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I tagli di TrenItalia e lo striscione di Vendola


Nichi Vendola manifesta contro i tagli ai collegamenti ferroviari e lo fa esponendo uno striscione dalla sede regionale: “La Puglia non è un binario morto. Ridateci i treni”. Vendola lo ha esposto sulla propria balconata ieri, riprendendo a suo modo l’iniziativa della provincia di Brindisi di alcune settimane. Un modo civile d’esprimere il dissenso nei confronti delle politiche di TrenItalia, che ha ricevuto solidarietà e sostegno al presidente regionale da tutti i gruppi politici del consiglio regionale. Giannicola De Leonardis, presidente della settima Commissione esprime la propria felicità per la protesta sempre più condivisa. “Una battaglia che sta valicando i limiti territoriali – sostiene De Leonardis – Uno degli effetti più devastanti delle scelte di Trenitalia è quello inaccettabile di isolare il Nord dal Sud Italia, con una serie di tagli dei collegamenti notturni, costringendo i passeggeri in particolare dei ceti meno abbienti a viaggi indecorosi con un paradossale aumento dei disagi e non solo del prezzo dei biglietti. Tutto questo mentre i tagli sarebbero motivati e giustificati da una domanda inferiore alle aspettative, come dire: la beffa oltre al danno”. Mentre il vicecapogruppo PdL, Massimo Cassano chiosa – “Ci saremmo aspettati investimenti, il rafforzamento di tutte le linee verso il Nord e le altre principali città del Meridione, un progetto per l’alta velocità lungo la linea Adriatica e sulla tratta per Napoli, nuovi servizi, a partire dal treno più auto e dai vagoni letto, che invece sono ridotti all’osso e limitati a pochi mesi – estivi – dell’anno e solo verso un paio di città del Nord. E invece Trenitalia decide non solo di sopprimere molti convogli notturni a lunga percorrenza, ma potrebbe decidere anche di aumentare il costo del biglietto che colpirebbe ancora una volta i viaggiatori del Sud”. Anche il consigliere regionale Pdl, Arnaldo Sala non usa toni gentili nei confronti dei vertici TrenItalia: “Rimango basito dall’atteggiamento assunto dall’amministratore delegato di Trenitalia, Mario Moretti che, quale ex segretario generale della Filt-Cgil, conosce molto bene il settore ferroviario che – è bene ricordarlo – dirige da tempo: nel 2001 il governo Amato targato Ulivo lo nominò amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana, e poi nel 2006 il governo Prodi lo nominò amministratore delegato di Ferrovie dello Stato. Si tratta, dunque, di un manager pubblico. Ora, all’improvviso, questo capace uomo d’impresa è stato colto da schizofrenia imprenditoriale. Con un eclettismo degno dell’oratoria di Cicerone, a secondo dei casi fa dichiarazioni sia da manager pubblico di un’azienda che necessita di finanziamenti statali, sia da manager privato che guida un’azienda che si deve misurare con la concorrenza e il mercato. Ieri ha dichiarato che dei 400 treni a lunga percorrenza gestiti da Trenitalia, 100 sono in perdita e i loro costi sono necessariamente coperti con finanziamenti statali e grazie agli utili generati dagli altri 300 treni in attivo. Inoltre, Moretti afferma che, dovendosi misurare a breve con la concorrenza di altri operatori ferroviari, Ntv in primis, tali utili si ridurranno e sarà così costretto a tagliare ulteriori collegamenti ferroviari in perdita. Mario Moretti deve decidere che vuole fare da grande”.

Jenny De Cicco

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Il 17 gennaio vertice Monti-Vendola sulla vicenda TrenItalia


Il presidente della regione Puglia promuove un incontro il prossimo 17 gennaio tra le regioni del Sud e il premier Mario Monti per risolvere il problema dei collegamenti ferroviari.

Nei giorni scorsi si è svolto presso il Cineporto di Bari l’incontro voluto da Nichi Vendola, su i tagli effettuati da Trenitalia, presenti i politici e le associazioni pugliesi. “Un incontro per coordinare la rivolta della Puglia contro un atto di violenza”- ha dichiarato Vendola – “Il 17 gennaio, incontrerò Monti, assieme ai Governatori delle Regioni del Sud”. Il governatore ha sottolineato l’inadeguatezza dei mezzi, che fino a ora hanno rappresentato un modo per deprimere la domanda e sopprimere l’offerta.

“Non ci siamo mai atteggiati ai leghisti del Sud ma ci sentiamo italiani e siamo pronti a finanziare i collegamenti , vogliamo implementare il resto del mondo a raggiungere la Puglia”.

Il governatore pugliese ha presentato l’avvocato Antonio Pinto dell’Associazione dei Consumatori impegnato in un’azione di diffida contro Trenitalia, per il peggioramento delle condizioni dei cittadini, presenterà un esposto all’Antitrust sull’aumento dei prezzi e per pratica commerciale scorretta, la nuova organizzazione prevede 4 livelli che sostituiscono le precedenti classi (prima e seconda), è necessaria l’istituzione di un numero verde (800661834) dal lunedì al venerdì dalle 9,30 alle 13 per i reclami e le denunce al fine di attivare le azioni di risarcimento danni.

La battaglia è bipartisan e a sostegno a Vendola arriva da Rocco Palese, capogruppo Pdl, che sottolinea: “L’incontro promosso dal Presidente sulla situazione dei trasporti ha avuto una valenza simbolica, oltre che di merito e deve essere d’esempio alla delegazione parlamentare della Puglia e del Mezzogiorno, perché si alzi una voce sola dai nostri territori per rivendicare ciò che ci spetta. E’ chiaro che se le proteste dei cittadini sono tante, non è possibile e non è vero che i treni sono vuoti”.

Proteste anche dall’associazione pugliese dei consumatori Adoc che evidenzia le disparità di trattamento tra il Sud e il Nord: “E’ accettabile che per una tratta che comporta 40 km in meno, circa, un cittadino di Bologna può raggiunge Roma due ore prima di uno da Bari?

E’ vero che il cittadino di Bologna dovrà pagare 8 euro in più per il biglietto, ma in questo caso va calcolata la differenza dei comfort tra un freccia rossa e al massimo un freccia argento”. Da qui la necessità di diffidare la società per valutare l’apertura di un’azione collettiva nei confronti dell’azienda, che deve dimostrare di aver provveduto ad applicare il comma 461 dell’articolo 2 legge 244/2007 (finanziaria 2008), sul coinvolgimento e la partecipazione attiva delle associazioni e dei cittadini nella determinazione e nel controllo degli standard dei servizi”.

“Trenitalia ci ha proprio stufato”, dichiara Peppino Longo dell’Udc da mesi protesta per le decisioni delle Ferrovie dello Stato.

Per il consigliere Massimo Cassano del Pdl la causa dei problemi ai trasporti pugliesi è “la mancanza di quella politica del fare che è stata il collegamento tra i palazzi romani e le esigenze del territorio, in Puglia è collegata a Raffaele Fitto e all’instancabile opera – quando era ministro della Repubblica – a favore dello sviluppo della sua Terra”.

Jenny De Cicco

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Confermati i fondi per le infrastrutture in Puglia, da TrenItalia ancora nessuna novità


La programmazione regionale è confermata e resterà in capo alla Regione Puglia. Il governo preparerà entro il 15 dicembre un piano di azione e coesione che verrà sottoscritto da tutti i governatori delle regioni del sud e poi inviato a Bruxelles, ma intanto ancora nessuna sostanziale novità riguardante i tagli delle linee ferroviarie pugliesi.

I cinque progetti dell’asse V, finanziati con i fondi Fesr per oltre un miliardo di euro si faranno. Il raddoppio della Corato-Barletta, la modernizzazione della rete ferroviaria del Salento, l’elettrificazione della Bari-Martina, l’interporto regionale di Bari, la bretella del sud est barese potranno andare in gara.

La notizia arriva dall’assessore regionale Guglielmo Minervini. “Questo nuovo governo – dice – finalmente ha smesso di avere un pregiudizio ostile nei confronti del Mezzogiorno e sta instaurando un rapporto vero di leale collaborazione con le regioni.

Abbiamo accettato la verifica sull’attuazione del programma da parte del governo perché siamo consapevoli dell’enorme lavoro fatto, in modo serio e rigoroso”. Buone notizie anche sul fronte delle infrastrutture strategiche di valenza nazionale, in discussione oggi, ma per realizzarle servirà un cofinanziamento regionale.

“La Puglia – spiega Minervini – si è impegnata a recuperare circa cento milioni dal proprio programma di fondi strutturali per metterli a disposizione del governo”. Per l’alta capacità Bari-Napoli, segnalata tra le priorità della Puglia, altre risorse potranno arrivare dallo stato di verifica dei fondi strutturali delle altre regioni interessate dal tracciato. “Nel confronto comune – dice l’assessore – sono state assunte decisioni condivise sulle priorità strategiche da perseguire, nonostante la drastica riduzione delle risorse, i fondi Fas, rimodulati nel Piano Sud, ci sono – significa che in Puglia potremo mettere in sicurezza strade, ampliare i nostri aeroporti, ammodernare gli schemi idrici, realizzare la piattaforma logistica regionale con il miliardo e due programmato ad agosto”.

Peppino Longo dell’Udc non è dello stesso avviso e pone l’accento sulla ferita ancora aperta dei tagli ferroviari in Puglia.

“Trenitalia torni sui suoi passi – commenta – basta penalizzazioni al Sud. Se con una mano il governo Monti concede, dall’altra (con l’aiuto di Trenitalia) toglie. Siamo stufi del gioco delle tre carte che ha sempre come vittima predestinata il Mezzogiorno e la Puglia in particolare.

Siamo soddisfatti che le grandi opere infrastrutturali siano salve anche se qualche perplessità è giusto nutrirla. Prendiamo ad esempio l’alta capacità Bari-Napoli: quando diventerà realtà? Forse quando riusciremo a fare senza difficoltà viaggi sulla Luna? Battute a parte, adesso alla conferma dei finanziamenti bisogna far seguire la fase della concretizzazione portando a termine l’iter e, finalmente, avviare la cantierizzazione delle opere.

Mentre discutiamo del futuro c’è un presente a tinte scure, scurissime che comincia proprio con l’entrata in vigore del nuovo orario di Trenitalia. La Puglia ne esce con le ossa rotte e Trenitalia e governo centrale hanno fatto finta di ascoltare le nostre ragioni infischiandosene poi alla prova dei fatti. Tagliare quattro tratte così importanti come la Taranto-Milano, Lecce-Roma, Milano-Bari e Bari-Roma significa voler dividere in due il Paese”.

Jenny De Cicco

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Continuano le proteste e le azioni nei confronti di Trenitalia, contro i tagli del servizio ferroviario in Puglia


Oggi è intervenuto il governatore regionale. Con una lettera, Nichi Vendola fa presente al ministro Corrado Passera i problemi che deriverebbero dal taglio dei treni a lunga percorrenza, decisione presa da TrenItalia che così taglia fuori il territorio salentino dal circuito di Trenitalia, soprattutto nella tratta notturna. Nichi Vendola chiede anche la revisione dell’orario che sta per entrare in vigore. “Un efficiente trasporto ferroviario sulle distanze medie e medio-lunghe costituisce la forma più appropriata e sostenibile di mobilità collettiva, come ribadito più volte da tutte gli orientamenti comunitari – afferma il presidente pugliese – Eppure, per la Puglia, e in generale l’area meridionale del paese, questo non sembra essere vero. Il ritardo accumulato nella realizzazione dell’indispensabile infrastruttura dell’alta capacità Napoli-Bari sta generando, nella politica dei collegamenti di Ferrovie dello Stato, una progressiva riduzione e dequalificazione dell’offerta di servizi, fino al rischio di isolamento di intere parti del nostro sistema regionale”.

Sulla vicenda si esprime anche Peppino Longo, consigliere regionale Udc e componente della commissione trasporti. “Bene ha fatto il presidente Vendola a scrivere al ministro Passera – dice – ma è indispensabile che l’azione di sensibilizzazione e di protesta sul tema dei trasporti non si esaurisca mai. I continui tagli effettuati da Trenitalia stanno di fatto isolando la nostra regione dal resto d’Italia. Negli anni passati abbiamo lottato tanto per conquistare spazi importanti nel sistema dei trasporti e, invece, adesso stiamo facendo passi indietro: un settore che può essere definito come il gambero che, non certo per colpa dei pugliesi, sta retrocedendo. I nostri sindaci che hanno deciso la mobilitazione hanno tutto il mio appoggio in questa che è una vera battaglia di civiltà e che serve a difendere lo sviluppo di un territorio. Lo ripeterò fino alla nausea ma un sistema di trasporti adeguato ed efficiente può sicuramente favorire il rilancio economico e sociale della nostra Puglia. La lettera di Vendola al ministro non deve restare un fatto isolato perché è necessario che il governo centrale e Trenitalia sentano il nostro fiato sul loro collo. Soltanto così riusciremo a evitare un ulteriore sgambetto e un altro brutto colpo alle aspettative di sviluppo di tutti i pugliesi”.

Jenny De Cicco

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Consiglio Provinciale per bloccare i tagli delle linee ferroviarie


Tagli TrenItalia, ecco le reazioni del mondo politico e imprenditoriale salentino. Dopo la protesta di Lecce venerdì scorso, si è svolto il 21 novembre il consiglio provinciale per trovare una soluzione ai tagli effettuati sulle linee ferroviarie pugliesi.

Recependo l’invito del presidente della Camera di Commercio Alfredo Prete, la Commissione Consiliare Trasporti della Camera di Commercio di Lecce ha elaborato un documento sul nuovo orario di Trenitalia in vigore dal 12 dicembre.

I contenuti della deliberazione sono stati portati all’attenzione del Consiglio camerale del 21 novembre che li ha condivisi in toto. Il testo della deliberazione è stato inviato ai rappresentanti in consiglio delle associazioni di categoria, che lo trasmetteranno come telegramma alle istituzioni competenti.

“Il disagio derivante da queste scelte scellerate – si legge nel testo – avrà effetti disastrosi dal punto di vista dello sviluppo economico”.

“Troveremo una soluzione, tutt’insieme e la sottoporremo a TrenItalia – aveva dichiarato Antonio Gabellone prima dell’assise provinciale – siamo nelle condizioni, visto che esiste un governo tecnico e non politico, di affrancarci dai freni dell’appartenenza e di svolgere il nostro lavoro difendendo gli interessi del territorio in maniera libera”.

Accolta dunque all’unanimità dal consiglio la richiesta dei capigruppo della convocazione dell’urgente tavolo tecnico regionale con Anci, Upi, Comuni, Province, Regione e Trenitalia per discutere le problematiche del sistema di trasporto ferroviario e la ricerca di soluzioni alternative.

Unanimemente tranne che dalla senatrice Adriana Poli Bortone che ha definito la discussione “un ordine del giorno pieno di retorica, invece di convocare tavoli tecnici, ai quali non parteciperà il Governo, chiediamo alla Regione di dar vita al consiglio delle Autonomie, dove si ragionerà ex ante e non ex post” – e avanza un’ipotesi estrema – “Chi ci dice che questa soppressione non sia stata fatta ad hoc per spostare il turismo dal Sud, in altre zone d’Italia?”. Al termine dell’intervento, come aveva dichiarato in precedenza, non ha partecipato al voto. La delibera è passata comunque unanime in consiglio.

“Non è retorica la necessità di chiedere un momento di confronto, un tavolo tecnico – afferma Gabellone – Il tavolo oggi è un aspetto formale, ma serve a un coinvolgimento complessivo del territorio, che vede schierati i soggetti e le agenzie che concorrono allo sviluppo del territorio stesso. La sensibilizzazione portata avanti in questi giorni è utile perché anche chi pensa di non subire conseguenze dirette da questa situazione, possa comprendere che per il territorio c’è un depauperamento dei servizi con, a cascata, altre gravissime conseguenze. Tutti insieme possiamo far sentire come irrinunciabili le ragioni e le esigenze del nostro territorio”.

La soluzione d’oggi è stata trasferita in tempo reale alla Commissione regionale Trasporti, come d’intesa con i consiglieri regionali, per la rapidissima approvazione in Regione. Inoltre, è stato richiesto al Governo, tramite l’appoggio dei deputati salentini, d’intervenire su TrenItalia perché reintegri le linee soppresse e ne migliori i servizi.

Jenny De Cicco

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Trenitalia taglia i ponti e i leccesi manifestano


Questa mattina, è stata presidiata la stazione ferroviaria di Lecce dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, che hanno chiesto al governatore di Puglia Nichi Vendola di opporsi al taglio di collegamenti tra il Salento e l’Italia.

I lavoratori di Filt Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti hanno ricordato l’imminenza dei tagli, previsti entro il 12 dicembre ” evidenziando una responsabilità pesante del Gruppo Fs e del Governo che ha drasticamente ridimensionato per il 2012 le risorse per il trasporto ferroviario”. Il taglio si ripercuoterebbe così anche sui dipendenti delle ferrovie, che non ci stanno e affermano che Trenitalia “sta negando il diritto al lavoro e alla mobilità costituzionalmente garantita”.

Presente alla manifestazione anche la vicepresidente regionale Loredana Capone, che ha dichiarato come sia l’intero Salento a protestare contro questo isolamento. “Abbiamo bisogno di potenziare i collegamenti con il resto d’Italia, non di sopprimerli – ha detto – Contenere i costi in un momento di così grande crisi è dovere di ogni istituzione, pubblica e privata, ma non di certo a discapito di una terra che, così, rischierebbe di essere completamente marginalizzata, geograficamente ed economicamente”.

Un coro unanime, quello della politica pugliese, a sostenere l’importanza del settore trasporti nello sviluppo del Sud.

Si è espresso anche Rocco Palese, del Pdl provinciale, “per scongiurare l’isolamento della Puglia e del Salento. Occorre passare dalle parole, e dalle pur legittime manifestazioni, ai fatti. Un’unità d’intenti in Parlamento per far sentire in modo bipartisan la protesta del Salento e della Puglia contro i tagli. Anche la Regione dovrebbe andare ben oltre i comunicati stampa e la partecipazione alle manifestazioni sindacali e chiedere un incontro urgente ai vertici di Trenitalia, magari anche alla presenza e col sostegno degli enti locali e dei parlamentari pugliesi di tutti gli schieramenti”.

Jenny De Cicco

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