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Hotel e B&B, decreto in vigore. D’Agata sottolinea i benefici

Cambiano le modalità e i tempi per la registrazione dei dati degli ospiti per hotel e Bed & Breakfast. In sostanza viene modificato il sistema di comunicazione con l’autorità di pubblica sicurezza tramite il quale si certificava l’arrivo dei nuovi ospiti alloggiati in strutture ricettive come alberghi e B&B. Non più la classica schedina d’albergo che doveva essere compilata ogniqualvolta si pernottava; d’ora in avanti la comunicazione avverrà per via telematica.

Entra, infatti, in vigore un decreto ad hoc del ministero dell’Interno, dopo aver ricevuto il via libera dal Garante della privacy, che modifica la disciplina precedente individuando significative modalità tecniche per le comunicazioni telematiche. A segnalarlo è Giovanni D’Agata, fondatore dello Sportello dei Diritti, che sottolinea i benefici di queste nuove procedure sia in termini di tutela della privacy che della pubblica sicurezza.

D’ora in avanti, infatti, i gestori di alberghi e B&B dovranno comunicare i dati delle persone ospitate alle questure competenti entro ventiquattro ore dal loro arrivo per mezzo di un servizio dedicato attivato sul web dal Cen – centro elettronico nazionale della polizia. Non cambiano, invece, le informazioni sensibili da fornire che sono: generalità, estremi del documento di riconoscimento e numero dei giorni di permanenza.

Al fine di garantire la riservatezza dei dati sono previste particolari procedure e misure di sicurezza per gli esercenti e per gli operatori di pubblica sicurezza. In particolare, tutte le strutture ricettive dovranno adoperarsi per richiedere un apposito certificato elettronico per abilitarsi al servizio di trasmissione in rete. Nel caso di malfunzionamento del servizio i dati potranno essere inoltrati mediante fax o posta elettronica certificata.

Le informazioni inviate dovranno essere cancellate immediatamente dopo l’invio, mentre le ricevute di trasmissione conservate per cinque anni per consentire eventuali controlli. I dati in questione verranno memorizzati presso una struttura informatica del Cen, in aree di memoria separate in base all’ufficio territoriale competente, in modo da consentire un accesso selettivo al personale della polizia espressamente autorizzato.

Per quindici giorni i dati potranno essere consultati dai soli operatori incaricati per finalità di prevenzione, di accertamento e repressione dei reati oltre che di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. Decorso tale termine, le informazioni sulle persone ospitate potranno essere consultate esclusivamente dagli ufficiali di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza addetti ai servizi investigativi con profilo di accesso a livello nazionale. Infine, trascorsi cinque anni dalla registrazione, le schedine d’albergo dovranno essere definitivamente cancellate anche dal Cen.

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In vista la nuova disciplina in materia di B&B pugliesi

Bed and breakfast e attività ricettive in Puglia: dal 22 gennaio nuovi regolamenti, che dovrebbero fare chiarezza in un settore trainante per il turismo pugliese. La IV commissione consiliare si aggiorna per l’esame del disegno di legge in materia di attività ricettiva di bed and breakfast. Un rinvio necessario per dare modo di presentare ulteriori emendamenti, rispetto a quelli già formalizzati dall’assessore al turismo Silvia Godelli.

Il testo tiene conto degli aggiornamenti intervenuti negli ultimi anni nella legislazione nazionale, oltre che dei pronunciamenti della Corte Costituzionale e delle consultazioni con le associazioni interessate. Nell’ipotesi di regolamento sono previste due tipologie di B&B: una a conduzione familiare – con obbligo di dimora – con una dotazione massima di 4 camere e 9 posti letto, senza la fornitura di servizi aggiuntivi. La seconda tipologia riguarda il B&B in forma imprenditoriale a prevalente conduzione familiare svolta in un’unica unità immobiliare presso il proprio domicilio o anche in unità fisicamente distinte, lontane non oltre 500 metri dalla struttura B&B, con non più di 8 camere e 20 posti letto, anche avvalendosi di personale qualificato.
Inoltre si introduce, per quanto concerne l’avvio dell’esercizio dell’attività, l’istituto della Scia – Segnalazione certificata inizio attività – .
Il presidente della IV commissione, Aurelio Gianfreda, ha espresso la volontà di licenziare in tempi brevi il provvedimento in questione, unitamente all’altro che riguarda la disciplina dell’agriturismo.

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Martano, pronta piazza Assunta

Piazza Assunta a Martano riapre al pubblico. Sarà ufficialmente presentata al pubblico, tramite una manifestazione e il taglio del nastro, piazza Assunta a Martano alle 18,30 del 28 giugno. Quasi un anno per terminare la riqualificazione della piazza principale della città grika, tempo che l’ha vista “impacchettata” e nascosta per rivelarsi finalmente con il nuovo look. Bella e nuova ma con un sapore antico, così si presenterà alla cittadinanza e ai turisti l’agorà martanese. I lavori di riqualificazione furono avviati il 30 agosto 2011 e sarebbero dovuti terminare lo scorso dicembre, tarda di 6 mesi la consegna dei lavori, ma considerando i tempi italiani, sarebbe potuto andare peggio. In totale sono stati spesi 460mila euro per l’intervento, progettista e direttore dei lavori è l’architetto Antonio Gallo, mentre i lavori se li è aggiudicati l’impresa Benedetto. I lavori sarebbero dovuti iniziare a luglio dello scorso anno Nella stessa serata verrà attivato il wi-fi gratuito in tutta la piazza, per il progetto Wi-Fi in piazza per tutti. A seguire pizzica in piazza e maxischermo per seguire la diretta di Italia-Germania, semifinale degli Europei di Calcio presso i Giardini del Duca, in via Calimera e poi proiezione delle immagini storiche di piazza Assunta e confronto con quelle relative alla stessa zona riqualificata, a cura di Leonardo Nocco e in piazza presso lo storico bar Ficile musica con la tribute band dei Police.

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Federbalneari e le proposte anti crisi

Crisi per il paese è crisi per il turismo salentino. Per combattere la crisi e destagionalizzare Assobalneari Salento FederBalneari lancia proposte di rimborso dei carburanti in servizi e rende note le sentenze riguardanti alcuni associati che potranno praticare le proprie attività tutto l’anno.
È di questi giorni la notizia relativa ad una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale di Lecce che, accoglie il ricorso proposto dall’avvocato Danilo Lorenzo per conto del Lido Helios stabilente la possibilità di poter lasciare le strutture prefabbricate di proprietà montate e di poter praticare come lido per tutto l’anno, non solo per l’esate.
Analogamente in questi giorni il Tar di Lecce accogliendo un altro ricorso, dalla Crystal Beach, ha ritenuto legittima la estensione della durata di una concessione demaniale marittima per l’intero anno, permettendo all’imprenditore di svolgere la propria attività d’impresa in altri periodi.

Il Presidente di Assobalneari Salento FederBalneari Mauro Della Valle ha spiegato:

“Si tratta di importanti vittorie che fanno fare un passo avanti significativo alle imprese balneari in particolare e all’intero comparto turistico, nella direzione di una effettiva destagionalizzazione della offerta turistica del nostro territorio. Il Salento ha nel turismo balneare, sostenibile, una ricchezza da utilizzare per permettere una crescita economica effettiva, si ha bisogno di regole certe che permettano tale crescita e di una politica che attragga turismo anche nei periodi di calma. Proprio per questo l’associazione lancia l’idea di una campagna finalizzata a rimborsare, in servizi per il 20% della spesa di carburante sostenuta da tutti coloro che avranno voglia di trascorrere una vacanza sui nostri lidi nei periodi di bassa stagione.”

Proposte allettanti in questi anni di forte recessione, ma che forse non basteranno ad allentare i timori dei turisti né dei commercianti ed esercenti che tutti i giorni si scontrano con un segno meno a 2 cifre e un agosto che si preannuncia nero. Non tutto è perduto e gli esercenti sperano in una improvvisa ripresa del comparto turistico del Salento.

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Ecomusei, case del patrimonio immateriale

Le tradizioni orali e i beni immateriali da tutelare, in Puglia anche con leggi. Approvata in questi giorni la seduta in sesta commissione sulla proposta di legge che prevede interventi regionali a tutela e valorizzazione delle musiche e delle danze popolari di tradizione orale.

Il vicepresidente della commissione Giovanni Alfarano ha detto:

«Sono stati approvati all’unanimità l’articolato e tutti gli emendamenti. La legge è stata armonizzata con le altre discipline vigenti nell’ordinamento regionale, anche grazie alla presenza dell’assessore alla cultura, Silvia Godelli. Ora sarà l’ufficio legislativo ad esprimere il suo parere prima della definitiva approvazioni. Si tratta della proposta del consigliere Sergio Blasi – già sindaco di Melpignano e uno degli ideatori della Notte della Taranta – che tende alla salvaguardia della memoria musicale, attraverso il sostegno alla ricerca e alla pubblicazione di documenti originali, cioè delle registrazioni delle performance degli anziani cantori, “i veri depositari di saperi musicali che sono quasi del tutto attinenti alla tradizione orale e alla realizzazione e di una rete di archivi multimediali dove questo straordinario patrimonio possa essere conservato e fruito dalla collettività”.»

Fa eco l’assessore regionale all’Urbanistica Angela Barbanente:

«Sì all’unanimità al regolamento che disciplina il riconoscimento dell’ecomuseo di interesse regionale. Con questa iniziativa si stabiliscono i criteri ed i requisiti per il riconoscimento della qualifica di ecomuseo di interesse regionale. Gli ecomusei d’interesse regionale potranno costituire una rete regionale al fine di ottimizzare le risorse, favorire lo scambio di esperienze e il trasferimento di buone pratiche, disporre di occasioni di confronto e di dibattito sui temi e problematiche riguardanti l’istituzione ecomuseale quale strumento atto a promuovere lo sviluppo sostenibile del territorio, concertare le iniziative e le azoni comuni da intraprendere a livello regionale e nazionale e svolgere il ruolo di interlocutori qualificati per una migliore definizione delle politiche regionali nel settore.»

L’assessore al lavoro, Elena Gentile ha consegnato alla Commissione il Piano straordinario per il lavoro in Puglia del 2011. “Il lavoro prende forma” è una ricerca che comprende tutti i dati relativi all’occupazione, le risorse investite, i destinatari potenziali, le linee di intervento e le azioni specifiche.

Jenny De Cicco

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Mostra fotografica sul Salento a Piacenza, ma per greci

Una mostra fotografica per far conoscere il Salento normanno e bizantino alla Grecia. Sarà realizzata con il patrocinio della repubblica greca, il ministero della cultura e turismo greco e il museo bizantino e Cristiano a Piacenza presso il palazzo della Duchessa.
Sarà possibile anche grazie alla nascita del nuovo Club Unesco griko di Zollino, presentato il primo giugno scorso nella propria sede cittadina, e per presidente dell’associazione Italoellenica Pompeo Maritati, che è stato ringraziato tramite lettera dell’immediata disponibilità mostrata ai cugini greci dalla signora Anastasia Lazaridou, presidentessa del museo Bizantino e Cristiano. Il museo Bizantino e Cristiano di Atene sta progettando la realizzazione di una mostra fotografica sui monumenti del Salento di epoca bizantina e normanna. Il materiale fotografico, una scelta dei monumenti più rappresentativi di questa epoca, è proveniente dall’archivio della signora Foteini Kaimaki, docente universitaria. La mostra sarà allestita all’interno del ristrutturato palazzo della Duchessa di Piacenza, Anne Marie Sophie Barbè de Marbois (1785-1854), dalla metà del mese di settembre prossimo e fino alla fine di dicembre, al vernissage è prevista anche la partecipazione di un gruppo folk salentino ancora da individuare.
Di certo sarà questo un’occasione per intensificare i rapporti salentini ed in particolar modo griki con i cugini greci, con i quali questa parte s’Italia condivide moltissimo, a partire dall’idioma, passando per i tratti somatici, le musiche e le ricette etno-gastronomiche.

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Tassa di soggiorno dal Tar ha rigettato il ricorso

La tassa di soggiorno è legittima.
Il Tribunale Amministrativo di Lecce rigetta il ricorso presentato lo scorso anno, in seguito all’introduzione dell’Imposta di soggiorno, da Confindustria, Confesercenti e un gruppo di albergatori idruntini contro il Comune di Otranto.
Questi avevano chiesto, infatti, l’annullamento della delibera del consiglio comunale con la quale è stata istituita la tassa e il suo regolamento.

Il Tar di Lecce si è pronunciato respingendo i ricorsi. Soddisfatto della sentenza il Sindaco Luciano Cariddi: “La decisione del Tar conferma la convinzione avuta sin dall’inizio dall’amministrazione comunale che l’operato amministrativo relativo all’iter istitutivo dell’Imposta di soggiorno fosse legittimo e giusto. Siamo particolarmente contenti della sentenza che rigetta le tesi sostenute da alcune associazioni di categoria che avevano proposto ricorso. Una vicenda quella dell’imposta di soggiorno che testimonia la grande competenza degli uffici comunali, i quali, in un breve lasso di tempo messo a disposizione dall’allora governo per decidere sull’istituzione, sono riusciti, in collaborazione con noi amministratori e con gli operatori turistici del territorio, a prevedere un regolamento in grado di conciliare le diverse esigenze rappresentate. L’Imposta di soggiorno, tanto avversata nei dibattiti pubblici e in consiglio comunale dalla opposizione che suggeriva in alternativa di incrementare la tassa sui rifiuti, ci consente di recuperare nelle casse comunali un gettito che per il 2011 è stato pari a circa 500mila euro e che, a regime, potrebbe anche raggiungere la somma di circa 750mila euro. Risorse importanti e indispensabili, soprattutto in periodi di difficoltà come quelli che viviamo, per i bilanci pubblici per far fronte alle tante esigenze che una città turistica come Otranto rappresenta quotidianamente. Grazie all’imposta di soggiorno sarà possibile mantenere livelli adeguati nei servizi al turista e ai cittadini che la Città ha sin qui garantito, senza dover far ricorso a incrementi sulle tasse ai residenti. Siamo anche orgogliosi dell’esperienza realizzata sull’Imposta di soggiorno in quanto molte località turistiche italiane hanno preso a riferimento il nostro impianto regolamentare per l’adozione dell’imposta sui propri territori. È segno evidente della efficienza e delle capacità che il Comune di Otranto sa mettere in campo e, a tal proposito, voglio ringraziare i collaboratori dipendenti comunali impegnati su questa vicenda. Un plauso anche ai legali difensori del comune, gli avvocati Mauro Finocchio e Antonio Chiarello, per aver saputo dimostrare le nostre ragioni in una materia nuova e non facile”.

Jenny De Cicco

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Approvato il ddl regionale sulle norme che disciplinano le attività professionali turistiche. Soddisfatto Franco Pastore

In Regione è stato compiuto un passo importante per la regolamentazione delle attività professionali turistiche. Infatti, in IV Commissione è stato approvato a maggioranza – astenuti Pdl e Udc – il disegno di legge contenente le norme per la disciplina delle attività professionali turistiche. Le associazioni di categoria precedentemente avevano convenuto con le finalità della proposta legislativa che il governo regionale ha predisposto in sostituzione di un precedente disegno di legge del 2008, dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale.
In attesa di una norma nazionale, sui cui tempi di attuazione regna però incertezza, si è inserita la proposta legislativa della Regione Puglia. In buona sostanza essa legittima la qualificazione e il titolo per esercitare le professioni turistiche, e al contempo punta a due obiettivi: offrire nuove opportunità e certezze occupazionali e assicurare al turista un servizio qualificato e completo. Le finalità, la definizione e la declaratoria delle professioni turistiche sono disciplinate dallo schema di disegno di legge che individua le condizioni e i requisiti per l’esercizio dell’attività, regolamenta la previsione normativa (accreditamento, abilitazione, libera prestazione e formazione, quest’ultima affidata alle Province), mentre le norme relative alle funzioni amministrative di vigilanza e controllo sono di competenza comunale. Inoltre, è stata inserita nel testo una norma transitoria che rimanda a un regolamento da approvare entro 60 giorni dall’entrata in vigore delle nuova legge, il riconoscimento all’abilitazione dell’esercizio della professione di guida turistica o accompagnatore turistico a coloro che hanno già svolto in Puglia tale attività.
In merito a questo argomento il consigliere regionale del Gruppo misto – Psi, Franco Pastore ha divulgato una nota nella quale ha espresso soddisfazione.
“Fare la guida turistica, in Puglia – ha detto – presto non sarà più un’attività alla stregua del volontariato, considerata fino a questo momento, erroneamente, più un hobby, una passione che una professione. Conoscere il proprio territorio, le sue storie e la sua storia, le bellezze, il patrimonio artistico–culturale e sapere come presentalo al meglio è un lavoro complesso che richiede grande professionalità, e i turisti che visitano la nostra regione devono sapere che chi li guiderà nella scoperta della Puglia lo farà con grande serietà e preparazione. Tutto questo presto sarà possibile visto che oggi la IV Commissione consiliare, di cui il sottoscritto è segretario, ha approvato a maggioranza il disegno di legge sulle norme per la disciplina delle attività professionali turistiche. Il consenso è arrivato dopo l’audizione delle associazioni di categoria e in accordo con esse. L’associazione guide turistiche regione Puglia, inoltre, a questa proposta di legge ha suggerito un emendamento, una norma transitoria, portando gli articoli da 9 a 10, riguardante i criteri che la giunta regionale dovrà adottare per stilare, entro 60 giorni dall’entrata in vigore delle nuova legge, il regolamento per il riconoscimento dell’abilitazione professionale di guida turistica. L’associazione, poi, si riservano un ulteriore passaggio di condivisione su tale regolamento. Entrando nel merito, tale riconoscimento professionale potrà spettare a chi abbia esercitato almeno per cinque anni, consecutivi, negli ultimi dieci anni, la professione di guida turistica e lo possa dimostrare con documentazione fiscale e incarichi da parte di enti, tour operator, istituzioni. Questo è un intervento legislativo serio, non è un condono professionale, una sanatoria. Si tratta di creare una professione e dare opportunità di lavoro, realizzando un circolo virtuoso per il quale ci si deve sforzare, tutti, per creare sempre più attrattive e tutelare al meglio il patrimonio di bellezze storiche, culturali, paesaggistiche della nostra Regione”.

Alessandro Conte

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Due incontri sul turismo a Martano

Martano punta sul turismo sostenibile.
Si svolgerà a Martano l’evento Culturtec, seminari formativi su “Cultura, turismo e nuove tecnologie per lo sviluppo sostenibile”, il 24 e 28 aprile alle 19, in piazza Caduti, nella sala Karol Wojtila.
Incontri dal taglio pratico, utile per gli operatori turistici e anche per i cittadini e gli amministratori, quelli dell’ambito dei seminari Culturtec organizzati dal Comune di Martano, con l’assessorato alla Cultura e Turismo, in congiunzione con l’associazione Apice.
Culturtec vuole divulgare come anche l’accoglienza sia frutto della cultura ricca e vasta, infatti le varie forme di turismo possibili nel Salento rappresentano un settore vivace per l’economia ed è opportuno conoscerne e approfondirne le potenzialità, anche per mezzo delle nuove tecnologie, le quali possono dare un contributo importante allo sviluppo del settore. Le pubbliche amministrazioni con in programmi sugli investimenti in opere infrastrutturali, nello sviluppo dell’area urbana e nel fornire servizi pubblici adeguati contribuiscono a creare un contesto favorevole per incrementare il turismo.
L’iniziativa è realizzata con il contributo di operatori locali del settore e e degli studenti del corso professionale per il turismo dell’istituto “Salvatore Trinchese” di Martano, che cureranno il servizio di accoglienza dei seminari e dell’istituto “Aldo Moro” di Santa Cesarea Terme, che si occuperanno del servizio sala, offrendo l’aperitivo al termine del seminario del 24 aprile.
Tutti i relatori del ciclo Culturtec sono impegnati in attività imprenditoriali e di formazione nel settore turistico. La prima giornata sarà dedicata ai temi dell’accoglienza, dell’ospitalità e della comunicazione. Il secondo seminario riguarderà in particolare le nuove forme di promozione e le nuove tecnologie applicate al turismo.
La speranza è di poter riproporre l’appuntamento con Culturtec in futuro, per trattare tematiche di attualità nei tre settori strettamente legati tra loro – Turismo, sostenibilità e tecnologia – nell’ottica di uno sviluppo compatibile della vocazione salentina all’accoglienza.

Jenny De Cicco

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Ancora conferme per le tratte Otranto-Grecia-Albania

Verso la conferma di Otranto come scalo dei traghetti per Grecia e Albania. A dimostrarlo le azioni degli operatori brindisini per bloccare quella che sembra una certezza: l’abbandono del porto e la condanna a morte dell’economia portuale e il suo trasferimento ad Otranto Come riportato sulla testata on-line “Il Nautilus.it”, nei giorni scorsi una delegazione d’operatori marittimi è stata accompagnata dal consigliere regionale e candidato sindaco di Brindisi Giovanni Brigante, per incontrare il prefetto Nicola Prete. L’incontro non si è limitato a un’azione di rimostranza ma ha anche inviato una richiesta al governatore Nichi Vendola per sfiduciare il presidente dell’Autorità portuale di Brindisi Hercules Haralambides. Il presidente sarebbe colpevole della disastrosa gestione portuale, arrivata lo scorso aprile e che fu appoggiata dalla Regione. All’assessore regionale ai Trasporti, Guglielmo Minervini, Brigante ha invece chiesto di ascoltare le istanze degli operatori che lamentano una carenza di servizi che mortifica il già carente traffico passeggeri.
Al centro della disputa con l’Authority ci sono le tariffe e i costi dei servizi portuali ma anche quelli extra relativi alla necessità di ormeggiare i traghetti in sicurezza a Costa Morena.
Ad esprimere il proprio dissenso c’è Teo Titi, ex assessore comunale al Turismo, esponente della famiglia che da 160 anni opera nel porto di Brindisi ed ha riferito “Bisogna uscire dall’omertà. E io parlo di me stesso. Vorrei sapere da Saccomanno quali sono gli ‘interessi occulti in Comitato portuale’. Se si riferisce a me, sappia che sarò il primo ad andare in procura a denunciare interessi diversi da quelli leciti. E l’Autorità la smetta di addossare le colpe su qualche agente marittimo, o su qualche armatore, che non ha pagato le sue competenze – il riferimento è al proprietario dell’Agoudimos, Franco Aversa, per cui è stata rigettata, il 6 marzo, l’accusa di non aver pagato quanto dovuto all’autorità portuale n.d.r. -. Ogni volta parlano di nuovi moli, progetti che durano anni e non si realizzano mai”.
Ennesimi atti di quella che sembra essere una guerra e che però non allontana l’ipotesi Otranto per gli armatori e che invece potrebbe consolidarla.
Dopo riunioni, scontri ed insistenti richieste, come riferito da Aversa della Ionian Spirit, potrà essere garantito il comfort minimo grazie alle strutture garantite dalla municipalità di Otranto, che ha offerto una sala d’attesa e un locale per il check-in adeguati, pur non essendo infrastrutture da stazione marittima e offerti ad un costo minoe rispetto a Brindisi. Anche l’Autorità Portuale di Brindisi avrebbe potuto offrire un offerta più conveniente. “Ma l’unica risposta che abbiamo incassato dal presidente Haralambidis, e per di più non per iscritto o a un tavolo di trattativa, ma su Facebook, è stata: se ne vadano pure, tanto ci sono altri che prenderanno il loro posto. Io temo invece che nessuno prenderà il nostro posto”, ha riferito Aversa.
Con il comandante di Circomare Otranto i due agenti hanno valutato i problemi tecnici e le prescrizioni a cui attenersi, l’unico punto a sfavore del porto dei Martiri sarebbero i cento chilometri in più che i mezzi su ruote da e per l’Albania dovrebbero percorrere se divenisse il capolinea, ma che verrebbe compensato da un tariffario più basso, a detta di Aversa.
A Brindisi il malcontento verso la situazione si fa sentire e la speranza di Brigante, il consigliere regionale, è ottenere la “sfiducia” del presidente dell’autorità portuale e attirare l’attenzione del Ministero. Insomma, non è ancora detta l’ultima parola.

Jenny De Cicco

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Otranto, traghetti un’ipotesi molto concreta

Sono partiti i primi traghetti da Otranto. Il Red Star è partito la sera del 4 marzo, attorno alle 23, da Otranto. Presto anche lo Ionian Spirit solcherà le acque del porto cittadino. Nulla è ancora sicuro, infatti il divorzio tra Agoudimos, Red Star e il porto brindisino non è stato ancora sancito.
Nel frattempo Brindisi non ha più linee di collegamento con l’Albania e come era stato anticipato dall’agenzia idruntina Adriatic Shipping di Giuseppe Tessolon, le due compagnie che garantivano il servizio da Brindisi e Valona stanno completando il viaggio che le traghetterà verso lo scalo sud salentino.
Il trasferimento non è ancora definitivo, infatti l’attracco della Red Star a Otranto è stato “solo” uno scalo tecnico.
Franco Aversa per la Agoudimos e Johnny Prudentino per il Red Star stanno ancora valutando la possibilità di riorganizzare le loro attività, in vista del trasferimento verso il porto di Otranto, l’abbandono del porto di Brindisi per gli alti costi che comportava e gli scarsi servizi garantiti ai propri passeggeri.
A rinforzare l’ipotesi dell’abbandono dello scalo brindisino in favore di quello leccese ci sono i primi licenziamenti. Due dipendenti sono stati licenziati da Massimiliano Taveri, proprietario della struttura ospitante il terminal passeggeri di Costa Morena Est e che rischia di svuotarsi completamente, con ricadute occupazionali per l’economia brindisina per le scelte degli armatori.
A godere delle scelte degli armatori, ai danni dello scalo di Brindisi, Otranto, le cui autorità hanno sedotto Agoudimos e Red Star mettendo a disposizione delle compagnie una serie di strutture di corredo all’attività portuale di cui Brindisi è sprovvista e a un prezzo molto economico.
Infatti secondo calcoli fatti da Aversa, le operazioni portuali dell’attracco a Otranto sono più rapide e meno costose, il 50% in meno di Brindisi, fatto che peserà non poco sulla scelta degli armatori, soprattutto in questo periodo di recessione.

Jenny De Cicco

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Deja-vous a Otranto: al via i traghetti verso Grecia e Albania

I traghetti collegheranno Otranto con l’Albania e la Grecia.
Nuovamente.
Per Otranto questo sarebbe un deja-vou, a quasi vent’anni dalla cancellazione dei collegamenti marittimi tra Otranto e il paese delle aquile e quello patria della filosofia occidentale, potrebbero rifiorire gli scambi turistici e commerciali per il porticciolo, che grazie alla sua vicinanza all’Oriente europeo ha visto pagine gloriose del diporto nella storia recente.
In questi giorni rappresentanti di due compagnie, che abitualmente fanno la rotta Brindisi – Valona, Franco Aversa per la nave Ionian Spirit dell’agenzia Franco Aversa e John Prudentino per la Red Star One dell’agenzia Eurobulk, hanno contattato il presidente del Consiglio d’Amministrazione dell’agenzia marittima Adriatic Shipping d’Otranto, Giuseppe Tessolon, per valutare la possibilità di spostare i propri traghetti sul porto di Otranto.
La richiesta è motivata da ragioni logistico commerciali, infatti Otranto è privilegiata rispetto a qualunque altro porto grazie alla posizione geografica e può vantare anni di esperienza nel settore, la distanza Otranto-Albania è di 40 miglia inferiore rispetto alla rotta Brindisi-Albania.
Probabilmente, però, sulla scelta delle compagnie pesa anche la crisi dei rapporti con il porto brindisino, da cui fanno la spola per gli stessi paesi (Grecia e Albania).
Il 15 gennaio “Studio 100 notizie” riferisce come da giorni imperversi la polemica sul porto di Brindisi e sul traffico passeggeri da e per Grecia e Albania.
Il punto di rottura è il sequestro dell’unica nave per la Grecia e l’annuncio del blocco dei collegamenti con l’Albania. A spiegare i motivi Franco Aversa che riferisce: “Gli armatori chiedono quattro semplicissime situazioni per poi essere interessati. Il primo è sicurezza di ormeggi, il secondo è quello dell’economicità del porto e quindi in termini di costi, la velocizzazione delle operazioni e ovviamente la infrastrutturazione e quindi i servizi per un porto. Purtroppo il nostro porto punto per punto non ha nulla da offrire” .
Aumenterebbero così le chances del porto idruntino sia in termini di rinnovato appeal turistico che in termini economici, poiché attorno all’attività portuale risorgerebbero tutte le attività correlate e in termini d’indotto, a farne le spese quello di Brindisi e allora i traghetti alternerebbero le partenze in modo da coprire l’intera settimana, facilitando l’andirivieni turistico commerciale dallo storico porto idruntino che nei tempi d’oro assicurava posto a circa 20 unità lavorative.
Nel frattempo l’agenzia ha tenuto un incontro preliminare con il sindaco d’Otranto, Luciano Cariddi che ha valutato positivamente l’ipotesi, soprattutto in un momento in cui il porto di Otranto soffre di una sostanziale riduzione del traffico commerciale.
Aspetto sottolineato dal primo cittadino è stato quello di coinvolgere la cittadinanza in un’occasione potenzialmente redditizia per tutti.
D’altronde molti sono i cittadini che soffrono la nostalgia dei tempi in cui le navi facevano spola con l’altra sponda adriatica, movimentando il turismo in tutto l’arco dell’anno.
I rappresentanti delle imbarcazioni hanno delineato un progetto a lungo termine, che dovrebbe partire in tempi relativamente brevi e prevede, in un secondo momento, l’introduzione di una linea con la Grecia, triangolando l’Albania, con vantaggi evidenti per la cittadina e per i viaggiatori, che non sarebbero costretti ai lunghi tempi di navigazione, vista la vicinanza con i porti balcanici.
Aversa e Prudentino gestiscono durante il periodo estivo, tre navi che abitualmente scalano i porti ellenici, partendo sempre da Brindisi e ora potrebbero partire da più a sud.
Si è tenuto un incontro anche con il Comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Otranto con il quale si sono discussi gli aspetti tecnici.

Jenny De Cicco

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