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Ristrutturazione “Tito Schipa”, nuovo finanziamento dalla Provincia


Con una spesa di 350mila euro la giunta provinciale ha approvato il progetto definitivo-esecutivo dei lavori di completamento della ristrutturazione della
sede della Fondazione “Tito Schipa” ex liceo musicale “Tito Schipa” a Lecce. Questo ulteriore intervento si aggiunge a quello deliberato nel marzo 2010,
che prevedeva un impegno di spesa di 1 milione e 545mila euro. L’edificio di interesse storico che si trova in uno stato di precarietà statica e funzionale,
sarà interessato da lavori di restauro conservativo (risanamento statico e recupero funzionale), di adeguamento alle norme di sicurezza riguardanti la
prevenzione incendi e l’eliminazione delle barriere architettoniche.
In particolare, saranno rifatti tutti i solai, i servizi igienici, gli impianti, i pavimenti, gli infissi e saranno recuperati anche la facciata esterna e il cortile interno. Inoltre, al primo piano sarà realizzata una sala insonorizzata destinata alle prove dell’Orchestra della Fondazione Ico “Tito Schipa”. Con questo ulteriore intervento economico deliberato oggi dalla giunta provinciale, indispensabile per l’adeguamento sismico della struttura, saranno realizzate alcune opere di arredo e finitura. Nello specifico, queste opere riguarderanno: ascensore, tendaggio fonoassorbenti, dipinture interne, pompa di calore, ventilconvettori, scala antincendio e corpi illuminanti.
“Questo ulteriore intervento deliberato oggi – dichiara Pasquale Gaetani, assessore provinciale al Patrimonio – è la migliore testimonianza che come
Provincia, per raggiungere gli obiettivi programmati nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche, riteniamo necessario, urgente e indispensabile rendere
funzionale e fruibile l’intero edificio, che potrà far fronte alle numerose esigenze di spazi per la cultura e l’arte in genere, di cui le istituzioni e il
mondo associativo hanno bisogno”.
L’edificio, ex sede del liceo musicale di Lecce intitolato a Tito Schipa, fu realizzato in rustico dal grande tenore leccese su suolo concesso dal comune di
Lecce, successivamente completato da un apposito consorzio costituito nel 1933 da Comune, Provincia e Camera di Commercio di Lecce. Il nuovo edificio fu collaudato nel 1942 e venne destinato a Istituto di istruzione ed educazione musicale. Fino al 1970 ha svolto attività didattica il liceo musicale “Tito Schipa”. Dal 1971 fino al 1980 è stata sede del Conservatorio musicale di Lecce. Nel 1980 è diventato sede dall’Orchestra Sinfonica della Provincia di Lecce.

Alessandro Conte

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Protesta dei lavoratori delle terme: interviene Salvatore Piconese


Nella vicenda dei lavoratori stagionali delle Terme di Santa Cesarea ancora si è a uno stallo. Il consigliere d’opposizione Salvatore Piconese ha inviato una nota in cui esprime la vicinanza ai lavoratori. La questione infatti inerisce anche e soprattutto la Provincia di Lecce, tanto che per martedì il presidente Antonio Gabellone ha previsto un incontro alla presenza dei sindacati. “Il gruppo consiliare del Pd della Provincia di Lecce – scrive Piconese – si schiera a sostegno della mobilitazione dei lavoratori della Terme Spa di Santa Cesarea. Si tratta di una questione centrale poiché riguarda i diritti dei lavoratori e il futuro di tante famiglie, alle quali va garantito un avvenire fatto di certezze. Chiediamo, che il cda delle Terme Spa colga l’invito delle organizzazioni sindacali e si apra al confronto, al fine di assicurare un dialogo costruttivo e democratico, che riesca a conciliare le esigenze aziendali con le aspettative legittime dei lavoratori. Inoltre, in qualità di consigliere provinciale, rappresentante di un territorio che ha nella società termale un punto di riferimento importante, chiederò al presidente Gabellone di poter partecipare all’incontro con le organizzazioni sindacali previsto per martedì 29 maggio presso la Provincia di Lecce”.

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L’assessore Toma esorta Vendola: “Presidente, metta a disposizione le risorse per la formazione professionale”


L’assessore provinciale alla Formazione professionale e alle Politiche del lavoro, Ernesto Toma, attacca in un comunicato il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola. I punti chiave riguardano, in particolare, i ritardi per lo stanziamento dei fondi messi a disposizione per la formazione professionale.
L’assessore Toma parte subito all’attacco di “un governatore che si diletta quotidianamente a vestire i panni di leader nazionale di un partito, trascurando totalmente i compiti che ha il dovere di svolgere, per i cittadini pugliesi, in qualità di Presidente della Regione”.
“È giusto concentrarsi sui fondi Cipe – afferma Ernesto Toma – ma è alquanto strano che il presidente Vendola trascuri le esigenze impellenti della Regione.
Cosa risponderebbe il Presidente qualora qualcuno, per esempio l’assessore alla Formazione professionale e Politiche del lavoro della Provincia di Lecce, ponesse a lui quesiti di egual portata? Quale sarebbe la risposta all’interrogativo circa i fondi della formazione professionale in Puglia?”.
“La Provincia di Lecce – continua – ha pubblicato nel novembre 2011 i bandi relativi alla formazione professionale, ha valutato i progetti pervenuti, pubblicato le relative graduatorie definitive e, soprattutto, fronteggiato gli innumerevoli giusti solleciti da parte degli enti di formazione e dei giovani che si sono aggiudicati i tirocini formativi presso aziende del nostro territorio. Quello stesso territorio che il Presidente Vendola configura come beneficiario degli obiettivi strategici per il rilancio della Regione.
Obiettivi puntualmente disattesi!”.
Poi l’assessore concentra il suo intervento sul problema delle risorse impegnate, ma non stanziate: “Le risorse della formazione professionale sono state già impegnate, ma la Regione Puglia non le ha ancora messe a disposizione delle Province, che hanno la delega in materia. D’altronde la trascuratezza nei confronti delle Province pugliesi era già emersa quando, in occasione del tanto osannato Piano pei il Lavoro in Puglia, in fase di concertazione e di “cabina di regia”, la Provincia di Lecce non è stata minimamente resa partecipe, pur essendo il soggetto con cui quotidianamente si interfacciano i giovani, le donne, i disoccupati di lunga durata, i percettori di ammortizzatori sociali, i disabili, gli immigrati. Un governo regionale che non punta, effettivamente, sulle donne e gli uomini del nostro territorio, provoca inevitabilmente una società fragile, demotivata e sfiduciata verso la politica”. Subito dopo, l’assessore si concentra sull’esperienza maturata in Provincia: “L’assessorato che rappresento mi porta quotidianamente a confrontarmi con le esigenze dei cittadini della provincia di Lecce, a valutare fabbisogni specifici, a porre in essere iniziative che mirano realmente al rilancio del territorio, alla crescita, senza cristallizzarsi sulla crisi. La crescita passa attraverso la formazione professionale e le iniziative restano progetti non attuati, se le risorse non vengono messe a disposizione”.
Infine, chiude il suo intervento con un’esortazione: “Gli strumenti per le iniziative di sviluppo, caro Presidente, dovrebbe metterli a disposizione: i cittadini preferiscono le opportunità concrete a inutili condizionamenti ideologici, che rendono vano lo sforzo effettuato dall’assessorato alla Formazione professionale della Provincia di Lecce, di impegnare due annualità, per ridare slancio al nostro territorio, in un momento di drammatica crisi, qual è l’attuale”.

Alessandro Conte

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Provincia di Lecce: parola d’ordine Risollevare il Salento


Germoglia a Sogliano Cavour la fioritura economica e sociale dell’intero salento, il neo assessore Salvatore Polimeno sceglie il suo paese, culla della sua nascita e cattedra della decennale attività politica come primo cittadino, per presentare il progetto del suo nuovo impegno istituzionale. Salvatore Polimeno sostituisce Salvatore Perrone all’assessorato all’Attività Produttiva e Venatoria della provincia di Lecce. Il cambio al vertice è il risultato finale di un’alternanza di ruoli stabilita nel 2009 all’interno del partito di Azzurro Popolare, e che oggi si è tradotta in una sostituzione nella giunta di Palazzo dei Celestini. Sotto l’egida del presidente Gabellone i gentiluomini di Aldo Aloisi mantengono fede al patto stabilito, e dove finisce la proficua attiva svolta da Perrore comincia il solerte lavoro di Polimeno. Nell’attivismo di oggi come neo assessore e nell’impegno passato come sindaco, passando attraverso anni di attività come consigliere provinciale di maggioranza e di minoranza, si palesa in Salvatore Polimeno la parabola ascendente di un italico self-made-man che ripropone il possibilismo illimitato del sogno americano in terra salentina. Pensa obbedendo al ragione di stato e agisce seguendo la saggezza del cuore, l’assessore Polimeno che in nome del bene comune supera le partigianerie di sorta, e rivendicando il lavoro pregresso al risultato raggiunto, lavora con impegno e alacrità. Son bastati meno di venti giorni al nuovo assessore per avviare la sua “Attività Produttiva”, infatti sta già per diventare operativo un ambizioso progetto, risultato di un certosino lavoro di accordi atti a stipulare un protocollo d’intesa tra la Provincia di Lecce, L’Università del Salento, la Camera di Commercio e molti altri enti, agenti attenti e responsabili della crescita del territorio salentino. Un’interazione simmetrica e complementare fra quanti sono interessati, in misura diversa ma in modo analogo, al processo di sviluppo collettivo e al potenziamento delle risorse locali. Il progetto di lavoro segue un iter logico e razionale che parte dall’osservazione della pars destruens del contesto territoriale, per giungere alla realizzazione della pars costruens di ogni ambito sociale ed economico. Il primo soggetto coinvolto è l’Università a cui è demandato il momento di riflessione ragionata prima e l’occasione di un’azione propositiva poi. Sarà compito di studenti e ricercatori attuare delle indagini di mercato per rilevare le sacche di crisi e i possibili contesti di crescita, al fine di presentare delle proposte innovative funzionali a un progresso che fatica a decollare. L’attenzione dell’intero mondo accademico è rivolta a tutti i settori produttivi locali: agricoltura, industria, artigianato e turismo, per i quali verranno create, quelle che potremmo definire delle “idee costruttive d’intervento” funzionali a far crescere la nostra terra, e a far conoscere i prodotti locali in ambito nazionale e internazionale. I pacchetti di crescita verranno conseguentemente presentati alle aziende che avranno il compito precipuo di tradurre la forma di un’idea in sostanza di mercato. Le proposte dovranno avere la forza dirompente di un richiamo extra-territoriale, al fine di attirare anche imprenditori da ogni parte d’Italia pronti ad investire nel, e per, il salento. Lo sprone a fare meglio, sottolinea l’assessore, forte dell’esperienza calcistica come dirigente, sarà incentivato dalla proposta di creare una Champions League dell’idea. E se consideriamo il fatto che al prestigioso campionato europeo possono partecipare solo le squadre migliori, confidiamo aprioristicamente nell’idea vincitrice. Conclude l’assessore, quello che propongo, non è solo il progetto di un politico è il sogno di uomo e di un padre che ambisce a guardare oltre l’orizzonte dell’immediato contingente, e che spera di costruire certezze tangibili per i figli di tutti”. E saranno proprio i figli di tutti, con le loro idee,e a fornire quel punto d’appoggio che Ri-solleverà il salento.

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Al via la campagna Raccolta occhiali usati 2012


“Un paio di occhiali inutilizzato a noi non serve più, ma se lo doniamo potrà essere nuovamente utile a una persona che vive dall’altra parte del mondo”. Con questo messaggio parte la campagna Raccolta occhiali usati 2012, promossa dal Lions Club Lecce Rudiae, in collaborazione con la Provincia di Lecce e con la disponibilità del 61° Stormo dell’Aeronautica Militare e del Centro Commerciale Mongolfiera di Lecce, che prevede la mobilitazione sul territorio per raccogliere il maggior numero di occhiali possibile.
La cerimonia d’apertura è prevista per venerdì 2 marzo alle ore 12, nella sala consiliare della Provincia di Lecce. I raccoglitori, forniti dai Lions, saranno consegnati dal presidente della Provincia Antonio Gabellone e dal consigliere delegato per la Pubblica istruzione Antonio Del Vino alle scuole. Questo momento di incontro iniziale sarà l’occasione per presentare la campagna che opererà su più fronti.
Saranno presenti il comandante del 61° Stormo Maurizio Colonna, il direttore del Centro Mongolfiera di Lecce Davide Vitale, il presidente del Lions Club Lecce Rudiae Francesco De Jaco, insieme alle delegazioni delle scuole partecipanti all’iniziativa. Il Lions Club Lecce Rudiae, che promuove la campagna nazionale sul territorio salentino, è attivo da molti anni, operando nell’ambito sociale, culturale e della solidarietà. Ѐ parte integrante della grande famiglia del Lions Clubs International, unico organismo non governativo con sede permanente presso il Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite a New York.
Quest’anno all’azione del Lions si è affiancata la collaborazione della Provincia di Lecce. Ѐ stata messa a punto anche la campagna Scuole, che prevede il coinvolgimento di 11 scuole di Lecce e provincia che faranno una gara di solidarietà a chi raccoglierà il maggior numero di occhiali. Gli istituti ospiteranno i raccoglitori che saranno consegnati nell’incontro di domani, nei quali gli studenti, il personale docente e non docente potranno depositare gli occhiali vecchi. Nel mese di metà maggio saranno premiate le scuole più virtuose, e per tutte è previsto un diploma di partecipazione.
Il Comando del 61° Stormo, invece, ha dato la disponibilità a ospitare, nelle proprie strutture, dei punti per la raccolta degli occhiali usati, dove anche qui tutto il personale militare e non, potrà depositare gli occhiali dismessi.
Inoltre, anche quest’anno la direzione del Mongolfiera Lecce ripeterà la campagna “Hasta la Vista, regalo in vista” istituendo e ospitando, da marzo a fine maggio, il punto di raccolta e le operazioni pubbliche della conta finale degli occhiali della campagna Scuole.
Una volta raccolti, gli occhiali saranno spediti presso il centro raccolta occhiali Lions di Chivasso (To), dove saranno catalogati per diottrie, sterilizzati, ripuliti, imbustati con nuova scheda tecnica a corredo e inviati nei Paesi dove potranno essere donati alle popolazioni bisognose.

Alessandro Conte

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Job Innovation Camp per un giorno a Maglie


Per tutto un giorno a Maglie presso il liceo Capece, il 14 gennaio ci sarà “Job Innovation Camp”, evento finalizzato a favorire l’incontro costruttivo tra i giovani talenti della provincia di Lecce, i centri di ricerca e le imprese innovative. Si tratta di un progetto promosso dalla Provincia di Lecce – Assessorato alla Formazione Professionale e Politiche per l’impiego con la partecipazione dell’Università del Salento e realizzato da Alba Service, in collaborazione con la Cooperativa Officine Cantelmo, il Gruppo Oltrelinea e la Cbox. Per questa tappa presenti anche stand delle aziende innovative nel settore eno – agro alimentare.

Programma della Giornata: Apertura al Pubblico: ore 9-13/16- 20 Ore 11 – Workshop: “Lavoro e innovazione: quali strategie per il lavoro qualificato nel sistema produttivo pugliese”. Intervengono Ernesto Toma – assessore alla Formazione e alle Politiche sul Lavoro della Provincia di Lecce, Lorenzo Vasanelli – delegato del rettore alla Ricerca, Carmelo Rollo – presidente LegaCoop Puglia, Cosimo Prisciano – responsabile Italia Lavoro, Puglia e Basilicata, Carlo Maccuku – CdA Dare Distretto Agroalimentare, Antonio Corvino – presidente Osservatorio Banche Imprese.

Ore 16: InnovaAction Talk – Il workshop è incentrato sulla diffusione dei risultati ottenuti dall’associazione InnovactionLab in Puglia nel 2011. In particolar modo saranno proiettati foto, video e presentazioni realizzate dai partecipanti all’iniziativa. Interverrà in video conferenza il presidente nazionale dell’associazione InnovAction Lab. Intervengono anche Cookous – vincitore InnLab Walter Dabbicco, InnCamp – Roberto Oranger, Israeli Study Tour – Andrea Martelli, assessorato alle Attività Produttive Comune di Maglie – Marco Sticchi, InnLab & scuola superiore Isufi Loris Sturlese. Modera Salvatore Modeo.

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A Carpignano Salentino parte il Paes


L’amministrazione comunale di Carpignano Salentino da lunedì 19 Dicembre 2011 è ufficialmente in moto per la redazione del del Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile (Paes), grazie al quale il comune si impegnerà con la Comunità Europea ad abbattere di oltre il 20% le emissioni di gas inquinanti prodotti sul territorio comunale entro il 2020.

Gli obiettivi che occorre raggiungere in questa prima fase insieme al coordinamento della Provincia di Lecce e delle associazioni del settore, sono i seguenti:

– le metodologie di valutazione di emissioni di CO2 sul territorio comunale,

– gli obiettivi e le azioni che la municipalità vuole attuare per diminuire le emissioni di CO2

Il problema da risolvere subito per quanto riguarda la stesura del Paes è il coinvolgimento di tutti gli ottanta comuni della provincia di Lecce, perché lo studio del territorio è propedeutico per la redazione del progetto. L’idea è ambiziosa: ridurre le emissioni con misure finanziate dalla Comunità Europea per almeno 50 milioni di euro. Un grande momento di partecipazione per decidere insieme il futuro ambientale del territorio salentino.

La provincia con il suo assessore Stefano ha dichiarato che “spingerà tutti i comuni aderenti al Patto dei Sindaci ad avviare la creazione di una struttura di studio in ogni comune”.

Fabio Tarantino

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Piano scolastico approvato dalla giunta provinciale di Lecce. Dichiarazioni di Antonio Buccoliero


Nei giorni scorsi la giunta provinciale di Lecce ha approvato il Piano di dimensionamento della rete scolastica e la programmazione dell’offerta formativa per l’anno scolastico 2012/2013, e non sono mancate le polemiche. Ora l’ultima parola spetta prima all’Ufficio Scolastico Regionale che deve rilasciare il parere richiesto e infine, alla Regione per l’approvazione definitiva. Intanto sulla questione è intervenuto il consigliere regionale MeP (Moderati e Popolari), Antonio Buccoliero. “Il Piano scolastico della provincia di Lecce, di recente approvato dalla giunta provinciale – dichiara il consigliere regionale – non appare completamente rispondente alle esigenze di un territorio che, per emergere, ha bisogno di un’offerta formativa diversificata e accessibile a tutta l’utenza e su tutto il territorio provinciale. Gli stessi accorpamenti, pur necessari per razionalizzare i costi e per dar seguito alle riforme normative, non possono però penalizzare eccellenze e creare ibridi che mal si conciliano con una moderna visione dell’offerta formativa. Il mio sconcerto e quello di tantissimi studenti, genitori, professori e dirigenti scolastici sta nel fatto che è mancata l’interlocuzione finale con gli istituti presenti in provincia di Lecce e che ha determinato uno sfasamento tra territori, utenza e istituti formativi. Ѐ emblematico il caso dell’accorpamento del Costa e del Calasso, ma anche l’assenza di un Istituto Biotecnologico nel Basso Salento costituisce una carenza che va immediatamente sanata. Non si può pretendere che uno studente di Leuca, per seguire un indirizzo in materie chimico-sanitarie, debba percorrere 160 chilometri al giorno per raggiungere Lecce. Nelle prossime ore depositerò una interrogazione urgente all’assessore regionale Alba Sasso perché d’intesa con la VI commissione consiliare, l’Ufficio Scolastico regionale e la Provincia di Lecce si provveda a un riesame complessivo del Piano presentato al fine di riconsiderare alcune legittime aspirazioni del territorio”.

Alessandro Conte

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Rapporto Sprar – Lecce meta preferita dai migranti


La provincia di Lecce è la meta preferita dai migranti per quanto riguarda la Puglia. Questo è quanto rilevato dal rapporto Sprar 2010 – 2011 “Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati”, presentato recentemente a Roma.

L’indagine è stata portata avanti da “Cittalia” (Fondazione Anci Ricerche), in collaborazione con il Ministero dell’Interno e l’Anci – che gestisce il Servizio centrale Sprar – incentrandosi sulla rete di attività che gli Enti locali, in collaborazione con il terzo settore, mettono in piedi accogliendo gli stranieri richiedenti asilo.

Nello specifico, il sistema è costituito dagli enti locali che, per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata, accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo. Inoltre, gli enti locali, con il supporto del terzo settore, garantiscono interventi che superano “la sola distribuzione di vitto e alloggio, prevedendo in modo complementare anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico”.

La rete dei soggetti operanti, comprendente anche i Cara e le strutture della Protezione Civile, realizza 151 progetti territoriali che fanno capo a 128 Enti, tra cui Galatina, Trepuzzi, Carmiano e Lecce. Complessivamente, nel 2010, Sprar ha accolto 6.855 richiedenti e titolari di protezione internazionale suddivisi in categorie ordinarie (uomini e donne singoli, nuclei familiari), di vulnerabilità (minori stranieri non accompagnati richiedenti asilo, nuclei monoparentali, persone che hanno bisogno di assistenza sanitaria specialistica e prolungata, vittime di tortura e violenza) e infine, di persone con disagi psichici. In tutta Italia si contano 3.146 posti di accoglienza e la regione che ne ha di più è il Lazio; seguono in ordine, Lombardia, Sicilia, Puglia ed Emilia Romagna. Proprio la regione pugliese, nel 2010, ha predisposto 18 progetti e 314 posti di accoglienza. In generale, tra il 2007 e il 2011 gli Enti titolari di progetti Sprar sono aumentati da 10 a 17, e anche il numero di progetti ha subito un incremento passando da 11 a 19.

Alessandro Conte

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La sanità e la questione dei punti nascita. Parla Patrizio Mazza


Continua a far discutere il taglio dei punti nascita. Nei giorni scorsi è intervenuto il consigliere regionale, Saverio Congedo (Pdl). “La riduzione dei punti-nascita a quattro o cinque in Provincia di Lecce – afferma Congedo – è un dovere cui la nostra Regione non si può certamente sottrarre, a seguito degli impegni assunti per rientrare dal deficit e accedere così a una quota integrativa del Fondo Sanitario Nazionale. Essa però non può avvenire a discapito di comunità già colpite da chiusure di ospedali e tagli di posti letto come per la parte del Salento che si affaccia sull’Adriatico, già interessata dalla chiusura degli Ospedali di Gagliano, Maglie e Poggiardo.

Occorre che le scelte del Governo regionale portino a un’equilibrata ripartizione sul territorio degli ospedali pubblici”.

A parlare di questo problema e della sanità in generale è anche il consigliere regionale Patrizio Mazza (Idv). “Riguardo la questione dei punti nascita – dice Mazza – ribadisco che oggi è importante creare una situazione che guardi al futuro, come del resto accade a livello europeo, cioè che i punti nascita siano attrezzati anche per il nascituro, oltre che per la madre, e che siano collegati a una neonatologia e a una rianimazione, in caso di problemi e complicanze. Creare molti punti nascita per il solo fatto di lasciare situazioni di interesse meramente politico e di beneficio elettorale, piuttosto che di utilità nell’assistenza medica per la popolazione non lo giudico corretto, soprattutto quando si acuisce nella popolazione un sentimento di puro campanilismo e non si opera una corretta informazione riguardo i benefici dell’assistenza. Per una donna che deve partorire e la cui gravidanza non ha manifestato problemi, è perfettamente organizzabile la parte finale del parto con l’ausilio del proprio ginecologo di fiducia, se questi è disponibile a seguire la donna assumendosi ogni responsabilità di cura e così se il ginecologo è un operatore esterno alla struttura sanitaria con la disponibilità della struttura sanitaria di offrire quegli spazi, strutture e strumentazioni necessarie a consentire il parto. Frammentare i punti nascita come si sta cercando di fare, per accontentare le varie intelligenze politiche del territorio credo che sia deleterio e che sia solo un ritardare un cambiamento che dovrà avvenire obbligatoriamente nel rispetto di standard europei. Io credo che la liberalizzazione dell’assistenza sanitaria sia l’unica maniera di creare la giusta responsabilità dei professionisti, e di creare quella giusta informazione nella popolazione dando adeguata soddisfazione alla stessa, soprattutto nel rispetto del principio che possa effettivamente scegliersi il medico di gradimento. In questo senso bisogna lavorare evitando situazioni indifendibili sia sul profilo economico che su quello professionale. La mia proposta di legge viaggia in questi termini di efficacia ed efficienza sanitaria mediante una matura liberalizzazione dell’assistenza che può salvare tutto e tutti in termini di vera assistenza e di tutela di professioni, valorizzate in termini di utenza soddisfatta per le prestazioni che può ricevere”.

Alessandro Conte

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Lecce, 5° Forum plenario dei Parchi del Salento per l’adesione alla Carta Europea Turismo Sostenibile


Dopo gli incontri passati, ultimo quello del 17 novembre scorso tenutosi a Lecce, dove sono stati identificati i punti fondamentali per pianificare la strategia futura in tema di turismo sostenibile, ne è previsto un altro per il prossimo 1 dicembre. Nell’ex conservatorio Sant’Anna si definiranno i contenuti del Piano d’Azione per i prossimi cinque anni. Ѐ un processo di adesione alla Carta Europea per il Turismo Sostenibile che si sta svolgendo da diverso tempo e che vede impegnati il Coordinamento di Federparchi e la Provincia di Lecce.

Si tratta, nello specifico, di una serie di forum che vede impegnati soggetti istituzionali, sociali ed economici, con l’obiettivo di individuare le linee guida per mettere in atto uno sviluppo sostenibile del turismo. La Carta Europea per il Turismo Sostenibile nelle aree protette è uno strumento per la gestione del turismo nei parchi ed è stata ideata e attribuita da Europarc Federation, vale a dire dalla federazione che riunisce 441 aree protette sparse in tutta l’Europa. Dunque, la Cets impegna i firmatari a mettere in pratica una strategia locale per la realizzazione di una “forma di sviluppo, pianificazione o attività turistica che rispetti e preservi nel lungo periodo le risorse naturali, culturali e sociali e contribuisca in modo equo e positivo allo sviluppo economico e alla piena realizzazione delle persone che vivono, lavorano o soggiornano nelle aree protette”. Ѐ un impegno che, in generale ha assunto anche la Regione Puglia con la sottoscrizione del Protocollo di intesa, ratificato dalla Giunta con Dgr 1555/2010, con il quale ha deciso di intraprendere tale percorso in alcune delle aree naturali protette regionali.

L’attività, che ha preso avvio il 20 luglio 2010, prevede una serie di fasi volte alla condivisione delle informazioni, alla diffusione della cultura della sostenibilità e alla coprogettazione di azioni sostenibili. La suddetta attività si concluderà a gennaio 2012 con l’auspicato rilascio della certificazione da parte di Europarc Federation.

Alessandro Conte

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Allarme cinghiali, che fare?


E il cinghiale dove lo metto? La domanda, all’apparenza bizzarra, è balzata agli onori delle cronache nei giorni scorsi dopo la denuncia del proprietario di Masseria Scusi, Ubaldo Cannoletta, che nella sua azienda situata tra San Cataldo e Lecce non può coltivare più nulla a causa della presenza dell’ingombrante suino. Secondo Cannoletta, si tratta di branchi di diverse decine di animali che ogni notte scorrazzano come vandali per gli orti della proprietà. Un danno notevole non solo per le colture ma anche per l’allevamento di animali da cortile che nel corso degli anni ha subito un drastico ridimensionamento. La causa? La voracità dei cinghiali che non permette di coltivare grano, orzo, verdure, ortaggi di nessun tipo. Si tratta di una specie ibrida, nata dall’incrocio con maiali comuni: vive nascosta nei boschi allo stato semi brado e di notte si aggira per i campi alla ricerca di cibo. Gli agricoltori hanno sollecitato più volte l’intervento della Provincia di Lecce affinché si trovi una soluzione definitiva. Il primo passo è stato quello di chiedere un risarcimento dei danni per la distruzione delle colture e l’abbandono degli allevamenti: Palazzo dei Celestini ha risposto che l’indennizzo dovrebbe essere a carico di chi gestisce l’azienda faunistico venatoria Bosco Fiore, area in cui ricade Masseria Scusi. Richiesta però respinta dai responsabili dell’azienda faunistica che si sono fatti forti del fatto che, secondo la legge, il privato è tenuto a pagare in caso di danni procurati da fauna selvatica stanziale e non da specie ibride semi domestiche. Questo per quanto riguarda i danni.

Per limitare le scorribande dei cinghiali invece l’azienda faunistico venatoria ha chiesto alla Provincia di realizzare un piano di abbattimento controllato. La notizia arrivata alle associazioni ambientaliste nazionali ha però scatenato un putiferio con tanto di petizione per evitare l’eliminazione fisica degli animali. Email a iosa sono state inviate all’Urp della Provincia di Lecce, a Telerama che ha raccolto le lamentele di Cannoletta e agli altri organi di informazione locali: nel testo si chiede di evitare “un comportamento violento e inammissibile da un punto di vista etico e inutile da un punto di vista pratico” perché, come dimostrerebbero alcuni studi francesi e tedeschi, la riduzione dei capi aumenta la fertilità e quindi paradossalmente incrementerebbe il numero di cinghiali .

Maurizio Tarantino

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