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Sull’Ato Le2 richiesto l’intervento di Gabellone


La polemica sulla gestione Ato Le2 approda in Provincia, con una richiesta d’ordine del giorno delle opposizioni per il prossimo consiglio. Silvano Macculi aveva visto nella richiesta di dimissioni dei 15 sindaci una vicenda politica, e aveva chiamato in causa il buco di 7 milioni di euro della gestione di Lorenzo Ria alla Provincia di un po’ di anni fa. Ria è legato sentimentalmente ad Ada Fiore, il sindaco che ha ideato la lettera con la richiesta di dimissioni. “Il tentativo di personalizzare la richiesta di dimissioni – ha commentato Fiore – riportandola alla sua posizione in merito al presunto buco della Provincia, appare come l’estremo tentativo di un naufrago in cerca dell’isola che non c’è. È mai accaduto che nel vostro comune abbiate approvato nello stesso pomeriggio bilanci preventivi e consuntivi di anni diversi sia di giunta che di consiglio? E senza il parere dei Revisori dei Conti? E perché alla richiesta legittima di documenti si risponde solo con una convocazione urgente di Cda e assemblea? È veramente tutto in regola se il presidente dell’Ato Le2 conferisce incarichi al presidente dell’Ato Le 1 (Gianni Garrisi, assessore all’ambiente di Lecce e avvocato di fiducia dell’Ato Le2, ndr) e che a liquidare sia lo stesso responsabile del Comune di Lecce (Fernando Bonocore) dove il presidente dell’Ato Le1 è assessore? L’approvazione con un atto di forza politica, che il presidente ha voluto compiere, è una ferita profonda a tutti i cittadini e al territorio dell’Ato Le2, immolato e sacrificato solo in nome di un carrozzone politico che si auto-alimenta di incarichi e parcelle discutibili. il presidente accolga il nostro appello alle dimissioni”. Marco Bramato, vicesindaco di Sannicola, anch’egli firmatario della lettera, ha sostenuto Fiore. “Il consorzio, alla sua costituzione, ha scelto l’applicazione del regime contabile pubblico – ha detto – e pertanto, dovrebbe attenersi a quanto dettato dal testo unico degli enti locali. All’assemblea del 26 gennaio 2010, seppur con riserve, approvammo tutto in sanatoria, senza omettere la mancata nomina del collegio dei Revisori dei Conti. Macculi s’impegnò in prima persona a sanare, quanto prima, la grave mancanza. A quasi due anni si ripresenta in assemblea per approvare bilanci e rendiconti senza aver ottemperato all’impegno assunto. A Macculi, come a quei 27 sindaci sento di dire che la legge non si interpreta, si applica”. Pd, Idv ed Udc hanno trasmesso una richiesta di ordine del giorno in Provincia, da inserire in un consiglio da convocare per chiarire la vicenda. I firmatari chiedono l’intervento di Gabellone sulla situazione dell’Ato Le 2. Per i consiglieri, la gestione del consorzio è stata fallimentare: solo alcuni giorni fa l’Ato ha approvato i bilanci di previsione degli anni 2010-2011 ed i rendiconti di gestione degli anni 2009 e 2010, l’intervento di Gabellone sarebbe necessario per ripristinare una gestione corretta e per rimuovere qualsiasi tipo di conflitto d’interesse tra assessorato provinciale e presidente dell’Ato Le2.

Jenny De Cicco

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Ato Le2, la protesta dei sindaci-capitolo secondo


Aumentano proteste e rimostranze dei sindaci dell’Ato Lecce 2 nei confronti di Silvano Macculi.

Quindici sindaci chiamano a gran voce le dimissioni del presidente Silvano Macculi. Partita da Corigliano d’Otranto la missiva reca le firme dei sindaci di Alezio, Cannole, Carpignano Salentino, Corigliano d’Otranto, Cursi, Giuggianello, Melpignano, Nardò, Otranto, Palmariggi, Sannicola, Scorrano, Sogliano Cavour, Soleto, Uggiano La Chiesa, i comuni che avevano manifestato più volte dissenso nei confronti della gestione dell’Ato e della scarsa efficienza della raccolta Rsu. Rappresentativi i casi di Uggiano la Chiesa, Otranto e recentemente la vicenda di Poggiardo, ai quali è stato negato più volte il conferimento dei rifiuti, sottolineando l’inadeguatezza del nuovo sistema Ato. I comuni sottolineano le criticità del sistema Ato così come concepita, non solo a livello normativo e gestionale ma anche del controllo di oneri e costi derivanti dalla gestione del consorzio, fino a subire conseguenze finanziarie nefaste sui bilanci comunali e soprattutto sui cittadini. “Nel corso di questi anni – si legge nella lettera – siamo stati protagonisti di un radicale cambiamento del concetto di rifiuto, avviando e consolidando nelle nostre comunità modalità di raccolta differenziata in perfetta sintonia con la normativa vigente”. Nella lettera, si fa anche riferimento all’assemblea consorziale del 26 gennaio 2010, in cui si è risanata l’intera gestione precedente alla nascita dei consorzi, approvando i bilanci di previsione del 2007, 2008 e 2009, più i due rendiconti di gestione che si riferiscono al 2007 e al 2008. La sanatoria avvenne senza aver istituito il Collegio dei Revisori, l’organo per l’approvazione dei bilanci, e fu un’azione dettata dal periodo di necessità attraversato dal consorzio per le difficoltà di una nuova gestione. “Si è davanti a una violazione di norme – dicono i sindaci – che non ci consentono di approvare gli argomenti posti all’ordine del giorno nella seduta del 14 ottobre,per l’assenza del Collegio dei Revisori, ma anche per l’iter e i tempi d’approvazione del bilancio di previsione e dei rendiconti di gestione, contravvenendo a quanto disposto dall’articolo 227 del testo unico degli enti locali.

Si proceda all’analisi della gestione, con l’approvazione dei contenuti e relative formalità, in ossequio alle disposizioni di legge”. I sindaci, capeggiati dal primo cittadino di Corigliano Ada Fiore, chiedono al presidente Macculi un atto di responsabilità, l’acquisizione al protocollo delle proprie dimissioni, di rivedere il proprio convincimento in merito ai pareri di regolarità tecnico-contabile espressi.

Jenny De Cicco

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Uggiano senza raccolta degli Rsu


Ancora disagi per la raccolta dei rifiuti a Uggiano la Chiesa. Ieri nel comune salentino non si è tenuta la raccolta dei solidi urbani. “Noi siamo in regola con i pagamenti – riferisce il sindaco Salvatore Piconese in una nota sul profilo Facebook – chiedo che si aprano i cancelli almeno per noi. Siamo impegnati per la risoluzione del problema con gli enti preposti. Ciò mi impedisce di partecipare all’assemblea nazionale Anci, ma per la mia comunità questo è un passaggio politico importante. Ho chiesto l’apertura dei cancelli della discarica di Poggiardo per il mio comune”. Come annunciato nei mesi scorsi, la Progetto Ambiente di Poggiardo chiude i cancelli del proprio impianto ai comuni dell’Ato Le 2 morosi, ma l’azione ha colpito anche coloro che hanno onorato gli impegni contrattuali. Da Poggiardo fanno sapere che non ci sarà conferimento finché la ditta appaltatrice non riceve i versamenti arretrati da parte di tutti i comuni. Un “ricatto” nei riguardi anche di quei comuni in regola con i pagamenti, con l’interruzione di un servizio pubblico fondamentale per l’immagine e la salubrità del Salento. “Abbiamo saldato le nostre quote fino al 31 agosto – rincara Piconese – manca solo fisiologicamente settembre”. Il primo cittadino ha sentito ieri il presidente dell’Ato Le 2 Silvano Macculi, che lo avrebbe rassicurato del fatto che oggi i comuni adempienti non avrebbero subito disagi. Intanto l’assessore regionale Lorenzo Nicastro informa dell’eventuale dismissione delle Ato, con il conseguente ritorno alle competenze comunali della gestione rifiuti.

Jenny De Cicco

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Costi raccolta rifiuti, Comuni in rivolta. Il sindaco di Uggiano: “Via dall’Ato”


“Ho inviato una lettera al Prefetto, al presidente della Regione Nichi Vendola e al presidente dellAto/LE2, Silvano Macculi chiedendo la convocazione di un tavolo di confronto con tutti i comuni e le autorità competenti per affrontare l’insostenibilità dei costi della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti”. L’aumento della tassa sui rifiuti (Tarsu) nei comuni dell’Ato/LE2 preoccupa il sindaco di Uggiano la Chiesa, Salvatore Piconese. Tanto che il primo cittadino sta valutando anche l’opportunità di rescindere il contratto perché, a suo dire, la gestione è insoddisfacente in termini di costi e servizi resi.

La vicenda è nota e va avanti da giorni, anche sulla stampa (http://www.otrantooggi.it/2011/05/23/uggiano-tarsu-in-anticipo-per-i-tempi-dell%E2%80%99ato-il-sindaco-valuteremo-le-vie-legali/).L’invito dei gestori degli impianti di rifiuti ai comuni consorziati è di pagare entro il 24 maggio 2011 i 5/12imi del 2011, pena il non conferimento dei rifiuti presso gli impianti.

Non solo Uggiano e Casamassella, ma tutti i 22 comuni dell’ARO6 ATO LE/2 sono “sulla stessa barca”. Tanto da far proporre al sindaco Piconese, che è anche presidente dell’Unione Comuni Terre D’Oriente, “la rescissione del contratto con l’Ato e l’attribuzione della gestione dei rifiuti agli enti locali”.

“Nello specifico sarebbe auspicabile che tale gestione fosse assunta dall’Unione dei Comuni Terre d’Oriente” – dice Piconese – ” in riferimento ai comuni che ne fanno parte, in modo tale da consentire un maggior servizio circa la raccolta dei rifiuti e pulizia delle strade con costi inferiori rispetto agli attuali”.

La risposta della controparte, non è tardata ad arrivare. “L’incremento dei costi per lo smaltimento dei rifiuti non è causato dalla gestione dell’ato Le/2”, è stato il messaggio che Macculi ha lanciato durante la riunione convocata a Botrugno alla presenza di tutti i sindaci dell’area allarmati dal rincaro Tarsu.

“Le cause sono imputabili al passaggio dalla raccolta stradale a quella porta a porta”, ha spiegato Macculi. “Questo – ha aggiunto – ha fatto lievitare i costi del 20-30 per cento”. Donato Fanciullo, sindaco di Giurdignano, nello stesso incontro, ha espresso la necessità di conoscere l’effettivo costo ed espresso l’urgenza di dotarsi di adeguati strumenti di controllo del servizio.

Nell’agosto 2009, a causa dei disservizi, toccò al sindaco di Otranto, Luciano Cariddi, denunciare l’Ato Le/2, per i ritardi nel conferimento e nella raccolta della differenziata nel suo comune. Otranto in quel periodo si presentava ai turisti come una discarica a cielo aperto. I comuni sperano che non si ripeta la medesima situazione e, al contempo, cercano di difendere i diritti dei propri cittadini.

Jenny De Cicco

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