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Raccolta differenziati: commissariati 15 comuni salentini


46 comuni commissariati in Puglia per la raccolta differenziata, di cui 15 sono salentini. Per la precisione sono Campi Salentina, Castrì di Lecce, Leverano, Porto Cesareo, Salice Salentino, San Cesario di Lecce, Surbo, Minervino di Lecce, Ortelle, Otranto, Sanarica, Uggiano La Chiesa, Alliste, Castrignano del Capo, Melissano.
Questi comuni, non riescono a raggiungere la soglia del 15% di differenziata e non hanno presentato alcuna proposta di intervento per il potenziamento dei servizi dedicati a valere sui fondi Po Fesr 2007-2013.
Nei loro confronti la giunta regionale ha adottato, su proposta dell’assessore alle Politiche ambientali Lorenzo Nicastro, un provvedimento di nomina di commissari ad acta per gestire il settore rifiuti.
Lorenzo Nicastro spiega: “Nel 2010, con delibera di Giunta n. 2989 avevamo messo a disposizione dei comuni non capoluogo 23 milioni di euro per dare uno stimolo forte ai sistemi di raccolta nell’ottica di una differenziata spinta, all’interno di una serie di iniziative volte a migliorare il dato regionale. Con successivi provvedimenti abbiamo più volte riaperto i termini, registrando tuttavia l’inerzia di alcuni Comuni che non sono riusciti ad attingere alle risorse per concorrere proficuamente agli obiettivi regionali. Nonostante, l’esempio di nuove realtà virtuose come Rutigliano e San Severo, abbiano confermato che il risultato sia possibile e a portata di mano”.
Il recente provvedimento regionale è un ulteriore tentativo, parallelamente a una ulteriore deroga dei tempi per l’accesso ai fondi, di responsabilizzare gli enti locali e di avviare con loro una interlocuzione diretta individuando nei vertici delle loro strutture tecniche l’interfaccia per gli uffici regionali.
“Si tratta di un passaggio delicato – ha aggiunto l’assessore -, ce ne rendiamo conto, ma abbiamo inteso intraprendere questa via per facilitare i compito dei comuni, per snellire i passaggi e raggiungere più agilmente un obiettivo che fino ad ora non si è centrato: l’elaborazione di proposte per il potenziamento dei servizi di raccolta utili a elevare i dati medi di raccolta differenziata a livello regionale. Tenuto conto che il mancato accesso al finanziamento da parte dei Comuni potrebbe determinare un ostacolo per la Regione Puglia al raggiungimento degli obiettivi fissati dalla normativa comunitaria, nazionale e regionale”.

Jenny De Cicco

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Soddisfazione per le interrogazioni parlamentari sulle trivelle nell’Adriatico da parte di Nicastro


Lorenzo Nicastro, assessore regionale all’Ambiente, esprime viva soddisfazione per l’interrogazione parlamentare presentata per la moratoria anti estrazione petrolifera nell’Adriatico, mentre ieri Pierfelice Zazzera parlamentare pugliese dell’Idv ha presentato un’altra interrogazione sulle prospezioni in mare.

“Non posso che essere soddisfatto per la mozione parlamentare presentata dai gruppi in merito alla questione delle ricerche petrolifere in Adriatico: devo sottolineare l’importanza di questo passaggio condiviso da parlamentari di tutti gli schieramenti che hanno, in questa maniera, raccolto le istanze dei cittadini pugliesi e delle istituzioni locali e la loro volontà di potersi determinare su questioni di tale rilevanza”. A dichiararlo Lorenzo Nicastro apprendendo la notizia della presentazione della mozione parlamentare che vede come primo firmatario il deputato Antonio Di Pietro.

“Rispetto all’iter di due autorizzazioni alle prospezioni sismiche – quelle della Northern Petroleum – per le quali la nostra Regione non ha potuto esprimere il proprio parere che, in altre circostanze anche recentissime (vedi Spectrum e Petroceltic) è sempre stato negativo, questa presa di coscienza e volontà di responsabilizzarsi da parte della politica nazionale e dei parlamentari pugliesi in particolare era un passaggio necessario, sarei tentato di dire un percorso obbligato per addivenire ad una soluzione che non porti alla devastazione del nostro mare. Spero – conclude Nicastro – che questo primo segnale sia il primo passo per una inversione di rotta in merito alle politiche energetiche nazionali che, fino ad oggi, prediligendo le fonti fossili, hanno dato il via a processi di prospezione in acque, come il nostro Adriatico, che hanno tutt’atra vocazione e non hanno certamente bisogno di essere piantonate da portaerei diversamente armate”.

Così ieri è stata presentata una seconda interrogazione da parte del parlamentare pugliese Pierfelice Zazzera, Idv: “Ho presentato un’interrogazione parlamentare in merito allo spiaggiamento di tre esemplari di cetacei sulle coste della Grecia, avvenuto cinque giorni dopo le prospezioni geosismiche in mare adriatico di fronte alle nostre coste da parte della Northern Petroleum. Ho chiesto al Ministro se vi sia la connessione tra l’uso degli air-gun per le prospezioni geosismiche e lo spiaggiamento dei cetacei in Grecia”.

Jenny De Cicco

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Salvi gli ulivi secolari


Approvato all’unanimità dalla V commissione permanente, presieduta da Donato Pentassuglia, il disegno di legge di “Modifica e integrazione della legge regionale di tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia”, a firma dell’assessore all’Ambiente Lorenzo Nicastro. Prima del voto, il testo è stato integrato con un emendamento per il rilascio delle autorizzazioni agli espianti e spostamenti degli alberi. Questa modifica, avvenuta su proposta di legge avanzata dal vice-capogruppo Pdl Massimo Cassano, fissa a 90 giorni il termine entro cui la commissione competente deve fornire il parere richiesto dall’ente o dal privato per procedere all’espianto.

A seguito di questa approvazione il vice-capogruppo del PdL Massimo Cassano ha rilasciato una dichiarazione. “Con il via libera all’unanimità – afferma Cassano – da parte della V commissione Ambiente e Territorio, in linea con le necessità espresse dal presidente Donato Pentassuglia, alla mia proposta di Modifica e integrazione della legge regionale di tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia, finalmente è stata ristabilita quella necessaria equità tra i diritti dei cittadini e il dovere di salvaguardare il paesaggio e le caratteristiche naturali del nostro territorio.

Equità fondamentale affinché la tutela degli ulivi monumentali possa diventare un’opportunità e non un impedimento allo sviluppo economico, turistico e infrastrutturale ignorando legittime istanze di sviluppo del tessuto sociale.

Per questo non posso che ritenermi soddisfatto dopo il passaggio in Commissione di norme che hanno l’unico fine di migliorare l’efficienza dell’istruttoria e burocratizzare la tempistica delle procedure in materia, con il limite fissato a 90 giorni entro cui la commissione competente dovrà fornire il parere richiesto dall’ente o dal privato per procedere all’espianto e allo spostamento degli alberi. Tutti gli ulivi dovrebbero essere salvaguardati e non solo quindi quelli monumentali, ma in un’ottica che non soffochi di fatto le aspettative dei cittadini, che devono essere sempre poste nel gradino più alto dell’azione amministrativa”.

Alessandro Conte

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Trivelle nell’Adriatico? I politici pugliesi insorgono si muovono in modo diverso ma in maniera unanime per impedire le attività petrolifere


Il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna scrive al neominstro dell’Ambiente Corrado Clini, Salvatore Negro propone azioni alla Greenpeace, il senatore pugliese del Pd Salvatore Tomaselli incontra il Ministro Clini nella serata di ieri, per manifestare la preoccupazione sulle autorizzazioni a effettuare ricerche e indagini geofisiche propedeutiche alle attività di estrazioni petrolifere nel Mare Adriatico, dalle Tremiti al Salento.

Clini ha assicurato il senatore Tomaselli che affronterà il dossier e che, nel corso della prima audizione in Parlamento, prevista presso la commissione Ambiente del Senato per mercoledì prossimo alle 11, risponderà alla richiesta di bloccare le procedure.

La lettera di Onofrio Introna esprime i timori nei riguardi delle azioni della società Northern Petroleum che “ha dal Governo precedente le autorizzazioni per effettuare le prospezioni al largo del nostro mare, nonostante il diniego emesso dalle sentenze del Tar”. Frazionando la richiesta di Via in cinque tronconi, ha eluso la normativa e le sentenze del Tar che impongono una sola Via, per valutare l’impatto totale degli interventi. Introna invita il ministro Clini: “Venga in Puglia ad ammirare un mare senza trivelle e intanto sospenda i permessi”.

“Mi permetto di suggerirle di iscrivere nella sua già fitta agenda di lavori una visita in Puglia, che sogna un futuro senza mostri di ferro in mare – scrive augurando poi buon lavoro al neominisrro Clini – La vicenda è nota al ministro, considerata la continuità da venti anni ai vertici amministrativi del Dicastero – ma ricordo ugualmente a Clini il no di tutto il territorio e dell’intero consiglio regionale alle prospezioni petrolifere in Adriatico, il parere negativo della Regione Puglia e di tutti gli enti e soggetti interessati, la proposta di legge alle Camere approvata il 20 luglio all’unanimità da questa Assemblea e aperta a tutte le Regioni adriatiche, per il divieto di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi in mare”.

Si aggiunge all’appello di Introna la nota di Salvatore Negro, Udc, che annuncia azioni concrete, con metodi alla Greenpeace.

“Nessuno tocchi il mare di Puglia. Noleggeremo una nave per bloccare qualsiasi tentativo di trivellazione al largo delle nostre coste. Come Udc facciamo nostra l’iniziativa, già lanciata a settembre dal presidente della Provincia di Brindisi, Massimo Ferrarese, di salpare con una nave per impedire che le trivelle della Northern Petroleum e di qualsiasi altra compagnia petrolifera si avvicinino alle coste pugliesi. Allo stesso tempo aderiamo all’invito dell’assessore regionale Lorenzo Nicastro e siamo pronti a partecipare a qualsiasi iniziativa di democratica protesta pur di scongiurare questo attentato alla bellezza del nostro mare e alla economia della Puglia che soprattutto grazie alle bellezze naturali, paesaggistiche ed architettoniche ha visto incrementare i flussi turistici sul proprio territorio negli ultimi decenni”.

Jenny De Cicco

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Ricerche di petrolio in mare: l’assessore regionale all’Ambiente Lorenzo Nicastro chiede chiarezza al governo. Sostegno di Pd e Udc


“Bene ha fatto l’assessore Nicastro a inviare un’altra lettera ai ministeri di Ambiente e Sviluppo Economico sulle prospezioni geosismiche al largo della costa tra Monopoli e Brindisi. Facciamo sentire la voce dei pugliesi”. A sostenerlo in una nota è Peppino Longo, consigliere regionale dell’Udc, dopo che l’assessore regionale all’Ambiente Lorenzo Nicastro ha scritto alla direzione generale per la salvaguardia ambientale per chiedere la sospensione delle autorizzazioni con annullamento degli atti e un riavvio delle istruttorie tecniche. “La Northern Petroleum – prosegue Longo – ha voluto scavalcare la Puglia evitando, di fatto, che i tecnici della Regione avessero la possibilità di valutare eventuali impatti sull’ambiente. Gli air gun che verranno utilizzati, al contrario di quello che si affrettano ad affermare i cercatori di oro nero inevitabilmente danneggeranno i nostri mari e io condivido appieno le proccupazioni delle nostre marinerie. Dobbiamo fare la voce grossa e cercare di bloccare queste operazioni che potrebbero assestare un brutto colpo al settore pesca ed all’industria del turismo”.

Dello stesso avviso è Antonio Decaro, capogruppo del Partito Democratico alla Regione Puglia. ”Il dissenso che saranno in grado di esprimere i pugliesi – dichiara Decaro – contro chi vuole distruggere il nostro futuro per il proprio scellerato profitto, sprigionerà più energia di tutte le trivelle che i signori dell’oro nero potranno mai usare contro il nostro territorio”. Inoltre, Decaro, precisa di essere ”d’accordo con l’iniziativa dell’assessore Nicastro di scrivere ai ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico per chiedere una sospensione delle procedure con cui, senza chiedere la valutazione di impatto ambientale alla Puglia, il governo ha autorizzato la Northern Petroleum alle prospezioni geosismiche al largo delle coste pugliesi’.

Tuttavia pur se nessuno ce l’ha chiesto, vogliamo garantire lo stesso che l’opposizione dei cittadini pugliesi alla minaccia di distruzione del nostro mare sarà pari alla violenza che vogliono usare al nostro ambiente: l’unica via che concederemo loro, sarà quella del ritorno da dove sono venuti”.

Alessandro Conte

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Regione Puglia: riunita la V Commissione. Tutela ulivi monumentali e regolamento scarichi acque reflue i temi trattati


Ieri si è riunita la V commissione permanente presieduta da Donato Pentassuglia del Partito democratico. Si è discusso il disegno di legge di “Modifica e integrazione della legge regionale di tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia” illustrato dell’assessore all’Ambiente Lorenzo Nicastro. Il ddl prevede al comma 1 dell’articolo 3 di integrare la commissione tecnica con un rappresentante dell’amministrazione del comune in cui ricade la richiesta proposta, mentre al comma 1 della’articolo 13 semplifica la norma che consente le opere di miglioramento dei terreni, fermo restando il divieto di danneggiare le piante già esistenti. Per quanto riguarda invece il censimento delle piante, l’articolo 15, estende il divieto di abbattere, danneggiare, espiantare gli ulivi monumentali a tutti gli alberi presenti sul territorio regionale fino alla data di pubblicazione definitiva dell’elenco regionale, togliendo così il termine del 31 dicembre 2011. Tra le proposte di modifica della legge regionale avanzate, la più rilevante è quella del consigliere Massimo Cassano del Pdl con la quale si velocizza l’iter burocratico per le autorizzazioni agli espianti e spostamenti delle piante. Il consigliere Cassano ha proposto di fissare a 60 giorni il termine entro cui la commissione competente deve fornire il parere richiesto dall’ente o dal privato, scaduto il quale i soggetti richiedenti possono procedere allo spostamento e reimpianto degli alberi all’interno della stessa proprietà, rispettando l’articolo 12 della legge regionale di riferimento. Una proposta non condivisa a pieno da Michele Losappio di Sel, che pur concordando sulla necessità di stabilire un limite temporale per lo svolgimento dei lavori della commissione valutatrice, si è detto contrario alla seconda parte della proposta di Cassano, che “configurerebbe una forma di silenzio-assenso, non consentita dalla legge”. Il presidente Pentassuglia quindi ha proposto di stralciare la parte finale e di rinviare la discussione per un approfondimento dal punto di vista della tutela paesaggistica con l’interveto dell’assessore Angela Barbanente. Altro punto all’ordine del giorno il regolamento regionale per la “Disciplina degli scarichi di acque reflue domestiche” approvato dalla commissione con l’astensione del Pdl.

In una nota il consigliere regionale Pdl Massimo Cassano ha voluto spiegare le sue ragioni. “La tutela degli ulivi monumentali è un obbligo – dichiara Cassano – ma deve essere anche un’opportunità e non un impedimento allo sviluppo economico, turistico e infrastrutturale ignorando, anzi colpendo diritti acquisiti e inviolabili dei cittadini e legittime istanze di sviluppo del tessuto sociale. Per questo ho proposto una modifica della legge 14/07 a tutela degli ulivi monumentali e secolari. E per questo non posso che ritenermi soddisfatto dopo l’audizione davanti alla V Commissione Ambiente e Territorio, in linea con le necessità espresse dal presidente Donato Pentassuglia, per velocizzare l’iter di quelle norme che hanno l’unico fine di migliorare l’efficienza dell’istruttoria e sburocratizzare la tempistica delle procedure in materia. Partendo da un presupposto di base comune con le ragioni espresse dal capogruppo di Sel, Michele Losappio: in Puglia ci sono 60 milioni di ulivi, di questi 5 milioni sono delle vere opere d’arte della natura e si tratta di monumenti che devono essere salvaguardati. Tutti gli ulivi dovrebbero essere salvaguardati, ma in un’ottica che non impedisca di fatto la modernizzazione del territorio e le aspettative dei cittadini, che devono essere sempre poste nel gradino più alto dell’azione amministrativa e che invece rischiano di restare intrappolate negli ingranaggi di una anacronistica macchina burocratica e ideologica. Quindi nessuna volontà di cercare o in qualche modo favorire escamotage per aggirare la legge, ma la necessità di rendere snelli e quindi ancora più efficaci alcuni aspetti della normativa stessa, come del resto avviene da tempo in quelle Regioni italiane in cui le politiche ecosostenibili sono realtà consolidata, agendo nella duplice ottica della tutela del paesaggio e del rispetto dei diritti acquisiti della popolazione”.

Alessandro Conte

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Northern Petroleum, no della Regione ai trivellamenti nel Basso Adriatico. Otranto ringrazia


E’ arrivato nella mattinata di oggi il coro dei no della conferenza di servizi convocata presso la sede regionale dell’assessorato all’Ambiente a seguito della richiesta della multinazionale inglese Northern Petroleum di poter effettuare ricerche di idrocarburi off shore. Sette le richieste presentate dalla compagnia petrolifera per un progetto unitario che interessa il tratto marino pugliese da Bari al Canale d’Otranto, il primo di una serie di interventi per trovare il greggio entro le 15 miglia dalla costa e installare tre piattaforme di estrazione. Presenti in conferenza dei servizi l’assessore regionale all’ambiente Lorenzo Nicastro, gli amministratori interessati – tra cui il sindaco di Otranto Luciano Cariddi, il responsabile Ambiente e demanio della Capitaneria di porto di Bari Alessandro Cortesi, il dirigente dell’area per la Tutela e sicurezza ambientale Antonello Antonicelli , la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici: “Abbiamo voluto essere confortati dal parere di tutti gli interessati”, spiega l’assessore Nicastro, “che si sono tutti espressi negativamente al riguardo, sia per iscritto che a voce. Vedremo se il ministero per l’Ambiente vorrà ugualmente rilasciare questo permesso, ignorando il rilevantissimo impatto ambientale che in un corridoio di mare come l’Adriatico avrebbero le piattaforme petrolifere off shore e l’attività di desolforazione necessaria per l’elevato tenore di zolfo degli idrocarburi adriatici”. La ricerca della Northern Petroleum, stando alla nota diffusa dalla Regione Puglia, valuterebbe inoltre il rischio sismico, ma non i pericoli dell’attività di “prospezione, ricerca e coltivazione” del petrolio pugliese, molto pregiato (definito “amaro”), e del lungo processo di raffinazione: un rischio insomma per la pesca e per l’ambiente marino, un pericolo per il possibile rinvenimento di ordigni bellici inesplosi o di fughe di zolfo, oltre che di violazione dei vincoli protezionistici europei sulle colonie di Poseidonia e Coralligeno bianco. Ed infatti la conferenza dei servizi non si è sentita di affrontare questi rischi e ha bocciato il progetto; al coro dei no, poi, si affianca anche quello del sindaco di Otranto Luciano Cariddi: “Siamo molto preoccupati per questa richiesta, visto che la Puglia tutta e la città di Otranto sono connotate da una forte vocazione turistica. Inoltre per le caratteristiche del bacino mediterraneo, che è un mare chiuso e ha una bassa capacità di rinnovo delle acque”, conclude il sindaco, “è notevole il rischio di disastri ambientali qualora si dovesse verificare un incidente”. La parola passa quindi al ministero per l’Ambiente.

Salvo Sammartino

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