Tag Archive | "Sportello dei Diritti"

Manutenzione stradale e danni: sentenza significativa


È colpevole di omicidio colposo il responsabile della manutenzione della strada se l’incidente è stato conseguenza di un guard-rail che non ha retto all’urto. È quanto stabilito dalla quarta sezione penale della Cassazione con sentenza 48216/12: condanna per il funzionario che in un sopralluogo effettuato in precedenza sul tratto di strada dove si verificò l’incidente non aveva notato alcuna anomalia. Anche se il reato è risultato prescritto, sono comunque salvaguardate le richieste civili.

“Una sentenza significativa che dovrebbe far innalzare la soglia di sicurezza da parte di tutti i manutentori e gestori delle strade proprio per evitare conseguenze fatali per gli utenti della strada e pesanti condanne”.

È quanto sostiene Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, associazione nazionale senza fini di lucro, che si interessa della tutela dei diritti a 360° di tutti, cittadini italiani e non, (www.sportellodeidiritti.org).

Nel caso in questione, il sinistro ebbe conseguenze fatali: dopo un terribile testacoda, l’automobilista perse la vita a causa delle lamiere del guard-rail. La perizia effettuata verificò che era stata l’assenza dei bulloni di collegamento fra le lame sovrapposte delle barriere a impedire la resistenza all’urto, che in caso contrario sarebbe stata garantita, evitando così le tragiche conseguenze dell’incidente.

Peraltro, proprio quindici giorni prima dell’incidente, il responsabile della manutenzione, che in base all’articolo 10 del Dpr 1126/81 deve coordinare il personale addetto e ispezionare spesso i tronchi stradali che rientrano nella zona di sua competenza, aveva provveduto a controllare il tratto dove poi accadde l’incidente senza ritenere opportuno l’intervento di manutenzione.

 

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Alcol in aumento tra le donne di mezza età, D’Agata: “Intervengano le Istituzioni”


Le festività sono anche tempo di grandi abbuffate e bevute ma per molti, forse troppi, le libagioni sono diventate ordinarie e non si fermano ai periodi di festa. Tra le fasce maggiormente aduse a un consumo eccessivo di alcol non solo i giovani, come da tempo lo Sportello dei Diritti riporta nelle sue campagne contro l’abuso di alcolici, ma le donne di mezza età. Secondo alcune statistiche a livello europeo pare che bevano anche più delle loro figlie; a tal proposito, in alcuni Paesi dell’UE tra cui la Gran Bretagna, si parla di una vera e propria epidemia silenziosa da alcool.

Sarebbero, infatti, le ultraquarantacinquenni a bere più di qualsiasi altra fascia d’età, anche più dei giovani. E, moltissime, sarebbero le professioniste del ‘bere per dimenticare‘ e superare le infelicità della vita con conseguenti gravi rischi per la salute, pur non presentando i tipici segni dell’alcolismo. In Gran Bretagna gli esperti hanno sottolineato come le donne di questa età stanno diventando l’onere più importante per il Servizio Sanitario Nazionale a causa di patologie alcol-correlate, tra cui ictus, malattie del fegato e tumori. L’indagine svolta nel Regno Unito ha rilevato che le donne dai 45 ai 64 bevono in media, 8,8 unità di alcol a settimana: l’equivalente di una bottiglia di vino. Tuttavia, tra le diverse categorie le professioniste sono più propense a rilassarsi con l’alcool alla fine della giornata lavorativa, e bevono in media 9,1 unità a settimana. Tali cifre, ovviamente, comprendono anche tutte coloro che sono astemie o devono relativamente poco. Ciò significa che sono molte coloro che consumano molto più del livello massimo indicato, che per gli inglesi è pari a 14,1 unità a settimana.

L’indagine in questione ha rilevato anche che le campagne di governo che dedicano più attenzione alle donne più giovani in relazione ai pericoli connessi al binge-drinking – la stupida pratica di bere solo per stordirsi – sembrano funzionare. A tal proposito è stato confermato che le donne di età compresa fra i 16 e i 24 anni consumano in media 8,4 unità di alcol alla settimana, ossia circa il 20 % in meno di quanto facevano diversi anni fa. Allo stesso tempo, gli uomini consumano circa due volte la quantità di alcol che viene ingerita in media dalle donne.

Questi dati hanno spinto le autorità sanitarie d’Oltremanica a improntare specifiche campagne contro il consumo eccessivo di alcol, dedicate alle donne di età superiore ai 45 anni, al fine di aumentare la consapevolezza circa i rischi connessi all’abuso di alcol perché, come detto, cresce il numero di quelle che bevono costantemente ogni sera ma che non mostrano segni evidenti di alcolismo. In considerazione di tali preoccupanti dati, Giovanni D’Agata, fondatore dello Sportello dei Diritti, pur rilevando che in Italia le stime circa il consumo pro capite per fasce di età di alcolici e i costi sociali connessi alle malattie correlate con l’alcol sono inferiori a quelle di altri paesi europei, sottolinea come ciò non vuol dire che le nostre concittadine siano meno esposte all’alcolismo o comunque a un consumo eccessivo di alcolici; troppo spesso vengono sottovalutate le loro condizioni e i rischi di eventuali patologie.

Per tali ragioni, lo Sportello dei Diritti continua ad appellarsi alle autorità sanitarie e alle istituzioni competenti, a partire dal prossimo Ministro della Salute, affinché incentivi le campagne di sensibilizzazione troppo spesso connesse al solo rischio d’incidenti stradali a seguito del consumo di alcol. Lo scopo è salvare tante vite umane di donne e madri e ridurre i costi sociali a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

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Maglie: lo Sportello dei Diritti su uno strano caso di presunte molestie


La cronaca giudiziaria fornisce spesso notizie interessanti e alcune anche insolite. Come quella di un ragazzo magliese condannato a un risarcimento di 50 euro per aver inviato un SMS di troppo alla ex. Ora, questa storia, che risale al 2011 torna alla ribalta grazie anche allo Sportello dei Diritti, guidato da Giovanni D’Agata. Ecco il comunicato ricevuto:

Ferisce più la penna che la spada: un proverbio ritornato di moda con l’avvento delle nuove tecnologie che hanno visto sostituire la classica biro e il taccuino con gli sms, i messaggi di posta elettronica ed i social network. È chiaro che un’offesa può costare cara, anche 50 euro, secondo le motivazioni addotte dal Tribunale di Lecce che nel febbraio 2011 aveva condannato ad una multa per molestie un giovane magliese di 26 anni reo di aver inviato alla propria ex che lo aveva da poco lasciato nell’aprile del 2008, un sms ritenuto offensivo dal giudice di merito per “petulanza” e “biasimevole motivo costituito dalla gelosia e dalla volontà di infliggere alla ex fidanzata una punizione per avere interrotto la relazione sentimentale con lui”. Il giovane ha quindi proposto ricorso in Cassazione argomentando che si trattava non di un messaggio offensivo, bensì di un semplice scherzo tra amici. La prima sezione penale della Suprema Corte ha accolto il ricorso rinviando la causa ad altro giudice dello stesso Tribunale per un nuove esame del caso. Gli ermellini hanno, infatti, rilevato che “il reato di molestia o disturbo alle persone non ha natura di reato necessariamente abituale, sicchè può essere realizzato anche con una sola azione ovvero con una sola telefonata effettuata dopo la mezzanotte, ma di questo occorre dare una esaustiva motivazione, nel caso in esame del tutto omessa, anche con riferimento alle finalità di petulanza o di altro biasimevole motivo”. Una vicenda che per Giovanni D’Agata, fondatore dello Sportello dei Diritti può far sorridere ma deve far riflettere sull’abuso dell’utilizzo delle moderne tecnologie che in non rari casi possono essere addirittura foriere di conseguenze di natura penale.

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Maglie: due pericolosi cordoli segnalati allo Sportello dei Diritti


Maglie, il pericolo anche sulle strade urbane è dietro l’angolo. Questa la segnalazione ricevuta da Giovanni D’Agata, responsabile dello Sportello dei Diritti di Lecce:

Basta vedere le fotografie che ci hanno inoltrato alcuni cittadini per farsi venire più di un interrogativo sulle motivazioni che hanno spinto l’amministrazione comunale di Maglie in provincia di Lecce a realizzare un’opera di tal tipo. Si tratta di due cordoli a mo’ di marciapiedi posti sorprendentemente e per ragioni sconosciute sull’asse longitudinale della carreggiata di via Ginnasio nella fascia riservata al parcheggio delle autovetture ma che costituiscono evidenti pericoli per la sicurezza stradale. Giovanni D’Agata, fondatore dello Sportello dei Diritti, dopo aver ricevuto la segnalazione chiede numi sull’opera all’amministrazione comunale di Maglie e invita gli utenti della strada a prestare la massima attenzione nel tratto di strada indicato.

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A Uggiano si festeggia la donna


Si intitola “Nuove presenze femminili per una nuova società”, l’evento organizzato dalla Pro Loco di Uggiano La Chiesa e Casamassella il prossimo 27 febbraio alle 17 presso la biblioteca comunale De Viti De Marco a Casamassella. Si tratta di un evento per incontrare le nuove cittadine stabili sul territorio: sono le immigrate, che in gran parte svolgono lavori che non svolgiamo noi e sono ormai integrate nella nostra società. Dopo i saluti del primo cittadino Salvatore Piconese, relazioneranno Rosi D’Agata, responsabile Immigrazione Sportello dei Diritti, Milena Rizzo, docente di Sociologia delle Migrazioni presso l’Università del Salento, Paola Nuzzo, presidente dell’associazione femminile “Libera la voce”, Maria Cristina Rizzo, vice presidente ANCI Puglia, Stefania Trippetti, assessore comunale alle Pari Opportunità, mentre la moderazione sarà affidata alla presidente della Pro Loco Marilena Terrizzi. Alla fine dell’incontro verrà proiettato il documentario “Hanna e Violka”, di Rossella Piccinno: il film racconta di Hanna, una badante polacca sul territorio salentino, che viene aiutata temporaneamente nel suo mestiere dalla figlia Violka. Il documentario si snoda tra le cure che queste donne prestano ai nostri “nonni”, il desiderio di essere più vicini ai propri cari e la necessità forte di lavorare per vivere. Un modo simpatico per parlare di donne fuori dagli schemi e soprattutto fuori da cliché preconfezionati: l’incontro anticipa infatti l’8 marzo, giornata della donna, che, sempre più spesso, anziché diventare un interessante momento di spunto e riflessione, si riduce a una bieca festa commerciale.

Angela Leucci

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