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Trenitalia: notizie positive


Trenitalia e i nuovi orari delle ferrovie pugliesi. Il nuovo orario invernale di Trenitalia ha parzialmente accolto le sollecitazioni della Puglia e dal palazzo del Consiglio regionale, come segno di buona volontà dell’Assemblea, verranno rimossi i cartelloni di protesta che incombono sulla stazione centrale di Bari e sui binari. Lo annuncia il presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna, nel prendere atto del “saldo positivo dei collegamenti ferroviari”, che contano ora 20 coppie di treni a lunga percorrenza così composti: 6 sulla tratta per Roma, 3 per l’hub di Bologna, 7 per Milano, 2 per Torino, 2 per Venezia.
Più precisamente l’azienda ferroviaria ha previsto per il 2013 di incrementare 12 treni Frecciabianca, che si aggiungeranno agli 84 già esistenti. Per migliorare il servizio di collegamento fra Lecce e il nord sono stati disposti 4 treni in più al giorno in partenza da Lecce sono 2 per Milano e 2 diretti a Venezia Santa Lucia e altrettanti saranno i treni che percorreranno la tratta inversa, collegando Milano e Venezia.
Risultano incrementati anche i treni Frecciaargento Lecce – Roma, che saranno 3, e i collegamenti notturni con le vetture Intercity: 2 treni notte sulla tratta Lecce – Milano e 1 sulla Lecce – Torino. Da gennaio scorso troneggiavano due cartelloni sulla facciata della sede consiliare di via Capruzzi, a Bari: La Puglia non è un binario morto. Ridateci i treni.
Introna dice:

Avevo preso atto della disponibilità del ministro Passera e dell’amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti, a non aggravare la perifericità delle destinazioni pugliesi con una programmazione ferroviaria ragionieristica. Le nostre proteste sono servite, ma le nostre esigenze restano tuttora attuali e devono diventare una realtà condivisa, sul piano di un confronto con Roma che deve restare un tavolo permanente, sempre aperto, sempre attento ai problemi del trasporto ferroviario da e per il Mezzogiorno, da e per la Puglia.

Numeri confortanti solo in parte e che colmano solo in parte il divario dei trasporti con il resto del paese e che lasciano spazio a polemiche future.

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Trenitalia: cosa ne pensano i rappresentanti regionali


Puglia ancora senza treni notturni, le feste si fanno vicine e con esse aumenteranno i pendolari. Ancora irrisolta la vicenda TrenitaliaRegione Puglia, nonostante l’incontro di pochi giorni fa e così sulla questione tornano a esprimersi i politici regionali.
Giannicola De Leonardis, rappresentante Udc e presidente della Commissione Affari Istituzionali della regione, chiede che intervengano gli onorevoli di Puglia per sollecitare i ministri ad intervenire sulla vicenda:

perché le promesse non possono più bastare, così come i tavoli di confronto e i vertici annunciati e poi rinviati e celebrati fuori tempo massimo. Le promesse dei dirigenti Trenitalia non possono più bastare, così come i tavoli di confronto e i vertici annunciati e poi rinviati e poi celebrati fuori tempo massimo. È una vertenza infinita, ormai, quella che contrappone da tempo immemorabile la Regione Puglia e i vertici di Trenitalia. Nonostante l’impegno dell’assessore Minervini, i dossier ben articolati e corredati da documentazioni e dati inoppugnabili, le proteste, le rivendicazioni, i numeri che evidenziano una disarmante disparità di trattamento rispetto ad altre regioni e smentiscono in maniera inequivocabile le goffe spiegazioni fornite da manager poco accorti, anche il nuovo orario invernale conferma un’ingiustificabile e insopportabile disparità di trattamento nei collegamenti tra Sud e Nord, in particolare nelle ore notturne, e prezzi spropositati rispetto alla qualità dei servizi offerti, che non presentano alcuna traccia di miglioramento. Il diritto alla mobilità, in particolare per le fasce meno abbienti non può essere ignorato e calpestato da professionisti strapagati che di fatto hanno spezzato un Paese che mai come in questo momento avrebbe bisogno di unità, coesione e condivisione.

Insoddisfatto il consigliere Udc Giuseppe Longo:

Il nostro era un sacrosanto diritto di vedere la Puglia e i pugliesi viaggiare sui treni con meno disagi e, soprattutto, non vedersi tagliati fuori dai collegamenti con il resto della nazione.

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Treni in Puglia: si muove qualcosa


Dopo un anno la vicenda Trenitalia-Puglia si muove verso una soluzione. È in arrivo qualche novità a seguito dell’incontro con l’amministratore delegato di Trenitalia, Mario Moretti con una delegazione di amministratori pugliesi. La vicenda è partita il dicembre del 2011, periodo in cui il Su ed in particolare la Puglia, si sono visti separati dal resto d’Italia a causa del taglio di 6 treni notturni per Roma, Torino, Venezia e Bolzano e del cambio bolognese obbligatorio in direzione Milano.

L’AD di Trenitalia ha incontrato il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e la Regione Puglia, rappresentata dall’assessore Guglielmo Minervini alla ricerca di un chiarimento e di una soluzione. Precedentemente all’incontro l’AD aveva telefonato al presidente del consiglio regionale Onofrio Introna, giustificando la mancata risposta alla Puglia, con l’esigenza di conoscere gli esiti del successivo incontro del 29 novembre.

Tutto l’universo politico pugliese si è mobilitato lo scorso anno con manifestazioni, slogan e scioperi. Guglielmo Minervini si era espresso, qualche settimana fa, in riguardo alla mancanza di collegamenti:

Nonostante gli sforzi di Fabrizio Barca, unico ministro che ha ascoltato le nostre ragioni, e i due dossier consegnati che evidenziavano lo sbilanciamento dell’offerta ferroviaria in Italia, dal ministero dello Sviluppo Economico non sono arrivate le risposte che ci attendevamo per la riprogrammazione dei servizi.

A seguito dell’incontro di Roma, l’assessore Minervini ha commentato l’esito, ritenendolo in parte positivo:

Sono conquiste importanti per la prima volta ci sarà un incremento sia dei collegamenti diurni che notturni. È ovvio che non si annulla la sperequazione dell’offerta ferroviaria tra nord e sud del Paese ma abbiamo invertito una tendenza. Dobbiamo continuare perchè si consolidi fino a risultati più significativi. Infatti, a partire dall’11 dicembre ci saranno i nuovi treni notturni Lecce-Taranto-Milano e Lecce-Torino mentre l’offerta diurna sulla linea adriatica sarà completata con il frecciargento Lecce-Venezia e Lecce-Bari-Milano. Novità anche sulla linea per Roma, la partenza del primo treno sarà anticipata per permettere l’arrivo nella capitale in prima mattina (attualmente non si arriva prima delle 11.30). abbiamo ottenuto l’impegno da parte di Trenitalia di attivare da giugno un treno notturno da Reggio Calabria che, nel capoluogo ionico, possa ricongiungersi con il Lecce-Taranto-Milano e ricucire il Paese.

Soddisfazione espressa in regione anche da altri esponenti politici e Giovanni Epifani del PD dice:

Grazie al coro di proteste e di iniziative della Regione, dei sindacati e delle associazioni di categoria, ripartono molti treni da e per la Puglia. Ci saranno nuovi notturni e diurni soprattutto lungo la linea adriatica, che era stata fortemente penalizzata dalla programmazione ferroviaria del 2011. Notizie positive riguardano anche i collegamenti per Roma, ma soprattutto per Taranto, lasciata nel totale isolamento dalla precedente offerta di Trenitalia. Oggi la Regione ha registrato un’importante vittoria in materia di diritto alla mobilità, ma non per questo si fermeranno le iniziative delle forze politiche per sollecitare l’attenzione del governo e di Trenitalia su quella che è una problematica tuttora irrisolta, lo sbilanciamento dell’offerta ferroviaria in Puglia e in tutto il sud Italia.

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Soluzione al problema ferroviario pugliese? I privati


Continuano le difficoltà dei trasporti su rotaia pugliesi. Dopo i tagli e il mancato reintegro totale delle tratte verso il Nord del Paese, Giannicola De Leonardis in una nota stampa in cui il consigliere regionale e presidente della settima Commissione Affari Istituzionali auspica:

“L’apertura a una società privata per spezzare il sempre più marcato isolamento della Puglia e la politica fortemente discriminatoria operata da Trenitalia nei confronti del Mezzogiorno d’Italia è un’operazione coraggiosa e necessaria al tempo stesso, da salutare e sostenere con favore, condotta in prima persona dall’Assessore regionale alle Infrastrutture e mobilità Guglielmo Minervini. il successo del collegamento notturno tra Bari e Torino prossimo venturo garantito dalla società Arenaways, che potrebbe concretamente mettere in luce le contraddizioni di un management che ha sempre fatto riferimento a una presunta carenza della domanda per giustificare e motivare decisioni assurde e fortemente lesive del diritto alla mobilità di migliaia e migliaia di utenti, contravvenendo al delicato ruolo di gestore di fatto di un servizio ancora pubblico di estrema importanza; con conseguente scadimento della qualità e quantità del servizio offerto, e isolando in particolare nelle ore notturne una fetta significativa di popolazione dal resto del Paese.Mi auguro che nell’immediato futuro questa apertura ai privati sia ancora più marcata, in attesa di un intervento del Governo per rivedere completamente la programmazione e l’impiego di risorse pubbliche operate dal manager Moretti, per un riequilibrio complessivo dell’offerta sull’intero territorio nazionale, senza colpire e affondare unicamente la poco gradita dorsale adriatica.”

I pugliesi si auguravano la riapertura delle tratte ferroviarie soppresse da tempo, considerando il nodo cruciale rappresentato dalla stagione estiva, tempo dell’anno di raccolta per il granaio d’Italia, non solo per le colture ma principalmente per la nuova economia che punta sul turismo e necessitante di ottimi collegamenti per poter crescere o per lo meno mantenersi su livelli di sostentamento.

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L’estate sta arrivando, i treni no


La Puglia rischia di rimanere isolata fin dall’inizio della stagione turistica. Ad affermarlo in una nota il vice capogruppo PdL, Massimo Cassano: “Al momento ci sono solo ipotesi allo studio per ricollegare la Puglia al resto d’Italia con i convogli a lunga percorrenza.
Evidentemente – come da tempo denunciato –la politica locale ha abbaiato, ma senza mordere, promettendo azioni giudiziarie, class action, eclatanti proteste istituzionali, senza però che cambiasse nulla nelle decisioni deleterie assunte da Trenitalia.
E così siamo alle porte dell’estate e ancora non c’è traccia delle ripresa dei treni notturni sulle tratte per il nord Italia e il resto dell’Europa, con il rischio del collasso della stagione turistica. Quanto sta accadendo per i trasporto su rotaia in Puglia aggiunge al danno la beffa di una politica obsoleta messa in atto dai vertici di Trenitalia che isolerà sempre di più la nostra regione e costringendo sempre più passeggeri a viaggi al limite del decoro e dell’umana sopportazione.
Non solo: domani inizia il conto alla rovescia verso l’avvio (all’inizio di giugno) dell’orario estivo di Trenitalia, sarebbe quindi bene chiarire la faccenda quanto prima, altrimenti la battaglia per togliere la Puglia dall’isolamento dei trasporti sarebbe irrimediabilmente persa.

Il diritto alla mobilità, in una Paese che vuol dirsi civile e moderno, deve essere garantito in modo assoluto e incondizionato a tutti, ancora di più a chi ha fatto in passato e potrebbe continuare a fare per il presente e il futuro, del treno il principale mezzo di spostamento per viaggi, di lavoro, di piacere, di studio. Tagliare sui trasporti, e sui treni in particolare, non è ammissibile dal momento che si aggrava ulteriormente una situazione già di per sé ridotta in condizioni precarissime, in un settore fondamentale per la qualità della vita di tutti noi. Ben vengano dunque azioni istituzionali, incisive e ferme, che vedono uniti tutti i partiti, i sindacati, le associazioni, i sindaci. E che questa volta almeno, alla politica degli annunci possa fare seguito quella politica del fare, di cui attualmente la Puglia è rimasta orfana”.
La Puglia vacanziera, attende speranzosa risposte da istituzioni ed enti.

Jenny De Cicco

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Scarse condizioni igieniche dei treni. Bruno Ciccarese visita l’Impianto Formazione Treni


Dopo la relazione degli ispettori dell’Asl di Lecce in cui si denunciava le pessime condizioni igienico-sanitarie dei treni sulla tratta che collega le città di Lecce e Bari, questa mattina l’assessore ai Trasporti e Mobilità della Provincia di Lecce, Bruno Ciccarese, ha fatto visita all’Impianto Formazione Treni di Trenitalia, a Bari. Durante il sopralluogo sono state descritte le fasi operative delle pulizie che avvengono sulle tre tipologie di treni regionali.
“Sono soddisfatto – ha dichiarato Bruno Ciccarese – per la disponibilità dimostrata da Trenitalia, che ha dato ampie garanzie e rassicurazioni sulle attività di pulizia e di controllo dei convogli che quotidianamente viaggiano per servire la nostra Regione”.
Ad accompagnare l’assessore Ciccarese vi erano anche Mariella Polla, direttore del Trasporto Regionale Puglia di Trenitalia e Marco Della Monica, responsabile del settore Manutenzione e Pulizie. L’assessore ha anche più volte sottolineato “le criticità legate alla carenza dei trasporti che collegano l’estremo lembo della Puglia con il resto della Regione, alle quali é impensabile che possano sommarsi ulteriori disagi legati anche alle condizioni igienico-sanitarie a bordo dei convogli, il tutto a scapito degli utenti”.
“Nell’apprezzare, ancora una volta, la disponibilità dei vertici di Trenitalia – continua Ciccarese – mi preme stigmatizzare l’atteggiamento per nulla costruttivo dell’assessore Minervini che, pur avendo specifiche ed esclusive competenze sul trasporto ferroviario, ha preferito attaccare demagogicamente il sottoscritto, piuttosto che agire a tutela degli utenti che quotidianamente fruiscono del servizio. A tal proposito lancio la proposta che anche a Lecce, come a Bari, Foggia e Taranto, venga allestito un centro per la pulizia accurata dei convogli. Ѐ un dovere delle istituzioni ed è un diritto dei cittadini”.
Infine, è da sottolineare che l’Impianto Formazione Treni ha apprezzato l’interesse da parte della Provincia che, pur non avendo competenze specifiche del trasporto su ferro, ha voluto verificare lo stato dei treni a garanzia dei fruitori del territorio salentino.

Alessandro Conte

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TrenItalia: dimenticati l’incontro e lo striscione


Incontro tra la Regione Puglia e TrenItalia ancora da definirsi, o forse dimenticato. A meno di 3 mesi dagli ultimi segnali d’”orgoglio” regionale per difendere il diritto alla mobilità dei propri cittadini – fisica e non dal “noioso” posto di lavoro – sembra non essere in programma nulla per ora. Niente di nuovo sotto al sole, o meglio niente di vecchio sul tavolo.
Eppure in questi mesi, come denunciato sulle pagine web della Gazzetta del Mezzogiorno da Franco Giuliano, sono passati 3 ricorsi, diverse interrogazioni parlamentari e regionali, incontri dell’assessore regionale Guglielmo Minervini con i vertici dell’azienda ferroviaria, la lettera del presidente Nichi Vendola a Mario Monti, incontri con i ministri e ora pare che tutto sia scoppiato, dopo neanche tre mesi, come una bolla di sapone.
A rimanere alta, non più la difesa dei cittadini con azioni politiche concrete, ma la grande stampa esposta sulla balconata in via Capruzzi a Bari, forse dimenticata, “La Puglia non è un binario morto, ridateci i treni”.
Marzo non è ancora finito, siamo solo alla 2a settimane e ne mancano altre due, c’è ancora speranza perché il ministro ai trasporti Corrado Passera si ricordi di convocare il tavolo.
Nel frattempo Mauro Moretti, amministratore delegato di TrenItalia, ha lasciato inalterati i vituperati orari, i discussi scali a Bologna e, dulcis in fundo, inalterate le tariffe aumentate di più del 60%.
Quest’ultimo punto portò la sede delle Fs di Bari a emettere un comunicato stampa, il 23 febbraio scorso, in cui i vertici precisavano che “in relazione ad alcuni articoli usciti in questi giorni su alcuni media, e alle dichiarazioni dell’assessore Minervini, che la politica tariffaria del trasporto regionale è di competenza delle singole regioni. In Italia esistono due tipi di agevolazioni per i pendolari: gli abbonamenti con estensione regionale e le Carte Tutto Treno. I primi si rilasciano in base a specifici accordi con le regioni e consentono di viaggiare sui treni regionali e sui treni a lunga percorrenza pagando l’abbonamento AV, ES, FB, IC incrementato del 5% (in Umbria del 20%). Le Carte Tutto Treno si rilasciano anche esse in base a specifici accordi con le regioni e consentono ai pendolari di viaggiare su tutti i treni sulla tratta per la quale sono valide pagando, oltre all’abbonamento regionale, un extra annuale o semestrale in base alla fascia chilometrica percorsa.
In alcune regioni si assicurano ai pendolari entrambe le agevolazioni, facendosi carico degli oneri derivanti. Il Contratto di servizio tra la Regione Puglia e Trenitalia ha previsto finora come agevolazione per i pendolari gli abbonamenti con estensione regionale. A fronte di tale servizio la Regione Puglia si è impegnata a corrispondere a Trenitalia il 5% d’incremento su ogni singolo abbonamento (la cosiddetta estensione regionale). Dal 2009 al 2011, però la Regione Puglia non ha corrisposto alcuna somma relativa all’estensione regionale, anzi ha recentemente annullato questa forma di agevolazione. Trenitalia è pronta a valutare e discutere ogni forma di agevolazione che la Regione Puglia, nel rispetto dell’equilibrio economico del contratto di Servizio, vorrà proporre nell’interesse dei pendolari pugliesi”.
Sembrerebbe un rimpallo di responsabilità, tra azienda e regione, che comunque non giustificherebbe matematicamente l’effettivo aumento dell’oltre 60%.

Jenny De Cicco

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Trenitalia-Regione Puglia, per risolvere il nodo ferroviario si aspetta il primo marzo


Trenitalia e il sud hanno un rapporto come l’economia italiana e lo spread, altri e bassi. Peppino Longo (Udc) parla di rapporti altalenati con le Ferrovie dello Stato, mentre Angelo di Sabato (Lppv) e Michele Lo Sappio (Sel) fanno il punto sulle scelte dell’azienda ferroviaria, definite dissennate.
A parlare di montagne russe di rapporti con l’azienda parastatale è Peppino Longo, consigliere regionale Udc: “Un giorno i vertici di Trenitalia, grazie all’intervento del ministro Corrado Passera, diventano nostri amici ma poi il giorno dopo ridiventano nemici. Un altro giorno, invece, le colpe sono della Regione e il giorno successivo non più: sui trasporti non ci stiamo capendo più nulla ma peggio ancora è che a non capirci davvero più niente sono i poveri pendolari che ogni giorno si trovano ad affrontare enormi disagi. Ai già enormi problemi con Trenitalia adesso s’aggiunge anche questa beffa degli abbonamenti integrati e questo sterile nonché stucchevole rimpallo di responsabilità tra la società dei trasporti e la Regione. Da una parte l’accusa di non aver rinnovato la convenzione, dall’altra la giustificazione della ricerca di soluzioni migliori per i pendolari. Un ping pong a cui non avremmo mai voluto assistere e che ha un solo unico effetto: quello di creare nuovi disagi ai pugliesi che viaggiano in treno.
Invito il governatore Vendola a rendersi conto se davvero c’è stata colpa da parte dell’ente regionale nel mancato rinnovo della convenzione. Se così non fosse, dovremmo respingere al mittente questo dispettuccio attuato dai dirigenti di Trenitalia, probabilmente offesi dalle giuste rivendicazioni che arrivano dalla Puglia”.
Mentre in una nota congiunta dei capigruppo de La Puglia per Vendola, Angelo Disabato, e di Sinistra ecologia e libertà, Michele Losappio fanno sapere: “Non consentiremo che le politiche dissennate di Trenitalia si ripercuotano sui pendolari e sui bilanci delle famiglie pugliesi. La nuova iniziativa di Trenitalia di raddoppiare il costo del trasporto ai viaggiatori abbonati ai treni ad alta velocità, Eurostar e Intercity che vogliano servirsi anche di quelli regionali è assurda e a dir poco grottesca.
Il presidente Nichi Vendola e l’assessore ai Trasporti Guglielmo Minervini hanno con il governo nazionale un dossier aperto proprio su Trenitalia e le sue politiche di negazione del diritto alla mobilità dei cittadini e di isolamento del Mezzogiorno dal resto dell’Italia. Negli ultimi mesi senza alcuna politica industriale e infrastrutturale si è scagliata contro il sud e la Puglia dividendo l’Italia in due e aumentando i costi dei trasporti e queste nuove politiche commerciali che dal 1 marzo non prevedono abbonamenti con estensioni regionali rientrano sempre nella logica vessatoria antimeridionalista di Trenitalia. L’appello è che l’assessore Minervini nell’incontro già previsto per venerdì prossimo con l’azienda ferroviaria, ponga anche la questione dei rincari degli abbonamenti integrati, l’ennesima beffa che si sta consumando ai danni dei pendolari pugliesi, affinché si giunga a una soluzione immediata.
In caso contrario non lasceremo soli i nostri cittadini mentre vedono schiacciati il loro diritto a lavorare, a studiare e a viaggiare: la nostra sarà una protesta dura e determinata”.
La speranza dei pendolari è che sulle vicende si riesca a fare chiarezza, come auspicato dal ministro competente Passera, nell’incontro del 1 marzo prossimo.

Jenny De Cicco

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Entro Marzo definizione dei nuovi orari di TrenItalia


Non è finita la vicenda Trenitalia che ha tenuto banco sulle cronache nostrane per tutto l’inverno.
Si è svolto il 21 febbraio a Roma l’ultimo di una serie d’incontri tra le istituzioni locali e il Governo Tecnico. Il governatore pugliese Nichi Vendola, l’assessore alla mobilità Guglielmo Minervini hanno incontrato nel pomeriggio il ministro allo Sviluppo economico e ai Trasporti Corrado Passera: il tavolo con l’agenzia ferroviaria terminerà entro marzo.
Vendola ha commentato così il tavolo di discussione: “Oggi è stata giornata molto positiva perché abbiamo istruito e aperto dossier su tre diverse problematiche. Prima fra tutte quella relativa alla vertenza cruciale di Trenitalia che ha spaccato letteralmente in due l’Italia, isolando la Puglia e il resto del Mezzogiorno e negando di fatto il diritto alla mobilità. Abbiamo avuto un’interlocuzione molto attenta da parte del Ministro e una comprensione positiva delle ragioni sollevate dalla Puglia. E’ un incontro che certamente ci dà fiducia. Certamente un’ulteriore verifica potremo farla quando ci sarà l’incontro di approfondimento con Trenitalia”.
Per Minervini, “il ministro Passera ha preso coscienza che l’Italia è divisa in due e che non è solo un problema di treni ma anche di investimenti sulle reti ferroviarie.
Abbiamo trovato un ministro attento, non una controparte ma un interlocutore che ha assunto l’impegno di convocare subito Trenitalia a un tavolo tecnico per riequilibrare l’offerta di servizi tra nord e sud del Paese. Molleremo solo quando la Puglia sarà rispettata. Va riscattata la frattura della Puglia dal resto del Paese. Abbiamo posto la questione della strozzatura del binario unico sulla Termoli-Lesina e il Ministro ci ha anticipato che è già in corso un’istruttoria con Rfi per la definizione del fabbisogno finanziario per l’ammodernamento e la velocizzazione della linea adriatica e che poi il governo sarà pronto a formalizzare il suo impegno”.
Durante il colloquio è stata trattata anche la questione della disparità di servizi tra nord e sud palesata negli ultimi due anni da un taglio del 60% dei treni notte sulla linea adriatica e del 38% dei treni contribuiti da finanziamenti dello Stato, a fronte del taglio di un solo treno contribuito nel centro-nord cui si è aggiunto perfino un sensibile incremento dei treni ad alta velocità.
“Il dossier preparato dalla Puglia che fotografava questa divaricazione insopportabile è servito per una presa di coscienza – ha ribadito Minervini – Dal governo è arrivata l’indicazione politica a riequilibrare il servizio attraverso la discussione in un tavolo tecnico con Trenitalia che dovrà concludersi entro marzo, per avere effetto sul nuovo orario”. Nel dettaglio la Puglia ha chiesto che venga riequilibrata l’offerta del servizio universale considerando la maggiore presenza di treni ad alta velocità sulle linee del centro nord, il ripristino dei collegamenti diretti con Milano, Torino, Trieste e Venezia, eliminando lo stop obbligatorio a Bologna, la riattivazione dei notturni e che almeno uno di questi parta da Taranto.
“Adesso ci aspettiamo – sottolinea Minervini – una significativa inversione di tendenza da parte di Trenitalia”.

Jenny De Cicco

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Puglia: definanziare Trenitalia la bugiarda


Trenitalia taglia le tratte poco redditizie della Puglia e intanto non mantiene fede all’acquisto di 14 treni con i 16 milioni di euro di finanziamenti della regione.

L’assessore regionale alle infrastrutture e mobilità Guglielmo Minervini ha dichiarato le intenzioni della Regione a disimpegnare i 16 milioni messi a disposizione delle ex ferrovie dello Stato: “Nel 2006 abbiamo sottoscritto con Trenitalia un accordo di programma finalizzato all’acquisto di 14 nuovi treni composti complessivamente da 55 vetture a doppio piano e 14 semipilota, da destinare al servizio regionale. Costo complessivo 80 milioni di euro, di cui 20,4 a carico della Regione. Trenitalia ha acquistato finora solo quattro treni, ovvero quattro semipilota e 12 carrozze, utilizzando 4,4 milioni di euro del contributo regionale.

Disimpegneremo i restanti 16 milioni”.

Nell’accordo, modificato a ottobre 2007, viene tra l’altro puntualizzata la validità del contributo: 30 mesi a decorrere dalla data di sottoscrizione. Pertanto le ordinazioni di materiale rotabile si sarebbero dovute effettuare al massimo entro il 20 agosto 2008.

“Trenitalia ha dirottato altrove i suoi investimenti – ha aggiunto Minervini – evidentemente non è convinta che solo treni nuovi possano far percepire un servizio di qualità. Noi al contrario intendiamo offrire ai pendolari pugliesi i migliori servizi. Non ci arrendiamo all’idea che il trasporto ferroviario debba essere scadente. È per questa ragione che la Puglia negli ultimi anni è stata la quarta regione in Italia per investimenti sull’ammodernamento della flotta dei treni. Trenitalia, dunque, non può operare al ribasso lasciando cadere nell’inerzia l’impegno di concorrere all’acquisizione di nuovi treni. Adesso con i 16 milioni provvederemo ad acquistare direttamente i treni e immetterli nel nostro servizio di trasporto regionale”.

Rincara la dose Onofrio Introna, presidente del consiglio regionale pugliese: “Minervini e la giunta Vendola provvedano a definanziare il contributo regionale per l’inadempienza di Trenitalia e attivino subito le procedure d’acquisto di treni moderni e carrozze confortevoli, al servizio dei passeggeri e dei pendolari pugliesi. I patti si mantengono, ma questa regola sembra non valere per Trenitalia, che non ha dato esecuzione all’intesa con la Puglia e ora una decina di treni moderni viaggeranno verso altre stazioni, probabilmente del Nord”. Introna si dice “rammaricato dalla scelta, ma a questo punto non sorpreso”.

Il presidente si rivolge anche al livello nazionale: “Nei giorni della semplificazione, ritengo che per consolidare il consenso il governo Monti debba dare un segnale forte, di vicinanza alle esigenze cittadini, richiamare fondi e materiali lontano dal Mezzogiorno, rischia di realizzare una secessione di fatto, tagliando in due il Paese. In questa vicenda Moretti, Trenitalia e il ministro Passera hanno l’obbligo morale di farci conoscere perché, per chi e per quali territori vengono stornati finanziamenti che impegni ufficiali avevano assegnato alla Puglia. In mancanza di risposte ritiriamo i 16 milioni di risorse pugliesi e mettiamoli direttamente a disposizione dei pendolari. Serviranno a migliorare un servizio insufficiente sotto ogni aspetto, come ci viene segnalato ogni giorno dai nostri concittadini”.

Jenny De Cicco

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TrenItalia: scetticismo e fiducia nell’intervento di Passera


Giannicola De Leonardis, presidente della settima commissione trasporti pugliese e Peppino Longo consigliere Udc in Regione, esprimono, sulla stesso argomento, i sentimenti discordanti della politica pugliese sull’intervento in Camera dei Deputati del ministro Corrado Passera sulla vicenda TrenItalia.

Peppino Longo afferma con una vena scettica: “Non avevamo dubbi, sul trasporto ferroviario anche il ministro Passera si comporta come l’amministratore delegato di Trenitalia, Moretti: il gioco delle tre carte sta diventando il preferito dalle parti di Roma. Ci avevano assicurato che sui tagli ai treni avrebbero fatto dei passi indietro ci avevano anche assicurato un tavolo di confronto ma finora non vediamo azioni concrete. C’è la convocazione del governatore della Calabria per i prossimi giorni ma per noi ancora nulla. L’assessore Guglielmo Minervini si augura che sia dovuto ad un disguido postale, ma io aggiungo che evidentemente ci sono problemi anche sulle linee telefoniche tra Roma e Puglia. Ho l’impressione, invece che ancora una volta governo e Trenitalia ci stiano facendo prima vedere la carta che vince e poi la nascondano accuratamente. Stanno penalizzando il Sud e le parole del governatore Vendola ne sono la conferma. E’ arrivato il momento di far sentire la voce della Puglia e del Mezzogiorno, una voce importante per lo sviluppo di tutto il Paese”.

Più fiducioso De Leonardis che afferma: “Lascia ben sperare l’apertura e la disponibilità del ministro per lo Sviluppo Corrado Passera. L’ultimo question time alla Camera dei Deputati infatti può rappresentare da una parte la ricerca di idonee soluzioni per porre rimedio ai disagi causati dal taglio dei collegamenti ferroviari notturni verso il Sud e la Puglia in particolare e dall’altra una soluzione condivisa sulla questione dei collegamenti ferroviari a lunga percorrenza. Ma parole ed enunciazioni di principio non possono bastare a migliaia e migliaia di utenti gravemente e colpevolmente penalizzati da politiche manageriali scellerate e autolesioniste, e dopo due mesi di stallo è opportuno intervenire per riportare ordine e civiltà nella mobilità su rotaie da Sud a Nord, visti anche i continui disagi in quella su gomma e nei collegamenti aerei”. De Leonardis ribadisce la necessità “dell’immediata convocazione di un tavolo tecnico presso il ministero, con i vertici delle Regioni interessate e Trenitalia, per ribadire Mauro Moretti il diritto alla mobilità anche dei cittadini dell’Italia meridionale in qualsiasi fascia oraria e a costi accessibili, migliorando la qualità dell’offerta e dei servizi. Il cuore di una questione che andrebbe affrontata da ben altre prospettive e con risposte agli antipodi da quelle attuate. Dopo le parole, pur apprezzabili e doverose, del ministro Passera attendiamo fatti, risposte concrete e definitive: uno stop immediato alle politiche di Trenitalia, il ripristino dei collegamenti diretti notturni e il potenziamento (altro che depauperamento) di un servizio pubblico del quale l’Italia, una e indivisibile, non può e non deve fare a meno”.

Jenny De Cicco

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Il sud dei trasporti dimenticato?


Si è tenuto l’incontro tra Nichi Vendola e il ministro ai Trasporti Passera. E’ polemica a seguito alle dichiarazioni di Vendola, che dichiara il Sud dimenticato dai governi degli ultimi 20 anni, polemica anche sul trasporto ferroviario riservato alla Puglia. Intanto TrenItalia ha smentito la notizia del Lecce-Foggia invaso da liquami.

Rocco Palese, capogruppo del Pdl alla Regione dichiara la vicinanza a Vendola nella battaglia contro TrenItalia ma il Sud non è stato dimenticato, lo dimostrerebbe l’impegno e i risultati ottenuti da Raffaele Fitto. “In secondo luogo – dice Palese – ci è sembrato che Vendola stia pensando a un nuovo organismo, dimenticando forse che in Puglia, tra le decine di agenzie regionali c’è l’Arem”.

Peppino Longo, Udc, ha spiegato: “Per il nodo del trasporto ferroviario va bene il tavolo di confronto ma deve essere convocato in tempi brevissimi. La proposta del ministro Passera non deve farci cullare sugli allori di una promessa spuntata”.

Salvatore Negro, capogruppo Udc alla regione dichiara: “I tagli dei treni a lunga percorrenza condannano la Puglia all’isolamento. Accanto alla soppressione di corse, anche quella di numerose fermate. Gli studenti salentini che vogliono raggiungere Urbino non possono scendere a Pesaro ma sono costretti a fermarsi ad Ancona e a prendere due coincidenze prima di raggiungere la città universitaria”.

Intanto Onofrio Introna, presidente del consiglio regionale Pugliese, afferma: “Se il Sud non cresce insieme, non ci sarà sviluppo per nessuno”. Desta sorpresa, secondo Introna, la freddezza del presidente della Campania, Stefano Caldoro, che “appare preoccupato da valutazioni ragionieristiche di un’impresa che a suo dire non vale la spesa per Napoli, solo per Bari. Il miglioramento degli scambi tra Tirreno e Adriatico, anche con linee attraverso l’Appennino, da Caserta a Foggia, era e continua a essere nelle ragioni della sfida all’emarginazione e nella battaglia per il rilancio del Mezzogiorno”.

Nel frattempo sono apparsi anche sul palazzo del consiglio regionale i manifesti “La Puglia non è un binario morto. Ridateci i treni”, due cartelloni 6 metri per 3, in via Capruzzi a Bari. Introna spiega: “Prendo atto della disponibilità dichiarata dal ministro Passera, ma appartengo alla scuola dell’apostolo Tommaso. Aspettiamo l’indicazione puntuale di nuove coppie di treni da Lecce a Milano e viceversa”.

Antonio Buccoliero, consigliere regionale Mep, sostiene che il ritocco dei treni sta colpendo soprattutto le fasce sociali salentine più deboli: “Condividiamo in linea di massima la presa di posizione e la viva protesta del presidente della giunta Regionale. Le corse notturne sono quelle che danneggiano di più le classi deboli perché la loro soppressione costringerà i viaggiatori a dover pernottare in albergo almeno una notte con conseguente aggravio dei costi”.

Smentita da TrenItalia sulla vicenda del treno invaso da liquami. Con una nota ufficiale Trenitalia ha dichiarato che “non corrisponde a verità la notizia, diffusa da alcuni media locali, che un treno regionale sia stato fermato per emergenza sanitaria perché invaso dai liquami. L’episodio riguarda il regionale 12605 Bari–Lecce che ha viaggiato con alcuni bagni chiusi e fuori servizi. Il treno ha effettuato un’ulteriore corsa fino a Bari, dove è stato inviato all’impianto di manutenzione.

Jenny De Cicco

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