Tag Archive | "Nichi Vendola"

Terme di Santa Cesarea, Gabellone scrive a Vendola per un incontro


La vicenda sulla privatizzazione della società “Terme di Santa Cesarea” fa ancora discutere. Il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, ha inviato al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola (e per conoscenza agli assessori regionali Capone e Pelillo), una lettera riguardante la società “Terme di Santa Cesarea”, oggetto nei giorni scorsi di diversi incontri con le organizzazioni sindacali sulle prospettive di sviluppo dell’azienda.

Al centro dell’attenzione ci sono sempre “le preoccupazioni dei lavoratori e dei sindacati per le conseguenze occupazionali e industriali di una possibile privatizzazione della società e per l’assenza di una seria programmazione in merito all’utilizzo del personale dipendente e stagionale”. Gabellone chiede, quindi, a Vendola di concordare e, conseguentemente, convocare “con estrema urgenza un incontro fra tutti i soci, nel quale condividere i piani e i programmi futuri della società”.

Il presidente della Provincia si augura, in conclusione, che il presidente Vendola “possa prendere parte in prima persona all’incontro, in modo da poter
valutare direttamente la drammaticità della situazione societaria e allo stesso tempo convenire sulle enormi potenzialità della struttura termale”.

Alessandro Conte

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Disoccupazione e famiglie più povere, Salvatore Negro: “Dati drammatici”


Disoccupazione in aumento e famiglie sempre più povere sono i dati diffusi dall’Istat e dalla Camera di Commercio di Lecce. E proprio su questi dati è intervenuto il presidente del gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro. “I dati diffusi dall’Istat – ha affermato – ci consegnano una foto drammatica della situazione occupazionale del Mezzogiorno e della Puglia. L’aumento del numero dei disoccupati è confermato anche dal rapporto annuale della Camera di Commercio di Lecce che parla di famiglie sempre più povere nel Salento. A ciò si aggiunge la notizia che la Puglia ha già esaurito i fondi destinati alla Cassa integrazione in deroga e quindi tutte quelle aziende che si apprestano a chiedere la cassa integrazione adesso potrebbero licenziare in tronco migliaia di lavoratori. Di fronte a questa prospettiva invitiamo ancora una volta il presidente Vendola a mettere da parte le pur legittime aspirazioni e a occuparsi esclusivamente del governo della Regione e della Puglia. Nonostante la drammaticità del momento dobbiamo ancora una volta constatare che la maggioranza di governo regionale non sta rispondendo alle istanze che si levano dal territorio e ai bisogni dei pugliesi. Quotidianamente assistiamo ad uno scollamento continuo tra il lavoro del Consiglio e l’operato degli assessori, i quali sono sempre più assenti e non assicurano stabilità al governo dell’ente, come dimostra quanto accaduto nell’ultima seduta del Consiglio dove ancora una volta sono emerse tutte le divisioni e la mancanza di coesione di questa maggioranza. L’assenza di una guida forte e continua certamente non assicura una reazione decisa di fronte ai tanti problemi che quotidianamente si presentano”.
Continuando nel suo intervento il capogruppo Negro si è rivolto direttamente al presidente Nichi Vendola: “Per tale ragione invitiamo il presidente Vendola a riprendere in mano le redini per rimettere in carreggiata il governo della Regione. Allo stesso tempo ancora una volta lo invitiamo a modificare il suo atteggiamento nei confronti del governo centrale con il quale deve cercare ogni forma di collaborazione e sostegno per i tanti problemi che affliggono la Puglia. Se ci sarà questo – ha concluso – l’Udc responsabilmente aumenterà gli sforzi di collaborazione con il governo regionale e non farà mancare il suo sostegno a ogni iniziativa che dovesse risultare utile per la crescita e lo sviluppo economico e sociale della Puglia e dei pugliesi”.

Alessandro Conte

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L’assessore Toma esorta Vendola: “Presidente, metta a disposizione le risorse per la formazione professionale”


L’assessore provinciale alla Formazione professionale e alle Politiche del lavoro, Ernesto Toma, attacca in un comunicato il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola. I punti chiave riguardano, in particolare, i ritardi per lo stanziamento dei fondi messi a disposizione per la formazione professionale.
L’assessore Toma parte subito all’attacco di “un governatore che si diletta quotidianamente a vestire i panni di leader nazionale di un partito, trascurando totalmente i compiti che ha il dovere di svolgere, per i cittadini pugliesi, in qualità di Presidente della Regione”.
“È giusto concentrarsi sui fondi Cipe – afferma Ernesto Toma – ma è alquanto strano che il presidente Vendola trascuri le esigenze impellenti della Regione.
Cosa risponderebbe il Presidente qualora qualcuno, per esempio l’assessore alla Formazione professionale e Politiche del lavoro della Provincia di Lecce, ponesse a lui quesiti di egual portata? Quale sarebbe la risposta all’interrogativo circa i fondi della formazione professionale in Puglia?”.
“La Provincia di Lecce – continua – ha pubblicato nel novembre 2011 i bandi relativi alla formazione professionale, ha valutato i progetti pervenuti, pubblicato le relative graduatorie definitive e, soprattutto, fronteggiato gli innumerevoli giusti solleciti da parte degli enti di formazione e dei giovani che si sono aggiudicati i tirocini formativi presso aziende del nostro territorio. Quello stesso territorio che il Presidente Vendola configura come beneficiario degli obiettivi strategici per il rilancio della Regione.
Obiettivi puntualmente disattesi!”.
Poi l’assessore concentra il suo intervento sul problema delle risorse impegnate, ma non stanziate: “Le risorse della formazione professionale sono state già impegnate, ma la Regione Puglia non le ha ancora messe a disposizione delle Province, che hanno la delega in materia. D’altronde la trascuratezza nei confronti delle Province pugliesi era già emersa quando, in occasione del tanto osannato Piano pei il Lavoro in Puglia, in fase di concertazione e di “cabina di regia”, la Provincia di Lecce non è stata minimamente resa partecipe, pur essendo il soggetto con cui quotidianamente si interfacciano i giovani, le donne, i disoccupati di lunga durata, i percettori di ammortizzatori sociali, i disabili, gli immigrati. Un governo regionale che non punta, effettivamente, sulle donne e gli uomini del nostro territorio, provoca inevitabilmente una società fragile, demotivata e sfiduciata verso la politica”. Subito dopo, l’assessore si concentra sull’esperienza maturata in Provincia: “L’assessorato che rappresento mi porta quotidianamente a confrontarmi con le esigenze dei cittadini della provincia di Lecce, a valutare fabbisogni specifici, a porre in essere iniziative che mirano realmente al rilancio del territorio, alla crescita, senza cristallizzarsi sulla crisi. La crescita passa attraverso la formazione professionale e le iniziative restano progetti non attuati, se le risorse non vengono messe a disposizione”.
Infine, chiude il suo intervento con un’esortazione: “Gli strumenti per le iniziative di sviluppo, caro Presidente, dovrebbe metterli a disposizione: i cittadini preferiscono le opportunità concrete a inutili condizionamenti ideologici, che rendono vano lo sforzo effettuato dall’assessorato alla Formazione professionale della Provincia di Lecce, di impegnare due annualità, per ridare slancio al nostro territorio, in un momento di drammatica crisi, qual è l’attuale”.

Alessandro Conte

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Immigrazione, Onofrio Introna è d’accordo con il presidente Vendola


Sul tema immigrazione è intervenuto il presidente del consiglio regionale pugliese, Onofrio Introna. “Immigrazione verso il vecchio continente: l’Europa non può fare finta di non vedere e non sentire – ha dichiarato Introna – Tantomeno può riprendere la vecchia strategia delle cannoniere. L’Europa non può lasciare sola la Puglia: la nostra politica di accoglienza non è un capriccio, è la consapevolezza di una necessità storica e di una opportunità”.
Il presidente Onofrio Introna continua schierandosi dalla parte del presidente Nichi Vendola. “Sono con il Presidente della Regione e con gli argomenti che ha lucidamente illustrato al Comitato delle Regioni. Sono anche orgoglioso della Puglia che ha rappresentato a Bruxelles: una Regione sempre più civile quanto più di frontiera, che in momenti così difficili ha la forza di indicare un modello di comportamento virtuoso a un intero continente, nei confronti di uno dei problemi più attuali. Un’Europa tanto progredita quanto sempre più anziana, per effetto dell’invecchiamento della popolazione e dei bassi indici di natalità, ha bisogno di energie giovani”.
Quello che alla Puglia è chiaro da tempo dovrà diventare una consapevolezza dell’intero sistema continentale, perché la “nostra regione – insiste Introna – non può essere abbandonata a se stessa davanti a masse di disperati, come se non fosse la porta meridionale dell’Europa ma una terra di nessuno”.
Introna conclude chiarendo un punto fondamentale, la legislazione. “Certo, gli afflussi vanno disciplinati, serve una legislazione che tenga conto dell’offerta di occupazione ai cittadini extracomunitari ma anche dell’esigenza di non impoverire paesi in via di sviluppo, sottraendo forza lavoro giovane e soprattutto energie intellettuali, i ‘cervelli’, la classe dirigente del futuro.”

Alessandro Conte

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No alle trivelle di Vendola e Dl sulle attività estrattive in Regione


Alla presentazione di Mediterre 2012 Nichi Vendola dichiara guerra all’oro nero, mentre lunedì si sono riunite la IV e la V commissione per l’approvazione del decreto regionale sull’attività estrattiva. “Da Mediterre faremo partire gli squilli di tromba contro le irresponsabilità e la miseria culturale. La nostra è anche la battaglia sull’oro nero su cui si gioca la partita del condizionamento del futuro e non c’è pareggio che possa esistere sul petrolio. Guideremo una battaglia che però non combatteremo da soli”, ha detto il governatore.

Mediterre – Cantiere euromediterraneo della sostenibilità è l’appuntamento internazionale green giunto alla settima edizione organizzato da Regione Puglia e Federparchi, dal 31 gennaio al 4 febbraio nella Fiera del Levante di Bari.

Il governatore pugliese non ha risparmiato parole sui temi ambientali più caldi della cronaca di questi ultimi giorni: dal no alle trivellazioni petrolifere in mare, alla tutela della biodiversità, dallo sviluppo della Green Economy ai temi della desertificazione e dei cambiamenti climatici.

Il capoluogo pugliese ospiterà anche la terza sessione plenaria dell’Assemblea Euromediterranea degli Enti Locali e Regionali (Arlem) – dal 29 al 30 gennaio nell’ex palazzo delle Poste – come ha spiegato il dirigente del settore Ecologia della Regione “La mutazione climatica – ha proseguito Vendola – la misuriamo con i cambiamenti dei fenomeni meteorologi: natura e cultura costituiscono un patto, un intreccio anche economico perché apre la strada a un nuovo fenomeno dei flussi migratori, con perdita di territori e prospettive di sviluppo. Sono i cosiddetti ecoprofughi ad aggiungersi alle emergenze”.

“Bisogna riprendere i temi della conferenza di Kyoto e di

Durban in Sud Africa sulla promozione delle pratiche di sviluppo sostenibile e sull’impegno ad abbassare le emissioni di gas a effetto serra per un accordo salva-clima per sostenere l’intero ecosistema – ha chiosato l’assessore alla Qualità dell’Ambiente Lorenzo Nicastro – serve una riflessione profonda sull’emergenza climatica”.

Tra gli ospiti della 5 giorni di convegni, workshop e incontri anche il ministro dell’Ambiente Corrado Clini sul tema della difesa del mare dalle trivellazioni petrolifere e il ministro allo sviluppo economico Corrado Passera che interverrà sulle prospettive di sviluppo della green economy in Puglia e nel Sud, Mercedes Bresso, presidente del Comitato delle Regione Ue e co-presidente di Arlem e Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo.

Intanto in Puglia continua la discussione sulle attività estrattive, lunedì 30 gennaio si sono infatti riunite la IV e la V Commissione, mentre è in dirittura d’arrivo l’iter di approvazione del disegno di legge su la “Nuova disciplina generale in materia di attività estrattive”. Riunite in seduta congiunta e presiedute da Aurelio Gianfreda (IdV) e Donato Pentassuglia (Pd), hanno concluso l’esame dell’articolato, inviando l’approvazione del testo alla prossima seduta, in attesa del referto tecnico degli uffici dell’assessore Loredana Capone, presente alla riunione.

10 gli articoli esaminati e solo la metà approvati a maggioranza con l’astensione del Pdl (art 21, 22 e 23 sull’autorizzazione alle attività di ricerca, art 25 sul risarcimento del danno, art 26 sulle cave di prestito) e i restanti all’unanimità.

In particolare la discussione si è soffermata sull’articolo 34, relativo alle sanzioni amministrative per chi esercita l’attività estrattiva in maniera “abusiva”.

Jenny De Cicco

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Manifestazione di Monopoli, al via la conferenza stampa


La manifestazione per fermare le trivellazioni nell’Adriatico, prevista il 21 gennaio a Monopoli, verrà presentata lunedì 16 gennaio, alle 11 nella sala Guaccero, presso il palazzo consiliare in via Capruzzi a Bari.
Verranno spiegate le modalità della manifestazione dai presidenti della Regione e del Consiglio regionale, Nichi Vendola e Onofrio Introna tramite una conferenza stampa.
Interverrà l’assessore regionale all’ambiente Lorenzo Nicastro e sono stati invitati i componenti dell’ufficio di presidenza dell’assemblea, i presidenti dei gruppi consiliari, i parlamentari pugliesi, il presidente della Provincia di Bari, i sindaci di Bari Michele Emiliano, di Monopoli Emilio Romani e i rappresentanti di Legambiente, Wwf, dei movimenti e associazioni di tutta la regione che aderiscono alla mobilitazione.
Istituzioni regionali e locali, forze politiche e sociali e cittadini di ogni età saranno in piazza a Monopoli per mostrare il volto di una Puglia unita senza distinzioni a difesa dell’ambiente e del territorio.
Il consigliere regionale Giuseppe Longo Udc ha rimarcato i rischi che la Puglia sta corre in questi periodi: “Rischio di trivelle nei nostri mari, megaparchi fotovoltaici o eolici in zone di pregio e che deturpano il paesaggio: adesso è giunto il momento di dire un grande no. La Regione non deve mai ritirare la mano che ha teso ai comuni e camminare, ora più che mai, al loro fianco per tutelare il territorio.
Il nostro territorio attira gli interessi dei tanti che, con la scusa delle energie pulite, corrono il rischio di danneggiarlo irreparabilmente. Adesso basta. Intanto si avvicina la data della manifestazione contro le trivelle nell’Adriatico. Un appuntamento importante, da non mancare e che servirà a far sentire a Roma la nostra voce contraria”.
Da Monopoli è partito in questi giorni il messaggio del sindaco Emilio Romani alla cittadinanza, al fine di promuovere la manifestazione pubblica, di dimensioni regionali, del 21 Gennaio 2012 a Monopoli.
“Le associazioni di Monopoli, insieme alle istituzioni locali e regionali, ai sindacati, alle imprese, alle forze politiche, alla società civile e a ogni singolo cittadino pugliese, sono invitati a dare vita ad un’ imponente manifestazione che richiami l’attenzione dei media nazionali. La manifestazione avrà inizio alle ore 9 in piazza Vittorio Emanuele per seguire un percorso che interesserà via Polignani, via Cadorna, largo Portavecchia, via Papacenere, via San Vito, lungomare Santa Maria, largo Castello, via Comes, via Porto, piazza Garibaldi, via Cristoforo Colombo, cala Fontanelle, largo Fontanelle, via Pintor Mameli, via Magenta, via Barone Ghezzi, corso Umberto, per concludersi nuovamente in piazza Vittorio Emanuele.
La città di Monopoli, sede del comitato “No petrolio, sì energie rinnovabili”, ispiratore dell’iniziativa, che ha già ospitato una riuscita manifestazione nel 2010 sullo stesso tema, è stata confermata dalla Regione Puglia, quale luogo per la prossima  manifestazione, ruolo che certamente saprà svolgere con lo spirito di accoglienza che da sempre la caratterizza.
Al fine di fornire  informazioni ai forestieri, per chi arriva da fuori città, è stato  consigliato l’ingresso nord di Monopoli dalla Ss 16, ed è stata  individuata un’area di parcheggio per autobus e auto come indicato  nella mappa disponibile sulla rete civica.

Jenny De Cicco

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Scilipoti difende Ripa: Vendola è gay


Si è dimesso tra le scuse l’assessore Ripa, ma ormai il dibattito ha assunto dimensioni prevedibilmente bibliche ed è approdato nei dibattiti nazionali, trattato da “La Repubblica” e ha provocato anche l’intervento d’Arcigay, una petizione da record con 1400 firme raccolte in meno di un giorno dal candidato alle Primarie leccesi, Carlo Salvemini.

Lo scivolone potrebbe avere serie ripercussioni sulla campagna elettorale del capoluogo salentino, che in primavera s’appresta a votare per eleggere la nuova amministrazione.

Affermazioni di condanna sono arrivate da tutto il mondo politico. Rocco Palese, a nome del gruppo consiliare del Pdl alla Regione Puglia, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Non c’è alcun dubbio sul fatto che l’assessore Ripa abbia clamorosamente sbagliato. Il confronto politico, per quanto aspro, non deve mai scadere nello scontro e nell’offesa personale, restando piuttosto sempre orientato al dialogo e al dibattito sulle idee, sui contenuti e sulle scelte di Governo, Ripa ha parlato a titolo personale: lo ha confermato egli stesso, chiedendo scusa già ieri al presidente Vendola e ammettendo oggi sulla stampa di aver scritto una cretinata su Facebook e lo ha chiarito il sindaco Perrone nelle sue dichiarazioni di ieri, nelle quali ci ritroviamo totalmente”.

Per Saverio Congedo, consigliere regionale del Pdl: “Merita grande apprezzamento il generoso gesto con cui Giuseppe Ripa ha voluto liberare da ogni imbarazzo il suo partito e un’amministrazione, rassegnando le dimissioni d’assessore a seguito di polemiche suscitate da dichiarazioni per i cui contenuti si era già ampiamente scusato con il presidente Vendola. Gesto non dovuto, spero cessino gli sciacallaggi d’ogni colore e le aggressioni di cui Giuseppe Ripa è stato oggetto a opera dei candidati alle primarie leccesi del centro-sinistra che a corto di argomenti hanno inteso cogliere l’occasione per dimostrarsi ciascuno, in concorrenza con l’avversario, più realista del re”.

Il consigliere regionale Pdl, Giovanni Alfarano esprime solidarietà nei confronti del presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, condannando le parole espresse dall’assessore comunale di Lecce, Giuseppe Ripa, sulla pagina Facebook del sindaco Paolo Perrone. In questa circostanza, l’assessore Ripa è uscito fuori dagli schemi.

Invito Ripa a chiedere un incontro al presidente Vendola”.

Condanna anche del Presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro: “Le dichiarazioni volgari e omofobe dell’assessore Ripa offendono la dignità dell’uomo e quella della città di Lecce. Se si possono accettare le scuse dell’uomo, non possiamo permettere che un rappresentante delle istituzioni si lasci andare a simili affermazioni”.

Tra le condanne spunta la voce dell’approvazione, così si esprime l’onorevole il cui cognome è sinonimo di trasformismo politico, Domenico Scilipoti.

Con un articolo sul sito www.pontifex.

Roma.it, comunità cattolicissima, firmato da Bruno Volpe, l’articolo riporta un’intervista in cui Scilipoti, deputato di Popolo e Territorio afferma: “L’omosessualità? Non cambio idea, per me era e resta una cosa anormale. Magari gli stessi che hanno sparato sul politico leccese, pensano come lui, ma per ipocrisia del politicamente corretto, non si esprimono, o addirittura lodano la condotta gay. Ripa ha detto la verità. Vendola è gay e l’omosessualità è una cosa fuori della norma”.

Jenny De Cicco

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Commenti omofobi, Giuseppe Ripa si dimette da assessore a Lecce


I commenti omofobi nei confronti del presidente regionale Nichi Vendola non potevano passare inosservati. E così Giuseppe Ripa, assessore al Traffico al Comune di Lecce, ha rassegnato le sue dimissioni, dopo la polemica divampata in rete. Il tutto era nato da una discussione su come va la sanità in Puglia e sulle scelte del governatore Vendola, quando Ripa, completamente off topic, ha iniziato a fare dei riferimenti sgradevoli sulla sessualità del capo regionale pugliese, suscitando anche la reazione del primo cittadino Paolo Perrone, che si è dissociato e in questo momento si trova a vagliare le dimissioni presentate. Quali che siano le tendenze politiche di ognuno, quali che siano le discussioni sulla sanità, la rete ha ritenuto inaccettabile che il dibattito si spostasse sulla vita privata di chiunque, tanto più di questi tempi, in cui l’omofobia, nonostante i progressi della società, continua a mietere le sue vittime. “Preso atto – ha dichiarato Ripa su Lecceprima, successivamente – che le mie dichiarazioni sono state sicuramente fraintese, nel porgere le mie scuse per quanto successo al presidente Vendola, riconosco di essermi fatto trascinare nella foga di un dibattito politico affermando cose che nella realtà non appartengono alla mia cultura né penso, e non volendo in tal modo minimamente offendere alcuno nel rispetto di scelte che sono e rimangono strettamente personali”. L’omosessualità è una scelta? La psicologia o la religione non sanno dare risposte a questa domanda, per cui anche le scuse non sono state d’aiuto a Ripa, che pure aveva invocato l’aiuto della psicologia e della religione nel suo intervento su Facebook. Tanto che il popolo del social network si è letteralmente scatenato chiedendo a gran voce con una petizione on line, che ha raccolto oltre 1500 firme, le dimissioni di Ripa. Che ora sono arrivate: è un passo avanti verso l’accettazione della diversità? Sembra curioso che proprio una bellissima pellicola di Ferzan Ozpetek, “Mine vaganti”, che parlava proprio di diversità, sia stata girata a Lecce, una città che in queste ore non sembra esattamente il simbolo della tolleranza, come invece si è sempre dimostrata, tra sbarchi di clandestini e altre attività di integrazione di chi è differente dall’italiano eterosessuale e in buona salute. Ma non si può con un solo gesto cancellare tutto, e allora servirebbe un atto forte che dica “che brutta cosa la normalità”, proprio come accadeva nel suggestivo film.

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TrenItalia e la diminuzione dell’aumento


TrenItalia fa retromarcia, ma il tamponamento era inevitabile. Sprazzi d’una constatazione pacifica per la Puglia e non solo? La battaglia capeggiata da Minervini sul nuovo fronte degli aumenti per l’utenza non sembra comunque essere finito. Ora la nota ufficiale di Trenitalia riduce al minimo l’aumento – era previsto fino al 63 % – nella combinazione tratta notte e alta velocità. Trenitalia ha ufficializzato i ritocchi all’orario, frutto della serrata trattativa con l’assessorato regionale l’offerta della Lecce-Bari, e i regionali Bari–Taranto scatteranno da lunedì 23 dicembre.

Così dopo le vivaci proteste per gli aumenti ingiustificati per un servizio carente e praticamente dimezzato sui collegamenti a lunga percorrenza dalla Puglia per il nord Italia, ieri c’è stato un confronto con la direzione generale. Le nuove tariffe saranno integrate con il vecchio sistema di prezzi, quello vigente fino al 10 dicembre scorso. Così l’assessore regionale alle infrastrutture e mobilità Guglielmo Minervini commenta la nuova tariffazione che Trenitalia ha garantito per la Puglia a partire dal 23 dicembre.

“Apprezziamo lo sforzo fatto in queste ore da Trenitalia – commenta Minervini – per intervenire a sanare una situazione che penalizzava ingiustamente i pendolari che si muovono sulla linea adriatica. La pronta reazione della Puglia ha pagato. I tagli ai collegamenti sono stati ridotti a tre, è stata adeguata l’offerta Freccia da Taranto, è stata garantita una proroga ai lavoratori della Servirail, è stato integrato il sistema tariffario. Resta del lavoro da fare per ripristinare l’offerta dei treni notturni e evitare che queste situazioni si ripetano in futuro. Chiediamo a tale scopo l’istituzione di un tavolo tecnico permanente nel quale Trenitalia discuta preventivamente con la Regione anche l’offerta a lunga percorrenza”.

Anche Nichi Vendola si è espresso sulla decisione dell’azienda, “E’ una buona notizia – ha detto -Certamente un passo importante nella controversia con Trenitalia”. Le tariffe dei treni a lunga percorrenza dal 23 dicembre prossimo. “Questo è un risultato che appartiene a tutta e che restituisce significato e valore ai collegamenti a lunga percorrenza. Ma la nostra richiesta di ripristinare il valore sociale del trasporto pubblico e di garantire il diritto universale alla mobilità di tutti i cittadini non si ferma qui.

Chiediamo a Trenitalia risposte analoghe anche in merito all’efficientamento del trasporto ferroviario e alla qualità dei servizi ferroviari, sempre troppo trascurati soprattutto nelle regioni del mezzogiorno dove carrozze consunte e malfunzionanti sembrano trovare facile collocazione. Sappia per questo Trenitalia che continueremo a rivendicare l’equità nel sistema delle infrastrutture ferroviarie tra il Nord e il Sud, andremo avanti fin quando non sarà cancellata quella linea di demarcazione che sta tagliando in due parti l’Italia”.

Così un posto seduto sul Lecce-Milano, cuccetta comfort, vagone letto passa da 60, 86 e 188 euro a 66,8, 92 e 177,2. Migliorie orarie sulla linea Lecce–Bari, un nuovo regionale partirà da Lecce alle 7,08 e arriverà a Bari centrale alle 8,45.

Jenny De Cicco

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Manifestazione no petrolio il 21 gennaio a Monopoli


Al via l’organizzazione della manifestazione contro le trivelle nell’Adriatico del 21 gennaio “Più verde, meno nero” prevista a Monopoli, per protestare contro l’estrazione d’idrocarburi. La Puglia scenderà in piazza a difesa del proprio modello di sviluppo sostenibile.

Il presidente del consiglio regionale, Onofrio Introna ha fatto il punto delle fasi organizzative con i rappresentanti del comitato anti trivellazioni petrolifere nell’Adriatico, costituito dalla Regione, dal comune monopolitano, province, amministrazioni comunali e associazioni.

Prevista una grande mobilitazione, che coinvolgerà i cittadini, pugliesi e non solo, e poi tutte le componenti politiche e sociali in salvaguardia del territorio, per ribadire il no al petrolio e il sì a una legge nazionale di divieto e a una moratoria europea dell’installazione di piattaforme offshore d’estrazione d’idrocarburi in mare.

Il presidente Introna invita alla collaborazione i sindacati, il mondo professionale, le imprese, soprattutto quelle marinare per uno “sviluppo turistico ed economico sano” e si farà promotore d’un appello alla partecipazione di tutte le Regioni costiere italiane. “Facendo seguito al documento contro le trivellazioni approvato all’unanimità nella recente riunione plenaria della Conferenza delle Assemblee legislative – ha detto Introna – chiederò ai colleghi presidenti delle regioni adriatiche e del Mediterraneo europeo di aderire alla manifestazione di gennaio a difesa del mare. Mi auguro di vedere sfilare con il gonfalone della Puglia i simboli delle altre quattordici regioni marinare: dalla Liguria alla Calabria fino al Friuli, passando per la Sardegna e la Sicilia”.

Una pagina su Facebook raccoglierà le adesioni alla campagna ambientalista.

La prima adesione a opera presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, assieme a quella di Introna, ma “tutti, forze politiche e sociali, associazioni, artisti, esponenti della cultura, sportivi, donne e uomini che hanno a cuore il futuro sano delle prossime generazioni sono invitati – dal presidente dell’assemblea pugliese – a sottoscrivere un manifesto blu, come le bandiere che le nostre spiagge devono continuare a collezionare da Ventimiglia a Trieste, passando per le coste pugliesi, minacciate da Mola a Otranto e perfino alle Tremiti dallo spettro di un fluido nero come il petrolio”.

Jenny De Cicco

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Il vino pugliese ci salverà?


Il vino si dimostra il tesoro pugliese in grado risollevare dalla crisi la Regione.

I vini di Puglia volano nell’export a quota +20,4% nei primi 9 mesi del 2011 e supera del 7% i valori del 2008, precedenti alla crisi e guidano le classifiche dei migliori vini d’Italia.

È il risultato migliore dopo quello della Sicilia (+22,6%) l’aumento nazionale si ferma a 13,5%, la media delle 8 regioni del Mezzogiorno è il 14,3%, dell’Italia centrale è del 13,7, dell’Italia settentrionale di poco più del 13%.

“La lettura di questi dati – ha commentato Nichi Vendola – ci racconta di un’inversione di tendenza. Dopo il baratro del 2009, che sembrava incolmabile per la Puglia con le esportazioni precipitate, per la crisi globale, quasi del 23%, non solo siamo tornati ai valori pre-crisi del 2008, ma li abbiamo addirittura superati di 415 milioni di euro. Non è frutto di un colpo di bacchetta magica la Regione Puglia realizzando oltre 100 iniziative nel biennio 2010-2011 per potenziare la crescita sui mercati esteri, ha centrato in pieno tutti gli obiettivi. Non per questo abbassiamo la guardia: spingere l’innovazione e l’internazionalizzazione continuerà ad essere un tema centrale delle nostre politiche”.

“Le esportazioni pugliesi – ha sottolineato Loredana Capone – crescono sia nei settori innovativi che in quelli tradizionali, con ottime performance negli uni e negli altri. Uno dei pochi dati negativi per la Puglia riguarda le esportazioni dei rifiuti grezzi e trattati che segnano un -41,3% al contrario della Sicilia per la quale lo stesso dato è tra quelli più rilevanti con una crescita dell’ 82,3%. Ma per noi il dato è negativo solo in apparenza perché indica invece che il nostro sistema riesce a reggere, trasformando il rifiuto in una risorsa per il territorio che dunque non lo esporta. Un’altra osservazione riguarda l’incidenza della Puglia nelle esportazioni italiane. Per la prima volta, quest’anno, notiamo una crescita graduale di trimestre in trimestre”.Grazie anche ai risultati ottenuti dalle case vitivinicole pugliesi, l’ultimo, in ordine di tempo, quello della classifica di Gentleman di Milano-Finanza, che ogni anno “suggerisce” al mercato internazionale le migliori cento etichette italiane.

La Top 100 dei vini rossi 2012 quest’anno è guidata da“Primitivo di Manduria ES 2009” dell’azienda tarantina Gianfranco Fino, nella classifica di Gentleman anche un’altra pugliese, sempre con un Primitivo, di Polvanera con il suo Gioia del Colle Primitivo 17 2008 al 24° posto.

Il punteggio attribuito ai vini è il risultato dell’incrocio delle valutazioni delle guide Espresso, Veronelli, Gambero Rosso, Luca Maroni e Bibenda. “E’ veramente con grande orgoglio e sentimento di gratitudine – commenta l’assessore alle Risorse Agroalimentari Dario Stefàno – che mi congratulo con le nostre aziende, nella certezza d’interpretare il sentimento di tutti i pugliesi. A loro e a tutte le aziende che continuano ad investire nella produzione di qualità, raccogliendo i meritati risultati, dico grazie perché il loro impegno rende la nostra Puglia sempre più grande”.

Jenny De Cicco

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Licenziamenti nella Asl di Lecce: Paolo Perrone scrive in Regione


Sostegno ai malati oncologici e integrazione scolastica sono due tematiche che preoccupano non poco. Il sindaco di Lecce Paolo Perrone ha chiesto in una lettera indirizzata al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, all’assessore regionale alla Sanità Tommaso Fiore e al commissario della Asl di Lecce Valdo Mellone, un incontro per cercare una soluzione alla vicenda. Si tratta degli operatori impegnati nell’assistenza ai malati oncologici, che dal 10 ottobre scorso sono disoccupati, e delle operatrici impegnate nell’integrazione scolastica dell’Asl di Lecce che, su sentenza della Corte Costituzionale, in data 1 settembre si sono viste annullare il contratto a tempo indeterminato. “In entrambi i casi – si legge testualmente nella missiva – si tratta di un danno enorme per la comunità leccese: da una parte decine di famiglie sono senza lavoro e – in drammatiche condizioni economiche – stentano a sopravvivere, dall’altra, servizi fondamentali per la sanità locale restano scoperti, creando notevoli disagi ai pazienti e alle loro famiglie”.

Il primo cittadino pone l’accento, a fine lettera, sulla drammaticità della situazione e a ciò che comporta questa scelta su entrambi i fronti. “La sospensione di questo servizio – scrive ancora – comporterà gravissime ripercussioni sulla salute dei cittadini.

Anche l’annullamento del contratto delle operatrici per l’integrazione scolastica ha comportato una serie di disagi ai bambini diversamente abili e ai loro genitori”.

Alessandro Conte

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