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A Carpignano Salentino parte il Paes


L’amministrazione comunale di Carpignano Salentino da lunedì 19 Dicembre 2011 è ufficialmente in moto per la redazione del del Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile (Paes), grazie al quale il comune si impegnerà con la Comunità Europea ad abbattere di oltre il 20% le emissioni di gas inquinanti prodotti sul territorio comunale entro il 2020.

Gli obiettivi che occorre raggiungere in questa prima fase insieme al coordinamento della Provincia di Lecce e delle associazioni del settore, sono i seguenti:

– le metodologie di valutazione di emissioni di CO2 sul territorio comunale,

– gli obiettivi e le azioni che la municipalità vuole attuare per diminuire le emissioni di CO2

Il problema da risolvere subito per quanto riguarda la stesura del Paes è il coinvolgimento di tutti gli ottanta comuni della provincia di Lecce, perché lo studio del territorio è propedeutico per la redazione del progetto. L’idea è ambiziosa: ridurre le emissioni con misure finanziate dalla Comunità Europea per almeno 50 milioni di euro. Un grande momento di partecipazione per decidere insieme il futuro ambientale del territorio salentino.

La provincia con il suo assessore Stefano ha dichiarato che “spingerà tutti i comuni aderenti al Patto dei Sindaci ad avviare la creazione di una struttura di studio in ogni comune”.

Fabio Tarantino

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Si conclude Ognissanti a Carpignano


Culmina il 1 novembre la tradizionale fiera di Ognissanti a Carpignano Salentino.

Chiude domani una delle fiere più antiche e importanti del Salento, quella di Ognissanti, risalente all’incirca all’anno mille.

Come altre sagre e fiere autunnali del Salento, anch’essa in origine legata al culto dei santi Medici e al consumo di carne suina.

La Fiera si svolgeva fuori dal paese, in località San Cosimo, nei pressi dell’antica chiesa dei santi Cosimo e Damiano, oggi distrutta e fu, in seguito al crollo del santuario, trasferita nella cittadina, assumendo nel tempo le attuali caratteristiche di grandezza e importanza.

Originariamente e fino ai primi del Settecento, la fiera si svolgeva a Carpignano in tre momenti del ciclo agricolo annuale, una si svolgeva a aprile e una a luglio, poi scomparse, rimase solo quella del 1 novembre.

Le tre date sono anche spiegabili con il culto dei santi

Medici, antichissimo e radicato nelle coscienze popolari delle comunità rurali salentine e legato al periodo bizantino. Infatti le date delle fiere, coincidono con quelle delle feste più antiche dedicate a questi santi, risalenti a prima dell’anno Mille.

La fiera carpignanese, di carattere agricolo, permetteva ai contadini all’avvicinarsi dell’inverno lo scambio di beni e strumenti necessari per la loro sussistenza invernale.

Tanta l’importanza dell’evento che molti erano i commercianti che giungevano da lontano, anche da oltre Adriatico.

Accanto al commercio ed all’esposizione di prodotti agricoli, durante Ognissanti avviene l’esposizione e la vendita di prodotti di ogni tipo, tanto che negli ultimi anni, per opera della Pro Loco, al suo interrno, viene organizzata la “Salento Produce”, un’esposizione di prodotti realizzati dall’industria e dall’artigianato salentini. Uno degli eventi cardine della fiera è il mercato degli animali nei pressi del campo sportivo, dove è ancora possibile assistere alla pantomima dei sensali, impegnati nella mediazione del bestiame.

Storia e folklore si fondono armoniosamente in un evento dal sapore antico e autentico.

Altro scopo della Fiera è quello di promuovere i frutti degli olivi, a cui il Salento e Carpignano sono particolarmente vocati, durante la sagra vengono infatti presentati oltre che il frutto anche i prodotti derivati come l’olio.

Legata alla storia dei santi Medici, Ognissanti è anche Sagra del Maiale, come ogni sagra derivata dal culto dei santi guaritori e che, scomparsa per un lungo periodo, è stata ripresa da circa 50 anni.

Così, secondo un’antica tradizione scomparsa, i primi maiali venivano macellati già il 27 settembre, festa, appunto, dei santi Medici.

I maiali, facilmente reperibili in quel periodo dell’anno e molto diffusi perché facilmente allevabili, venivano consumati volentieri dai mercanti che dalla sera prima, si trovavano a Carpignano.

La tradizione del macello e della vendita del maiale paesano da vita ad una caratteristica sagra con degustazione di carni suine.

Le cronache storiche narrano di commercianti musulmani che accorsi per mercanteggiare approfittavano della sagra per abbuffarsi di carne di maiale, contravvenendo ai dictat della loro religione.

Oggi, i due giorni della Sagra del maiale a Carpignano rappresentano un momento di festa popolare, l’occasione per animare il paese. La carne, viene servita bollita in pentoloni con sale, pepe e alloro, oppure arrostita sulla brace.

Un’occasione anche per i turisti autunnali di vivere le vere tradizioni locali, quelle tradizioni piene di storia e folklore che qualsiasi avventore saprà apprezzare.

Jenny De Cicco

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Al via la Festa te lu mieru, trentacinque anni di vino e buona musica


Una tradizione che si rinnova di anno in e anno e che conta già 35 edizioni. Tutto pronto a Carpignano Salentino per la “Festa te lu mieru”, che torna anche quest’anno a salutare l’estate, a ritmo di tamburelli e pizzica, con il suo carico di folclore e con l’accento sulla buona cucina popolare e sul vino locale, protagonista indiscusso della tre giorni che prenderà il via il 2 per poi chiudere i battenti il 4 settembre. Natali illustri quindi per la “mamma” delle sagre salentine, che nacque nell’agosto del 1974. In quell’estate la cittadina carpignanese ospitò un gruppo teatrale danese, Odin Teatret, capitanato dal regista salentino Eugenio Barba. Alle sperimentazioni teatrali, che trovarono la loro cornice ideale nelle piazze del centro, i carpignanesi, accettando la sfida del “baratto culturale”, risposero mostrando la loro tradizione fatta di buona cucina, musica e balli popolari. E così per salutare l’Odin Teatret, l’11 agosto del 1974, un gruppo di amici, spinti dal sostegno dell’Oistros, compagnia teatrale universitaria di Lecce, organizzò una festa popolare che prese il nome de “Lu patrunu”. Il successo della prima edizione fece sì che nascesse un’associazione e che tale festa, pur conservando la sua autenticità e la sua semplicità, allargasse i confini coinvolgendo non solo la popolazione di Carpignano, ma tutto il Salento. Già dall’anno seguente il vino divenne protagonista della manifestazione, tanto che il nome dell’evento (che, tra l’altro, era stato destinato alla prima domenica del mese di settembre), venne cambiato in “Sagra te lu mieru”, per poi negli anni divenire una vera e propria festa i cui proventi vengono devoluti in beneficenza. Una tradizione portata avanti con sacrificio e costanza, che vede tra gli obiettivi la valorizzazione del territorio e delle sue caratteristiche più rappresentative, come i prodotti enogastronomici e la cultura musicale che allarga sempre più il suo raggio d’azione, contribuendo a portare alta la bandiera della cultura popolare salentina. Via alla musica, dunque. Si parte il 2 settembre, padroni del palco gli Zimbaria, che proseguono la strada tracciata da Pino Zimba, per continuare il giorno successivo con i Kamafei e le loro sonorità salentine contaminate dalla passione per la musica popolare spagnola, nelle quali il ritmo del tamburello si pone come trait d’union. A salutare l’estate ci penseranno i Briganti di Terra d’Otranto che si esibiranno domenica 4 settembre, coinvolgendo i presenti con la loro interessante sintesi tra la musica popolare e sonorità d’autore.

Alessandra Ragusa

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Finisce agosto, ma non la musica: gli appuntamenti del weekend


Tanti concerti questa settimana in chiusura del mese di agosto, ma non dell’estate. Il lungo weekend di musica inizia con i concerti di giovedì 25 agosto: dopo aver pubblicato il primo album, il Trio d’eau si esibirà al Menamé di Tricase porto con un repertorio di classici della canzone italiana degli anni ‘50/‘60 reinterpretati con i suoi speciali personalissimi arrangiamenti. Allo Skafè di Uggiano la Chiesa concerto dei Kiss and The Gang: la band offre un viaggio tra i pezzi che hanno fatto la storia della musica dance a partire dagli anni Ottanta. Con abiti alla Tony Manero per i musicisti e costumi luccicanti e colorati per la cantante, i Kiss and The Gang si esibiscono proiettando il pubblico negli anni Ottanta. La band è composta da Maurilio Gigante, voce e basso, Annarita Luceri alla voce, Gabriele Ciullo alla chitarra, Luciano Toma alle tastiere e Lino Lupo alla batteria. La Notte della Taranta fa tappa a Carpignano salentin,o in piazza Duca D’Aosta, a partire dalle 21,30 con i Manekà. Venerdì 26 al parco di Giuggianello, sulla via per Minervino, si esibiranno i Venerdì 17, band tributo ai mitici Pink Floyd. Omaggio invece a una delle più grandi artiste italiane al Cafè del mar di Torre Suda, con i Radio Baccano, che cantano Gianna Nannini. Sabato 27 agosto l’attesissimo concertone finale della Notte della Taranta, con tantissimi ospiti che vengono da ogni parte del mondo come The Chieftains, Justin Adams & Juldeh Camara, Joji Hirota & The Taiko Drummers e tanti altri. Sempre sabato un altro interessantissimo concerto: il fiorentino Max Gazzè si esibirà a Botrugno, in occasione della festa patronale di sant’Oronzo, presentando alcuni brani del nuovo repertorio.

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“Notte Incanta”, arte e musica per il pre-festival della Notte della Taranta


Un calendario ricco, quello della “Notte Incanta”, festival dedicato all’arte, alla musica e alla letteratura che partirà giovedì 11 agosto coinvolgendo le quattordici tappe interessate dal festival itinerante della Notte della Taranta. Un salotto di strada che si vestirà ogni sera di una nuova cornice con l’intento di promuovere le realtà e le esperienze di produzione artistica del territorio. In attesa di concerti e ronde che animeranno le notti dedicate alla pizzica, gli spettatori potranno intrattenersi con presentazioni di libri, progetti musicali, dischi e ancora reading, proiezioni di documentari e interviste per poi lasciare la scena alla musica, trasformandosi in una sorta di “etno-discoteca”. La rassegna culturale messa a punto da Dilinò, Centro di musiche alternative del Mediterraneo, associazione Novaracne, il Tamburello.com e Kurumuny, in collaborazione con la Fondazione Notte della Taranta, muoverà i suoi primi passi partendo proprio da Corigliano d’Otranto. Prima del concerto di apertura del festival itinerante in piazza Vittoria si terrà una presentazione del progetto, cui seguirà la presentazione del libro edito da Kurumuny dal titolo “Uccio Aloisi. Il canto della terra”, dedicato all’artista salentino scomparso meno di un anno fa e divenuto nel tempo simbolo del revival della tradizione della pizzica salentina. Il giorno successivo sarà piazza Pio XII, a Cursi, a far gli onori di casa intrattenendo i presenti con un reading del volume edito da Lupo, “Da qui tutto è lontano” a cura di Pierluigi Mele e con la presentazione del memorial dedicato sempre a Uccio Aloisi. Sabato 13, a Zollino, in attesa del concerto dei Mascarimirì che si esibiranno accompagnati dal sax di Raffaele Casarano, verrà presentata la loro ultima fatica musicale dal titolo “Gitanistan”. La tappa leccese del festival della Notte della Taranta vedrà la presenza del critico musicale nonché saggista Pierfrancesco Pacoda che, dopo la presentazione del suo libro “Salento amore mio”, edito da Kowalski, intervisterà Raiz, anticipandone la sua esibizione live. Dopo la sosta del giorno di ferragosto si riparte il 16 agosto da Galatina con la presentazione dell’etichetta indipendente 11/8 a cura di Cesare Dell’Anna, e poi a seguire nei giorni subito successivi si farà tappa a Castrignano dei Greci, Sternatìa, Martano, Calimera dove si presenterà il disco “Compilescion”, edito in occasione dei dieci anni di attività editoriale del gruppo di “Qui Salento”. A partire da domenica 21 agosto si proseguirà con Soleto, Alessano, Cutrofiano, dove verrà proiettato tra le altre cose anche il documentario “L’Arneide” di Luigi Del Prete, e ancora Martignano dove verrà presentato il libro “Il ritorno della Taranta” di Vincenzo Santoro e il cd dal titolo “Sulu” di Dario Muci. La rassegna, e con essa il festival itinerante della Notte della Taranta, si concluderà a Carpignano Salentino, dove il 25 agosto verrà presentato il disco di Mimmo De Santis “Scarcagnizzu – vento dal basso”; a seguire la presentazione del progetto “I luoghi d’allerta 2011”, una rassegna culturale che a cavallo tra fine agosto e settembre coinvolgerà molti comuni salentini.

Alessandra Ragusa

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