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Punti nascita, Negro replica a Stefàno: “Maggioranza indichi la soluzione”


Al dibattito sui punti nascita soppressi si aggiunge un nuovo capitolo, con le dichiarazioni del presidente del gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro, che replica alle affermazioni dell’assessore Dario Stefàno.

“Sui punti nascita di Gallipoli e Casarano – dichiara Negro – la soluzione la deve indicare la maggioranza. Noi siamo opposizione e possiamo solo controllare o contrastare una decisione che riteniamo non vada negli interessi dei cittadini. L’assessore Stefàno confonde i ruoli delle forze politiche in Consiglio e cerca di scaricare le responsabilità di una decisione scellerata sul sottoscritto. Non possiamo essere noi a dire quale delle strutture ospedaliere andava soppressa, ma possiamo sottolineare che questa scelta sarà causa di molti disagi per i residenti e soprattutto per le donne che devono partorire in situazioni di emergenza. Piuttosto – ha sottolineato il capogruppo Udc – l’amico e assessore Stefàno spieghi come mai quell’emendamento proposto dalle opposizioni è stato approvato in Commissione consigliare con i voti della maggioranza e poi si è scoperto che in sede di Giunta sono stati soppressi i punti nascita di Gallipoli e Casarano. Questo va sottolineato per dovere di chiarezza perché l’assessore de La Puglia per Vendola non può pensare di scaricare le responsabilità sul sottoscritto che siede tra i banchi dell’opposizione e che ha sostenuto l’approvazione di quell’emendamento. Tra l’altro voglio ricordare che il consigliere di maggioranza Caracciolo ha contestato quel piano e un altro consigliere del Pd, Antonio Maniglio, si è detto contrario a tale soppressione perché il punto nascita di Gallipoli e Casarano coinvolge un comprensorio di 200mila abitanti e, come prevede la legge, è raggiungibile facilmente da molti comuni in 15-20 minuti. La soppressione, al contrario, sarà causa di gravi disagi, per esempio, per chi da comuni come Alliste, Racale e Taviano, deve raggiungere il punto nascita più vicino, quello di Tricase, distante almeno 50-60 minuti nelle condizioni di traffico più favorevoli. Qui non è una questione di rigore conti. Voglio ricordare all’assessore Stefàno che con grande responsabilità e per evitare il commissariamento, seppure a precise condizioni poi disattese dalla maggioranza, il gruppo Udc ha sostenuto il piano di rientro sanitario, coerentemente con le linee politiche che il nostro partito segue a Roma come a Bari. Siamo convinti – ha concluso Negro – che soluzioni alternative erano possibili se solo si fosse aperto un dialogo con i territori e ci fossero state meno distrazioni da parte del presidente Vendola e della sua Giunta.”

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Scontro Negro – Stefàno sui punti nascita di Gallipoli e Casarano


La mancata conservazione dei punti nascita di Gallipoli e Casarano ha scatenato un battibecco tra il presidente del gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro e il consigliere regionale de La Puglia per Vendola, Dario Stefàno. Queste le dichiarazioni di Negro che ha puntato il dito sulla delibera regionale del 27 dicembre scorso che ha modificato il piano di rientro, bocciando l’emendamento presentato dalle opposizioni che prevedeva la conservazione dei suddetti punti nascita:

“Le distrazioni del governo Vendola, tutto preso dallo stabilire quando è più conveniente dimettersi e mandare di nuovo al voto i pugliesi, continuano a provocare danni alla Puglia e al Salento. L’eredità che l’attuale presidente della Giunta si appresta a lasciare ai territori è fatta di problemi e criticità che si sono acuite nell’ultimo periodo e di cui presto dovranno rendere conto a tutti i pugliesi. Ci chiediamo con quale faccia l’on. Vendola e il suo partito si presenteranno agli elettori del sud Salento dopo che la Giunta regionale ha bocciato l’emendamento al piano di rientro che prevedeva la conservazione del punto nascita di Gallipoli e Casarano. Quale garanzia si può dare a una donna che deve partorire in stato di urgenza e non può disporre di un punto nascita vicino al luogo dove risiede? Questo può succedere per le donne che abitano nell’area ionica salentina – ha chiesto il capogruppo Udc – in più occasioni abbiamo messo in evidenza e condiviso le preoccupazioni di migliaia di cittadini che si vedono privati di servizi considerati essenziali e primari, come quello del reparto di ostetricia, la cui soppressione nelle strutture ospedaliere di Casarano e Gallipoli, lascia scoperta una vasta area che raggruppa numerosi comuni ed è meta di migliaia di turisti nel periodo estivo. Speriamo che questo sia l’ultimo ‘regalo’ del presidente Vendola al Salento e non ci siano altre sorprese.”

Infine, il capogruppo Udc non risparmia critiche al consigliere Stefàno:

“Se questo è il governo della Puglia che l’assessore Stefàno dice di volere proiettare a Roma è meglio evitare pessime figure che non gioverebbero a nessuno. In ogni caso – ha concluso Negro – sull’argomento sarebbe gradita una risposta dello stesso presidente della Giunta che da molto tempo non si affaccia su questi territori per spiegare le ragioni di tali provvedimenti che ci hanno riportato indietro di qualche decennio, privando i cittadini di servizi essenziali e indispensabili.”

Non si è fatta attendere la risposta di Dario Stefàno che ha dichiarato:

“La politica ci insegna che ci si può appassionare a tutto, nel bene della collettività, ma allo strabismo proprio no. Non si può. Perché la politica chiama al dovere della coerenza. Per questo non ci appassionano le argomentazioni del consigliere Negro. Perché mentre a Roma predica con il suo partito il rigore, il rispetto delle norme e dei conti ‘a prescindere’, anche quando creano nuova povertà, come ha fatto l’esperienza del governo Monti, a Bari predicano altro. Piuttosto che fare demagogia, allora il consigliere Negro indichi la strada per tenere insieme le indicazioni della conferenza Stato-Regioni con le aspettative dei territori. Ci indichi almeno ora e in concreto, visto che non l’ha fatto nemmeno in Commissione quando ne ha avuto la opportunità, per far posto al punto nascita nell’area ionico salentina, che anch’io giudico opportuno, quali taglierebbe tra quelli individuati dall’Assessorato? Scorrano? Galatina? Copertino? Ecco, ce lo dica chiaramente. Fare campagna elettorale per le prossime elezioni politiche strumentalizzando sulle difficoltà dei territori causate dalle imposizioni del governo nazionale è roba da vecchia politica, non è approccio di responsabilità. Per vincere le elezioni politiche bisogna dire cosa si propone per governare l’Italia. Così come fa Negro è la strada più comoda e furba, ma non pagherà.”

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Disoccupazione e famiglie più povere, Salvatore Negro: “Dati drammatici”


Disoccupazione in aumento e famiglie sempre più povere sono i dati diffusi dall’Istat e dalla Camera di Commercio di Lecce. E proprio su questi dati è intervenuto il presidente del gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro. “I dati diffusi dall’Istat – ha affermato – ci consegnano una foto drammatica della situazione occupazionale del Mezzogiorno e della Puglia. L’aumento del numero dei disoccupati è confermato anche dal rapporto annuale della Camera di Commercio di Lecce che parla di famiglie sempre più povere nel Salento. A ciò si aggiunge la notizia che la Puglia ha già esaurito i fondi destinati alla Cassa integrazione in deroga e quindi tutte quelle aziende che si apprestano a chiedere la cassa integrazione adesso potrebbero licenziare in tronco migliaia di lavoratori. Di fronte a questa prospettiva invitiamo ancora una volta il presidente Vendola a mettere da parte le pur legittime aspirazioni e a occuparsi esclusivamente del governo della Regione e della Puglia. Nonostante la drammaticità del momento dobbiamo ancora una volta constatare che la maggioranza di governo regionale non sta rispondendo alle istanze che si levano dal territorio e ai bisogni dei pugliesi. Quotidianamente assistiamo ad uno scollamento continuo tra il lavoro del Consiglio e l’operato degli assessori, i quali sono sempre più assenti e non assicurano stabilità al governo dell’ente, come dimostra quanto accaduto nell’ultima seduta del Consiglio dove ancora una volta sono emerse tutte le divisioni e la mancanza di coesione di questa maggioranza. L’assenza di una guida forte e continua certamente non assicura una reazione decisa di fronte ai tanti problemi che quotidianamente si presentano”.
Continuando nel suo intervento il capogruppo Negro si è rivolto direttamente al presidente Nichi Vendola: “Per tale ragione invitiamo il presidente Vendola a riprendere in mano le redini per rimettere in carreggiata il governo della Regione. Allo stesso tempo ancora una volta lo invitiamo a modificare il suo atteggiamento nei confronti del governo centrale con il quale deve cercare ogni forma di collaborazione e sostegno per i tanti problemi che affliggono la Puglia. Se ci sarà questo – ha concluso – l’Udc responsabilmente aumenterà gli sforzi di collaborazione con il governo regionale e non farà mancare il suo sostegno a ogni iniziativa che dovesse risultare utile per la crescita e lo sviluppo economico e sociale della Puglia e dei pugliesi”.

Alessandro Conte

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Salvatore Negro interroga il consiglio regionale per il ruolo del garante dei detenuti


Qual è stato il ruolo del garante dei detenuti nei 50 giorni di sciopero della fame precedenti il decesso del 38enne Popo Virgil Cristria?
È quanto chiede il presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro, che torna a occuparsi del ruolo del Garante regionale dei detenuti per il quale, già agli inizi dell’anno, aveva indirizzato al governo regionale un’interrogazione senza ricevere risposta, stando a quanto riferito da Negro.
Negro afferma: “La morte del cittadino rumeno nel carcere di Borgo San Nicola pone una serie di interrogativi sulla figura e il ruolo del garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale. Ci chiediamo innanzitutto se il dottor Pietro Rossi è mai stato informato dello sciopero della fame a cui si era sottoposto il detenuto e se nei 50 giorni della protesta un suo intervento avrebbe potuto dissuadere il cittadino rumeno dal suo intento. L’intervento odierno del dottor Pietro Rossi, che si è detto pronto a intraprendere ogni azione utile su questa brutta vicenda, ci sembra tardivo e fuori luogo in quanto ora è di competenza della magistratura indagare sulle responsabilità dell’accaduto e non del garante a cui è affidata la protezione e la tutela non giurisdizionale dei diritti delle persone presenti negli istituti penitenziari, negli istituti penali per minori, nei centri di prima accoglienza e nei centri di assistenza di assistenza temporanea per stranieri, nelle strutture sanitarie in quanto sottoposti al trattamento sanitario obbligatorio. Già in occasione della morte di un detenuto nel carcere di Trani, un uomo di 33 anni costretto a vivere su una sedia a rotelle a causa di una grave malattia, avevamo inoltrato un’interrogazione al presidente Vendola e all’assessore al Welfare Gentile, su quello che era stato il ruolo del Garante in quella triste vicenda. Un’interrogazione che, come troppo spesso accade, non ha mai ricevuto una risposta. L’auspicio è che almeno in questa triste vicenda il governo regionale non voglia restare in silenzio e faccia chiarezza su quello che è stato e deve essere il ruolo del garante, affinché questa istituzione (che poche regioni in Italia possono vantare) abbia un’utilità e lo stesso garante sia messo nelle condizioni di lavorare realmente a difesa dei diritti dei detenuti, prevenendo il verificarsi di episodi drammatici come quello che si è consumato tra le mura del carcere salentino”.

Jenny De Cicco

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Terzo polo a Lecce: Negro e Buccoliero sostengono le quote rosa


In tempi di elezioni, uno dei temi più diffusi è quello delle quote rosa. Se ne parla in ogni singolo paese della provincia chiamato alle urne e lo stesso dicasi per le amministrative a Lecce. A parlarne per la precisione sono Salvatore Negro, capogruppo Udc alla Regione Puglia, e Antonio Buccoliero, consigliere della Regione e presidente di “Moderati e Popolari”. Entrambi appoggiano la candidatura a sindaco di Luigi Melica.
Salvatore Negro, a margine dell’incontro con le candidate, ha affermato che: “La politica non può pensare di recuperare fiducia e credibilità da parte dei cittadini senza la presenza delle donne all’interno delle Istituzioni. Mai come in questo momento storico, dominato da una crisi economica e di valori, si sente la necessità della presenza femminile nei luoghi della politica. L’Udc a Lecce ha dato prova con i fatti di voler privilegiare un nuovo percorso rosa che garantisca pari opportunità di accesso a Palazzo Carafa. Le liste del Terzo Polo presentate a Lecce a sostegno del candidato sindaco Luigi Melica sono quelle che più delle altre hanno privilegiato la presenza femminile al loro interno. Il nostro partito, infatti, ha ben nove candidate, mentre la lista Uniti per Lecce ne ha dieci. Più di quei partiti che a parole si battono per la parità di accesso e per una legge che garantisca il 50% della presenza femminile all’interno delle Istituzioni. Siamo convinti che solo la donna con la sua sensibilità sia in grado di invertire la rotta a quel lento declino che sta caratterizzando la vita politica degli ultimi decenni. L’essere madre, moglie e lavoratrice, ha reso la donna più forte in quei valori spesso dimenticati da chi siede comodamente sulle poltrone del comando. Come Udc siamo orgogliosi di essere il partito con il maggior numero di candidate e siamo fermamente intenzionati a proseguire su questo percorso intrapreso, certi che la presenza femminile nella nostra lista rappresenta un valore aggiunto non soltanto in termini numerici”.
Dello stesso avviso è Antonio Buccoliero, che afferma: “Ancora una volta, in vista di una campagna elettorale, spiace constatare come tra i candidati siano poche le donne presenti. Si tratta di un grave deficit, che più che colpire l’universo femminile, colpisce una politica, che dimostra di non riuscire a coinvolgere pienamente le donne in un percorso di crescita civile e democratica. Personalmente sono soddisfatto nel constatare che la nostra lista, che vede i Moderati e Popolari impegnati nella lista Uniti per Lecce annoveri, su trenta candidati, dieci donne giovani, preparate e desiderose di dare un contributo importante alla città di Lecce. Se ci si impegnasse seriamente, da un punto di vista politico, per coinvolgere sempre di più le donne, il mondo politico sicuramente ne guadagnerebbe, dal momento che le donne sanno non solo essere più attente e ricettive ai bisogni degli altri, ma hanno anche notevoli doti di comunicazione e mediazione, che di solito sono carenti negli uomini. Al di là delle solite sviolinate e dei dati poco confortanti che si registrano alla vigilia di ogni competizione elettorale, credo che la politica abbia il dovere urgente di dare una svolta rosa al suo interno. Sono certo – conclude Buccoliero – che ne guadagneremmo in termini di onestà, trasparenza, impegno e concretezza”.

Alessandro Conte

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Negro: no all’eolico off shore


Salvatore Negro, consigliere regionale Udc, dichiara il no all’off shore in seguito alle dichiarazioni del ministro all’ambiente Corrado Clini ospite di Mediterre a Bari Negro afferma: “Lo sviluppo della Puglia non è conciliabile con l’installazione di trivelle o pale eoliche nel suo mare. La vocazione naturale di questo territorio è il turismo e quindi non si può accettare la distruzione o l’alterazione dei paesaggi e delle bellezze naturali. Come Udc siamo a favore delle energie rinnovabili, purché siano compatibili con il rispetto dell’ambiente e del territorio. Abbiamo sempre creduto e puntato sullo sviluppo delle energie rinnovabili ma siamo contrari all’alterazione della bellezza dei nostri paesaggi e del nostro mare che ha fatto della Puglia una delle mete turistiche più gettonate del Paese. Vogliamo ricordare che la nostra Regione ha già dato tanto e continua a dare molto in termini di energia. Basti pensare a Cerano e alle migliaia di ettari di pannelli fotovoltaici che hanno preso il posto dei vigneti, dei secolari alberi d’olivo e dei muretti a secco. Lo sforzo della nostra regione è sotto gli occhi di tutti e non si può ulteriormente mortificare un territorio. Le pale eoliche possono trovare posto in altri siti che non siano le acque dell’Adriatico o dello Ionio, così come l’installazione di pannelli solari va incentivata sui tetti delle nostre case e degli edifici pubblici. Trivelle o piattaforme offshore, oltre che a rappresentare investimenti di dubbio valore, provocherebbero un danno irreversibile all’intera economia del territorio. L’auspicio è che l’attuale Governo valuti con attenzione queste possibilità di sviluppo e tenga conto della vocazione naturale di questo territorio, cioè il turismo, che opportunamente valorizzato e incentivato potrebbe rappresentare una delle voci più autorevoli nel bilancio dell’intero Paese. La Puglia compatta rimandi al mittente il progetto Powered e sottolinei ancora una volta il no alle trivelle, il no alle piattaforme offshore in Adriatico, affidando al ministro per l’ambiente Corrado Clini un messaggio di sviluppo sostenibile che metta il turismo al centro dell’azione del governo regionale e nazionale. Non si possono accettare le parole del ministro che è intervenuto alla settima edizione di Mediterre, manifestazione dedicata alla biodiversità, alla green economy e ai cambiamenti climatici. Il progetto Powered, finanziato con 4 milioni e 400 mila euro dal Programma transfrontaliero Ipa Adriatico, vuole determinare se ci siano le possibilità per investire nell’eolico in Adriatico e per determinarlo prevede l’installazione di una rete di anemometri in mare e lungo le coste per monitorare le evoluzioni climatiche e raccogliere dati metereologici. Per Clini, la conclusione del progetto può rappresentare anche la fase d’inizio d’investimenti industriali importanti in questo settore in Italia. Ma il ministro dimentica che il mare, l’Adriatico, per i pugliesi già rappresenta un tesoro di inestimabile valore. L’energia che vogliamo è quella pulita, a impatto zero, che non preveda trivelle e piattaforme offshore. La Puglia non è l’Olanda o la Danimarca o la Gran Bretagna e chiede un’economia che si basi sul turismo, sulla pesca, sulle bellezze naturali, sull’artigianato, sul commercio, sulla tutela dei beni culturali. Sono prerogative che continuo a ritenere fondamentali. E’ inaccettabile che si possano mettere a rischio le nostre risorse naturali per la ricerca di un profitto che, tra l’altro, avrebbe ben poche ricadute positive per la popolazione”.

Jenny De Cicco

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Lavoro e disagio sociale: Salvatore Negro (Udc) chiede più attenzione da parte del governo regionale


Maggiore attenzione per i problemi del lavoro e del disagio sociale. Questo è quanto chiede il presidente del gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro. “In questo particolare momento di crisi e difficoltà economiche per l’intero Paese – afferma Salvatore Negro – ognuno deve fare la propria parte con senso di responsabilità. Condividiamo e partecipiamo alle battaglie contro i tagli di Trenitalia o quelle in difesa delle nostre coste e del nostro mare, ma allo stesso tempo invitiamo il presidente Vendola e la sua maggioranza a cercare di risolvere i tanti problemi che affliggono i pugliesi. Vorremmo un’attenzione particolare per i problemi del lavoro e del disagio sociale come quello della frustrazione dei 1200 lavoratori impegnati nei progetti socialmente utili che ancora attendono la maggiore corresponsione per l’aumento dell’orario di lavoro e il riconoscimento della contribuzione ai fini pensionistici per tale attività. In questa delicata fase della vita economica e politica del nostro Paese chiedere al Pd un disimpegno dal sostegno al governo Monti e di conseguenza le elezioni anticipate è poco responsabile.

Altrettanto censurabile il tentativo di inficiare l’impegno e la responsabilità dei partiti che sostengono lo stesso governo. In questo momento nessuno può chiamarsi fuori dalle responsabilità che hanno portato alla attuale situazione: la politica, a tutti i livelli, è chiamata a dare risposte concrete ai problemi della gente e non a polemizzare. Il calo di affluenza alle primarie del centrosinistra a Lecce è il sintomo del distacco e della disaffezione che si è creata tra la classe politica e la gente comune, ma anche del malcontento che serpeggia tra i vari strati della popolazione e che dimostra insoddisfazione verso i governi tanto nazionali quanto regionali. Un dato su cui tutti, indistintamente, siamo chiamati a riflettere. Non si possono illudere 1200 lavoratori e le loro famiglie approvando (su iniziativa del nostro partito) una legge che prevede un aumento del monte ore settimanale e il riconoscimento della contribuzione ai fini pensionistici e poi non attuarla. Qui non si parla di vaghe promesse, ma di qualcosa che è stato stabilito attraverso l’approvazione della legge di bilancio un anno fa e che va attuato. Questo inspiegabile ritardo non riconcilia la politica con i lavoratori e non ne rafforza la credibilità, ma contribuisce ad allargarne le distanze.

Auspichiamo che il governo regionale faccia la sua parte esercitando le proprie competenze per lenire il disagio e le sofferenze di tanti strati della popolazione pugliese e nel contempo cerchi il dialogo e la collaborazione con il governo Monti, per venire incontro ai disagi del territorio, ridare fiducia alla gente e credibilità alla politica”.

Alessandro Conte

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Ospedale “Vito Fazzi” – Salvatore Negro esprime soddisfazione per il tempestivo intervento dell’Asl


“Sulla sanità e sulla salute dei cittadini non possono esserci speculazioni e strumentalizzazioni a fini elettorali. Su questo argomento l’Udc, nel suo ruolo di opposizione responsabile, ha avuto sempre un atteggiamento vigile. Siamo però convinti che occorrano risposte concrete ai problemi della gente. Per questo esprimiamo soddisfazione per il tempestivo intervento della direzione generale dell’Asl di Lecce che ha tranquillizzato gli utenti del Vito Fazzi sulla funzionalità e l’efficienza del reparto di ortopedia”. Lo ha detto il presidente del gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro. “Sono queste azioni concrete che ridanno credibilità alla politica e al sistema della sanità, oggi fortemente in crisi. – ha sottolineato il capogruppo Udc – Occorrono azioni costruttive e grande senso di responsabilità a tutti i livelli, ma soprattutto occorre evitare che qualche piccolo esponente o gruppo senza scrupoli cavalchi il disagio per accaparrarsi visibilità elettorale. Come gruppo Udc, oggi abbiamo chiesto all’assessore Fiore di relazionare in terza commissione sul sistema di governance dell’intero servizio sanitario regionale.

Mai come in questo momento si rende necessaria una verifica sulle modalità di gestione dei bilanci delle aziende sanitarie, del sistema degli appalti e delle forniture, ma anche sulle modalità e i tempi di attuazione del piano di rientro. L’obiettivo deve essere quello di riformare la governance e giungere a una conformità di comportamento giuridico-amministrativo su tutto il territorio regionale eliminando le varie discrasie oggi evidenziate nelle Asl pugliesi.

Per tali ragioni – ha concluso Salvatore Negro – esprimiamo soddisfazione per il segnale che ci viene oggi dalla direzione dell’Asl nelle persone del direttore generale Valdo Mellone e del direttore sanitario Ottavio Narracci. Ci rassicura il fatto che Rollo continui a svolgere il suo lavoro con la stessa professionalità e dedizione nel reparto di ortopedia e auspichiamo che voglia continuare a prestare ancora a lungo la sua preziosa opera nella struttura pubblica”.

Alessandro Conte

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Nuovo Porto a Otranto: accolti i pareri tecnici, ma la strada è ancora lunga


Il 10 gennaio l’amministrazione otrantina ha fatto un passo avanti verso la realizzazione del porto turistico esterno, sul quale si è espresso in consiglio regionale anche Salvatore Negro, presidente dell’Udc pugliese.

L’opposizione s’è astenuta e con i voti della maggioranza sono stati accolti i pareri tecnici favorevoli dell’Ufficio tecnico comunale in materia urbanistica, della commissione intercomunale per il paesaggio in materia paesaggistica e quella del tavolo tecnico convocato in tema di sicurezza della navigazione, riguardanti l’importante infrastruttura, ma anche l’Unione dei Comuni Terre d’Oriente – Otranto, Uggiano La Chiesa, Giurdignano, Muro Leccese e Poggiardo – con una propria delibera ha dato voti favorevoli per la veloce realizzazione dell’infrastruttura.

L’interesse per il porto è forte, anche per la capacità di generare indotto occupazionale, le cifre presentate nei mesi scorsi (previsti un occupato per ogni 4-5 posti barca) sono ritenute poco realistiche dai detrattori dell’opera.

Il progetto prevede di dare ospitalità nel bacino a 500 imbarcazioni medio-grandi, sino a 40-50 metri di lunghezza, di cui il 20% destinato a quelle di transito, ma a scatenare per tutto il 2011 il dibattito politico sul porto sono stati gli interventi a terra, soprattutto i 68 alloggi che costituiranno una struttura tipo residence nei pressi del nuovo braccio a mare del porto.

“Sono felice di poter rappresentare gli importanti risultati fin qui raggiunti in sede di conferenza dei servizi conclusiva, al fine di ottenere il via libera definitivo per il porto – ha detto il sindaco Luciano Cariddi – Mi spiace dover constatare come i rappresentanti della minoranza in Consiglio Comunale abbiano voluto sprecare una ulteriore utile occasione per dimostrare il loro favore nei confronti di questa importante opera. Astenendosi dal votare hanno cercato, pretestuosamente, di trovare elementi tecnici per giustificare la loro contrapposizione che, invece, è sembrata molto preconcetta sin dall’inizio, contraddicendosi spesso e dimostrando ancora oggi grandi lacune circa le previsioni progettuali, nonostante la procedura sia stata affidata da oltre 4 anni”.

Parole in favore dello snellimento delle procedure per il porto della città dei martiri sono giunte dal consigliere Udc Puglia, Salvatore Negro, che ha chiesto alla Regione di attivarsi contro la burocrazia, “per eliminare tutti gli ostacoli che si frappongono tra la progettazione e la realizzazione del Porto turistico di Otranto. Di vitale importanza è l’apertura di nuovi cantieri per creare occupazione, soprattutto in aree come la Puglia ed il Salento dove gli effetti della crisi economica si fanno sentire pesantemente e con risultati spesso devastanti per l’intera economia. Per la realizzazione di questa importante infrastruttura la strada appare ancora lunga e tortuosa, sono 25 gli enti che dovranno esprimere parere positivo sul progetto, sulla Valutazione di incidenza e sulla Valutazione di impatto ambientale. Un percorso necessario ma che rischia di vanificare un investimento che porterebbe una boccata d’ossigeno alla economia di un territorio martoriato dalla disoccupazione e dalla crisi economica e darebbe un’ulteriore spinta ad un turismo di fascia medio alta consentendo l’attracco a quelle imbarcazioni di grande stazza che oggi navigano nel Mediterraneo”.

Jenny De Cicco

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La regione sostenga oratori e Caritas


Oratori e Caritas al centro di un intervento in consiglio regionale.

Questi enti svolgono indubbiamente un enorme lavoro in sostegno degli indigenti e delle persone in difficoltà che aumentano per via della crisi.

“Nel bilancio regionale 2012 sia previsto un contributo per la messa in sicurezza e l’ampliamento degli oratori delle parrocchie, centri di aggregazione che hanno ancora oggi un ruolo fondamentale nella formazione e l’educazione delle giovani generazioni”. Lo ha detto il presidente del gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro, alla vigilia del dibattito in aula per l’approvazione del Bilancio di previsione 2012 e pluriennale 2012-2014. Tra gli emendamenti che Udc è pronto a presentare per migliorare la manovra del governo regionale, in particolare, due a favore degli oratori e delle Caritas. “In una società disorientata da una crisi economica e disgregata da una crisi di valori senza precedenti, l’oratorio resta un punto di riferimento certo per molti giovani alla ricerca di esperienze formative forti che li conducano verso la maturità. La politica e le istituzioni non possono ignorare il ruolo educativo di questi centri, dove si incontrano vecchie e nuove generazioni, dove ormai giovani di diverse etnie e diverse culture fanno le prime prove di convivenza multirazziale. Non si può poi ignorare che, in molti piccoli comuni e in alcune realtà sociali difficili, gli oratori rappresentano spesso l’unico centro educativo ai valori della legalità e della convivenza civile. Per questo, come gruppo Udc, presenteremo un emendamento alla legge di bilancio che preveda un contributo che non sia solo simbolico a favore di queste realtà. Lo stesso siamo pronti a fare per le Caritas diocesane e parrocchiali. La crisi economica ha fatto aumentare il numero di famiglie che vivono nell’indigenza e che si rivolgono a questi centri per avere sostentamento, come testimoniano gli stessi dati allarmanti diffusi dalla Caritas nazionale e locale”.

Jenny De Cicco

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Assistenza malati oncologici, Salvatore Negro chiede un intervento da parte della Regione


All’Asl di Lecce continua la protesta dei 100 operatori socio-sanitari che chiedono una proroga del contratto. Il prossimo 31 dicembre, infatti, scadrà il contratto e in loro sostegno, ancora una volta, è intervenuto il capogruppo dell’Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro, chiedendo un intervento da parte della Regione affinché si attivi per trovare una soluzione alla vertenza. “La proroga del contratto ai 50 operatori socio-sanitari e ai 50 autisti che prestano assistenza domiciliare ai malati oncologici dell’Asl di Lecce – ha dichiarato Salvatore Negro – è garanzia di un servizio essenziale per i cittadini che versano in condizioni di bisogno. La garanzia di tale servizio è coerente con le previsioni del piano di rientro che, anche attraverso la chiusura di diverse strutture ospedaliere, ha fatto risparmiare circa 160 milioni di euro all’Ente e ora può utilizzare parte di questo tesoretto per evitare ulteriori mortificazioni ai lavoratori e agli utenti già duramente provati dalla malattia. Tale azione è indispensabile per il recupero di credibilità della politica, soprattutto in un periodo difficile come questo aggravato da una crisi senza precedenti che sta togliendo il fiato all’intero Mezzogiorno e alla Puglia in particolare. Non garantire tale servizio significa aggravare la crisi di fiducia verso la classe politica e verso l’intero sistema sanitario pugliese già carente sotto diversi profili. In quest’ottica le dichiarazioni dei manager, peraltro nominati dalla politica, che rilasciano dichiarazioni contrastanti con le volontà espresse dall’assessore di riferimento prima e dal presidente Vendola dopo sono il sintomo di una politica alla sbando e che ha perso il suo ruolo centrale nella ricerca di soluzioni che mirino al raggiungimento del bene comune. Per questo si rende necessaria una inversione di rotta con una riforma dell’intera impalcatura della burocrazia che allo stato attuale frena e non favorisce la soluzione dei problemi e quindi lo sviluppo dell’Ente. È il momento delle scelte e il momento di fare chiarezza perché ognuno si assuma le proprie responsabilità”.

Alessandro Conte

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Protesta degli operatori socio-sanitari. Salvatore Negro: “Il governo cerchi una soluzione nelle pieghe del bilancio”


Da giorni gli operatori socio-sanitari protestano nei pressi della direzione generale dell’Asl, in merito alla vicenda della vertenza che li vede coinvolti.

A tal proposito è intervenuto il presidente del gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro. “Restiamo contrari all’aumento delle tasse regionali – ha detto – Ma se la pressione fiscale non può essere allentata, almeno si cerchino nel bilancio i fondi per assicurare la proroga del contratto ai 50 Oss e 50 autisti che prestano sostegno ai malati oncologici dell’Asl di Lecce, in modo da garantire l’assistenza agli utenti”. Dunque, il presidente Salvatore Negro sollecita il governo regionale affinché cerchi una soluzione. “Se il deficit sanitario è stato ridotto come annunciato dall’assessore Fiore, e nonostante ciò è intenzione del governo regionale di non allentare la pressione fiscale – ha sottolineato il capogruppo Udc – non sarà difficile reperire fondi in bilancio per prorogare il contratto di questi operatori sanitari che assicurano un servizio indispensabile per l’assistenza domiciliare ai malati oncologici. Un servizio che assicura la de-ospitalizzazione dei malati che, in assenza dello stesso servizio, dovrebbero essere ricoverati nelle strutture ospedaliere con aggravio di spese per l’Asl. L’auspicio è che il governo regionale si sforzi di cercare nelle pieghe del bilancio una soluzione a tale delicata vicenda, evitando ulteriori mortificazioni sia ai lavoratori che agli utenti che usufruiscono del servizio e che sono già duramente provati dalla malattia”.

Alessandro Conte

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