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Il sud dei trasporti dimenticato?


Si è tenuto l’incontro tra Nichi Vendola e il ministro ai Trasporti Passera. E’ polemica a seguito alle dichiarazioni di Vendola, che dichiara il Sud dimenticato dai governi degli ultimi 20 anni, polemica anche sul trasporto ferroviario riservato alla Puglia. Intanto TrenItalia ha smentito la notizia del Lecce-Foggia invaso da liquami.

Rocco Palese, capogruppo del Pdl alla Regione dichiara la vicinanza a Vendola nella battaglia contro TrenItalia ma il Sud non è stato dimenticato, lo dimostrerebbe l’impegno e i risultati ottenuti da Raffaele Fitto. “In secondo luogo – dice Palese – ci è sembrato che Vendola stia pensando a un nuovo organismo, dimenticando forse che in Puglia, tra le decine di agenzie regionali c’è l’Arem”.

Peppino Longo, Udc, ha spiegato: “Per il nodo del trasporto ferroviario va bene il tavolo di confronto ma deve essere convocato in tempi brevissimi. La proposta del ministro Passera non deve farci cullare sugli allori di una promessa spuntata”.

Salvatore Negro, capogruppo Udc alla regione dichiara: “I tagli dei treni a lunga percorrenza condannano la Puglia all’isolamento. Accanto alla soppressione di corse, anche quella di numerose fermate. Gli studenti salentini che vogliono raggiungere Urbino non possono scendere a Pesaro ma sono costretti a fermarsi ad Ancona e a prendere due coincidenze prima di raggiungere la città universitaria”.

Intanto Onofrio Introna, presidente del consiglio regionale Pugliese, afferma: “Se il Sud non cresce insieme, non ci sarà sviluppo per nessuno”. Desta sorpresa, secondo Introna, la freddezza del presidente della Campania, Stefano Caldoro, che “appare preoccupato da valutazioni ragionieristiche di un’impresa che a suo dire non vale la spesa per Napoli, solo per Bari. Il miglioramento degli scambi tra Tirreno e Adriatico, anche con linee attraverso l’Appennino, da Caserta a Foggia, era e continua a essere nelle ragioni della sfida all’emarginazione e nella battaglia per il rilancio del Mezzogiorno”.

Nel frattempo sono apparsi anche sul palazzo del consiglio regionale i manifesti “La Puglia non è un binario morto. Ridateci i treni”, due cartelloni 6 metri per 3, in via Capruzzi a Bari. Introna spiega: “Prendo atto della disponibilità dichiarata dal ministro Passera, ma appartengo alla scuola dell’apostolo Tommaso. Aspettiamo l’indicazione puntuale di nuove coppie di treni da Lecce a Milano e viceversa”.

Antonio Buccoliero, consigliere regionale Mep, sostiene che il ritocco dei treni sta colpendo soprattutto le fasce sociali salentine più deboli: “Condividiamo in linea di massima la presa di posizione e la viva protesta del presidente della giunta Regionale. Le corse notturne sono quelle che danneggiano di più le classi deboli perché la loro soppressione costringerà i viaggiatori a dover pernottare in albergo almeno una notte con conseguente aggravio dei costi”.

Smentita da TrenItalia sulla vicenda del treno invaso da liquami. Con una nota ufficiale Trenitalia ha dichiarato che “non corrisponde a verità la notizia, diffusa da alcuni media locali, che un treno regionale sia stato fermato per emergenza sanitaria perché invaso dai liquami. L’episodio riguarda il regionale 12605 Bari–Lecce che ha viaggiato con alcuni bagni chiusi e fuori servizi. Il treno ha effettuato un’ulteriore corsa fino a Bari, dove è stato inviato all’impianto di manutenzione.

Jenny De Cicco

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Trenitalia, Vendola e il Lecce-Foggia pieno di liquami


Sembra senza fine la questione Trenitalia. Nichi Vendola ha scritto a Mario Monti, affinché lo “stato si riappropri della programmazione”, come reca la missiva che giunge in seguito alla protesta del manifesto sulla balconata della Regione.

Intanto la politica pugliese, seppur unita nell’obiettivo del ripristino dei normali servizi ferroviari, si divide sulle modalità della protesta e denuncia l’ennesimo treno invaso dai liquami.

Vedola afferma nella lettera: “Il governo Monti deve farsi carico della questione legata ai trasporti di Trenitalia in Puglia e alla dotazione infrastrutturale ferroviaria. Ci attendiamo in tempi brevi il ripristino di un decoroso servizio notturno a prezzi comparabili con quelli antecedenti il cambio orario, il ripristino dei collegamenti giornalieri su Roma da Bari e Taranto e il ripristino, senza rottura di carico, dei collegamenti notturni sull’adriatica.

Per l’offerta diurna dei treni ci attendiamo invece il ripristino del livello di offerta dei treni Eurostar sulla direttrice Lecce-Bari-Roma esistente meno di due anni fa e cioè cinque coppie di treni Eurostar”.

La lunga e dettagliata lettera è stata corredata d’informazioni specifiche sullo stato dell’arte dei trasporti e delle infrastrutture in Puglia.

Vendola ha anche evidenziato nella lettera “come nel corso dell’ultimo decennio, lo stato abbia impropriamente delegato le funzioni del proprietario al gruppo Fs, il quale, con le risorse finanziarie di tutti i cittadini italiani ha privilegiato i massicci e consistenti investimenti infrastrutturali verso il territorio del Nord Italia e lungo la dorsale tirrenica (sino a Napoli) a scapito della dorsale adriatica, del Centro-Sud Italia, delle Isole.

Vendola ha affermato che il “colpo mortale è stato inferto al servizio notturno da Trenitalia con l’ultimo cambio dell’orario”, chiedendo contestualmente che “lo stato ora rimetta celermente in riga, e nelle forme dovute, il servizio di trasporto pretendendo dal management comportamenti uniformati a una più sana gestione industriale”.

Salvatore Greco de La Puglia Prima di Tutto invece ritiene “che con i soldi sprecati per questa inutile campagna pubblicitaria si sarebbe potuto acquistare un treno intero”. È ironico il commento del coordinatore regionale che ha presentato una interrogazione per sapere “quanto è costata, come è motivata e quale è l’utilità della campagna di affissione di centinaia di cartelloni 6 metri per 3 con la scritta: la Puglia non è un binario morto.

Il destinatario dell’azione di Vendola dovrebbe essere Trenitalia e il governo nazionale, non certo chi vive in Puglia. I pugliesi sono stanchi dei suoi giochi di parole, vorrebbero fatti, cioè servizi efficienti, tariffe basse, investimenti, risorse in favore di famiglie e imprese, a sostegno dell’occupazione di giovani e donne.

Perché Vendola preferisce invece sprecare i soldi così?”.

Intanto i consiglieri regionali salentini del centrodestra, tra i quali Rocco Palese, denunciano l’ennesimo episodio su un treno regionale, il Lecce Foggia invaso dai liquami, per rivolgere un appello al presidente Vendola affinché faccia sentire con forza la voce unica della Puglia a Roma col governo Monti e con Trenitalia. “E’ vergognoso – dicono – che in Puglia arrivino pochi treni, con tariffe più care e pure invasi dai liquami, tanto che una ispezione della Asl ha decretato l’emergenza sanitaria e stabilito che il treno era impraticabile. Le proteste, le rivendicazioni, le rivolte sono il minimo che la popolazione pugliese e meridionale può mettere in atto, ma ciò che occorre è che le istituzioni facciano la loro parte”.

Jenny De Cicco

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