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Distretto Jonico Salentino: le tre province come fossero una


Distretto Jonico SalentinoLecce, Brindisi e Taranto come fossero un unicum della qualità. La nuova società è stata costituita ieri presso piazza Panzera a Lecce da imprese, associazioni ed enti operanti sul territorio ed avrà per scopo la promozione e la protezione della qualità del Salento, con la creazione della società del Distretto Agroalimentare di Qualità Jonico Salentino, Società Consortile a Responsabilità Limitata.

La suddetta recepisce le finalità espresse della legge regionale 3 agosto 2007 n. 23 della Regione Puglia e dell’articolo 13 del Decreto legislativo 228/2001 e costituisce il Distretto Agroalimentare riconosciuto in via definitiva dalla Regione Puglia con delibera di giunta Regionale n. 51 del 26 gennaio 2011.

Il Distretto Agroalimentare di Qualità rappresenterà un nuovo sistema di governance del settore agroalimentare. La vision del Distretto Agroalimentare di Qualità Jonico Salentino è tesa a promuovere un contesto di

sviluppo, integrazione e innovazione dell’economia agricola attraverso la creazioni di reti di imprese che diventano reti di territorio.

Un obiettivo da realizzare in una particolare regione agraria in cui ricadono le tre province e dove si rende necessario

realizzare una politica agroalimentare di distretto, che dia pieno sostegno alla prospettive di crescita: ponendo a sistema le opportunità e le potenzialità peculiari dei territori, del capitale economico, culturale, sociale e ambientale.

Lo strumento che ha funzionato da collante durante la sperimentazione decennale e tra i vari operatori e rappresentanti del settore è stato il Programma Integrato Territoriale n.8 che ha operato nell’ambito della programmazione POR Puglia 2000 – 2006. In particolare il PIT aveva l’obiettivo, alla fine del processo di programmazione, della costituzione del Distretto Agroalimentare di Qualità Jonico Salentino.

Lo scenario economico nazionale e internazionale impone di rafforzare i principali comparti agricoli presenti sul territorio agevolando la realizzazione di processi organizzativi tali da mettere a punto strategie più rappresentative del territorio al fine di valorizzare l’economia delle risorse territoriali e garantire un più equilibrato rapporto contrattuale fra le parti.

La priorità è l’intervento sul sistema produttivo locale favorendo processi d’integrazione e complementarietà del sistema imprenditoriale per migliorare la competitività produttiva e commerciale del comparto. Al superamento di questi fattori di debolezza sono state orientate le finalità del Distretto con l’obiettivo di sostenere l’integrazione, di fare sistema come condizione prioritaria per lo sviluppo della competitività dell’area.

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Sel Salento sul parco eolico a Corigliano


Sinistra Ecologia e Libertà, federazione del Salento, ha diffuso una nota in cui si dimostra allarmata sull’ipotesi di un parco eolico a Corigliano d’Otranto. La notizia è arrivata a mezzo comunicato stampa:

Sel Salento auspica che il consiglio comunale di Corigliano d’Otranto respinga il progetto di un parco eolico di 20 pale eoliche della potenza complessiva di 60 Mw che dovrebbe sorgere in gran parte sull’altopiano della serra “Murica”, e in piccola parte nel suo versante sud ovest, a sud della Strada Provinciale Corigliano-Galatina. Il Parco, di grosse dimensioni, impatterebbe in maniera eccessiva sul patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico. L’area infatti è caratterizzata da un’antica antropizzazione, pensiamo ai resti ceramici risalenti a un villaggio messapico arcaico, del IV sec. a.C.; gli aerogeneratori inoltre, alti 100 metri, compirebbero una vera e propria irruzione in un paesaggio affascinante e peculiare come Specchia Murga che, tra muretti a secco e ulivi secolari, racconta una bellezza paesistica frutto di un equilibrio tra viabilità e tutela del territorio, tra zone industriali e agricoltura. La struttura geologica e geoclimatica del nostro Paese ci può consentire di pensare ad un futuro esclusivamente rinnovabile. Ma non a scapito del paesaggio, dei beni culturali, della sicurezza dei cittadini. SEL sostiene l’energia eolica con la partecipazione al capitale delle comunità locali, sviluppando anche le possibilità dell’eolico in mare nel rispetto dei paesaggi, la diffusione del mini e microeolico e il sostegno alla ricerca dei sistemi di eolico senza pale o di quello troposferico. Il progetto del parco di Corigliano rappresenta ancora una volta un impiego improprio e altamente impattante delle energie pulite, le uniche, se usate in armonia con il paesaggio e il territorio, a essere foriere di uno sviluppo sostenibile, lungimirante e di qualità.

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Palazzo baronale di Giurdignano: il 30 dicembre svelato nuovo volto


Nuovo look per il palazzo baronale di Giurdignano. Terminato il restauro del palazzo baronale del giardino megalitico del Salento. La dimora storica verrà presentata ufficialmente alla popolazione domenica 30 dicembre alle 18,30. Rinnovata anche l’antistante piazza, allargata, e rimosso vecchio il monumento ai caduti delle guerre mondiali.

Il palazzo baronale, situato in piazza Municipio, risale agli inizi del XVI secolo, costruito come fortezza contro le incursioni dei Saraceni. Nel 1600 fu addossato un nuovo corpo di fabbrica e fu dotato di fossato. Abitato dalle varie famiglie signorili che si succedettero nel corso dei secoli nel paesino, dal XIX secolo fu dimora dei feudatari Alfarano Capece. Attualmente è di proprietà del Comune.

L’ingresso è un portale bugnato con arco a tutto sesto è sormontato da uno stemma, ormai illeggibile. Superato l’ingresso si accede nel cortile interno, caratterizzato da due arcate che reggono una lunga balconata barocca. Una ripida scala fa da accesso alle camere padronali, le cui stanze sono finemente decorate con stucchi e affreschi:

Per il recupero dell’edificio il comune chiese lo stanziamento di fondi, ottenendo 800 mila euro dalla regione Puglia, poi stanziati nel gennaio 2010, e il restauro fu annunciato sul sito del comune il 13 gennaio 2010

La Giunta Regionale, con delibera n. 2689 del 28.12.2009, nel recepire il Programma Stralcio di Interventi di Area Vasta Salento “2020” ha accolto le nostre istanze volte a rendere prioritario il recupero strutturale del Palazzo Baronale di Giurdignano. Già nel mese di giugno p.v. si inizieranno i lavori che, ci auguriamo, riporteranno, nel tempo, agli antichi splendori questo importantissimo bene culturale, simbolo di Giurdignano, luogo principe cui prese vita il primo nucleo urbano del nostro paese.

Per rendere omaggio all’edificio la cittadinanza è stata invitata dal sindaco e dalla giunta a partecipare alla serata di inaugurazione, un invito ufficializzato tramite missive cartonate, recapitate negli scorsi giorni presso le abitazioni giurdignanesi.

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Finanziato Interreg tra il Parco Costa Otranto e la Grecia


L’Interreg che unisce il Salento e la Grecia. Si tratta di Joy welcult,che unisce con 1 milione e 117 mila 575 euro la Grecia e i comuni del Parco Costa Otranto, Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase.

Il progetto appena finanziato promette di valorizzare e conservare il patrimonio dell’area costiera attraverso gli ecomusei, più comunemente conosciuti come musei diffusi, territori caratterizzati da ambienti di vita tradizionali, dotati di un patrimonio naturalistico e storico-artistico particolarmente rilevante e degno di tutela, restauro e valorizzazione.

Joy welcult è il nome dell’ultimo progetto da 1.117.575 di euro, nell’ambito di European Territorial Cooperation Programme- Greece – Italy 2007/2013. Un successo importante che realizza un ponte tra l’area protetta e la municipalità Greca di Ioannina, con l’obiettivo di promuovere l’innovazione culturale e creativa transfrontaliera nei settori del turismo, dell’agroalimentare e dell’artigianato tipico.

La strategia è quella di creare uno sviluppo locale sostenibile mediante la costituzione di una rete di ecomusei nell’area mediterranea, in linea con la Convenzione Europea del Paesaggio.

Gli ecomusei sono un’istituzione culturale, ormai consolidata in quasi tutta l’Europa, che vede la partecipazione attiva della popolazione per la ricerca la conservazione e valorizzazione del patrimonio locale, al fine di generare armonicamente nuove relazioni tra innovazione, tecnologia e tradizione.

In altre parole esso, rappresenta un contenitore di industrie culturali e creative per spingere gli operatori turistici, i produttori agricoli e gli artigiani a fare sistema ed utilizzare correttamente il proprio patrimonio. Ma come si è sviluppato il progetto lo spiega il presidente del Parco Nicola Panico:

Il progetto nasce dalla consapevolezza che il nostro territorio con le sue specificità ha molto da offrire in termini di tradizioni, cultura e sostenibilità. In quest’ottica il Parco sta promuovendo già da tempo, l’orientamento ad un turismo responsabile.

Oggi, inoltre, abbiamo la possibilità di incidere nel tessuto sociale ed economico delle nostre comunità con uno strumento metodologico di fondamentale e strategica importanza: la Carta Eutropea del Turismo Sostenibile. Gli assiomi del documento CETS rappresentano infatti una realtà imprescindibile che, grazie a progetti come questo Interreg o come il SAC di prossima concretizzazione, potrà trovare sempre più nuova linfa. È in questa prospettiva che il modello ecomuseale può dare il meglio di sé, diventando una realtà orientata a favorire lo sviluppo sostenibile del territorio, attraverso la valorizzazione e la messa in rete delle dinamiche culturali locali, la creazione di sinergie con il comparto turistico ed economico, l’attenzione all’ambiente e la promozione delle logiche della sostenibilità.

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Oriente d’Italia e Medio Oriente uniti dagli scatti di Dom Colagiuri


Un salentino in Medio Oriente. È partito da Lecce il viaggio in Medio Oriente del fotoreporter del Salento Danilo Dom Colagiuri. Colagiuri ha iniziato a scattare professionalmente nel 2003 per il Ministero della Difesa. Ha studiato in Accademia e come Sottufficiale dell’esercito si è specializzato in combat camera, operando prima nei Balcani successivamente in Afghanistan, dove ha realizzato i reportage più importanti (recentemente le fotografie sono state pubblicate sul New York Times), ha ricevuto riconoscimenti militari ufficiali per le operazioni svolte.

Dopo dieci anni di carriera militare si congeda ed intraprende la strada delle collaborazioni con Shoot4change, La Presse e varie altre testate giornalistiche.

Alcuni dei suoi reportage più importanti sono Bambini di guerra-Afghanistan, Polveri Afghane, Un ponte sul Murghab-Afghanistan, war in progress, Impatto 100-report sul fotovoltaico invasivo nel Salento, Save la mar- report sull’inquinamento del mediterraneo e Oltre il mediterraneo, migranti sulle coste salentine.

Segue e pratica gli sport estremi ed è il fotografo ufficiale per la federazione italiana vela classe Kiteboarding e la finale mondiale RedBull Freestyle. È così che è iniziato il 7 dicembre il cammino per il viaggio-documentario di Danilo, che si snoda attraverso i territori di Turchia, Israele e Palestina, in quel vicino Oriente martoriato da estremismi e guerre e idealmente unito all’Oriente d’Italia-Salento, dalla presenza di Colagiuri e comuni tratti di storia passata e recente di fuga e accoglienza.

Gaziantep è il primo approdo di Danilo, una città sita a sud est della Turchia, al confine con la Siria, un luogo di numerosi campi profughi.
L’obiettivo del fotoreporter sarà quello di documentare la crisi umanitaria provocata dal conflitto siriano, le tappe a seguire sono Israele e Nuova Palestina, per vivere un viaggio culturale, di memoria, sensibilizzazione e conoscenza dei territori di Tel Aviv e Gaza per documentare una realtà alternativa a quella delle immagini dei telegiornali.
È possibile seguire il fotografo sui social network e al suo ritorno si terrà un’indimenticabile mostra itinerante composta dagli scatti più significativi del percorso di viaggio di Danilo Dom Calogiuri, che è possibile seguire in tempo reale con l’hashtag Twitter #medioorienteExperience, ma anche su Facebook e Instagram.

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Mostra fotografica sul Salento a Piacenza, ma per greci


Una mostra fotografica per far conoscere il Salento normanno e bizantino alla Grecia. Sarà realizzata con il patrocinio della repubblica greca, il ministero della cultura e turismo greco e il museo bizantino e Cristiano a Piacenza presso il palazzo della Duchessa.
Sarà possibile anche grazie alla nascita del nuovo Club Unesco griko di Zollino, presentato il primo giugno scorso nella propria sede cittadina, e per presidente dell’associazione Italoellenica Pompeo Maritati, che è stato ringraziato tramite lettera dell’immediata disponibilità mostrata ai cugini greci dalla signora Anastasia Lazaridou, presidentessa del museo Bizantino e Cristiano. Il museo Bizantino e Cristiano di Atene sta progettando la realizzazione di una mostra fotografica sui monumenti del Salento di epoca bizantina e normanna. Il materiale fotografico, una scelta dei monumenti più rappresentativi di questa epoca, è proveniente dall’archivio della signora Foteini Kaimaki, docente universitaria. La mostra sarà allestita all’interno del ristrutturato palazzo della Duchessa di Piacenza, Anne Marie Sophie Barbè de Marbois (1785-1854), dalla metà del mese di settembre prossimo e fino alla fine di dicembre, al vernissage è prevista anche la partecipazione di un gruppo folk salentino ancora da individuare.
Di certo sarà questo un’occasione per intensificare i rapporti salentini ed in particolar modo griki con i cugini greci, con i quali questa parte s’Italia condivide moltissimo, a partire dall’idioma, passando per i tratti somatici, le musiche e le ricette etno-gastronomiche.

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La Polisportiva cerca atleti per le Olimpiadi salentine


È nata la I edizione delle Olimpiadi del Salento. A Giuggianello si cercano partecipanti.
L’evento sportivo si prevede grande e darà respiro all’estate che vedrà sfidarsi i cittadini e gli atleti pronti a difendere i colori della propria città.
Una grande manifestazione sportiva che afferma e consolida i valori dello sport coniugando passione, fairplay e rispetto che si aprirà il 29 luglio con una maratona 10 km, e proseguirà dal 1 al 23 agosto in sette città della provincia di Lecce. La manifestazione è aperta a tutte le città interessate non obbligatoriamente salentine.
In un’estate caratterizzata dal grande sport mondiale, in concomitanza con gli Europei di calcio e le Olimpiadi di Londra, anche il Salento dedica la prossima estate allo sport, permettendo a chiunque di poterlo vivere da protagonista.
Manifestazione dai grandi numeri, 3 settimane e oltre un migliaio di giocatori supportati dai propri tifosi, si contenderanno i podi di maschili e femminili di calcio a 5, Pallamano, volley, judo, beach volley, basket, beach rugby, tennis, tennistavolo, bocce, maratona 10 km, pesistica, bridge, dama, tiro con l’arco, mountain bike, danza sportiva, karate, scacchi, smaggxx e tuning.
Un grande momento di festa che attraverserà il Salento con allestimenti negli spazi urbani, negli impianti sportivi, nelle piazze dei comuni sede dei giochi e nelle spiagge limitrofe.

Non solo tornei, quindi, ma anche esibizioni e dimostrazioni di badmington , tango, aikido, baseball, danza, pugilato, scherma, ginnastica, artistica, parkour, taekwondo, automobilismo, kung fu, basket paralimpico, capoeira, kickboxing, rope skipping, pattinaggio artistico, ju jitzu, tai chi, muay thai, twirling, con accompagnamento musicale, intrattenimento per i più piccoli, incontri con le star dello sport, spettacoli.
Proprio per tale evento la Polisportiva Giuggianello cerca ragazze e ragazzi per formare le squadre che sfideranno gli altri comuni salentini. Le discipline: calcio a 5, volley, tennis da tavolo, tennis, basket, bocce. Non ci sono limiti di età ne di provenienza. Tutti coloro i quali si troveranno a Giuggianello dall’1 al 23 agosto o volessero partecipare nelle squadre di Giuggianello possono farlo.

Jenny De Cicco

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Il Salento delle scritte sui muri: da Gino Show alla Peronospera


Da Gino Show a la Peronospera. Il Salento delle scritte sui muri: anche a Otranto arriva la Peronospera. Nonostante sia illegale, i misteriosi “artisti” continuano la propria opera. Il Salento è turismo di percorsi, molti sono segnalati sulle guide, alcuni dettati dall’istinto del viaggiatore, altri indicati dai cartelli dell’Anas, ma altri ancora sono indicati con lo spray su muri, muretti a secco e pareti di proprietà private, qualche volta anche su brutture cementizie e abusi sul paesaggio.
In Salento il turista che ama muoversi e visitare i luoghi più siggestivi potrà notare sulle pareti dei percorsi turistici e non delle scritte particolari, apparentemente senza significato, ma per colmare questo gap e favorire la un maggiore conoscenza della cultura popolare contemporanea del territorio per il quale si è in visita di seguito saranno fornite alcune spiegazioni.
Il caso della “firma” Gino Show, se capita di leggere questa scritta in ogni dove, non è un’allucinazione, né una fissazione, semplicemente si tratta di riferimento a un noto showman salentino, di nome Luigi e detto Gino, che ha imperversato sulle emittenti locali e non (note alcune sue apparizioni a la Corrida, negli ultimi anni della conduzione di Corrado). Gino Show nelle sue apparizioni sbatacchiava ripetutamente la propria “valletta” sui palchi ed era cantautore di “Bimba”.
Gino vanta anche un fan club Facebook, rintracciabile su http://www.facebook.com/pages/GINO-SHOW/46283047940?sk=info .
Qualcuno fino a pochi anni fa apponeva la firma del “mitico” Gino sui muri salentini, fino a quando non è giunto il suo erede naturale, Uccio Show.
Uccio a differenza di Gino balla in solitaria e con movenze sexy e serpentine incanta le sue ammiratrici. Innumerevoli anche le sue apparizioni televisive, da La Corrida condotta da Gerry Scotti a I nuovi mostri di Striscia la Notizia di Canale 5, ma è anche protagonista di alcune comparsate cinematografiche, grazie al suo volto e alla sua fisicità caratteristiche, ma è molto quotato come performer per feste di addio al nubilato. Anche per lui qualche emulo ha iniziato a firmare i muri salentini.

Più impegnata civicamente è la Peronospera. La firma di autore sconosciuto che in questi giorni è apparsa anche a Otranto su due cantieri in sospeso. La prima si può trovare all’ingresso di Otranto da Uggiano la Chiesa. Su un muretto basso in grigi mattoni forati la scritta troneggia nera. L’altra è sul muro delimitante lo spazio di palazzo Caputo, da molti considerato un “ecomostro”, o definito il Punta Perotti di Otranto, un cantiere che ha conosciuto alterne vicende nel corso dei suoi 20 anni o poco meno di apertura. Un cantiere storico.
Infatti l’autore della “tag” Peronospera, seppur sconosciuto pare dotato di un forte senso civico e sembra voler lanciare un messaggio. Infatti la scritta era comparsa anche sul cantiere di Porto Miggiano di Santa Cesarea, in occasione delle recenti manifestazioni per bloccarne il cantiere.
La peronospera si riferisce probabilmente all’analogia di una malattia fungina della vite, molto contagiosa, con la mentalità di alcuni salentini, con riferimento alla cementificazione costiera dilagante e alla distruzione-costruzione anziché della conservazione delle bellezze naturalistiche.

Jenny De Cicco

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Disoccupazione e famiglie più povere, Salvatore Negro: “Dati drammatici”


Disoccupazione in aumento e famiglie sempre più povere sono i dati diffusi dall’Istat e dalla Camera di Commercio di Lecce. E proprio su questi dati è intervenuto il presidente del gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro. “I dati diffusi dall’Istat – ha affermato – ci consegnano una foto drammatica della situazione occupazionale del Mezzogiorno e della Puglia. L’aumento del numero dei disoccupati è confermato anche dal rapporto annuale della Camera di Commercio di Lecce che parla di famiglie sempre più povere nel Salento. A ciò si aggiunge la notizia che la Puglia ha già esaurito i fondi destinati alla Cassa integrazione in deroga e quindi tutte quelle aziende che si apprestano a chiedere la cassa integrazione adesso potrebbero licenziare in tronco migliaia di lavoratori. Di fronte a questa prospettiva invitiamo ancora una volta il presidente Vendola a mettere da parte le pur legittime aspirazioni e a occuparsi esclusivamente del governo della Regione e della Puglia. Nonostante la drammaticità del momento dobbiamo ancora una volta constatare che la maggioranza di governo regionale non sta rispondendo alle istanze che si levano dal territorio e ai bisogni dei pugliesi. Quotidianamente assistiamo ad uno scollamento continuo tra il lavoro del Consiglio e l’operato degli assessori, i quali sono sempre più assenti e non assicurano stabilità al governo dell’ente, come dimostra quanto accaduto nell’ultima seduta del Consiglio dove ancora una volta sono emerse tutte le divisioni e la mancanza di coesione di questa maggioranza. L’assenza di una guida forte e continua certamente non assicura una reazione decisa di fronte ai tanti problemi che quotidianamente si presentano”.
Continuando nel suo intervento il capogruppo Negro si è rivolto direttamente al presidente Nichi Vendola: “Per tale ragione invitiamo il presidente Vendola a riprendere in mano le redini per rimettere in carreggiata il governo della Regione. Allo stesso tempo ancora una volta lo invitiamo a modificare il suo atteggiamento nei confronti del governo centrale con il quale deve cercare ogni forma di collaborazione e sostegno per i tanti problemi che affliggono la Puglia. Se ci sarà questo – ha concluso – l’Udc responsabilmente aumenterà gli sforzi di collaborazione con il governo regionale e non farà mancare il suo sostegno a ogni iniziativa che dovesse risultare utile per la crescita e lo sviluppo economico e sociale della Puglia e dei pugliesi”.

Alessandro Conte

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Mine vaganti, il Salento diverso di Ferzan Ozpetek


Andrà in onda stasera nel primetime di Rai 1 “Mine vaganti” di Ferzan Ozpetek, un film interamente girato nel Salento. C’è chi definisce il fenomeno della Salentomania un buon marketing territoriale, ma ci piace guardare oltre. Certo, ai salentini farà piacere vedere i luoghi che vivono quotidianamente sul grande e, stavolta, sul piccolo schermo, ma non si tratta solo di questo, e neppure del turismo indotto dal cinema (nelle settimane scorse è persino spuntata in rete la foto dell’attore Willem Dafoe in un agriturismo locale). Si tratta anche di storie che raccontano una terra di contraddizioni. Come chi ha visto il film al cinema saprà sicuramente “Mine vaganti” è il film di Ozpetek che tratta con maggiore consapevolezza e ironia il tema dell’omosessualità: un figlio, Tommaso (Riccardo Scamarcio), dopo anni a Roma in cui ha detto alla famiglia di studiare Economia e Commercio e invece ha coltivato il desiderio di fare lo scrittore, torna a casa. I genitori sperano che affianchi il fratello Antonio (Alessandro Preziosi) nella guida del pastificio che dirigono da generazioni, ma Tommaso non solo non vuole farlo, ma decide di confessare la propria omosessualità, al fine di farsi cacciare da casa. Sarà invece Antonio, omosessuale anch’egli, a confessare tutto in una molto pubblica cena, gettando il padre (Ennio Fantastichini) in un profondo sconforto che gli causerà un infarto e vari malori a causa della paura delle chiacchiere della gente. Tra situazioni paradossali e divertenti, mostrate da un cast letteralmente in stato di grazia, in cui figurano Nicole Grimaudo, Lunetta Savino, Elena Sofia Ricci e Ilaria Occhini, e in cui finalmente si mostra un linguaggio che non è barese ma leccese, grazie alla guida della language coach Carla Guido che ha affiancato Ozpetek, si consumerà la parabola dell’accettazione e dell’amore, ma non sveliamo troppi dettagli. Questo film parla dunque di difficile accettazione del diverso, una tematica che a noi Salentini, terra di sbarchi, dovrebbe essere aliena, ma non lo è. Perché ancora si teme il diverso, magari l’omosessuale piuttosto che l’extracomunitario. È una paura sottile, che fortunatamente, almeno per i gay non sfocia in casi di cronaca drammatici, non qui nella terra del sole, del mare, del vento. È quella paura che ancora oggi spesso ci fa sorridere del diverso, ci fa immaginarlo come effeminato. Forse è proprio dal Salento, terra di confine tra diverse culture, che potrebbe partire la rivoluzione silenziosa del diverso, diverso nella propria sessualità, diverso per fede, religione, colore della pelle, cultura, abilità. Ci auguriamo che questo film faccia breccia nei cuori dei salentini. Ci auguriamo che questo cambiamento possa avvenire dentro di noi.

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Eart Day Wwf 2012: il Salento c’è


Giornata mondiale della Terra, il Salento c’è.
Domenica 22 aprile l’Assessorato all’Ambiente del Comune di Lecce promuove una serie di iniziative, in congiunzione con il Wwf Salento, presso l’area del Parco Naturale Bosco e Paludi di Rauccio.
Il leit motiv delle celebrazioni del 2012, previste in 192 Nazioni per questa quarantaduesima edizione è “Mobilitare la Terra” con azioni di tutela e valorizzazione concreta del pensiero e azione green.
Tutti possono registrare sul network della manifestazione i propri gesti concreti, come curare il verde dietro casa o ridurre o azzerare le emissioni di gas dannosi, scegliendo come mezzo di locomozione la bicicletta e molti altri gesti.

A Lecce le iniziative partiranno dalle 10,30, con la collaborazione degli attivisti e dei volontari del Wwf, con i Gruppi Scout Agesci e le associazioni operanti all’interno del Parco. Verrà infatti presentato il saggio scientifico curato dal vicepresidente del Wwf Salento, Vittorio De Vitis, “L’educazione ambientale tra biodiversità e intercultura” e proiettato il film documentario “The age of stupid”, del 2009 di Franny Armstrong, presso la Masseria di Rauccio.
Grazie al supporto della Cooperativa Terra di Mezzo, saranno possibili visite guidate in tutta l’area del Parco, visite presso il Centro di Educazione Ambientale e di Recupero Tartarughe Marine e noleggiare biciclette per visitare il bosco di Rauccio.
Oltre Lecce anche altri comuni della provincia salentina parteciperanno alla Giornata che è stata istituita per decisione unanime del Consiglio provinciale dell’1 Agosto 2011, su proposta del difensore civico della Provincia di Lecce Giorgio De Giuseppe. Ad aderire all’iniziativa sono stati i Comuni di Bagnolo del Salento, Collepasso, Copertino, Lecce, Martignano, Nardò, Salve, Sanarica, Santa Cesarea Terme, Sogliano Cavour, Taurisano e la scuola elementare I Circolo di Nardò con iniziative proprie che coinvolgeranno associazioni, enti e scuole presenti sui propri territori.
Il 21 aprile alle 10, presso l’auditorium del museo provinciale Castromediano di Lecce, si è svolta la tavola rotonda su “Sviluppo e Ambiente”. Sono intervenuti Ferdinando Boero, Paolo de Castro, Maria Contaldo, Antonio Gabellone, Antonio Muci, Carmelo Pasimeni. Introduce e coordina il Difensore Civico della Provincia, Giorgio de Giuseppe.

Jenny De Cicco

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Al Covo della Taranta il venerdì è live


Venerdì 13 aprile, a partire dalle 21,30, presso il “Covo della Taranta”, in via Garibaldi a Galatina, si esibiranno Claudio Prima, voce, organetto, loops e Ovidio Venturoso, cajon.

L’appuntamento è inserito all’interno della rassegna “Venerdì col cantautore”, organizzata dallo stesso locale che ospita la serata.

Il duo in questione è composto da musicisti che possono vantare collaborazioni con cantanti e bands di primo piano della scena musicale pugliese e italiana come BandAdriatica, Adria, Manigold, Orchestra della Notte della Taranta, Raiz, Teresa de Sio, solo per fare qualche nome, e che presentano un repertorio originale di brani inediti ispirati alle culture mediterranee.

“I musicisti si spingono nella ricerca di nuove contaminazioni tra le diverse tradizioni e nell’improvvisazione di matrice jazzistica attraverso strumenti popolari. L’organetto e il cajon appartengono a culture diverse ma spesso in questi anni hanno incrociato le proprie rotte in progetti di commistione e di scambio fra le culture. Nel Salento e in Andalusia, terre che da lontano si richiamano e si ritrovano in un intreccio di curiose similarità, i due strumenti, portati al virtuosismo dai due interpreti, sono portatori di tradizioni antiche e fortemente legati all’impulso ritmico. Il supporto dell’elettronica rende la performance intrigante e attuale, aggiungendo sonorità inaspettate al repertorio e rendendolo ancora più coinvolgente”, ecco come si presentano questi due artisti, con delle credenziali di tutto rispetto.

In una società che ormai da anni va nella direzione della multietnicità e della contaminazione delle culture, anche la ricerca musicale si spinge in tal senso, in specie quando – come giustamente viene ricordato dagli artisti – alcune terre mediterranee arrivano a toccarsi in nome dell’arte.

Gianluca Conte

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