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Palmariggi, tutto pronto per la festa del melograno


Torna puntuale al riaprire della stagione autunnale uno degli appuntamenti più classici dell’ottobre salentino, “Lu paniri te e site”, giunto alla sua trentasettesima edizione. Tre giorni di festa, 7, 8 e 9 ottobre, per le strade di Palmariggi dedicati alla melagrana tipica di questo piccolo centro dell’entroterra idruntino. Tante le pietanze, molte a base proprio di melagrana, che saranno a disposizione di tutti i palati, anche dei più esigenti, dagli antipasti ai primi piatti, dagli arrosti di carne, alla porchetta Dop di Ariccia ai piatti della tradizione salentina, come cicore creste, gnommareddrhi, pittule, pezzetti di cavallo, senza dimenticare il vino negramaro e la musica popolare, tra pizzica e folk, degli Scianari e dell’Orchestra del Mare. La novità di quest’anno è l’angolo culturale con il convegno dell’Ordine dei Biologi della provincia di Lecce sul tema “La dieta mediterranea patrimonio Unesco” che si terrà sabato 8 ottobre alle ore 9 presso la sala congressi di Piazza Garibaldi. Un’occasione decisamente ghiotta per tuffarsi nelle tradizioni popolari e riprendere confidenza con i cibi che i nostri nonni hanno tramandato nelle nostre abitudini alimentari anche d’oggi.

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No all’eolico, ambientalisti mobilitati per la collina dei Fanciulli e delle Ninfe


Prosegue l’azione di tutela della collina dei Fanciulli e delle Ninfe. Il luogo si trova nei feudi di Giuggianello, Palmariggi e Minervino, e sono in tanti gli ambientalisti che si muovono affinché il progetto del parco eolico venga spostato in una zona di minor interesse naturalistico. La petizione, sposata anche dal Coordinamento civico di Maglie, è proseguita nel corso della Festa de lu Mieru in questo fine settimana. “Quest’anno – dicono dal Coordinamento – dagli appelli degli artisti sui palchi fino ai banchetti informativi e ai volontari tra le strade, l’estate salentina è stata attraversata da una diffusa mobilitazione trasversale, giovane e apartitica in difesa del paesaggio del Salento, vilipeso e attaccato su più fronti da più speculazioni come quelle del cemento e delle energie”. La petizione avviata da Italia Nostra Onlus è curata dal Coordinamento civico di Maglie per la tutela del territorio e la salute dei cittadini: la stessa Italia Nostra sezione Sud Salento ha già raccolto centinaia di firme in pochissime e brevi occasioni, e il Coordinamento altre centinaia durante la sola scorsa Notte della Taranta di Melpignano, per fermare la costruzione dei tre impianti industriali adiacenti per venti mastodontiche torri eoliche di 125 metri d’altezza ciascuna, e molte strutture annesse, sulla collina dei Fanciulli e delle Ninfe. “L’indiscussa Stonehenge megalitica d’Italia – continuano gli ambientalisti – e i suoi dolmen, menhir e rocce sacre enormi, naturali altari primitivi ammantati di suggestioni e leggende dai tempi protostorici sino ai nostri giorni, narrate anche da autori greci e latini antichi, rischiano di essere deturpati da progetti pazzeschi industrializzanti devastanti, in luoghi improponibili, dominio di grotte magiche, voragini, antri, villaggi neolitici, e d’uliveti antichi e monumentali, che i Greci dicevano costituiti anche da alberi gementi nella notte, derivati dalla metamorfosi in ulivi di fanciulli pastorelli messapici, a opera di stupende divine leggiadre e giovani ninfe indispettite, e tanti alberi lì, plurisecolari e dai tronchi contorti”. La petizione di Italia Nostra chiede al presidente della Repubblica, alla Regione e ai comuni coinvolti di ritirare ogni autorizzazione concessa in merito per fermare ogni ipotesi di anacronistica alterazione paesaggistica e sostanziale del sito.

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Palmariggi, tentata rapina alle Poste: i due banditi fuggono a mani vuote


Due banditi a volto coperto hanno tentato una rapina a mano armata all’ufficio postale di Palmariggi. I due malviventi sono stati costretti a fuggire grazie al tempestivo intervento del comandante della stazione dei carabinieri di Bagnolo del Salento, proprio in quel momento impegnato a parlare col direttore dell’ufficio postale, e di un testimone. Quest’ultimo aveva notato uno strano atteggiamento da parte dei due uomini che erano arrivati all’ufficio postale a bordo di una moto, una Honda Hornet di colore blu. Il testimone aveva notato inoltre che i due indossavano un giubbotto, ma non ne era rimasto particolarmente stupito, anche se in piena estate, perché è un indumento che i centauri indossano per proteggersi dal vento. È stato insospettito, invece, dal fatto che non indossavano una semplice maschera protettiva solo per la bocca, ma veri e propri passamontagna. I malviventi, armati di un fucile a canne mozze, aspettavano che aprisse l’ufficio per poi fare irruzione ed effettuare la rapina. Sia il testimone che il comandante hanno chiesto subito rinforzi e sul luogo sono intervenuti una volante dei carabinieri della stazione di Maglie, i carabinieri di Bagnolo del Salento e la polizia statale. I due, vista la malaparata, sono fuggiti a mani vuote a bordo dello stesso mezzo sul quale erano giunti poco prima. Il veicolo è al momento ricercato dai carabinieri della compagnia di Maglie, che hanno attivato diversi posti di blocco sulle strade del territorio circostante. Per ora dei rapinatori, purtroppo, non si sa nulla.

Serena Cappello

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Fine settimana di sapori e musica a Palmariggi


A Palmariggi si tiene il 23 e il 24 luglio la versione estiva de “Lu paniri te ‘e site”. La festa è organizzata dall’associazione omonima e giunge alla seconda edizione presso il campo sportivo: si tratta della versione estiva dell’antichissima sagra che si tiene a Palmariggi nel mese d’ottobre. Sarà un weekend dedicato ai prodotti tipici dell’entroterra idruntino e alla riscoperta degli antichi sapori con i piatti della tradizione. Anche stavolta grande spazio sarà dato ai cibi senza glutine, che saranno largamente rappresentati con stand appositi, nell’intento di far godere tutti, nessuno escluso, delle bontà salentine, che andranno dagli antipasti ai primi piatti e dai secondi ai dolci con tanto buon Negramaro. Immancabile la musica con il Gruppo Folk 2000 e i “Canta zumpa e balla”, che si alterneranno sul palco con un vastissimo repertorio di canti popolari e di pizzica salentina.

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Puteche aperte a Palmariggi, gusto a chilometri zero


Ritorna a Palmariggi un evento culturale ed enogastronomico molto atteso, Puteche aperte, che si tiene il 2 e 3 luglio presso il centro storico. La manifestazione è organizzata dall’associazione culturale “Mons Jovis”: giunta alla sua seconda edizione, intende far rivivere l’atmosfera tipica delle antiche “puteche” di paese, attraverso la degustazione di pietanze tipiche della tradizione culinaria salentina, come i pezzetti di cavallo, pesce fritto, “pittule”, purè di fave e cicorie, formaggi locali, vino, tutti prodotti a chilometri zero. Quest’anno ci sarà però anche il laboratorio di pasta fresca e la seconda edizione del concorso dell’olio paesano, che premierà il miglior olio senza etichetta, poiché è rivolto a tutti i produttori locali e a tutte le famiglie di Palmariggi che producono olio per il proprio consumo personale e familiare. Il tutto sarà accompagnato da musica tradizionale e pizzica del gruppo “Cunserva Mara” e da “P40”, eclettico e moderno cantastorie salentino. Nelle stradine del centro storico saranno allestite anche esposizioni di quadri e creazioni in ceramica di artisti locali. Infine, il 3 luglio alle 21, in collaborazione con l’associazione culturale “Presidi del Libro”, “Puteche aperte” inaugura l’apertura di una finestra letteraria, ospitando un artista di eccezione, Roberto Pazzi, che presenterà il suo ultimo romanzo “Mi spiacerà morire per non vederti più”.

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“Senza arte né parte”, torna il cinema all’italiana di Albanese. Da Palmariggi


L’attesa è finita. Il 6 maggio, finalmente, si potrà vedere nelle sale il nuovo film di Giovanni Albanese dal titolo “Senza arte né parte”, le cui riprese si sono tenute circa un anno fa. Si tratta di un film interamente girato nel Salento; Albanese, ormai innamorato alla follia del Salento, ha anche preso casa nel piccolo comune di Palmariggi, dov’è ambientato il film interpretato da Vincenzo Salemme, Donatella Finocchiaro e Giuseppe Battiston. “Senza arte né parte” racconta di una piccola truffa “per necessità”, un po’ come ne “I soliti ignoti”: un gruppo di amici viene licenziato a seguito dell’automazione del pastificio in cui lavora, ma viene assunto momentaneamente per fare la guardia a opere d’arte moderna. Gli uomini (uno dei quali in particolare sta vivendo un momento delicato in famiglia, dato che la sua donna è stata assunta proprio dal pastificio da cui lui era stato licenziato) sulle prime sono un po’ perplessi di fronte a questo genere d’arte, ma poi viene loro in mente un’idea: creare un business attraverso la realizzazione di manufatti falsi ricalcati su quelli quotatissimi che hanno sotto mano. “Senza arte né parte”, a partire dalla locandina, si propone di ravvivare i topoi della commedia all’italiana, di cui Albanese è grande cultore. Dopo il successo di “A A A Achille”, premiato anche al “Giffoni Film Festival”, Albanese torna al grande schermo con una commedia delicata, girata in quella piazza di Palmariggi paesaggio di cartolina, facendo riecheggiare quelle atmosfere e quei personaggi che furono un tempo i pezzi forti di registi come Pietro Germi, Mario Monicelli, Steno, Dino Risi. Alcune scene, infine, sono state girate anche in un pastificio di Corigliano d’Otranto, lo stesso che aveva visto le riprese del capolavoro di Ferzan Ozpetek “Mine vaganti”.

Angela Leucci

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“Santu Lazzaru”, una tradizione pasquale antichissima rivivrà a Palmariggi domenica prossima


Un evento per riportare in auge una tradizione lontana. Si tratta dellu “Santu Lazzaru”, una manifestazione organizzata dalla Pro Loco “Montevergine” di Palmariggi e dal Servizio civile Unpli, che con il suo progetto annuale “La Grecìa Salentina” vuole diffondere la conoscenza sulla tradizione popolare su “Santu Lazzaru”. Negli ultimi anni la manifestazione veniva portata avanti da movimenti cattolici, che contattavano la popolazione porta a porta per una raccolta che sarebbe stata destinata ai poveri. Ma “Santu Lazzaru” ha radici più antiche: molti anni fa si recavano, tra gli altri centri, a Palmariggi cantori che facevano ascoltare per le strade i canti popolari della Passione e della Pasqua. Da qui prende le mosse questo evento, che si tiene il 17 aprile alle presso la chiesa della Madonna della Palma: si esibiranno, con canti non liturgici sul tema della Passione di Cristo, Consuelo Alfieri (fisarmonica, organetto e voce), Mino Alfieri (chitarra) e Antonio Paolo (percussioni). Le tradizioni popolari pasquali trovano completa espressione in questo periodo in cui anche i turisti accorrono per assistere ai riti a ridosso della Settimana Santa, che presentano caratteristiche antiche di una suggestività unica. Come la processione del Venerdì Santo di Maglie, che in questi giorni ha conquistato il premio “A crone de spine” da parte del Comitato per la Qualità della Vita di Taranto: la processione di Maglie è Processione dei Misteri, in cui sfilano le statue che ritraggono i momenti salienti e i personaggi della Passione, rigorosamente d’epoca e con i costumi originali ottocenteschi.

Angela Leucci

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Anche il Consiglio comunale di Palmariggi vota la solidarietà agli Lsu


Anche il Consiglio comunale di Palmariggi si concentra sulla questione degli ex Lsu, che protestano, ormai da mesi, presso il presidio posto presso il marciapiede antistante l’istituto magistrale “Aldo Moro” di Maglie. Nel Consiglio che si è tenuto nei giorni scorsi, infatti, i componenti si sono espressi all’unanimità a favore della protesta, forti anche dei nove ex Lsu palmariggini (su 1200 in tutta la provincia) che stanno vivendo la grave questione del precariato da ben sedici anni; cui si aggiungono una parte, i lavoratori della ditta Intini, che stanno percependo il salario a singhiozzo. In altre parole, la ditta eroga i salari in maniera non regolare, come invece è accaduto sempre in passato, motivando il disagio con la mancata erogazione dei contributi da parte dello Stato. Palmariggi, così, si pone in un’azione simile a quella intrapresa dal comune di Uggiano la Chiesa nella scorse settimane. Gli ex Lsu, disperati a causa della loro situazione, cercano nel frattempo risposte dalla politica che in effetti, senza distinzione di parte, sta dimostrando attenzione verso i loro problemi. Anche presso la Regione Puglia, il Consiglio ha approntato un ordine del giorno che prevede il problema degli ex Lsu all’ordine del giorno: tutto però sembra fermo, nonostante la buona volontà della politica. Una delle possibilità allo studio è che siano i presidi in prima persona a riassumerli dopo la data del 30 giugno, quando scadrà il loro contratto che pure, inizialmente, era a tempo indeterminato. Ma gli ex Lsu non vedono garanzie in questa soluzione, e preferirebbero essere assunti direttamente dallo Stato: facendo un po’ di conti, questa sarebbe anche un’ipotesi che farebbe risparmiare non poco denaro pubblico. Ma per ora gli ex Lsu restano nel presidio a ribadire la loro situazione. Tutto il resto è rumore.

Angela Leucci

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Palmariggi, il rilancio passa anche attraverso il nuovo poliambulatorio: oggi la decisione del Consiglio


Oggi, nel Consiglio comunale di Palmariggi, si discute della possibilità di mettere a disposizione della Asl Lecce un’area, situata presso la statale 16 Maglie-Otranto in agro di Palmariggi, da destinare alla costruzione di una struttura sanitaria. È questa, infatti, la proposta formulata dalla giunta del piccolo centro dell’entroterra idruntino, che in tempi di riordino ospedaliero cerca di fare la propria parte. Una situazione che vede nelle stesse condizioni tutti i comuni salentini, che stanno vivendo con agitazione questo riordino: non solo quelli che vedranno chiudere le proprie strutture sanitarie esistenti, o trasformate in tempi e modi ancora non del tutto noti, ma anche i comuni che si fanno avanti, promuovendosi come nuovi centri di terziario sanitario. Palmariggi motiva la propria decisione con una questione geografica, la propria posizione baricentrica per il territorio, anche se sembra ormai che i giochi siano fatti, con la Casa della Salute a Maglie e l’ospedale di eccellenza a Scorrano. Ma forse un poliambulatorio, in un’area abbastanza vasta, è sembrato al comune di Palmariggi una possibilità di rilancio del proprio territorio anche in questo campo. Negli ultimi mesi, infatti, si assiste a un completo riassetto del paese guidato dal sindaco Anna Elisa Stifani: a partire dal centro storico, su cui si sta eseguendo un restyling completo a partire dal basolato pavimentale, per proseguire con la cultura attraverso, ad esempio, l’apertura del Museo del Mare, presso il suggestivo castello, e perfinire con l’operazione di marketing territoriale per cui il regista Giovanni Albanese ha girato qui la sua pellicola “Senza arte né parte”, con Vincenzo Salemme e Giuseppe Battiston. Il rinnovamento e il rilancio di Palmariggi appaiono così inarrestabili, ma ora la palla passa alla Regione Puglia, che ha il dovere di decidere su tutto ciò che riguarda la sanità. In fondo, provarci non costa nulla, è un po’ come la pascaliana scommessa su Dio: si punta e non si perde nulla, ma se si vince la posta in gioco darà grandi soddisfazioni in termini di ricadute socio-economiche sul territorio.

Angela Leucci

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Finito il Carnevale, arriva la Caremma: storia di una tradizione salentina


È ormai la nostra compagna da sempre, la Caremma, una vecchia signora che in molti centri del Salento fa la sua comparsa alla fine del Carnevale. La parola “caremma”, infatti, deriva da Quaresima, ossia il periodo di digiuno che porta alla Pasqua per il calendario cristiano. E se i turisti ne sembrano spesso stupiti, per i salentini è invece una sorta di avvenimento normale e molto atteso. Le persone, in gruppi organizzati e non, danno vita a questi pupazzi, collocandoli sui tetti delle loro casa o in altri luoghi importanti per la comunità. Com’è avvenuto in questi giorni a Palmariggi, dove hanno fatto la loro comparsa le Caremme, a colorare il piccolo centro salentino definito dal regista Giovanni Albanese (che l’ha utilizzato come location per il film “Senza arte né parte” con Vincenzo Salemme) “uno di quei libri, in cui, girando le pagine, si sollevano le immagini”. In questo scenario da favola torna così una tradizione importante. Le foto che vedete sono state concesse dalla Pro Loco di Palmariggi, sul cui profilo Facebook è comparsa una lunga didascalia: “Finito il Carnevale, si affaccia in alto, su cornicioni, pensiline, balconi, una signora vestita di scuro, in abiti contadini, un foulard per coprire i capelli bianchi, scialle di lana e occhiali spessi…

Questa è l’immagine tipica della Caremma, più o meno simpatica, più o meno austera, più o meno aggraziata vecchietta, simbolo del folclore popolare salentino. Nella tradizione popolare, la Caremma rappresenta infatti la moglie del Carnevale, morto di libagioni nel giorno di martedì grasso; veniva appesa sui terrazzi delle case, sui pali a crocicchi delle strade il mercoledì delle Ceneri, a ricordare l’inizio della Quaresima. La Caremma serviva infatti a ricordare ai cristiani che la Chiesa stava vivendo un periodo di penitenza e di astinenza, per cui le feste, le baldorie e gli eccessi del Carnevale dovevano essere eliminati, perché ci si apprestava ad affrontare giorni di digiuno, di sacrificio e di astinenza dalla carne. In più, era una sorta di rudimentale calendario, utile a tener il conto delle settimane che avvicinavano alla Pasqua. Abito nero in segno di lutto, il fantoccio-vegliarda aveva in una mano il fuso e la lana da filare quale simbolo della laboriosità, del tempo e della vita che scorre. Il tempo della penitenza e dell’astinenza veniva invece rappresentato e scandito dalle sette piume di gallina (una per ogni settimana di Quaresima), conficcate in un’arancia (o in una patata) attaccata all’altra mano. Di queste piume se ne toglieva una per settimana, fino al Sabato santo, giorno in cui la stessa Caremma veniva fatta scendere e data alle fiamme, in segno di purificazione e dell’auspicato inizio di una nuova stagione di vita; il rito avveniva subito dopo il suono delle campane che annunciavano la resurrezione del Cristo. Una tradizione carica di significati e fortemente legata alla vita e alla quotidianità del mondo contadino. Uno dei tanti simboli caduti nel dimenticatoio, che l’associazione Pro Loco ha deciso di far riapparire in paese. Oggi, a differenza di allora, esistono infatti meno povertà, meno rinunce, meno sacrifici, ma la suggestione della Caremma resiste al tempo.

Angela Leucci


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La rigenerazione urbana passa anche per Palmariggi


Nelle scorse settimane c’è stata la firma ufficiale sul Piano di rigenerazione urbana per i comuni dell’entroterra idruntino: l’Unione composta da Bagnolo, Cannole, Cursi e Palmariggi ha infatti siglato il disciplinare per l’inizio dei lavori inerenti la rigenerazione urbana dei quattro centri. Naturalmente, il Documento programmatico che coinvolge i quattro paesi stabilisce gli ambiti territoriali che richiedono interventi prioritari per il miglioramento delle condizioni urbanistiche, abitative, sociali, ambientali e culturali degli insediamenti umani. Per quello che riguarda Palmariggi, è stato ottenuto un finanziamento di 500mila euro, e ci si appresta adesso a realizzare i lavori di recupero di alcune aree urbane della zona 167. “Sarà completamente modificato il volto dell’intero quartiere – spiega il primo cittadino Anna Elisa Stifani – con la previsione di nuove aree destinate a verde pubblico, parcheggi, parco giochi per i più piccini e un’ampia zona completamente pedonale. Tutta l’area diventerà una vera zona franca dedicata alle nuove generazioni. I ragazzi potranno raggiungere il campo sportivo e il campo di calcetto, andare in bicicletta, pattinare, usare gli skate in una zona vietata agli automezzi, e perciò in totale sicurezza”. La villa che si trova a ridosso del campo sportivo comunale, attualmente poco fruibile per la presenza di troppi alberi, sarà completamente ridisegnata: ampio spazio per il verde e una grande zona da destinare agli incontri all’aperto, ai concerti, alla condivisione di eventi sportivi o culturali, una sorta di arena o di foro in cui le persone potranno tornare a parlare, a discutere, ad apprendere, a divertirsi. Tutta l’area sarà dotata di servizio wi-fi, per consentire una libera navigazione su Internet. “Con questo nuovo progetto – conclude Stifani – creeremo un vero parco cittadino, dimostrando la nostra volontà di riqualificare l’intero territorio comunale e di migliorare le condizioni abitative di tutta la comunità”.

Angela Leucci

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