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Alternativa Comunista si presenta alle elezioni politiche


È ufficiale: Alternativa Comunista si presenta alle elezioni politiche in nome degli interessi dei lavoratori, delle centinaia di migliaia di precari, cassintegrati e studenti.

Alla Camera e al Senato per la Circoscrizione Puglia, il giovane partito darà il suo supporto alla candidatura dell’altrettanto giovane Adriano Lotito, ventenne andriese, studente universitario a Bologna e da anni impegnato nelle lotte studentesche.

Capolista alla Camera sarà Michele Rizzi, lavoratore precario e già candidato presidente della Regione alle ultime elezioni, a seguire Francesco Carbonara, Rsu dell’Om Carrelli di Bari, Pasquale Gorgoglione, studente universitario della facoltà di Architettura di Bari, Nicola Armenise, filmaker, Valeria Bianchino, insegnante precaria.

Al Senato sarà capolista il salentino Salvatore Cossa, operaio cassintengrato, poi Mauro Mongelli, Rsu Telecom Puglia, Luigi Lionetti, coordinamento lavoratori Bar.sa di Barletta, Giuseppe Spadaro, lavoratore precario della sanità.

Da Alternativa Comunista fanno sapere di avere un unico obiettivo:

Dare visibilità a quelle lotte di lavoratori, cassintegrati, studenti che abbiamo sostenuto in questi anni, candidando anche molte espressioni di queste lotte in Puglia. Tra i punti principali del nostro programma per la Puglia ci sono: la nazionalizzazione dell’Ilva, con la gestione operaia e l’esproprio di tutti i beni di Riva per destinarli alla bonifica dell’ambiente tarantino. La cancellazione del piano sanitario che chiude interi ospedali e posti letto e rilancio della sanità pubblica a scapito di quella privata per i ricchi. Reddito sociale per disoccupati e precari finanziato dal taglio di tutti i finanziamenti pubblici dati al padronato. Cancellazione di tutte le controriforme sulla scuola e rilancio della scuola pubblica.

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Alternativa Comunista propone una soluzione per le fabbriche salentine in crisi


La campagna elettorale a Lecce prosegue a vele spiegate, mentre tutto intorno si respira aria di crisi. In merito a quest’ultimo aspetto il movimento Alternativa Comunista, tramite il suo coordinatore regionale Michele Rizzi, ha voluto ribadire il proprio impegno verso i lavoratori. “Centrosinistra, Terzo polo e centrodestra – si legge nel comunicato – appoggiano il governo Monti e noi sosteniamo la difesa dell’art. 18 che lo stesso Monti vuole abolire. Ma soprattutto, in Puglia e anche a Lecce sosteniamo la lotta dei lavoratori contro la crisi economica capitalista che porta alla chiusura delle fabbriche e quindi aumentare la precarietà e la disoccupazione”. Poi il comunicato prosegue con delle critiche al candidato sindaco Loredana Capone: “Le dichiarazioni del candidato di centrosinistra, Loredana Capone, sui buoni propositi sull’occupazione rappresentano la farsa della campagna elettorale. La Capone, oltre a non essersi dimessa dal ruolo di vice Presidente della Regione per la sua candidatura a sindaco, fa anche la gnorri quando scorda che nel suo ruolo anche di assessore regionale allo sviluppo economico ha regalato una valanga di finanziamenti pubblici al padronato salentino, arricchendolo di ulteriori profitti oltre a quelli fatti sui lavoratori”.
Subito dopo viene fatta una proposta per combattere la crisi, a favore dei lavoratori. “Alternativa comunista, invece, ritiene che le fabbriche in crisi a Lecce e nel Salento – prosegue – vadano espropriate e gestite direttamente dai lavoratori, tagliando tutti i finanziamenti pubblici che la Capone regala al padronato che poi spesso scappa delocalizzando la produzione”. Infine il comunicato si chiude con il sostegno al proprio candidato sindaco, Andrea Valerini: “Rispetto alle misure economiche padronali delle coalizioni che appoggiano Monti a Roma e Vendola a Bari, Alternativa Comunista anche a Lecce, con Andrea Valerini candidato sindaco, vuole che la crisi capitalista sia pagata dal padronato e dalle banche e non dai lavoratori. Un motivo in più per sostenere le nostre lotte, Andrea Valerini e Alternativa Comunista, l’unica risposta rivoluzionaria dalla parte dei lavoratori”.

Alessandro Conte

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Alternativa Comunista riparte da Lecce


In occasione delle elezioni amministrative del prossimo maggio ecco una nuova forza in campo a Lecce. Si tratta di Alernativa Comunista, un movimento partito da Bari nel corso delle scorse elezioni regionali, per cui si candidò il personaggio di spicco del partito, Michele Rizzi, alla poltrona di governatore pugliese, ma non ce la fece a essere eletto. Il movimento ora si espande e si pone come la vera alternativa comunista a una politica in cui spesso i confini tra destra e sinistra sono molto labili. Di seguito il comunicato che abbiamo ricevuto in occasione della presentazione del candidato leccese Andrea Valerini. “Mentre Monti ci dissangua con l’appoggio di Alfano, Bersani e Casini – si legge nel comunicato – mentre una parte della sinistra segue ancora le parole di Vendola, Salvemini e Capone dopo il fallimento a livello barese, nasce una lista comunista di lavoratori precari e disoccupati. È quanto afferma Alternativa Comunista che, dopo l’esperienza alle Elezioni Regionali nel 2010 con Michele Rizzi, candidato precario di un call center, radica la sua presenza nel territorio con la candidatura di Andrea Valerini alle amministrative per il Comune di Lecce. Il candidato sarà domani 5 aprile alle 18 in vico dei Fieschi (nelle vicinanze della villa comunale), storica sede del movimento salentino comunista. Sarà qui presentata la lista alla stampa e alle tv locali e illustrate le prossime iniziative di mobilitazione per la difesa dell’articolo18, per il salario sociale e a favore della stabilizzazione dei lavoratori precari del settore pubblico e privato”.

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Anche Alternativa Comunista contro le trivelle


Un po’ tutti si stanno schierando contro le trivelle nell’Adriatico e a favore della manifestazione di Monopoli. Non poteva fare di certo eccezione Alternativa Comunista, partito forse non troppo spesso al centro della cronaca come altri, ma che ha fatto della causa ambientale una delle proprie cause a favore dei più deboli e del nostro territorio. Così, anche Alternativa Comunista dirà no alle trivelle a Monopoli, e manifesterà anche contro delle questioni inerenti le decisioni del governo Monti. “Saremo presenti – dice il segretario Michele Rizzi – perché riteniamo che nessuna compagnia petrolifera, nessuna lobby energetica deve distruggere il nostro ambiente marino e sottomarino per il profitto e per interessi capitalistici. Il nostro mare non è in vendita e la Northern Petroleum deve essere cacciata dalla Puglia perché assolutamente non gradita. D’altronde, la nostra opposizione alle lobby petrolifere è pari a quella nei confronti del governo Monti che, quale rappresentante diretto degli interessi capitalistici in Italia e in Europa, con manovre finanziarie fatte di attacchi a lavoratori, pensionati e precari, di fatti, attraverso il ministro Clini, con il decreto Salva Italia, liberalizza le ricerche di petrolio e quindi la distruzione dell’ambiente marittimo e non solo. E non è un caso, che centrodestra e centrosinistra appoggino in maniera bipartisan questo governo mentre a parole dicono di essere contrarie agli atti di politica economica che poi attua. Per questo, se il governo e la Northern Petroleum dovessero continuare nei loro propositi di distruzione ambientale in Puglia, a partire da tutta la fascia adriatica della Regione, si deve proclamare uno sciopero generale per fare come fatto qualche anno fa a Scanzano, ossia per sconfiggerli entrambi”.

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Michele Rizzi contro il mega eolico sul canale d’Otranto


Sono ore concitate per la questione del mega eolico sul canale d’Otranto. Tanto da far intervenire anche chi non è esattamente salentino, sebbene si sia speso spesso per questioni inerenti la salute dell’intera regione Puglia, prima e dopo la sua candidatura a presidente regionale, Michele Rizzi di Alternativa Comunista. “Appare preoccupante – scrive Rizzi – il progetto per la costruzione di un mega impianto eolico off shore al largo del canale d’Otranto, che stuprerebbe un mare e un paesaggio del tutto incontaminati. Si tratta di un impianto di una decina di torri di altezza di circa cento metri che sfilerebbero per tutta la costa fino a Leuca, toccando anche Castro, Santa Cesarea Terme e Andrano. È l’ennesimo tentativo di ottenere profitto a scapito di lavoratori ed ambiente. È bene ricordare che la Puglia produce più del doppio dell’energia che serve qui e non vuole farsi colonizzare da imprese dell’energia che arrivano in questo territorio per saccheggiare e distruggere l’ambiente con pale eoliche e fotovoltaico. Anche per questo Alternativa Comunista ribadisce la sua netta contrarietà a questo disastroso progetto e parteciperà a ogni iniziativa di lotta per impedire questo ennesimo scempio”.

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Alternativa Comunista, no alle trivelle in Adriatico: “Sarà lotta senza quartiere”


Una prospettiva petrolifera sulla costa adriatica del Salento. Ma Alternativa Comunista non ci sta e annuncia proteste e lotta senza quartiere per tutelare il territorio. Pare infatti che la Northern Petroleum abbia ottenuto due concessioni ministeriali per fare indagini esplorative attraverso l’installazione di pozzi estrattivi a una ventina di chilometri dalla riva adriatica del Salento, per la ricerca di petrolio nelle acque. Potrebbero essere tanti i comuni interessati da quest’opera, che secondo Alternativa Comunista non preannuncia nulla di buono, anche perché poco più di un mese fa questa porzione di mare è stato interessata da un terremoto: di piccola entità, ma che tuttavia testimonia un’attività sismica anche nel Canale d’Otranto. I luoghi che potrebbero essere interessati da trivellazioni sono Brindisi, Fasano, Cisternino, Ostuni, Carovigno, Meledugno, Otranto, Giurdignano, Uggiano La Chiesa, Torre Guaceto, Macchia San Giovanni, Punta della Contessa, Foce Canale Giancola, Rauccio, Aquatina Frigole, Torre Veneri, Le Cesine, Torre dell’Orso, Palude dei Tamari, Laghi Alimini, Santa Maria di Leuca, Posidonieto Capo San Gregorio, Punta Ristola. In altre parole, i “gioielli” di una zona che vive prettamente di turismo e agricoltura. “Dopo le Isole Tremiti – spiega Michele Rizzi di Alternativa Comunista – l’industria petrolifera ha puntato decisamente anche sul Salento, infischiandosene della bellezza incontaminata del mare e delle spiagge. Naturalmente le società petrolifere badano al business sulla pelle di ambiente e interessi sociali delle comunità locali, e con la complicità del governo nazionale approntano piani di trivellazione del mare per ricavare petrolio, che serve a rifornire i Paesi imperialisti nelle guerre in giro per il mondo. Alternativa Comunista manda però un messaggio chiaro alla Northern Petroleum, quello di alzare i tacchi, perché altrimenti si farà come a Scanzano. Ossia una lotta senza quartiere, perché mare e ambiente del Salento non si toccano”. Il riferimento è a Scanzano Jonico, dove nel 2003 venne deciso di istituire un deposito di scorie nucleari, ma dopo le continue proteste (e la considerazione che Scanzano sorge su un’area altamente sismica), il provvedimento fu ritirato.

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Nucleare sulla costa idruntina, il Fronte del no assicura: sarà guerra


Ci si avvia verso un referendum che in Italia c’è già stato in passato, ma che stavolta ci interessa ancor più nella riproposizione attuale. Se dovesse passare il no (che al referendum equivarrà a un sì, secondo come sarà posta la domanda), infatti, le centrali nucleare potrebbero essere realizzate sulla costa adriatica intorno a Otranto, ritenuta una zona a basso rischio sismico.

Che il territorio sia a basso rischio, intanto, è tutto da vedere: in fondo nel 1743 la città di Nardò fu colpita da un terremoto del nono grado della Scala Mercalli. Ed infatti la politica si sta già schierando: a dire no al nucleare ci sono molti movimenti e partiti di sinistra accanto ai radicali e agli ambientalisti. “Ci chiedono di non farci trasportare dall’onda emotiva degli ultimi eventi giapponesi – spiega infatti la segretaria magliese di “Sinistra Ecologia e Libertà” Maria Teresa De Maggio – ma è necessario ricordare che il commissario europeo all’energia Oettinger ha pronunciato la parola apocalisse, sui fatti del Giappone. È ovvia  la premessa che Sel sia da sempre contro l’installazione di centrali nucleari sul nostro territorio e, soprattutto, che promuova in ogni modo possibile lo sviluppo delle fonti alternative di energia. Da affiancare, magari, a un modello di società differente, basata su un maggiore equilibrio con la natura e abituata a una gestione meno dissennata delle risorse, anche nelle piccole cose di ogni giorno. L’ anomalia italiana ritorna anche in questo frangente;  purtroppo ci troviamo, nostro malgrado, governati da una classe dirigente che insiste su questo punto proprio mentre in Germania si fermano  sette centrali e si sospende la decisione di prolungare la vita delle altre, in  Francia e in Russia si effettuano grosse verifiche degli impianti, e tutto lascerebbe intendere che il disastro giapponese sia arrivato per mettere un freno definitivo allo sviluppo dell’energia nucleare”.

Una più ampia lettura del problema viene fornita dalle sezioni regionali dei partiti, delle associazioni e dei movimenti che estendono il problema anche alle altre zone pugliesi che potrebbero essere interessate da centrali nucleari: “L’individuazione di possibili siti da utilizzare quali depositi di scorie nucleari a Otranto e a Casarano – commenta il coordinatore regionale di Alternativa comunista, Michele Rizzi – oltre a quelli di Avetrana nel Tarantino e a Mesagne nel Brindisino, dimostra la volontà imperterrita di questo governo di procedere alla scelta del nucleare. Evidentemente non è bastata la catastrofe giapponese, forse anche perché nucleare significa profitto per grandi aziende, appalti, smaltimento e gestione dei siti, ossia un ricco business che passa sulla testa dei lavoratori pugliesi e non solo. Alternativa comunista ribadisce la sua totale opposizione a questa ipotesi scellerata: saremo in prima fila con i comitati di lotta e le forze politiche sociali per fare come a Scanzano jonico, ossia bloccare la costruzione dei siti e lanciare uno sciopero generale per bloccare la catastrofe nucleare”.

Angela Leucci

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