Tag Archive | "Biblioteca di Sarajevo"

Muro, piccoli profughi per parlare di esclusione e accoglienza


Un libro per raccontare della cultura dell’accoglienza e del rifiuto dell’esclusione. Tratta di questo l’incontro che si tiene il 18 febbraio alle 18,30 presso il palazzo del Principe di Muro Leccese, organizzato dalle associazioni Arci Biblioteca di Sarajevo di Maglie e Liberi Cantieri di Muro. Verrà presentato il libro “Piccoli profughi. Narrazioni di esclusioni e accoglienze” di Alessandro Santoro ed Edison Duraj. Gli autori dialogheranno con la giornalista Giuliana Coppola alla presenza dell’editore Antonio Rollo, delle Oistros Edizioni. Presenterà e coordinerà il dibattito la presidente della Biblioteca Paola Cillo. “Due voci – dicono dai circoli Arci coinvolti nell’evento – che dialogano per dodici capitoli, i cui titoli sembrano ispirati a quelli del Don Chisciotte di Cervantes. Come nel testo cervantiano, anche in Piccoli Profughi le storie dei protagonisti si aprono per far entrare narrazioni di altri autori, persone coinvolte nelle vicende di Edison e Alessandro, ma anche protagonisti d’interventi culturali o sociali che hanno inciso profondamente sulle vicende del Salento”. Un volume interessante se si tiene conto che da oltre vent’anni il Salento è terra di approdi, in cui l’accoglienza non è più una parola senza significato, o forse non lo è mai stata. Terra di confine da sempre, l’attuale provincia di Lecce presenta però delle zone d’ombra, che riescono a essere superate solo dal buon senso di istituzioni locali e degli abitanti.

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Maglie, Elio Scarciglia con “Prima di tutto l’uomo”


Deportazione vs dignità umana. Parla di questo “Prima di tutto l’uomo” l’ultimo documentario di Elio Scarciglia, che viene presentato a Maglie venerdì 3 febbraio alle 18,30 presso il liceo Capece. Alla proiezione del documentario seguirà il dibattito con l’autore Elio Scarciglia e Laura Quarta dell’associazione Biblioteca di Sarajevo, che organizza l’evento. “Prima di tutto l’uomo” prende il nome dai versi di Nazim Hikmet. “Con questi – si legge nel comunicato – magistralmente interpretati da Carla Guido, inizia, infatti, il documentario. Il poeta incita il figlio a rispettare e gioire di ogni elemento della natura, ma a tenere nelle massima considerazione i bisogni dell’uomo. La cronaca, quanto ci viene raccontato tutti i giorni da quotidiani e televisione va certamente in tutta altra direzione. Si inizia così un viaggio a ritroso nel tempo, si indaga sui diritti negati all’uomo nell’imminente passato, varie testimonianze raccontano di fatti e misfatti del secolo scorso. Si parte dalla Casa Rossa di Alberobello e si approda alla Risiera di San Sabba di Trieste. Il sud e il nord legati da una bellissima figura di uomo libero, Vincenzo Antonio Gigante, nato a Brindisi, che, pronto a sacrificare anche la vita per i propri ideali, viene arrestato e infine deportato nell’unico campo di concentramento italiano con forno crematorio, la Risiera di San Sabba appunto, dove fu torturato e ammazzato dai nazisti, senza però rivelare i nomi dei suoi compagni.

Un lungo viaggio per risvegliare la memoria e le nostre coscienze. Ricordare sempre, odiare mai è l’esortazione di un ex-deportato. E oggi? Secondo quali regole si improntano i rapporti umani? Questa è una delle domande che il documentario pone. Non mancano però episodi di disponibilità e generosità, come è il caso dei cittadini di Alberobello che umanizzano con la loro sensibilità la condizione di degrado fisico e morale delle persone internate nella Casa Rossa solo perché animate da idee di libertà ed uguaglianza o perché non gradite al regime. Il film vuole essere un monito rivolto soprattutto ai giovani con la speranza che non ricadano in errori e orrori già vissuti”. All’interno del documentario ci sono le testimonianze di Vittorio Bruno Stamerra (giornalista e scrittore), Vito Antonio Leuzzi (direttore dell’Istituto pugliese per la storia dell’ antifascismo), Adriano Dugulin (direttore dei Musei Civici di Trieste), Francesco Fait (curatore responsabile della Risiera di San Sabba), Sergio Mauri (scrittore), Francesco Terzulli (storico e saggista), Luca De Felice (direttore del Museo del territorio – Alberobello), Boris Pahor (deportato e scrittore).

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Muro, un incontro sulle trivellazioni nell’Adriatico


Lo spettro delle trivelle nell’Adriatico sta diventando un problema che non si può più ignorare. E allora ecco gli esperti in arrivo in un convegno per discuterne insieme agli ambientalisti e ai cittadini semplicemente preoccupati per quello che sta accadendo ai nostri mari. Il 7 gennaio alle 19 al palazzo del Principe di Muro si tiene quindi l’“Incontro sul tema delle trivellazioni off-shore nell’Adriatico”. “Il territorio della Puglia, e in particolar modo quello del Salento – si legge nel comunicato degli organizzatori, tra cui l’associazione magliese Biblioteca di Sarajevo – è in questo momento sotto attacco dal punto di vista della politica e della speculazione nel campo della produzione energetica. Da un lato gli enormi investimenti nel campo delle energie rinnovabili, che stanno portando a un proliferare quasi selvaggio e incontrollato di parchi fotovoltaici e eolici, su suoli finora destinati a uso agricolo, in siti vincolati dal punto di vista paesaggistico e archeologico, e a breve pare anche in mare, dall’altro lato, le autorizzazioni concesse dal ministero dell’Ambiente a società straniere – come la inglese Northern Petroleum – perché procedano con ispezioni petrolifere anche nel basso Adriatico, cioè in uno dei mari più belli e turistici d’ Europa, e ancora progetti di enorme impatto ambientale come il gasdotto trans balcanico che dovrebbe attraversare il mare e poi tutto il Salento, provenendo addirittura dal Turkmenisthan. Biblioteca di Sarajevo e il Comitato no petrolio 21 gennaio 2012, che raccoglie tutte le associazioni impegnate in questa emergenza ambientale, vogliono analizzare proprio l’aspetto concernente l’impatto ambientale, e le ricadute economiche e sociali, della eventuale autorizzazione delle trivellazioni petrolifere in basso Adriatico”. Intervengono Maria Rita D’Orsogna, docente della California State University di Nothridge e Carlo Chiri, geologo petrolifero. Introduce e modera la presidente di Biblioca di Sarajevo Paola Cillo.

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Maglie, nuove strade per il censimento


Sebbene la popolazione diminuisca, Maglie si espande sempre più in periferia e le nuove strade da intitolare erano non poche. Così, la giunta ha deliberato in questi giorni un provvedimento per l’intitolazione delle nuove strade, in vista del censimento della popolazione nazionale. Le strade che sono state intitolate con questo provvedimento sono in tutto 34, di cui 24 presenti nel centro abitato tout court, mentre 10 sono strade extraurbane ricadenti sul suolo comunale. Ma più che i dettagli tecnici, ai magliesi interesserà sapere a chi saranno intestate queste strade. Tra i tanti nomi sono presenti alcune figure importanti della politica, delle arti e della filosofia della storia nazionale, come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Maria Montessori e altri. Ma ci sono soprattutto tanti magliesi, come l’imprenditore Carlo Candido, la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Stoccolma Fernando Lapalorcia, l’aviatore di guerra Enzo Lionetto e l’eroe di guerra Salvatore Toma, graduato dei carabinieri che aiutò la fuga di alcuni ebrei e arrestò la Saponificatrice di Correggio, Leonarda Cianciulli, la prima serial killer italiana della storia. Sono presenti anche alcuni uomini di lettere, come il celebre ispanista Oreste Macrì, la cittadina onoraria Maria Corti, e il pregevole poeta dialettale e preside del liceo classico “Francesca Capece” Nicola De Donno. Nessuna strada per il momento sarà intitolata a Salvatore Toma, lo scrittore del “Canzoniere della morte”, portato ad esempio spesso dall’associazione Biblioteca di Sarajevo in questi anni, per evidenziare come la toponomastica stia ignorando un personaggio di tal calibro, in favore di altri che, ad avviso dei soci, non possono essere condivisibili da tutti. Come Giovanni Gentile, ministro dell’Istruzione fascista, che dopo tante polemiche avrà la sua strada nei pressi del liceo scientifico “Leonardo da Vinci”. In quella zona si è voluto attribuire dei nomi di filosofi alle strade, ma forse un nome tanto controverso poteva essere sostituito da quello di qualche filosofo salentino, che sarebbe servito a conoscere meglio la nostra storia e a cementare lo spirito di comunità.

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Via Salvatore Fitto, sì o no? L’opinione della “Biblioteca di Sarajevo”


Continua a far discutere la decisione della commissione Toponomastica di Maglie di modificare la denominazione di via Muro in via Salvatore Fitto. Si tratta di una decisione presa già tre anni fa, ma che fa discutere solo ora perché la modifica sta avvenendo nell’anno del censimento, per evitare maggiori noie burocratiche. E adesso nella querelle interviene anche l’associazione politico-culturale “Biblioteca di Sarajevo”, che ha voluto mettere in risalto come ci siano tanti illustri concittadini che non hanno nessun intitolazione, o addirittura alcuni che l’hanno sono finiti nel dimenticatoio, anche per la mancanza di una targa che attesti l’avvenuta intitolazione di una strada. “Quello che diventa difficile da capire in questa improvvida decisione”, spiegano infatti dal circolo, “è l’accanimento con cui si vuole tenere alta la memoria di un solo cittadino con ripetitive intitolazioni di più luoghi significativi. A Salvatore Fitto sono già intitolate, degnamente, l’aula consiliare, una scuola e un campo di calcio, e ora anche una strada. Non discutiamo sulla figura umana e pubblica di Salvatore Fitto, ma vogliamo fermare l’attenzione sul metodo: possibile che Maglie sia diventata così asfittica da non aver avuto e non avere anche adesso concittadini degni di tanto onore? Quanti altri illustri cittadini degni di intitolazioni ne sono ancora privi, o, peggio, pur avendo goduto di tale onore oggi sono del tutto dimenticati? Ad esempio il palazzetto dello sport: fin dal 2001 è intitolato a Fernando Lapalorcia, medaglia d’argento alle Olimpiadi di Stoccolma del 1912, ma la struttura è ancora priva di una semplice targa commemorativa delle gesta che hanno reso famoso l’atleta in tutto il mondo. E infatti, nonostante l’intitolazione ufficiale, il palazzetto a molti è noto oggi come PalaBetItaly, per la presenza di un’insegna pubblicitaria al suo ingresso. E poi, ancora, la scuola media”, insistono dalla Biblioteca. “Fin quando le due sedi erano separate e autonome, ognuna aveva la sua intestazione: Salvatore Panareo era il primo nucleo di via Manzoni, e Oronzio De Donno il secondo nucleo di Piazza Bachelet, ma ora la scuola è stata degradata all’assurda intitolazione Scuola Media Statale Via Manzoni. Abbiamo sempre sottolineato l’importanza della toponomastica: nel 2004 coinvolgemmo i ragazzi delle scuole dell’obbligo di Maglie in un concorso di idee per l’intitolazione dell’area verde ricadente in piazza Ettore Negro, e la vittoria fu assegnata a chi propose il poeta Salvatore Toma quale intitolazione di quello spazio. Ma mai alcuna amministrazione succedutasi nel tempo ha tenuto conto di questa proposta. Oggi ci chiediamo per quale ragione si dedichi tanta attenzione solo ad alcuni personaggi magliesi del passato, e non a tutti coloro che hanno scritto pagine importanti e che hanno contribuito notevolmente a tenere alto il nome di Maglie a livello nazionale ed internazionale. L’augurio che formuliamo è che si possa avviare una serena riflessione, recuperando tante disattenzioni che hanno caratterizzato le scelte, a volte arbitrarie, compiute nelle celebrazioni storiche della nostra città”.

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La Resistenza alla Biblioteca di Sarajevo


Un grande successo di pubblico ha salutato la festa del tesseramento dell’associazione politico-culturale “Biblioteca di Sarajevo”, presieduta dalla docente Paola Cillo, tenutasi nei giorni scorsi per introdurre il circolo al suo decimo anno di attività. Sono dieci anni, infatti, che l’associazione propone, in una formula nuova e approfondita, tematiche che riguardano la storia, la cultura, la società, la politica. L’occasione per ritrovarsi, stavolta, è stata quella di ricordare la Resistenza, qualche giorno prima del 25 aprile, e parlarne, confrontarsi su un tema che sembra essere estraneo al Salento, ma non è così. A parlare di salentini, e soprattutto di donne resistenti, sono intervenuti infatti il presidente dell’Anpi di Lecce, Maurizio Nocera, e la docente Ada Donno. Un racconto che è stato anche interazione con il pubblico accorso, poi rimasto presso il circolo per un momento conviviale allietato dalla musica del gruppo etnomusicale “Arsura”. Nel filmato Nocera introduce appunto la tematica della Resistenza agli astanti.

Angela Leucci


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