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C’è chi dice no. A Borgagne manifestazione amatoriale contro il randagismo

Sabato 26 Maggio Borgagne ospita la prima manifestazione amatoriale contro il randagismo, dedicata agli amici a quattro zampe. L’organizzatrice dell’evento la signora Ileana Maran, in collaborazione con l’associazione “Zampa Libera”, i “Volontari del randagio” e con la partecipazione del parroco don Corrado Buttazzo della parrocchia “Presentazione del Signore”, ci tiene a sottolineare che è la prima volta in assoluto che a Borgagne si svolge una manifestazione di questo tipo. La signora, originaria di Varese che risiede nel Salento da sette anni, evidenzia con motivato orgoglio il lavoro capillare che svolge da tempo, al fine di combattere nello specifico il fenomeno del randagismo, e sovvertire in senso più ampio e migliorativo l’errata cultura che domina il rapporto tra l’uomo con il suo amico migliore. “Migliore” una volta, forse, e non sempre e non necessariamente alla luce di molte degradanti situazioni attuali, ma non ineluttabilmente impossibile a fronte di un impegno collettivo del paese che crede nella possibilità di un cambiamento a partire dalle piccole cose. L’azione iniziale di sensibilizzazione acquista valore nel percorso di attuazione, e diventa missione di trasformazione culturale, di parte di quel pensiero sbagliato dominante. Al progetto, tuttavia, è sotteso un obiettivo ben più ambizioso della contingenza del qui ed ora, afferma la signora Maran, che ribadisce con ferrea convinzione la necessità di lavorare per creare una responsabile coscienza civile dei singoli, ancor prima di operare per modificare scellerati atti collettivi. Per questo motivo co-protagonisti della giornata saranno i bambini e i ragazzi delle scuole, intorno ai quali si snoderanno le iniziative principali che si svolgeranno nell’oratorio parrocchiale a partire dal primo pomeriggio. Alle 15,30 ci sarà un incontro con i ragazzi sul tema “Chi è il nostro amico a 4 zampe”, alle ore 17 seguirà la proiezione di un film, alle 18 si svolgeranno lavoretti didattici per i ragazzi dai sei ai dieci anni, e la caccia al tesoro per i ragazzi delle scuole medie, e alle 19 avrà luogo la gara canina “L’amico più simpatico a quattro zampe”. Non mancheranno premi e riconoscimenti per i partecipanti. Un pomeriggio all’insegna del rispetto verso ogni essere vivente, un momento di gioco che diventa riflessione, un punto di partenza che apre nuovi orizzonti di una più equilibrata relazione tra l’uomo e gli anici a quattro zampe. Chiosano con un’annotazione forte e perentoria gli organizzatori:”Questa manifestazione deve servire per una crescita del paese, per evitare inutili abbandoni, per contribuire a rispettare le persone che amano e non amano gli animali, per capire che il randagismo si combatte soprattutto diventando consapevoli che gli animali (soffrono e gioiscono come noi) , perché un cane non deve essere un giocattolo vivente che si regala, ma è parte integrante di una famiglia , e quindi la scelta deve essere ben motivata e ponderata .L’evento di sabato pomeriggio serve a ricordare l’inutile mattanza di cani e gatti avvelenati a Borgagne, lo scorso anno. Un triste e vergognoso episodio che ha gravato non solo sulla sofferenza degli animali, ma che ha sottolineato la crudeltà che appartiene solo ed esclusivamente all’essere umano. L’avvenimento, rivelando la sua faccia incivile, conserva in sé la speranza di un invito ad usare la propria intelligenza per evitare il fenomeno del randagismo”.

Maria Rosaria Contaldo

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Riqualificazione della villa comunale a Minervino: è polemica

A Minervino di Lecce è polemica sulla riqualificazione della villa comunale.
Il 21 maggio si è tenuto a Minervino l’incontro pubblico per discutere sull’opportunità d’investire i 200 mila euro per il rifacimento della villa comunale di Minervino, che versa in stato di degrado.
Nei giorni scorsi la maggioranza ha portato in consiglio comunale la proposta progettuale di cui sono incaricati l’architetto Valeria Giannetta e il geometra Valerio Merico, per l’importo di 200mila Euro, che furono già stanziati per il bene comunale nel 2009.

Durante la seduta l’opposizione si è mostrata contraria al progetto esprimendo il proprio no, contrariamente a quanto accaduto nel febbraio del ‘09 dove i componenti dell’attuale opposizione votò a favore del progetto da realizzare con fondi propri di Bilancio.
La maggioranza ha risposto al voto d’opposizione con un manifesto con cui chiede un confronto pubblico sull’argomento.
“Appare altamente offensivo all’intelligenza dei cittadini del comune di Minervino di Lecce e demagogico quanto la minoranza ha sostenuto pubblicamente. – sostiene l’assessore Giuseppe Foscarini riguardo la proposta dell’opposizione di un progetto di 50mila euro per la riqualificazione e per un’Imu ridotta- Con 50 mila euro forse si riesce a malapena a far intervenire la ditta per il trasporto dei mezzi per l’inizio dei lavori, ma ciò che spaventa di più è la presunzione di conoscere la materia fiscale e tributaria legata al Bilancio dell’Ente Locale tanto da richiedere, tra l’altro fuori luogo, una Imu ridotta del 50% rispetto alla vecchia Ici”.
“La giustificazione di non procedere alla realizzazione di un’opera che è uno dei bigliettini di visita di un Comune è assurda quanto irrispettosa dei Cittadini che chiedono fortemente una nuova villa – dice Domenico Carrapa presidente del consiglio comunale – Non si può giustificare la contrarietà a realizzare un’opera pubblica di 200 mila euro solo perché c’è la crisi, anzi proprio in questo momento è richiesto uno sforzo in più all’ Europa allo Stato agli Enti Locali di immetter liquidità sul mercato attraverso proprio le opere che garantiscono alle ditte lavoro e quindi occupazione”.
Il sindaco Ettore Caroppo, intanto, ha deciso di non rientrare nella polemica e dichiara: “Il mio problema non è quello di perdere tempo dietro alle sciocchezze dette dalla minoranza ma risolvere i problemi e guardare al futuro di questa comunità, che di sicuro non si può chiamare Fausto De Giuseppe”.
Si attende una risposta dell’opposizione.

Jenny De Cicco

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Infami: il grido della fondazione Capece contro gli attentatori di Brindisi

Il gesto degli attentatori di Brindisi ha un solo appellativo possibile per questi, secondo la fondazione Capece di Maglie: infami. Il consiglio di amministrazione l’ha scritto a chiare lettere su uno striscione e appeso alla terrazza del liceo, con il benestare dell’istituto scolastico. I fatti di Brindisi, qualunque sia la loro matrice, attualmente al vaglio degli inquirenti, hanno comunque attaccato un obiettivo, una scuola, che raccoglieva studenti felici fino al giorno prima e che magari morivano sì a scuola, ma di noia, come recita ormai uno status molto diffuso sui social network in questi giorni. La fondazione, che prende il nome della nobildonna Francesca Capece, che creò un luogo d’istruzione pubblico e per tutti, era normale che si schierasse dalla parte degli studenti e delle famiglie delle vittime. “Una tragedia – scrive il presidente Dario Massimiliano Vincenti – che non dovrebbe mai accadere in una società che qualcuno vorrebbe ancora definire civile, un dolore che nessun genitore dovrebbe mai provare, una circostanza che nessuna ragione potrebbe spiegare e nessuna frase potrebbe definire. Se non una parola: infami. Infami perché hanno colpito giovani vite innocenti. Infami perché stamattina tutti i genitori che hanno portato i bambini a scuola, hanno pensato al male che farebbe non poterli andare più a riprendere. Perché degli infami si sono accaniti contro la ragione di vita di molti. E la parola infami è anche l’unica che la fondazione Francesca Capece si è sentita di pronunciare. Una scritta bianca come i sorrisi negati, che si staglia su un fondo nero, come l’anima di chi li ha spenti, e campeggia sulla facciata del liceo Francesca Capece, da sempre culla che ha protetto e coltivato non solo l’istruzione ma anche la crescita morale di tante generazioni. Il dramma non poteva non colpire forte l’animo di chi ogni giorno si prodiga con impegno e convinzione ad onorare la volontà e la memoria di Francesca Capece, una donna che aveva chiara in fondo all’anima la sacralità dell’istruzione e dei giovani ed ha fatto di questo binomio la sua ragione di vita e lo scopo della sua donazione. Il consiglio di amministrazione della fondazione Francesca Capece, sconvolto dai vergognosi fatti di Brindisi, darà una sua risposta continuando a sostenere, se possibile ancora più fermamente, i valori della formazione, dell’istruzione e della tutela dei giovani in termini di libertà, rispetto e affermazione”.

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Più terra per i giovani?

Incentivi per riportare giovani braccia all’agricoltura e non ironicamente.
La Puglia conta circa 2mila giovani sotto i 40 anni che praticano l’agricoltura come lavoro anche usufruendo degli incentivi all’insediamento regionali del Programma per lo sviluppo rurale.
La Regione Puglia nel tentativo di abbassare l’età media degli operatori e imprenditori, ha puntato su un modello innovativo d’incentivi trasformando in vere aziende le idee progettuali risultate idonee alla valutazione preliminare. Vantaggi anche per la Regione realizzando l’istruttoria tecnico-amministrativa delle richieste di contributo che hanno superato la fase preliminare.
A parlarne a Roma è stato l’assessore regionale otrantino Dario Stefàno, negli scorsi giorni nello spazio espositivo pugliese durante Forum della pubblica amministrazione.
“Abbiamo reso le nostre politiche attrattive per i giovani – ha spiegato Stefano – mettendoli in condizione di operare al meglio. Sono stati erogati oltre 250 milioni di euro tra premi a fondo perduto, incentivi , corsi di formazione e consulenze. Crediamo tanto in questa esperienza tanto che ci stiamo impegnando a riportare l’attenzione del Parlamento Europeo sulla necessità di costruire un disegno di politica agricola comune, rispondente all’esigenza di sburocratizzazione avanzata dalle imprese agricole. Non possiamo, però, vivere il tema dell’innovazione solo come elemento di miglioramento tecnologico e burocratico, ma introdurlo anche nel loro modello organizzativo. Le aziende sono troppo piccole e disaggregate, inadeguate alle richieste quantitative del mercato”.

Jenny De Cicco

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Coppola è il nuovo sindaco di Tricase

Palazzo Gallone ha il suo nuovo inquilino, che reggerà l’amministrazione della città di Tricase, si spera, per i prossimi cinque anni.
Tricase, infatti, dopo due esperienze di colore politico diverso, terminate entrambe prima della scadenza naturale del mandato e seguite da due commissariamenti, ha adesso bisogno di stabilità politica.
Il responso delle urne, dopo il secondo turno del 20 e 21 maggio scorsi che ha registrato un’affluenza pari al 62,7%, ha decretato la vittoria di Coppola.
Un ritorno alla guida di Tricase per Antonio Coppola, alla sua quarta candidatura da primo cittadino, già sindaco dal 2001 al 2007 e sostenuto in queste amministrative da una coalizione composta da Pd, Sel e dalle due liste civiche Per Tricase con Coppola e Per la terra di Leuca con Coppola.
Dopo un emozionante testa a testa, che fino alle 16 su due terzi delle schede scrutinate vedeva i due avversari attestarsi sul 50% delle preferenze degli elettori, Coppola ha chiuso definitivamente la partita, conquistando il 50,7% dei consensi, pari a 4853 preferenze, con uno scarto di soli 135 voti.
Al primo turno Coppola aveva raggiunto il 35,72% delle preferenze, con un vantaggio di 252 voti sull’avversario Dell’Abate.
Già nei prossimi giorni il neoeletto sindaco dovrà provvedere alla nomina degli assessori che andranno a formare la nuova giunta, impegnata a dirimere le numerose problematiche relative ai punti programmatici proclamati durante tutta la campagna elettorale.
Molti sono, infatti, i problemi storici di Tricase, a partire da un’economia che versa in una situazione a dir poco drammatica, se si pensa alla realtà del calzaturificio Adelchi, che il 16 marzo 2009 ha registrato il suo ultimo giorno di lavorazione.
Altrettanto problematica la questione del Pug (Piano Urbanistico Generale), accanto a quella della riqualificazione dei centri storici delle frazioni, che andrebbero inseriti all’interno di un’opera di salvaguardia e valorizzazione delle risorse del territorio.
Da affrontare anche la questione della valorizzazione della zona del porto e della sua messa in sicurezza, per non parlare del dramma Acait, di cui non si può non tener conto nel futuro amministrativo di Tricase.
Il nuovo inquilino di Palazzo Gallone promette, quindi, azioni improntate ad un’attenzione per i bisogni della comunità, in una visione partecipata e condivisa della politica, e interventi atti a favorire l’incremento di servizi sociali adeguati alle esigenze della collettività e la valorizzazione delle risorse ambientali e strutturali del territorio.

Antonella Cazzato

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Brindisi: terrore davanti alla scuola

L’esplosione di tre bombole di gas (innescata con un detonatore) davanti all’Istituto Morvillo Falcone, fatto di orrenda barbarie accaduto a Brindisi lo scorso 19 maggio, che ha causato la morte di una studentessa di sedici anni e il ferimento di altri studenti – di cui una ragazza è molto grave – invita a una presa di posizione senza riserve contro ogni tipo di illegalità e ad un’urgente riflessione sulla deriva sociale e politica che già da tempo caratterizza la situazione italiana.

Stretti tra la sensazione di un eterno ritorno ai momenti peggiori della nostra storia – leggasi anni di piombo – e la dilagante crisi, non solo economica ma soprattutto valoriale, i cittadini onesti hanno voglia di dimostrare la vicinanza alle famiglie delle vittime dell’attentato e di dichiarare apertamente l’intenzione di non volersi sottomettere ai diktat delle mafie e del terrorismo.

Rimane tuttavia incerta la matrice dell’efferato episodio, sicura, invece, la volontà dei singoli e delle comunità, delle istituzioni e libere associazioni di schierarsi, senza nessuna esitazione, dalla parte delle persone colpite e di chi ha fatto e tuttora fa del rispetto della legge e dei diritti motivo della propria esistenza.

Questo attacco al cuore della gente, sferrato alla sua parte più tenera e allo stesso tempo più vivace e socialmente attiva, sembra essere l’extrema ratio, o un gesto inconsulto, di individui che hanno perso (semmai lo hanno avuto) il senso della dignità e della ragione. Al di là del possibile, ma non confermato, significato simbolico – l’attacco ad una scuola che portava il nome di Morvillo Falcone – la radice di tale brutalità è immersa comunque in “Un brodo di illegalità”, potremmo dire parafrasando don Ciotti.

L’accaduto forse potrebbe essere spiegato con le parole del giudice Antonio Caponnetto: “La mafia teme più la scuola della giustizia. L’istruzione toglie erba sotto i piedi della cultura mafiosa”, intendendo per “mafioso” qualsiasi comportamento che mini alla base il corso della legalità, oppure farsi strada nella mente di un folle che per un’incomprensibile quanto meschina ragione ha deciso di far esplodere l’ordigno proprio mentre le ragazze erano davanti all’entrata dell’istituto.

Ebbene, qualunque sia l’origine di questo crimine, la risposta della società civile all’orrore che ha segnato Brindisi non ha tardato a farsi sentire, perché non c’è rischio di retorica che tenga davanti ad episodi che strappano vite nel fiore degli anni. Tutti, indistintamente, cittadini, istituzioni, associazioni, organi di informazione, intellettuali debbono dare il loro contributo per una cultura della legalità, non solo a danno avvenuto ma in tutti i momenti della vita sociale.

Gianluca Conte

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L’autopsia conferma: Popo Virgil Cristia è morto per il digiuno

La mancanza di cibo ha determinato la morte del detenuto 38enne di lecce.
Ad accertare la causa della morte dell’uomo, deceduto domenica mattina, è stata l’autopsia svolta gli scorsi giorni dai medici legali Roberto Vaglio ed Ermenegildo Colosimo a Lecce.
Popo Virgil Cristia è morto presso l’ospedale Vito Fazzi in seguito alla richiesta di trasferimento effettuata sabato dai medici dell’azienda sanitaria locale in servizio presso il carcere Borgo San Nicola.
Le condizioni di estremo digiuno hanno reso vani i tentativi di tenere in vita Popo, giunto in grave deperimento presso l’ospedale civile.
Cinquanta giorni di digiuno in segno di protesta per dichiarare le propria innocenza e parlare con un magistrato per tornare libero.
Il sostituto procuratore Carmen Ruggiero ha aperto un fascicolo e ha iscritto sul registro degli indagati diciotto medici in servizio presso il carcere.
Probabilmente nulla si sarebbe potuto fare per evitare la conseguenza della scelta estrema, che ha assunto questi drammatici noti risvolti anche per le situazioni di sovraffollamento delle carceri in Italia, da cui non è esente Borgo San Nicola.
Nel frattempo per accertare le condizioni di permanenza dei carcerati, una delegazione composta dalla Senatrice di Io Sud Adriana Poli Bortone, dall’onorevole radicale Elisabetta Zamparutti, e dal presidente del Movimento Regione Salento Paolo Pagliaro ha visitato la struttura detentiva leccese.

Jenny De Cicco

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Uggiano: tra pace e riqualificazione procede il cammino amministrativo

Uggiano la Chiesa continua il proprio impegno come città della Pace con iniziative sulla legalità e sociali, ma anche sul fronte della riqualificazione urbana della zona popolare.
Tra i mezzi favoriti dall’amministrazione uggianese certamente c’è la rete ed in particolar modo i social network, il giovane sindaco Salvatore Piconese annuncia a mezzo post di Facebook la partecipazione del proprio comune a vari eventi, tra i quali il gran finale delle “Olimpiadi dell’amicizia 2012”.
Conclusi i giochi e le attività pratiche, i partecipanti si sono incontrati il pomeriggio del 17 maggio alla presenza del presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, del responsabile nazionale Unicef del progetto “Città Amiche dei Bambini” Christopher Baker, della presidente del comitato provinciale Unicef di Lecce Giovanna Perrella, nel castello Angioino a Copertino, per chiusura delle Olimpiadi e per il raduno dei consigli comunali dei ragazzi della provincia di Lecce, ai quali ha preso parte anche il comune nell’hinterland idruntino tramite una propria delegazione.
Per quanto riguarda la riqualificazione della zona Pip, il sindaco è stato presente a Bari la scorsa settimana per il finanziamento delle opere di urbanizzazione. “Si concretizza un lavoro politico e si raggiunge un altro obiettivo di modernizzazione del territorio – dice Piconese – Intanto da due giorni Enel sta eseguendo i lavori di ‘elettrificazione’ dell’area”. Nella zona si possono finalmente vedere la strada e le soste verdi con panchine ben illuminate, tramite moderni pali con luci a Led, che donano alla zona un aspetto pulito e futuristico, sono stati anche terminati i lavori per la creazione dei dossi e dei marciapiedi, per la sicurezza dei pedoni.
“Abbiamo ottenuto il finanziamento di circa 600 mila euro per le opere di urbanizzazione della zona pip – ha concluso il sindaco parlando della riqualificazione – porteremo nei prossimi mesi acqua, fogna, viabilità, illuminazione e apertura di nuovi lotti. Un ulteriore processo di modernizzazione del territorio e un altro obiettivo raggiunto”.

Sul fronte delle politiche della pace, venerdì 18 è stato convocato il consiglio comunale della cittadina e tra i punti all’ordine del giorno figuravano anche il sostegno al popolo Saharawi (“sahariano”, traslitterazione scientifica sahrāwī, ossia “Sahara” ) e iniziative per sostenere la richiesta di liberazione di Rossella Urru. “Ho presentato (primo firmatario) in Provincia di Lecce l’ordine del giorno per la liberazione della Urru. Affinché anche da Palazzo dei Celestini parta l’impegno e la mobilitazione per la giovane pacifista italiana” – ha detto il sindaco nei giorni passati.

“Il nostro commino prosegue, – ha dichiarato l’assessore alle politiche della pace, Vincenzo Sisinni – Oggi abbiamo fatto due passi in avanti, approvando all’unanimità due punti all’ordine del giorno del consiglio comunale molto importanti”.
Purtroppo la speranza per la liberazione della giovane volontaria sarda ha lasciato spazio al lutto, anche Uggiano ha aderito al lutto regionale per la morte violenta della giovane studentessa brindisina a causa dell’ordigno esploso nei pressi della sua scuola “Il mio Comune ha le bandiere a mezz’asta. In segno di lutto per la morte della giovane Melissa. Abbiamo rinviato la conferenza stampa del mio Comune per la liberazione di Rossella.
L’attentato terroristico e mafioso di Brindisi è un atto disumano e inaccettabile per uno Stato democratico”.
Per finire l’amministrazione uggianese invita la cittadinanza a partecipare al prossimo incontro sulla presentazione dei dati Istat 2007-2011 riguardanti il turismo, il 24 maggio presso la biblioteca comunale di Casamassella alle 18,30.

Jenny De Cicco

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L’assessore Toma esorta Vendola: “Presidente, metta a disposizione le risorse per la formazione professionale”

L’assessore provinciale alla Formazione professionale e alle Politiche del lavoro, Ernesto Toma, attacca in un comunicato il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola. I punti chiave riguardano, in particolare, i ritardi per lo stanziamento dei fondi messi a disposizione per la formazione professionale.
L’assessore Toma parte subito all’attacco di “un governatore che si diletta quotidianamente a vestire i panni di leader nazionale di un partito, trascurando totalmente i compiti che ha il dovere di svolgere, per i cittadini pugliesi, in qualità di Presidente della Regione”.
“È giusto concentrarsi sui fondi Cipe – afferma Ernesto Toma – ma è alquanto strano che il presidente Vendola trascuri le esigenze impellenti della Regione.
Cosa risponderebbe il Presidente qualora qualcuno, per esempio l’assessore alla Formazione professionale e Politiche del lavoro della Provincia di Lecce, ponesse a lui quesiti di egual portata? Quale sarebbe la risposta all’interrogativo circa i fondi della formazione professionale in Puglia?”.
“La Provincia di Lecce – continua – ha pubblicato nel novembre 2011 i bandi relativi alla formazione professionale, ha valutato i progetti pervenuti, pubblicato le relative graduatorie definitive e, soprattutto, fronteggiato gli innumerevoli giusti solleciti da parte degli enti di formazione e dei giovani che si sono aggiudicati i tirocini formativi presso aziende del nostro territorio. Quello stesso territorio che il Presidente Vendola configura come beneficiario degli obiettivi strategici per il rilancio della Regione.
Obiettivi puntualmente disattesi!”.
Poi l’assessore concentra il suo intervento sul problema delle risorse impegnate, ma non stanziate: “Le risorse della formazione professionale sono state già impegnate, ma la Regione Puglia non le ha ancora messe a disposizione delle Province, che hanno la delega in materia. D’altronde la trascuratezza nei confronti delle Province pugliesi era già emersa quando, in occasione del tanto osannato Piano pei il Lavoro in Puglia, in fase di concertazione e di “cabina di regia”, la Provincia di Lecce non è stata minimamente resa partecipe, pur essendo il soggetto con cui quotidianamente si interfacciano i giovani, le donne, i disoccupati di lunga durata, i percettori di ammortizzatori sociali, i disabili, gli immigrati. Un governo regionale che non punta, effettivamente, sulle donne e gli uomini del nostro territorio, provoca inevitabilmente una società fragile, demotivata e sfiduciata verso la politica”. Subito dopo, l’assessore si concentra sull’esperienza maturata in Provincia: “L’assessorato che rappresento mi porta quotidianamente a confrontarmi con le esigenze dei cittadini della provincia di Lecce, a valutare fabbisogni specifici, a porre in essere iniziative che mirano realmente al rilancio del territorio, alla crescita, senza cristallizzarsi sulla crisi. La crescita passa attraverso la formazione professionale e le iniziative restano progetti non attuati, se le risorse non vengono messe a disposizione”.
Infine, chiude il suo intervento con un’esortazione: “Gli strumenti per le iniziative di sviluppo, caro Presidente, dovrebbe metterli a disposizione: i cittadini preferiscono le opportunità concrete a inutili condizionamenti ideologici, che rendono vano lo sforzo effettuato dall’assessorato alla Formazione professionale della Provincia di Lecce, di impegnare due annualità, per ridare slancio al nostro territorio, in un momento di drammatica crisi, qual è l’attuale”.

Alessandro Conte

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No Tap: proseguono le azioni

No Tap, la battaglia continua con un nuovo atto.
Ieri presso Acquarica di Lecce è andato in scena un nuovo atto per la battaglia ambientalista contro la Trans Adriatic Pipeline, tramite una raccolta firme contro la realizzazione dell’infrastruttura a essa connessa a circa un chilometro dal centro cittadino.
Il comitato nato da Facebook da tempo lotta per informare i cittadini e i salentini per una maggiore consapevolezza del proprio territorio e dunque di una migliore destinazione d’uso dello stesso.
Così il pomeriggio del 18 maggio, presso piazza Malta di Acquarica di Lecce si terrà un incontro informativo, sollecitato dal basso, i cittadini preoccupati vista la vicinanza della cabina di depressurizzazione di 16 ettari dovrebbe sorgere a meno di un chilometro dall’abitato, secondo quanto riportato dal progetto preliminare.

Resta confermata per domenica 27 maggio la manifestazione con corteo sul lungomare di San Foca a partire dalle 16,30.
Mentre si muovono anche le istituzioni, infatti, alle 16,30 ieri si è riunito il Consiglio comunale di Vernole per discutere i due punti sulla Tap e deliberare contro la realizzazione del gasdotto, cercando di porre il diniego delle autorizzazioni di competenza comunale sull’opera.

Ufficialmente la Tap ha raccolto le scorse settimane il parere contrario già dalle amministrazioni di Melendugno e Castrì di Lecce.

Jenny De Cicco

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Salvatore Negro interroga il consiglio regionale per il ruolo del garante dei detenuti

Qual è stato il ruolo del garante dei detenuti nei 50 giorni di sciopero della fame precedenti il decesso del 38enne Popo Virgil Cristria?
È quanto chiede il presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro, che torna a occuparsi del ruolo del Garante regionale dei detenuti per il quale, già agli inizi dell’anno, aveva indirizzato al governo regionale un’interrogazione senza ricevere risposta, stando a quanto riferito da Negro.
Negro afferma: “La morte del cittadino rumeno nel carcere di Borgo San Nicola pone una serie di interrogativi sulla figura e il ruolo del garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale. Ci chiediamo innanzitutto se il dottor Pietro Rossi è mai stato informato dello sciopero della fame a cui si era sottoposto il detenuto e se nei 50 giorni della protesta un suo intervento avrebbe potuto dissuadere il cittadino rumeno dal suo intento. L’intervento odierno del dottor Pietro Rossi, che si è detto pronto a intraprendere ogni azione utile su questa brutta vicenda, ci sembra tardivo e fuori luogo in quanto ora è di competenza della magistratura indagare sulle responsabilità dell’accaduto e non del garante a cui è affidata la protezione e la tutela non giurisdizionale dei diritti delle persone presenti negli istituti penitenziari, negli istituti penali per minori, nei centri di prima accoglienza e nei centri di assistenza di assistenza temporanea per stranieri, nelle strutture sanitarie in quanto sottoposti al trattamento sanitario obbligatorio. Già in occasione della morte di un detenuto nel carcere di Trani, un uomo di 33 anni costretto a vivere su una sedia a rotelle a causa di una grave malattia, avevamo inoltrato un’interrogazione al presidente Vendola e all’assessore al Welfare Gentile, su quello che era stato il ruolo del Garante in quella triste vicenda. Un’interrogazione che, come troppo spesso accade, non ha mai ricevuto una risposta. L’auspicio è che almeno in questa triste vicenda il governo regionale non voglia restare in silenzio e faccia chiarezza su quello che è stato e deve essere il ruolo del garante, affinché questa istituzione (che poche regioni in Italia possono vantare) abbia un’utilità e lo stesso garante sia messo nelle condizioni di lavorare realmente a difesa dei diritti dei detenuti, prevenendo il verificarsi di episodi drammatici come quello che si è consumato tra le mura del carcere salentino”.

Jenny De Cicco

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Braccia incrociate per gli operatori ecologici dell’Ato2

Niente raccolta rifiuti questa mattina nei comuni dell’Ato Lecce 2.
In rivolta gli operatori ecologici, che incrociano le braccia perché non retribuiti.
I dipendenti di Lombardi Ecologia responsabili della raccolta dei rifiuti nei 21 comuni dell’Ato 2 dichiarano lo sciopero a oltranza a partire da questa mattina, attraverso i propri rappresentanti sindacali.
Sono in 150 gli operatori che avanzano una mensilità, situazione colta al volo per manifestare i disagi risalenti fin dall’inizio del 2009, anno dell’appalto alla ditta Lombardi, a causa anche del buco di 6 milioni di euro che l’ambito territoriale Lecce 2 dove alla ditta Lombardi a causa delle morosità dei comuni nei confronti dell’ente gestito da Silvano Macculi.
I lavoratori hanno protestato sotto i portoni della Provincia di Lecce, intanto Lombardi Ecologia annuncia, per bocca dei sindacati, di non sapere quando riuscirà a liquidare i dipendenti.
Silvano Macculi invece precisa: oltre al credito di 15 milioni di euro accumulato dai comuni, altri 5 milioni e 400 mila euro non sono mai arrivati dalla Regione, Vendola ha dichiarato l’impegno a pagare l’Ato entro la prossima settimana.
Il presidente provinciale Antonio Gabellone ha telefonato alla segreteria regionale e la vertenza verrà posta anche sui tavoli della prefettura, in un incontro tra tutte le parti i causa, comuni, Ato, Provincia e Regione.
Intanto è iniziato il conto alla rovescia per la stagione estiva e con esso ricomincia il rimpallo di responsabilità per una situazione che si trascina avanti da anni e non vede ancora una soluzione certa.

Jenny De Cicco

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