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Da Poggiardo i nuovi servizi agli immigrati


Più aiuto per gli immigrati sul fronte sanitario. Poste le firme tra il Consorzio per i Servizi Sociali e il distretto socio sanitario dell’Ambito di Poggiardo per offrire nuovi servizi agli immigrati: è stato ufficialmente sottoscritto, nei giorni scorsi, il protocollo d’intesa fra Asl Lecce e il Consorzio per i Servizi Sociali dell’Ambito di Poggiardo, per la realizzazione di attività in favore di cittadini immigrati nell’ambito di Poggiardo. L’offerta per i cittadini immigrati è una realtà da gennaio 2008 attraverso il progetto “Consultorio per Immigrati” attivato dall’unità operativa Assistenza Consultoriale del distretto socio sanitario di Poggiardo, diretta da Leonardo Giannuzzi psicologo-psicoterapeuta. Tali attività sono in sintonia con gli obiettivi di servizio del Piano Sociale di Zona per l’arco del triennio 2010-2012 perseguiti dal Consorzio per i Servizi Sociali di Ambito di Poggiardo. Si è convenuta così l’azione sinergica fra gli operatori consultoriali, l’Urp distrettuale e gli operatori del Consorzio per i Servizi Sociali di Ambito. “In particolare – spiega Giannuzzi – si porranno in essere iniziative di primo contatto nei luoghi di incontro e di aggregazione nei paesi di residenza o di domicilio degli immigrati che risiedono o dimorano presso i 15 comuni dell’ambito, sempre nella logica dell’accoglienza, integrazione e inclusione sociale. Verranno inoltre promosse attività di sostegno agli immigrati relativamente alla loro condizione socio-economica”. L’equipe consultoriale è composta da tutti gli operatori distrettuali interessati. Inoltre, si attiveranno corsi di formazione e di aggiornamento specifici con il coinvolgimento degli operatori di front office e delle professioni di aiuto di tutti gli enti del territorio.

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L’ospedale di Scorrano verso la ristrutturazione


Un finanziamento per adeguare e ristrutturare l’ospedale di Scorrano. L’amministrazione comunale di Scorrano ha raggiunto un altro importante risultato, ossia la “Perizia suppletiva di variante dell’importo di 5.898.741,39 euro per lavori di ristrutturazione e adeguamento a norma del presidio ospedaliero”. La perizia comporta una maggiore spesa di 1.043.168,98 euro rispetto ai lavori che sono già in fase di esecuzione. “Ciò testimonia – spiega il primo cittadino Mario Pendinelli – la volontà amministrativa di potenziare l’ospedale e di spingere in un percorso che veda il presidio scorranese come punto di riferimento di tutto il territorio. Con forza diciamo che è assurdo pensare la chiusura di una struttura così grande per impelagarsi nella costruzione di un nuovo ospedale. Rilanciamo il tema del potenziamento dei servizi, della copertura delle carenze dell’organico e diciamo con forza: lavoriamo davvero per i cittadini e per i malati. Nel mentre si aspetta l’avvio della nuova Tac, vogliamo che i livelli di funzionamento dei reparti vengano portati sempre più in alto, mettendo gli operatori nelle condizioni di poterlo fare. Che il punto nascita resti a Scorrano perché la sua cancellazione rappresenterebbe un fallimento di tutti , un danno per le nostre comunità e la certificazione dell’essere condannati ad avere una sanità di serie B in questo territorio”.

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Donazione d’organi, come muoversi


Cosa si sa sulla donazione degli organi e quanto c’è ancora da sapere? Se ne parla in un dibattito pubblico, dal titolo “A nuova vita”, che si tiene a Scorrano il 17 dicembre alle 10, presso la chiesa degli Agostiniani. Introduce e modera Tommaso Fiore, assessore alla Sanità della Regione Puglia, mentre dopo il saluto del sindaco Mario Pendinelli, interverranno Pino Neglia, responsabile provinciale dell’Aido su “Qualità di vita dei trapiantati”, Valdo Mellone, direttore generale della Asl Lecce,. Vincenzo Malcangi, coordinatore locale Trapianti del Policlinico di Bari, Ottavio Narracci, direttore sanitario della Asl Lecce, Osvaldo Maiorano, direttore sanitario del nosocomio di Scorrano, Francesco Paolo Schena, coordinatore del Centro Regionale Trapianti Puglia sull’“Organizzazione sistema trapianti nella Regione Puglia” e Giuseppe Pulito, direttore dei reparti di Anestesia e Rianimazione a Scorrano, sul “Punto di vista dei familiari dei donatore”. Un incontro che chiarirà molti dubbi su come la donazione degli organi viene effettuata e quali sono i dilemmi più comuni dei familiari che affrontano il tutto con tanta paura. La donazione d’organi porta infatti con sé molte perplessità: accanto al dolore di chi perde il proprio congiunto, però, potrebbe affiancarsi la gioia di una vita che rinasce letteralmente dalle ceneri. Perché a volte, una vita rinasce proprio dove il dolore ha portato il suo grande carico di sofferenza.

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La sanità e la questione dei punti nascita. Parla Patrizio Mazza


Continua a far discutere il taglio dei punti nascita. Nei giorni scorsi è intervenuto il consigliere regionale, Saverio Congedo (Pdl). “La riduzione dei punti-nascita a quattro o cinque in Provincia di Lecce – afferma Congedo – è un dovere cui la nostra Regione non si può certamente sottrarre, a seguito degli impegni assunti per rientrare dal deficit e accedere così a una quota integrativa del Fondo Sanitario Nazionale. Essa però non può avvenire a discapito di comunità già colpite da chiusure di ospedali e tagli di posti letto come per la parte del Salento che si affaccia sull’Adriatico, già interessata dalla chiusura degli Ospedali di Gagliano, Maglie e Poggiardo.

Occorre che le scelte del Governo regionale portino a un’equilibrata ripartizione sul territorio degli ospedali pubblici”.

A parlare di questo problema e della sanità in generale è anche il consigliere regionale Patrizio Mazza (Idv). “Riguardo la questione dei punti nascita – dice Mazza – ribadisco che oggi è importante creare una situazione che guardi al futuro, come del resto accade a livello europeo, cioè che i punti nascita siano attrezzati anche per il nascituro, oltre che per la madre, e che siano collegati a una neonatologia e a una rianimazione, in caso di problemi e complicanze. Creare molti punti nascita per il solo fatto di lasciare situazioni di interesse meramente politico e di beneficio elettorale, piuttosto che di utilità nell’assistenza medica per la popolazione non lo giudico corretto, soprattutto quando si acuisce nella popolazione un sentimento di puro campanilismo e non si opera una corretta informazione riguardo i benefici dell’assistenza. Per una donna che deve partorire e la cui gravidanza non ha manifestato problemi, è perfettamente organizzabile la parte finale del parto con l’ausilio del proprio ginecologo di fiducia, se questi è disponibile a seguire la donna assumendosi ogni responsabilità di cura e così se il ginecologo è un operatore esterno alla struttura sanitaria con la disponibilità della struttura sanitaria di offrire quegli spazi, strutture e strumentazioni necessarie a consentire il parto. Frammentare i punti nascita come si sta cercando di fare, per accontentare le varie intelligenze politiche del territorio credo che sia deleterio e che sia solo un ritardare un cambiamento che dovrà avvenire obbligatoriamente nel rispetto di standard europei. Io credo che la liberalizzazione dell’assistenza sanitaria sia l’unica maniera di creare la giusta responsabilità dei professionisti, e di creare quella giusta informazione nella popolazione dando adeguata soddisfazione alla stessa, soprattutto nel rispetto del principio che possa effettivamente scegliersi il medico di gradimento. In questo senso bisogna lavorare evitando situazioni indifendibili sia sul profilo economico che su quello professionale. La mia proposta di legge viaggia in questi termini di efficacia ed efficienza sanitaria mediante una matura liberalizzazione dell’assistenza che può salvare tutto e tutti in termini di vera assistenza e di tutela di professioni, valorizzate in termini di utenza soddisfatta per le prestazioni che può ricevere”.

Alessandro Conte

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Sette sit in contemporanei per il diritto alla salute


Si sono tenuti ieri sette sit in sul diritto alla salute, contemporaneamente, a Lecce e provincia, in occasione della Giornata di mobilitazione nazionale per un sistema sanitario pubblico, universale e di qualità organizzato dalla Cgil con 400 iniziative in tutta Italia. Il sindacato, i lavoratori e gli utenti si sono dati appuntamento presso i presidi ospedalieri di Lecce, Casarano, Galatina, Gallipoli, Scorrano e presso le sedi dei distretti di Martano e Ugento. “Il servizio sanitario pubblico – sostengono dalla Cgil – è messo pesantemente in crisi da scelte economiche e politiche che minano il diritto alla salute dei cittadini: 12 miliardi in meno, dal 2010 al 2014, un miliardo in meno per l’edilizia sanitaria con questa Legge di stabilità; riduzione da un miliardo a 200 milioni per il Fondo sociale, introduzione del super ticket sanitario per oltre 4 miliardi entro il 2014. L’Italia è il Paese che spende di meno in sanità pubblica rispetto alla media degli altri Paesi UE e dei Paesi OCSE”. “In Puglia il colpo inferto alla rete dei servizi sanitari è insostenibile – dice Antonella Cazzato, segretaria provinciale della Cgil – soprattutto per la carenza di personale. Nella provincia di Lecce il Piano di riordino doveva essere la vera sfida per riqualificare i servizi sanitari. Anche la riduzione dei posti letto doveva rappresentare un’impostazione nuova: il ricovero in ospedale, infatti, è quasi sempre per i cittadini l’unica soluzione, in assenza di altre strutture. La situazione attuale invece è gravissima, perché sui 240 posti previsti ce ne sono 180, mancano i posti di medicina, non sono attive le lungodegenze. I tempi delle liste di attesa si sono allungati da quando è venuta meno l’esclusività del rapporto di lavoro nella sanità. Per contribuire all’abbattimento dei tempi di attesa per le prestazioni diagnostiche sarebbe necessario che le strumentazioni funzionassero in h 12”. Con la protesta si vuole ottenere di garantire il finanziamento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) in tutte le regioni e abolire i super ticket, servizi 24 ore su 24 con finanziamenti vincolati a priorità, che vanno dalle cure primarie alla non autosufficienza, sbloccare le assunzioni e rilanciare la contrattazione perché chi lavora favorisce il cambiamento, rendere socialmente sostenibili i piani di rientro, usare i risparmi per aprire nuovi servizi; i Lea prima di tutto, aprire alla partecipazione democratica con una sede di confronto nazionale e regionale. A livello regionale, inoltre, la Cgil rilancia gli obiettivi sulle politiche sanitarie e socio sanitarie: riqualificare la rete ospedaliera con la riconversione in servizi territoriali, potenziare la prevenzione, i servizi distrettuali e le cure primarie, raggiungere una matura integrazione fra ambito sociale e sanitario, governare adeguatamente i meccanismi dell’accreditamento, riportare l’offerta entro i limiti della programmazione pubblica e il governo dell’assistenza farmaceutica.

Fabio Tarantino

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Maglie e Melpignano candidate a ospitare il nuovo ospedale


L’ospedale comprensoriale? Tra Maglie e Melpignano. Arriva a sorpresa l’ultimo colpo di scena in ordine di tempo sulla questione del nosocomio nuovo di zecca che dovrebbe, secondo le intenzioni dei vertici regionali, sostituire le tre strutture del centro Salento, cioè Maglie, Scorrano e Poggiardo. Le ragioni del progetto sono nella riduzione dei costi e una razionalizzazione dei reparti. Idea brillante se non avesse scatenato una serie di accesi campanilismi tra le amministrazioni interessate a diventare la sede prescelta del nosocomio. Le vicende degli scorsi mesi raccontano infatti di interventi amministrativi, politici e di piazza per cercare da un lato di riconvertire le strutture esistenti e dall’altro di ottenere la preferenza nella scelta del nuovo ospedale. Fino a che il nuovo direttore della Asl di Lecce, Valdo Mellone, ha riportato la questione ai nastri di partenza, dichiarando che per la definizione del sito si sarebbero valutati tutti i progetti messi a disposizione dai comuni interessati. Polemiche feroci infatti erano seguite alla notizia informale che alla fine la scelta sarebbe caduta su quanto proposto dall’amministrazione di Muro Leccese, tanto che il primo cittadino di Maglie Antonio Fitto aveva parlato di “mere ragioni di convenienza politica”. L’accordo tra Maglie e Melpignano è stato formalizzato da una lettera inviata nei giorni scorsi in forma congiunta dai due sindaci, Fitto e Ivan Stomeo allo stesso direttore Mellone che “in relazione alla programmata realizzazione di una struttura sanitaria ospedaliera pubblica da parte della Regione Puglia” chiedono “di voler riconsiderare la proposta del comune di Melpignano alla luce della disponibilità di ulteriori terreni in agro di Maglie”. L’amministrazione magliese in pratica, avvertita della candidatura dell’amministrazione grìca che ha garantito alcuni terreni ottenuti da privati, ha fornito ulteriori aree aumentando il respiro del progetto. La nuova struttura avrà notevoli vantaggi logistici perché “sarà accessibile dalla zona Pip del comune di Maglie, sarà posta in prossimità dello snodo Maglie-Casarano-Gallipoli, avrà la possibilità di uno scalo ferroviario (peraltro già previsto a servizio dell’area di insediamenti produttivi esistente) e di un accesso diretto dalla strada statale 275 (così come previsto nel progetto approvato di ammodernamento della stessa)”.

Maurizio Tarantino

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Un Consiglio comunale aperto per ribadire che Maglie vuole la Casa della Salute


La Casa della Salute s’ha da fare, e anche in fretta. Così il Consiglio comunale ribadisce con forza la richiesta alla Asl e alla Regione formulata nei giorni scorsi: il sindaco Antonio Fitto e la sua maggioranza increduli di fronte alla decisione di smantellare il centro di primo soccorso, invece previsto nel progetto di Casa della Salute, che dovrebbe decollare a breve anche se non si è ancora certi sulla data di partenza. Così, dopo la riunione dei capigruppo dei giorni scorsi, sarà l’assemblea comunale a esprimersi, aperta ai cittadini in modo che anche questi abbiano diritto di parola al riguardo. Appuntamento il 26 luglio alle 18, con all’ordine del giorno un unico punto: “Ridare dignità al diritto alla salute: riapertura immediata del punto di primo intervento e attivazione della Casa della Salute a Maglie”. Alla seduta consiliare sono stati invitati anche il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, l’assessore regionale alla Sanità Tommaso Fiore, la dirigenza della Asl Lecce e i consiglieri regionali della provincia. Allo stato attuale, infatti, la situazione è abbastanza urgente: Maglie non ha il punto di primo soccorso, invece previsto nel progetto di Casa della Salute, e anziché essere potenziato spostato a Scorrano. L’ultima parola toccherà ai dirigenti sanitari e regionali, tuttavia questo riordino ospedaliero segue decisamente i tempi della burocrazia italiana. I malati, però, non possono aspettare: all’interno della Casa della Salute, per esempio, si proseguirà con i day-service ambulatoriali per i malati cronici, perché gli esami che prima venivano effettuati in diverse tranche nell’arco di un anno vengano fatti in un giorno, con medici specialisti e l’assistenza di un’infermiera dedicata, e tanti disagi in meno per chi soffre di malattie diabetologiche, cardiache e pneumologiche.

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Casa della Salute, appello della maggioranza: “Si faccia subito”


Non c’è pace per la salute magliese. Dopo la querelle che ha visto l’opposizione scontrarsi con la giunta, che in una delibera aveva chiesto la valorizzazione dell’esistente in attesa dell’istituzione della Casa della Salute, è adesso la giunta stessa a indire una conferenza stampa per sottolineare un paradosso: è stato smantellato in questi giorni il punto di primo soccorso, che invece figura nei servizi resi dalla futura struttura sanitaria. “La Asl di Lecce – si legge nel comunicato – con una semplice disposizione organizzativa, ha cancellato da Maglie il punto di primo intervento, a partire da lunedì 18 luglio, con la ricollocazione in altre strutture ospedaliere del personale infermieristico, di supporto e medico attualmente in servizio presso lo stesso presidio di Maglie. E la stessa Asl, solo il 28 giugno, stabiliva di istituire il Presidio Territoriale di Salute, sul modello della Casa della Salute, come definita nel piano attuativo locale, e di attivare la Casa della Salute contestualmente alla disattivazione dello stabilimento ospedaliero, che avverrà il 15 luglio”. Nella stessa delibera, continua la giunta, si legge: “Nella Casa della Salute sarà mantenuta l’allocazione della postazione del servizio regionale di emergenza-urgenza 118, del punto di primo intervento e della continuità assistenziale per il trattamento in loco delle patologie caratterizzate da codice verde e bianco (al fine di decongestionare l’affluenza di urgenze differibili o non urgenze ai pronti soccorso ospedalieri) e l’eventuale trasferimento dei pazienti con patologie non gestibili direttamente. Riassumendo: si chiude l’ospedale e si delibera di attivare contestualmente la Casa della Salute, mentre le strutture che esistono, e che sono peraltro previste nella Casa della Salute stessa, vengono chiuse invece di essere integrate e potenziate. Le ovvie conseguenze sono che l’attivazione della Casa della Salute è di fatto rinviata, e l’ospedale di Scorrano, privo di uomini e mezzi, dovrà sperare in miracoli impossibili da parte degli operatori sanitari e parasanitari del pronto soccorso, già oberati da un carico di lavoro eccessivo. Con la conseguenza che non si potrà garantire alcuna assistenza sanitaria a tutto il territorio, e che si prolungheranno i tempi di stazionamento dei pazienti in attesa di essere assistiti. Lo avevamo capito!”. E ancora: “Con la delibera di giunta speravamo di stimolare l’attenzione della Regione Puglia sulla necessità di garantire il diritto fondamentale alla salute, senza essere raggirati con argomenti fumosi ed eventuali. La salute dei cittadini non può aspettare ancora. La città di Maglie è stanca di essere offesa e danneggiata dalle scelte della Regione e dei suoi compari e deve ribellarsi a questa assurda situazione. Le minoranze del Consiglio comunale sono state smascherate: hanno tentato di spostare l’attenzione su fatti eventuali e sicuramente falsi nel contenuto per distrarre i cittadini dai danni che la città da lì a poco avrebbe subito”. Insomma, si prevedono ulteriori polemiche.

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Maglie, modifiche all’Ici al vaglio del Consiglio comunale


L’Ici al centro di uno dei dodici punti all’ordine del giorno che oggi saranno vagliati dal Consiglio comunale di Maglie alle 14,30. Probabilmente, non si riuscirà a discutere tutto, perché altrimenti si finirebbe a notte fonda, tanti sono gli argomenti che prevedono votazioni anche abbastanza complesse, come l’integrazione relativa alla commissione Toponomastica e alla consulta per gli Anziani, che hanno bisogno rispettivamente di tre e un nuovo esponente. Il punto che appare più interessante è quello che riguarda la modifica al regolamento dell’Ici: la proposta prevede delle agevolazioni per quanto riguarda le abitazioni dei disabili e anziani residenti in casa di cura, ma anche a coloro i quali decideranno di rifare la facciata della propria abitazione in pietra leccese, un provvedimento che potrebbe invogliare a rimettere in sesto moltissime costruzioni del centro storico, al fine di restituirgli un assetto architettonico degno di una vera e propria città d’arte. In consiglio si parlerà anche della concessione di spazi pubblici, per degli esercizi muniti di ruote: in pratica, si regolamenterà l’attività di alcuni gestori di camioncini e fruttivendoli che stazionano in aree ben precise della città, come via Montegrappa e viale Europa. Il punto all’ordine del giorno più importante però è probabilmente l’ultimo, la richiesta delle revoca della delibera di Giunta da parte di Città Libera e Udc. La delibera in questione è quella con cui viene chiesto che in questo tempo di stallo per il riordino ospedaliero, in attesa che venga deciso dove sarà l’ospedale d’eccellenza, si provveda a valorizzare l’esistente. L’opposizione sostiene che invece bisogna lottare con forza per ottenere il nuovo ospedale, che genererà certamente delle ricadute positive sul territorio, con i suoi 360 posti letto e i nuovi reparti d’eccellenza.

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“Il nuovo ospedale sia fatto a Maglie”: insorge “Città Libera”


La delibera della giunta magliese che decide di valorizzare il patrimonio ospedaliero esistente, in attesa della realizzazione della Casa della Salute, non piace al gruppo consiliare di minoranza “Città Libera”. Tanto che i suoi componenti, Antonio Giannuzzi e Mario Chirilli, hanno presentato una richiesta di ordine del giorno per il Consiglio comunale del prossimo 23 giugno, in cui si chiede di revocare la delibera stessa. Che, emanata lo scorso 7 giugno, prevede “di bloccare ogni attività precorritrice ed esecutiva finalizzata alla realizzazione di un nuovo ospedale nella stessa area territoriale e, contestualmente, destinare le risorse opportune e adeguate alla realizzazione delle opere utili alla valorizzazione del patrimonio edilizio ospedaliero esistente, all’acquisto delle apparecchiature diagnostiche e terapeutiche necessarie e al miglior impiego delle risorse umane”. In altre parole, visto che ancora il riordino ospedaliero non è stato messo in atto, e nonostante il modello di Casa della Salute proposto per Maglie e non ancora approvato sia stato citato in questi giorni dal S-24 Ore come il migliore in Italia, si sta cercando di valorizzare l’esistente: in questo caso l’ospedale di Scorrano, destinato a diventare punto di riferimento anche degli abitanti di Maglie e Poggiardo.

Ma Città Futura ritiene la delibera di giunta priva di ogni logica, contraria alle aspettative della città e ai principi dello stesso Piano in altre epoche. “Troviamo assurda la delibera di giunta – commentano i consiglieri di Città Libera – che tradisce la volontà dei cittadini di vedere realizzato nel loro territorio il nuovo ospedale. Il Comune di Maglie è stato sempre sacrificato dalle scelte effettuate nel settore sanitario. Quella del nuovo ospedale è l’occasione per far valere i nostri diritti e per pretendere che l’opera venga realizzata nell’area di Maglie a compensazione delle tante mortificazioni, anche economiche, già subite. Assurdamente invece l’amministrazione comunale di Maglie, senza informare nessuno, delibera di rinunciare al nuovo ospedale, invece di attivarsi per ottenerlo come stanno facendo tutti gli altri comuni. Chiediamo la revoca della delibera di giunta, perché contraria agli interessi della città, che non può sopportare la superficialità e la negligenza nel gestire quest’opportunità, che consegna ad altri la possibilità di ospitare il nuovo ospedale”.

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