Tag Archive | "Acquedotto Pugliese"

I tombini fascisti non scompariranno


I chiusini storici dell’epoca fascista saranno recuperati ed esposti nel museo dell’archeologia industriale di prossima istituzione nell’ex fabbrica di mobilio dei fratelli Piccinno. Si conclude nel miglior dei modi una vicenda nata in sordina ma che, col passare del tempo, era arrivata all’onore delle cronache cittadine. Nei giorni scorsi, infatti, l’Acquedotto pugliese aveva rimosso gli antichi tombini presenti in piazza Aldo Moro, a due passi dal circolo cittadino, con delle coperture in ghisa più moderne e funzionali ma sicuramente meno cariche di valore affettivo. L’intervento di manutenzione si era reso necessario a causa delle forti precipitazioni atmosferiche degli ultimi tempi che avevano danneggiato in maniera irreparabile i chiusini. Alcuni cittadini però, allarmati dalla sostituzione, avevano presentato le proprie rimostranze al sindaco Antonio Fitto che, con tempestività, aveva provveduto a sollecitare la restituzione all’ente dei tombini sostituiti. “Nella mattinata di giovedì scorso -ha dichiarato il primo cittadino- ho incontrato una delegazione dell’Aqp per rilevare la disponibilità a farci dono dei chiusini rimossi.
Ringrazio, perciò, i vertici dell’Acquedotto che sin da subito si sono dimostrati collaborativi ed hanno risposto con solerzia alle richieste di questa amministrazione, oggi come sempre impegnata nella salvaguardia del patrimonio storico ed artistico che Maglie racchiude e che merita tutela e valorizzazione”. I chiusini risalgono al XIV anno dell’era fascista e portano impresso il fascio littorio e lo stemma della città di Maglie e furono impiantati all’epoca dell’arrivo della cosiddetta “fogna dinamica” che permise di superare cioè il frequente ricorso allo sversamento nelle fosse biologiche.

Maurizio Tarantino

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Aumento del costo dell’acqua lucana per le industrie. Ridotto per l’uso agricolo


Il costo dell’acqua lucana per uso industriale subirà un incremento per le industrie, ma diminuirà per l’uso agricolo. Questo è il succo della proposta presentata dall’assessore regionale alle Opere Pubbliche Fabiano Amati. È stata accettata e dunque dal 2012 il costo dell’acqua per l’uso agricolo sarà diminuito del 25%, per l’uso industriale l’aumento sarà del 250% e aumenterà ancora nel 2013 (400%) e nel 2014 (500%). Dunque, per l’anno in corso non sono previsti ritocchi ma dall’anno prossimo le tariffe verranno applicate secondo dell’uso che se ne fa. La decisione è stata presa durante la riunione di ieri del comitato di coordinamento per l’accordo Puglia – Basilicata, ed è importante perché mira alla tutela dell’ambiente, dà una mano alla lotta contro gli sprechi e conseguentemente sprona le industrie ad approntare metodi di riutilizzo dell’acqua. “Ringrazio la Regione Basilicata e il presidente De Filippo – ha dichiarato Amati – per l’attenzione dimostrata all’argomento, molto sentito dagli agricoltori tarantini, che assieme ad altre importanti questioni affrontate e decise nella riunione odierna, rilanciano lo storico e proficuo rapporto di solidarietà e amicizia tra le due regioni, ponendo alle spalle le più recenti e note divergenze”. Altro argomento affrontato riguarda il raddoppio della Canna del Sinni, per poter continuare a rendere efficiente la distribuzione idrica. Si pensa di istituire un tavolo tecnico, formato dai segretari generali delle rispettive autorità di bacino, esperti di Acquedotto Pugliese, Acquedotto Lucano, Ente irrigazione e Provveditorato alle opere pubbliche. “Questo tavolo tecnico – ha continuato Amati – ha il compito di approfondire le questioni relative ai 180 milioni di euro destinati al raddoppio della Canna del Sinni e fare valutazioni generali sugli investimenti più utili a una più efficace gestione della risorsa idrica tra Puglia e Basilicata, compresa l’eventualità di rinunciare alla realizzazione dell’opera, dove tecnicamente dovesse rivelarsi più opportuno. Nell’attesa di ricevere al più presto le conclusioni del tavolo tecnico istituito, auspichiamo che il ministero e il soggetto attuatore dell’intervento sospendano gli atti esecutivi, perché se l’opera deve realizzarsi è giusto che accada con la piena consapevolezza delle due regioni”.

Alessandro Conte

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Maglie & cattivi odori: sopralluogo del sindco Fitto con l’Aqp


Forze dell’ordine allertate per i miasmi della sera. Succede a Maglie, dove da qualche anno la città è appestata dai cattivi odori nelle ore notturne. In inverno non si percepisce tanto il problema, perché tutti hanno le porte chiuse la sera, ma l’estate il discorso è ben diverso, e nonostante tutte le precauzioni che sembravano essere state prese il problema permane. “Come ogni anno il caldo estivo acuisce il problema dei miasmi provenienti dalla piattaforma di depurazione – si legge nel comunicato inviato dall’ufficio del sindaco di Maglie Antonio Fitto – e i cittadini hanno nuovamente sperimentato la sgradevole sensazione di respirare aria insalubre. Dopo tanti anni di reiterate richieste di intervento, pure concordate sui tavoli tecnici, il problema resta ancora irrisolto. La percezione collettiva della situazione ha raggiunto ormai livelli ben superiori alla ordinaria e giustificabile tollerabilità, e i cittadini, in latenza di interventi e attività da parte degli enti pubblici preposti, sentendosi esasperati dalla persistente vigenza di una situazione che si rinnova ormai con cadenza annuale, hanno chiesto l’intervento delle forze dell’ordine, anche per dare un supporto agli interventi già posti in essere dall’amministrazione. È vero che Aqp dopo le sollecitazioni da parte del sindaco ha provveduto, nei giorni scorsi, alla pulizia del tronco fognante di via Toma e via Roma, ma il problema permane. Tanto è servito a dimostrare che il problema reale è la cattiva gestione dell’impianto di depurazione, come i residenti nella zona interessata hanno più volte lamentato”. Nei prossimi giorni il sindaco Fitto incontrerà i responsabili dell’impianto di Aqp che hanno espresso la disponibilità a effettuare sopralluoghi notturni per verificare la provenienza dei miasmi proprio nelle ore in cui essi affliggono maggiormente i cittadini.

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Rubano i cavi di rame dell’Acquedotto, mezzo Salento a secco


Un furto di rame che ha avuto gravi conseguenze per tutto il Salento, quello scoperto ieri, e cinquanta comuni che rischiano di restare a secco proprio all’inizio della stagione turistica. L’Acquedotto Pugliese, nella sua stazione di sollevamento di Corigliano d’Otranto, non ha infatti impianto d’allarme, così i ladri sono riusciti ad entrare e ad agire indisturbati per quasi 24 ore nella stazione, provocando 150mila euro di danno, rubando oltre 50 metri di grossi cavi di rame e mettendo fuori uso l’impianto. Il tecnico incaricato del controllo ha così dato l’allarme quando ha visto calare, paurosamente, il livello del pozzo di riserva. A quel punto il sopralluogo dei carabinieri di Maglie ha messo in luce il furto. Risultato, un’emergenza importante, cui si è fatto fronte con ogni mezzo. “Un’autobotte è stata mandata immediatamente all’Ospedale di Galatina”, dicono infatti i responsabili dell’Acquedotto Pugliese- “per evitare che restino privi di acqua i pazienti”. Ora si sta lavorando per riparare il guasto, e si spera che l’emergenza rientri nelle prossime ore. “Consigliamo di non aggravare la situazione facendo inutili scorte d’acqua”, avvertono dall’AQP, “il problema sarà presto risolto”. Nulla si sa, per ora, sui responsabili di questo grave gesto criminoso che ha messo in crisi la fornitura idrica di mezzo Salento, anche se la zona di Otranto non è stata toccata dall’emergenza, viste le enormi scorte idriche stoccate presso il deposito di Bandino.

Jenny De Cicco

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