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Bandiere Blu e petrolio nero


Bandiere Blu Legambiente in Puglia e richieste di estrazioni petrolifere.
“Più aumentano le Bandiere Blu, più fameliche diventano le società petrolifere”: è quanto riferisce in questi giorni il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna, che chiede un incontro al ministro dell’Ambiente Corrado Clini, per “acquisire dettagli ufficiali sul numero e sul contenuto delle autorizzazioni che interessano le nostre acque”.
Il presidente dell’assemblea pugliese si fa portavoce dell’allarme suscitato da recenti notizie e chiede se rispondano al vero. Sono quelle relative al nuovo nulla osta all’ampliamento delle prospezioni geofisiche 3D lungo le coste pugliesi dell’Adriatico, chiesto e ottenuto dalla Northern Petroleum al Ministero dello Sviluppo Economico, per altri 600 chilometri quadrati, portando l’area marittima interessata a un totale di 1.200 chilometri quadrati.
“Ministri tecnici debbano tenere conto delle posizioni delle Regioni e degli enti locali” Introna si appella alla “sensibilità istituzionale” del responsabile del dicastero dell’Ambiente per ottenere un “momento di confronto” dopo le richieste di fissare una data utile per il convegno internazionale e interregionale sull’Adriatico europeo. In occasione di Mediterre, a Bari, i primi di febbraio, Clini aveva dato l’assenso a partecipare all’appuntamento che la Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali aveva in progetto di organizzare a Trieste.
“L’incontro col ministro servirà a sottolineare la stridente contraddizione della politica ambientale del Paese, che da un lato celebra i successi territoriali certificati dalle prestigiose Bandiere Blu, dall’altro autorizza campagne di ricerca che preludono a programmi di sfruttamento degli idrocarburi nella piattaforma marina prospiciente le stesse coste premiate per la qualità delle acque. Due linee incoerenti tra loro e inconciliabili, per una Puglia che con orgoglio vanta quest’anno la decima Bandiera Blu da issare su altre tre spiagge del proprio straordinario litorale.
Significativamente, la città che si è aggiunta aggiunge alle nove località pugliesi confermate è proprio quella Monopoli nella quale il 21 gennaio si è svolto un corteo pacifico ed entusiasta a favore dell’ ambiente e contro ogni ipotesi di aggressione dell’Adriatico, il cui ecosistema rappresenta un’insostituibile risorsa imprenditoriale per le comunità rivierasche”.

Jenny De Cicco

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In 10 mila per dire no al petrolio


Si è svolta la manifestazione di Monopoli del 21 gennaio, organizzata dal comitato “No petrolio, sì energie rinnovabili”. Una marea gialla, il corteo di diecimila persone che a Monopoli ha detto no alle trivelle nell’Adriatico e sfilando ha fatto fare un passo in dietro sulle liberalizzazioni petrolifere previste nella manovra finanziaria Cresci Italia. La folla si è riunita alle 9 e alla partenza è stata preceduta dai Gonfaloni delle Regioni Puglia e Abruzzo, rappresentata dal capogruppo regionale di Rifondazione Maurizio Acerbo.
Il serpentone è confluito in piazza Vittorio Emanuele dove ha festeggiato, alla presenza di  Antonio Stornaiolo, i musicisti baresi “I maltesi”, padre Alex Zanotelli in vivavoce per la difesa dell’acqua pubblica e Giobbe Covatta, che ha ironizzato a suo modo sul tema delle trivellazioni. Ha allietato la folla anche la cantante Erica Mou.
Presenti anche Bonelli dei Verdi e Debora Serracchiani del Pd.
Tutti presenti i politici pugliesi, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e il capogruppo Pdl Rocco Palese e gli assessori regionali Fabiano Amati, Silvia Godelli, Nicola Fratoianni.
Il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna ha ringraziato tutti, parlando a nome dell’assemblea pugliese, riunita in un coro unanime, Introna ha sottolineato il “grande messaggio lanciato a tutto il Paese da una mobilitazione. Dobbiamo continuare a batterci, perché i pericoli non sono stati superati con la decisione del governo nazionale di sospendere norme meno restrittive sulle coltivazioni di petrolio e gas in mare. Bruxelles deve garantire a milioni di cittadini sui mari del Mediterraneo europeo di poter contare su un ambiente marino al sicuro da torri, pozzi e chiazze di sostanze inquinanti”.
Al termine della manifestazione Vendola ha sottolineato la migliore espressione della cittadinanza territoriale, che “sta aiutando l’Italia a emanciparsi da un vecchio modello di crescita economica che uccide l’ambiente”.
Legambiente attraverso Stefano Ciafani e Francesco Tarantini, fa notare che “se estraessimo gli 11 milioni di tonnellate di riserve petrolifere stimate nei fondali marini del nostro Paese, li esauriremmo in soli 55 giorni. Le trivellazioni non servono a ridurre i costi delle bollette”.
Il capogruppo Udc regionale, Salvatore Negro, ha evidenziato il pericolo derivante dall’estrazione per Otranto: “I progetti delle compagnie petrolifere sono in contrasto con quelli di valorizzazione e di sviluppo della nostra regione”.
Soddisfazione a nome del comitato “No Petrolio, Sì Energie Rinnovabili”, promotore della manifestazione dalla coordinatrice Silvia Russo.
L’assessore all’ambiente regionale Lorenzo Nicastro esprime soddisfazione per la riuscita della manifestazione, ma si dice preoccupato per notizie nazionali. Non verrebbe rispettato il diritto all’autodeterminazione della Puglia, che “si oppone, non solo con la piazza ma anche con atti amministrativi.
Vogliamo vederci chiaro: abbiamo accolto con favore, qualche giorno fa, le rassicurazioni del ministro Clini sulla distanza minima delle trivellazioni dalle coste e dalle aree protette. Avevamo ritenuto un fatto positivo la dichiarazione secondo cui al centro degli obiettivi del governo ci fosse la tutela dell’ambiente. Eppure apprendiamo dalla stampa nazionale pessime notizie. In particolare si discuterebbe di modifiche al decreto legislativo 152/2006 che rischierebbero un vuoto normativo pericoloso in una materia delicata come questa”.

Jenny De Cicco

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Manifestazione di Monopoli, la politica aderisce al di là delle bandiere


Fronte compatto della politica della regione che si prepara alla manifestazione del comitato “No Petrolio” di Monopoli il prossimo 21 gennaio. Nell’eventualità non dovesse essere sufficiente al cambio di rotta c’è chi, come il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna, propone una petizione comunitaria per impedire l’estrazione d’idrocarburi nell’Adriatico.

Adesione di tutti i gruppi politici presenti in Regione, dei rappresentanti pugliesi in parlamento e probabile presenza del leader dell’Idv Antonio Di Pietro.

Durante la conferenza stampa di presentazione della manifestazione del 16 gennaio, Nichi Vendola ha sottolineato il ruolo della Puglia come ”la prima produttrice d’energia rinnovabile d’Italia. Per noi il petrolio è il mare. Cercare il petrolio nel mare significa invece rischiare di distruggere quel tesoro che già abbiamo. Noi metteremo insieme tutto il potere istituzionale delle comunità, faremo tutti i passi che si potranno fare sul piano giuridico, diremo tutto ciò che si può esprimere sul piano politico per fare una grande rivolta, un grande momento di disobbedienza civile”.

L’iniziativa, promossa dal comitato “No petrolio” di Monopoli vede coinvolte anche province, amministrazioni comunali e associazioni.

Il presidente del consiglio Onofrio Introna ha sottolineato l’importanza della manifestazione, che rappresenta “un ulteriore passo in avanti nella battaglia per la salvaguardia dell’ecosistema e che si colloca nel solco della politica ambientale della Regione. Un modo per sollecitare il governo nazionale e il parlamento europeo ad approvare una legge contro lo sfruttamento delle risorse nell’ Adriatico”.

“A difesa non di un’idea, ma di un diritto”, si è schierato il capogruppo Pdl Rocco Palese, “pronto a scendere in piazza non solo a Monopoli, ma ovunque serva”.

A concludere l’incontro l’assessore regionale all’Ambiente Lorenzo Nicastro, che ha puntato il dito contro le scelte di politiche energetica del governo nazionale,”dietro le quali si nascondono interessi economici e tentativi di controllo sul nostro territorio da parte delle multinazionali del petrolio che è necessario scongiurare”. Al termine della conferenza stampa il capogruppo dell’Idv regionale Orazio Schiavone ha dichiarato: “Quanto i governi nazionali hanno fatto negli ultimi anni rispecchia una forte influenza delle multinazionali. La Puglia ha un ruolo pionieristico nel settore delle rinnovabili e per questo può diventare la testa di ponte per orientare diversamente le linee energetiche nazionali. Il gruppo consiliare dell’ Idv, come pure il presidente nazionale Antonio Di Pietro, aderisce alla manifestazione del prossimo 21 gennaio, ritenendola una occasione fondamentale per il popolo pugliese e per l’Adriatico”.

Il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna intanto propone una raccolta firme per dire no alle piattaforme petrolifere nelle acque italiane a livello europeo, se non si dovesse pervenire in tempi brevi ad una moratoria per le prospezioni nel Mediterraneo, sarà necessaria una grande petizione popolare all’Unione Europea contro il petrolio in mare. L’obiettivo è la raccolta di un milione di firme che servono per sostenere un’iniziativa popolare davanti alle autorità comunitarie, non sarà difficile ottenere la più ampia adesione al documento da inviare alla Commissione Europea e al Commissario europeo all’Ambiente, perché prendano atto della volontà univoca, effettiva, di tutti i pugliesi e di tutti gli italiani, di difendere l’ambiente e scegliere un futuro di bandiere blu e di mare pulito”.

Jenny De Cicco

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Manifestazione di Monopoli, al via la conferenza stampa


La manifestazione per fermare le trivellazioni nell’Adriatico, prevista il 21 gennaio a Monopoli, verrà presentata lunedì 16 gennaio, alle 11 nella sala Guaccero, presso il palazzo consiliare in via Capruzzi a Bari.
Verranno spiegate le modalità della manifestazione dai presidenti della Regione e del Consiglio regionale, Nichi Vendola e Onofrio Introna tramite una conferenza stampa.
Interverrà l’assessore regionale all’ambiente Lorenzo Nicastro e sono stati invitati i componenti dell’ufficio di presidenza dell’assemblea, i presidenti dei gruppi consiliari, i parlamentari pugliesi, il presidente della Provincia di Bari, i sindaci di Bari Michele Emiliano, di Monopoli Emilio Romani e i rappresentanti di Legambiente, Wwf, dei movimenti e associazioni di tutta la regione che aderiscono alla mobilitazione.
Istituzioni regionali e locali, forze politiche e sociali e cittadini di ogni età saranno in piazza a Monopoli per mostrare il volto di una Puglia unita senza distinzioni a difesa dell’ambiente e del territorio.
Il consigliere regionale Giuseppe Longo Udc ha rimarcato i rischi che la Puglia sta corre in questi periodi: “Rischio di trivelle nei nostri mari, megaparchi fotovoltaici o eolici in zone di pregio e che deturpano il paesaggio: adesso è giunto il momento di dire un grande no. La Regione non deve mai ritirare la mano che ha teso ai comuni e camminare, ora più che mai, al loro fianco per tutelare il territorio.
Il nostro territorio attira gli interessi dei tanti che, con la scusa delle energie pulite, corrono il rischio di danneggiarlo irreparabilmente. Adesso basta. Intanto si avvicina la data della manifestazione contro le trivelle nell’Adriatico. Un appuntamento importante, da non mancare e che servirà a far sentire a Roma la nostra voce contraria”.
Da Monopoli è partito in questi giorni il messaggio del sindaco Emilio Romani alla cittadinanza, al fine di promuovere la manifestazione pubblica, di dimensioni regionali, del 21 Gennaio 2012 a Monopoli.
“Le associazioni di Monopoli, insieme alle istituzioni locali e regionali, ai sindacati, alle imprese, alle forze politiche, alla società civile e a ogni singolo cittadino pugliese, sono invitati a dare vita ad un’ imponente manifestazione che richiami l’attenzione dei media nazionali. La manifestazione avrà inizio alle ore 9 in piazza Vittorio Emanuele per seguire un percorso che interesserà via Polignani, via Cadorna, largo Portavecchia, via Papacenere, via San Vito, lungomare Santa Maria, largo Castello, via Comes, via Porto, piazza Garibaldi, via Cristoforo Colombo, cala Fontanelle, largo Fontanelle, via Pintor Mameli, via Magenta, via Barone Ghezzi, corso Umberto, per concludersi nuovamente in piazza Vittorio Emanuele.
La città di Monopoli, sede del comitato “No petrolio, sì energie rinnovabili”, ispiratore dell’iniziativa, che ha già ospitato una riuscita manifestazione nel 2010 sullo stesso tema, è stata confermata dalla Regione Puglia, quale luogo per la prossima  manifestazione, ruolo che certamente saprà svolgere con lo spirito di accoglienza che da sempre la caratterizza.
Al fine di fornire  informazioni ai forestieri, per chi arriva da fuori città, è stato  consigliato l’ingresso nord di Monopoli dalla Ss 16, ed è stata  individuata un’area di parcheggio per autobus e auto come indicato  nella mappa disponibile sulla rete civica.

Jenny De Cicco

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Adesioni di Sel e Ppv alla manifestazione di Monopoli contro le trivelle


Sostegno da Sel e Ppv nella manifestazione del 21 gennaio prossimo di Monopoli, contro le trivelle nell’Adriatico.

Esprimono con una nota congiunta dei presidenti dei gruppi consiliari de La Puglia per Vendola, Angelo Disabato, e di Sinistra Ecologia e Libertà, Michele Losappio, il sostegno alla prossima manifestazione.

“La Puglia per Vendola e Sinistra Ecologia e Libertà sabato 21 gennaio 2012 sosterranno la Piazza di Monopoli contro le trivellazioni petrolifere nell’Adriatico. Dalla Puglia prenderà il via una grande mobilitazione in cui le regioni italiane costiere, cittadini sindacati, imprese, professionisti faranno sentire forte il proprio dissenso.

L’auspicio è che la politica tutta sia coesa nella consapevolezza dei disastri ambientali con gravi ripercussioni sulla salute degli esseri umani che le attività di ricerca di idrocarburi in mare possono procurare.

In Puglia, dal Salento al Gargano, il precedente governo nazionale ha autorizzato la ricerca di idrocarburi. Ci opporremo con forza a questi segnali inequivocabili provenienti dal governo nazionale e dall’Europa che non hanno alcuna intenzione di fermare queste operazioni di ricerca.

La Puglia per Vendola e Sinistra Ecologia e Libertà a Monopoli rinnoveranno il loro no alle trivellazioni petrolifere nell’Adriatico, auspicando che vi sia una serrata opposizione di tutti i nostri parlamentari italiani ed europei nei confronti delle operazioni offshore, in totale contrasto con la vocazione del nostro territorio, rivolta a uno sviluppo economico, turistico e rurale in armonia con il paesaggio, sicura ricchezza per la nostra Regione”.

Ecco dunque l’ennesima adesione alla manifestazione che conta ormai sostegno da qualsiasi parte e partito politico presente in Puglia e che vuole coinvolgere tutte le regioni adriatiche d’Italia e anche i territori balcanici, puntando sulla sensibilità, in parte dovuta al recente disastro delle coste australiane e l’insostenibilità ecologica ed economica degli idrocarburi come fonte energetica primaria della società italiana.

Jenny De Cicco

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No al petrolio, arriva un’interrogazione parlamentare


Presentata ieri l’interrogazione parlamentare per revocare i permessi per l’estrazione d’idrocarburi nell’Adriatico, l’intero mondo politico la firma, ora i parlamentari pugliesi puntano a coinvolgere l’Unione Europea.

“Il numero crescente di autorizzazioni che il Ministero dello Sviluppo sta rilasciando a compagnie multinazionali per realizzare piattaforme petrolifere nel mediterraneo – dichiara il deputato Pierfelice Zazzera – sta mettendo a rischio l’ecosistema dei nostri mari e l’economia di pesca.

Insieme a tutti i gruppi parlamentari e per primo firmatario Antonio Di Pietro, abbiamo presentato una mozione parlamentare che a breve sarà discussa alla Camera, con cui si chiede al governo di revocare le autorizzazioni concesse per l’installazione di piattaforme petrolifere e comunque di considerare vincolante il parere delle regioni nel procedimento autorizzativo. L’attività di prospezione in Adriatico da parte della società petrolifera londinese Northern Petroleum ha destato profondo allarme sociale tra i comuni interessati da anni impegnati nel rilancio turistico. C’è in Puglia in modo particolare una grande mobilitazione di società civile, partiti ed enti territoriali che insieme stanno tentando di fermare uno scempio senza precedenti.

Dobbiamo ascoltare la loro voce. La normativa vigente non prevede il coinvolgimento delle istituzioni locali e regionali per le autorizzazioni all’installazione di piattaforme petrolifere off-shore.

Abbiamo chiesto al governo di impegnarsi al fine di rendere vincolante il parere delle regioni interessate e bloccare con urgenza lo svolgimento di attività di ricerca ed estrazione attualmente in fase di svolgimento. Il 21 gennaio prossimo a Monopoli ci sarà una grande manifestazione regionale che vede coinvolta la Regione, i comuni pugliesi e i movimenti ambientalisti. E’ inaccettabile che si sacrifichino le nostre risorse come territorio e mare per il profitto del petrolio”.

Zazzera spiega che purtroppo questa mozione può influire esclusivamente sulle acque nazionali, mentre in acque internazionali dovrebbe intervenire l’Unione Europea poiché regolate dal diritto internazionale. Coinvolgere l’Ue per il parlamentare dipietrista è un tentativo che si deve fare.

Zazzera sulla propria pagina Facebook invita i naviganti alla manifestazione del 21 gennaio a Monopoli. Ma è l’intero mondo politico pugliese a condannare l’estrazione petrolifera nel Mediterraneo, così arriva appoggio anche dal consigliere Massimo Cassano del Pdl: “Saremo al fianco dell’onorevole Antonio Di Staso, uno dei nostri parlamentari tra i firmatari della mozione in merito alle ricerche petrolifere al largo delle coste di Monopoli. Una mozione che impegna il governo ad adottare le opportune iniziative volte ad annullare tutte le autorizzazioni in corso e a effettuare la moratoria per le trivellazioni nel Mediterraneo. Personalmente ritengo fondamentale la difesa delle prerogative della nostra Puglia.

E’ inaccettabile che si possano mettere a rischio le nostre risorse naturali per la ricerca di un profitto che, tra l’altro, avrebbe ben poche ricadute positive per la popolazione”.

Jenny De Cicco

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Contro le trivelle adesioni dal mondo politico e dal comitato di Tutela per Porto Miggiano


La Puglia è una regione che tiene alle sue ricchezze e le difende, la natura e le verdi acque cristalline sono le sue risorse.

Il caso trivelle nell’Adriatico è nato a seguito della denuncia di un membro del comitato di Tutela per Porto Miggiano, che appoggia ed è referente per il Salento del movimento “No Petrolio, Sì Energie Rinnovabili” organizzatore della manifestazione per contrastare l’estrazione di idrocarburi nel mare di Puglia, prevista il 21 gennaio prossimo a Monopoli.

Il comitato appoggia e in una riunione – il 28 dicembre – deciderà la partecipazione alla manifestazione. Sostegno anche dal mondo politico con una nota congiunta dei capigruppo de La Puglia per Vendola, Angelo Disabato e di Sel, Michele Losappio, in cui si fa un appello al mondo della politica, per una partecipazione numerosa.

“Dalla Puglia – scrivono i politici pugliesi – prenderà il via una grande mobilitazione delle regioni italiane costiere, cittadini, sindacati, imprese e professionisti contro le trivellazioni petrolifere nell’Adriatico: ma non basta, è necessario che la politica continui a far sentire forte il proprio dissenso. La politica tutta deve essere coesa e consapevole dei disastri ambientali con gravi ripercussioni sulla salute degli esseri umani che le attività di ricerca di idrocarburi in mare possono procurare. Ora la discussione sulla sicurezza delle attività offshore è sul tavolo del parlamento europeo mentre in Puglia, dal Salento al Gargano, il precedente governo nazionale ha autorizzato la ricerca di idrocarburi. Ci opporremo con forza a questi segnali inequivocabili provenienti dal governo nazionale e dall’Europa che non hanno alcuna intenzione di fermare queste operazioni di ricerca. Pertanto, La Puglia per Vendola e Sinistra Ecologia e Libertà sabato 21 gennaio 2012 sosterranno la piazza di Monopoli auspicando che si mobiliti una serrata opposizione di tutti i nostri parlamentari italiani ed europei contro con le operazioni offshore, in totale dicotomia con la vocazione del nostro territorio, rivolta a uno sviluppo economico, turistico e rurale in armonia con il paesaggio, sicura ricchezza per la nostra regione”.

Intanto il gruppo di Tutela, che è il referente del comitato No Petrolio di Monopoli, parlerà dell’estrazione d’idrocarburi il 28 dicembre a Martano presso la sala Woijtila, alle 18,30, e della costituzione legale del Comitato per permettere l’intervento in battaglie legali.

“A distanza di cinque mesi dalla prima manifestazione dicono dal comitato – il sit in del 30 luglio sotto la torre, il comitato di Tutela per Porto Miggiano è diventato un movimento conosciuto in tutta la regione, che conta migliaia di sostenitori in tutta Italia. Il gruppo ha ricevuto sostegno di artisti – celebre l’apparizione dei Sud Sound System con la maglietta del Comitato durante l’ultima Notte della Taranta – e di personalità che hanno permesso d’allargare i confini della protesta contro la cementificazione a Porto Miggiano, migliaia di persone hanno firmato la petizione all’assessore Barbanente”.

Jenny De Cicco

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Trivellazioni in Adriatico, pochi giorni e si parte. Ma gli ambientalisti non mollano


Al via le trivellazioni sulla costa adriatica. Il conto alla rovescia sembra volgere al termine, e a nulla sono valse le tante mobilitazioni ambientaliste: ancora pochi giorni e si darà il via alle trivellazioni al largo del mare di Brindisi. E dopo le operazione di monitoraggio del sottosuolo marino legate alla ricerca dell’oro nero al largo delle isole Tremiti e al largo di Monopoli, ancora la Puglia al centro di un allarme ambientalista legato ai permessi in possesso dell’azienda inglese Northern Petroleum che, oltre ad aver ottenuto la possibilità di trivellare le coste brindisine, lo scorso giugno ha presentato nuove istanze per la ricerca del petrolio in tratti di mare che interessano la costa otrantina e di Melendugno e, a nord di Lecce, il litorale da Ostuni fino a Polignano a mare. Il progetto delle trivellazioni al largo delle coste brindisine affonda le sue radici nel lontano 1981, anno in cui venne individuato il giacimento petrolifero che prese il nome di “Campo aquila”. Ma è tra il 1993 e 1995, dopo la presentazione ufficiale all’allora ministro dell’Industria Paolo Savona, che risalgono i primi lavori di perforazione da cui trassero origine i due pozzi sottomarini collegati alla piattaforma “Floating production storage offloading”. L’estrazione del greggio iniziò nel 1998, per poi fermarsi a causa della manutenzione degli impianti nel 2006. E ora, nonostante non vi sia ancora l’ufficialità, l’attesa per ripartire con i lavori di estrazione è solo legata all’arrivo dell’unità “Fpso”, attualmente in cantiere a Dubai e in arrivo in Adriatico a metà settembre. A 25 miglia da Brindisi, circa 42 chilometri a nord-est della costa brindisina, due pozzi satelliti sottomarini verranno collocati a una profondità di 850 metri circa. L’area interessata dalle attività di estrazioni assegnate dall’Eni alla Saipem si estende fino a 79 chilometri dal lungomare e conta una superficie totale di 75mila ettari. Numeri inquietanti, che diventano ancor più tali nel momento in cui si parla di quantità: capacità di stoccaggio di 700mila barili e capacità produttiva giornaliera di 12mila barili di olio. Un territorio, quello salentino, già fortemente compromesso dal punto di vista ambientale dalle attività dell’Ilva e dai suoi scarichi, dal carbone di Cerano, dal fotovoltaico selvaggio che ha deturpato molte meraviglie paesaggistiche, dalla cementificazione irragionevole. Infatti il comitato “No al carbone” giura battaglia e avanza richieste di informazioni e chiarimenti alle amministrazioni locali quali il Comune di Brindisi, ora commissariato, la Provincia e la Regione Puglia, enti dai quali tutti i cittadini attendono risposte. Ma i lavori per predisporre il necessario all’impianto offshore, nel frattempo, procedono.

Alessandra Ragusa

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