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Manifestazione di Monopoli, la politica aderisce al di là delle bandiere


Fronte compatto della politica della regione che si prepara alla manifestazione del comitato “No Petrolio” di Monopoli il prossimo 21 gennaio. Nell’eventualità non dovesse essere sufficiente al cambio di rotta c’è chi, come il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna, propone una petizione comunitaria per impedire l’estrazione d’idrocarburi nell’Adriatico.

Adesione di tutti i gruppi politici presenti in Regione, dei rappresentanti pugliesi in parlamento e probabile presenza del leader dell’Idv Antonio Di Pietro.

Durante la conferenza stampa di presentazione della manifestazione del 16 gennaio, Nichi Vendola ha sottolineato il ruolo della Puglia come ”la prima produttrice d’energia rinnovabile d’Italia. Per noi il petrolio è il mare. Cercare il petrolio nel mare significa invece rischiare di distruggere quel tesoro che già abbiamo. Noi metteremo insieme tutto il potere istituzionale delle comunità, faremo tutti i passi che si potranno fare sul piano giuridico, diremo tutto ciò che si può esprimere sul piano politico per fare una grande rivolta, un grande momento di disobbedienza civile”.

L’iniziativa, promossa dal comitato “No petrolio” di Monopoli vede coinvolte anche province, amministrazioni comunali e associazioni.

Il presidente del consiglio Onofrio Introna ha sottolineato l’importanza della manifestazione, che rappresenta “un ulteriore passo in avanti nella battaglia per la salvaguardia dell’ecosistema e che si colloca nel solco della politica ambientale della Regione. Un modo per sollecitare il governo nazionale e il parlamento europeo ad approvare una legge contro lo sfruttamento delle risorse nell’ Adriatico”.

“A difesa non di un’idea, ma di un diritto”, si è schierato il capogruppo Pdl Rocco Palese, “pronto a scendere in piazza non solo a Monopoli, ma ovunque serva”.

A concludere l’incontro l’assessore regionale all’Ambiente Lorenzo Nicastro, che ha puntato il dito contro le scelte di politiche energetica del governo nazionale,”dietro le quali si nascondono interessi economici e tentativi di controllo sul nostro territorio da parte delle multinazionali del petrolio che è necessario scongiurare”. Al termine della conferenza stampa il capogruppo dell’Idv regionale Orazio Schiavone ha dichiarato: “Quanto i governi nazionali hanno fatto negli ultimi anni rispecchia una forte influenza delle multinazionali. La Puglia ha un ruolo pionieristico nel settore delle rinnovabili e per questo può diventare la testa di ponte per orientare diversamente le linee energetiche nazionali. Il gruppo consiliare dell’ Idv, come pure il presidente nazionale Antonio Di Pietro, aderisce alla manifestazione del prossimo 21 gennaio, ritenendola una occasione fondamentale per il popolo pugliese e per l’Adriatico”.

Il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna intanto propone una raccolta firme per dire no alle piattaforme petrolifere nelle acque italiane a livello europeo, se non si dovesse pervenire in tempi brevi ad una moratoria per le prospezioni nel Mediterraneo, sarà necessaria una grande petizione popolare all’Unione Europea contro il petrolio in mare. L’obiettivo è la raccolta di un milione di firme che servono per sostenere un’iniziativa popolare davanti alle autorità comunitarie, non sarà difficile ottenere la più ampia adesione al documento da inviare alla Commissione Europea e al Commissario europeo all’Ambiente, perché prendano atto della volontà univoca, effettiva, di tutti i pugliesi e di tutti gli italiani, di difendere l’ambiente e scegliere un futuro di bandiere blu e di mare pulito”.

Jenny De Cicco

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Soddisfazione per le interrogazioni parlamentari sulle trivelle nell’Adriatico da parte di Nicastro


Lorenzo Nicastro, assessore regionale all’Ambiente, esprime viva soddisfazione per l’interrogazione parlamentare presentata per la moratoria anti estrazione petrolifera nell’Adriatico, mentre ieri Pierfelice Zazzera parlamentare pugliese dell’Idv ha presentato un’altra interrogazione sulle prospezioni in mare.

“Non posso che essere soddisfatto per la mozione parlamentare presentata dai gruppi in merito alla questione delle ricerche petrolifere in Adriatico: devo sottolineare l’importanza di questo passaggio condiviso da parlamentari di tutti gli schieramenti che hanno, in questa maniera, raccolto le istanze dei cittadini pugliesi e delle istituzioni locali e la loro volontà di potersi determinare su questioni di tale rilevanza”. A dichiararlo Lorenzo Nicastro apprendendo la notizia della presentazione della mozione parlamentare che vede come primo firmatario il deputato Antonio Di Pietro.

“Rispetto all’iter di due autorizzazioni alle prospezioni sismiche – quelle della Northern Petroleum – per le quali la nostra Regione non ha potuto esprimere il proprio parere che, in altre circostanze anche recentissime (vedi Spectrum e Petroceltic) è sempre stato negativo, questa presa di coscienza e volontà di responsabilizzarsi da parte della politica nazionale e dei parlamentari pugliesi in particolare era un passaggio necessario, sarei tentato di dire un percorso obbligato per addivenire ad una soluzione che non porti alla devastazione del nostro mare. Spero – conclude Nicastro – che questo primo segnale sia il primo passo per una inversione di rotta in merito alle politiche energetiche nazionali che, fino ad oggi, prediligendo le fonti fossili, hanno dato il via a processi di prospezione in acque, come il nostro Adriatico, che hanno tutt’atra vocazione e non hanno certamente bisogno di essere piantonate da portaerei diversamente armate”.

Così ieri è stata presentata una seconda interrogazione da parte del parlamentare pugliese Pierfelice Zazzera, Idv: “Ho presentato un’interrogazione parlamentare in merito allo spiaggiamento di tre esemplari di cetacei sulle coste della Grecia, avvenuto cinque giorni dopo le prospezioni geosismiche in mare adriatico di fronte alle nostre coste da parte della Northern Petroleum. Ho chiesto al Ministro se vi sia la connessione tra l’uso degli air-gun per le prospezioni geosismiche e lo spiaggiamento dei cetacei in Grecia”.

Jenny De Cicco

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No al petrolio, arriva un’interrogazione parlamentare


Presentata ieri l’interrogazione parlamentare per revocare i permessi per l’estrazione d’idrocarburi nell’Adriatico, l’intero mondo politico la firma, ora i parlamentari pugliesi puntano a coinvolgere l’Unione Europea.

“Il numero crescente di autorizzazioni che il Ministero dello Sviluppo sta rilasciando a compagnie multinazionali per realizzare piattaforme petrolifere nel mediterraneo – dichiara il deputato Pierfelice Zazzera – sta mettendo a rischio l’ecosistema dei nostri mari e l’economia di pesca.

Insieme a tutti i gruppi parlamentari e per primo firmatario Antonio Di Pietro, abbiamo presentato una mozione parlamentare che a breve sarà discussa alla Camera, con cui si chiede al governo di revocare le autorizzazioni concesse per l’installazione di piattaforme petrolifere e comunque di considerare vincolante il parere delle regioni nel procedimento autorizzativo. L’attività di prospezione in Adriatico da parte della società petrolifera londinese Northern Petroleum ha destato profondo allarme sociale tra i comuni interessati da anni impegnati nel rilancio turistico. C’è in Puglia in modo particolare una grande mobilitazione di società civile, partiti ed enti territoriali che insieme stanno tentando di fermare uno scempio senza precedenti.

Dobbiamo ascoltare la loro voce. La normativa vigente non prevede il coinvolgimento delle istituzioni locali e regionali per le autorizzazioni all’installazione di piattaforme petrolifere off-shore.

Abbiamo chiesto al governo di impegnarsi al fine di rendere vincolante il parere delle regioni interessate e bloccare con urgenza lo svolgimento di attività di ricerca ed estrazione attualmente in fase di svolgimento. Il 21 gennaio prossimo a Monopoli ci sarà una grande manifestazione regionale che vede coinvolta la Regione, i comuni pugliesi e i movimenti ambientalisti. E’ inaccettabile che si sacrifichino le nostre risorse come territorio e mare per il profitto del petrolio”.

Zazzera spiega che purtroppo questa mozione può influire esclusivamente sulle acque nazionali, mentre in acque internazionali dovrebbe intervenire l’Unione Europea poiché regolate dal diritto internazionale. Coinvolgere l’Ue per il parlamentare dipietrista è un tentativo che si deve fare.

Zazzera sulla propria pagina Facebook invita i naviganti alla manifestazione del 21 gennaio a Monopoli. Ma è l’intero mondo politico pugliese a condannare l’estrazione petrolifera nel Mediterraneo, così arriva appoggio anche dal consigliere Massimo Cassano del Pdl: “Saremo al fianco dell’onorevole Antonio Di Staso, uno dei nostri parlamentari tra i firmatari della mozione in merito alle ricerche petrolifere al largo delle coste di Monopoli. Una mozione che impegna il governo ad adottare le opportune iniziative volte ad annullare tutte le autorizzazioni in corso e a effettuare la moratoria per le trivellazioni nel Mediterraneo. Personalmente ritengo fondamentale la difesa delle prerogative della nostra Puglia.

E’ inaccettabile che si possano mettere a rischio le nostre risorse naturali per la ricerca di un profitto che, tra l’altro, avrebbe ben poche ricadute positive per la popolazione”.

Jenny De Cicco

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Attenzione ai furti di identità in Rete: anche Aurelio Gianfreda tra le vittime degli hacker


Facebook non è sicuro: la conferma arriva dal commissariato di Polizia postale di Lecce. La causa sarebbe il suo sovraffollamento: difatti “è più semplice rubare in un posto molto frequentato”, sottolineano gli esperti, “e per una mentalità criminale è più eccitante praticare in tali luoghi, anche se solo elettronici”. Non pochi sono stati i casi di furto d’identità in questi giorni, là dove insomma un burlone, dopo aver sottratto i profili ai legittimi proprietari, sostituisce le foto dei malcapitati con immagini hard.

Il 9 aprile è caduto vittima dello “zozzone elettronico” il rappresentante dell’IDV di Poggiardo Aurelio Gianfreda, il quale si è ritrovato spossessato dal suo account, utilizzato con foto alquanto scabrose. La vicenda è peraltro nota alle forze dell’ordine, perché Gianfreda ha regolarmente sporto denuncia contro ignoti per l’illegittimo utilizzo del suo profilo FB. Il 9 maggio, invece, è stato il turno di una ragazza di Lecce, V.F.: in questo caso, oltre alla sostituzione dell’avatar, il pirata informatico dalle scandalose fantasie ha creato anche un evento a tema, il cui titolo è meglio non citare, e ha sottratto i dati d’accesso alla casella di posta elettronica della ragazza, che si è limitata a segnalare il misfatto al centro di assistenza di Facebook, senza denunciare il tutto alle forze dell’ordine.

Insomma, nessuno può ritenersi al sicuro da questo tipo di furto, come di recente testimoniato in un’inchiesta approfondita della trasmissione “Report” di Milena Gabanelli; gli interessati, d’altronde, non commentano, anche se un amico della ragazza avverte: ”Tenete gli occhi bene aperti, perché se questo hacker è riuscito a violare il profilo di V., può farlo con chiunque altro”. D’altronde, dice ancora l’anonimo, “in fin dei conti è molto semplice trovare in Rete modi per sottrarre l’identità sui social network: basta fare una ricerca su Google”.

E allora ecco ciò che suggeriscono le Donne della Polizia di Stato sulla pagina di Facebook dedicata al problema (http://www.facebook.com/notes/le-donne-della-polizia-di-stato/prevenire-ed-affrontare-i-furti-didentit%C3%A0-importante-da-leggere-e-diffondere/10150154461650779).

Il furto d’identità è solo un problema per persone che forniscono informazioni online?

Potrebbe succedere di essere vittima del furto della propria identità senza aver mai usato il computer on-line. Dei malintenzionati potrebbero essere in grado di ottenere informazioni (numeri di carte di credito, numeri telefonici, account ed indirizzi), per esempio, rubando il vostro portafoglio, ascoltando una vostra conversazione telefonica, curiosando nella vostra immondizia (che è una pratica conosciuta come “dumpster diving”) o intercettando una ricevuta al ristorante dove c’è scritto il vostro account number . Un malintenzionato una volta in possesso di una determinata quantità d’informazioni, potrebbe impersonare la vittima per acquistare articoli on-line o per eseguire richieste di prestiti.

Internet è una vera fonte di informazioni personali. Molte società o istituzioni conservano informazioni circa i loro clienti in database installati in sistemi connessi ad internet non protetti adeguatamente. Sono molteplici i casi in cui dei malintenzionati sono riusciti a procurarsi l’accesso a database contenenti dati considerati sensibili, quali ad esempio i numeri delle carte di credito. Internet è anche il luogo più usato per vendere o scambiare informazioni di qualsiasi tipo, rendendo sempre più difficile per le istituzioni preposte il riconoscimento dei colpevoli.

Come vengono scelte le vittime?

Il furto d’identità è solitamente un “crimine d’opportunità”, in quanto un utente potrebbe diventare una inconsapevole vittima per il solo motivo che i propri dati personali non sono adeguatamente protetti. La ricerca e il commercio di dati personali fanno parte di un fenomeno in continua espansione.

Ci sono modi per evitare il furto di identità?

Sfortunatamente, non ci sono modi per garantire che un utente non risulti vittima del furto di identità. In ogni caso alcuni consigli potrebbero mitigare questo fenomeno:

  • Fornire i propri dati solo a società che hanno una buona
  • Utilizzare tutte le opzioni di sicurezza
  • Controllare le proprie policy di sicurezza
  • Prestare attenzione al tipo dei dati
  • Usare e mantenere aggiornati i propri programmi: personal firewall e antivirus
  • Controllare frequentemente il proprio conto corrente

Come capire se la propria identità è stata rubata?

Le società hanno differenti policy per notificare ai propri utenti quando si accorgono che qualcuno ha avuto accesso al proprio database. Si consiglia, comunque, di controllare frequentemente il proprio conto corrente. Quelli che seguono sono esempi di possibili differenze, che potrebbero indicare che qualcuno ha avuto accesso al vostro conto corrente.

Cosa fare se si sospetta di un furto di identità?

  1. Innanzitutto bloccare le carte di credito e tutti i conti correnti interessati.
  2. Contattare il dipartimento di sicurezza o antifrode.
  3. Dare seguito alla telefonata con una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.
  4. Modificare le password di tutti i conti on-line, a partire da quelli correlati a informazioni o istituti finanziari.

Jenny De Cicco

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