Tag Archive | "Cocumola"

Quando i Martiri salvarono Otranto dall’uragano


10 settembre 1832, un giorno da ricordare. Un tremendo uragano si abbatté sull’estremo Salento, da Santa Maria di Leuca sino a Otranto. Nello specifico i centri abitati colpiti furono Diso, dove ci furono 3 vittime, Cocumola, Uggiano la Chiesa e i dintorni di Otranto, dove persero la vita 29 persone. Questo terribile momento è riportato in vari documenti e lettere epistolari. In una di queste – scritta dall’abate Marino Paglia, futuro arcivescovo di Salerno, per l’arciprete di Molfetta, Giuseppe Maria Giovene, che era stato vicario capitolare della diocesi di Otranto – si legge: “Lunedì 10 alle ore 15 circa avvenne quanto segue. All’improvviso surse dalla parte meridionale di questa città un turbine, o sia uragano così furioso… Sotto le rovine furon seppelliti molti degli abitanti, de’ quali 29 rimasero uccisi, e più di 50 feriti e vittime sarebbero state di più…”. La lettera continua descrivendo la distruzione di Diso, a eccezione del convento dei Cappuccini e di poche case adiacenti, con 3 morti e 29 feriti. Per quanto riguarda la cittadina di Otranto, il 10 settembre di ogni anno si celebrava in cattedrale il Patrocinio dei beati Martiri proprio per ricordare come, in quel giorno di circa due secoli fa, la città idruntina fu risparmiata dalla furia dell’uragano. Nel brano del fervorino d’occasione che l’arcidiacono del capitolo, monsignore Vitale Mariano, recitò nella Cattedrale il 10 settembre 1922, si riporta come “l’ira celeste passa oltre, la vostra città è salva…”, e inoltre si fa presente come tutti attribuiscano lo scampato pericolo alla protezione dei Martiri, rivolgendo loro l’inno di ringraziamento e la preghiera, affinché essi continuino a proteggere amorosamente l’intera comunità otrantina. Da quel momento questi paesi celebrano il Patrocinio, rispettivamente della Madonna, di Santa Maria Maddalena e degli 800 Martiri.

Alessandro Conte

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Premio Bodini, dalla Sicilia arrivano gli Agricantus


Ritorna il premio Bodini a Cocumola, e dopo il successo delle prime due serate della sesta edizione il riconoscimento voluto dall’amministrazione comunale per ricordare il poeta della “Luna dei Borboni” continua il suo programma di appuntamenti. In particolare, nella serata di giovedì 8 settembre il premio verrà conferito agli Agricantus, gruppo musicali di genere folk-ambient provenienti dalla Sicilia. Nei giorni scorsi la rassegna, svoltasi a Cocumola il 3 e 4 settembre, ha visto premiare il poeta Gezim Hajdari, lo scrittore Vincenzo Consolo, il giornalista Raffaele Gorgoni e la sceneggiatrice Maria Pia Autorino per il corto metraggio “Poppitu”, che si ispira alla poesia di Bodini e a Cocumola. La terza serata si terrà giovedi 8 settembre, e prevede, oltre alla premiazione degli Agricantus, il loro concerto, ovvero, uno spettacolo durante il quale saranno proiettati videoart, una scaletta ricca dei successi del gruppo, che tra l’altro si fa portavoce di Amnesty International, organizzazione che quest’anno celebra il suo cinquantenario con lo “Human Rights Tour” per i diritti umani. Il gruppo é diventato famoso per la commistione di lingue e dialetti e la miscela tra suoni acustici ed elettronici, un sound che viene dal deserto e si contamina di sonorità mediterranee e asiatiche, in un respiro globale. Il concerto si svolge in piazza san Nicola a Cocumola alle 20,30. Nella serata conclusiva del 9 settembre invece, si chiude con lo sceneggiatore e scrittore Ivan Cotroneo e il fotografo “Kash” Gabriele Torsello.

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Cocumola, battaglia a suon di manifesti tra sindaco e opposizione


“Il Sindaco, la sua Cocumola e la piazza della vergogna”. Con queste parole si apre il manifesto-invettiva pubblicato oggi dalla minoranza “Insieme per costruire” contro il sindaco di Minervino, Ettore Caroppo, il quale tempestivamente ha risposto con un contro-manifesto.

L’opposizione evidenzia alcune decisioni politiche dell’amministrazione comunale nella frazione di Cocumola. Come la riqualificazione urbana di piazza San Nicola, che dopo due anni di lavori attende ancora il suo battesimo: a causa, secondo i detrattori del sindaco, di “un’iniziale indecisione sul da farsi e ora un futuristico progetto”, poco adatto alle caratteristiche del centro storico, dice la minoranza. Che ha da ridire anche sulla realizzazione dell’area pedonale di via Alessandro Manzoni, la cui “imposizione” senza il confronto con i residenti sarebbe segno di una “scelta dettata dall’arroganza” del primo cittadino minervinese. Critiche, infine, anche sulla gestione dei fondi per la soluzione del problema delle acque piovane, “che sarebbero stati “più che dimezzati”, dice ancora l’opposizione minervinese, riducendo quindi le opere da realizzare. Negativo quindi il giudizio sui rappresentanti politici di Cocumola affini alla maggioranza, tacciati di scarso peso politico, e sull’attività della giunta, “fallimentare e fortemente penalizzante” per l’intera comunità.

Non si è fatta attendere naturalmente la reazione del sindaco Caroppo, che dopo aver sollevato dubbi sulla scelta degli avversari di affiggere il manifesto sul solo territorio cocumolese, ha replicato che quello degli avversari politici è “un manifesto che ha tutto il sapore di due righe buttate giù al solo fine di far credere che loro siano ancora vivi”; un manifesto, insiste ancora il primo cittadino, pubblicato solo allo scopo “di accontentare i propri elettori rimasti e il consigliere Musarò”, che ormai “non gode dei favori dei capi del gruppo”, il cui autentico leader sarebbe invece Massimo Monteduro. Questa politica dell’opposizione poi, “fatta di ostruzionismo a tutti i costi, divisioni, doppi giochi”, mirerebbe, secondo Caroppo, a “dividere la popolazione” creando una “netta distinzione tra cittadini di Cocumola e il resto della popolazione”. In quest’annosa contrapposizione tra frazioni e comune d’appartenenza, dal retrogusto fortemente campanilistico, l’impressione è che lo scontro in questione sia destinato a fornirci nuovi interessanti capitoli.

Antonio Palma

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Risparmiare acqua si deve e si può: la ricetta del Comune di Minervino


Il risparmio idrico, anche se affrontato poco, spesso è tema di scottante attualità. Troppe volte, infatti, si tende a parlare del risparmio energetico come se questo abbia a che fare esclusivamente con l’elettricità, eppure anche l’acqua è un bene che va salvaguardato. Lo sa bene l’amministrazione comunale di Minervino, che sta mettendo in atto iniziative volte alla sensibilizzazione e alla messa in pratica del risparmio idrico. La campagna vera e propria per questa tematica, con lo slogan “L’acqua? Un bene prezioso. Non scaricarla”, partirà ufficialmente domani, e consterà di differenti tipi di attività, come l’affissione di manifesti che ricorderanno a tutti che, durante la stagione estiva, l’acqua potabile non può essere sprecata o utilizzata per uso irriguo, oltre che a ricordare che è importante attivarsi per il suo riutilizzo; il tutto accompagnato da un convegno che avrà come tema “L’acqua e i cambiamenti climatici”. Ma l’attività più interessante riguarda quello cui si è voluto dare il nome di “Sacchetto salva H20”: si tratta di un involucro che da domani sarà inviato a tutti i residenti di Minervino e delle frazioni Specchia e Cocumola, accompagnato da una lettera del sindaco Ettore Caroppo in cui si chiede l’utilizzo di questo gadget come piccolo gesto di collaborazione per la riuscita dell’iniziativa. Il sacchetto deve essere applicato al proprio water closet, e consentirà di risparmiare un litro di acqua per ogni volta che si mette in azione lo scarico. È stato stimato infatti che il sacchetto, se usato correttamente e da tutti, favorirà un risparmio di oltre 4 milioni di litri di acqua in un solo anno. “Un piccolo gesto ma concreto”, dice il sindaco Caroppo, “in un momento in cui non si fa altro che parlare, ma senza mettere in campo soluzioni serie ad almeno uno dei problemi che l’umanità dovrà affrontare con la massima serietà per evitare, ahimè, vere e proprie guerre, da qui a cinquanta anni, e che vedrà le nostre colture e le nostre abitudini cambiare in maniera irreversibile per la desertificazione che inesorabilmente avanza. Servono tanti piccoli gesti che, oltre a evitare sprechi inutili, farebbero risparmiare decine di euro a famiglia e milioni di euro per il trattamento delle acque, il loro smaltimento e il trasporto della stessa”.

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