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Capone annuncia la firma per la Regionale 8 e il nuovo Vito Fazzi


Infrastrutture nel Salento, nuove e in poco tempo. Le annuncia la vicepresidente della Regione Puglia, la leccese Loredana Capone, del Partito Democratico, parlando della Regionale 8 e del nuovo ospedale di Lecce. È stato firmato il contratto per la costruzione del nuovo ospedale “Vito Fazzi” e dopo l’annuncio di 25 anni fa, finalmente inizieranno i lavori per la Regionale 8, ovvero la strada che collegherà Maglie a Otranto.

Loredana Capone ha commentato:

«La Regionale 8, a lungo emblema della lentezza e delle lungaggini che spesso soffocano il Sud, verrà realizzata. Domani la firma per l’avvio dei lavori per questa importante arteria stradale: la sua realizzazione sarà un’opportunità per il nostro territorio e creerà occupazione. Si tratta di un’opera utile e necessaria che si cumula alla firma, nei giorni scorsi, del contratto per il nuovo ospedale: le due opere creeranno nuove possibilità di occupazione e metteranno a disposizione del Salento infrastrutture in grado di garantire migliori condizioni di vita per i cittadini. Per quanto attiene alla costruzione del nuovo ospedale intendo proporre un’assemblea partecipata, aperta a tutti, medici, associazioni, cittadini, affinché tutti possano conoscere questa nuova opera pubblica e concorrere al suo successo. Come la Regionale 8, anche il nuovo Vito Fazzi sarà patrimonio di tutti e consentirà di ridurre la mobilità passiva che oggi angustia il nostro territorio ed elevare la qualità dei servizi sanitari erogati.»

In un Salento che fa della lentezza il suo emblema è necessaria la creazione di tante infrastrutture in grado di velocizzare i traffici terrestri? La speranze dei salentini nei riguardi di queste opere sono molteplici e riguardano gli immediati risvolti occupazionali e quelli che potrebbero protrarsi a lungo termine, in un territorio che andrebbe sempre più ripensato nell’ottica della sostenibilità, non solo ambientale, ma anche economica.

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La Puglia va in Canada


La Puglia si trasferisce in Canada, ma solo per promuoversi.
A presentare in questi giorni l’iniziativa in una conferenza stampa Loredana Capone, vicepresidente regionale, e l’assessore al Welfare Elena Gentile.
Il fine del “trasferimento” è consolidare la rete dei rapporti economici con il Canada coinvolgendo direttamente i pugliesi che risiedono lì. È questo l’obiettivo della partecipazione della Regione Puglia alla nona edizione di Echo Italia, il tradizionale appuntamento con il “Made in Italy” che si svolge lunedì 4 giugno a Montréal, nel Québec francofono, per promuovere l’autenticità dell’Italia e del suo territorio sul mercato canadese.
L’evento si svolge presso Casa d’Italia, il centro metropolitano edificato nel 1936, luogo d’incontro e di scambi culturali per tutta la comunità italiana in Québec.
L’evento prevede che la Regione Puglia, Servizio Internazionalizzazione, con il supporto operativo dello Sprint – lo Sportello regionale per l’internazionalizzazione delle imprese – partecipi per promuovere la nuova immagine regionale, attenta ai settori innovativi come l’industria creativa e il dei giovani.
L’evento è occasione preziosa per gli scambi commerciali e per la promozione degli investimenti, grazie ad incontri d’affari, conferenze settoriali, seminari, appuntamenti enogastronomici e attività culturali, da sfruttare, sull’onda del successo ottenuto nel 2011 delle esportazioni in Canada da parte della Puglia, cresciute per l’agroalimentare del 27,9%, contro un dato nazionale che si ferma ad un +9,2% rispetto al 2010.
Durante questa vetrina ci sarà l’occasione grazie alla collaborazione con la Camera di Commercio italiana per il Canada e al forte coinvolgimento delle associazioni dei Pugliesi nel Mondo, per il lancio di un interessante progetto rivolto ai giovani di origine pugliese e residenti in Canada, che operino nel settore dell’agroalimentare e dell’industria creativa, potendo così studiare casi imprenditoriali di successo rappresentati da aziende pugliesi per poi proporre progetti di collaborazione con il Canada.
L’iniziativa rivolta ai giovani di origine pugliese sarà presentata nel pomeriggio di lunedì 4 giugno alle 17.00-18.30, mentre alle 11.00 dello stesso giorno si svolgerà una sessione di degustazione di prodotti tipici pugliesi a cura dello chef Rosario Di Donna e rivolta a cuochi professionisti canadesi.
Seguirà, dalle 14 alle 15,30, un workshop tecnico di degustazione dell’olio d’oliva, l’oro verde delle Puglie.

Jenny De Cicco

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Alternativa Comunista propone una soluzione per le fabbriche salentine in crisi


La campagna elettorale a Lecce prosegue a vele spiegate, mentre tutto intorno si respira aria di crisi. In merito a quest’ultimo aspetto il movimento Alternativa Comunista, tramite il suo coordinatore regionale Michele Rizzi, ha voluto ribadire il proprio impegno verso i lavoratori. “Centrosinistra, Terzo polo e centrodestra – si legge nel comunicato – appoggiano il governo Monti e noi sosteniamo la difesa dell’art. 18 che lo stesso Monti vuole abolire. Ma soprattutto, in Puglia e anche a Lecce sosteniamo la lotta dei lavoratori contro la crisi economica capitalista che porta alla chiusura delle fabbriche e quindi aumentare la precarietà e la disoccupazione”. Poi il comunicato prosegue con delle critiche al candidato sindaco Loredana Capone: “Le dichiarazioni del candidato di centrosinistra, Loredana Capone, sui buoni propositi sull’occupazione rappresentano la farsa della campagna elettorale. La Capone, oltre a non essersi dimessa dal ruolo di vice Presidente della Regione per la sua candidatura a sindaco, fa anche la gnorri quando scorda che nel suo ruolo anche di assessore regionale allo sviluppo economico ha regalato una valanga di finanziamenti pubblici al padronato salentino, arricchendolo di ulteriori profitti oltre a quelli fatti sui lavoratori”.
Subito dopo viene fatta una proposta per combattere la crisi, a favore dei lavoratori. “Alternativa comunista, invece, ritiene che le fabbriche in crisi a Lecce e nel Salento – prosegue – vadano espropriate e gestite direttamente dai lavoratori, tagliando tutti i finanziamenti pubblici che la Capone regala al padronato che poi spesso scappa delocalizzando la produzione”. Infine il comunicato si chiude con il sostegno al proprio candidato sindaco, Andrea Valerini: “Rispetto alle misure economiche padronali delle coalizioni che appoggiano Monti a Roma e Vendola a Bari, Alternativa Comunista anche a Lecce, con Andrea Valerini candidato sindaco, vuole che la crisi capitalista sia pagata dal padronato e dalle banche e non dai lavoratori. Un motivo in più per sostenere le nostre lotte, Andrea Valerini e Alternativa Comunista, l’unica risposta rivoluzionaria dalla parte dei lavoratori”.

Alessandro Conte

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La Lecce che vorremmo


Le primarie del Partito Democratico sono andate e archiviate. Loredana Capone ha vinto, sarà lei la candidata sindaco del centrosinistra nelle prossime elezioni amministrative del capoluogo. Ci piace che sia una donna, ogni vittoria di una donna in politica è vissuta come una novità, come una “stranezza” sempre piacevole (sebbene dovrebbe essere un fatto normale), anche se forse la Capone non è esattamente un volto nuovo, anche in virtù dei differenti incarichi che ricopre, tra cui quello di vicepresidente regionale. Adesso per lei ci saranno dunque le elezioni, un passaggio importante, che potrebbe segnare una vittoria oppure una sconfitta, saranno i leccesi a decretare chi sarà il loro primo cittadino per i prossimi cinque anni.

Quali sono le problematiche che affliggono Lecce, cosa si troverà a fronteggiare chi vincerà? È una domanda da un milione di dollari, non solo per la situazione nazionale contingente, quella della crisi economica, che ormai non è uno spettro ma una presenza tangibile. Tra le tante categorie che forse dovrebbero essere al centro delle politiche leccesi ce ne sono due in particolare che andrebbero tenute sott’occhio dal sindaco vincitore, gli stessi protagonisti o grandi assenti di queste primarie.

Intanto, partiamo dagli assenti, ossia gli studenti universitari: ancora oggi l’Università del Salento non riesce a raggiungere i livelli di eccellenza di altre università italiane. Nelle classifiche stilate da differenti testate risultano ai primi posti sempre le università del nord, e nonostante sia basato su un buon metodo di istruzione l’ateneo salentino non figura o figura agli ultimi posti, per un sacco di ragioni, soprattutto organizzative. Gli studenti fuori sede a Lecce non hanno votato alle primarie, così come il regolamento prevedeva, ma si spera che la loro situazione sia inserita nei programmi elettorali e messa in ordine, a partire dalle situazioni abitative, per proseguire con i trasporti, e terminare con l’organizzazione appunto dell’ateneo stesso, che può essere migliorata, perché – diciamolo – il livello di istruzione in molti casi è davvero eccellente.

Poi ci sono i grandi protagonisti, gli immigrati, ossia coloro che hanno votato alle primarie e l’hanno fatto anche in gran numero. Questo è un bel segno dei tempi, in una Lecce che dovrebbe rappresentare il capoluogo di una terra di confine, di approdo. Ci auguriamo che gli immigrati saranno la categoria che riuscirà a trovare un posto al sole nella terra in cui c’è anche mare, vento, lavoro nero – passateci il termine – e sfruttamento.

Un occhio naturalmente anche ai leccesi, ma le loro problematiche non vengono citate in quest’articolo: perché, forse i leccesi contano meno di studenti e immigrati fuori sede? No, semplicemente, un sindaco che non facesse gli interessi dei leccesi farebbe meglio a dimettersi prima dell’insediamento.

Nella Lecce che vorremmo ci sono tante cose e alcune di queste sembrano sogni. Ma è questa la ragione per cui si continua a esercitare la democrazia attraverso il voto: sperare in un mondo migliore.

Angela Leucci

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Master europei a Lecce


Al via i master europei tra Italia, Polonia e Bruxelles Con l’inaugurazione tenutasi a Lecce nei giorni scorsi presso l’ex Sperimentale Tabacchi, una delle sedi dell’Università del Salento, partono i corsi, destinati a 120 giovani pugliesi, vincitori della borsa di studio di 25mila euro messa a disposizione dalla Regione e che si inserisce all’interno del noto bando “Ritorno al Futuro”. Alla cerimonia d’inaugurazione erano presenti la vicepresidente della Regione Puglia Loredana Capone, i docenti del master, nonché i suddetti corsisti. Proprio Capone si è soffermata sulle opportunità offerte da questi corsi. “I master europei rappresentano per i giovani una grande opportunità di approfondimento e di studio all’interno dell’Europa. I ragazzi potranno avere la possibilità di frequentare le istituzioni europee, di apprendere buone prassi e applicative di misure imprenditoriali o amministrative. La mobilità sociale è una grande opportunità per chi vuole lavorare: si potranno portare in Italia nuovi modelli e potranno consentire ai giovani di aprire nuove attività che non siano necessariamente di tipo subordinato”. Nello specifico, i corsi attivati sono: European Ict, European Business Law, Eu Projects, European Translator, Human Resources Management e Tourism Management. Il tutto, tra didattica e stage si svolgerà in tre paesi europei diversi, Italia, Polonia e Bruxelles per una durata complessiva di un anno. In particolare si tratta, per la fase d’aula, di 504 ore per 10 giorni consecutivi al mese, per complessivi sette mesi. Finita questa fase si passerà allo stage della durata di 300 ore, fino a dicembre 2012.

Alessandro Conte

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Istituto tecnico Costa di Lecce, incontro tra l’assessore regionale al diritto allo studio e i rappresentanti dell’Istituto, per l’autonomia


E’ fissato per domattina l’incontro tra l’assessore al diritto allo studio della Regione Puglia, Alba Sasso, e i rappresentanti dell’istituto tecnico Costa di Lecce. Tema dell’incontro è il mantenimento dell’autonomia da parte della scuola leccese la quale, negli ultimi giorni, ha visto uniti docenti, studenti e genitori in una decisa protesta contro la proposta della Provincia di Lecce di accorpamento con un altro istituto della città. All’incontro ci sarà anche la vice presidente della Regione Loredana Capone, che ha preso a cuore la causa della pluripremiata scuola salentina.

Nel frattempo si è aperto uno spiraglio, probabilmente, decisivo: il Ministero dell’Istruzione ha diramato una nota in cui si specifica che le regioni possono ottemperare alla legge relativa al dimensionamento scolastico considerando la “media regionale” per rispettare i limiti minimi di studenti per scuola. Perciò è sufficiente che vi sia un altro istituto superiore in Puglia che abbia un numero di studenti in quantità tale da compensare i numeri del Costa per permettere il mantenimento della sua autonomia. E, già nella stessa provincia di Lecce, vi sono decine di scuole sufficientemente sovradimensionate.

Intanto i responsabili del Costa non sono stati fermi neanche in questi giorni di festa e hanno continuato a raccogliere la documentazione da presentare all’assessore Sasso. Sono in possesso di oltre 300 lettere firmate dai genitori degli studenti con cui viene esplicitamente richiesto di non accorpare la scuola ad altro istituto in quanto, se hanno iscritto il proprio figlio/a a questa scuola, è perché il Costa:

 ha un particolarissimo modello educativo e formativo, unico a Lecce;

 dà affidabilità e offre la garanzia di un’adeguata preparazione tecnica;

 è particolarmente attivo e sempre attento alle evoluzioni delle tecnologie e del mondo del lavoro;

 interagisce quotidianamente, fattivamente e a 360 gradi con le maggiori imprese e le istituzioni del territorio;

 è creativo e, attraverso la creatività, ha la capacità unica di fornire grandi stimoli educativi e comportamentali;

 offre la possibilità di partecipare a concorsi nazionali e internazionali, permettendo così il confronto con centinaia di altre realtà.

Inoltre, gli studenti del Costa si sono rivolti ai cittadini del territorio chiedendo solidarietà per la loro battaglia, e sono giunti sul sito web ufficiale della scuola, in soli quattro giorni, esattamente 11.221 adesioni con cui altrettante persone, fornendo nome, cognome e indirizzo e-mail, hanno dichiarato di essere al fianco dei docenti e degli studenti della scuola salentina. Molti di loro hanno anche aggiunto commenti personali.

Ricordiamo, inoltre, le motivazioni per cui viene richiesto il mantenimento dell’autonomia dell’Istituto Costa di Lecce:

 Grazie al tenace e accurato lavoro svolto negli ultimi dieci anni dal dirigente scolastico e da tutto il corpo docente, proprio perché la scuola è piccola è divenuta un polo di eccellenza formativa, conosciuta e riconosciuta nei confini nazionali e oltre, capace di meritarsi il titolo di “scuola più premiata d’Italia” per via della quantità e qualità di premi e riconoscimenti ottenuti;

 la conseguenza di questa eccellenza si è tradotta in una inversione di tendenza delle iscrizioni con una crescita esponenziale (negli ultimi 3 anni un incremento dell’88%);

 dal 2004 l’Istituto ha nel suo grembo una importantissima esperienza di scuola-lavoro; infatti da sette anni presso il Costa opera la società cooperativa “Arianoa”, costituita da diplomati della scuola. Questa società è una sorta di incubatore di lavoro creativo per i neo diplomati che vogliono sperimentare nel reale idee imprenditoriali innovative. “Arianoa” è un ponte concreto tra la formazione scolastica tecnica ed il mondo del lavoro per i giovani;

 in questi ultimi dieci anni la scuola è riuscita a creare una solida rete di collaborazioni con il tessuto imprenditoriale e istituzionale del territorio.

Opera in sinergia con aziende, scuole della regione e imprese locali, Provincia di Lecce, Confindustria, Camera di Commercio, Comune di Lecce, etc.;

 l’Istituto Costa vanta una storia di ben 126 anni (fondato nel 1885) e rappresenta da sempre una icona storica e di grande prestigio dell’istruzione, per la città di Lecce e per tutta la Puglia. Dalle sue aule sono usciti ed escono eccellenti professionisti e imprenditori che hanno contribuito e contribuiscono alla crescita di tutto il territorio.

Alessandro Conte

 

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Trenitalia: disagi a non finire sulla tratta Lecce-Bari


Ennesimo disagio per i viaggiatori, pendolari e non, della tratta Lecce – Bari. Questa mattina, infatti, senza alcun preavviso, il treno regionale delle 8, è stato soppresso. Su questo convoglio viaggiano, ogni mattina, tanti lavoratori pendolari ma, anche, studenti e altre persone. Il treno effettua solo le fermate di Brindisi e Monopoli e, di solito, è sempre pieno. Tangibile, naturalmente, il disagio per i viaggiatori, ai quali nessuna spiegazione è stata fornita sulle ragioni di tale disservizio. Dopo le proteste presso il servizio informazioni, e con notevole ritardo, è stato annunciato che un pullman di linea avrebbe sostituito il treno inspiegabilmente assente.

Ma, ormai era tardi. Per molte persone è importante raggiungere negli orari stabiliti non solo i luoghi di lavoro ma, anche, la stazione di Bari o l’aeroporto di Brindisi e da lì prendere le coincidenze di treni o aerei per altre destinazioni. Tutto ciò avviene in un periodo in cui tante sono le preoccupazioni per chi viaggia con Trenitalia.

Sono previsti tagli di treni, a partite da dicembre, sia di lunga percorrenza – vedi Lecce-Milano e Lecce-Roma – che di servizio regionale. Per questa ragione nei giorni scorsi una manifestazione di protesta si è tenuta nel piazzale della stazione leccese – era presente, tra gli altri, la vice-presidente della Regione Puglia Loredana Capone, mentre, l’assessore regionale ai Trasporti, Guglielmo Minervini, è stato presente a un vertice a Roma presso il ministero competente, con i vertici di Treniitalia, per cercare di annullare, o almeno limitare, gli annunciati tagli, con i quali si rischia di isolare sempre di più la Puglia e il Salento dal resto del Paese. Tra l’altro, il costo del servizio nel corso dell’ultimo anno è considerevolmente aumentato e ulteriori aumenti sono previsti qualora il governo centrale non dovesse trasferire alle regioni i fondi per il trasporto almeno su scala locale. La situazione dunque appare sempre più difficile per chi deve viaggiare per motivi di lavoro o di studio, se si considera anche il notevole aumento del costo della benzina e del gasolio, che rende sempre più improbabile il ricorso al viaggio in auto.

Deodato Giovanni Guida

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Seduta aggiornamento ddl attività estrattive


Nuova seduta sul disegno di legge sulle attività estrattive: approvati altri tre articoli. Come programmato, si è svolta una nuova seduta congiunta della quarta e quinta commissione per l’approvazione del ddl sulla “nuova disciplina generale in materia di attività estrattive”. In questa riunione sono stati approvati solo tre articoli per la mancata presenza dell’assessore Loredana Capone.

Assenza che non è piaciuta al capogruppo del Pdl, Rocco Palese, e che ha costretto il presidente della quarta commissione a rinviare nuovamente i lavori al 25 novembre prossimo. “Sono materie troppo importanti per essere affrontate senza la presenza dell’assessore competente – ha dichiarato Palese – non è un appunto all’assessore, che senza dubbio avrà ottimi motivi che giustificano la sua assenza, rinviare però, è la scelta più corretta”. Dichiarazione favorevole per questo ulteriore passo in avanti è stata espressa dal presidente del gruppo Sel in Consiglio regionale, Michele Losappio.

“Altri 3 articoli della legge di riordino del settore estrattivo – ha affermato Losappio – sono stati approvati oggi dalle commissioni congiunte. Con essi un ulteriore emendamento del gruppo Sel (il sesto in 14 articoli) che meglio specifica l’analisi giacimento logica prevista attraverso l’obbligo di carte e sezioni con scala non inferiore a 1:2000. Si avvicina il tempo di approvazione di una legge che metterà la Puglia al passo del Paese con il necessario ammodernamento rispetto alla legge del 1986 oggi ancora in vigore”.

Alessandro Conte

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Regione Puglia: approvati tre articoli del disegno di legge sulla nuova disciplina per le attività estrattive


Il 7 novembre scorso si sono riunite la IV e V commissione regionale, in seduta congiunta e presiedute da Aurelio Gianfreda (Italia dei Valori) e Donato Pentassuglia (Partito democratico) per l’esame del disegno di legge su la “Nuova disciplina generale in materia di attività estrattive”. Tre gli articoli approvati da maggioranza e Udc con l’astensione di Pdl, Puglia prima di tutto e I Pugliesi. In particolare si tratta dell’articolo 8 riguardante l’autorizzazione all’esercizio dell’attività estrattiva, integrato, tra l’altro, con un emendamento che prevede l’intervento d’ufficio del Servizio regionale attività estrattive, nel caso in cui la Provincia non dovesse provvedere alla convocazione della conferenza unica. Approvato anche l’articolo 10 che, con un emendamento al comma 4, porta dall’80 al 100 % i costi, a carico del titolare della concessione, necessari al ripristino ambientale. Approvato anche l’articolo 11 relativo al contenuto della domanda di autorizzazione. Alla riunione ha partecipato anche l’assessore allo Sviluppo Economico Loredana Capone, che ha sottolineato come, con questo ddl, la Regione voglia responsabilizzare maggiormente i comuni nell’attività di pianificazione e programmazione dell’attività estrattiva, prevedendo anche il ricorso al potere sostitutivo della stessa Regione in caso di necessità. Soddisfazione espressa anche dal presidente del gruppo Sel, Michele Losappio, dopo che nei giorni scorsi erano sorte divergenze tra lo stesso Losappio e Capone proprio per quanto riguardava il trasferimento delle deleghe ai comuni. “Le Commissioni – ha dichiarato Losappio – hanno licenziato altri tre articoli del ddl di riforma e ammodernamento delle attività estrattive della nostra Regione. Fra i miglioramenti ricevuti dalla legge vanno rimarcati due emendamenti dei consiglieri Sel (Losappio, Ventricelli, Lonigro, Cervellera) che recepiscono i suggerimenti espressi nella consultazione dalla Sigea, uno dei quali in particolare affida alla Regione il rilascio dell’autorizzazione all’attività estrattiva in caso di attività ricadente in territori di più province.

Confidiamo che nella prossima seduta si potrà portare a compimento la riforma legislativa del settore nello stesso clima di leale collaborazione che ha visto anche oggi i consiglieri commissari contribuire al confronto e al voto senza preconcetti e faziosità”. L’esame del ddl proseguirà il 14 novembre prossimo.

Alessandro Conte

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Partito Democratico: Loredana Capone candidato sindaco per Lecce


Un forte e lungo applauso è esploso nell’auditorium della comunità Emmanuel di Lecce, in cui si sono svolti i lavori dell’assemblea provinciale del Pd, quando Loredana Capone, vicepresidente della Regione Puglia, ha annunciato la propria decisione di scendere in campo in veste di candidato sindaco per la conquista di palazzo Carafa, alle prossime elezioni amministrative leccesi. Nelle scorse settimane in molti avevano auspicato questa candidatura, considerata come l’unica con possibilità di vittoria per il centrosinistra nel capoluogo salentino dopo tanti anni di vittorie per il centrodestra, mentre la stessa Capone non ne era apparsa subito del tutto convinta. “Quando un partito a livello cittadino, provinciale, regionale e con tanti suoi autorevoli esponenti impegnati a tutti i livelli istituzionali ti chiede un impegno, non si può far finta di nulla – ha detto – Quando poi anche tanti concittadini ti fermano per strada per chiederti un impegno diretto per stimolare il cambiamento nella propria città e quando la si ama profondamente, allora io non potevo che rispondere: sono pronta. Non ho detto subito di sì perché non è facile dover lasciare, in caso di elezione, il consiglio regionale, dove sono stata eletta e con tanto consenso da poco più di un anno; soprattutto non è facile lasciare l’assessorato allo Sviluppo Economico da dove penso di aver fatto tante cose utili per il mio territorio. Ma alla fine non potevo dire di no ai cittadini di Lecce che sono stanchi di inefficienze e filobus e sognano un modo più efficace e partecipato di gestione della nostra bellissima città: allora andiamo avanti tutti insieme perché la battaglia è solo all’inizio”. Giova ricordare che l’assemblea provinciale del Pd era stata convocata dal presidente provinciale Cosimo Durante per discutere, oltre che delle elezioni amministrative leccesi, del problema sanità e delle proposte del partito. Erano presenti anche il segretario provinciale Salvatore Capone e quello regionale Sergio Blasi. Ai numerosi giornalisti presenti, poi, Loredana Capone ha spiegato di essere pronta a fare le primarie, se ci saranno,poiché c’è già candidato Carlo Salvemini, di credere molto nell’alleanza dell’attuale centrosinistra con le forze di centro e, infine, alla domanda se preferisce incontrare come avversario l’attuale sindaco Paolo Perrone o la senatrice Adriana Poli-Bortone ha risposto con un serafico: “Non posso certo essere io a scegliere il candidato del centro-destra”.

Deodato Giovanni Guida

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Al via la cantierizzazione della Regionale 8


Dopo venti anni di discussioni e interventi giuridici, inizieranno i lavori per la costruzione della strada regionale 8 Lecce-San Foca- Otranto. Un’opera necessaria allo smaltimento del traffico, fenomeno quasi esclusivamente estivo delle zone costiere orientali del leccese interessate dall’intervento. Sulla vicenda pesa anche una sentenza del Consiglio di Stato che impone l’erogazione dei 31 milioni di euro mancanti per la cantierizzazione e ora definitivamente sbloccati. Come spiegato da Loredana Capone, vice governatore della Regione Puglia, a febbraio 2011 il ministero competente non aveva ancora provveduto all’erogazione di queste risorse, tanto che due mesi prima la stessa Regione aveva provveduto a inoltrare al Ministero un’ennesima lettera di sollecito, con la quale si minacciava il ricorso in giudizio. “È un’opera – chiosò all’epoca Capone – in cui è necessario procedere in fretta nell’interesse pubblico generale, la ditta definitivamente aggiudicataria ha gli operai in cassa integrazione, addirittura in deroga“ . “Finalmente ieri – ha riferito Fabiano Amati, assessore regionale alle Opere Pubbliche – è stato trasferito sul bilancio regionale il finanziamento residuo di circa 31 milioni di euro necessario per eseguire i lavori di realizzazione del primo tratto della strada regionale 8 Lecce-San Foca-Otranto. Si può ora procedere alla consegna dei lavori. L’effettivo trasferimento dei fondi segue il provvedimento emesso nel luglio scorso da un commissario ad acta nominato dal Giudice amministrativo. Le somme trasferite ora alla Regione Puglia sono state prelevate dal fondo n. 8425 per le aree sottoutilizzate”. E si aggiungono alle somme già disponibili di 24 milioni di euro. La strada regionale n. 8, i cui lavori di realizzazione hanno un costo complessivo di 54.891.271 euro attraverserà i comuni di Lecce, Lizzanello, Vernole e Melendugno. L’opera snellirà e renderà sensibilmente più sicuro il caotico traffico che attualmente si snoda dalla città di Lecce fino alla zona delle località marine della costa orientale e viceversa. Fino a questo momento, la strada regionale 8 non poteva essere cantierizzata a causa proprio della mancanza dei fondi necessari alla sottoscrizione del contratto. Mancava infatti il trasferimento residuo di risorse di € 31.711.060,00 da parte del Ministero, che la Puglia attendeva ormai dal 2005, in base a quanto stabilito dalla Convenzione ex Agensud, per la realizzazione dei lavori di completamento della strada.

Jenny De Cicco

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Lecce, un corso per la lavorazione della pietra


È partito il 21 ottobre il corso di formazione per scalpellini, ideato dall’associazione InnovaMenti, che si prefigge come obbiettivo la formazione di disoccupati e inoccupati e il recupero di antichi mestieri. Tagliatori e levigatori di pietre, scalpellini e marmisti sono portatori di mestieri dal gusto antico che favoriscono lo sviluppo delle produzioni di nicchia, dirette a un mercato selezionato. Nuovi artigiani servono a stimolare il ricambio generazionale, anche attraverso l’utilizzo e il trasferimento delle competenze maturate dagli artigiani nel corso della propria esperienza professionale e l’apprendimento di attività creative tradizionali, per offrire l’opportunità di avviare microimprese artigiane. “In un periodo di forte crisi – dice Loredana Capone, vicepresidente regionale e assessore alla Programmazione Economica – L’artigianato è una risorsa per il futuro economico del nostro territorio. Fondamentale anche il suo ruolo sociale”. C’erano alla presentazione del corso anche Rocco Rivelli, assessore alla Programmazione Economica del Comune di Matera, Marcello De Giorgi, direttore Cna di Lecce, Leonardo Montemurro, direttore Cna di Matera, con la cui collaborazione è realizzato il corso. Che è rivolto a 16 disoccupati pugliesi, e prenderà il via presso la sede operativa dell’associazione a San Cassiano. Il progetto si propone di far acquisire competenze professionali  specifiche, in grado di unire le esigenze del mercato moderno, del fare impresa e il recupero degli antichi mestieri artigiani che rischiano di andare irrimediabilmente persi. “Investire nell’artigianato significa investire nel futuro economico del nostro territorio – ha affermato Capone – senza dimenticare poi il ruolo sociale che tale comparto assume. Insieme al turismo, l’artigianato può realmente offrire una risposta lavorativa a tanti giovani in cerca di occupazione e, al contempo, a tante imprese, che devono fare i conti con il passaggio generazionale”.

Jenny De Cicco

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