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Ieri giornata d’incontri a Bari sullo stato delle coste pugliesi


Incontro tra Sib e Anci Puglia che ieri mattina a Bari hanno discusso il piano regionale delle coste, mentre Mauro Della Valle di Federbalneari esprime le proprie considerazioni sulle dichiarazioni di Fabiano Amati, scaturite in seguito all’incontro di Bari tra l’assessore regionale e Antonio Gabellone.

Piano delle coste oggetto dell’incontro tra una delegazione del Sindacato italiano balneari rappresentati dal presidente Antonio Capacchione e l’Associazione nazionale comuni d’Italia-Puglia dal presidente Luigi Perrone e vicepresidente Cosimo Durante.

Il Sib definisce il Prc, approvato il 13 ottobre scorso dalla Giunta regionale, come un’occasione mancata per modernizzare la regolamentazione della costa e per assicurare un suo uso sostenibile e produttivo.

“Un programma ambizioso trasformatosi in un modesto piano degli stabilimenti balneari – secondo il Sib – Tali caratteristiche restrittive del Piano regionale contrastano sia con le dimensioni estremamente contenute della attuale balneazione attrezzata pugliese che, come si evince dalla stessa Relazione illustrativa del Piano, riguarda solo una concessione (più precisamente l’1,1) per chilometro di costa e solo il 9% del totale dell’area demaniale (percentuali ben lontane da quelle delle altre regioni italiane, quelle romagnole sono all’80%) sia, soprattutto con l’esigenza di uno sviluppo turistico di qualità della nostra Regione che presuppone l’aumento e non la diminuzione dei servizi. A ciò si aggiunga l’assenza di qualsiasi margine di adattamento per i piani comunali, la disciplina contenuta nel piano è una disciplina di dettaglio che riduce i comuni a fotocopiare la normativa tecnica di attuazione del piano regionale”.

Sempre a Bari vertice tra il presidente della Provincia di Lecce Gabellone e l’assessore regionale Fabiano Amati per il punto sul problema erosione costiera. Insoddisfatto Mauro della Valle, presidente di Assobalneari – Confimprese “Pur apprezzando la nobile iniziativa del Presidente Gabellone a incontrare Amati – dice – mi sembra, leggendo le dichiarazioni dell’assessore, che il problema dell’erosione interessa i soli stabilimenti balneari. Le dichiarazioni di Amati rappresentato una politica regionale miope e distratta di tutela della costa, puntano il dito sull’imprenditore balneare. E’ da diversi mesi, che la regione non risponde, o fa finta, riguardo ad alcuni progetti eco-sostenibili da finanziare con fondi regionali riconosciuti agli Imprenditori Balneari che hanno subito notevoli danni durante le mareggiate del 2009/2010.

Che fine hanno fatto questi 250mila euro? Ci risulta che sono da tempo nelle casse della provincia di lecce, ma a tutt’oggi, forse intenzionalmente, impossibili da spendere. Spero che nella riunione prossima a Lecce il 13 gennaio l’assessore possa comunicare l’individuazione di fondi regionali a disposizione della lotta contro l’erosione costiera e che dia il nulla osta a rendicontare i 250mila a favore delle Imprese Balneari danneggiate. Ora è il tempo di essere portatori di manutenzione ordinaria del prezioso territorio costiero che tutti noi siamo in dovere di lasciare in buona salute ai nostri figli”.

Jenny De Cicco

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Fabiano Amati e il problema dell’erosione


L’erosione costiera in questi giorni torna a far discutere, dopo le mareggiate violente che hanno trasportato al largo la sabbia, erodendo la costa bassa e trascinando con sé anche le strutture poste dagli operatori sulla battigia.

Il problema è stato affrontato dall’assessore regionale Fabiano Amati e verrà riaffrontato sabato nella riunione di Federbalneari.

L’accordo anti erosione tra la Regione Puglia e la Provincia di Lecce è stato reso noto da Fabiano Amati a seguito della riunione tecnica che si è svolta a Bari alla presenza tra gli altri del presidente della provincia di Lecce Antonio Gabellone.

“Oggi abbiamo sancito un punto importante con la Provincia di Lecce – ha detto – che il 20 gennaio sottoscriverà con noi un protocollo d’intesa per l’avvio di progetti di difesa delle coste basse. La firma avrà luogo previa iniziativa programmata per il 13 gennaio a Lecce, durante la quale saranno coinvolti tutti i comuni che si affacciano sulla costa della provincia di Lecce per stabilire un crono-programma degli interventi. In questo momento abbiamo tutti gli strumenti di pianificazione ed è quindi necessario formulare le proposte e partire con le attività di mitigazione del rischio e lotta al fenomeno erosivo. E’ bene che tutti i cittadini sappiano che la Puglia è una delle regioni più dotate dal punto di vista degli strumenti di pianificazione della costa perché disponiamo sia di strumenti di pianificazione che di quelli di medicazione. Il nostro intento finale è quello di sottoscrivere protocolli d’intesa con tutte le Province pugliesi affinché, in conformità al Piano di tutela della costa, possano essere predisposti interventi conformi alle linee guida stabilite. Lo scopo è quello di programmare interventi ritenuti plausibili perché non è più l’era degli interventi – spot a tutela del singolo stabilimento balneare ma è il tempo in cui gli interventi sono immaginabili solo nell’ambito della più complessa dinamica meteo-marina. Sino a questo momento, abbiamo sottoscritto due protocolli d’intesa, il primo con una parte della sub unità fisiografica che comprende il comune di Monopoli e successivamente con la Provincia di Brindisi. Ora stiamo lavorando con quella di Lecce, con la quale sottoscriveremo tra poche settimane. Dopo la fase della sottoscrizione, in breve tempo conosceremo l’elenco degli interventi che la Provincia di Lecce, in concorso con i comuni, riterrà plausibili ed in conformità con il Pano di tutela della costa. La successiva attività operativa si organizzerà su diverse fonti di finanziamento: quelle che speriamo di poter mettere in campo come Regione Puglia, quelle che le province e i comuni destineranno alle opere di questo tipo, prevedendo anche un intervento da parte di privati, che hanno tutto l’interesse a realizzare opere di questo tipo”. Intanto sabato 17 dicembre alle l’assemblea generale Assobalneari Salento Federbalneari sarà a Lecce per trattare le più preoccupanti problematiche del comparto balneare, la nuova normativa comunitaria di regolamentazione del comparto, nello specifico la chiusura della procedura d’Infrazione comunitaria, il governo italiano in carica ha 15 mesi per regolamentare e decidere sul futuro di circa 30mila imprese balneari italiane e l’erosione costiera, elemento di valutazione per il rinnovo o la decadenza delle concessioni demaniali in Puglia, come stabilito dal piano regionale delle coste.

Jenny De Cicco

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Aumento del costo dell’acqua lucana per le industrie. Ridotto per l’uso agricolo


Il costo dell’acqua lucana per uso industriale subirà un incremento per le industrie, ma diminuirà per l’uso agricolo. Questo è il succo della proposta presentata dall’assessore regionale alle Opere Pubbliche Fabiano Amati. È stata accettata e dunque dal 2012 il costo dell’acqua per l’uso agricolo sarà diminuito del 25%, per l’uso industriale l’aumento sarà del 250% e aumenterà ancora nel 2013 (400%) e nel 2014 (500%). Dunque, per l’anno in corso non sono previsti ritocchi ma dall’anno prossimo le tariffe verranno applicate secondo dell’uso che se ne fa. La decisione è stata presa durante la riunione di ieri del comitato di coordinamento per l’accordo Puglia – Basilicata, ed è importante perché mira alla tutela dell’ambiente, dà una mano alla lotta contro gli sprechi e conseguentemente sprona le industrie ad approntare metodi di riutilizzo dell’acqua. “Ringrazio la Regione Basilicata e il presidente De Filippo – ha dichiarato Amati – per l’attenzione dimostrata all’argomento, molto sentito dagli agricoltori tarantini, che assieme ad altre importanti questioni affrontate e decise nella riunione odierna, rilanciano lo storico e proficuo rapporto di solidarietà e amicizia tra le due regioni, ponendo alle spalle le più recenti e note divergenze”. Altro argomento affrontato riguarda il raddoppio della Canna del Sinni, per poter continuare a rendere efficiente la distribuzione idrica. Si pensa di istituire un tavolo tecnico, formato dai segretari generali delle rispettive autorità di bacino, esperti di Acquedotto Pugliese, Acquedotto Lucano, Ente irrigazione e Provveditorato alle opere pubbliche. “Questo tavolo tecnico – ha continuato Amati – ha il compito di approfondire le questioni relative ai 180 milioni di euro destinati al raddoppio della Canna del Sinni e fare valutazioni generali sugli investimenti più utili a una più efficace gestione della risorsa idrica tra Puglia e Basilicata, compresa l’eventualità di rinunciare alla realizzazione dell’opera, dove tecnicamente dovesse rivelarsi più opportuno. Nell’attesa di ricevere al più presto le conclusioni del tavolo tecnico istituito, auspichiamo che il ministero e il soggetto attuatore dell’intervento sospendano gli atti esecutivi, perché se l’opera deve realizzarsi è giusto che accada con la piena consapevolezza delle due regioni”.

Alessandro Conte

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Al via la cantierizzazione della Regionale 8


Dopo venti anni di discussioni e interventi giuridici, inizieranno i lavori per la costruzione della strada regionale 8 Lecce-San Foca- Otranto. Un’opera necessaria allo smaltimento del traffico, fenomeno quasi esclusivamente estivo delle zone costiere orientali del leccese interessate dall’intervento. Sulla vicenda pesa anche una sentenza del Consiglio di Stato che impone l’erogazione dei 31 milioni di euro mancanti per la cantierizzazione e ora definitivamente sbloccati. Come spiegato da Loredana Capone, vice governatore della Regione Puglia, a febbraio 2011 il ministero competente non aveva ancora provveduto all’erogazione di queste risorse, tanto che due mesi prima la stessa Regione aveva provveduto a inoltrare al Ministero un’ennesima lettera di sollecito, con la quale si minacciava il ricorso in giudizio. “È un’opera – chiosò all’epoca Capone – in cui è necessario procedere in fretta nell’interesse pubblico generale, la ditta definitivamente aggiudicataria ha gli operai in cassa integrazione, addirittura in deroga“ . “Finalmente ieri – ha riferito Fabiano Amati, assessore regionale alle Opere Pubbliche – è stato trasferito sul bilancio regionale il finanziamento residuo di circa 31 milioni di euro necessario per eseguire i lavori di realizzazione del primo tratto della strada regionale 8 Lecce-San Foca-Otranto. Si può ora procedere alla consegna dei lavori. L’effettivo trasferimento dei fondi segue il provvedimento emesso nel luglio scorso da un commissario ad acta nominato dal Giudice amministrativo. Le somme trasferite ora alla Regione Puglia sono state prelevate dal fondo n. 8425 per le aree sottoutilizzate”. E si aggiungono alle somme già disponibili di 24 milioni di euro. La strada regionale n. 8, i cui lavori di realizzazione hanno un costo complessivo di 54.891.271 euro attraverserà i comuni di Lecce, Lizzanello, Vernole e Melendugno. L’opera snellirà e renderà sensibilmente più sicuro il caotico traffico che attualmente si snoda dalla città di Lecce fino alla zona delle località marine della costa orientale e viceversa. Fino a questo momento, la strada regionale 8 non poteva essere cantierizzata a causa proprio della mancanza dei fondi necessari alla sottoscrizione del contratto. Mancava infatti il trasferimento residuo di risorse di € 31.711.060,00 da parte del Ministero, che la Puglia attendeva ormai dal 2005, in base a quanto stabilito dalla Convenzione ex Agensud, per la realizzazione dei lavori di completamento della strada.

Jenny De Cicco

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Antonio Gabellone scrive alla Regione: le misure antierosione sono urgenti


Antonio Gabellone scrive alla Regione sulla necessità di  iniziative immediate e anche finanziamenti, per salvare le nostre coste. Il presidente della Provincia di lecce Gabellone ha scritto agli assessori regionali alle Opere Pubbliche e Protezione Civile Fabiano Amati, e a quello al Bilancio e al Demanio Michele Pelillo, in seguito alle conclusioni tratte dal recente tavolo tecnico anti erosione, che si è tenuto a Palazzo dei Celestini sui problemi dell’erosione costiera e al quale erano assenti rappresentanti della Regione. Nella lettera Gabellone richiama la necessità urgente di un incontro risolutivo tra tutte le parti, istituzioni, associazioni di categoria, sindacali e operatori del settore, al fine di concordare procedure utili e soluzioni concrete per la problematica dell’intero territorio costiero provinciale, anche con l’eventuale individuazione delle opportune linee di finanziamento. “La Provincia di Lecce – sottolinea Gabellone – si è tempestivamente impegnata nell’ambito del tavolo tecnico permanente a procedere a una ricognizione dello stato della costa del territorio provinciale, invitando i comuni rivieraschi a evidenziare tutte le criticità lungo la fascia costiera di pertinenza, trasmettendo eventuali studi di fattibilità e progetti già disponibili, corredati dal relativo quadro economico. Ciò al fine di favorire un intervento immediato sulla problematica che per il Salento assume triplice rilevanza: ambientale, economica e non da meno occupazionale. La Provincia di Lecce nell’ambito del coordinamento istituzionale che si è prefissata di raggiungere e alla luce degli effetti devastanti dei continui fenomeni meteo-marini, sta parallelamente proseguendo nella sua attività di monitoraggio complessivo di tutte le criticità provinciali presenti lungo la costa del Salento, sia sabbiosa che rocciosa”.

Jenny De Cicco

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