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Porto interno di Otranto: si attende il 19 febbraio


Ancora incerto il destino del porto interno di Otranto. La scorsa settimana il Consiglio di Stato ha ha accolto il ricorso proposto dall’impresa Romolo Nachira nel bando applicato dal comune per l’affidamento dei lavori per la riforma della sentenza breve del Tribunale Amministrativo Regionale di Puglia, sezione di Lecce 1871/2012 del 13 novembre, concernente affidamento lavori di riqualificazione del porto turistico di Otranto, in cui il TAR si era pronunciato favorevolmente alle ragioni comunali e non della ditta promotrice della causa, che si era piazzata seconda al bando di affidamento per l’appalto: la Ati Romolo Nachira.

Per capire meglio le sorti dell’opera, bisognerà attendere il febbraio 2013, mese in cui è fissata l’udienza che dovrebbe definitivamente chiarire la situazione.
Il presidente della VI sezione del Consiglio di Stato, intanto, con il decreto monocratico numero 4618, ha sospeso la stipula del contratto tra l’amministrazione comunale e l’aggiudicataria ATI Rossi Renzo, riguardante i lavori di riqualificazione del porto turistico, per l’ampliamento del bacino esistente e la realizzazione di ormeggi e sistemazione delle aree a terra, accogliendo l’appello proposto contro la sentenza numero 1871/2012 della III sezione del Tar di Lecce.

Intanto è stata bloccata la cantierizzazione per il ricorso al Consiglio di Stato numero 8274 del 2012, proposto dall’Impresa Romolo Nachira in proprio e quale mandataria di ATI, con Bieffe Costruzioni SRL e Armando Muccio SRL, rappresentata e difesa dagli avvocati Ernesto Sticchi DamianiAlfredo Caggiula contro il comune di Otranto rappresentato e difeso dall’avvocato Alessandro Taurino, nei confronti di Rossi Renzo Costruzioni SRL mandataria di ATI con Lci-lavori costruzioni industriali SRL rappresentata e difesa dall’avvocato Alfredo Biagini.

Sembrano non finire le lungaggini burocratiche, che ormai da 5 anni rallentano la riqualificazione del porticciolo interno di Otranto, nel recente passato bloccato anche dalla Sovrintendenza per i Beni Culturali per il particolare interesse storico delle acque interne della baia idruntina.

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Ancora conferme per le tratte Otranto-Grecia-Albania


Verso la conferma di Otranto come scalo dei traghetti per Grecia e Albania. A dimostrarlo le azioni degli operatori brindisini per bloccare quella che sembra una certezza: l’abbandono del porto e la condanna a morte dell’economia portuale e il suo trasferimento ad Otranto Come riportato sulla testata on-line “Il Nautilus.it”, nei giorni scorsi una delegazione d’operatori marittimi è stata accompagnata dal consigliere regionale e candidato sindaco di Brindisi Giovanni Brigante, per incontrare il prefetto Nicola Prete. L’incontro non si è limitato a un’azione di rimostranza ma ha anche inviato una richiesta al governatore Nichi Vendola per sfiduciare il presidente dell’Autorità portuale di Brindisi Hercules Haralambides. Il presidente sarebbe colpevole della disastrosa gestione portuale, arrivata lo scorso aprile e che fu appoggiata dalla Regione. All’assessore regionale ai Trasporti, Guglielmo Minervini, Brigante ha invece chiesto di ascoltare le istanze degli operatori che lamentano una carenza di servizi che mortifica il già carente traffico passeggeri.
Al centro della disputa con l’Authority ci sono le tariffe e i costi dei servizi portuali ma anche quelli extra relativi alla necessità di ormeggiare i traghetti in sicurezza a Costa Morena.
Ad esprimere il proprio dissenso c’è Teo Titi, ex assessore comunale al Turismo, esponente della famiglia che da 160 anni opera nel porto di Brindisi ed ha riferito “Bisogna uscire dall’omertà. E io parlo di me stesso. Vorrei sapere da Saccomanno quali sono gli ‘interessi occulti in Comitato portuale’. Se si riferisce a me, sappia che sarò il primo ad andare in procura a denunciare interessi diversi da quelli leciti. E l’Autorità la smetta di addossare le colpe su qualche agente marittimo, o su qualche armatore, che non ha pagato le sue competenze – il riferimento è al proprietario dell’Agoudimos, Franco Aversa, per cui è stata rigettata, il 6 marzo, l’accusa di non aver pagato quanto dovuto all’autorità portuale n.d.r. -. Ogni volta parlano di nuovi moli, progetti che durano anni e non si realizzano mai”.
Ennesimi atti di quella che sembra essere una guerra e che però non allontana l’ipotesi Otranto per gli armatori e che invece potrebbe consolidarla.
Dopo riunioni, scontri ed insistenti richieste, come riferito da Aversa della Ionian Spirit, potrà essere garantito il comfort minimo grazie alle strutture garantite dalla municipalità di Otranto, che ha offerto una sala d’attesa e un locale per il check-in adeguati, pur non essendo infrastrutture da stazione marittima e offerti ad un costo minoe rispetto a Brindisi. Anche l’Autorità Portuale di Brindisi avrebbe potuto offrire un offerta più conveniente. “Ma l’unica risposta che abbiamo incassato dal presidente Haralambidis, e per di più non per iscritto o a un tavolo di trattativa, ma su Facebook, è stata: se ne vadano pure, tanto ci sono altri che prenderanno il loro posto. Io temo invece che nessuno prenderà il nostro posto”, ha riferito Aversa.
Con il comandante di Circomare Otranto i due agenti hanno valutato i problemi tecnici e le prescrizioni a cui attenersi, l’unico punto a sfavore del porto dei Martiri sarebbero i cento chilometri in più che i mezzi su ruote da e per l’Albania dovrebbero percorrere se divenisse il capolinea, ma che verrebbe compensato da un tariffario più basso, a detta di Aversa.
A Brindisi il malcontento verso la situazione si fa sentire e la speranza di Brigante, il consigliere regionale, è ottenere la “sfiducia” del presidente dell’autorità portuale e attirare l’attenzione del Ministero. Insomma, non è ancora detta l’ultima parola.

Jenny De Cicco

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Nuovo Porto a Otranto: accolti i pareri tecnici, ma la strada è ancora lunga


Il 10 gennaio l’amministrazione otrantina ha fatto un passo avanti verso la realizzazione del porto turistico esterno, sul quale si è espresso in consiglio regionale anche Salvatore Negro, presidente dell’Udc pugliese.

L’opposizione s’è astenuta e con i voti della maggioranza sono stati accolti i pareri tecnici favorevoli dell’Ufficio tecnico comunale in materia urbanistica, della commissione intercomunale per il paesaggio in materia paesaggistica e quella del tavolo tecnico convocato in tema di sicurezza della navigazione, riguardanti l’importante infrastruttura, ma anche l’Unione dei Comuni Terre d’Oriente – Otranto, Uggiano La Chiesa, Giurdignano, Muro Leccese e Poggiardo – con una propria delibera ha dato voti favorevoli per la veloce realizzazione dell’infrastruttura.

L’interesse per il porto è forte, anche per la capacità di generare indotto occupazionale, le cifre presentate nei mesi scorsi (previsti un occupato per ogni 4-5 posti barca) sono ritenute poco realistiche dai detrattori dell’opera.

Il progetto prevede di dare ospitalità nel bacino a 500 imbarcazioni medio-grandi, sino a 40-50 metri di lunghezza, di cui il 20% destinato a quelle di transito, ma a scatenare per tutto il 2011 il dibattito politico sul porto sono stati gli interventi a terra, soprattutto i 68 alloggi che costituiranno una struttura tipo residence nei pressi del nuovo braccio a mare del porto.

“Sono felice di poter rappresentare gli importanti risultati fin qui raggiunti in sede di conferenza dei servizi conclusiva, al fine di ottenere il via libera definitivo per il porto – ha detto il sindaco Luciano Cariddi – Mi spiace dover constatare come i rappresentanti della minoranza in Consiglio Comunale abbiano voluto sprecare una ulteriore utile occasione per dimostrare il loro favore nei confronti di questa importante opera. Astenendosi dal votare hanno cercato, pretestuosamente, di trovare elementi tecnici per giustificare la loro contrapposizione che, invece, è sembrata molto preconcetta sin dall’inizio, contraddicendosi spesso e dimostrando ancora oggi grandi lacune circa le previsioni progettuali, nonostante la procedura sia stata affidata da oltre 4 anni”.

Parole in favore dello snellimento delle procedure per il porto della città dei martiri sono giunte dal consigliere Udc Puglia, Salvatore Negro, che ha chiesto alla Regione di attivarsi contro la burocrazia, “per eliminare tutti gli ostacoli che si frappongono tra la progettazione e la realizzazione del Porto turistico di Otranto. Di vitale importanza è l’apertura di nuovi cantieri per creare occupazione, soprattutto in aree come la Puglia ed il Salento dove gli effetti della crisi economica si fanno sentire pesantemente e con risultati spesso devastanti per l’intera economia. Per la realizzazione di questa importante infrastruttura la strada appare ancora lunga e tortuosa, sono 25 gli enti che dovranno esprimere parere positivo sul progetto, sulla Valutazione di incidenza e sulla Valutazione di impatto ambientale. Un percorso necessario ma che rischia di vanificare un investimento che porterebbe una boccata d’ossigeno alla economia di un territorio martoriato dalla disoccupazione e dalla crisi economica e darebbe un’ulteriore spinta ad un turismo di fascia medio alta consentendo l’attracco a quelle imbarcazioni di grande stazza che oggi navigano nel Mediterraneo”.

Jenny De Cicco

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