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Maglie: Sel approfondisce su Imu e Tarsu


Le tasse non sono qualcosa di piacevole per nessuno, ma a Maglie le polemiche non mancano e a volte sono supportate anche da qualcosa di più che un commento meramente politico. Il che in tempi di crisi non è certo un male: i magliesi, così come accade anche ad altri, si ritrovano a farsi i conti in tasca, scoprendoci forse molto poco. E a giugno si sono ritrovati a fare i conti con Imu e Tarsu.

È in quest’ottica che interviene il segretario di Sel Maria Teresa De Maggio con una nutrita e dettagliatissima nota alla stampa:

«Il mese di giugno 2012 per i cittadini magliesi sarà decisamente ricordato come uno dei più pesanti dal punto di vista degli impegni fiscali. Imu, tassa maledetta dai più, appuntamento con Irpef e addizionali da Unico o 730 e, visto l’incredibile tempismo della nostra amministrazione, bolletta della Tarsu (Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani), colpo di grazia soprattutto per i redditi medio-bassi che sono oramai al limite della povertà. Premesso che i magliesi si sono dimostrati impegnati e volenterosi nel mettere in atto una seria raccolta differenziata dei propri rifiuti domestici portando la città a risultati degni di nota, a oggi ciò non sembra affatto premiarli, tanto da chiedersi se il ciclo di tale sistema sia effettuato in maniera realmente corretta e efficiente, giacché, pur dovendo produrre un abbattimento di costi, in realtà non fa ricadere questo effetto sulle tasche dei cittadini. Prendiamo atto che ai risultati conseguiti dalla cittadinanza, infatti, non solo non è corrisposto alcun beneficio in termini economici ma, anzi, il cittadino magliese si è visto recapitare il nuovo avviso Tarsu caratterizzato da una serie di poco trasparenti elementi. Alcuni hanno ricevuto, come in verità già preventivato da un manifesto del sindaco, un’integrazione della Tarsu 2011, altri hanno riscontrato aumenti in percentuali differenti gli uni dagli altri. È doveroso, per il circolo Sinistra Ecologia e Libertà di Maglie, a questo punto, chiedersi, pur ammettendo (forzatamente) la necessità sia delle integrazioni 2011 e degli aumenti, per quale arcano motivo vi sia una disparità di situazioni nelle quali si riscontra che tali aumenti non sono applicati a tutti i contribuenti in egual misura e che le integrazioni 2011 non riguardano la totalità dei destinatari. Sicuramente un manifesto esplicativo relativo all’emissione dei nuovi avvisi e delle particolari casistiche sarebbe stato gradito da tutti i cittadini che oggi si interrogano sulle differenze e sugli aumenti. Come se tali anomalie non bastassero, appuriamo l’aggravante della scadenza. In un mese infausto come questo, il Comune ha sentito l’ impellente necessità di battere cassa e di fissare al 30 giugno la scadenza della Tarsu (suddivisa in sole 2 rate) aggravando ulteriormente la già complicata situazione del momento e mettendo a dura prova la pazienza dei cittadini che, immaginiamo, nella maggior parte dei casi rimanderanno i pagamenti al ricevimento della cartella confidando in un futuro migliore. Nel frattempo la giunta comunale, giusto per non farci mancar nulla, delibera l’aumento dal 7,6 al 9,6 per mille dell’aliquota Imu su seconde case e altri fabbricati senza ritoccare (si sperava al ribasso) l’ aliquota del 4 per mille sulla prima casa sfidando in maniera definitiva la soglia di sopportazione dei cittadini magliesi.»

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Antonio Giannuzzi interviene sull’Imu


A Maglie sono uscite le istruzioni per il calcolo dell’Imu e le quote del comune. Sul prontuario emesso sul sito amministrativo si legge: “Il valore catastale ottenuto va poi moltiplicato per l’aliquota base che è stata fissata nella norma nella misura seguente: aliquota base 7,6 per mille, abitazione principale e pertinenze 4 per mille, fabbricati rurali a uso strumentale 2 per mille”. Antonio Giannuzzi, capogruppo di Città Libera, a fronte di una quota che a molti magliesi è parsa alta, ha voluto scrivere in una nota i suoi commenti, che non sono di natura puramente economica, ma anche politica. “La notizia dell’aumento dell’Imu – scrive – non deve sorprendere, è la naturale conseguenza di una gestione finanziaria pesante, che da anni interessa il comune di Maglie. Lo sforamento del patto di Stabilità del 2009 e anche quello, ben più pesante, del 2011, oltre a una situazione di cassa, da più anni, al limite del consentito e più colte censurato dalla Corte dei Conti, non poteva, come previsto, sortire effetti diversi. La normalità, reclamata dal sindaco, si scontra con la realtà, sempre più densa di nubi. Così era normale sforare il patto di stabilità, era normale non pagare debiti maturati, era normale pagare interessi sempre maggiori sulle anticipazioni è normale,così, che anche l’Imu aumenti in una situazione pesante sia per i singoli che per le attività produttive. Non è vero che tutti i comuni stiano facendo altrettanto, ci sono comuni che hanno tolto l’Imu per la prima casa, altri che lo hanno ridotto fino al massimo consentito, noi invece lo aumentiamo fino al massimo consentito, è questa la normalità? O sarebbe stato normale, in questa condizioni, rinunciare al progetto del pattinodramo, del minigolf, dello skateboard e del bike sharing grazie ai quali stiamo pagando e pagheremo rate di mutui che pesano sulla gestione di questo comune, senza che per i cittadini ci sia stato o ci sarà alcun vantaggio?”.

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Tosap e Imu spiegate nell’incontro presso il Don Tonino Bello a Otranto


Imu, imposta municipale unica e Tosap nuovi termini, nuove tasse e mezzi di sostentamento per gli enti locali. Luciano Cariddi ribadisce la difficoltà legata ai tempi che corrono.
Spiegate le nuove imposte agli otrantini, tramite l’incontro pubblico presso il centro Don Tonino Bello dal sindaco Luciano Cariddi in persona, commercialista di professione, l’altro ieri a Otranto.
Il federalismo municipale ha lasciato solo i tagli ai contributi erariali e l’introduzione di nuove imposte, così l’Imu non sarà tanto unica come tassa per i cittadini, a dispetto del proprio nome. La maggiore possibilità promessa di autodeterminarsi nelle proprie scelte di politica economica per i comuni sembra essere svanita e gli enti sono costretti a fare i conti con le riduzioni dei contributi statali erogati, pari a circa due terzi rispetto agli importi degli anni precedenti.
Se a questi tagli aggiungiamo anche il danno prodotto dall’introduzione dell’Imu, che sostituisce l’Ici, allora far quadrare il bilancio di un comune diventa un’impresa impossibile, ma la promessa di togliere di mezzo l’ici è stata mantenuta, non ostante il prezzo da pagare sia stato elevato.
In ragione di ciò, riveduto il bilancio di previsione adottato nel marzo scorso, la giunta comunale sta cercando gli strumenti utili attraverso cui reperire le risorse necessarie per colmare il deficit causato dai minori introiti statali, comunicati in questi giorni come dati revisionali 2012.
La soluzione che si è previsto di adottare è quella di adeguare le tariffe della Tarsu per le diverse categorie d’immobili, con un incremento del 20% su tutte, tranne la categoria dei pubblici esercizi di somministrazione, che subirà l’incremento del 50%.
Misure che dovrebbero consentire il pareggio di bilancio senza dover variare in aumento le aliquote Imu stabilite dal governo. Dall’altro, ci si avvicinerà all’obiettivo, che sempre il governo centrale ha imposto, di coprire con il gettito derivante dalla Tarsu l’intero costo del servizio di smaltimento dei rifiuti, che per il Comune di Otranto ha subito una impennata e ha raggiunto quota 2milioni di Euro all’anno stotto gestione Ato/Lecce 2. “Viviamo tempi non certo facili – ha sottolineato Cariddi nel suo intervento – E siamo consapevoli dei necessari sacrifici da fare, però riteniamo che ancora una volta il maggior contributo venga chiesto a livello periferico e quindi agli ultimi della catena istituzionale, quali i comuni”.

Jenny De Cicco

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Lacrime e sangue, sacrifici ed equità, ecco le nuove parole d’ordine dell’era Mario Monti


Parole d’ordine che come una scure colpiscono la Puglia, che vede i propri contadini alle prese con l’aumento degli estimi catastali di oltre il 40% e la tassazione dei fabbricati rurali.

Le reazioni non tardano ad arrivare, infatti la regione tra i due mari ha fatto dell’agricoltura il settore trainante assieme al turismo, con varie iniziative di tutela del patrimonio rurale e la creazione del marchio Prodotti di Puglia con un registro dei propri prodotti igt e igp. “Il momento per il paese è drammatico e tutti sono chiamati a fare sacrifici e rimboccarsi le maniche, ma l’aumento spropositato degli estimi catastali rappresenta per larghissima parte degli agricoltori una pietra tombale”. E’ quanto affermato Giannicola De Leonardis, presidente della settima Commissione Affari Istituzionali della Regione Puglia, il quale ricorda che il comparto agricolo “da tempo è in una situazione di grave emergenza e le prospettive non appaiono le migliori, poiché l’annunciata riforma della Politica Agricola Comunitaria (PAC) determinerà una ulteriore diminuzione di contributi che pure hanno rappresentato e rappresentano una boccata d’ossigeno necessaria e indispensabile”.

Infatti è previsto l’aumento del 45% degli estimi, l’incremento della base imponibile ai fini imposta municipale unica, assieme alle nuove tasse sui fabbricati rurali, che comporteranno incrementi di tassazione dal 100% al 400%. Antonio Barile, presidente della Cia di Puglia, ha espresso parere contrario alla manovra, che comporterà esborsi di decine di milioni di euro per le imprese pugliesi, già in grande difficoltà. Anche Tommaso Battista, presidente della Copagri Puglia definisce l’aumento degli estimi una violazione dell’equità assicurata dal governo.

“Era lecito aspettarsi un atteggiamento ben diverso nei confronti dell’agricoltura – sottolinea De Leonardis – interventi in grado di supportarla e non definitivamente affossarla, favorendo multinazionali e realtà consolidate e mettendo in ginocchio piccoli produttori che non possono essere certamente additati come evasori e non possono pagare da soli le conseguenze della crisi. La Puglia rischia di pagare un dazio dai costi sociali altissimi le risorse preventivate attraverso l’aumento degli estimi catastali agricoli, insostenibile e gravoso al punto da lasciar presagire uno spopolamento delle campagne che non può aiutare certamente l’economia a risollevarsi.

A tal fine invito il valente assessore Dario Stefàno a farsi promotore, nel suo ruolo di coordinatore degli assessori regionali all’Agricoltura, di un’azione incisiva e immediata per illustrare la reale situazione del comparto”.

Jenny De Cicco

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