Tag Archive | "Donato Ostuni"

Peschereccio in balìa delle onde a 16 miglia da Otranto, lo salva la Capitaneria di porto


Mercoledì 13 aprile scorso la Guardia costiera di Otranto ha tratto in salvo tre marinai a bordo di un peschereccio in balia delle onde, a 16 miglia dalla costa nel Canale d’Otranto. Il motopesca, registrato presso il compartimento di Catania con autorizzazione temporanea di pesca nel Basso Adriatico, era impegnato nelle operazioni di ammaraggio dei palangari, le lunghe lenze per la pesca d’altura. Un’improvvisa avaria ai motori ha reso ingovernabile l’unità e le forti correnti di scirocco che aumentavano via via di intensità hanno fatto scattare l’allarme. La sala operativa dell’ufficio circondariale marittimo di Otranto è stata allertata da una richiesta di aiuto, lanciata via radio sul canale di soccorso “16 vhf” dal comandante del peschereccio, il quale ha riferito che il motopesca era ormai ingovernabile e che il suo equipaggio, preoccupato per le condizioni del mare, stava mostrando segni di forte stress dettati dalla situazione di pericolo. L’operazione di salvataggio della Capitaneria è dunque scattata alle ore 10.30 con l’invio in zona della motovedetta “cp 809”, l’unità navale specializzata nelle attività di soccorso marittimo e tutela della vita umana in mare. Dopo circa un’ora di navigazione, grazie alle tecnologie e all’esperienza degli uomini della Capitaneria in costante contatto radio tra l’unità da soccorrere e la sala operativa dell’ufficio circondariale marittimo, la “cp 809” ha localizzato e avvicinato il peschereccio. I malcapitati pescatori, in preda al panico, si sono subito rinfrancati dalla presenza dell’unità della Guardia costiera che ha provveduto ad assistere e scortare il peschereccio nel porto di Otranto, dove le operazioni si sono concluse alle ore 15. I militari, viste le condizioni meteo sfavorevoli alla navigazione, inoltre hanno diramato l’allarme anche alle altre navi mercantili e ai pescherecci presenti in zona in quel momento. Provvidenziale si è rivelato il tempismo delle operazioni di soccorso, a causa del peggioramento delle condizioni del mare. Solo tanta paura e pochi danni: restano da recuperare le attrezzature per la pesca, lasciate in tutta fretta sui luoghi del soccorso. Sempre nella mattinata di ieri, la Guardia costiera di Otranto è intervenuta con la motovedetta “cp 257” e il suo personale militare di terra per coadiuvare le operazioni del nucleo artificieri della Marina Militare di Taranto che hanno recuperato e fatto brillare un ordigno bellico, tipo bomba da mortaio, rinvenuto nelle acque di Frigole.

Salvo Sammartino


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Porto Badisco, Capitaneria e Vigili all’opera per liberare la costa da boe e gavitelli abusivi


Gli uomini della Capitaneria di porto e la Polizia municipale di Otranto in azione a Porto Badisco, questa mattina alle prime luci del giorno, per liberare la costa dalle cime e dalle corde legate tra gli scogli e ripulire il fondale dagli ormeggi galleggianti ancorati sott’acqua. Un’operazione di bonifica di fondali e costa che ha visto il dispiegamento delle forze marine e terrestri della Capitaneria coordinate dal tenente di Vascello Donato Ostuni e il supporto della Polizia municipale di Otranto guidata da Vito Spedicato. Un’azione congiunta per limitare l’attracco abusivo dei natanti da diporto in questo tratto costiero, salvaguardandolo così dall’inquinamento. Alla motovedetta Cp 809 che giungeva da mare con tre marinai a bordo, intorno alle 8.30 del mattino si è sommato infatti l’intervento di due sommozzatori della Capitaneria che raggiungevano gli ormeggi abusivi dalla spiaggia, mentre due agenti di polizia giudiziaria intervenivano sul lato costiero liberandolo dai cavi recuperati dai sub. All’arrivo dei militari solo una barca, un gozzo in legno, era legata alla scogliera. Sul luogo i militari hanno rinvenuto però numerose cime cui corrispondevano una serie di boe di plastica che galleggiavano sotto il pelo dell’acqua, e che con i gavitelli erano poi ancorati ai cosiddetti “corpi morti”, massi di pietra nascosti sott’acqua che consentono l’attracco a pochi metri dalla riva, dove in estate è pieno di bagnanti: “Una situazione che andava avanti da così tanto tempo”, si legge nella nota ufficiale della Capitaneria, “che salentini e vacanzieri ormai davano per scontato che quel pezzo di mare cristallino da cui immergersi per godere di un rinfrescante bagno estivo fosse adibito a porticciolo. Invece gli ormeggi erano del tutto privi di autorizzazione”, continua la nota. “Sul fondale infatti sono stati trovati e recuperati ancoraggi per le boe non a norma, e per galleggianti si utilizzavano lattine di olio combustibile, contenitori e recipienti di plastica di ogni genere”. Non sono ancora stati rilevati illeciti da parte degli investigatori, che continuano il pattugliamento delle coste per scongiurare il ripetersi del fenomeno, ricercando gli autori materiali di questi abusi perpetrati ai danni del patrimonio costiero.

Salvo Sammartino


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