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Sponde del Mediterraneo a Maglie: una gustosa anteprima del Mercatino


Un’anteprima di gusto a Maglie. Assaggio di Mercatino del Gusto, questa sera a Maglie presso il liceo Francesca Capece con Sapori e racconti del Mediterraneo, ingresso dalle 21 e per il quale è previsto il pagamento di un ticket di 10 Euro.
Sponde nel piatto è una summa di sapori comuni, gusti in grado di attraverso tramite il palato culture profondamente diverse, possibile solo nel calderone del Mediterraneo.
Il Festival Fineterra celebra questo Mediterraneo attraverso la musica, l’arte, le parole e i gusti delle genti del bacino di questo mare chiuso, ma solo per la geografia fisica. Una serata che vedrà insieme tre chef del Mediterraneo che si esibiranno dal vivo nella preparazione di un piatto rappresentativo della propria tradizione, con la partecipazione di Maurizio Ciccolella e di Antonio Muci. Si degusteranno le pietanze abbinate ai vini rosati del Salento e si potrà danzare al ritmo di pizzica
La serata si concluderà con un momento dedicato alla tradizione con una formazione che sarà presente anche nello spazio Slow Folk del Mercatino del Gusto di quest’anno. Tarantarte presenta una performance di danza e musica con le danzatrici Maristella Martella e Silvia De Ronzo, accompagnate dai ritmi incalzanti della pizzica salentina con la voce di Carla Maniglio, il violino di Giuseppe Presicce, Rocco Giangreco alla chitarra, voce e armonica e Samuele Tommasi con tamburello.

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Speciale Mercatino del Gusto 2012


A Maglie il melting pot dello slow food: dal 1 al 5 agosto torna il Mercatino del gusto

Il buon gusto dei magliesi ritrova se stesso nella tredicesima edizione del Mercatino del Gusto. Dall’1 al 5 agosto Maglie ospita l’evento enogastronomico  che racchiude cultura e intrattenimento. La struttura organizzativa fedele alla tradizione ultra-decennale, tradisce un’apertura innovativa funzionale a un’opportunità di crescita. La città, vestita a festa con più di novanta bancarelle, esplode in un tripudio di sapori che danzano sulle note magiche della filosofia slow. Una profonda esperienza sensoriale più che una manifestazione culinaria che coinvolgerà piccoli e grandi, rendendo possibile la commistione talora impensabile tra dimensioni lontane: il gioco e l’informazione scientifica, il divertimento e la perizia tecnica,  la riscoperta di sapori dimenticati e la sperimentazione di gusti originali e inattesi. Ecco allora le vie della città animate dai visitatori di buon gusto, che per cinque giorni potranno sostare nelle “Piazze dell’olio, del vino della birra, dell’ortofrutta, dei dolci”, vivere eleganti momenti conviviali nelle esclusive “Cene in Villa” e  lasciarsi andare all’esperienza nomade di degustare il “Cibo di strada”. E poi opifici gastronomici a cielo aperto in cui rientrano “I  laboratori del gusto” e “I laboratori della birra artigianale”. Il primo rappresenta un momento peculiare del Mercatino ed è finalizzato al riconoscimento di alcune peculiarità di cibi e bevande, mentre, il secondo laboratorio mira alla scoperta dei microbirrifici pugliesi. Nel melting potdello Slow Food saranno protagonisti anche commensali opulenti di ogni genere di cultura: la musica poliforme di artisti salentini di fama nazionale e locale;  la danza popolare, con le lezioni aperte di pizzica tenute dalle danzatrici di Tarantarte di Maristella Martella, la letteratura dialogata dell’attore Maurizio Cicolella e, la gustosofia di Michele di Carlo che insieme a Gianluca Arnesano e Roberta De Benedittis celebreranno pregiati spumanti nella boutique di Giorgio Santese. Ma il mercatino del gusto è prima di tutto una scuola di vita, perché nei “Sapori in gioco” e nelle “Masserie Didattiche” rivela tutto il sapore pedagogico di un sapere enogastronomico che aiuta a crescere e a vivere.

Maria Rosaria Contaldo

UPDATE: L’inaugurazione (dall’inviato Paolo Merenda)

Tredici anni e non sentirli. Il Mercatino del Gusto si sta rivelando un successo anche quest’estate, la risposta del pubblico la prima sera è stata assolutamente soddisfacente. Spalmare, è proprio il caso di dirlo, la kermesse lungo cinque sere, dall’1 al 5 agosto, fa gustare al meglio tutte le prelibatezze presenti.
Non mancano, come sempre, le novità: da notare quest’anno la nuova creazione di Terra Apuliae: pesca alla griglia impreziosita dal vincotto e dalla granita di latte di mandorla. Un mix che trova nel vincotto l’ingrediente giusto per unire il latte di mandorla e la pesca, grigliata per darle un gusto molto originale.
Nuove creazioni sono state portate sugli stand anche da Colimena, con alcuni tipi nuovi di tonno in scatola aromatizzato, e da Carbone, con delle gustose
olive tritate e che trovano un ottimo abbinamento con le bruschette.

Ma il Mercatino del Gusto è anche cene in villa e laboratori del gusto, come il laboratorio della birra che si è tenuto ieri sera, affidato alle cure di Francesco Muci, Antonio Muci e Marcello Longo, quest’ultimo responsabile per la Puglia dei presidi Slowfood e che ha esposto chiaramente il progetto Slowfood:
“L’origine è l’elemento base per decretare al meglio la bontà di un prodotto, e non è solo dove, è anche come. Ad esempio, Slowfood si batte per il
rispetto delle stagioni per il benessere animale, in modo da rendere la carne migliore.”

Carne che è stata abbinata, insieme ad altri alimenti, appunto alle birre artigianali. Particolare la Gruit, al carcioco, mentre la Pink Piper si distingue per l’aroma fruttato. La Arsa e la Santirene trovano abbinamenti migliori nei dolci, specie alla pasta di mandorle, ma le loro caratteristiche non escludono abbinamenti con cibi come la focaccia con le cipolle di Acquaviva. Antonio Muci ha sottolineato quanto sia difficile piantare il luppolo in Puglia, per le condizioni climatiche, mentre Francesco ha spiegato come deve essere un abbinamento perfetto: “Deve essere un susseguirsi di aromi come in un
gioco, nessuno deve coprire quelli precedenti.”
Marcello Longo ha parlato a lungo del pomodoro fiaschetto, rivelando anche una storia curiosa: “Questo tipo di pomodoro era estinto. Noi di Slowfood abbiamo
trovato dei semi che alcuni anziani ancora avevano, l’abbiamo ripiantato e riportato sulle tavole degli italiani. È un piccolo, ma eloquente, esempio di
ciò che è il nostro lavoro.”

UPDATE: Le Cene in Villa (dall’inviato Paolo Merenda)

Prosegue il Mercatino del Gusto, tra alcuni “riti” che restano sempre gli stessi, come la fila chilometrica per accaparrarsi le deliziose bombette, o quella per i formaggi a inizio serata. Anche la Piazza del Vino, a detta degli stessi espositori, sta riscuotendo il solito successo.
I sapori portati nel Salento da Slow Food Puglia rimangono gettonatissimi tra chi vuole mangiare e bere bene, e le occasioni propizie per fare entrambe le cose
sono le cene in villa. Ieri sera si è dato spazio ai sapori della Murgia, tra le portate figurava infatti anche un calzone andrese dal sapore deciso e originale. Grazie agli chef Nicola Maino e Maria Teresa D’Andrea, i fiori di zucca ripieni con contorno di menta sono stati apprezzati da tutti i presenti, tra cui non si notava un solo posto vuoto, segno dell’apprezzamento di queste iniziative.


Ottimi anche i vini, scelti sapientemente da Riccardo Mele per esaltare i piatti che via via arrivavano in tavola. Spazio al Ruah, fiano di 13° delle cantine Santi Dimitri di Galatina. La stessa cantina ha fornito anche un rosso, un negramaro dal sapore più corposo. Un altro negramaro è stato offerto dalle cantine San Marzano di San Giuseppe, di Taranto, questo con un sentore di malvasia e più adatto a frutta e dolci, ma ottimo anche per il cosciotto di agnello.
Enrico, turista torinese, è rimasto piacevolmente sorpreso: “Purtroppo su da noi alcuni ortaggi perdono sapore, assaggiati a chilometri zero ovviamente sono
del tutto diversi, qui è un’altra terra. Bravi gli chef a far risaltare il sapore netto degli ortaggi con alcune spezie.”
Stefano, di Bologna, dove l’arte culinaria si fa rispettare, conferma: “La cucina emiliana ha poca dimestichezza con le verdure, quindi ho particolarmente
apprezzato i piatti come il pesto, ma soprattutto i fiori di zucca. La menta che accompagnava il piatto, cruda e quindi dura, aveva un sapore che da noi non
è contemplato.”

UPDATE: Riepilogando.

Si avvia alla conclusione la tredicesima edizione del Mercatino del Gusto. Il boom di visite di sabato sera attesta, se ce ne fosse stato bisogno, di quanto
la kermesse è sentita dai salentini e quanto anche riesca a richiamare i turisti da ogni parte d’Italia e dall’estero.
La Piazza del Vino è stata tra le mete più gettonate, con folti gruppi venuti da ogni parte del Salento in pulmino, comprensivo di guidatore per permettere
ai ragazzi di poter bere senza pensare all’etilometro. Una sera ogni tanto si può, specialmente davanti ai prodotti di alcune cantine come la MenhirSalento,
la Mocavero (sugli stand con uno squisito Negramaro rosè) e Feudi di Guagnano (da gustare il Primitivo, presentato da un’etichetta accattivante e molto
curata come tutta la loro produzione).
Ci sono anche moltissimi altri prodotti degni di nota, come la cipolla rossa di Acquaviva, da assaggiare, presso lo stand, anche nelle zuppe già preparate e
tenute calde dalla preparazione nella terracotta. Oppure le pittole, o la focaccia barese in un’unione ideale di tutta la Puglia, finendo idealmente con
la via dei dolci, dove apprezzatissimi sono stati gli stand dell’Olivotto, ormai una dolce consuetudine per i fruitori del Mercatino del Gusto, e gli immancabili pasticciotti e fruttoni. Piccola novità di quest’anno, il megapasticciotto, per i golosi impenitenti.
Mentre i laboratori del gusto e le masserie didattiche si avviano a conclusione, i numeri, seppur denotando una certa flessione dovuta alla crisi, danno ragione agli organizzatori: la voglia di mangiar bene resta nonostante tutto. Marcello Longo ha una sua idea in merito: “Non è impossibile mangiar
sano mantenendo prezzi accessibili: sì, il caciocavallo podolico o il capocollo di Martina Franca possono costare tanto, ma ci sono altri prodotti con marchio
SlowFood sicuramente più accessibili, come il pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto o la Carruba, venduti allo stesso prezzo di quelli ‘normali’ dei
supermercati.”

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La Società di Storia Patria presenta la miscellanea


Torna l’appuntamento annuale con la Società di Storia Patria per la Puglia, sezione di Maglie, Otranto e Tuglie, che presenta la miscellanea Note di Storia e Cultura Salentina a Maglie presso la sala etnografica “Florio Santini” del museo civico, il 5 luglio alle 19,30. Nel corso dell’assemblea, dopo alcune comunicazioni ai soci da parte del presidente Dario Massimiliano Vincenti, Orlando D’Urso, curatore della rivista, presenterà il nuovo numero della miscellanea il numero 22. Seguiranno quindi gli interventi di alcuni degli autori della miscellanea, che illustreranno brevemente il contenuto dei propri lavori.

Vincenti spiega:

«Quest’anno la rivista è dedicata alla memoria del socio e amico Osvaldo Giannì, recentemente scomparso. Una perdita, questa, notevole non solo per la nostra sezione e per la Società di Storia Patria per la Puglia Regionale, ma per tutto il mondo della cultura salentina, che perde un importante punto di riferimento e un ricco patrimonio di conoscenze e di sapere.»

La miscellanea contiene i contenuti dei soci suddivisi in differenti sezioni: una di saggistica riguardante la storia del Salento, una di stampo più cronachistico, che riguarda quindi la nostra storia recente, una sezione dedicata ai componimenti poetici e narrativi e l’ultima dedicata alle recensioni.

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Per Cambiare Maglie contro il rifiuto selvaggio


Maglie si prepara al consiglio comunale del prossimo 26 giugno. Tra le interrogazioni presentate dalla minoranza ci sono quelle di Roberta Culiersi, del gruppo Per Cambiare Maglie, che ha rinverdito, è il caso di dirlo, la questione sull’albero piantato nel comune per ogni nato, conosciuta anche come legge D’Alema, ma anche e soprattutto quella sul rifiuto selvaggio.

Roberta Culiersi aveva già chiesto e ottenuto in passato misure più dure contro il volantinaggio e contro le cicche di sigaretta abbandonate in città, ma stavolta, a giudicare dalle immagini che lei stessa ha provveduto a postare su Facebook, si tratta per lo più di rifiuti ingombranti. Dal campo sportivo al foro Boario sono stati abbandonati anche però rifiuti che avrebbero dovuto confluire nell’umido, cartacce e persino giochi per bambini, che forse con un po’ più di coscienza civile, anziché essere abbandonati, avrebbero fatto la felicità di qualche ragazzino meno abbiente.

Questo il testo dell’interrogazione sugli alberi, a fronte di una sete di verde a Maglie sempre viva:

Premesso che:

La legge 113/92, stabilisce che “in attuazione degli indirizzi definiti nel piano forestale nazionale, i comuni provvedono, entro dodici mesi dalla registrazione anagrafica di ogni neonato residente, a porre a dimora un albero nel territorio comunale”.

Considerato che una simile iniziativa perseguirebbe nobili finalità come quella di legare il bambino che nasce allo sviluppo ed alla vita dell’albero e di collaborare a potenziare e migliorare la qualità del tessuto ambientale del territorio.

la necessità di sensibilizzare la popolazione sull’importanza delle specie vegetali autoctone, ossia le piante tipiche e caratteristiche di un territorio, che nel nostro caso appartengono alla vegetazione della macchia mediterranea.

che in molte parti del territorio magliese sono stati eliminati e non più ripiantati alberi che contribuivano a un miglior decoro, abbellimento e a una maggiore salubrità dello stesso.

La necessità di reperire fondi necessari all’attuazione di suddetta legge.

Visti

I Bandi della Regione Puglia per la presentazione da parte di aziende agricole e comuni delle domande di concessione degli aiuti previsti dalle Misure del PSR Puglia 2007-2013: Misura 221 (Primo imboschimento di terreni agricoli),  Misura 223 (Primo imboschimento di superfici non agricole) la cui scadenza è stata prorogata al 25 giugno 2012.

Rilevata

L’opportunità di aderire a questi bandi al fine di reperire i fondi necessari per l’attuazione della legge 113/92.

Tanto premesso ed osservato, il sottoscritto Consigliere Comunale

chiede

Al Sindaco di conoscere:

quali provvedimenti l’A.C. abbia assunto nel tempo ai fini dell’ attuazione della legge 113/92.

se l’A.C. abbia intenzione di partecipare ai bandi della Regione Puglia relativi alle seguenti misure del PSR Puglia 2007-2013: Misura 221 (Primo imboschimento di terreni agricoli),  Misura 223 (Primo imboschimento di superfici non agricole) in scadenza il 25 giugno 2012.

In alternativa come l’AC intenda provvedere all’attuazione di suddetta legge.

Invece l’interrogazione integrale contro i rifiuti selvaggi è questa:

Premesso che:

In data 15 gennaio 2012 il sottoscritto consigliere comunale riscontrava la presenza di un consistente accumulo di inerti e altri rifiuti indifferenziati presso il Foro Boario rilevando lo stato di degrado e abbandono dello stesso.

Di recente il sottoscritto consigliere comunale ha rilevato la presenza di vari casi di abbandono di rifiuti in altre zone di Maglie come nei pressi dell’Ecocentro, del Campo Sportivo e in vari punti della Zona Artigianale.

Rilevati

La presenza in zona Foro Boario di rifiuti di varia natura con prevalenza di rifiuti da costruzione e demolizione.

Lo stato di degrado in cui versa la zona antistante il Campo Sportivo e la Zona Artigianale, con la presenza di diverse situazioni di abbandono di rifiuti di vario tipo.

La presenza in varie zone di Maglie di rifiuti non controllati e in data odierna la permanenza presso lo stesso Foro Boario di un consistente quantitativo di rifiuti di varia natura e dubbia provenienza.

Considerato

Che all’atto del rilascio delle autorizzazioni agli interventi edili i Comuni fanno sottoscrivere alle ditte che eseguono i lavori un apposito documento in cui viene indicato il tipo di materiale inerte che verrà prodotto, la quantità, dove e quando verrà smaltito e che al momento della chiusura del cantiere, il titolare del progetto ha l’obbligo di presentare al Comune, firmato dal direttore dei lavori, il certificato di fine lavori a cui deve allegare la bolla che attesti l’avvenuto conferimento in discarica degli inerti prodotti.

La presenza frequente e costante di bambini nella zona antistante il Campo Sportivo.
Visto

L’elevato rischio per la salute e la sicurezza dei cittadini e in particolare dei bambini derivante dalla presenza sul territorio di rifiuti non controllati.

Il danno all’immagine per la nostra città che certamente deriva da una gestione non controllata dei rifiuti prodotti sul territorio.

La necessità di un intervento urgente volto a eliminare lo stato di degrado denunciato.

Tanto premesso ed osservato, il sottoscritto Consigliere Comunale

Chiede

al Sindaco di conoscere

Le ragioni del ritardo nella pulizia delle aree interessate dalla gestione non controllata di rifiuti.

La natura e provenienza dei rifiuti presenti in zona Foro Boario.

A chi sia da attribuire la responsabilità di tale stato di degrado e abbandono.

Che tipo di verifica e controllo l’A.C. effettua sullo smaltimento dei rifiuti inerti da parte delle ditte autorizzate agli interventi edili sul territorio comunale.

Quanti certificati di fine lavori siano pervenuti al Comune nel corso del 2011 e del 2012 e quanti corredati da bolla di conferimento di inerti.

Che tipo di iniziative l’A.C. voglia assumere al fine di valorizzare i rifiuti inerti prodotti sul nostro territorio.

Quali provvedimenti l’A.C. intenda adottare per far fronte con urgenza alla situazione di grave degrado riscontrata e denunciata dal sottoscritto consigliere.

Di fronte all’inciviltà di certi cittadini però viene in mente che forse serve una rieducazione alla bellezza. E viene in mente anche una battuta mutuata da Snoopy. Il foro Boario mette in mostra rifiuti e cespi di rovi, cespugli di amaranto, come li chiamava il celebre cane dei fumetti. E si sa, forse con un cactus ci puoi parlare, ma i cespugli di amaranto non ti stanno a sentire.

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Maglie: Sel approfondisce su Imu e Tarsu


Le tasse non sono qualcosa di piacevole per nessuno, ma a Maglie le polemiche non mancano e a volte sono supportate anche da qualcosa di più che un commento meramente politico. Il che in tempi di crisi non è certo un male: i magliesi, così come accade anche ad altri, si ritrovano a farsi i conti in tasca, scoprendoci forse molto poco. E a giugno si sono ritrovati a fare i conti con Imu e Tarsu.

È in quest’ottica che interviene il segretario di Sel Maria Teresa De Maggio con una nutrita e dettagliatissima nota alla stampa:

«Il mese di giugno 2012 per i cittadini magliesi sarà decisamente ricordato come uno dei più pesanti dal punto di vista degli impegni fiscali. Imu, tassa maledetta dai più, appuntamento con Irpef e addizionali da Unico o 730 e, visto l’incredibile tempismo della nostra amministrazione, bolletta della Tarsu (Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani), colpo di grazia soprattutto per i redditi medio-bassi che sono oramai al limite della povertà. Premesso che i magliesi si sono dimostrati impegnati e volenterosi nel mettere in atto una seria raccolta differenziata dei propri rifiuti domestici portando la città a risultati degni di nota, a oggi ciò non sembra affatto premiarli, tanto da chiedersi se il ciclo di tale sistema sia effettuato in maniera realmente corretta e efficiente, giacché, pur dovendo produrre un abbattimento di costi, in realtà non fa ricadere questo effetto sulle tasche dei cittadini. Prendiamo atto che ai risultati conseguiti dalla cittadinanza, infatti, non solo non è corrisposto alcun beneficio in termini economici ma, anzi, il cittadino magliese si è visto recapitare il nuovo avviso Tarsu caratterizzato da una serie di poco trasparenti elementi. Alcuni hanno ricevuto, come in verità già preventivato da un manifesto del sindaco, un’integrazione della Tarsu 2011, altri hanno riscontrato aumenti in percentuali differenti gli uni dagli altri. È doveroso, per il circolo Sinistra Ecologia e Libertà di Maglie, a questo punto, chiedersi, pur ammettendo (forzatamente) la necessità sia delle integrazioni 2011 e degli aumenti, per quale arcano motivo vi sia una disparità di situazioni nelle quali si riscontra che tali aumenti non sono applicati a tutti i contribuenti in egual misura e che le integrazioni 2011 non riguardano la totalità dei destinatari. Sicuramente un manifesto esplicativo relativo all’emissione dei nuovi avvisi e delle particolari casistiche sarebbe stato gradito da tutti i cittadini che oggi si interrogano sulle differenze e sugli aumenti. Come se tali anomalie non bastassero, appuriamo l’aggravante della scadenza. In un mese infausto come questo, il Comune ha sentito l’ impellente necessità di battere cassa e di fissare al 30 giugno la scadenza della Tarsu (suddivisa in sole 2 rate) aggravando ulteriormente la già complicata situazione del momento e mettendo a dura prova la pazienza dei cittadini che, immaginiamo, nella maggior parte dei casi rimanderanno i pagamenti al ricevimento della cartella confidando in un futuro migliore. Nel frattempo la giunta comunale, giusto per non farci mancar nulla, delibera l’aumento dal 7,6 al 9,6 per mille dell’aliquota Imu su seconde case e altri fabbricati senza ritoccare (si sperava al ribasso) l’ aliquota del 4 per mille sulla prima casa sfidando in maniera definitiva la soglia di sopportazione dei cittadini magliesi.»

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Città Libera interroga sulla Casa della Salute


Città Libera si prepara al prossimo consiglio comunale a Maglie con una nuova interrogazione che sarà posta dal capogruppo Antonio Giannuzzi. L’argomento è quello della Casa della Salute, che sta subendo dei vistosi ritardi. Questo il testo integrale dell’interrogazione.

Premesso,

Che, con delibera del commissario generale dell’Asl Le/1 n. 26 del 14.03.2011, veniva approvata la realizzazione a Maglie della Casa della Salute;

Che, con comunicazione del 28.05.2012 del direttore generale si confermava quanto detto prima e si chiedeva al direttore di distretto di dare attuazione alla verifica degli spazi e del personale;

Che, nel frattempo, alla luce del prossimo pensionamento del medico dirigente dell’unità chirurgica del Day Surgery sito presso l’ex nosocomio di Maglie, si prospetta il ridimensionamento del suddetto Day Surgery con l’evidente prospettiva di chiusura totale;

Che, si ritiene che un pressante attivismo politico ha consentito all’ospedale di Poggiardo, non solo di mantenere a tutt’oggi posti letto di Gastroenterologia e Medicina destinati all’ospedale di Scorrano;

Che poco tempo fa è stato ultimato, sempre presso l’ospedale di Poggiardo, il nuovo nucleo operatorio (ma l’ospedale non doveva chiudere? Perché questo sperpero di denaro data l’esistenza sul territorio, dicasi Scorrano e Maglie, di sale operatorie già in attività);

Che è fuor di dubbio l’evidente antieconomicità di mantenere aperte 3 sale operatorie nello stesso bacino di utenza;

Che, il piano di riordino ospedaliero approvato questo mese dalla giunta regionale prevede la totale dismissione dell’ospedale di Poggiardo;

Che quanto prima esposto è sicuramente preludio inevitabile, data l’indifferenza della nostra classe politica, a differenza di altre, al trasferimento dei Day Surgery da Maglie alla Casa della Salute di Poggiardo;

Che, neanche la chiusura dell’Utic di Scorrano ha scosso la coscienza della nostra amministrazione, e stiamo parlando di patologie di particolare acuzie che in futuro saranno trattate solo nell’ospedale di Tricase e di Lecce (speriamo che l’ammalato faccia in tempo ad arrivarci).

Inoltre

Che, non si capisce quale sia l’orientamento della nostra amministrazione in riferimento al nuovo ospedale;

Che, si conferma che costa di più adeguare le vecchie strutture dell’ospedale di Scorrano piuttosto che realizzare, nel territorio, un nuovo ospedale, tra l’altro, quasi totalmente finanziato da fondi europei;

Che, per quanto ci riguarda, siamo passati dall’indicazione di via Otranto, alla delibera di giunta di rinuncia a ospitare il nuovo ospedale, votata inspiegabilmente, anche dalla maggioranza;

Che, successivamente, insieme al sindaco di Melpignano, il sindaco di Maglie, indicava nell’area nei pressi della zona industriale, la localizzazione della nuova struttura;

Che, risulta che ci sia un documento dove, primo firmatario il sindaco di Maglie, altri sindaci insieme a consiglieri regionali, quali Palese, Gianfreda, Marti, Caroppo e Congedo, si dichiarano per il mantenimento dell’ospedale di Scorrano, escludendo, praticamente, la possibilità di utilizzare i fondi per la nuova struttura che darebbe al nostro territorio la possibilità di fare quel salto di qualità necessario a tutta la sanità meridionale.

Si chiede

Quali sono gli atti ufficiali dell’amministrazione per sollecitare la prevista nascita della nostra Casa della Salute e ancor più che mostri, per quanto esposto prima e del quale, ne siamo convinti, non ne era a conoscenza, particolare attenzione che non vengano dismessi i reparti di Day Surgery (chirurgico, dermatologico e oculistico) che sono il nostro fiore all’occhiello;

Quali sono le reali intenzioni del sindaco in merito al nuovo ospedale, visto che proprio nell’occasione dell’incontro a Scorrano, per la difesa del punto nascite, la stessa assessore regionale Capone sollecitava un’intesa per la localizzazione del nuovo ospedale di eccellenza, nonostante la posizione contraria del sindaco di Maglie e del Pdl regionale.

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Maglie, riapre la villa Tamborino


Riapre in questi giorni e fino al prossimo 30 settembre la villa Tamborino. Il polmone verde di Maglie tornerà a essere ogni giorno fruibile a magliesi e turisti, complice anche il bisogno di frescura in città. Stavolta a svolgere il servizio di portineria saranno i ragazzi della cooperativa Illiria e non più i Nonni Vigili, che hanno prestato in questi anni il servizio con grande umanità e dolcezza.

Tutti i giorni, quindi, nei mesi di giugno e settembre la villa sarà aperta al pubblico dalle 18,30 alle 21,30 nei giorni feriali e dalle 9 alle 12 e dalle 18,30 alle 22 nei festivi, mentre nei mesi di luglio e agosto la villa sarà visitabile nei giorni feriali dalle 18,30 fino alle 23, mentre nei festivi fino alle 23,30. L’eccezione sarà rappresentata, come sempre, dalle manifestazioni estive che si tengono nella villa, per le quali l’apertura potrebbe essere prorogata secondo le esigenze dell’organizzazione. Ci saranno quindi all’interno della villa Tamborino spettacoli culturali a tuttotondo, dal teatro all’enogastronomia.

Purtroppo non tutta la villa sarà fruibile: da anni ormai sono interdette al pubblico le grotte e la zona nei pressi del belvedere, in attesa di sistemazione perché danneggiate strutturalmente, a causa della presenza di grosse radici. Ma nel complesso si potrà godere del verde e delle altre strutture del parco comunale. L’assessore al Verde Franca Giannotti spiega:

“Le zone interdette al pubblico sono quelle ormai chiuse da anni. Tempo addietro si riuscì a risolvere il problema delle essenze arboree (alcuni alberi erano affetti dal tarlo del leccio, ndr), ma serve un altro finanziamento molto consistenze che permettano le ristrutturazioni e che si spera di trovare quanto prima, anche per completare questo discorso e rendere interamente fruibile il parco.”

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Maglie, l’area mercatale cambia musica


Maglie cambia musica” era il motto elettorale di Stefano Fersini due anni fa alle ultime comunali. Non ce la fece a essere eletto, come a molti giovani spesso accade quando si accostano alla politica, c’è sempre uno zoccolo duro di elettori che preferisce non abbandonare la strada vecchia. Ma Fersini ha continuato a fare il suo mestiere, quello di dj e di imprenditore e oggi vede la nascità di un bar, il Glass Cafè presso la nuovissima area mercatale.

Sono stati in tanti i magliesi a chiedersi a cosa servisse la struttura posta in via Portaluri e ora ecco la risposta: sorgerà proprio lì un’area dedicata ai concerti e agli spettacoli, rivalutando così una zona periferica che si potrebbe definire piena di case dormitorio, perché non è servita quasi per niente, se si eccettua naturalmente il mercato settimanale del sabato. Alle 20 quindi stasera si terrà l’inaugurazione del locale.

Si tratta di un progetto in realtà molto interessante: i giovani magliesi lamentano da anni l’assenza di luoghi di aggregazione, soprattutto musicale, sperando che stavolta non vengano richiamati i soliti mostri sacri della musica leggera italiana, almeno non solo loro: la musica per tutte l’età ci sta pure, ma forse venire incontro ai giovani ora si può fare con più completezza, dato che esiste di fatto una zona adatta a questo.

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Antonio Giannuzzi interviene sull’Imu


A Maglie sono uscite le istruzioni per il calcolo dell’Imu e le quote del comune. Sul prontuario emesso sul sito amministrativo si legge: “Il valore catastale ottenuto va poi moltiplicato per l’aliquota base che è stata fissata nella norma nella misura seguente: aliquota base 7,6 per mille, abitazione principale e pertinenze 4 per mille, fabbricati rurali a uso strumentale 2 per mille”. Antonio Giannuzzi, capogruppo di Città Libera, a fronte di una quota che a molti magliesi è parsa alta, ha voluto scrivere in una nota i suoi commenti, che non sono di natura puramente economica, ma anche politica. “La notizia dell’aumento dell’Imu – scrive – non deve sorprendere, è la naturale conseguenza di una gestione finanziaria pesante, che da anni interessa il comune di Maglie. Lo sforamento del patto di Stabilità del 2009 e anche quello, ben più pesante, del 2011, oltre a una situazione di cassa, da più anni, al limite del consentito e più colte censurato dalla Corte dei Conti, non poteva, come previsto, sortire effetti diversi. La normalità, reclamata dal sindaco, si scontra con la realtà, sempre più densa di nubi. Così era normale sforare il patto di stabilità, era normale non pagare debiti maturati, era normale pagare interessi sempre maggiori sulle anticipazioni è normale,così, che anche l’Imu aumenti in una situazione pesante sia per i singoli che per le attività produttive. Non è vero che tutti i comuni stiano facendo altrettanto, ci sono comuni che hanno tolto l’Imu per la prima casa, altri che lo hanno ridotto fino al massimo consentito, noi invece lo aumentiamo fino al massimo consentito, è questa la normalità? O sarebbe stato normale, in questa condizioni, rinunciare al progetto del pattinodramo, del minigolf, dello skateboard e del bike sharing grazie ai quali stiamo pagando e pagheremo rate di mutui che pesano sulla gestione di questo comune, senza che per i cittadini ci sia stato o ci sarà alcun vantaggio?”.

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Il saggio di fine anno della Corte de’ Miracoli


Splendido saggio di fine corso per gli allievi della Corte de’ Miracoli. Si è svolta martedì scorso la prova finale degli iscritti al corso di teatro promosso da Massimo Giordano e che sia avvale della direzione artistica del regista Matteo Tarasco. Già autore della trasposizione di “Pene di amor perdute” di Shakespeare messa in scena durante la scorsa stagione, Tarasco ha seguito durante l’anno i suoi 17 allievi (Adele Maruccio, Antonio Gemma, Antonio Botrugno, Beatrice Fracasso, Giuseppe Schimera, Giuseppe Resta, Raffaele Gili, Nicolas Errico, Patrizia Miggiano, Luca e Fabio Maniglio, Gianfranco Massaro, Fernando e Matteo Colazzo, Paola Gorgoni, Valeria Piccinno, Roberta Culiersi) preparandoli alla nuova rappresentazione. E gli stessi allievi hanno avuto il loro battesimo “stagionale” in un one-man show di pochi minuti in cui hanno deciso di confrontarsi con un testo a loro scelta. Aperto al pubblico, lo spettacolo ha avuto momenti irresistibili e intensi grazie alle diverse “anime” dei protagonisti, in scena con i brani più vari, realizzati per l’occasione o tratti da autori celebri: dallo stesso Shakespeare a Stefano Benni, passando per Gioele Dix fino ad un trascinante Massimo Triosi in salsa salentina. Tutti hanno proposto interpretazioni di livello, riscuotendo in più occasioni applausi a scena aperta. Menzione particolare per i gemelli Luca e Fabio Maniglio che dopo essersi esibiti ognuno per conto loro, hanno proposto, su invocazione del pubblico, una pièce famosissima, quella del “tic” resa immortale ai tempi dell’avanspettacolo, da Ric e Gian. L’appuntamento è adesso per la metà di luglio quando la Corte de’ Miracoli sarà impegnata con la prima de “Le nozze” ispirata alle opere di Cechov e che andrà in scena nella Villa Tamborino.

Maurizio Tarantino

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Vis, Valorization of common Identity around the Stone


“Valorizzare l’architettura, il lavoro degli artigiani e la promozione turistica dei territori coinvolti nella partnership”. Sono queste le linee guida emerse dal “Kick off meeting” del progetto europeo di cooperazione territoriale Interreg Grecia – Italia “Vis, Valorization of common Identity around the Stone”. I partner presenti all’incontro, svoltosi nella giornata di oggi presso la sala consiliare del comune di Maglie, hanno illustrato le idee che nel corso dei prossimi mesi prenderanno forma e che puntano ad unire in un collegamento di intenti il Salento e la Grecia.

Ad aprire i lavori il sindaco di Maglie, Antonio Fitto che ha accolto Sofia Garbi della Municipalità di Cefalonia, Antonio Buccarello, sindaco di Gagliano del Capo, Maria Fedela Vantaggiato, sindaco di Caprarica di Lecce, Michele Sperti, assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Miggiano e Bernardo Notarangelo, dirigente del Servizio Mediterraneo della Regione Puglia.

Tutti i partecipanti hanno sottolineato l’importanza di riconoscere e preservare il patrimonio comune nell’ambito di una sempre più intensa collaborazione tra le due sponde dell’Adriatico, individuando nella “pietra”, l’elemento fortemente aggregante e simbolico dell’intera cooperazione Interreg.

Ad illustrare le specifiche del progetto Vis è intervenuta la dottoressa Elisabetta Ciccarese: si partirà dall’individuazione di un marchio caratteristico e riconoscibile, si creerà un percorso artistico e culturale che abbia come filo conduttore l’architettura del Mediterraneo e il lavoro artigiano e si procederà quindi a realizzare un catalogo e un sito internet utili alla promozione economica e turistica dei territori coinvolti.

Il prossimo passaggio sarà quello di mettere a punto le strategie di marketing e di comunicazione, attraverso altre tavole rotonde e incontri mirati.

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“Tu mi Ruby l’anima”: gli studenti del Capece tra consapevolezza e risate


Quello che non ti aspetti. È così che riesco a definire lo spettacolo di Pierluigi Mele “Tu mi Ruby l’anima”, che ha preso vita grazie agli studenti del liceo Capece di Maglie (Sara Rinaldi, Ilaria Tunno, Mariella Cerfeda, Francesca Ruberti, Giusy Capasso, Martina Mele, Giorgio Bavia, Elisa Antonazzo, Denise Cerfeda, Giulia Orlando, Luca Afrune, Claudia Cazzetta, guidati dai docenti Fausto Melissano, Laura Quarta, Ida Vinci e dal regista-scrittore Pierluigi Mele) questa mattina, a conclusione di un percorso sulla legalità. È uno spettacolo che lascia l’amaro in bocca: dispiace che sia stato messo in scena tra quattro mura, con i soli studenti, e non aperto al pubblico magari in orario serale e nell’atrio di palazzo Capece. Anche la baronessa sulla statua poco distante avrebbe apprezzato.

Mentre scrivo sento oltre la finestra le grida dei ragazzi per le strade di Maglie: è l’ultimo giorno di scuola, sono tutti festosi e felici. E da oggi anche consapevoli. La consapevolezza della legalità, dell’idea di legalità, non è qualcosa che si inventa, ma qualcosa che si costruisce: di questo va il merito agli insegnanti, quelli che con esempi positivi guidano i nostri studenti, quelli che non finiscono sulle pagine dei giornali per negligenza.

Ero lì stamattina, nel buio dell’aula magna intitolata all’ex preside Nicola De Donno, cui avrebbe fatto un gran piacere vedere il lavoro svolto da questi ragazzi, se fosse ancora in vita. Il Rubygate non è stato per loro semplicemente qualcosa che è successo: una loro coetanea ha scelto una strada diversa, una strada che le sembrava più facile anche se il processo potrebbe stabilire illegale, loro hanno scelto di studiare. Perché lo studio è una responsabilità molto grande, verso se stessi più che verso la società. Comprendere in maniera profonda, e anche molto ironica, è il modo giusto per essere delle brave persone, ancor prima che essere buoni cittadini.

E poi l’ho visto come in un’epifania, il ragazzo che interpretava Ruby Rubacuori, con ancora indosso la cravatta per aver impersonato un carabiniere poco prima, mostrare la gamba pelosa ai compagni mentre la regia mandava nell’aria “Via del campo” di Fabrizio De Andrè, per poi lanciarsi in una sfrenata lap dance. L’unica nota stonata ero io, che avevo difficoltà a leggere i sottotitoli delle intercettazioni telefoniche mandate incessantemente sullo schermo: avevo le lacrime agli occhi, sia per le risate che per l’empatia verso questi ragazzi che mi hanno letteralmente commossa con il loro sguardo scanzonato eppure consapevole. Perché la risata non ci seppellisce, ma ci eleva, ci rende migliori. Questi ragazzi non hanno dato giudizi, hanno messo in scena fatti, in cui emergeva sempre quella presunzione di innocenza o colpevolezza, necessaria prima che la giustizia italiana dica cos’è successo. Perché come accade per esempio nelle commedie di Woody Allen non ci sono giudizi morali, che sono appannaggio del solo spettatore.

La mia Maglie, che io amo alla follia, oggi mi sembrava più luminosa. Standing ovation.

Angela Leucci

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