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Notte della Taranta 2012, in arrivo il Concertone finale


Canti, balli e tanto divertimento, con lo sguardo rivolto ai popoli e alle loro tradizioni. Questo sarà lo spirito con il quale si esibiranno gli artisti, sul palco della piazza dell’ex Convento degli Agostiniani a Melpignano, per il Concertone finale della quindicesima edizione de La Notte della Taranta. Il tutto avrà inizio stasera 25 agosto verso le ore 19 con un pre-concerto, con una serie di gruppi che si alterneranno riscaldando l’atmosfera: Li Strittuli, le Cantatrici di Cannole, Mario Salvi e i Cantori di Villa Castelli. A seguire sarà la volta dei Mascarimirì di Claudio “Cavallo” Giannotti, e del cantante e tamburellista Antonio Castrignanò.

Al termine dell’esibizione di questi artisti si darà il via al vero e proprio Concertone con l’artista più atteso e unica star della serata, il maestro Goran Bregović che dirigerà l’Orchestra Popolare de La Notte della Taranta. Il primo duetto al quale si assisterà sarà quello tra la suddetta banda e la Goran Bregović Wedding & Funeral Band. A seguire, si esibiranno artisti croati e serbi, ovvero Tonči Huljić & Madre Badessa Band e la Nenad Mladenovic Orchestra, proprio per ricordare quanto sia forte il potere della musica nell’unire e nel ricordare a tutti che la pace non è solo una chimera ma che, al contrario, può essere raggiunta facilmente.

Dai ritmi delle tradizioni dei balcani, di quella che una volta era la Jugoslavia, si passa alla tradizione del nord Italia con il Coro delle Mondine di Novi, gruppo formato prevalentemente da donne emiliane cresciute in Piemonte. Poi, dal nord ci si immergerà ancora una volta nel Salento con le note della Banda Musicale di Racale, diretta dal maestro Grazia Donateo, terza donna in nove anni alla guida della banda. Dunque, come ogni anno, il Concertone di Melpignano è stato preceduto dal Festival itinerante che dal 7 al 22 agosto è andato in scena in 15 comuni salentini, Lecce compreso.

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Un anno fa l’ultimo viaggio di Uccio Aloisi, il cantore antico del Salento


Riceviamo e pubblichiamo un delicato ricordo di Uccio Aloisi a cura di Paolo Rausa. Uccio è scomparso da solo un anno, ma il suo ricordo non sbiadirà col tempo. Lo ricordo anch’io nei suoi interminabili stornelli tra un bicchiere di vino e una crocchetta con la menta a Lu Puzzu, locale di Sternatia che dalla prima ora ha sempre raccolto gli amanti e i cantori della pizzica. Per Uccio smettere di suonare era un po’ morire, forse per questo dava l’impressione sbagliata di essere una primadonna, ma che in realtà attestava una sola caratteristica della sua personalità: la coscienza che la musica è vita e senza la musica niente ha senso davvero. Giovanni Lindo Ferretti, che l’aveva conosciuto alla Notte della Taranta, condivise con lui anche il palco romano del primo maggio, e ricordò allora come Uccio non voleva scendere dal palco, perché lo spazio e il tempo gli sembravano troppo piccoli. Personaggi come Ferretti e altri hanno conosciuto Uccio solo alla fine, loro malgrado. Devono ritenersi fortunati coloro che si sono divertiti a suonare e cantare con lui per molti anni. Perché Uccio era il Salento, ora rimasto vedovo della sua icona più grande.

Angela Leucci – direttore responsabile di Otranto Oggi.

Un anno fa, il 21 ottobre 2010, si spegneva nella sua casa di Cutrofiano il grande aedo Uccio Aloisi. La sua storia è narrata dai mille concerti tenuti in tutte le piazze del sud, in ogni sagra o festa paesana, quando si presentava l’occasione di cantare le gesta non dei grandi eroi, ma delle fatiche inenarrabili dei contadini, della povera gente che si sforzava di riuscire a vivere e che trovava solo nel ritmo irrefrenabile, cadenzato delle canzoni, la vaghezza di perdersi, quel sollievo necessario a sopportare le sofferenze, la rudezza tipica della vita popolare. Ma non di meno colpivano anche, nelle espressioni e nelle immagini dei suoi testi, il calore e la passione di uno sguardo, di un amore fugace, così come l’invito a danzare ritmi forsennati, le piroette senza fine delle tarantate. Nel suo nome Uccio, divenuto esso stesso tipico nome salentino, e nel cognome dalla vaga discendenza grecanica così come nel suo volto squadrato, essenziale, acuto, come fosse il contenitore di una voce non melodiosa ma cantilenante, quasi imitasse la metrica antica, c’era tutto il personaggio. A vegliare Uccio, che è giunto all’ultimo viaggio all’età di 82 anni, c’erano tutti i suoi eredi musicali, quei giovani che lo ricordano per la leggerezza ironica, la prontezza di spirito, la battuta sempre pronta e salace, ma soprattutto per il vocalizzo e il gorgheggio della voce. Ecco perché la sua fine ha lasciato tutti un po’ più soli, orfani dell’ultimo grande cantore che insieme a Uccio Bandello e a Uccio Melissano aveva costituito il grande complesso di musica folk degli “Ucci”. Con le loro potenti espressioni del canto e il ritmo sostenuto della fisarmonica, le note stridenti del violino e le percussioni potenti dei tamburelli accompagnavano la tarantata, ridotta in trance dal (ri)morso del ragno. Solo il ritmo indiavolato della pizzica, che provocava la danza taumaturgica, riusciva a espellere il veleno inoculato dal ragno e a liberare la vittima, risanandola. Uccio Aloisi era considerato da tutti i giovani il depositario della tradizione. Per questo all’annuale Notte della Taranta, in agosto dell’anno scorso a Melpignano, i giovani lo applaudivano incessantemente forse temendo, data la veneranda età, una sua fine imminente. Certo la pizzica ha ormai valicato lo stretto territorio del Salento per raggiungere le piazze dell’Europa, fino alla Cina, a rimorchio della fondazione che ha rinnovato la tradizione, ma sempre mantenendo vivo quel canto che assume nelle cadenze il ritmo stesso del lavoro nei campi, quello dei contadini e dei cavatori, quella durezza dell’esistenza che si scioglieva solamente nell’armonia musicale, un pulsare interiore che ha forgiato le esistenze e ne ha costituito la migliore testimonianza e il più grande esempio. Di un maestro che non ha mai avuto la pretesa di insegnare, di un uomo che ha dedicato una vita intera alla canzone popolare della pizzica, un Omero moderno cantore delle genti diseredate del sud, che sanno dare il meglio di sé nell’arte, nella musica e nel canto. Rimasto legato a quel cantare popolare, ha raccolto le sue canzoni in quel memorabile cd dal titolo “Robba de smuju”, titolo intraducibile in italiano, ma che all’incirca ha il significato di canto che fa ribollire il sangue e da quella raccolta è nato il gruppo di otto elementi, che con lo stesso nome continua il suo percorso culturale e umano, ben sapendo che Uccio non li abbandonerà mai.

Paolo Rausa

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Girodibanda: un nuovo modo di vivere la musica salentina


Una delle situazioni più divertenti e interessanti del tour della Notte della Taranta di quest’anno è senza dubbio la GirodiBanda, guidata dal trombettista Cesare dell’Anna. Piazza san Pietro a Galatina, come sempre gremita di gente, è stata travolta dalla musica incalzante della band, di cui fanno parte i musicisti degli Opa Cupa, della Banda da Giro, Claudio “Cavallo” Giagnotti, Enza Pagliara e Irene Lungo, per un totale di circa 40 elementi. La pizzica salentina si mescola con la musica balcanica, dando a quella popolare, composta da classici come Kali Nifta, un’intensità maggiore, come se due forze si unissero per creare una carica, una potenza così grande da riuscire a coinvolgere tutto il pubblico, che danza, salta e canta senza sosta. La creatività è la linfa vitale della musica, in essa si fa sentire lo spirito tzigano di Cesare dell’Anna, ma anche la sua cultura jazz e l’amore per il folk. Il trombettista, infatti, nasce proprio come jazzista per scoprire in un secondo momento la musica balcanica, entrando a far parte dei Folkabbestia e fondando, poco dopo, gli Opa Cupa. La voce di Enza Pagliara, ormai conosciutissima agli amanti della pizzica perché ha fatto parte per molte edizioni dell’Orchestra della Notte della Taranta, dà un valore aggiunto alla banda. Nel complesso vi è la presenza di personalità interessanti nel panorama della musica popolare salentina, come Claudio “Cavallo”, leader dei Mascarimirì, che stanno promuovendo il loro sesto album, Gitanistan, uscito lo scorso marzo. L’ospite d’eccezione della serata di Galatina è stato Enzo Petrachi, figlio del noto musicista folk leccese Bruno Petrachi. Ha infiammato il pubblico cantando l’inno del folklore leccese Arcu de Pratu: “Simu leccesi, core presciatu, sona maestru l’arcu de pratu”, che da valzer diventa un divertentissimo ska “tarantolato”. Un genere quasi scomparso da diverso tempo dalle piazze salentine e rivalutato proprio da Cesare dell’Anna, che sta elaborando senza sosta il suo progetto, apportandovi costantemente importanti novità di cui verremo presto a conoscenza.

Luana Campa

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Notte della Taranta, la musica del mondo in attesa del Concertone


Mancano pochi giorni alla serata finale della Notte della Taranta 2011, che quest’anno si svolge il 27 agosto nell’ormai noto scenario del piazzale dell’ex Convento degli Agostianiani di Melpignano. Per il secondo anno consecutivo l’orchestra del concertone finale sarà diretta da Ludovico Einaudi. Negli ultimi anni si sono contate dalle centoventi alle centocinquantamila presenze, che risultano essere, di anno in anno, in crescita costante. Il grande assente quest’anno è Uccio Aloisi (al quale è dedicato il concertone finale), arzillo cantante scomparso nell’ottobre del 2010 dopo aver calcato il palco di Melpignano in moltissime edizioni della manifestazione. Il mondo della pizzica saluta così un altro mito: il concerto del 2008 venne dedicato infatti al re della pizzica, Pino Zimba, a pochi mesi dalla sua scomparsa. Come ogni anno il festival punta a fondere diverse culture, facendo suonare la pizzica a musicisti provenienti da ogni parte del modo, come il compositore e pluristrumentista giapponese Joji Hirota, maestro di taiko, accompagnato dai percussionisti del Taiko Drummers e una delle più belle voci del flamenco, il madrileno Diego El Cigala. E ancora: i Chieftains, band folk irlandese nota soprattutto per aver scritto la premiata colonna sonora del film “Barry Lyndon” di Stanley Kubrick, i chitarristi e compositori Justin Adams, che viene dall’Inghilterra, collaboratore, tra gli altri, di Brian Eno e Robert Plant e Juldeh Camara; il maliano Ballaké Sissoko, suonatore della Kora, strumento tradizionale dell’etnia Mandinka, diffusa in Africa occidentale, e, dalla Turchia il musicista e dj Mercan Dede. Direttamente dal Salento, nonché da tutte le radio nazionali, il raggamuffin dei Sud Sound System. E ancora dal Salento Officina Zoè e Antonio Castrignanò.

Le tappe che precedono il concertone finale proseguiranno fino a giovedì: martedì 23 agosto la taranta passa dalla piazza di Cutrofiano dove si esibiranno i Triace, mercoledì 24 è la volta degli Ariacorte a Martignano in piazza della Repubblica e giovedì 25 a Carpignano Salentino in piazza Duca D’Aosta saliranno sul palco i Manekà.

Luana Campa

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“Notte Incanta”, arte e musica per il pre-festival della Notte della Taranta


Un calendario ricco, quello della “Notte Incanta”, festival dedicato all’arte, alla musica e alla letteratura che partirà giovedì 11 agosto coinvolgendo le quattordici tappe interessate dal festival itinerante della Notte della Taranta. Un salotto di strada che si vestirà ogni sera di una nuova cornice con l’intento di promuovere le realtà e le esperienze di produzione artistica del territorio. In attesa di concerti e ronde che animeranno le notti dedicate alla pizzica, gli spettatori potranno intrattenersi con presentazioni di libri, progetti musicali, dischi e ancora reading, proiezioni di documentari e interviste per poi lasciare la scena alla musica, trasformandosi in una sorta di “etno-discoteca”. La rassegna culturale messa a punto da Dilinò, Centro di musiche alternative del Mediterraneo, associazione Novaracne, il Tamburello.com e Kurumuny, in collaborazione con la Fondazione Notte della Taranta, muoverà i suoi primi passi partendo proprio da Corigliano d’Otranto. Prima del concerto di apertura del festival itinerante in piazza Vittoria si terrà una presentazione del progetto, cui seguirà la presentazione del libro edito da Kurumuny dal titolo “Uccio Aloisi. Il canto della terra”, dedicato all’artista salentino scomparso meno di un anno fa e divenuto nel tempo simbolo del revival della tradizione della pizzica salentina. Il giorno successivo sarà piazza Pio XII, a Cursi, a far gli onori di casa intrattenendo i presenti con un reading del volume edito da Lupo, “Da qui tutto è lontano” a cura di Pierluigi Mele e con la presentazione del memorial dedicato sempre a Uccio Aloisi. Sabato 13, a Zollino, in attesa del concerto dei Mascarimirì che si esibiranno accompagnati dal sax di Raffaele Casarano, verrà presentata la loro ultima fatica musicale dal titolo “Gitanistan”. La tappa leccese del festival della Notte della Taranta vedrà la presenza del critico musicale nonché saggista Pierfrancesco Pacoda che, dopo la presentazione del suo libro “Salento amore mio”, edito da Kowalski, intervisterà Raiz, anticipandone la sua esibizione live. Dopo la sosta del giorno di ferragosto si riparte il 16 agosto da Galatina con la presentazione dell’etichetta indipendente 11/8 a cura di Cesare Dell’Anna, e poi a seguire nei giorni subito successivi si farà tappa a Castrignano dei Greci, Sternatìa, Martano, Calimera dove si presenterà il disco “Compilescion”, edito in occasione dei dieci anni di attività editoriale del gruppo di “Qui Salento”. A partire da domenica 21 agosto si proseguirà con Soleto, Alessano, Cutrofiano, dove verrà proiettato tra le altre cose anche il documentario “L’Arneide” di Luigi Del Prete, e ancora Martignano dove verrà presentato il libro “Il ritorno della Taranta” di Vincenzo Santoro e il cd dal titolo “Sulu” di Dario Muci. La rassegna, e con essa il festival itinerante della Notte della Taranta, si concluderà a Carpignano Salentino, dove il 25 agosto verrà presentato il disco di Mimmo De Santis “Scarcagnizzu – vento dal basso”; a seguire la presentazione del progetto “I luoghi d’allerta 2011”, una rassegna culturale che a cavallo tra fine agosto e settembre coinvolgerà molti comuni salentini.

Alessandra Ragusa

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Al via il festival itinerante della Notte della Taranta


Tanta pizzica e attesa per il concertone. Inizia giovedì 11 agosto il festival itinerante della “Notte della Taranta”, e con esso parte anche il conto alla rovescia in attesa del concertone finale che si terrà a Melpignano il 27 agosto. Un’edizione da ricordare, la numero 14, promossa e organizzata dalla Fondazione La Notte della Taranta con il patrocinio della Regione Puglia e della Provincia di Lecce. E non solo per la partecipazione di Ludovico Einaudi, che torna sul palco di Melpignano nelle vesti di maestro concertatore dopo una serie di successi internazionali, ma soprattutto per l’omaggio al grande cantore Uccio Aloisi, scomparso lo scorso ottobre, cui l’intero festival è dedicato. Protagonista indiscussa la pizzica, simbolo incontrastato della cultura musicale salentina, che nelle sere dall’11 al 25 agosto passerà per quattordici piazze del Salento coinvolgendo i tanti presenti a suon di tamburello in ronde e danze senza fine. Non solo Grecìa Salentina: la parola d’ordine, con un progetto inaugurato già lo scorso anno che ha lo scopo di allargare sempre più i confini di questa manifestazione, sembra essere internazionalità, e così si farà tappa anche a Lecce, cuore pulsante del Salento. Ad aprire le danze saranno i Fonarà, a Corigliano d’Otranto, giovedì 11 agosto alle 21,30, per poi lasciare spazio tra gli altri a Daniele Durante e all’Antonio Amato Ensemble. Il giorno successivo sarà la volta di Cursi. Sabato 13 agosto il palcoscenico del festival itinerante sarà la villa comunale di Zollino, tra gli ospiti i Mascarimirì Gitanistan Orchestra e ad accompagnarli il sax di Raffaele Casarano, ma la serata successiva i riflettori saranno puntati su piazza Sant’Oronzo, a Lecce, che farà da cornice a un concerto targato Nidi d’Arac, Radiodervish e Alessia Tondo, con la presenza dell’ensemble dell’orchestra della Notte della Taranta. Una breve sosta il 15 agosto, per poi ripartire il giorno successivo facendo tappa a Galatina, e ancora a seguire a Castrignano dei Greci, a Sternatia, a Martano, a Calimera, a Soleto, ad Alessano, a Cutrofiano, a Martignano, e infine a Carpignano, per poi concludere la rassegna con il concertone di Melpignano. Tantissimi gli ospiti del festival itinerante: Transalento e BandAdriatica che si contenderanno il palco di Sternatia, Kalàscima e Alla Bua che accenderanno Martano a suon di pizzica, e ancora i Briganti di Terra d’Otranto, i Tamburellisti di Torrepaduli, Taranta Social Club e tanti altri. Grande attesa anche per i progetti speciali: alcuni degli ospiti del concertone finale impreziosiranno le quattro tappe conclusive del festival, a partire da Alessano il 22 agosto con l’incontro tra il Canzoniere Grecanico Salentino e il maestro di Kora Ballakè Sissoko. Il 23 a Cutrofiano sarà la volta dei Salentorkestra che si esibiranno con il duo Ju-Ju, composto da Justin Adams e Juldeh Camara, a Martignano per la serata successiva si metterà in scena un connubio atipico perché alla pizzica degli Officina Zoè si mescolerà la tradizione folcloristica turca contaminata dalle innovazioni dell’elettronica di Mercan Dede e dei Secret Tribe. E, per chiudere in bellezza il festival, ampio spazio agli ambasciatori della musica irlandese, i Chieftains che, in attesa della loro esibizione del 27 sul palco di Melpignano, si faranno affiancare a Carpignano Salentino da Antonio Castrignanò.

Alessandra Ragusa

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