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Leader a confronto parte seconda: come risponde il Fli idruntino ad un questionario di sei domande?


Esattamente un mese fa (il 17 gennaio 2011) abbiamo pubblicato i risultati di un questionario di sei domande ai due leader idruntini del Pdl Francesca Bortone e del Pd Gabriele Temis, visionabili al presente link.

Le stesse e identiche domande (con le stesse e identiche regole, ovvero nessuna limitazione di spazio e la promessa della pubblicazione integrale degli interventi) le abbiamo girate al finiano Claudio “Klaus” Giannetta, di “Futuro e Libertà” e ve le proponiamo per intero, certi che ad un mese di distanza, gli interrogativi posti nelle prime interviste possano ancora essere considerati validi.

Riportiamo qui le sei domande:

1)Si assiste ad un vivace dibattito teso tra il locale e il globale: da un lato c’è la voglia di una parte del Salento di chiedere l’autonomia dalla Regione Puglia, dall’altro c’è invece la visione “Euro-mediterranea” o “Euro-Asiatica” dell’Unione Europea che apre le porte alla Turchia. La nostra Città guarda a questi fenomeni come “Porta d’Oriente” o come “capitale” della “Terra d’Otranto”?

2) L’economia idruntina ha tante vocazioni ma poca identità. Il comparto di Alimini e Frassanito sono ormai votati più al turismo che all’agricoltura; quest’ultima si esprime nel privato in poche aziende di pregio, ma a conduzione familiare e nel pubblico, oltre ad un nuovo consorzio vivaistico, si attende il rilancio con i Farmer’s market; le attività commerciali sono ancora troppo legate al turismo e alla sua stagionalità; negli ultimi anni c’è una certa vivacità immobiliare e nelle imprese edili; pochi i nuovi insediamenti produttivi in Area P.i.p. Dove bisogna puntare?

3) Il Piano urbanistico generale programmerà lo sviluppo cittadino per i prossimi 20 anni. Qual è il vostro punto di vista? Quali le priorità? Ci saranno nuovi insediamenti abitativi e infrastrutture per l’uso urbano e della cittadinanza? Ci saranno nuove aree produttive, commerciali e turistiche o si punterà a completare con nuovi servizi quelle già esistenti? In altre parole, il Pug avrà anche un’“anima” o si dovranno colmare i vuoti tra le zone abitative esistenti e le aree votate all’interesse turistico e agli insediamenti produttivi? E il patrimonio storico-naturalistico e ambientale?

4) Durante le festività natalizie, alcune realtà associative giovanili hanno dato prova di saper spendere le proprie energie, vocazioni e professionalità in attività creative degne di nota. La Città si sta “risvegliando” grazie a queste iniziative, ma rischiamo di perdere la linfa vitale dei giovani in fenomeni quotidiani di “Fuga dei cervelli” e della manovalanza. C’è una soluzione a tutto questo? E quale?

5) Il porto turistico, il Palazzetto dello sport, il depuratore delle acque reflue, un piano integrato del traffico, sono alcune tra le opere pubbliche di cui si è parlato a più voci negli ultimi 20 anni. Da dove partire per ultimare queste (o eventualmente altre) opere incompiute?

6) Il nostro gonfalone porta l’immagine della leggendaria “Torre del Serpe”: cosa butterebbe giù da quella torre e cosa salverebbe tra le iniziative, progetti e obiettivi dell’attuale Amministrazione comunale in carica?

Ed ecco le risposte di Claudio Giannetta, detto Klaus di Futuro e Libertà.

1) La mia è una risposta rispecchia una visione personale poiché la nostra Città e le sue istituzioni non mai hanno preso per mano questo tema in maniera pubblica ma si è soltanto discusso in consiglio comunale, se accogliere o meno la proposta di istituire un referendum sulla questione “Regione Salento”. Le motivazioni che portano avanti alcuni gruppi politici locali sono legate al fatto che essi intendono il nostro Salento come una location “di serie B”, vista la vicinanza della Puglia centrale e settentrionale con la Capitale d’ Italia. Faccio presente che il Salento ha uomini nel Governo Centrale, con incarichi di un certo spessore, lo stesso vale nelle istituzioni regionali. Quindi se si è affermata quella visione, questi uomini, ricoprendo ruoli istituzionali, hanno serie responsabilità per la mancata crescita del nostro territorio. Mi ripeto, grandi sono le responsabilità, ma tanto si può fare per ristabilire gli equilibri territoriali. La Puglia deve rimanere unita ed essere ponte per il vicino oriente e per tutti i paesi del bacino del mediterraneo. In questo modo, questo territorio, assumerebbe un ruolo di primaria importanza, e non sarebbe un luogo periferico così come oggi viene concepito e progettualmente strutturato.

2) Che il settore turistico a nord del territorio di Otranto sia stato un ottimo investimento, non c’è ombra di dubbio, ma che lo stesso territorio non abbia avuto, in fase di progettazione, una chiara destinazione per lo sviluppo in altri settori (tipo: agricoltura, servizi turistici, servizi in genere) è sotto gli occhi di tutti. Quei pochi luoghi destinati a servizi per il turismo, oggi sono in un puro stato di abbandono come il Country club, tanto da rendere necessario l’intervento di programmi tv come “Striscia la notizia”. Sulla proliferazione di fabbricati, anche in questo caso vi è la mancanza di un serio progetto urbanistico qualificato capace di assegnare ad ogni zona del nostro territorio la giusta destinazione d’uso a priori, utilizzando quindi in maniera discrezionale lo strumento della conferenza di servizi, privilegiando amici ed amici degli amici degli amministratori di turno. Sembra che questo metodo sia il più valido per creare serbatoi di voti. Per quanto riguarda l’istituzione del Farmer Market, non riseco a vedere nessun rilancio del settore agricolo. Per effettuare il serio rilancio, e motivare gli agricoltori a investire maggiormente nel settore, serve una idea consortile per istituire un’ industria con un marchio comune nel settore conserviero. Basti pensare alla quantità di questi prodotti che vengono importati, a discapito di quelli locali, durante il periodo estivo dalle aziende ricettive e di ristorazione locali. In questo modo, riusciremmo a creare una filiera più forte, favorendo la creazione di nuove aziende e, conseguentemente, di nuovi posti di lavoro. Un settore snobbato da tutte le posizioni politiche locali, ma dalle grandi potenzialità per lo sviluppo e promozione del territorio, è il settore multimediale, il più capace a penetrare con facilità nei marcati di tutto il mondo. Per altro settore in cui un forte numero di giovani sceglie di intraprendere il proprio percorso di studi.

3) La mancanza di un piano urbanistico generale ha fatto sì che la nostra città crescesse a macchia di leopardo, sia in maniera urbanistica che per insediamenti produttivi. La classica formula che ha portato vantaggi a fini elettorali. Secondo la mia visione, diventa complesso realizzare tale strumento. Basti pensare che questa amministrazione sta realizzando insieme al comune di Giurdignano lo studio per la realizzazione del Pug, finalizzato alla realizzazione di opere di una certa importanza. Ciò dimostra che la nostra città non ha più a disposizione vaste aree per dare risposte al fabbisogno dei cittadini, anche perchè la zona a sud di Otranto è destinata a zona parco con il progetto Parco Otranto Leuca. Per lo sviluppo che la città ha avuto fino ad oggi, questo PUG, purtroppo non potrà avere un’anima, perchè dovrà completare i vuoti effettuati dallo sviluppo discrezionale fatto in passato. Per le aree produttive e commerciali è necessario individuare un’area posizionata su una strada con forte transito automobilistico (tipo ss16 o zona papi).

A mio avviso, comunque, una città a vocazione turistica necessita di un’area da destinare alle attività di intrattenimento e somministrazione, possibilmente lontana dal centro urbano ma facilmente raggiungibile dai fruitori, nella quale inserire anche un palazzetto dello sport, un cinema-teatro, un quartiere fieristico attrezzato ed una zona parco adibita a parco giochi per bambini e adolescenti.

4) Condivido appieno l’aggregazione messa in atto dai giovani. Certo c’è ancora molto da fare: in primis dare loro la necessaria fiducia ed i giusti strumenti affinché possano mettere liberamente in campo il proprio estro. Cosa saggia sarebbe se da queste aggregazioni nascessero delle professionalità tramite laboratori seguiti e gestiti da adulti con spiccate doti professionali nel proprio settore di riferimento, emulando l’apprendistato di una volta. Così facendo si può limitare, nel tempo, quel fenomeno chiamato “Fuga di Cervelli”. Mi sembra strano che nel 2010, nella nostra città, per realizzare e produrre eventi di piccolo e medio calibro, vengano ancora chiamate aziende esterne a discapito delle professionalità esistenti in loco, sfavorendo così l’incentivazione nel creare nuove aziende. Così si sfiduciano i giovani a credere alle potenzialità del proprio territorio di riferimento.

5) Regolamentare il traffico del centro abitativo è cosa fondamentale. Otranto ha un complesso problema, che è quello della strettoia presente in via Giovanni Paolo II. L’unica soluzione è creare una degna arteria capace di smaltire la mole di traffico generato dal flusso turistico e dai parcheggi esistenti in quell’area. Poi bisogna risolvere l’annoso problema del prolungamento di via Catona che non pochi disagi ha generato agli abitanti della Zona Fanghi e della via Primaldo. La seconda priorità per migliorare la qualità della vita sarebbe un Palazzetto dello Sport, capace di ospitare attività di vario genere che vanno dallo sport all’intrattenimento e che sia capace di funzionare creando vivacità nella comunità, anche e soprattutto nel periodo invernale. Il problema del depuratore viene da molto lontano, secondo le naturali correnti marine e dovrebbe essere spostato a sud della cittadina. Visto l’incremento delle strutture ricettive nella città, e vista l’incapacità dell’attuale impianto, il nuovo andrebbe costruito per far fronte alle esigenze che Otranto avrà con lo sviluppo futuro. Per quanto concerne il porto turistico, concordo che Otranto necessita di un porto adeguato alle esigenze del territorio tutto, grave è che questa città, non si sia ancora attrezzata per far incrementare e sfruttare le potenzialità di questa “città galleggiante”.

6) La torre presente ad Otranto è una torre di Babele, non ci si capisce. Parlare la stessa lingua o parlare lingue differenti, non fa differenza, comunque non vi è capacità di comprensione. Otranto è una città tutta da salvare dall’attività di speculazione e dalla cementificazione. Per salvaguardare la qualità della vita che va decadendo giorno per giorno per l’incuria delle precedenti e dell’attuale amministrazione. Butterei giù tutti quegli amministratori poco attenti e poco sensibili che hanno assunto tale incarico solo per il gusto di soddisfare l’interesse personale e non quello collettivo, ed anche coloro che sfruttano tale incarico per trarne benefici partitici ed elettorali sempre a discapito degli interessi generali della collettività.

Salvo Sammartino

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