati su una sorta di simbiosi tra i personaggi e i luoghi dove sono ambientate le storie, tanto che in certi passi appare impossibile scindere gli uni dagli altri: è soltanto una nostra sensazione?

Sono le due facce della stessa medaglia. E’ un neonato nell’utero materno, non si può comprendere la natura dell’uno ignorando l’altro. A volte si spiega la natura di un figlio raccontando la storia del padre, così una casa è lo specchio dell’anima di una famiglia tormentata, un bar l’unica ragione di vita di una barista e così via. Non è una sensazione questo rapporto simbiotico, è reale.

Hai qualche progetto per il prossimo futuro?

Sto lavorando al mio primo romanzo, ma di questo è ancora prematuro parlare, spero di poter dire qualcosa di più fra qualche tempo. Al momento, l’unica certezza è che non si tratterà di un noir, ma sarà comunque oscuro e malinconico. Il progetto di cui posso parlare è un film d’animazione, si chiamerà Lu Rusciu ti lu Mare. Soggetto e sceneggiatura sono stati scritti a quattro mani con Antonio Mangialardo. Hermes Mangialardo curerà regia e animazione, Piero Schirinzi si occuperà delle illustrazioni, Andrea Raho dell’animazione. Sarà il primo film di questo tipo realizzato interamente nel Salento. Noi tutti auspichiamo di riuscire a raccontare la storia di una terra diversa da quella cartolina cui ci siamo troppo abituati. Il film è ambientato in un selvaggio paesaggio di fine Ottocento e narrerà di un popolo orgoglioso e indomito, di un’amicizia che nel tempo si trasformerà in un amore grande e forte, di amicizie che con la loro forza saranno in grado di cambiare la storia. Ci saranno, inoltre, sommosse e rivolte.  E’ stata una bella storia da raccontare, speriamo che sia altrettanto bella da vedere.

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Convegno a Tricase: La Crisi del Nord Africa. Quale Protezione?

Un convegno per discutere della preoccupante situazione nella quale versano i popoli del Nord Africa e più in generale, in tutto il mondo arabo. L’incontro, in corso di svolgimento quest’oggi a Tricase, è organizzato dall’Istituto di Culture Mediterranee, in occasione dell’ormai consueto appuntamento del Capodanno dei Popoli promosso dalla Provincia di Lecce.

L’iniziativa che fa parte del progetto On the road – Unità di strada per migranti e rifugiati, è un momento d’incontro e riflessione sul tema delle rivolte nei paesi arabi, sulla conseguente migrazione e, in particolare, sulla gestione del fenomeno Emergenza Nord Africa nonché delle sue prospettive future, difficili da capire in anticipo. L’evento è supportato sia dal comune di Tricase che dal Consiglio Italiano per i Rifugiati (Cir), dalla Lega Italiana per la Lotta all’Aids (Lila), dall’Università Popolare di Roma (Upter) e dal Centro Studi Kairos.

I suddetti enti, nel corso di questi mesi, hanno collaborato in stretta sinergia e sotto il coordinamento dell’Istituto di Culture Mediterranee per la realizzazione di importanti obiettivi. Sull’argomento è intervenuta l’assessore alle Politiche Sociali e alle Pari Opportunità della Provincia di Lecce, Filomena D’Antini Solero:

“Nel corso di questi mesi il progetto “On the Road – Unità di strada per migranti e rifugiati” ha conseguito significativi risultati – ha spiegato l’assessore – Mi riferisco, ad esempio, alla presenza dei mediatori culturali all’interno della Asl di Lecce e Nardò, così come presso il Centro ascolto per migranti della Cattedrale di Nardò, alla consulenza legale e al servizio di mediazione linguistica prestato nel centro di smistamento “Don Tonino Bello” di Otranto in occasione dei numerosi sbarchi e, ancora, all’attività d’informativa sulla regolarizzazione dei lavoratori immigrati irregolari svolta presso alcuni Ambiti di zona. Siamo soddisfatti del lavoro svolto e riteniamo utile proseguire nel percorso intrapreso attraverso nuovo slancio e impegno sulle tematiche relative alla tutela e al sostengo dei migranti”.

L’importanza dell’evento è stata sottolineata anche dal presidente della Provincia, Antonio Gabellone:

“Il Capodanno dei popoli è un evento di festa e di incontro con le popolazioni migranti presenti sul territorio della provincia di Lecce – dichiara Gabellone – al quale abbiamo voluto affiancare anche momenti di approfondimento come questo convegno, perché il dibattito e la riflessione sulle tematiche dell’intercultura e della convivenza interculturale possono fornire alla prassi quotidiana e alla politica stessa le coordinate utili per adeguare il codice dei diritti e della democrazia alla metamorfosi culturale dei nuovi soggetti sociali”.

Il convegno di Tricase concentra l’attenzione su un tema particolarmente sentito dalla popolazione migrante e rifugiata in vista del 31 dicembre 2012, data individuata per la chiusura della cosiddetta Emergenza Nord Africa e del relativo sistema di assistenza per migliaia di protetti umanitari e titolari di protezione internazionale.

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Natale per le vie di Tricase

Tricase si appresta a vivere le imminenti festività natalizie con una rassegna di eventi ed iniziative tra le strade della cittadina del sud Salento per riscoprire il piacere delle piccole cose e dei riti legati alla natività. È questo lo spirito de Il Gusto del Natale, evento organizzato dall’amministrazione comunale per rendere Tricase crocevia rappresentativo e polo attrattivo durante le celebrazioni del santo Natale.

Al presepe vivente, giunto quest’anno alla sua XXXIII edizione e che beneficia di visitatori provenienti da tutta la Puglia, si aggiunge, infatti, un ricco calendario di eventi che si concluderà con il  progetto regionale del Festival Internazionale dei Popoli. In occasione della tappa prevista proprio a Tricase sarà possibile vivere le emozioni di un Natale interculturale e trasmettere un segnale  di aggregazione e condivisione anche nelle diversità culturali e razziali.

Tricase vestirà i colori del Natale dal 16 dicembre sino al 6 gennaio 2013. Per il programma dettagliato degli eventi, è possibile consultare il sito del comune di Tricase www.comune.tricase.le.it

Tutti gli eventi in programma sono stati organizzati grazie ad una fattiva rete di collaborazioni e relazioni tra le associazioni e gli enti locali, che ha permesso di ridurre notevolmente i costi della rassegna a carico dell’amministrazione comunale.

Sarà possibile inoltre respirare un anticipo di aria natalizia tra le stradine di Sant’Eufemia, piccola frazione del comune di Tricase, nei giorni di sabato 15 e domenica 16 dicembre, rispettivamente dalle 17 alle 21 e dalle 9 alle 19.

A cura del Gruppo Giovani Oratorio della locale parrocchia, avrà luogo, infatti, la manifestazione Mercatini di Natale in Corte.

Per tutti i visitatori ci sarà una vasta offerta di oggetti dell’artigianato locale e la possibilità di degustare i prodotti tipici della zona. Per i più piccini, l’occasione di rivivere la magia del Natale con la straordinaria presenza di Babbo Natale, che a bordo della sua slitta dispenserà regali.

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Oriente d’Italia e Medio Oriente uniti dagli scatti di Dom Colagiuri

Un salentino in Medio Oriente. È partito da Lecce il viaggio in Medio Oriente del fotoreporter del Salento Danilo Dom Colagiuri. Colagiuri ha iniziato a scattare professionalmente nel 2003 per il Ministero della Difesa. Ha studiato in Accademia e come Sottufficiale dell’esercito si è specializzato in combat camera, operando prima nei Balcani successivamente in Afghanistan, dove ha realizzato i reportage più importanti (recentemente le fotografie sono state pubblicate sul New York Times), ha ricevuto riconoscimenti militari ufficiali per le operazioni svolte.

Dopo dieci anni di carriera militare si congeda ed intraprende la strada delle collaborazioni con Shoot4change, La Presse e varie altre testate giornalistiche.

Alcuni dei suoi reportage più importanti sono Bambini di guerra-Afghanistan, Polveri Afghane, Un ponte sul Murghab-Afghanistan, war in progress, Impatto 100-report sul fotovoltaico invasivo nel Salento, Save la mar- report sull’inquinamento del mediterraneo e Oltre il mediterraneo, migranti sulle coste salentine.

Segue e pratica gli sport estremi ed è il fotografo ufficiale per la federazione italiana vela classe Kiteboarding e la finale mondiale RedBull Freestyle. È così che è iniziato il 7 dicembre il cammino per il viaggio-documentario di Danilo, che si snoda attraverso i territori di Turchia, Israele e Palestina, in quel vicino Oriente martoriato da estremismi e guerre e idealmente unito all’Oriente d’Italia-Salento, dalla presenza di Colagiuri e comuni tratti di storia passata e recente di fuga e accoglienza.

Gaziantep è il primo approdo di Danilo, una città sita a sud est della Turchia, al confine con la Siria, un luogo di numerosi campi profughi.
L’obiettivo del fotoreporter sarà quello di documentare la crisi umanitaria provocata dal conflitto siriano, le tappe a seguire sono Israele e Nuova Palestina, per vivere un viaggio culturale, di memoria, sensibilizzazione e conoscenza dei territori di Tel Aviv e Gaza per documentare una realtà alternativa a quella delle immagini dei telegiornali.
È possibile seguire il fotografo sui social network e al suo ritorno si terrà un’indimenticabile mostra itinerante composta dagli scatti più significativi del percorso di viaggio di Danilo Dom Calogiuri, che è possibile seguire in tempo reale con l’hashtag Twitter #medioorienteExperience, ma anche su Facebook e Instagram.

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A Lecce una tavola rotonda su cultura e accessibilità

Giovedì 13 dicembre, dalle 10 alle 13, presso il museo Sigismondo Castromediano, a Lecce, si svolgerà la tavola rotonda Cultura e Accessibilità. L’incontro, organizzato da Poiesis, associazione di promozione sociale, in occasione della 53esima Giornata Nazionale del Cieco e della presentazione della sezione accessibilità della Guida per Eventi Accessibili ed Eco-sostenibili, si propone di porre l’attenzione sull’idea della città-comunità, dove l’accessibilità diventa un tutt’uno con lo spazio inteso come tempo di vita, e dove si prendono in considerazione tutte le eventuali soluzioni che permettano alla persona di sentirsi parte integrante di un tutto.

Il punto focale è quindi il coinvolgimento dell’individuo, la sua partecipazione agli eventi e alle occasioni sociali e culturali che la città propone, onde evitare che ci si possa sentire esclusi ed emarginati da tutto questo. Spiegano gli organizzatori:

Accessibilità, quindi, non è soltanto riferita e ristretta al semplice concetto di barriera architettonica fisica ma più in generale al modello di partecipazione, di vita democratica di tutti i momenti di vita nella città, in teatro, in museo, in biblioteca. Quindi l’accessibilità deve vedere il coinvolgimento di tutte le istituzioni che amministrano i tempi di vita della città e di tutti i soggetti che quei tempi di vita li riempiono di contenuti tramite la promozione di cultura.

Un’idea dalla forte valenza sociale, cui al concetto di giustizia comune si aggiunge quello di un progresso culturale che offra veramente pari opportunità, come gli stessi promotori della tavola rotonda sottolineano:

L’accessibilità culturale è un diritto e, in quanto tale, deve essere posto alla base di ogni discorso culturale, deve essere il punto di partenza e la cornice di ogni progettazione culturale. La cultura è il cemento del senso di comunità e in quanto tale deve essere inclusiva. Includere vuol dire accogliere, inclusione culturale vuol dire produrre eventi e prodotti culturali che non discriminano nessuno.

È proprio a questo traguardo che mira la sezione accessibilità progettata da Poiesis, curata da Lucia Pedone, responsabile di Accessibilità e Inclusione e dipendente dell’Events Department Royal of Greenwich di Londra, che ha dato vita alla prima Guida per Eventi Accessibili ed Eco-sostenibili, pubblicata all’interno del progetto Rete di Festival Social Sound, sostenuta da Puglia Sounds.

Così commentano gli ideatori della pregevole iniziativa:

Tale guida vuole essere uno strumento essenziale per tutti i soggetti, specialmente pubblici, che promuovono eventi e che intendono sviluppare gli stessi in modo accessibile. La tavola rotonda sarà un momento cruciale per stabilire sinergie che permettano di partire da questa agile versione della guida per svilupparne una nuova versione ancora più specifica, dettagliata e funzionale nell’ambito dell’accessibilità culturale.

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Tricase: Visioni e Orizzonti, personale di Antonio Riso

Dal 16 al 22 dicembre 2012 a Tricase presso le Scuderie di Palazzo Gallone avrà luogo la personale di pittura e grafica di Antonio Riso dal titolo Visioni e Orizzonti. L’inaugurazione è prevista domenica 16 dicembre 2012, alle 19: alla cerimonia, presentata da Eufemia Ecclesia, interverranno Antonio Coppola, sindaco di Tricase e Sergio Fracasso, assessore alla Cultura.

La manifestazione, che gode del patrocinio del Comune di Tricase, offre al pubblico una nuova occasione per ammirare l’opera eclettica ed eterogenea dell’ artista originario di Tricase, ma molto apprezzato anche fuori dai confini natii. Appassionato sin da giovanissimo di musica, poesia, pittura e arte in genere, Antonio Riso riesce a trasmettere nelle sue opere, con immediatezza e forte intensità, le inquietudini dell’animo umano.

Dopo il successo dei suoi due album (La Pace, l’Amore, l’Inferno, 2005, edito dalla Blond Records di Enrico Capuano e Con gli Occhi Chiusi, 2010, autoprodotto) e i riconoscimenti ottenuti alla prima Biennale Internazionale di Pittura nel vicino Castello Carlo V di Lecce nel 2010, l’artista ritorna a esporre le sue opere pittoriche.

Fortificato da un passato difficile e da una vita randagia, Antonio Riso è un testimone privilegiato delle contraddizioni dell’epoca moderna. Gentiluomo ribelle, come viene definito, viaggia contro le regole, in perenne lotta contro l’indifferenza, si perde nella contemplazione della natura, canta e dipinge l’amore assoluto per la vita.

La mostra sarà aperta al pubblico fino al 22 dicembre 2012 dalle 10 alle 12,30 e dalle 16 alle 20,30.

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Il Sogno dei Pesci e la poesia mandalica di Michela Maria Zanon

Tra le tante raccolte poetiche pubblicate in questo 2012, Il Sogno dei Pesci di Michela Maria Zanon (edito con IlMioLibro) merita una menzione particolare. Le liriche presenti nella raccolta, disegnate come dei mandala dalle forti valenze junghiane, sono al contempo dirette e simboliche, come a cercare un avvicinamento, un punto di contatto con l’essere doppio dell’uomo, con la sua stessa ambivalenza.

Il libro della Zanon appare quasi un viaggio iniziatico attraverso i meandri della psiche umana (intesa non solo come mente ma anche come anima), un itinerario interiore intimo e personale che tuttavia trova la sua esplicazione anche nel reale. Non soltanto un cammino dell’ego individuale dell’autrice, benzì un’illuminazione plurale dell’immaginario collettivo e archetipico nascosto dietro le figurazioni emblematiche del poetare.

L’autrice si racconta senza preamboli e giri di parole e, spogliandosi dei veli del quotidiano e smascherando le umane debolezze, ci mette di fronte alla forza evocativa delle parole e al loro significato-significante più recondito. La ricerca poetica della Zanon – autrice di origini venete trasferitasi in pianta stabile nel Salento – rispecchia la poliedricità del suo percorso, fatto di teatro e arti figurative, come di letture filosofico-psicologiche e trascendentali.

Questa via artistica si riflette appieno nella raccolta in questione, la si respira in ogni singola lirica, nell’uso della simbologia, nel potere psicomagico del verso, a tratti fascinoso e ipnotico. Quasi dei mantra da recitare per varcare mondi, quelli poetici e psichici, che non sono poi così lontani da noi, se solo sapessimo ascoltare e vedere diversamente la realtà.

La Zanon, attiva operatrice con l’associazione culturale Eterarte e con il gruppo di lavoro Apotema, conferma, con Il Sogno dei Pesci, le sue doti di artista eclettica e sensibile a una concezione di cultura scevra da preconfezionamenti e canoni standardizzati, portando la sua ricerca a sfiorare i confini della sperimentazione e del veramente nuovo. Di questi tempi, cose non da poco.

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