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Itinerari di salute e sapere con NaTouristico di Uggiano la Chiesa


Da Uggiano la Chiesa ritornano gli appuntamenti di NaTouristico.
Sabato 2 giugno NaTouristico Pro Loco Uggiano e Casamassella ripropone il suo “Trekking… Bici Tour”, a piedi alla scoperta dell’antica strada romana, testimone di civiltà, storia e cultura, accompagnati da Antonella Screti, esperta guida naturalistica, un modo per riscoprire il territorio con lentezza e consapevolezza.
Il programma prevede, dopo il ritrovo dei partecipanti presso il piazzale Santi Medici, la partenza in direzione “strada romana”, passando per il menhir di San Giovanni Malcantone, la cappella della Madonna della Serra, monte Ferrari e con l’arrivo alla Baia di Porto Badisco dove natura e storia si fondono in scenari suggestivi, per poi volgere al ritorno al luogo di partenza.
Questo proposto è un itinerario di salute e sapere, cibo per il corpo e per l’anima, un modo per conoscere ed acquisire consapevolezza del proprio territori per chi lo abita e un primo appuntamento per curiosi, le campagne si trasformeranno in una grande palestra a cielo aperto.
Un ottimo metodo per ricaricarsi prima dell’inizio di una nuova settimana di lavoro e, magari, anche per fare nuove conoscenze.
Per informazioni basta contattare alla mail natouristico@gmail.com, è prevista una quota di partecipazione che include la quota assicurazione, guida, affitto bici per il ritorno e una bottiglietta d’acqua fresca da mezzo litro che vi verrà consegnata arrivati nella Baia di Porto Badisco.
Si consigliano scarpe e abbigliamento comodo, zainetto con pranzo al sacco e macchina fotografica per imprimere non solo nella memoria una giornata memorabile.

Jenny De Cicco

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Badisco, un mare tutto da mostrare (e preservare)


Incontri e interventi per la tutela del mare salentino.
Iniziativa di sensibilizzazione del gruppo sommozzatori della Protezione Civile Palmariggi, in materia di ambiente e soccorso, in programmazione per domenica 27 maggio a Porto Badisco dove la stessa Protezione Civile Palmariggi e il Raon – Raggruppamento Associazioni Operative Nazionale – e con la collaborazione della Capitaneria di Otranto, organizzeranno una giornata ecologia con pulizia dai rifiuti abbandonati dei fondali presso la baia delle “Tajate”.
Lo scopo è quello di mostrare come a Porto Badisco, un piccolo paradiso ricco di vita sottomarina e con le scogliere incontaminate, la pulizia dei fondali dovrebbe essere il mezzo per garantire alle specie che popolano i fondali di sopravvivere e che saranno in mostra tramite video e foto di realizzate dal Nucleo sommozzatori. Seguirà una simulazione di salvataggio di sbarco di naufraghi a mare che vedrà impegnati i volontari della Protezione Civile di Palmariggi (nucleo sommozzatori, e nucleo soccorso sanitario) con l’ausilio di mezzi della Capitaneria di Porto di Otranto.
Alla manifestazione parteciperanno i bambini delle scuole primarie e secondarie di Uggiano La Chiesa, Palmariggi, Bagnolo del Salento, Cannole, Otranto e Maglie.
Mentre sabato 26 maggio alle 18,30, presso la sala auditorium dell’istituto scolastico comprensivo di Uggiano La Chiesa, si terrà un convegno sul tema “Parchi e aree marine protette. Salvaguardia ambientale”. Al convegno interverranno Ferdinando Boero, professore di Zoologia all’Università del Salento, Francesco Amato, comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Otranto, Dario Corsini, dirigente Settore Ambiente Provincia di Lecce.
Oltre ai sindaci dei vari comuni. Nelle due giornate è prevista la presenza delle autorità istituzionali e politiche.

Jenny De Cicco

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Porto Badisco, in mostra le pitture della Grotta dei Cervi. In copia


Una mostra nella mostra. Porto Badisco di Otranto, piccolo borgo di pescatori e perla nella perla, propone una mostra sulle pitture preistoriche della Grotta dei Cervi. Si potranno vedere le splendide e misteriose pitture parietali fino al 25 settembre in piazzetta Consiglio a Porto Badisco, dalle 17 alle 19. Naturalmente non sono gli originali, bensì copie fotografiche a grandezza naturale di alcune delle più significative scene in guano di pipistrello e ocra rossa realizzate oltre seimila anni fa da uomini del Neolitico sulle pareti della grotta. Il luogo fu scoperto 41 anni fa, e lo scorso anno si è infatti festeggiato con una mostra fotografica, presso il museo civico di Maglie, il quarantennale della scoperta, con pannelli in grandezza naturale. Le grotte sono state oggetto di studio da parte di numerosi centri universitari italiani e non solo, proprio perché preziosissima testimonianza della presenza dell’uomo in epoca neolitica sulle coste salentine. Innegabile il fascino e il mistero di questi testi figurativi, dei quali non è ancora noto il reale significato. Non semplici pittogrammi, ma rappresentazioni geografiche con intenti magici e riti di passaggio all’età adulta per gli adolescenti protostorici, raffigurati sulle candide pareti calcaree, che il tempo e la peculiare sensibilità dei pigmenti organici utilizzati non rendono fruibile ai più. Un’occasione, questa della mostra a Badisco, per avvicinare i turisti e i locali all’ancestrale fascino delle popolazioni autoctone.

Jenny De Cicco

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Primo maggio, Festa del Lavoro ma anche degli amanti dell’arte: grazie a “Chiese aperte”


Maggio, portatore del mite clima foriero d’estate e di magnifiche iniziative; primo maggio, giorno di festa dei lavoratori e, oggi, anche di turismo culturale e naturalistico. Quest’anno sono state infatti numerose le adesioni, da parte delle Pro loco salentine, all’iniziativa legata a “Chiese Aperte”, promossa dall’ArcheoClub d’Italia e dalla sezione di Porto Badisco.

E dunque il Comune di Uggiano la Chiesa, in collaborazione con Pro Loco Uggiano e Casamassella e “NaTouristico”, laboratorio urbano finanziato da Bollenti Spiriti, hanno aderito alla manifestazione nazionale “Chiese aperte”, mettendo a disposizione visite guidate alle chiese rupestri di Sant’ Elena e Sant’Angelo, dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 16 alle ore 18. La prima è situata sulla strada per Porto Badisco, appena fuori Uggiano la Chiesa, mentre la seconda si trova nella valle dell’Idro, in agro di Casamassella.

Non solo: Archeoclub ha deciso di spostare l’appuntamento al 1° maggio in modo da differenziarlo dalla manifestazione dell’Archeoclub nazionale, che si tiene la seconda domenica di maggio; l’invito a tutti quelli che possiedono un bene culturale ”minore” è di tenerlo aperto anche in altri giorni dell’anno, durante altre manifestazioni di promozione, come le Giornate Europee del Patrimonio Culturale organizzate dai Ministero per i Beni culturali e ambientali a fine settembre.

Così come si può vedere dall’elenco delle adesioni alla scorsa edizione 2010, (http://www.archeoclubportobadisco.it/CMS/index.php?module=subjects&func=viewpage&pageid=15 ), l’intenzione era coinvolgere tutta la provincia, per favorire tra l’altro la nascita di una Archeorete del Salento e la pubblicazione della carto-guida, ovvero di una mappa stradale della provincia di Lecce, contenente le immagini di tutti i siti d’interesse visitabili domenica 1 maggio 2011 e i recapiti delle relative guide. Ovvero itinerari alternativi, visite a monumenti di culto cristiano solitamente esclusi dai circuiti turistici: il tutto grazie all’adesione della CIA e dell’associazione TURISMO VERDE della provincia di Lecce.

La manifestazione sarà quindi occasione pe incentivare le convenzioni che le pubbliche amministrazioni possono stipulare con gli imprenditori agricoli allo scopo di favorire lo svolgimento di attività volte alla manutenzione e valorizzazione del territorio, alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale, alla cura dell’assetto idrogeologico.

L’Archeoclub d’Italia di Porto Badisco si avvale del supporto tecnico della società cooperativa” TERRA” e del patrocinio di tutti i comuni interessati dalla manifestazione, nonché del Centro Servizi Volontariato Salento, dell’Azienda di Promozione Turistica di Lecce, della Province di Lecce e Brindisi, della Regione Puglia.

Per informazioni e prenotazioni contattare il numero della Pro Loco 329/1728151 begin_of_the_skype_highlighting 329/1728151 end_of_the_skype_highlighting o la guida 380/4580607 begin_of_the_skype_highlighting 380/4580607 end_of_the_skype_highlighting.

Jenny De Cicco

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Porto Badisco, Capitaneria e Vigili all’opera per liberare la costa da boe e gavitelli abusivi


Gli uomini della Capitaneria di porto e la Polizia municipale di Otranto in azione a Porto Badisco, questa mattina alle prime luci del giorno, per liberare la costa dalle cime e dalle corde legate tra gli scogli e ripulire il fondale dagli ormeggi galleggianti ancorati sott’acqua. Un’operazione di bonifica di fondali e costa che ha visto il dispiegamento delle forze marine e terrestri della Capitaneria coordinate dal tenente di Vascello Donato Ostuni e il supporto della Polizia municipale di Otranto guidata da Vito Spedicato. Un’azione congiunta per limitare l’attracco abusivo dei natanti da diporto in questo tratto costiero, salvaguardandolo così dall’inquinamento. Alla motovedetta Cp 809 che giungeva da mare con tre marinai a bordo, intorno alle 8.30 del mattino si è sommato infatti l’intervento di due sommozzatori della Capitaneria che raggiungevano gli ormeggi abusivi dalla spiaggia, mentre due agenti di polizia giudiziaria intervenivano sul lato costiero liberandolo dai cavi recuperati dai sub. All’arrivo dei militari solo una barca, un gozzo in legno, era legata alla scogliera. Sul luogo i militari hanno rinvenuto però numerose cime cui corrispondevano una serie di boe di plastica che galleggiavano sotto il pelo dell’acqua, e che con i gavitelli erano poi ancorati ai cosiddetti “corpi morti”, massi di pietra nascosti sott’acqua che consentono l’attracco a pochi metri dalla riva, dove in estate è pieno di bagnanti: “Una situazione che andava avanti da così tanto tempo”, si legge nella nota ufficiale della Capitaneria, “che salentini e vacanzieri ormai davano per scontato che quel pezzo di mare cristallino da cui immergersi per godere di un rinfrescante bagno estivo fosse adibito a porticciolo. Invece gli ormeggi erano del tutto privi di autorizzazione”, continua la nota. “Sul fondale infatti sono stati trovati e recuperati ancoraggi per le boe non a norma, e per galleggianti si utilizzavano lattine di olio combustibile, contenitori e recipienti di plastica di ogni genere”. Non sono ancora stati rilevati illeciti da parte degli investigatori, che continuano il pattugliamento delle coste per scongiurare il ripetersi del fenomeno, ricercando gli autori materiali di questi abusi perpetrati ai danni del patrimonio costiero.

Salvo Sammartino


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La Grotta dei Cervi, un tesoro da salvare


Sono passati quarant’anni dalla scoperta della Grotta dei Cervi. Quarant’anni in cui questo luogo ha preso il nome di “grotta proibita”, perché non aperta al pubblico. La Grotta dei Cervi non è altro che uno dei più grandi ricettacoli della nostra storia più antica, quella degli uomini primitivi, che però, a differenza di ciò che ci dicono a scuola, non vivevano nelle caverne, ma le utilizzavano in momenti differenti della loro giornata. Le pareti di queste rocce sono piene di graffiti che raccontano una storia simbolica, ancora per certi versi sconosciuta e che si presta a numerose interpretazioni. Qualcuno, di tanto in tanto, lamenta però la chiusura della grotta e ne chiede l’apertura al pubblico. “Si tratta di un patrimonio delicato – spiega Ninì Ciccarese del Gruppo Speleologico Salentino, custode della Grotta dei Cervi – le grotte in questione sono, in generale, un fatto speciale: non solo sono belle, ma sono le riserve naturali che conservano inalterate le tracce della nostra storia”.

Tracce che inalterate devono restare, se si vuole tutelare il patrimonio storico: non dobbiamo confondere le nostre grotte con quelle turistiche, che sono attrezzate; quelle sul territorio di Porto Badisco sono persino in una proprietà privata. Le più note sono la succitata Grotta dei Cervi, la Grotta dei Diavoli, la Grotta di Sant’Emiliano e il Complesso Spagnolo. Ci sono però moltissime grotte sconosciute e spesso subacquee in questi luoghi. “Il Salento è terra importante per la paleontologia e la paletnologia – prosegue Ciccarese, che snocciola una storia fatta dai vari De Lorentiis e Stasi – le grotte sono quelle che gravitano intorno alla baia, costituendo un tutt’uno non geologico, bensì culturale e ambientale”. Sono i pittogrammi a farci conoscere per lo più la cultura di questi uomini primitivi: la grotta era per loro un luogo cultuale (e culturale), con i nuclei abitati all’aria aperta, nelle vicinanze. “Questi uomini – conclude Ciccarese – vivevano un momento culturale differente. Prendiamo il Medioevo cristiano, che ha fatto credere che le grotte fossero un luogo demoniaco: il sottosuolo era la dimora del diavolo. Per i precristiani non era così”.

Se vi chiedeste dunque perché le grotte del Napoletano sono visitabili, ma le nostre no, la risposta è qui: la Storia non si vende per un piatto di lenticchie, per cui, se quei pittogrammi sono rimasti inalterati per millenni, è anche grazie alla loro chiusura al pubblico. Perché è bene che anche i posteri possano conoscere questa cultura, comunque oggetto continuo di studi da parte di moltissime università italiane. “Solo dopo averne garantito la conservazione e lo studio – conclude Ciccarese – si potrà procedere alla promozione e all’apertura di questo tesoro”.

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Porto Badisco, per gli uggianesi è “Mare nosciu”. Ecco come una associazione lotta per la tutela del porticciolo.


In una fredda serata di febbraio, abbiamo incontrato il giovane consigliere comunale di Uggiano la Chiesa Vincenzo Sisinni incaricato alla marina di Porto Badisco, che ci ha presentato Daniela Felline, avvocato e presidente dell’ associazione “Porto Badisco Mare Nosciu”. Il Consigliere Sisinni ci ha solo anticipato che in questi giorni si sta occupando di fare delle segnalazioni ai Comuni di Otranto e di Uggiano sullo stato di abbandono in cui versa il porticciolo di Badisco, a seguito dei quali, spera che le due municipalità si occuperanno, ciascuna secondo le sue competenze, di risolvere alcune criticità. La dottoressa Felline invece ci parla dell’ attività dell’ associazione “Mare nosciu”: “La nostra associazione è nata per contestare la scarsa attenzione che viene rivolta dagli Enti locali alle problematiche di Porto Badisco – esordisce l’avvocato Felline, parlandoci della storica contesa tra Otranto e Uggiano, che si “rimpallano” le attenzioni o le disattenzioni in questo caso, della marina e dell’ antico borgo dei pescatori adiacente – “ad esempio l’associazione è impegnata in un contenzioso contro una società di privati per l’ uso dell’ area del porticciolo, della spiaggia e della zona rocciosa fino alle grotte” – continua la Presidente Felline – “l’associazione si è costituita in giudizio e mi sono fatta personalmente carico di portare avanti la causa per rendere Porto Badisco libero e accessibile per tutti. Confidiamo in un esito positivo delle ultime fasi processuali che avranno luogo nel prossimo Aprile” – anticipa la dottoressa Felline – “soprattutto dopo aver depositato agli atti processuali degli antichi carteggi catastali risalenti ai primi del ‘900, nei quali l’area interessata risulterebbe demaniale”. Oltre all’attività giudiziaria, l’associazione si occupa da tempo di altre attività tese a far comprendere il significato storico di Porto Badisco, nato come borgo di pescatori, poi divenuto “luogo della vacanza” per gli uggianesi, i quali devono però scontrarsi con uno stato di abbandono, denunciato dalla stessa associazione. Oltre a questo, poi l’associazione si batte per la salubrità dei luoghi: “Giorni fa nel consiglio direttivo ci siamo preoccupati dei risultati di un campionamento effettuato nelle acque del porticciolo di Porto Badisco, commissionato all’Università di Lecce” – continua Daniela Felline – “dopo aver osservato che in certi periodi l’acqua assume colori poco invitanti, abbiamo incaricato lo scorso anno la dottoressa Antonella De Donno, del Dipartimento di Biologia di effettuare dei campionamenti per monitorare costantemente la salute delle acque. I due campionamenti effettuati ai primi di luglio del 2010 e alla fine di agosto 2010 hanno evidenziato dei valori “borderline” per la presenza di batteri coliformi fecali” – conclude la dottoressa Felline – “questo ci spinge a verificare se e dove ci sono degli scarichi abusivi di acque nere di alcune abitazioni private o attività commerciali, oltre ad andare ad esaminare il collettore fognario di Malepasso, poiché i fenomeni sono associati alla risacca di scirocco che tende a riportare a riva la corrente e con essa anche gli scarichi di questa condotta”.

Salvo Sammartino

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Otranto, Uggiano e Giurdignano fanno sistema per la “rigenerazione urbana”.


E’ appena terminato l’incontro con gli amministratori dei tre centri coinvolti nell’ auditorium presso il parco dei Santi Medici a Uggiano e i partecipanti si radunano in capannelli, a discutere e salutarsi prima di rientrare nelle loro case, dopo una serata di “partecipazione politica”. Nella serata del 10 febbraio scorso, un nutrito gruppo di cittadini provenienti dai tre comuni coinvolti hanno interagito con il Sindaco di Uggiano Salvatore Piconese, quello di Otranto Luciano Cariddi e di Giurdignano Donato Fanciullo, insieme con l’ingegnere Roberto Calà, designato per illustrare i contenuti della legge regionale 21 del 29 luglio 2008 e seguirne la sua applicazione pratica nel nostro territorio. Le “Norme per la rigenerazione urbana” sono delle indicazioni cui i comuni dovranno attenersi per programmare una serie di interventi, ciascuno sul proprio territorio, ma in modo da integrare ancora di più le tre realtà già coinvolte in altre esperienze di programmazione. Giurdignano e Otranto ad esempio condividono la programmazione urbanistica generale, mentre Uggiano e Otranto hanno in comune le sorti della comune marina di Porto Badisco, tirata in ballo a più voci nella serata per un possibile programma di “rigenerazione”. Ciò che si è subito compreso, attraverso gli interventi degli amministratori è che la norma non prevede la costruzione di nuovi fabbricati. Prevede invece una prima fase di ascolto e di coinvolgimento attivo della cittadinanza per individuare criticità, bisogni e necessità di ciascuna municipalità per poi tradurla in un piano integrato di interventi, per il quale verranno stanziate delle risorse comunitarie dell’Asse VII del POR 2007-13. Per fare questo, il Comune di Otranto è stato individuato quale Ente capofila in un protocollo sottoscritto a tre mani, che pone i tre comuni sullo stesso livello. Quella di questi giorni è solo la fase interlocutoria; un altro incontro analogo si terrà presso il Castello Aragonese di Otranto il prossimo 16 febbraio alle 17.30. Ma quali sono le impressioni “a caldo” di questi dibattiti? Ci sono stati una serie di interventi, alcuni molto duri e quasi aggressivi circa la condizione in cui versa Porto Badisco, la marina che ricade nel territorio idruntino, ma che viene frequentata dagli uggianesi. Un vero “nervo scoperto” è lo storico confronto tra i due comuni che si contendono amore e interessi, opportunità economiche e bellezze paesaggistiche selvagge dell’approdo virgiliano. Le uniche idee propositive della serata sono venute da un timido intervento di uno dei pochi giovani presenti in sala. Uno dei pochi che ha centrato lo spirito della norma regionale, tra richieste “fuori tema” di contributi economici per fini privati e degli urlaticahier de doleances. Ha parlato di omogeneità nell’ uso dell’ illuminazione pubblica, derivante da fonti rinnovabili e proveniente da lampade a led tutte uguali per i tre comuni, dell’adozione di un piano del colore ispirandosi alla vicina “città bianca” di Ostuni, di un arredo urbano omogeneo, marciapiedi, panchine e pattumiere tutte simili e addirittura una Polizia locale con un campo d’azione esteso alle tre municipalità coinvolte. E di una maggiore attenzione per i beni storici della Valle dell’ Idro, che si snoda in tutti e tre i comuni. Un contributo che è valso l’intera serata, a modesto parere di chi scrive. Perché bisogna lasciare da parte l’ astio per l’ amministratore che ci è antipatico in queste occasioni, né pensare di realizzare l’ennesima rotatoria, l’ennesimo marciapiede, piazza o fondo stradale con i soldi dell’ Unione europea. Non bisognerebbe scomodare l’intervento esterno di una legge regionale che muove capitali da Bruxelles per fare qualcosa di così immediato come un marciapiede o una illuminazione. Basta il lavoro di un bravo assessore.

Salvo Sammartino

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