Tag Archive | "Don Tonino Bello"

Incerto il destino del Don Tonino Bello


Ancora una volta il centro d’identificazione Don Tonino Bello di Otranto mostra i suoi limiti. E’ alle porte il nuovo anno e si fa avanti l’ipotesi che il centro d’identificazione d’Otranto torni alla funzione centro d’accoglienza, ma il sindaco nega l’eventualità.

Ironia della sorte, nell’anno del ventennale dai primi approdi dei profughi albanesi in Puglia, sono ripresi con intensità, da circa un anno, gli sbarchi sulle coste salentine.

Diverse le motivazioni che spingono all’esodo i nuovi migranti, diversa la nazionalità, provengono dalle zone calde del Medio Oriente e tra di essi si scorgono molti più giovani.

Il Salento si riconferma terra dell’accoglienza, che a più riprese è stata accostata al Nobel per la Pace proprio per questo spirito altruistico, dimostrato al mondo da 20 anni a questa parte. Ma le buone intenzioni e la bontà salentina non aiutano a risolvere i problemi, così gli ultimi sbarchi hanno dimostrato quanto le risorse materiali siano limitate rispetto a quelle spirituali della terra tra i due mari. Ieri la situazione al centro di prima accoglienza di Otranto “Don Tonino Bello” era infatti critica. Più di due approdi in un giorno e la struttura s’intasa, l’utilizzo in senza sosta della struttura e la machina dei soccorsi mostra i suoi limiti. Così il Don Tonino d’Otranto, che dovrebbe servire solo per l’identificazione e il soccorso, operazioni solitamente della durata di poche ore, diventano attese di un giorno intero. Così spiegava a fine agosto il responsabile del centro, Raffaele De Cicco, quando la situazione aveva già toccato momenti d’alta criticità. “Abbiamo problemi che diventano sempre più seri –spiegò Raffaele, che si occupa del centro per il Comune di Otranto – Ci manca ormai di tutto. Se il ritmo di arrivi resta questo presto la situazione diventerà critica”.

Oggi il numero di sbarchi è aumentato e il centro spesso ospita più persone di quante potrebbe accoglierne, come successo in questi giorni. Non ci sono posti nei Cara di Puglia e Calabria che hanno superato la soglia di contenimento, nuovi arrivi sosteranno a Otranto fino al 2 gennaio e nella piccola struttura otrantina gli ospiti devono attendere in condizioni precarie.

Solo grazie al buon cuore e alla ferrea volontà dei volontari della Croce Rossa, dei militari e della Misericordia che si possono evitare situazioni peggiori di un semplice sopraffollamento.

Ecco che torna l’ipotesi che la destinazione del Don Tonino Bello possa cambiare per tornare da centro di prima accoglienza a centro di permanenza per migranti, l’opposto di quanto avvenuto nel 2005. Tanto forte l’ipotesi che il Sindaco della cittadina che in queste ore si prepara a festeggiare il nuovo anno, si è trovato costretto a smentire.

Il sindaco riferisce come non ci sia possibilità che il don Tonino Bello torni a svolgere funzione di centro permanente, anche perché lui stesso non è stato informato dell’eventualità, il Don Tonino è un immobile di proprietà comunale e l’amministrazione dovrebbe essere la prima a conoscere queste decisioni.

La situazione assumerebbe risvolti negativi, il protocollo firmato in Prefettura ha chiarito il ruolo del Don Tonino Bello, che oggi accoglie in se non solo migranti ma realtà associative ormai essenziali per la città e la sala convegni, sempre più spesso utilizzata come ritrovo per i giovani e gli anziani d’Otranto.

Quale sarà il destino del plesso?

Jenny De Cicco

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Otranto, nuovo approdo nella notte, salvi 189 migranti


Incredibile approdo di quasi 200 migranti in seguito all’incagliamento del motopeschereccio sui cui erano stipati.

Con ancora nel cuore le recenti drammatiche vicende del brindisino, sono sbarcati tra Porto Badisco e Santa Cesarea, questa notte, 189 migranti. Contati dalle forze dell’ordine, il loro numero non è definitivo e potrebbe aumentare, poiché ricerche sono ancora in corso, sono tutti in discrete condizioni di salute.

Sono 189 disperati nuovi Enea alla ricerca di una nuova patria, quasi tutti iracheni e afgani, uomini e donne, tra cui una in avanzato stato di gravidanza e 10 minorenni, dopo i soccorsi dei militari, della Croce Rossa e del 118, sono stati condotti presso l’ospedale di Scorrano per principio d’ipotermia la gestante e la figlioletta primogenita insieme ad un altro bambino, altri sono stati portati direttamente presso il centro di prima accoglienza “Don Tonino Bello” d’Otranto per le consuete procedure d’identificazione, le dichiarazioni di status e gli accertamenti sanitari di rito.

Ma come si sono svolte le dinamiche? I migranti sono stati notati dai militari della Guardia di Finanza del Reparto Operativo Aeronavale di Bari e del Gruppo Aeronavale di Taranto nel corso dei servizi di routine, che all’alba hanno rintracciato un’imbarcazione a motore con un consistente carico umano.

Il natante lungo 20 metri, battente bandiera turca, procedeva a tre miglia dalla costa a luci spente, si è incagliato sulla scogliera nei pressi del Villaggio Paradiso a seguito della manovra azzardata dei timonieri, che si sono diretti sotto costa nel tentativo di fuggire dal controllo dei militari, in seguito anche al tentativo di condurla in porto delle forze dell’ordine per mezzo delle Motovedette.

Molti migranti si sono messi in salvo da soli e sono fuggiti a piedi nelle campagne circostanti divisi in gruppi, ma molti altri hanno invece teso la mano ai soccorritori, tra i classici gesti di vittoria, che richiamano alla mente vicende più o meno recenti.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato, i Carabinieri e la Guardia di Finanza.

Le pattuglie del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Lecce hanno coordinato le attività, intercettando i gruppi in cui si erano divisi i 189 migranti, di varie nazionalità e da identificare, tutti asiatici, probabilmente di etnia irachena, curda e afghana. Sono fuggiti senza lasciare traccia gli scafisti, hanno abbandonato la nave che dopo lo schianto, sarebbero 7 secondo gli ultimi accertamenti gli scafisti che nonostante le ricerche dei militari e la perlustrazione degli elicotteri, non sono stati rintracciati.

Ora lo scafo dei migranti è in autoaffondamento, controllato da due elicotteri della Guardi di Finanza che battono l’area anche per la ricerca di eventuali altri naufraghi sfuggiti alle prime perlustrazioni. Ma affondando quel relitto non sparirà, il carico di disperazione e interrogativi rimangono.

L’imbarcazione, attualmente alla deriva a circa 500 metri dalla costa è monitorata dalla Capitaneria di Porto, da due elicotteri della Gdf e dal rimorchiatore della Castalia messo a disposizione dal Ministero dell’Ambiente per fronteggiare tempestivamente eventuali sversamenti d’idrocarburi in mare.

Nascono spontanee una serie di domande: se è vero che non si sono mai fermati gli sbarchi in Salento, è anche vero che non sono mai stati tanto frequenti e tanto affollati questi viaggi della speranza, le ultime cronache fanno riflettere su quale sia il motivo che causa la fuga dalle altre sponde. Un vecchio detto marinaresco è legato metaforicamente a doppio filo con la vicenda e recita: se la nave affonda, i topi scappano. Cosa sta succedendo al di la del mare?

Jenny De Cicco

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Otranto, incontro pubblico per la “casa agli otrantini”


Un incontro presso il Don Tonino Bello di Otranto per discutere della “casa agli otrantini”. Si terrà il 28 ottobre alle 17,30 presso l’ex centro di accoglienza, l’incontro dibattito sul tema. Il progetto della casa agli otrantini è stato il cavallo di battaglia del gruppo politico che vinse le passate elezioni amministrative, la lista civica capeggiata da Luciano Cariddi. A distanza di quasi cinque anni ecco l’incontro per discutere del nuovo piano di edilizia popolare per la città rivierasca. Nell’ambito dell’attività di pianificazione territoriale avviata dall’amministrazione comunale si è stabilito di dare impulso a un programma di nuovi insediamenti da destinare all’edilizia economico-popolare. “Un problema, quello della prima casa per gli otrantini, molto avvertito e che in passato non ha trovato mai adeguata attenzione- dichiara il sindaco Luciano Cariddi -Tante le famiglie che trovano difficoltà nel realizzare una propria abitazione in cui condurre una dignitosa vita quotidiana”. Si è richiesto a quanti rispondono ai requisiti dell’edilizia economica convenzionata di voler presentare presso l’Ufficio di Piano, che coordina i lavori di redazione del nuovo Piano Urbanistico Generale intercomunale, una manifestazione d’interesse affinché si riesca a monitorare con maggiore puntualità l’effettivo fabbisogno abitativo in città. Tali manifestazioni d’interesse, il cui modulo è in allegato alla news sulla home page del comune otrantino, o disponibile all’Ufficio di Piano del Comune, potranno ancora essere presentate entro il 30 novembre 2011 presso l’Ufficio Protocollo della sede municipale o inviate all’indirizzo di posta elettronica. Per discuterne insieme alla cittadinanza e agli effettivi destinatari di questo programma edilizio è stato convocato un incontro pubblico. “Ci auguriamo- conclude Cariddi – la numerosa partecipazione da parte dei cittadini interessati per poter meglio valutare e decidere le linee di indirizzo da assumere”.

Jenny De Cicco

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Otranto, 47 migranti sbarcati stasera al porto: tra loro anche 11 bambini


Sono arrivati su una barca a vela da dieci metri i 47 migranti di etnia mista approdati questa sera al porto di Otranto verso le 19: quarantasette persone, di cui 7 donne e 11 piccoli in tenerissima età, il più giovane dei quali una bimba di soli 7 giorni di vita portata per accertamenti presso il presidio sanitario di Scorrano, ma che comunque sta bene.

Partiti forse dalla Turchia e poi stipati sull’imbarcazione, la cui nazionalità non è ancora stata identificata, sono arrivati sulle coste salentine facendo vela, quasi sicuramente, dalla Grecia. Un viaggio lungo, durante il quale i migranti devono aver sofferto molto, considerate le piccole dimensioni del natante e la giovanissima età di alcuni dei naviganti, che sono stati avvistati a 7 miglia e mezzo dalla costa di San Cataldo e subito scortati dalla Guardia Costiera sulla terraferma, dove sono poi stati portati presso il Centro di Identificazione” Don Tonino Bello” di Otranto per le formalità di rito, tra le quali l’identificazione da parte della Polizia di frontiera e la Guardia di Finanza.

Pare dunque che si tratti di nuclei familiari richiedenti asilo, provenienti da Iran, Iraq, Pakistan e Afghanistan; ad accoglierli presso il “Don Tonino Bello”, non solo le autorità, ma anche i volontari della Misericordia di Otranto, subito adoperatisi per prestare loro le prime cure e rifornirli di cibo e abiti. Pare che tra l’altro sia stato identificato anche lo scafista, anche se indagini sull’accaduto sono ancora in corso.

Jenny De Cicco


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