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Vini rosati, concorso al castello con polemica


Premiazione del primo concorso nazionale di vini rosati a Otranto.
La cerimonia di premiazione si terrà nella mattinata del 5 maggio 2012 presso il Castello Aragonese di Otranto. Durante l’intera giornata, sarà possibile visitare la mostra dedicata alle etichette di tutti i partecipanti al concorso con degustazioni a cura di diverse aziende vinicole provenienti da tutta Italia.
Il concorso nasce dalla volontà condivisa della Regione Puglia, dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, di Assoenologi nazionale e di Unioncamere Puglia, con l’obiettivo di valorizzare questa tipologia enoica che negli ultimi anni ha mostrato una crescita significativa in Italia, suscitando l’interesse sempre maggiore dei mercati.
Il concorso intende valorizzare le migliori produzioni nazionali, favorirne la conoscenza e diffusione e, nello stesso tempo, orientare le aziende a produrre vini di qualità, adeguatamente presentati e commercializzati, con moderni criteri mercantili.
Per l’occazione saranno allestite sale espositive e il 5 maggio è prevista anche l’inaugurazione della mostra “Rosati d’Italia”, alla presenza del ministro delle Politiche Agricole Alimentari e forestali Mario Catania e dell’assessore alle Risorse Agroalimentari Regione Puglia Dario Stefàno.

Presso la Sala Triangolare al piano terra del Castello Aragonese inizio della Tavola Rotonda con la conduzione eccezionale dei due dj “Fede e Tinto” – Rai Radio 2, della trasmissione Decanter . A seguire il convegno “I rosati e il loro consumo”. Introduce il Davide Gaeta – Facoltà di Economia Università degli Studi di Verona, Consigliere Accademia Italiana della Vite e del Vino e con la partecipazione di Mario Catania – ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Nichi Vendola – presidente della Regione Puglia, Dario Stefano – assessore alle Risorse Agroalimentari Regione Puglia, Federico Castellucci – direttore generale Oiv Organisation Internationale de la Vigne et du Vin, Paris, Antonio Calò – presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, Serge Dubois – presidente Union International Oenologues, Giuseppe Martelli – direttore Assoenologi.
La cerimonia di premiazione si terrà alle 12, premiano Mario Catania, Nichi Vendola e Dario Stefano.
L’occasione lieta è scossa dalla polemica innescata da Rocco Palese, segretario regionale del Pdl che ritiene “inopportuno che l’assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia abbia inteso organizzare il primo concorso cnologico nazionale a Otranto proprio alla vigilia delle elezioni amministrative, e nel giorno del tradizionale silenzio elettorale, alla presenza peraltro del sindaco uscente (e ricandidato dalla sinistra) e del Presidente della Regione, dimenticando casualmente il presidente della Provincia di Lecce e ingenerando inevitabilmente il dubbio che si volesse organizzare una passerella politica, compromettendo quindi una pregevole manifestazione dedicata alle eccellenze d’Italia e del Salento, alla quale avremmo con piacere voluto partecipare. Certamente la manifestazione è stata organizzata mesi fa, ben sapendo che a Otranto ci sarebbero state le elezioni, ed è singolare che a noi consiglieri regionali sia arrivato un invito via mail solo ieri (giovedì) per domani (sabato). Data l’importanza che questa manifestazione riveste per le aziende del Salento, tra le prime in Italia per quantità e qualità di produzione di rosati, sarebbe stato decisamente più opportuno spogliarla da qualsiasi ombra e da qualsiasi dubbio che l’assessore Stefano (come tutti sanno originario di Otranto) abbia magari voluto cogliere l’occasione per far fare l’ultima passerella da sindaco, nel giorno del silenzio elettorale, al candidato della sinistra”.

Jenny De Cicco

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Warhol al Castello di Otranto


Presentata questa mattina presso la sala rettangolare del castello aragonese la mostra “Andy Warhol. I want to be a machine”.
L’allestimento della mostra è a cura di Gianni Mercurio e sarà esposta dal 27 maggio al 30 settembre 2012 nel castello aragonese di Otranto.

La mostra ha per protagonista il genio ribelle delle Farm ed emblema della pop art, viene dopo quelle degli scorsi anni aventi per protagonisti gli artisti spagnoli Salvador Dalì e Pablo Picasso.

Nell’ambito della presentazione verrà, inoltre, illustrato il resoconto dei primi tre anni di gestione dei servizi di promozione culturale del Castello Aragonese di Otranto da parte dell’agenzia di comunicazione Orione e della Società Cooperativa Sistema Museo di Perugia, aziende aggiudicatarie in Ati, con la direzione dell’architetto Raffaela Zizzari, che hanno avviato, dall’aprile 2009, una forte politica di rilancio dell’immagine complessiva del castello attraverso la realizzazione di mostre temporanee sul modello dei più importanti musei internazionali, registrando una presenza di oltre 150 mila visitatori.

Interverranno alla presentazione il sindaco otrantino Luciano Cariddi, Luigi Orione Amato della Orione Comunicazione e Gianluca Bellucci della Società Cooperativa Sistema Museo, ma anche Raffaela Zizzari Direttrice artistica del Castello Aragonese).
La speranza e la certezza è che con il carisma del poliedrico Warhol si possa non solo bissare, ma superare il successo di fruitori dell’evento “Dalì il genio”.

Jenny De Cicco

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Tre giorni di gusto a Otranto


Tre giorni di festa per il palato a Otranto. Il Castello Aragonese di Otranto accoglierà, dal 28 al 30 dicembre 2011, la IV edizione di Cibo… non solo sapori – Puglia Food & Wine Festival, il cui programma prevede degustazioni gratuite di alcune delle eccellenze enogastronomiche pugliesi e salentine, spettacoli teatrali, convegni e musica dal vivo, per scoprire antiche usanze, tradizioni, identità e territori in rapporto al cibo. L’evento, promosso e organizzato dall’Agenzia di Spettacolo Idea Show, con il patrocinio del Comune di Otranto, della Regione Puglia, Area politiche per lo Sviluppo Rurale e dell’Unione Regionale delle Camere di Commercio di Puglia, rappresenta un’occasione per offrire, ai visitatori che affolleranno Otranto durante il periodo natalizio, l’occasione di conoscere il meglio della regione.

La rassegna, inserita all’interno del programma della XIII edizione di Alba dei Popoli, permetterà di promuovere e far degustare alcuni fiori all’occhiello del nostro patrimonio enogastronomico: il pregiato capocollo di Martina Franca, il caciocavallo podolico, il miglior olio al mondo, premiato a Parigi, nell’ambito della Avpa con la medaglia d’oro e la novità assoluta di questo Natale 2011, il “PanTalento”, un “panettone” in cui è presente solo olio extravergine di oliva monovarietale, estratto da Cellina di Nardò senza burro. E ancora in degustazione, il primitivo di Manduria, la birra artigianale di Lecce e il nobile Negroamaro.

Anche quest’anno, saranno numerose le iniziative organizzate all’interno della Sala Triangolare del Castello Aragonese a partire da giovedì 29 dicembre, alle 19 con lo spettacolo teatrale “La Storia di Taborre e Maddalena” di e con Mirko Lodedo ed Enrico Messina, lavoro che nasce dall’incontro di un attore e un musicista che si sono ritrovati intorno ad una tavola imbandita con cibi semplici, cominciano a raccontarsi.

Da non perdere, venerdì 30 dicembre 2011, alle 18, il convegno “Il Vino Made in Puglia: opportunità e prospettive future”, tra i relatori l’assessore regionale alle Risorse Agroalimentari Dario Stefàno, Luciano Cariddi, sindaco di Otranto, Donato Marzolla, maitre dell’hotel Palazzo Sasso di Ravello, Vittorio Cavaliere, esperto di marketing enogastronomico, Dario Cavallo, direttore commerciale dell’azienda vinicola Mille Una di Lizzano, Giacomo Mojoli, giornalista e docente al Politecnico di Milano. A moderare l’evento Michele Peragine, giornalista del Tg3 Puglia.

La rassegna si chiude la sera del 30 dicembre 2011, alle 21, in Porta Largo Alfonsina, sempre a Otranto, con il concerto dei Ghetonìa, gruppo della Grecìa Salentina, dall’inconfondibile stile in cui confluiscono musica grika, balcanica, jazz e contemporanea.

Jenny De Cicco

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“Dalì, il Genio”, 50mila spettatori. E due giorni per chiudere festeggiando


Chiusura in musica per “Dalì, il Genio”, a Otranto nel castello aragonese. La mostra surrealista sull’opera di Salvador Dalì verrà chiusa sabato 24 e domenica 25 settembre con un doppio concerto jazz. La mostra ha raggiunto, a una settimana dal termine, il ragguardevole traguardo di 50mila spettatori. Prevista per la prima serata la performance dell’Alessandro Deledda Trio. Si tratta di una formazione giovane e molto dinamica formata da Alessandro Deledda, pianista cresciuto tra gli studi classici e jazz, e compositore che ha realizzato molte colonne sonore per la televisione, documentari e cartoni animati. Deledda sarà accompagnato da Andrea Ambrosi (contrabbasso) e Francesco Speziali (batteria). Sabato 24 si terranno anche due visite guidate, una alle 20 e l’altra alle 20,30, per poi proseguire alle 21 con il concerto di Gaetano Partipilo & Urban Society, quintetto di musicisti molto noti a livello nazionale e internazionale, che vantano collaborazioni con jazzisti di tutto il mondo. Urban Society nasce nel 2001 dall’idea del sassofonista barese Gaetano Partipilo di creare una musica che fosse a metà strada tra jazz di estrazione afro-americana e quel mondo di suoni indecifrabili che scandiscono il tempo dei giorni di oggi. Sul palco Partipilo sarà affiancato da Mirko Signorile (pianoforte), Francesco Lento (tromba), Giorgio Vendola (contrabbasso) e Vincenzo Bardaro (batteria). Domenica 25 si attenderà il tramonto a Otranto; dalle 18,30, quindi, si terrà l’esibizione dell’Alessandro Deledda Trio, che accompagnerà tramite le note la discesa del sole. Nella due giorni ci sarà un evento dedicato agli otrantini: sabato 24 ingresso gratuito per loro, infatti, per festeggiare insieme l’ottima riuscita della terza stagione di grandi mostre del castello, dimostratosi un ottimo contenitore culturale.

Jenny De Cicco

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“Giornate medievali”, a Otranto un weekend per un viaggio nel passato


Un fine settimana di altri tempi, quello che si tiene a Otranto il 18 e il 19 giugno con le “Giornate medievali”. Cornice della manifestazione il fossato del castello aragonese, che darà il la a un viaggio suggestivo attraverso i costumi, i suoni e i sapori del Medioevo, epoca storica nota ai più per gli eventi cruenti e per la barbarie, ma anche per il forte alone di mistero e di superstizione poi rivalutato dal movimento romantico. Tra un sottofondo musicale gotico e un racconto di un cantastorie, si susseguiranno dimostrazioni di tiro all’arco, combattimenti in arme singoli e di mischia e tanti altri giochi che coinvolgeranno anche il pubblico. Ci saranno i giochi a squadre, come la pallacorda e il tiro alla fune, a segnare l’inizio della due-giorni, il 18 alle 17, cui seguirà uno spettacolo del “Gruppo di sbandieratori e musici Rione Lama” di Oria. Alle 20.30, dopo la simulazione di un processo di un condannato alla gogna, sarà di scena lo spettacolo “Festa al borgo”, per poi lasciare spazio alla solennità con la sfilata “Corteo storico”, che partirà dalle torri per giungere al castello, dove si terrà la cerimonia di “Investitura del cavaliere”, intorno alle 22.30. Si continuerà poi con spettacoli di combattimenti e battaglie e con danze in costume con sottofondo di musiche medievali: nella scenografia che ricrea la suggestione di quei tempi ci saranno anche gli accampamenti di Bizantini, Saraceni, Normanni e Svevi, dove si troveranno manufatti dell’antico artigianato locale. Ampio spazio anche alla cultura culinaria. Durante la manifestazione sarà possibile, infatti, degustare anche i prodotti tipici della cucina dell’epoca.

Alessandra Ragusa

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Matrimonio turco-idruntino a suggellare la pace dopo 500 anni: celebra Ozpetek


Dopo cinquecento anni a Otranto scoppia la pace: cosa ci fanno una salentina e un turco al Castello aragonese? Si sposano. Ma la notizia nella notizia è che a celebrare il matrimonio è stato un turco italianizzato, il regista Ferzan Ozpetek, che nelle veci di primo cittadino ha unito per la vita ieri, 3 giugno, due suoi amici.

Per il celebre regista non è la prima volta a Otranto: tempo addietro era giunto nella città dei Martiri per ritirare il premio dell’Otranto Festival, venendo a conoscenza in quell’occasione della storia dell’invasione turca e l’eccidio subito dagli otrantini nel 1480.

Per la particolare occasione, e per suggellare l’unione di cuori, anime e popoli, sono state lette durante la celebrazione sure del Corano e passi del Vangelo. Ancora una volta Otranto si dimostra un approdo di pace e accoglienza, in puro stile mediterraneo.

Jenny De Cicco

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Salento, terra di sbarchi: tre giorni a Otranto per raccontare vent’anni di storia


Salento, la terra dell’accoglienza. Definizione che sembra scontate, ma alla luce dei recenti avvenimenti – l’emergenza Lampedusa e l’allestimento del c.p.t. di Manduria – la memoria torna a quando, 20 anni fa, a Otranto in particolare si palesò una simile emergenza: i primi sbarchi di coloro che, allora, si chiamavano immigrati e ora definiamo giustamente migranti. Gente in continuo movimento per cui il Salento non fu un punto di arrivo: per la gran parte di loro, infatti, fu solo un passaggio, un approdo verso mete più sicure.

Vent’anni e non sentirli, poiché 65.000 persone passate da qui non si dimenticano, anche se qui non sono più presenti. Per questo, presso il castello di Otranto, si tiene da domani e fino al 22 maggio la tre giorni “Il sogno italiano. Albania – Puglia: vent’anni dopo (1991-2011) ”, organizzata da Università del Salento e Comune di Otranto per riflettere su uno degli eventi che ha segnato in modo epocale i nostri tempi. Quattro le sessioni del convegno “Il sogno italiano”: domani, giovedì 19 maggio, dalle 15.30 con “Italia – Puglia – Albania in dialogo”; venerdì 20 maggio, dalle 9.00, con “Cultura e Società”, e dalle 15.30 con “Emigrazione, economia, integrazione”; per finire il 21 maggio, dalle 9 in poi, con “Il patrimonio della cultura tradizionale”. Allestita per l’occasione anche la mostra fotografica “IntegrAzione”, del noto fotoreporter Vittorio Arcieri per Integra Onlus, “donata” per l’occasione all’Associazione Studenti Albanesi (ASAL – Student).

Ospite d’eccezione, nella giornata di domani, l’ambasciatore della Stato albanese in Italia Llesh Kola, che ha già inaugurato la mostra il 12 marzo presso l’Ambasciata albanese a Roma, e che per primo ha concesso l’alto patrocinio all’iniziativa. “IntegrAzione” rappresenta infatti un documento storico straordinario, dall’alto valore culturale e sociale riconosciuto con la concessione del patrocinio anche dal Ministero per gli Affari Regionali, dal Ministero della Gioventù, da UNAR (Ufficio Nazionale Anti Discriminazioni), dall’Istituto di Culture Mediterranee della Provincia di Lecce, da Apulia Film Commission, da Cirpas UNIBA, dal Progetto Ripartiamo da Noi, dal Centro studi culturale Parlamento della Legalità: 26 scatti in bianco e nero, istantanee di grande umanità e intensità, volti, mani e occhi verso una nuova realtà e un futuro di speranza. L’accoglienza del popolo italiano, l’impegno delle Forze dell’ordine, gli sforzi delle istituzioni. Le foto, una dopo l’altra, sono pagine di storia per ricordare il significato profondo della parola “migrante”. La mostra, il 27 maggio, sarà trasferita nel castello Orsini del Balzo di Acquarica del Capo.

Jenny De Cicco


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“Il genio di Dalì” protagonista dell’estate idruntina. In mostra al Castello Aragonese di Otranto


Il conto alla rovescia per l’evento-cardine dell’estate, che coinvolgerà il Salento e non solo, è iniziato: dal 28 maggio al prossimo 25 settembre il Castello Aragonese, simbolo incontrastato dell’arte idruntina, si vestirà di una luce surreale e misteriosa; a dominare la scena le opere del maestro spagnolo Salvador Dalì.

Dopo il grande successo degli ultimi due anni con le mostre di Joan Mirò e Pablo Picasso, che hanno registrato un totale di 90mila visitatori, le mura della città salentina aprono i battenti al genio baffuto, al surrealista per eccellenza, a colui che spingendosi fino all’esasperazione fece dell’arte una continua e vincente provocazione. La mostra, curata da Alice Devecchi, sarà inaugurata il 27 maggio alle 18, e ospiterà sei sculture originali in bronzo e una selezione di cinquantaquattro litografie originali che illustrano, secondo i canoni del mondo surreale, temi e testi letterari come le “Fiabe giapponesi” dai colori tenui, e ancora “Tristano e Isotta”, definiti da un quasi inquietante vuoto di colore, per finire con gli “Amours Jaunes”, colorati attraverso le nuance dorate su fondo nero.

Il maestro di Figueras, passato alla storia per gli “orologi molli” posizionati in modo disorganico sullo scenario inquietante de “La persistenza della Memoria”, era un artista a tutto tondo, che ha saputo esprimere il suo talento anche attraverso la scultura. Le sei opere in bronzo presenti alla mostra, “Elefante cosmico” di grandi dimensioni, e “Perseo”, “Hombre sobre delfin”, “Trajano a Caballo”, “Mujer Desnuda” e “Mujer con faldas” di medie dimensioni, nel loro fluttuare continuo seducono il visitatore: figure melliflue, senza ossa che sembrano far parte di un instancabile e vorticoso movimento, e che non sono altro che la materializzazione dei personaggi che ricorrono nelle tele del maestro catalano.

Un’arte torbida, contraddittoria, visionaria, che nasce dall’inconscio, ma che prende forma solo attraverso la razionalizzazione del delirio; è questa la base di partenza per quello che lui definirà “metodo paranoico-critico”. Le sue opere, secondo il genio spagnolo, nascono dalla paranoia, ma in tutte le sue tele e le sue sculture più coinvolgenti ciò che emerge chiaramente è un distacco sublime, che prende forma attraverso elementi onirici, tabù, fobie che riemergono dagli abissi della coscienza per materializzarsi nitidamente con una perfezione tecnica che ci riporta alla memoria l’iperrealismo.

Una personalità complessa, quella dell’ultimo grande protagonista dell’avanguardia artistica del Novecento, un uomo eclettico e incoerente, che rimase poi prigioniero del personaggio altezzoso e imprevedibile che si era costruito negli anni; lui che amava ribadire il suo completo distacco dalla borghesia è passato alla storia come l’artista à la page, e ciò ha suscitato giudizi alle volte estremamente sfavorevoli dalla critica, che non si limitava a giudicare la sua insindacabile arte ma coinvolgeva il suo modo di essere, sempre troppo sulle righe, e anche per questo estremamente interessante.

Alessandra Ragusa

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Mamme, a Otranto si festeggia fino a fine maggio con la mostra “Dalla Chioma di Atena”


“La Festa della Mamma è un’occasione utile per rinnovare il nostro sentimento di amore e riconoscenza nei vostri confronti”: così suona l’invito del sindaco Luciano Cariddi alle otrantine che verranno festeggiate da domani, e fino al 22, a Otranto.

Un modo diverso per rendere omaggio alle madri, festeggiando tramite un simbolo del femminino molto particolare: Athena, dea greca concepita da Zeus, venuta al mondo dalla sua testa e simboleggiata dalla civetta, la cui prerogativa è la strategia bellica, il cui scopo è la protezione dell’intelletto e lo sviluppo del logos, il ragionamento. La mostra che si inaugura domani alle 11, celebrante le sfaccettature del poliedrico mondo rosa, è infatti “Dalla Chioma di Athena”: chioma da cui sono nati i simulacri del divino femminile corrente. Una serie d’illustrazioni tratte dal libro di Valeria Palumbo e realizzate dal maestro Giancarlo Montelli; presenti infatti nell’esposizione ventuno ritratti e biografie di donne rivoluzionarie nella politica, da Eleonora de Fonseca Pimentel a Rosa Luxemburg, nell’arte, come Isadora Duncan. Leni Riefenstahl e Marie Curie, nella scienza, esploratrici e pioniere come Nellie Bly, Alexandra Néel-David e Amelia Earhart. “Difficile contenerle. Irresistibile ritrarle. L’onda grande delle donne seguiva la corrente: vivevano nel cono dell’ombra maschile, erano mogli per tradizione, madri per natura, devote per obbligo e recluse per inerzia. Ma alcune, tra la fine del Settecento e il Novecento, hanno detto no”. Immagini oniriche, donne velate da sfumature pastello di lievi acquerelli, una fusione del Liberty di Alphonse Mucha con le vetrate gotiche e un pizzico di Neoclassicismo. Così, chiare, s’imprimono nella mente, non solo per la bellezza dei tratti, per ciò che si cela in esse: la passionalità, il rigor di logica, caratteristiche che marchiano con il fuoco la coscienza dell’avventore della mostra.

Giancarlo Montelli è illustratore, art director e fotografo di numerose case editrici. Sua una recente mostra per l’edizione Odradek del Pinocchi, e presso l’Accademia di belle arti di Lecce dal titolo “Comunicazione visiva e l’arte di generare visioni” con laboratori e incontri con gli allievi e una grande mostra presso il museo provinciale S. Castromediano di Lecce, dal titolo “Dalla favola al mito”, a cura della casa editrice “Il Raggio Verde”. Valeria Palumbo, già caporedattore centrale de L’Europeo, fa invece parte della Società italiana delle storiche e della Società italiana delle letterate. Nel 2003 ha pubblicato “Prestami il volto” (edizioni Selene), sulle compagne di artisti famosi (vincitore del premio “Il Paese delle donne”, 2006). Ha pubblicato per Sonzogno “Le donne di Alessandro Magno” (2005), “Donne di Piacere” (2005) e “La perfidia delle donne” (2006). Nel maggio del 2007 è uscito “Svestite da uomo” (Bur) e, nel 2008, per Odradek, “Le figlie di Lilith”, sulla trasformazione del mito della femme fatale in diva. Del 2009 è “L’ora delle Ragazze Alpha” (Fermento), sulla terza onda del femminismo, vincitore del “Premio selezione Anguillara Sabazia 2010”. Nel 2010 ha riveduto e ristampato, con il titolo “La divina suocera” (edizioni Selene), un saggio del 2004 sulla suocera dell’imperatore romano Adriano (www.valeriapalumbo.com).

Jenny De Cicco

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L’estate otrantina si avvicina. E a fine mese torna Dalì


Presentato dal sindaco Luciano Cariddi e dagli assessori, nella mattinata del 28 aprile e presso la sala triangolare del Castello Aragonese di Otranto, il calendario degli eventi primavera-estate 2011.

Dal 19 al 21 maggio sono previsti invece una serie di incontri e dibattiti su “Il sogno italiano. Albania-Puglia vent’anni dopo”, presso il castello, organizzati dall’Università del Salento e in collaborazione con il Comune di Otranto: un’occasione per non dimenticare il profondo spirito di accoglienza salentino, che ha portato questa terra ad accogliere decine e decine di migliaia di migranti.

Dal 28 maggio al 25 settembre, invece, si terrà la mostra “Il genio di Salvador Dalì”, sempre presso il castello, che riaccoglie le opere surrealiste del genio ispanico a dieci anni dall’ultima mostra.

Il 28 e 29 Giugno, proseguono le iniziative con il recupero della Sagra di San Pietro e Paolo, da parte dei ragazzi dell’Ass. Hydro in collaborazione col Comune di Otranto. Durante le serate sono previsti stand enogastronomici, tiro alla fune, corsa coi sacchi, pentolaccia ed esibizioni di gruppi musicali.

A giugno, poi, la terza edizione dell’ormai consolidata “Notte rosa”, anche se sarebbe più corretto denominarla al plurale, data la doppia data per cui è organizzata da OCSO e dalle consigliere di parità di Puglia e Provincia di Lecce. Trenta giugno – 7 luglio, ancora, le date della prima edizione, presso Frassanito, di “Wave Trotter Competition”, campionato nazionale di windsurf durante il quale si esibiranno atleti di altre discipline insolite, come il “Freesbie Free Style”. Trentuno luglio – 7 agosto, largo alla conoscenza con gli “Incontri con l’autore”, organizzati dal locale Club UNESCO, il quale è impegnato nell’organizzazione della terza “Settimana della Cultura” presso largo Porta Terra.

Dal 18 al 20 di agosto, poi, si fa spazio al gusto con “United food of Salento. Cibi, canti e racconti di Salento”, dell’associazione “Art’Etica”, con la supervisione di DonPasta-Daniele De Michele, chef, dj e novello cantore di gusto e tradizione.

Per informazioni ulteriori su altri eventi, si rimanda al link del Comune di Otranto http://www.comune.otranto.le.it/

Jenny De Cicco

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