Tag Archive | "elezioni amministrative 2012"

Tricase: varata la nuova giunta


Varata la nuova giunta comunale a Tricase, dopo che il responso delle urne del 20 e 21 maggio scorsi aveva decretato Antonio Coppola nuovo inquilino di
palazzo Gallone. Il neoeletto sindaco, al lavoro già nei giorni immediatamente successivi al suo insediamento, ha sciolto le riserve, ufficializzando la squadra di governo che lo affiancherà nell’amministrazione della città.
Vicesindaco l’unica donna nell’esecutivo, Maria Assunta Panico, la più suffragata nelle liste di Coppola con 251 preferenze, in corsa con “Per Tricase con Coppola”. Già segretaria cittadina dell’Udeur e consigliere comunale di opposizione nel corso dell’amministrazione Musarò, Maria Assunta Panico ha
ricevuto le deleghe a Politiche Sociali, Urbanistica, Pari Opportunità, Associazionismo e Assetto del Territorio.
Sergio Fracasso, attualmente segretario cittadino di Sel, alla sua prima esperienza politica, eletto con 128 preferenze nella lista di Sel, avrà le deleghe a Cultura, Politiche Giovanili, Politiche del Lavoro, Turismo e Ambiente.
Adolfo Scolozzi, eletto nella lista “Per Tricase con Coppola” con 147 preferenze, già assessore nella seconda amministrazione Coppola dal 2006 al 2007, ha ricevuto le deleghe a Lavori Pubblici, Igiene Ambientale, Servizi Cimiteriali e Sport.
Giacomo Elia, in passato assessore con Coppola e candidato in questa tornata elettorale nella lista “Per la Terra di Leuca con Coppola”, è stato premiato
per  l’esperienza politica di lungo corso. Ha ricevuto le deleghe a Trasparenza Amministrativa, Commercio, Patrimonio, Polizia Locale, Traffico e Mobilità,
Verde Pubblico, Commercio e Personale.
Il neoeletto sindaco ha riservato per sé alcune deleghe, tra cui il Contenzioso. Al momento fuori dall’esecutivo il Pd, che nel consiglio comunale dei prossimi
giorni proporrà come presidente Rocco Indino, primo degli eletti per il Partito Democratico con 220 preferenze. Un quinto assessorato è in forse per il futuro.
Questo l’assetto del nuovo consiglio. In maggioranza Teo Giudice, Rocco Marra, Tonino Ianni e Enzo Fornaro della lista “Per Tricase con Coppola”, Rocco
Indino, Carmine Zocco e Fernando Antonio Chiuri del Pd, Antonio Nuccio e Guerino Alfarano di “Per la Terra di Leuca”, Antonio Ardito di Sel.
All’opposizione, Nunzio Dell’Abate, con i consiglieri Pasquale Scarascia della lista “Insieme per Coppola”, Pasquale De Marco, Vito Zocco e Gianluigi Forte
dell’Udc. Ultimo seggio per Tony Scarcella, unico degli altri candidati sindaco in consiglio.

Antonella Cazzato

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Antonio Mariano forma la nuova giunta a Scorrano


Tutto pronto, la nuova giunta di Scorrano è formata, giusto poco dopo l’elezione di consiglieri e naturalmente del sindaco. Che è Antonio Mariano e ha chiamato a sé i quattro assessori richiesti per il suo comune, scelti tra i consiglieri eletti nella sua lista di appoggio alle elezioni. Gli assessori sono quindi Amedeo Scarpa, Antonella Rizzo, Pierluigi Blandolino e Rocco Amato. I primi tre non sono esattamente volti nuovi della politica scorranese, benché non siano neppure facce vecchie per una mera questione anagrafica. Scarpa, “l’assessore dei bambini”, per la sua esperienza nelle politiche dell’infanzia, e Rizzo sono stati infatti assessori nella giunta Pendinelli, Scarpa per due dei mandati dell’ex sindaco Mario, che ha deciso di restare al ruolo di consigliere e quindi lasciar governare la città a volti relativamente nuovi, Rizzo solo per quest’ultimo mandato. Neppure quello di Blandolino è un nome troppo nuovo: figlio dell’ex sindaco e insegnante amatissimo da magliesi e scorranesi Antonio Blandolino, Pierluigi si era candidato sindaco cinque anni fa. La sua lista non ce l’aveva fatta a vincere, ma lui si è guadagnato un posto in consiglio e stavolta è diventato addirittura assessore, segno che forse ha fatto breccia nel cuore della gente. Mariano, che è stato a sua volta assessore, ha deciso di non ricorrere ad assessori esterni, dato anche che nel comune è possibile avere contemporaneamente la carica di consigliere e di assessore. Di fatto, tutti coloro che sono stati candidati in appoggio alla lista di Mariano ora hanno un posto in consiglio comunale.

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Marco Potì nuovo sindaco di Melendugno tra i fuochi d’artificio


A Melendugno il dato è tratto. Rispettati i sentimenti popolari preelettorali che vedevano favorite le liste guidate da Potì e Giausa. Una campagna elettorale che si è contraddistinta anche per la partecipazione e il forte scambio d’accuse tra avversari. A seggi chiusi e schede scrutinate il vincitore è Marco Marcello Niceta Potì, il 7 maggio Melendugno e Borgagne hanno scelto la propria giunta. Il dato dell’affluenza totale è stata del 79,22%, gli abitanti/elettori risultano essere 9.838/8.726 e il calo da disaffezione politica è stato basso, solo 1 punto percentuale, infatti nelle precedenti elezioni l’affluenza fu dell’80,89%.
Vittorio Potì fu  eletto al primo turno il 7 giugno 2009 con il 52,6%, imponendosi sullo sfidante Luigi Roberto Felline, fermatosi 47,38% con la  lista civica Uniti per Melendugno e Borgagne. Il dopo Potì ha visto dividersi i gruppi politici precedentemente uniti sotto le sue insegne. 4 le liste in competizione e la scelta del locale Partito Socialista Italiano, per mantenere nelle proprie cerchia la frazione roccaforte di Potì, è caduta su Marco Potì, segretario del partito di Melendugno e nipote di Vittorio. Per i voti per lista e candidati sindaco e consiglieri (http://www.internationalcrossroads.it/melendugno-2012).
I numeri hanno dato ragione a Marco Marcello Niceta Potì, eletto per i contenuti della sua campagna elettorale e certamente ha influito anche il ricordo dello zio. Con 2363 voti Marco è stato accolto come nuovo sindaco tra abbracci e fuochi d’artificio. La maggioranza consiliare sarà composta da Bufano eletto con 582 preferenze, Prete 262, Cisternino 233, Petrachi 227, Dima 201, Potenza 195, Doria 180. I consiglieri d’opposizione eletti sono Marino Giausa 2148 voti, Mauro Russo 582 entrambi lista 1 e Luigi Roberto Felline della lista 3. Rimangono fuori dall’assegnazione dei seggi la lista numero 2, guidata da Genis Luca Camassa, Uniti per crescere.

Jenny De Cicco

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Elezioni amministrative 2012: i risultati di Scorrano, Castro e Ortelle


Chiuso lo spoglio ora si guarda avanti. Si cambia a Scorrano, dove il sindaco eletto è Antonio Mariano, che succede al doppio governo cittadino di Mario Pendinelli, staccando di quasi sei punti percentuali Fernando Presicce, il candidato di centrosinistra. Sarà un compito arduo quello di Mariano: Scorrano possiede delle specificità che vanno valorizzate o migliorate. Cultura, servizi sociali e del lavoro saranno i primi passi da compiere con dovizia nella città delle luminarie, dopo dieci anni di amministrazione Pendinelli in cui la cittadina ha compiuto dei passi da gigante, per cui Mariano dovrà confermare un trend positivo posto dal suo predecessore, ancora amato e stimato nella mente e nei cuori dei suoi concittadini. A Ortelle invece vince con circa 670 voti Francesco Rausa, sostenuto dalla lista Insieme per lo sviluppo. Si piazza seconda Partecip@zione, con il candidato sindaco Luigi Circhetta, la cui lista presumibilmente dovrebbe guidare l’opposizione, almeno stando ai numeri registrati alle urne. Cambiano le cose a Castro, dove a trionfare è il centrosinistra di Alfonso Capraro: l’amministrazione comunale cambierà quindi registro politico, con un trend che si conferma in molte parti d’Italia, dove si è attestata nel voto popolare una voglia di cambiare.

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Melendugno al voto, primi dati sull’affluenza


Amministrative anche a Melendugno. Il comune Cinque Vele di Legambiente per la bellezza delle sue coste, è stato chiamato alle urne e risponde con un calo di partecipazione del 10%. Purtroppo le elezioni non si sono tenute per la naturale decorrenza di termini, ma per la prematura scomparsa del sindaco Vittorio Potì lo scorso autunno. A febbraio scorso la decisione di tornare alle urne, per decretare il successore di Potì, uomo tanto grande da dividere in due i giudizi politici, non in quelli umani, unanimi nel definirlo insostituibile e figura storica del socialismo pugliese.
Al di là di tutto i cittadini delle marine e di Melendugno si sono recati a le urne ad appena 2 anni di distanza dall’ultima volta, per designare il successore del compianto Potì. La campagna elettorale è stata caratterizzata dalle solite polemiche su giochi politici tra le diverse civiche e le richieste dei cittadini sono state più o meno le stesse chieste in qualunque comune al voto: strade groviera da rattoppare, segnaletica carente e poco chiara da rettificare, offerta turistica da ampliare e la nuova istituzione delle locali squadre calcistiche. Altre richieste cittadine hanno riguardato l’utilizzo dell’impianto sportivo melendugnese che sarebbe in grado di accogliere, per particolari eventi, 20 mila spettatori e in fine è stato invocato maggior decoro, necessario per un paese che voglia dirsi turistico, come la riduzione del numero di randagi liberi sul territorio, tramite un efficentamento del canile municipale e infine la polemica sull’approdo del metanodotto Tap.

La novità di queste elezioni è stata certamente la nascita dell’osservatorio sulle elezioni Tramontana Libera associazione di idee con presidente Alex Deriu. Le sezioni da scrutinare sono 8, le liste sono 4 e 4 i candidati per le 4 liste presentatesi ai nastri di partenza. I dati dell’affluenza di ieri mostrano come la partecipazione sia calata. Dal 67,00% al 56,6% di ieri, quasi 10 punti percentuale di votanti in meno dalle ultime amministrative, dato che potrebbe risultare decisivo allo scrutinio per la vittoria nel pomeriggio.

Jenny De Cicco

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Otranto, elezioni amministrative 2012: tre domande ai candidati sindaci


OtrantoOggi propone, in occasione delle amministrative 2012 di Otranto, il format “Tre Domande per tre candidati”. Intervistati la candidato sindaco della lista numero 1 “Otranto Nuovi Orizzonti” Antonella Buttiglione, il candidato per la lista numero 2 “Alleanza per Otranto” Corrado Sammarruco, e della terza lista “ViviAmo Otranto”, l’uscente Luciano Cariddi. I tre candidati rispondono alle domande spiegando quali siano i loro temi caldi della campagna elettorale e i progetti per la città in vista delle elezioni.

Servizio di Jenny De Cicco
Riprese e montaggio: Marco Zeppola
Una produzione Double Cut per OtrantoOggi.it

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Scorrano, Sel si dissocia dai manifesti elettorali


Il logo di un partito su un manifesto elettorale e il partito in questione prende le distanze. È accaduto a Scorrano, dove è comparso un manifesto elettorale, in cui si leggeva che i partiti di Sinistra Ecologia e Libertà e Rifondazione comunista appoggiavano il candidato sindaco di centrosinistra Fernando Presicce. Non ci sarebbe stato nulla di strano, tranne che la lista che sostiene Presicce è una civica, che contiene candidati di forze politiche anche di destra, una prassi in fondo normale, in un paese in cui le facce contano più degli orientamenti politici. Ma Sel provinciale si è dissociato.

“Sinistra Ecologia Libertà si dissocia – si legge sul sito di Sel Salento – da quanto scritto dal Movimento Sinistra Scorranese sul manifesto murario fatto affiggere per le strade di Scorrano. Dal manifesto si evince che il partito sostiene, assieme al Prc, la lista Uniti per Scorrano che sostiene Presicce come candidato sindaco. Quanto scritto risulta essere pertanto falso ed è illecito l’utilizzo del simbolo elettorale e del nome del partito. A Scorrano non esiste nessun circolo territoriale regolarmente riconosciuto né cittadino o cittadina regolarmente iscritto/a al partito. La federazione salentina ringrazia quanti prontamente hanno denunciato il fatto e si riserva di fare ulteriore chiarezza sull’accaduto”.

In realtà gli iscritti a Scorrano, almeno per quanto riguarda Rifondazione Comunista, ci sono, fatto comprovato da passate elezioni e non solo a livello comunale. Forse però la diatriba non sarebbe accaduta non tirando fuori dei simboli, che, nonostante la loro potenza evocativa, in una cittadina come Scorrano, che si orienta in base alla conoscenza diretta delle persone è pressoché inutile.  Le elezioni sono alle porte: il 6 e il 7 maggio gli scorranesi decideranno il successore di Mario Pendinelli, tra Antonio Mariano e Fernando Presicce.

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Alla Liberrima dibattito tra i sei candidati sindaco al comune di Lecce sul tema “Luoghi della cultura o luoghi comuni?”


Dal luogo della cultura ai luoghi della cultura: si è svolto alla libreria Liberrima il dibattito tra i sei candidati sindaco del comune di Lecce, sulle papabili proposte per lo sviluppo e l’incremento del patrimonio culturale della città, e la giusta valorizzazione di alcuni luoghi che meritano di essere messi in luce per la loro importanza culturale: l’Accademia delle Belle Arti, il Castello Carlo V, il Teatro Apollo, il Museo della Cartapesta, il Must, il Teatro Romano, il Conservatorio Tito Schipa . L’iniziativa promossa da SalentoWeb e InCima-Social Network Strategy ha avuto lo scopo di invitare i candidati a rivelare le idee, scoprire i futuri progetti e rispondere alle seguenti domande di interesse comune: Lecce produce Cultura?
Quella Cultura che oltre a tutelare e valorizzare i Beni Storico/Artistici riesce a fare “impresa” e quindi crea nuove opportunità di lavoro? Basta l’arte esistente per promuovere il turismo e, di conseguenza, l’economia? I candidati Paolo Perrone (centrodestra), Loredana Capone (centrosinistra), Luigi Melica (Terzo Polo), Antonio Capone (Verso Lecce), Andrea Valerini (Alternativa comunista) e Maurizio Buccarella (Cinque stelle), hanno dato luogo ad un dibattito acceso, che però ha manifestato, sin dalle prime battute, il suo carattere essenzialmente bifronte palesato dai continui rimandi politici, neanche troppo velati, tra il sindaco Paolo Perrone e la vicepresidente della regione Loredana Capone. Una lotta impari tra i candidati che non ha impedito alla cultura di presentarsi come assoluta protagonista della serata. Coniugata nelle forme più diverse ha permesso a tutti i candidati di proporre futuri progetti, non solo per la città di Lecce ma anche per tutto il territorio salentino.
Modulato con imparzialità e professionalità dalla giornalista Lara Napoli, il dibattito attivo e inter-attivo si è sviluppato sui binari di una partecipazione dinamica, che ha coinvolto sia gli spettatori astanti, che il popolo di internet presente con una serie di domande formulate attraverso il web. Il popolo sovrano ha evidenziato: carenze strutturali dei luoghi deputati alla cultura, una inadeguata informazione egli eventi proposti, una mancata attenzione verso un processo culturale che non cresce di pari passo con lo sviluppo tecnologico, la gestione parziale e poco trasparente dei bandi, e soprattutto la macroscopica distanza tra le istituzioni e i cittadini, a cui corrisponde un microscopico interesse politico verso i giovani, il primario patrimonio artistico e culturale del territorio. Non sono mancate le domande più specifiche e circostanziali riguardanti la Fondazione Memmo e la Triennale d’Arte Sacra a Lecce. La possibilità di affrontare tanti argomenti legati alla cultura ha permesso ai candidati di smarginare i confini dell’argomento specifico, spaziando su temi di carattere generale. Parla di una cultura circolare a produzione continua l’avvocato Loredana Capone che con la concretezza tipica delle donne esplicita il carattere pragmatico e concreto di un processo culturale, che per produrre deve necessariamente coinvolgere pubblico e privato. Propone di investire sulla valorizzazione di tutti i beni culturali della città, al fine di creare un continuum operativo che sia in grado di investire, fruire e re-investire. La Capone prospetta la creazione di un teatro della contemporaneità per il futuro, e risponde positivamente alla richiesta di maggiori attenzioni verso le tecnologie, attraverso un collegamento in rete di tutte le strutture culturali della città. Una città che per esplicita natura, ribadisce la Capone, è già luogo aperto di arte sacra e spazio artistico d’eccellenza. Paolo Perrone apre con una nota critica, e non si esime dal parlare da sindaco e padre dei leccesi, quando rivendica per i suoi figli-cittadini maggiore attenzione da parte della regione che, nella gestione e distribuzione dei fondi, penalizza la sua città in favore di altri paesi e di altre iniziative regionali. Consapevole del ruolo di candidato-sindaco, espone i suoi progetti per il futuro, ribadendo il suo parere favorevole alla Fondazione Memmo, e proponendo l’idea di un “Cartellone Unico” che promuova gli eventi locali su un raggio d’azione extraterritoriale. Luigi Melica punta su una rivoluzione strutturale antecedente al fare, e da professore parla di giusto merito già nella fase della selezione degli operatori culturali, puntando sulla trasparenza della scelta e su un campo più ampio che travalichi i confini della città. Guarda ai giovani di tutto il salento il professore Melica quando espone il programma “Europa Creativa 2014-2020”, che porterebbe fondi per promuovere tutti i campi culturali e creativi: il cinema, la TV, la cultura, la musica, le arti dello spettacolo, mentre da sindaco assicura che costituirà l’Ufficio Progetti Europei e l’Ufficio Progetti dell’Università. Sviluppa un’analisi fortemente ancorata alla realtà Antonio Capone che non esclude, per il bene pubblico, la possibilità di coinvolgere anche i privati nella promozione culturale, conscio del periodo di crisi che attraversa la società, e che investe inesorabilmente anche la cultura.
Si riconosce peraltro favorevole alla collaborazione con la Fondazione Memmo, e con le possibili iniziative della Curia. Meno propositivo Maurizio Buccarella che in una nota di anti-politica fa riecheggiare il dissenso popolare che serpeggia nella cittadinanza, non solo locale. Si fa portavoce di un sentimento di sfiducia generato da domande che rimangono senza risposte e chiede con forza, maggiore trasparenza e un uso più oculato delle tecnologie. Andrea Valerini non lascia spazio al compromesso dialettico, e scopre il velo del perbenismo nel momento in cui richiede una democratizzazione reale di tutti i luoghi della cultura. Ricorda tutti i giovani che vanno via dal territorio, ma focalizza l’attenzione anche su tutti i ragazzi che rimangono e che sono privati della possibilità di esprimersi. Punta il dito contro le tante, troppe barriere architettoniche e culturali che soffocano sul nascere iniziative valevoli ma non adeguatamente fruibili. E controcorrente rispetto agli altri candidati dice no agli interventi dei privati, e sulla triennale di Arte Sacra non nasconde un anticlericalismo di fondo. Sapremo il 7 Maggio quale cultura troveremo nei luoghi deputati, e quali luoghi investirà la cultura.

Maria Rosaria Contaldo

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Alternativa Comunista riparte da Lecce


In occasione delle elezioni amministrative del prossimo maggio ecco una nuova forza in campo a Lecce. Si tratta di Alernativa Comunista, un movimento partito da Bari nel corso delle scorse elezioni regionali, per cui si candidò il personaggio di spicco del partito, Michele Rizzi, alla poltrona di governatore pugliese, ma non ce la fece a essere eletto. Il movimento ora si espande e si pone come la vera alternativa comunista a una politica in cui spesso i confini tra destra e sinistra sono molto labili. Di seguito il comunicato che abbiamo ricevuto in occasione della presentazione del candidato leccese Andrea Valerini. “Mentre Monti ci dissangua con l’appoggio di Alfano, Bersani e Casini – si legge nel comunicato – mentre una parte della sinistra segue ancora le parole di Vendola, Salvemini e Capone dopo il fallimento a livello barese, nasce una lista comunista di lavoratori precari e disoccupati. È quanto afferma Alternativa Comunista che, dopo l’esperienza alle Elezioni Regionali nel 2010 con Michele Rizzi, candidato precario di un call center, radica la sua presenza nel territorio con la candidatura di Andrea Valerini alle amministrative per il Comune di Lecce. Il candidato sarà domani 5 aprile alle 18 in vico dei Fieschi (nelle vicinanze della villa comunale), storica sede del movimento salentino comunista. Sarà qui presentata la lista alla stampa e alle tv locali e illustrate le prossime iniziative di mobilitazione per la difesa dell’articolo18, per il salario sociale e a favore della stabilizzazione dei lavoratori precari del settore pubblico e privato”.

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Scorrano: Antonio Mariano e Fernando Presicce sono i candidati sindaco


Maggio è ormai dietro l’angolo e Scorrano si appresta a cambiare la sua amministrazione comunale. I candidati sindaco definitivi sono Antonio Mariano con la lista “Insieme per cambiare” e Fernando Presicce con la lista “Uniti per Scorrano”. Si tratta di due esponenti della vecchia giunta di Mario Pendinelli, che avendo governato per due mandati consecutivi non potrà più ricandidarsi. Presicce è l’ex vicesindaco, dimessosi lo scorso gennaio, mentre Mariano è stato uno degli assessori della squadra di giunta, che ha vinto nelle primarie del centrosinistra che l’hanno visto opporsi al segretario cittadino del Pd Rocco Amato e all’ex presidente del consiglio Antonio Presicce. La lotta si preannuncia molto ardua, ma quasi al confine con una continuità politica. Chi la spunterà? Il voto popolare si esprimerà alle urne il prossimo mese, ma intanto si dà ufficialmente al via alla campagna elettorale con l’esposizione dei programmi dei due candidati e dei loro sostenitori ai posti di candidati consiglieri comunali. Gi aspiranti primo cittadino si scontreranno con una realtà incontrovertibile, comune a moltissimi piccoli centri e Scorrano non fa la differenza: conta più la credibilità e il prestigio che non un programma politico, dove destra e sinistra sono solo parole dietro cui ci sono delle persone, reali, che vogliono solo aiutare i propri concittadini a risolvere i problemi. Il bene comune è una priorità vera solo in questi paesi così piccoli, dove tutte le esigenze della comunità, fortunatamente, hanno ancora un certo peso.

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