Tag Archive | "petizione"

Una Petizione per bloccare la Tap


Parte la petizione on line per fermare il progetto Trans Adriatic Pipeline. L’obiettivo è la raccolta di 100mila firme, che serviranno a supportare la petizione cartacea in atto da qualche settimana e proposta Comitato No Tap, Associazione Tramontana e nel pomeriggio di oggi (13 maggio) si è svolta con un banchetto a Sant’Andrea.
Appena concluse le elezioni ed eletto il nuovo sindaco Marco Potì, alcuni cittadini di Melendugno e i sostenitori del “Comitato no Tap” promuovono una raccolta firme per fermare l’approdo del metanodotto e delle infrastrutture a terra ad esso connesse, l’idea è partita dal giovane membro del comitato Facebook Matteo Natìo, cittadino melendugnese attento e amante del Salento nonostante la lontananza, Natìo è al momento a Roma per terminare il proprio percorso di studi universitario.
Tra primi firmatari anche la sezione melendugnese del Partito Democratico, da sempre contrario all’approdo dell’infrastruttura.
Un progetto che secondo i suoi detrattori non porterebbe alcun beneficio al territorio salentino, considerandolo l’ennesimo scempio ambientale, subendo un ulteriore sfruttamento selvaggio.
Il testo-richiesta della petizione, riscontrabile al link http://www.firmiamo.it/no-al-progetto-tap, reca scritto: “Minacciati fondali di posidonie (piante acquatiche protette), vicinanza a siti archeologici di rilievo ed aree protette. Il sito in questione è una rinomata località turistica più volte premiata con la Bandiera blu.
Minare questo territorio, e di conseguenza il turismo e la sua agricoltura significa continuare a togliere al popolo pugliese le poche risorse che restano per il proprio sviluppo economico.
Dopo casi eclatanti (centrale Enel Federico II a Cerano e l’Ilva di Taranto fra i più famosi) la paura di nuove forme di inquinamento non è pura invenzione. Siamo stanchi di vedere questa terra martoriata aiutateci.

Al Ministero dell’Ambiente, alla Regione Puglia e ai Comuni interessati: appello contro la costruzione del Gasdotto Trans Adriatic Pipeline – Tap.
I sottoscritti cittadini venuti a conoscenza della volontà di realizzare:
1) In località San Foca, l’approdo del gasdotto Tap.
2) In prossimità di Acquarica di Lecce -Vernole- la centralina di misura fiscale del gas (Prt).
3) Da parte di Snam retegas, un ulteriore gasdotto che provvederà a collegare il gasdotto Tap alla rete Nazionale di Distribuzione del Gas.
Viste le motivazioni prodotte ed esposte dal “Comitato no Tap” chiedono che il Ministero dell’Ambiente e la Regione Puglia neghino qualsiasi autorizzazione per la costruzione del gasdotto Trans Adriatic Pipeline al fine di salvaguardare l’incolumità della popolazione locale, l’integrità del paesaggio, e lo sviluppo turistico del luogo”.
Marco Santo dell’associazione Tramontana e membro del comitato No tap riferisce: “Il 21 Maggio è il termine ultimo per presentare le osservazioni al ministero dell’ambiente relativamente alla valutazione di impatto ambientale presentata da Tap presso lo stesso ministero.
Noi stiamo lavorando e stiamo producendo una serie di osservazioni, per mettere in chiaro alcuni aspetti critici dell’opera.

Contemporaneamente venerdì prossimo alle 19,30 vi sarà un incontro pubblico presso acquarica di Lecce per informare la popolazione circa la cabina di depressurizzazione che dovrebbe sorgere a solo 700 metri dal paese. Il comitato sta lavorando e ha contattato alcuni esperti biologi e geologi che hanno prodotto delle osservazioni molto critiche a riguardo, e contemporaneamente l’assessore regionale Lorenzo Nicastro (che ha già espresso parere contrario all’opera) si sta impegnando con la Regione a istituire press il Lido San Basilio di San Foca (sito a 100 metri dal punto di approdo del gasdotto) un area protetta Sic, a tutela di quello che è il sito scelto da anni dalle tartarughe per deporre le uova”.

Jenny De Cicco

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Censimento dei “vecchi” di Puglia


Il censimento degli ulivi monumentali in Puglia passa dalle foto via satellite.

Sessanta milioni di piante d’ulivo quelle che dovrebbero essere le piante pugliesi. Il censimento, che costerà 250mila euro, attraverso la realizzazione di ortofoto che diventeranno mappe, ha per obiettivo raggiungere in sei mesi il censimento di 500 mila piante.

Il censimento è l’obiettivo dal quale dipendeva la legge regionale sulla tutela degli ulivi monumentali. Al momento gli esemplari censiti ed etichettati sono 13 mila e 500 e per ciascuno esiste una scheda specifica con tanto di coordinate geografiche per l’individuazione.

“I dati così rilevati – dichiara Lorenzo Nicastro, assessore pugliese – permetteranno l’elaborazione di modelli matematici, sulla base di caratteristiche di piantumazione e conduzione degli uliveti a seconda dei territori, da incrociare con le ortofoto per ottenere una mappatura completa dell’intero territorio regionale che conta circa 60milioni di piante di cui presumibilmente circa 5 milioni monumentali. È del tutto evidente che questa attenzione, questo lavoro di catalogazione e di studio, l’elaborazione di modelli e di database delle nostre piante, delle aree e delle loro morfologie, sono in netto contrasto con le fantasiose ricostruzioni di chi ha voluto far passare il messaggio che l’impegno normativo della Puglia, unica regione ad aver prodotto una norma specifica sulla materia degli ulivi monumentali e il cui operato viene apprezzato nel contesto internazionale del Mediterraneo, andasse contro il patrimonio arboreo, unitamente alla possibilità per i pugliesi di vivere con essi in maniera armonica e senza subirli come un museo delle cere a cielo aperto. Il nostro compito, che sentiamo con forza e a cui non vogliamo sottrarci, è quello di stringere le maglie dei processi amministrativi e dei controlli tecnici perché gli ulivi siano tutelati: questo abbiamo fatto eliminando dalla precedente legge il termine del 31 dicembre come scadenza dei vincoli di espianto, questo abbiamo fatto dando certezza dei procedimenti amministrativi di valutazione delle richieste di espianto con il termine dei novanta giorni, ribadisco, assolutamente non configurabile come silenzio-assenso dal momento che esso non esiste in materia ambientale”.

E’ proprio il termine di 90 giorni ciò che fa preoccupare chi difende dall’espianto i patriarchi pugliesi. 90 giorni entro i quali la burocrazia deve rispondere, e se non vi è risposta il richiedente potrà espiantare e reimpiantare l’albero dove dichiarato nella domanda all’Ufficio Provinciale Agricolo, ecco il punto contestato dagli ambientalisti, contro il quale hanno attuato la petizione “Nessuno tocchi gli ulivi di Puglia” (http://petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=ulivi ).

Jenny De Cicco

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Regione Puglia: petizione contro il possibile espianto e spostamento degli ulivi


Una petizione contro la proposta di legge del gruppo Pdl in Regione Puglia che riguarda i nostri ulivi e ha suscitato indignazione. Il gruppo consiliare Il Popolo della Libertà ha presentato il 3 ottobre scorso una singolare proposta che ha suscitato polemiche. “La tutela degli ulivi monumentali è un obbligo – si legge nel testo – ma deve essere anche un’opportunità e non un impedimento allo sviluppo economico e infrastrutturale del territorio”. E viene precisato che in Puglia ci sono 60 milioni di ulivi. Di questi, 5 milioni sono delle vere opere d’arte della natura. Monumenti che devono essere tutelati, ma non necessariamente a esclusivo danno delle esigenze di sviluppo del territorio. Nello specifico viene chiesto di snellire le lungaggini burocratiche necessarie per espiantarli, proponendo il decentramento a livello comunale delle competenze per il rilascio di autorizzazioni agli espianti e spostamenti di piante secolari. Dunque, questa iniziativa andrebbe a modificare la legge regionale n. 14 del 4 giugno2007, che riguarda la ‘Tutela degli ulivi monumentali e secolari”. “La Regione Puglia – si legge in questa normativa – tutela e valorizza gli alberi di ulivo monumentali, anche isolati, in virtù della loro funzione produttiva, di difesa ecologica e idrogeologica nonché quali elementi peculiari e caratterizzanti della storia, della cultura e del paesaggio regionale”. La legge in questo senso è chiara e va a tutelare un patrimonio del nostro territorio. La suddetta idea di modifica ha mobilitato gli ambientalisti che la definiscono “Ammazza olivi secolari” e per questo hanno voluto scrivere una petizione “Nessuno tocchi gli ulivi di Puglia”, indirizzata al presidente della Regione Nichi Vendola. I cittadini si dicono seriamente preoccupati per gli sviluppi e le conseguenze che la proposta potrebbe avere e chiedono al presidente e a tutte le forze politiche, anche di livello nazionale, di rigettarla e inoltre sollecitano la scrupolosa osservanza e applicazione di ogni punto della legge.

Alessandro Conte

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