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Bandiere Blu e petrolio nero


Bandiere Blu Legambiente in Puglia e richieste di estrazioni petrolifere.
“Più aumentano le Bandiere Blu, più fameliche diventano le società petrolifere”: è quanto riferisce in questi giorni il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna, che chiede un incontro al ministro dell’Ambiente Corrado Clini, per “acquisire dettagli ufficiali sul numero e sul contenuto delle autorizzazioni che interessano le nostre acque”.
Il presidente dell’assemblea pugliese si fa portavoce dell’allarme suscitato da recenti notizie e chiede se rispondano al vero. Sono quelle relative al nuovo nulla osta all’ampliamento delle prospezioni geofisiche 3D lungo le coste pugliesi dell’Adriatico, chiesto e ottenuto dalla Northern Petroleum al Ministero dello Sviluppo Economico, per altri 600 chilometri quadrati, portando l’area marittima interessata a un totale di 1.200 chilometri quadrati.
“Ministri tecnici debbano tenere conto delle posizioni delle Regioni e degli enti locali” Introna si appella alla “sensibilità istituzionale” del responsabile del dicastero dell’Ambiente per ottenere un “momento di confronto” dopo le richieste di fissare una data utile per il convegno internazionale e interregionale sull’Adriatico europeo. In occasione di Mediterre, a Bari, i primi di febbraio, Clini aveva dato l’assenso a partecipare all’appuntamento che la Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali aveva in progetto di organizzare a Trieste.
“L’incontro col ministro servirà a sottolineare la stridente contraddizione della politica ambientale del Paese, che da un lato celebra i successi territoriali certificati dalle prestigiose Bandiere Blu, dall’altro autorizza campagne di ricerca che preludono a programmi di sfruttamento degli idrocarburi nella piattaforma marina prospiciente le stesse coste premiate per la qualità delle acque. Due linee incoerenti tra loro e inconciliabili, per una Puglia che con orgoglio vanta quest’anno la decima Bandiera Blu da issare su altre tre spiagge del proprio straordinario litorale.
Significativamente, la città che si è aggiunta aggiunge alle nove località pugliesi confermate è proprio quella Monopoli nella quale il 21 gennaio si è svolto un corteo pacifico ed entusiasta a favore dell’ ambiente e contro ogni ipotesi di aggressione dell’Adriatico, il cui ecosistema rappresenta un’insostituibile risorsa imprenditoriale per le comunità rivierasche”.

Jenny De Cicco

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Trivelle, interrogazione all’Europarlamento


Come auspicato dalla politica pugliese, la vicenda delle estrazioni petrolifere approda al Parlamento europeo.

Presentata un’interrogazione urgente per riesaminare “gli aspetti legislativi per vietare ricerche offshore”.

Si sposta la protesta pugliese, dal territorio regionale alle aule parlamentari di Bruxelles per bloccare le prospezioni alla ricerca di giacimenti sottomarini, peraltro già avviate nelle coste adriatiche.

Quaranta europarlamentari italiani, tra i quali il primo firmatario l’eurodeputato del Pdl pugliese, Sergio Silvestris, hanno presentato gli scorsi giorni, un’interrogazione chiedendo alla Commissione di riesaminare urgentemente gli aspetti legislativi per vietare ricerche offshore nelle zone turistiche e a forte vocazione peschereccia, come per l’appunto le coste adriatiche, in particolar modo le pugliesi. Nell’interrogazione si mette in dubbio la metodologia air-gun di prospezione che “consiste in violente esplosioni d’aria compressa che danneggiano il pescato e l’intero equilibrio marino. Nel territorio è sviluppata una fiorente economia turistica, con la presenza di decine di alberghi, bed & breakfast e villaggi vacanze”.

Si legge nel testo dell’interrogazione si chiede anche di tenere in considerazione “la contrarietà di tutte le istituzioni del territorio, vista la proposta di regolamento licenziato il 27 ottobre scorso dalla Commissione europea, che prevede specifiche forme di consultazione e partecipazione pubblica alle procedure di autorizzazione, onde acquisire i pareri dei territori interessati”. Gli eurodeputati chiedono d’intervenire per verificare la conformità delle operazioni a tutte le direttive europee, con particolare riferimento alla rete Natura 2000, alla conservazione degli habitat naturali e alle politiche di salvaguardia dell’ambiente marino e della biodiversità”.

Tra i firmatari compaiono gli europarlamentari Sergio Silvestris (Pdl), i vicepresidenti dell’europarlamento Gianni Pittella (Pd) e Roberta Angelilli (Pdl), i capidelegazione Mario Mauro (Pdl), David Sassoli (Pd), Niccolò Rinaldi (Idv), Salvatore Tatarella (Fli) e Giuseppe Gargani (Udc), i parlamentari Raffaelle Baldassarre, Licia Ronzulli, Barbara Matera, Enzo Rivellini, Erminia Mazzoni, Antonio Cancian, Antonello Antinoro, Clemente Mastella, Lara Comi, Giovanni La Via, Aldo Patriciello, Iva Zanicchi, Marco Scurria, Carlo Fidanza, Alfredo Pallone, Salvatore Iacolino (Pdl), Debora Serracchiani, Paolo De Castro, Pino Arlacchi, Mario Pirillo, Vittorio Prodi (Partito democratico), Sonia Alfano, Gianni Vattimo, Gianmaria Uggias e Andrea Zanoni (Italia dei valori), Matteo Salvini, Mario Borghezio, Claudio Morganti, Lorenzo Fontana e Giancarlo Scottà (Lega Nord), Cristiana Muscardini e Potito Salatto (Fli).

Jenny De Cicco

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Trivelle a Otranto? Il sindaco dice no


E’ stata depositata la scorsa settimana una richiesta per effettuare prospezioni con l’air gun a Otranto, allo scopo di individuare la presenza d’idrocarburi. Non è scongiurato il pericolo della presenza di trivelle nei mari salentini, una nuova richiesta di autorizzazione a fare sondaggi a scopo estrattivo al largo di Otranto è stata depositata, firmata dalla società Petroleum di Singapore, che ha interesse ad ispezionare i fondali con la tecnica dell’air gun.

L’air gun è un sistema di monitoraggio dei fondali attraverso cannoni pneumatici che esplodono scoppi di aria compressa nei fondali e in base alla risposta sismica che ne ricevono stabiliscono la presenza o meno di petrolio, recentemente sospettati di aver causato il decesso di alcuni esemplari di cetacei rinvenuti sulle coste greche. Si dichiara contrario il comune idruntino, il sindaco Luciano Cariddi fa sapere: “Ci opporremo con tutte le forze a ogni attività petrolifera sulle nostre coste. In altre occasioni abbiamo dimostrato grande responsabilità accettando che il nostro territorio venisse toccato da vicino da opere che abbiamo ritenuto di importanza generale, come il gasdotto per l’approvvigionamento di energia “.

Ciò che il comune può fare è dunque presentare un parere negativo in sede di conferenza dei servizi. La data per la conferenza non è ancora stata fissata.

La precedente proposta di trivellare la costa era stata avanzata dalla Northern Petroleum, per l’esplorazione della costa pugliese e in particolare fra Brindisi e Lecce. Tra le località interessate Brindisi, Fasano, Cisternino, Ostuni, Carovigno, Meledugno, Otranto, Torre Guaceto, Torre Veneri, Torre dell’Orso, Santa Maria di Leuca.

Jenny De Cicco

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In 10 mila per dire no al petrolio


Si è svolta la manifestazione di Monopoli del 21 gennaio, organizzata dal comitato “No petrolio, sì energie rinnovabili”. Una marea gialla, il corteo di diecimila persone che a Monopoli ha detto no alle trivelle nell’Adriatico e sfilando ha fatto fare un passo in dietro sulle liberalizzazioni petrolifere previste nella manovra finanziaria Cresci Italia. La folla si è riunita alle 9 e alla partenza è stata preceduta dai Gonfaloni delle Regioni Puglia e Abruzzo, rappresentata dal capogruppo regionale di Rifondazione Maurizio Acerbo.
Il serpentone è confluito in piazza Vittorio Emanuele dove ha festeggiato, alla presenza di  Antonio Stornaiolo, i musicisti baresi “I maltesi”, padre Alex Zanotelli in vivavoce per la difesa dell’acqua pubblica e Giobbe Covatta, che ha ironizzato a suo modo sul tema delle trivellazioni. Ha allietato la folla anche la cantante Erica Mou.
Presenti anche Bonelli dei Verdi e Debora Serracchiani del Pd.
Tutti presenti i politici pugliesi, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e il capogruppo Pdl Rocco Palese e gli assessori regionali Fabiano Amati, Silvia Godelli, Nicola Fratoianni.
Il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna ha ringraziato tutti, parlando a nome dell’assemblea pugliese, riunita in un coro unanime, Introna ha sottolineato il “grande messaggio lanciato a tutto il Paese da una mobilitazione. Dobbiamo continuare a batterci, perché i pericoli non sono stati superati con la decisione del governo nazionale di sospendere norme meno restrittive sulle coltivazioni di petrolio e gas in mare. Bruxelles deve garantire a milioni di cittadini sui mari del Mediterraneo europeo di poter contare su un ambiente marino al sicuro da torri, pozzi e chiazze di sostanze inquinanti”.
Al termine della manifestazione Vendola ha sottolineato la migliore espressione della cittadinanza territoriale, che “sta aiutando l’Italia a emanciparsi da un vecchio modello di crescita economica che uccide l’ambiente”.
Legambiente attraverso Stefano Ciafani e Francesco Tarantini, fa notare che “se estraessimo gli 11 milioni di tonnellate di riserve petrolifere stimate nei fondali marini del nostro Paese, li esauriremmo in soli 55 giorni. Le trivellazioni non servono a ridurre i costi delle bollette”.
Il capogruppo Udc regionale, Salvatore Negro, ha evidenziato il pericolo derivante dall’estrazione per Otranto: “I progetti delle compagnie petrolifere sono in contrasto con quelli di valorizzazione e di sviluppo della nostra regione”.
Soddisfazione a nome del comitato “No Petrolio, Sì Energie Rinnovabili”, promotore della manifestazione dalla coordinatrice Silvia Russo.
L’assessore all’ambiente regionale Lorenzo Nicastro esprime soddisfazione per la riuscita della manifestazione, ma si dice preoccupato per notizie nazionali. Non verrebbe rispettato il diritto all’autodeterminazione della Puglia, che “si oppone, non solo con la piazza ma anche con atti amministrativi.
Vogliamo vederci chiaro: abbiamo accolto con favore, qualche giorno fa, le rassicurazioni del ministro Clini sulla distanza minima delle trivellazioni dalle coste e dalle aree protette. Avevamo ritenuto un fatto positivo la dichiarazione secondo cui al centro degli obiettivi del governo ci fosse la tutela dell’ambiente. Eppure apprendiamo dalla stampa nazionale pessime notizie. In particolare si discuterebbe di modifiche al decreto legislativo 152/2006 che rischierebbero un vuoto normativo pericoloso in una materia delicata come questa”.

Jenny De Cicco

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Manifestazione di Monopoli, la politica aderisce al di là delle bandiere


Fronte compatto della politica della regione che si prepara alla manifestazione del comitato “No Petrolio” di Monopoli il prossimo 21 gennaio. Nell’eventualità non dovesse essere sufficiente al cambio di rotta c’è chi, come il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna, propone una petizione comunitaria per impedire l’estrazione d’idrocarburi nell’Adriatico.

Adesione di tutti i gruppi politici presenti in Regione, dei rappresentanti pugliesi in parlamento e probabile presenza del leader dell’Idv Antonio Di Pietro.

Durante la conferenza stampa di presentazione della manifestazione del 16 gennaio, Nichi Vendola ha sottolineato il ruolo della Puglia come ”la prima produttrice d’energia rinnovabile d’Italia. Per noi il petrolio è il mare. Cercare il petrolio nel mare significa invece rischiare di distruggere quel tesoro che già abbiamo. Noi metteremo insieme tutto il potere istituzionale delle comunità, faremo tutti i passi che si potranno fare sul piano giuridico, diremo tutto ciò che si può esprimere sul piano politico per fare una grande rivolta, un grande momento di disobbedienza civile”.

L’iniziativa, promossa dal comitato “No petrolio” di Monopoli vede coinvolte anche province, amministrazioni comunali e associazioni.

Il presidente del consiglio Onofrio Introna ha sottolineato l’importanza della manifestazione, che rappresenta “un ulteriore passo in avanti nella battaglia per la salvaguardia dell’ecosistema e che si colloca nel solco della politica ambientale della Regione. Un modo per sollecitare il governo nazionale e il parlamento europeo ad approvare una legge contro lo sfruttamento delle risorse nell’ Adriatico”.

“A difesa non di un’idea, ma di un diritto”, si è schierato il capogruppo Pdl Rocco Palese, “pronto a scendere in piazza non solo a Monopoli, ma ovunque serva”.

A concludere l’incontro l’assessore regionale all’Ambiente Lorenzo Nicastro, che ha puntato il dito contro le scelte di politiche energetica del governo nazionale,”dietro le quali si nascondono interessi economici e tentativi di controllo sul nostro territorio da parte delle multinazionali del petrolio che è necessario scongiurare”. Al termine della conferenza stampa il capogruppo dell’Idv regionale Orazio Schiavone ha dichiarato: “Quanto i governi nazionali hanno fatto negli ultimi anni rispecchia una forte influenza delle multinazionali. La Puglia ha un ruolo pionieristico nel settore delle rinnovabili e per questo può diventare la testa di ponte per orientare diversamente le linee energetiche nazionali. Il gruppo consiliare dell’ Idv, come pure il presidente nazionale Antonio Di Pietro, aderisce alla manifestazione del prossimo 21 gennaio, ritenendola una occasione fondamentale per il popolo pugliese e per l’Adriatico”.

Il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna intanto propone una raccolta firme per dire no alle piattaforme petrolifere nelle acque italiane a livello europeo, se non si dovesse pervenire in tempi brevi ad una moratoria per le prospezioni nel Mediterraneo, sarà necessaria una grande petizione popolare all’Unione Europea contro il petrolio in mare. L’obiettivo è la raccolta di un milione di firme che servono per sostenere un’iniziativa popolare davanti alle autorità comunitarie, non sarà difficile ottenere la più ampia adesione al documento da inviare alla Commissione Europea e al Commissario europeo all’Ambiente, perché prendano atto della volontà univoca, effettiva, di tutti i pugliesi e di tutti gli italiani, di difendere l’ambiente e scegliere un futuro di bandiere blu e di mare pulito”.

Jenny De Cicco

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Manifestazione di Monopoli, al via la conferenza stampa


La manifestazione per fermare le trivellazioni nell’Adriatico, prevista il 21 gennaio a Monopoli, verrà presentata lunedì 16 gennaio, alle 11 nella sala Guaccero, presso il palazzo consiliare in via Capruzzi a Bari.
Verranno spiegate le modalità della manifestazione dai presidenti della Regione e del Consiglio regionale, Nichi Vendola e Onofrio Introna tramite una conferenza stampa.
Interverrà l’assessore regionale all’ambiente Lorenzo Nicastro e sono stati invitati i componenti dell’ufficio di presidenza dell’assemblea, i presidenti dei gruppi consiliari, i parlamentari pugliesi, il presidente della Provincia di Bari, i sindaci di Bari Michele Emiliano, di Monopoli Emilio Romani e i rappresentanti di Legambiente, Wwf, dei movimenti e associazioni di tutta la regione che aderiscono alla mobilitazione.
Istituzioni regionali e locali, forze politiche e sociali e cittadini di ogni età saranno in piazza a Monopoli per mostrare il volto di una Puglia unita senza distinzioni a difesa dell’ambiente e del territorio.
Il consigliere regionale Giuseppe Longo Udc ha rimarcato i rischi che la Puglia sta corre in questi periodi: “Rischio di trivelle nei nostri mari, megaparchi fotovoltaici o eolici in zone di pregio e che deturpano il paesaggio: adesso è giunto il momento di dire un grande no. La Regione non deve mai ritirare la mano che ha teso ai comuni e camminare, ora più che mai, al loro fianco per tutelare il territorio.
Il nostro territorio attira gli interessi dei tanti che, con la scusa delle energie pulite, corrono il rischio di danneggiarlo irreparabilmente. Adesso basta. Intanto si avvicina la data della manifestazione contro le trivelle nell’Adriatico. Un appuntamento importante, da non mancare e che servirà a far sentire a Roma la nostra voce contraria”.
Da Monopoli è partito in questi giorni il messaggio del sindaco Emilio Romani alla cittadinanza, al fine di promuovere la manifestazione pubblica, di dimensioni regionali, del 21 Gennaio 2012 a Monopoli.
“Le associazioni di Monopoli, insieme alle istituzioni locali e regionali, ai sindacati, alle imprese, alle forze politiche, alla società civile e a ogni singolo cittadino pugliese, sono invitati a dare vita ad un’ imponente manifestazione che richiami l’attenzione dei media nazionali. La manifestazione avrà inizio alle ore 9 in piazza Vittorio Emanuele per seguire un percorso che interesserà via Polignani, via Cadorna, largo Portavecchia, via Papacenere, via San Vito, lungomare Santa Maria, largo Castello, via Comes, via Porto, piazza Garibaldi, via Cristoforo Colombo, cala Fontanelle, largo Fontanelle, via Pintor Mameli, via Magenta, via Barone Ghezzi, corso Umberto, per concludersi nuovamente in piazza Vittorio Emanuele.
La città di Monopoli, sede del comitato “No petrolio, sì energie rinnovabili”, ispiratore dell’iniziativa, che ha già ospitato una riuscita manifestazione nel 2010 sullo stesso tema, è stata confermata dalla Regione Puglia, quale luogo per la prossima  manifestazione, ruolo che certamente saprà svolgere con lo spirito di accoglienza che da sempre la caratterizza.
Al fine di fornire  informazioni ai forestieri, per chi arriva da fuori città, è stato  consigliato l’ingresso nord di Monopoli dalla Ss 16, ed è stata  individuata un’area di parcheggio per autobus e auto come indicato  nella mappa disponibile sulla rete civica.

Jenny De Cicco

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Adesioni di Sel e Ppv alla manifestazione di Monopoli contro le trivelle


Sostegno da Sel e Ppv nella manifestazione del 21 gennaio prossimo di Monopoli, contro le trivelle nell’Adriatico.

Esprimono con una nota congiunta dei presidenti dei gruppi consiliari de La Puglia per Vendola, Angelo Disabato, e di Sinistra Ecologia e Libertà, Michele Losappio, il sostegno alla prossima manifestazione.

“La Puglia per Vendola e Sinistra Ecologia e Libertà sabato 21 gennaio 2012 sosterranno la Piazza di Monopoli contro le trivellazioni petrolifere nell’Adriatico. Dalla Puglia prenderà il via una grande mobilitazione in cui le regioni italiane costiere, cittadini sindacati, imprese, professionisti faranno sentire forte il proprio dissenso.

L’auspicio è che la politica tutta sia coesa nella consapevolezza dei disastri ambientali con gravi ripercussioni sulla salute degli esseri umani che le attività di ricerca di idrocarburi in mare possono procurare.

In Puglia, dal Salento al Gargano, il precedente governo nazionale ha autorizzato la ricerca di idrocarburi. Ci opporremo con forza a questi segnali inequivocabili provenienti dal governo nazionale e dall’Europa che non hanno alcuna intenzione di fermare queste operazioni di ricerca.

La Puglia per Vendola e Sinistra Ecologia e Libertà a Monopoli rinnoveranno il loro no alle trivellazioni petrolifere nell’Adriatico, auspicando che vi sia una serrata opposizione di tutti i nostri parlamentari italiani ed europei nei confronti delle operazioni offshore, in totale contrasto con la vocazione del nostro territorio, rivolta a uno sviluppo economico, turistico e rurale in armonia con il paesaggio, sicura ricchezza per la nostra Regione”.

Ecco dunque l’ennesima adesione alla manifestazione che conta ormai sostegno da qualsiasi parte e partito politico presente in Puglia e che vuole coinvolgere tutte le regioni adriatiche d’Italia e anche i territori balcanici, puntando sulla sensibilità, in parte dovuta al recente disastro delle coste australiane e l’insostenibilità ecologica ed economica degli idrocarburi come fonte energetica primaria della società italiana.

Jenny De Cicco

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Contro le trivelle adesioni dal mondo politico e dal comitato di Tutela per Porto Miggiano


La Puglia è una regione che tiene alle sue ricchezze e le difende, la natura e le verdi acque cristalline sono le sue risorse.

Il caso trivelle nell’Adriatico è nato a seguito della denuncia di un membro del comitato di Tutela per Porto Miggiano, che appoggia ed è referente per il Salento del movimento “No Petrolio, Sì Energie Rinnovabili” organizzatore della manifestazione per contrastare l’estrazione di idrocarburi nel mare di Puglia, prevista il 21 gennaio prossimo a Monopoli.

Il comitato appoggia e in una riunione – il 28 dicembre – deciderà la partecipazione alla manifestazione. Sostegno anche dal mondo politico con una nota congiunta dei capigruppo de La Puglia per Vendola, Angelo Disabato e di Sel, Michele Losappio, in cui si fa un appello al mondo della politica, per una partecipazione numerosa.

“Dalla Puglia – scrivono i politici pugliesi – prenderà il via una grande mobilitazione delle regioni italiane costiere, cittadini, sindacati, imprese e professionisti contro le trivellazioni petrolifere nell’Adriatico: ma non basta, è necessario che la politica continui a far sentire forte il proprio dissenso. La politica tutta deve essere coesa e consapevole dei disastri ambientali con gravi ripercussioni sulla salute degli esseri umani che le attività di ricerca di idrocarburi in mare possono procurare. Ora la discussione sulla sicurezza delle attività offshore è sul tavolo del parlamento europeo mentre in Puglia, dal Salento al Gargano, il precedente governo nazionale ha autorizzato la ricerca di idrocarburi. Ci opporremo con forza a questi segnali inequivocabili provenienti dal governo nazionale e dall’Europa che non hanno alcuna intenzione di fermare queste operazioni di ricerca. Pertanto, La Puglia per Vendola e Sinistra Ecologia e Libertà sabato 21 gennaio 2012 sosterranno la piazza di Monopoli auspicando che si mobiliti una serrata opposizione di tutti i nostri parlamentari italiani ed europei contro con le operazioni offshore, in totale dicotomia con la vocazione del nostro territorio, rivolta a uno sviluppo economico, turistico e rurale in armonia con il paesaggio, sicura ricchezza per la nostra regione”.

Intanto il gruppo di Tutela, che è il referente del comitato No Petrolio di Monopoli, parlerà dell’estrazione d’idrocarburi il 28 dicembre a Martano presso la sala Woijtila, alle 18,30, e della costituzione legale del Comitato per permettere l’intervento in battaglie legali.

“A distanza di cinque mesi dalla prima manifestazione dicono dal comitato – il sit in del 30 luglio sotto la torre, il comitato di Tutela per Porto Miggiano è diventato un movimento conosciuto in tutta la regione, che conta migliaia di sostenitori in tutta Italia. Il gruppo ha ricevuto sostegno di artisti – celebre l’apparizione dei Sud Sound System con la maglietta del Comitato durante l’ultima Notte della Taranta – e di personalità che hanno permesso d’allargare i confini della protesta contro la cementificazione a Porto Miggiano, migliaia di persone hanno firmato la petizione all’assessore Barbanente”.

Jenny De Cicco

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Manifestazione no petrolio il 21 gennaio a Monopoli


Al via l’organizzazione della manifestazione contro le trivelle nell’Adriatico del 21 gennaio “Più verde, meno nero” prevista a Monopoli, per protestare contro l’estrazione d’idrocarburi. La Puglia scenderà in piazza a difesa del proprio modello di sviluppo sostenibile.

Il presidente del consiglio regionale, Onofrio Introna ha fatto il punto delle fasi organizzative con i rappresentanti del comitato anti trivellazioni petrolifere nell’Adriatico, costituito dalla Regione, dal comune monopolitano, province, amministrazioni comunali e associazioni.

Prevista una grande mobilitazione, che coinvolgerà i cittadini, pugliesi e non solo, e poi tutte le componenti politiche e sociali in salvaguardia del territorio, per ribadire il no al petrolio e il sì a una legge nazionale di divieto e a una moratoria europea dell’installazione di piattaforme offshore d’estrazione d’idrocarburi in mare.

Il presidente Introna invita alla collaborazione i sindacati, il mondo professionale, le imprese, soprattutto quelle marinare per uno “sviluppo turistico ed economico sano” e si farà promotore d’un appello alla partecipazione di tutte le Regioni costiere italiane. “Facendo seguito al documento contro le trivellazioni approvato all’unanimità nella recente riunione plenaria della Conferenza delle Assemblee legislative – ha detto Introna – chiederò ai colleghi presidenti delle regioni adriatiche e del Mediterraneo europeo di aderire alla manifestazione di gennaio a difesa del mare. Mi auguro di vedere sfilare con il gonfalone della Puglia i simboli delle altre quattordici regioni marinare: dalla Liguria alla Calabria fino al Friuli, passando per la Sardegna e la Sicilia”.

Una pagina su Facebook raccoglierà le adesioni alla campagna ambientalista.

La prima adesione a opera presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, assieme a quella di Introna, ma “tutti, forze politiche e sociali, associazioni, artisti, esponenti della cultura, sportivi, donne e uomini che hanno a cuore il futuro sano delle prossime generazioni sono invitati – dal presidente dell’assemblea pugliese – a sottoscrivere un manifesto blu, come le bandiere che le nostre spiagge devono continuare a collezionare da Ventimiglia a Trieste, passando per le coste pugliesi, minacciate da Mola a Otranto e perfino alle Tremiti dallo spettro di un fluido nero come il petrolio”.

Jenny De Cicco

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Otranto, il comune vince l’appello contro l’Apisem


Vertenza contro l’Apisem, Il comune di Otranto ottiene parere favorevole, ma se entrano 100 mila euro, l’erario comunale dovrà sborsarne 57 mila. Dopo la sentenza di primo grado, della vertenza Apisem-comune di Otranto, che dava ragione all’azienda dei Semeraro di Lecce, noti anche come i patron del Lecce calcio, ecco la sentenza d’appello, che la ribalta: il comune idruntino potrebbe presto ottenere 100mila euro.

La vicenda parte dal 2003-2005, all’epoca Luciano Cariddi, l’attuale sindaco, era assessore della giunta di Francesco Bruni quando l’ente otrantino, a seguito di alcuni controlli amministrativi sul corrispettivo in materia di Tosap, la tassa di occupazione dello spazio e aree pubbliche, aveva accertato l’occupazione di un’area pubblica da parte dell’azienda Semeraro, per la stazione di rifornimento di fronte all’ufficio postale, riscontrando un versamento di un canone di soli 3mila euro invece che i 24mila annuali dovuti.

Cariddi sostiene d’aver avviato gli accertamenti per la necessità di far valere le ragioni dell’ente rispetto a quelle della società. L’Apisem si ripromise di recuperare le somme in seguito all’esito del ricorso e anticipò le somme del triennio, vincendo in primo grado.

Così iniziò la controversia legale. Con le sentenze dell’8 novembre scorso n. 291, 292 e 293, la Commissione tributaria regionale ha accolto l’appello del Comune idruntino contro il giudizio di primo grado, che aveva dato ragione all’azienda.

Il comune di Otranto è rappresentato dall’avvocato Maurizio Villani e in appello ha dimostrato la fondatezza della pretesa economica di centomila euro totali tra canone, sanzioni e interessi per gli anni accertati 2000-2002.

Cariddi nel luglio 2005 non faceva più parte dell’amministrazione Bruni e nel 2006, quando il comune preferì non costituirsi contro l’Apisem nel secondo ricorso, con il quale l’azienda chiedeva il rimborso delle somme versate nel triennio 2003-2005, come stabilito dalle sentenze di primo grado, scoprendo da poco la contumacia del comune che in tale vertenza non ha reso possibile far valere le ragioni dell’amministrazione, producendo un giudizio favorevole ai Semeraro con la sconosciuta sentenza all’attuale maggioranza.

Ora il comune devrà probabilmente rimborsare l’azienda Apisem di 57mila euro più interessi. “Cerceremo di comprendere meglio – ha commentato Cariddi – nei prossimi giorni, perché la giunta guidata dall’allora sindaco Bruni decise di non costituirsi in quel giudizio, producendo un tale danno per le casse comunali”.

Jenny De Cicco

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Pronte per dicembre le manifestazioni anti trivellazioni


Si preparano manifestazioni e proteste. Tutti uniti per bloccare le trivellazioni esplorative della Northern Petroleum. L’Udc è pronta a manifestare sotto la sede del Ministero dell’Ambiente, mentre è prevista per dicembre una giornata di mobilitazione regionale a Monopoli.

Salvatore Negro, presidente regionale Udc, lancia l’appello “Tutti a Roma a manifestare contro chi vuole distruggere le coste della Puglia. Le trivelle della Northern Petroleum devono riprendere il largo”. Lo ha ribadito esprimendo tutta la contrarietà del gruppo regionale Udc a qualsiasi ipotesi di trivellazione. “Invitiamo tutte le forze politiche della regione alla mobilitazione e a ritrovarsi a Roma nei pressi del Ministero dell’Ambiente per manifestare contro questo ennesimo scempio – ha continuato il capogruppo Udc – Impegneremo tutte le nostre forze in una protesta civile e democratica per evitare danni irreparabili che avrebbero conseguenze più che negative sulla economia pugliese. L’auspicio è che il ministro Clini possa rivedere la posizione del suo predecessore”.

Per dicembre in data da definire associazioni e gruppi politici stanno organizzando una mobilitazione dei presso Monopoli, dietro al gonfalone della Regione, per ripetere un no deciso al petrolio in Adriatico. Previsto il coinvolgimento d’istituzioni, enti locali, parlamentari, sindacati, organizzazioni professionali, associazioni, cittadini e giovani.

“Come il 7 maggio a Termoli – ha detto il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna, incontrando a Bari presso il suo studio i rappresentanti di numerose associazioni ambientaliste impegnate nella battaglia – il gonfalone sarà il simbolo dell’unità dell’intera assemblea consiliare sulla tutela dell’ambiente marino, una posizione univoca sancita nell’articolo unico sottoposto dalla Puglia al Parlamento”. Si tratta del’iniziativa dello scorso 20 luglio che ha suscitato l’attenzione del commissario europeo all’ambiente, disponibile a raccogliere i pareri delle autonomie in protocollo che metta al bando qualsiasi attività off shore nelle acque mediterranee.

Il presidente ha confermato che proporrà l’adozione di un documento a sostegno della moratoria in Adriatico in occasione della riunione plenaria della Calre, la conferenza che si svolgerà all’Aquila, dal 24 al 27 novembre e riunirà 74 presidenti delle assemblee legislative europee. Nella stessa occasione, Introna rinnoverà ai colleghi delle Regioni adriatiche l’invito a fare approvare dai rispettivi consigli una proposta di legge alle Camere, sul modello di quella pugliese. Altra ipotesi quella dell’organizzazione di una conferenza adriatica, allargata a Balcani e Grecia.

Introna ha risposto positivamente all’appello del movimento per una stretta sinergia tra la società reale e le istituzioni.

Jenny De Cicco

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Bandiere blu riunite per dire no alle trivelle


“In più occasioni abbiamo ribadito di non volere la coltivazione di idrocarburi”. Questo l’intervento dell’assessore regionale dell’Ambiente pugliese Lorenzo Nicastro, nel Consiglio comunale straordinario di Polignano del 21 novembre. Presenti alla seduta il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna, Nicastro, il presidente della Provincia di Bari Francesco Schittulli, il presidente della Provincia di Brindisi Massimo Ferrarese, l’assessore all’Ambiente della Provincia di Lecce Francesco Pacella e i rappresentanti delle organizzazioni ambientalistiche, con i comuni costieri di Otranto, Melendugno, Rodi Garganico, Salve, Ginosa, Fasano, Ostuni e Polignano a Mare, comuni Bandiere Blu e di Monopoli.

Introna ha proposto l’organizzazione di una sessione durante la prossima Conferenza delle Assemblee legislative regionali Europee (Calre) con la presenza delle regioni coinvolte dalla minaccia dell’estrazione d’idrocarburi.

Al termine del consiglio è stato adottato unanimemente un documento di moratoria della prospezione sottomarina al largo delle coste pugliesi, chiedendo al ministro dell’ambiente, Corrado Clini, d’intervenire per sospendere le autorizzazioni avviate e non concluse, tramite una moratoria ministeriale. Il documento esprime l’intento di coinvolgere Regione, Provincie e Comuni interessati in un’azione di salvaguardia delle attese delle comunità locali, sollecitando un incontro per rappresentare le ragioni al ministro.

“Occorre fare squadra – chiosa Introna – L’Adriatico non si tocca, pochi barili di pessimo petrolio non possono rischiare di sconvolgere la vita di 40 milioni di italiani, balcanici e greci che vivono sul nostro mare e traggono sostentamento dalle sue straordinarie risorse”. La proposta di legge alle Camere per la messa al bando di ogni ricerca o sfruttamento in tutto l’Adriatico, approvata all’unanimità in Regione il 20 luglio scorso e che ha avuto un riscontro positivo dell’Unione Europea ed è stata trasmessa alle regioni adriatiche per iniziative analoghe. “Dobbiamo allargare il fronte, a cominciare dall’Abruzzo e Molise, interessati da analoghi problemi per il progetto prospicente alle Tremiti. Si tratta di una richiesta di civiltà, perché il mare è il futuro. – ha ribadito il Presidente Introna – Non si possono sottovalutare i rischi di disastri ecologici, come quelli nel Golfo del Messico, nel mare del Nord ed ora in Sud America, che sarebbero mortali per uno stagno, come l’Adriatico.

E già le sole prospezioni hanno ricadute pesanti: gli spiaggiamenti di cetacei sono conseguenza di un ambiente marino violentato da geosonde, impulsi sonar e Air Gun”.

Lorenzo Nicastro ha incalzato: “La lotta, pur con modalità civili e responsabili, sarà lunga e dura, anzi durissima e solo sulla base di questa collaborazione tra istituzioni e tra le medesime e i cittadini possiamo invertire la tendenza”.

No alle piattaforme anche dal presidente del gruppo misto Donato Pellegrino che, pur non essendo parte del consiglio polignanese, esprime dissenso per l’utilizzo dell’air gun da parte della Northern Petroleum, esplosioni d’aria compressa dannose per le specie ittiche.

“Condivido la preoccupazione delle comunità interessate – afferma preoccupato Pellegrino – alla Northern potrebbe seguire la Saipem nelle acque brindisine. Bisogna assolutamente bloccare la logica con cui, da alcuni anni a questa parte, il governo centrale rilascia autorizzazioni di prospezione ad insaputa delle autorità locali”.

Jenny De Cicco

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