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Deja-vous a Otranto: al via i traghetti verso Grecia e Albania


I traghetti collegheranno Otranto con l’Albania e la Grecia.
Nuovamente.
Per Otranto questo sarebbe un deja-vou, a quasi vent’anni dalla cancellazione dei collegamenti marittimi tra Otranto e il paese delle aquile e quello patria della filosofia occidentale, potrebbero rifiorire gli scambi turistici e commerciali per il porticciolo, che grazie alla sua vicinanza all’Oriente europeo ha visto pagine gloriose del diporto nella storia recente.
In questi giorni rappresentanti di due compagnie, che abitualmente fanno la rotta Brindisi – Valona, Franco Aversa per la nave Ionian Spirit dell’agenzia Franco Aversa e John Prudentino per la Red Star One dell’agenzia Eurobulk, hanno contattato il presidente del Consiglio d’Amministrazione dell’agenzia marittima Adriatic Shipping d’Otranto, Giuseppe Tessolon, per valutare la possibilità di spostare i propri traghetti sul porto di Otranto.
La richiesta è motivata da ragioni logistico commerciali, infatti Otranto è privilegiata rispetto a qualunque altro porto grazie alla posizione geografica e può vantare anni di esperienza nel settore, la distanza Otranto-Albania è di 40 miglia inferiore rispetto alla rotta Brindisi-Albania.
Probabilmente, però, sulla scelta delle compagnie pesa anche la crisi dei rapporti con il porto brindisino, da cui fanno la spola per gli stessi paesi (Grecia e Albania).
Il 15 gennaio “Studio 100 notizie” riferisce come da giorni imperversi la polemica sul porto di Brindisi e sul traffico passeggeri da e per Grecia e Albania.
Il punto di rottura è il sequestro dell’unica nave per la Grecia e l’annuncio del blocco dei collegamenti con l’Albania. A spiegare i motivi Franco Aversa che riferisce: “Gli armatori chiedono quattro semplicissime situazioni per poi essere interessati. Il primo è sicurezza di ormeggi, il secondo è quello dell’economicità del porto e quindi in termini di costi, la velocizzazione delle operazioni e ovviamente la infrastrutturazione e quindi i servizi per un porto. Purtroppo il nostro porto punto per punto non ha nulla da offrire” .
Aumenterebbero così le chances del porto idruntino sia in termini di rinnovato appeal turistico che in termini economici, poiché attorno all’attività portuale risorgerebbero tutte le attività correlate e in termini d’indotto, a farne le spese quello di Brindisi e allora i traghetti alternerebbero le partenze in modo da coprire l’intera settimana, facilitando l’andirivieni turistico commerciale dallo storico porto idruntino che nei tempi d’oro assicurava posto a circa 20 unità lavorative.
Nel frattempo l’agenzia ha tenuto un incontro preliminare con il sindaco d’Otranto, Luciano Cariddi che ha valutato positivamente l’ipotesi, soprattutto in un momento in cui il porto di Otranto soffre di una sostanziale riduzione del traffico commerciale.
Aspetto sottolineato dal primo cittadino è stato quello di coinvolgere la cittadinanza in un’occasione potenzialmente redditizia per tutti.
D’altronde molti sono i cittadini che soffrono la nostalgia dei tempi in cui le navi facevano spola con l’altra sponda adriatica, movimentando il turismo in tutto l’arco dell’anno.
I rappresentanti delle imbarcazioni hanno delineato un progetto a lungo termine, che dovrebbe partire in tempi relativamente brevi e prevede, in un secondo momento, l’introduzione di una linea con la Grecia, triangolando l’Albania, con vantaggi evidenti per la cittadina e per i viaggiatori, che non sarebbero costretti ai lunghi tempi di navigazione, vista la vicinanza con i porti balcanici.
Aversa e Prudentino gestiscono durante il periodo estivo, tre navi che abitualmente scalano i porti ellenici, partendo sempre da Brindisi e ora potrebbero partire da più a sud.
Si è tenuto un incontro anche con il Comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Otranto con il quale si sono discussi gli aspetti tecnici.

Jenny De Cicco

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Due giorni per ricordare i venti anni dal primo approdo dall’Albania


Una manifestazione culturale per raccontare l’esodo. A vent’anni dall’inizio dei primi approdi di speranza, un modo per narrare le sensazioni mai sopite di timore e accoglienza di quel marzo 1991.

Approdi e naufragi – Raccontare l’Esodo, è la manifestazione culturale che ricorda il ventennale dello sbarco albanese in Puglia.

Parteciperanno alcuni tra i maggiori scrittori europei che nel tempo hanno affrontato e analizzato il fenomeno della migrazione Venerdì 18 alle 18 presso il Castello Aragonese inizio della manifestazione con l’inaugurazione della mostra fotografica “IntegrAzione” di Vittorio Arcieri, fotoreporter del Corriere della Sera. Alle 18,30 presentazione il libro “Il naufragio” di Alessandro Leogrande con la partecipazione dell’autore.

Alle 20 momento musicale dei “Marinaria”, con esecuzione del brano inedito “Quattùrdici anni” ispirato alla tragedia della Kater I Rades.

Sabato 19 alle 9 a Maglie presso il liceo “Francesca Capece”, al liceo pedagogico “Aldo Moro”, a Martano all’istituto “Salvatore Trinchese” e a Otranto presso l’Ipsseoa sarà la volta de i “Dialoghi sulla letteratura delle Migrazioni”. Alle 11 presso la sezione otrantina della Lega Navale la conferenza stampa di presentazione del progetto “L’Approdo. Opera per l’Umanità Migrante”.

Alle 18 a Otranto presso l’auditorium delle Suore Maestre Pie Filippini presentazione dell’antologia “E il mare si lasciava attraversare”. Alle 19.00 la Compagnia delle Poete presenta “Madrigna – Voci dell’Esodo”.

La conferenza stampa di presentazione del progetto dell’opera realizzata dal relitto della nave albanese, alla presenza dello scultore greco Costas Varotsos e del presidente della Biennale dei Giovani artisti del Mediterraneo, Luigi Ratclif. A seguire le performances teatrali di valenti attori nel recital “Madrigne” della Compagnia delle Poete, tutte autrici che hanno raccontato l’esperienza dell’esodo e vissuto sulla loro pelle la condizione dell’esule.

Ogni elemento di questa vicenda è ricco di valori e significati: uomini, luoghi, avvenimenti, storia e memoria s’intrecciano per non dimenticare. Per ogni pugliese, per ogni italiano, il grande esodo albanese del 1991 rappresenta un punto di svolta, soprattutto nella vita di chi lo ha vissuto.

Ancora oggi, nel ventennale di quegli accadimenti, italiani e albanesi continuano a discuterne, a portarne i segni addosso.

Jenny De Cicco

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