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Sit In in per la strada parco


Manifestare per bloccare lo scempio della Otranto Maglie e promuovere un minore consumo di territorio.
Andrà in scena a Otranto alle 17,30 la manifestazione presso la svolta per gli Alimini, tratto terminale della SS 16, domenica pomeriggio.
Il sit in è promosso dal Forum Ambiente Salute di Lecce e dalle associazioni ambientaliste leccesi, anche il comitato di tutela per Porto Miggiano e i No Tap.
Una manifestazione a difesa della Terra d’Otranto, per dire no al faraonico scempio SS 16 e salvare le bellezze ed i territori salentini da gli “Orchi” dell’asfalto e del cemento.
Il Forum richiama l’attenzione sull’evento con lo slogan “Tutti alla manifestazione contro la macelleria territoriale della nuova ss 16 Maglie-Otranto”, un appello alla partecipazione di tutti gli amanti della Puglia per salvare Otranto di una nuova SS 16 “non a misura di Salento” che ha invece bisogno “della Rinaturalizzazione”, una strada parco che valorizzi il paesaggio senza consumarlo

Alberi da frutto, innumerevoli alberi di specie selvatiche, pini, querce e arbusti della macchia mediterranea, tutti salvabili e trapiantabili come gli ulivi, con le opportune tecniche e nelle opportune stagioni autunno-invernali, ma anche numerosissime testimonianze della civiltà contadina e chilometri di muretti a secco, condannati alla cancellazione per la voracità di un’ opera che risponde ad una filosofia di infrastrutturazione “modello Las Vegas”.
Il siti in, come spiegato dalla viva voce del Forum non vuole negare le opportunità lavorative create dalla cantierizzazione dell’opera, ma vuole ribadire il concetto “il lavoro deve essere etico e di quella vera pubblica utilità che lo rende nobile” , tutelando cogl’articoli 9 e 32 della Costituzione paesaggio, salute e territorio. “E per tutto questo si deve ripartire proprio, oggi e non domani, dalla Maglie-Otranto” ribadiscono dal forum, e ribadiscono la necessità di “Una strada con divieto assoluto di cartellonistica pubblicitaria, che si snoda nel mosaico restaurato del tipico paesaggio salentino, che alterna masserie, uliveti, pascoli rocciosi, orti e giardini, pinete, querceti, vista di serre e valli fluviali idruntine, del mare del Canale d’Otranto all’orizzonte e degli alti Monti dell’Epiro.
La strada parco fornirebbe lavoro non solo per gli operai della movimentazione terra, ma anche per altre professionalità, primi fra tutti i vivaisti dell’autoctono, e i giovani maestri della pietra a secco formati dai corsi fatti in Provincia ed infine, un’ opera utile davvero al Salento per farlo crescere nella “strada” che ha imboccato e che è stata sancita dal PTCP, il Piano di Coordinamento Territoriale della Provincia di Lecce adottato nel 2009, che consacra il Salento quale “Parco Naturale e Culturale dei 100 e più comuni”.

Jenny De Cicco

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La Bolkestein e FederBalneari


Grande soddisfazione di Assobalenari per la discussione avvenuto in questi giorni al tavolo di lavoro con i Ministri Piero Gnudi, Enzo Moavero Milanesi e le associazioni di categoria dell’imprenditoria balneare per discutere la deroga alla direttiva Bolkestein, chiedendo espressamente che le concessioni demaniali in vigore non debbano rientrare nelle procedure ad evidenza pubblica e prevedendo l’assegnazione di nuove aree demaniali nel 2013, solo per quelle ancora libere.
Alta la preoccupazione di tutte le rappresentanze balneari che hanno espresso il disagio per il delicato momento, data la congiuntura politica economica, manifestando sotto il palazzo di via della stamperia con fischietti, tamburi e striscioni.
Il presidente Papagni ha infine salutato con favore l’impegno del Governo per liberalizzare il settore. La crescita del comparto turistico balneare deve partire dalla collaborazione tra gli attuali balneari ed il Governo.
Ora che la procedura d’infrazione con l’Ue, che contesta i titoli di rilascio delle concessioni demaniali marittime sta per concludersi, possiamo dialogare finalmente con l’Europa.
Questa proposta è stata accolta favorevolmente dal Governo, che si é impegnato a prendere in considerazione la possibilità di deroga avanzata da FederBalneari Italia.
Il presidente di FederBalneari Italia, Renato Papagni, al termine del tavolo di confronto tenutosi presso il Ministero per il Turismo e Affari Regionali con i ministri Gnudi e Moavero ha dichiarato la propria soddisfazione.
Il Governo, ascoltando le ragioni delle rappresentanze balneari, ha confermato la chiusura della procedura d’infrazione europea n° 2008/4908, conosciuta come Direttiva Bolkestein, dando credito all’ipotesi di FederBalneari: apertura del mercato dal 2013 per tutte quelle aree demaniali attualmente non impegnate da concessioni demaniali marittime.
La deroga alla direttiva Bolkenstein, ha spiegato il numero uno di Federbalneari Italia – non e’ automatica, i bisognerà lavorare bene prossimi 24 mesi, ma non c’è da dimenticare la specificità dell’Italia, il Paese con il numero più alto di coste marittime tra i Paesi europei. Abbiamo 8mila chilometri di costa che potenzialmente non sono impegnate da concessioni demaniali marittime.
FederBalneari Italia nei prossimi incontri si batterà affinché tutte gli attuali concessionari che in Italia hanno scadenza nel 2015, circa 30mila, possano essere esclusi dal Bando di Gara, rinnovando il proprio diritto dai 6 a 20 anni in funzione dei programmi di investimento che dovranno proporre.
“Siamo soddisfatti perché da parte del Governo – ha spiegato Renato Papagni – è venuto un forte impegno per collaborare con l’Ue. Le coste italiane hanno forti potenzialità ad attrarre investimenti per il settore turistico, visto che le attuali imprese balneari occupano meno del 25% degli spazi a disposizione”.
L’importanza della notizia e il grande contributo fornito dal Salento a tale iniziativa (promotore dell’idea) tramite i membri del direttivo nazionale Mauro Della Valle, Toti Di Mattina (presente alla riunione con i Ministri) e Giuseppe Mancarella, ha spinto il presidente nazionale di FederBalneari Italia Renato Papagni a scegliere il Salento quale luogo per ufficializzare l’impegno assunto in data odierna dal Governo, lo stesso parteciperà all’assemblea generale di Assobalneari Salento e Puglia che si è tenuta domenica 26 febbraio alle 16 a Lecce.

Jenny De Cicco

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I tagli di TrenItalia e lo striscione di Vendola


Nichi Vendola manifesta contro i tagli ai collegamenti ferroviari e lo fa esponendo uno striscione dalla sede regionale: “La Puglia non è un binario morto. Ridateci i treni”. Vendola lo ha esposto sulla propria balconata ieri, riprendendo a suo modo l’iniziativa della provincia di Brindisi di alcune settimane. Un modo civile d’esprimere il dissenso nei confronti delle politiche di TrenItalia, che ha ricevuto solidarietà e sostegno al presidente regionale da tutti i gruppi politici del consiglio regionale. Giannicola De Leonardis, presidente della settima Commissione esprime la propria felicità per la protesta sempre più condivisa. “Una battaglia che sta valicando i limiti territoriali – sostiene De Leonardis – Uno degli effetti più devastanti delle scelte di Trenitalia è quello inaccettabile di isolare il Nord dal Sud Italia, con una serie di tagli dei collegamenti notturni, costringendo i passeggeri in particolare dei ceti meno abbienti a viaggi indecorosi con un paradossale aumento dei disagi e non solo del prezzo dei biglietti. Tutto questo mentre i tagli sarebbero motivati e giustificati da una domanda inferiore alle aspettative, come dire: la beffa oltre al danno”. Mentre il vicecapogruppo PdL, Massimo Cassano chiosa – “Ci saremmo aspettati investimenti, il rafforzamento di tutte le linee verso il Nord e le altre principali città del Meridione, un progetto per l’alta velocità lungo la linea Adriatica e sulla tratta per Napoli, nuovi servizi, a partire dal treno più auto e dai vagoni letto, che invece sono ridotti all’osso e limitati a pochi mesi – estivi – dell’anno e solo verso un paio di città del Nord. E invece Trenitalia decide non solo di sopprimere molti convogli notturni a lunga percorrenza, ma potrebbe decidere anche di aumentare il costo del biglietto che colpirebbe ancora una volta i viaggiatori del Sud”. Anche il consigliere regionale Pdl, Arnaldo Sala non usa toni gentili nei confronti dei vertici TrenItalia: “Rimango basito dall’atteggiamento assunto dall’amministratore delegato di Trenitalia, Mario Moretti che, quale ex segretario generale della Filt-Cgil, conosce molto bene il settore ferroviario che – è bene ricordarlo – dirige da tempo: nel 2001 il governo Amato targato Ulivo lo nominò amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana, e poi nel 2006 il governo Prodi lo nominò amministratore delegato di Ferrovie dello Stato. Si tratta, dunque, di un manager pubblico. Ora, all’improvviso, questo capace uomo d’impresa è stato colto da schizofrenia imprenditoriale. Con un eclettismo degno dell’oratoria di Cicerone, a secondo dei casi fa dichiarazioni sia da manager pubblico di un’azienda che necessita di finanziamenti statali, sia da manager privato che guida un’azienda che si deve misurare con la concorrenza e il mercato. Ieri ha dichiarato che dei 400 treni a lunga percorrenza gestiti da Trenitalia, 100 sono in perdita e i loro costi sono necessariamente coperti con finanziamenti statali e grazie agli utili generati dagli altri 300 treni in attivo. Inoltre, Moretti afferma che, dovendosi misurare a breve con la concorrenza di altri operatori ferroviari, Ntv in primis, tali utili si ridurranno e sarà così costretto a tagliare ulteriori collegamenti ferroviari in perdita. Mario Moretti deve decidere che vuole fare da grande”.

Jenny De Cicco

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Adesioni di Sel e Ppv alla manifestazione di Monopoli contro le trivelle


Sostegno da Sel e Ppv nella manifestazione del 21 gennaio prossimo di Monopoli, contro le trivelle nell’Adriatico.

Esprimono con una nota congiunta dei presidenti dei gruppi consiliari de La Puglia per Vendola, Angelo Disabato, e di Sinistra Ecologia e Libertà, Michele Losappio, il sostegno alla prossima manifestazione.

“La Puglia per Vendola e Sinistra Ecologia e Libertà sabato 21 gennaio 2012 sosterranno la Piazza di Monopoli contro le trivellazioni petrolifere nell’Adriatico. Dalla Puglia prenderà il via una grande mobilitazione in cui le regioni italiane costiere, cittadini sindacati, imprese, professionisti faranno sentire forte il proprio dissenso.

L’auspicio è che la politica tutta sia coesa nella consapevolezza dei disastri ambientali con gravi ripercussioni sulla salute degli esseri umani che le attività di ricerca di idrocarburi in mare possono procurare.

In Puglia, dal Salento al Gargano, il precedente governo nazionale ha autorizzato la ricerca di idrocarburi. Ci opporremo con forza a questi segnali inequivocabili provenienti dal governo nazionale e dall’Europa che non hanno alcuna intenzione di fermare queste operazioni di ricerca.

La Puglia per Vendola e Sinistra Ecologia e Libertà a Monopoli rinnoveranno il loro no alle trivellazioni petrolifere nell’Adriatico, auspicando che vi sia una serrata opposizione di tutti i nostri parlamentari italiani ed europei nei confronti delle operazioni offshore, in totale contrasto con la vocazione del nostro territorio, rivolta a uno sviluppo economico, turistico e rurale in armonia con il paesaggio, sicura ricchezza per la nostra Regione”.

Ecco dunque l’ennesima adesione alla manifestazione che conta ormai sostegno da qualsiasi parte e partito politico presente in Puglia e che vuole coinvolgere tutte le regioni adriatiche d’Italia e anche i territori balcanici, puntando sulla sensibilità, in parte dovuta al recente disastro delle coste australiane e l’insostenibilità ecologica ed economica degli idrocarburi come fonte energetica primaria della società italiana.

Jenny De Cicco

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Avvelenamento di gatti a Maglie


Una famiglia protesta contro le violenze sui gatti. Accade a Maglie, che già in passato era stato luogo di minacce a cittadini che possedevano gatti oppure semplicemente a chi nutriva randagi nella sua proprietà. Così, la famiglia Palomba, dopo l’avvelenamento dei suoi mici, ha esposto un lenzuolo per denunciare a tutti l’accaduto e sensibilizzare i colpevoli. “I miei figli di 6 e 9 anni – racconta Maurizio Palomba, colpito da questo triste fenomeno nella maniera peggiore fino a una settimana fa avevano tre gattini bianchi. La capostipite era Jenny, che quattro anni fa, fu regalata a una dei bambini e alla quale questi era fortemente affezionato. Nel tempo Jenny ha procreato, e alcuni dei cuccioli, avendo tanto spazio nell’ortale, sono rimasti con noi. Ma mai più di tre, compresa la mamma. I gatti sono d’indole buonissima, tendenzialmente accasati e molto ubbidienti, tutti vaccinati e con profilassi periodica certificata dal nostro veterinario. Per indole i gatti erano per la maggior parte del tempo a casa ma sono sempre gatti e ogni tanto si allontanavano, ma mai eccessivamente distanti. Mai ricevuta una lamentela, mai una protesta, mai un cenno di fastidio che questi abbiano potuto cagionare ad altri (e che fastidio possono mai cagionare dei gatti, soprattutto di abitazione?). L’anno scorso uno dei tre gattini lo abbiamo trovato nella strada antistante la nostra abitazione stramazzato a terra. Sembrava un investimento ma poi, da un attento esame da me effettuato posso ragionevolmente ritenere che il gattino sia morto a causa di percosse con corpo contundente. Intanto, a seguito di altra cucciolata nella scorsa primavera, ci teniamo un gattino, Fuffy. Quindici giorni fa i miei due bambini giocavano fuori nel giardino quando io e mia moglie li sentiamo piangere, urlando all’improvviso. Il piccolo Fuffy giaceva in un angolo con bocca e naso pieni di schiuma bianca e sangue. Era stato avvelenato. Chiari erano i sintomi dell’avvelenamento. Inutile la corsa al veterinario: durante il tragitto spira. Tempo una settimana e l’altro giorno mio figlio e mia moglie, rientrati da scuola, vedono avvicinarsi, come era solita fare, mamma Jenny. Anche quel giorno l’ha fatto, la differenza è che lo faceva mentre tremava e fuoriusciva dalle sue fauci schiuma bianca e sangue. Come si può essere così sprezzanti della vita e della natura? Tutti nel quartiere sapevano che i gattini erano dei miei bambini. I gatti non avevano mai dato fastidio a nessuno. Erano dei gatti di famiglia che stavano quasi sempre a casa loro. E, se mai avessero cagionato fastidio a qualcuno, non si può parlare? Cosa costa parlare, rendere noto il disagio? Avremmo sicuramente trovato altra soluzione. Non si uccide un essere vivente solo per tagliare corto, anche un animale che, comunque, è anima di Dio. Non sapendo, ovviamente, chi possa essere a usare questi strumenti meschini contro gli animali e volendo comunque lanciare al vicinato un messaggio che trascendesse dal fatto specifico ma che si ricollegasse alle naturali leggi di vita, abbiamo voluto, con i bimbi e con mia moglie, scrivere su lenzuola appese ai balconi quanto ogni persona degna di questo appellativo dovrebbe naturalmente già conoscere. Ecco la ragione delle lenzuola appese”.

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Trenitalia taglia i ponti e i leccesi manifestano


Questa mattina, è stata presidiata la stazione ferroviaria di Lecce dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, che hanno chiesto al governatore di Puglia Nichi Vendola di opporsi al taglio di collegamenti tra il Salento e l’Italia.

I lavoratori di Filt Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti hanno ricordato l’imminenza dei tagli, previsti entro il 12 dicembre ” evidenziando una responsabilità pesante del Gruppo Fs e del Governo che ha drasticamente ridimensionato per il 2012 le risorse per il trasporto ferroviario”. Il taglio si ripercuoterebbe così anche sui dipendenti delle ferrovie, che non ci stanno e affermano che Trenitalia “sta negando il diritto al lavoro e alla mobilità costituzionalmente garantita”.

Presente alla manifestazione anche la vicepresidente regionale Loredana Capone, che ha dichiarato come sia l’intero Salento a protestare contro questo isolamento. “Abbiamo bisogno di potenziare i collegamenti con il resto d’Italia, non di sopprimerli – ha detto – Contenere i costi in un momento di così grande crisi è dovere di ogni istituzione, pubblica e privata, ma non di certo a discapito di una terra che, così, rischierebbe di essere completamente marginalizzata, geograficamente ed economicamente”.

Un coro unanime, quello della politica pugliese, a sostenere l’importanza del settore trasporti nello sviluppo del Sud.

Si è espresso anche Rocco Palese, del Pdl provinciale, “per scongiurare l’isolamento della Puglia e del Salento. Occorre passare dalle parole, e dalle pur legittime manifestazioni, ai fatti. Un’unità d’intenti in Parlamento per far sentire in modo bipartisan la protesta del Salento e della Puglia contro i tagli. Anche la Regione dovrebbe andare ben oltre i comunicati stampa e la partecipazione alle manifestazioni sindacali e chiedere un incontro urgente ai vertici di Trenitalia, magari anche alla presenza e col sostegno degli enti locali e dei parlamentari pugliesi di tutti gli schieramenti”.

Jenny De Cicco

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Secondo sit-in a Porto Miggiano, 400 firme raccolte in due ore


Si è tenuto in questi giorni il secondo sit–in di protesta contro le nuove costruzioni che stanno interessando il Comparto 13 di Porto Miggiano, località di Santa Cesarea Terme. Ormai la Torre Saracena rappresenta il luogo simbolo della protesta di cittadini del Salento, turisti e associazioni ambientaliste. È iniziata contestualmente al secondo sit-in la raccolta firme per chiedere alla Regione Puglia di intervenire sul comparto, oggetto della contesa, modificando il progetto che determinerebbe un cambiamento radicale dell’assetto naturale dei luoghi. In poco meno di due ore sono state raccolte oltre 400 firme, e ora la raccolta sta procedendo online e nei paesi della provincia. È intervenuto tra gli altri Antonio Bonatesta, segretario di “Save Salento”, associazione ambientalista che ha sposato la vertenza ambientale e paesaggistica di Porto Miggiano. “La Torre è il simbolo della protesta, ma siamo consapevoli che le ruspe sono sul Comparto 13 e che occorre chiedere con forza all’assessore regionale Angela Barbanente il suo intervento, richiamando la legge che tutela i coni visuali di particolare pregio”. La protesta si fa sempre più intensa e richiama tantissimo interesse, e molte sono le personalità del mondo della musica e della cultura che stanno aderendo. Sabato prossimo nuovo sit- in.

Fabio Tarantino

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Porto Miggiano, il sindaco Cretì: “Abbiamo rispettato le leggi vigenti”


Il primo cittadino di Santa Cesarea, Daniele Cretì, interviene sulla protesta di cittadini e associazioni ambientaliste circa l’intervento edilizio sul Comparto 13, respingendo giudizi a suo parere errati e tendenziosi sull’operato della sua amministrazione comunale riguardo agli assetti urbanistici nella città delle terme.

Sindaco Cretì, come valuta la protesta in atto in questi giorni a Porto Miggiano?

“Non riesco a coglierne la motivazione. Si parla di Porto Miggiano, ma in realtà l’intervento edilizio riguarderà il Comparto 13, che si trova in zona Sarcinella. Inoltre per questo intervento, che tra l’altro la mia amministrazione ha ereditato dal passato, è stato seguito un iter rispettoso di tutte le regole urbanistiche e di tutte le leggi vigenti”.

Che valutazione dà lei dell’intervento sul Comparto 13?

“Premetto che ad oggi non è stata presentata richiesta di riattivazione del procedimento inerente la lottizzazione del comparto 13 e che il permesso di costruire si rilascia solo dopo che sono stati acquisiti tutti i pareri favorevoli. Sul piano di lottizzazione del comparto 13 è stato rilasciato anni e anni fa dal comune un nulla osta paesaggistico, ma l’intervento è stato valutato dalla Soprintendenza negativamente. La decisione della soprintendenza è stata oggetto di poi un ricorso al Tar contro il quale il Comune di Santa Cesarea con la mia amministrazione non si è costituito proprio per lasciare al Tar l’ultima parola. Il resto della storia lo conoscete”.

Perché l’amministrazione comunale ha deciso di vendere i terreni antistanti la torre saracena di Porto Miggiano?

“La scelta è stata dettata da esigenze economiche del Comune, che si trova in una situazione finanziaria molto delicata. Alienare quei 6mila metri quadrati ha significato per il Comune di Santa Cesarea Terme alleviare una situazione che poteva avere risvolti più gravi, come l’ingresso in una fase di pre-dissesto. Abbiamo agito nell’interesse della collettività”.

Il Comparto 20, che è quello che ricomprende la torre saracena, che fine farà?

“A oggi non risultano presentati piani di lottizzazione di quel Comparto. La sua destinazione è la stessa del Comparto 19, dove sorge adesso l’Augustus Resort, ovvero servizi complementari al turismo, attrezzature balneari, nautiche”.

Ritiene consona alle attuali esigenze di tutela ambientale e alla progettazione partecipata la strumentazione urbanistica corrente del Comune di Santa Cesarea Terme?

“I piani regolatori generali servono per tutelare il paesaggio e dare uno sviluppo ordinato alla città. Mi rendo conto che Santa Cesarea necessita di un nuovo Piano Urbanistico Generale, ma a oggi solo la Regione può aiutarci, finanziandoci una progettazione che richiede diverse centinaia di migliaia di euro. Sulla progettazione partecipata mi trovo d’accordo con gli ambientalisti, e mi piacerebbe valutare con loro i futuri interventi di lottizzazione che verranno presentati al Comune, sempre nel rispetto delle esigenze della popolazione e dei vincoli paesaggistici. Ci tengo a precisare che non sono portatore di interessi privati, e che sono aperto al confronto con tutti”.

Fabio Tarantino

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Manifestazione massiva contro la cementificazione di Porto Miggiano


Salentini in tumulto contro la cementificazione di Porto Miggiano. Si è tenuto ieri pomeriggio alle 18,30 il sit in di protesta contro le nuove costruzioni che sono previste in un progetto a Porto Miggiano, marina che fa parte del comune Santa Cesarea Terme. Il progetto prevede la realizzazione di cinquecento appartamenti oltre la litoranea Santa Cesarea–Castro e a ridosso della Torre Saracena i servizi annessi.

Un intervento di edilizia pesante che non va proprio giù a cittadini del Salento, amministratori locali come il sindaco di Uggiano La Chiesa Salvatore Piconese, ma anche turisti richiamati attraverso il passaparola, che hanno invaso la Torre Saracena per dire no alla cementificazione della costa. Erano quasi 300 i manifestanti che hanno risposto all’appello e il clima registrato nel corso della manifestazione era di stupore, per un intervento così invasivo, ma allo stesso tempo di entusiasmo crescente per una battaglia che si può e si deve vincere per tutelare la costa salentina.

Alfredo Melissano esponente dell’associazione Nuova Messapia ha invitato tutti alla mobilitazione per la raccolta firme. Ma l’intervento che ha scosso la platea è stato quello di Alex Rizzo, titolare dello storico Baretto di Porto Miggiano, che ha dovuto rimuovere la sua struttura in legno che sorgeva proprio lì. “Sto lottando da anni per poter lavorare – ha detto – il mio Baretto era l’attrattiva per migliaia di turisti che venivano da tutto il mondo, per un locale che dava tutto senza violentare la natura, come invece vuol farsi oggi con questo intervento. Dobbiamo lottare, fare una grande raccolta di fondi per difendere legalmente il territorio dalla violenza in atto”.

Presenti, appunto, anche alcuni politici particolarmente sensibili alla questione. “Nessuna battaglia è impossibile – ha commentato la consigliera comunale magliese d’opposizione Roberta Culiersi – la parlamentare repubblicana Luciana Sbarbati (la stessa corrente di Culiersi, ndr) e la deputata Elisabetta Zamparutti dei Radicali hanno presentato un’interrogazione parlamentare per fare chiarezza sull’iter autorizzativo del progetto, per verificare la regolarità di tutti i passaggi burocratici. Abbiamo fermato i fumi della Copersalento, fermeremo anche questo scempio”.

Infine anche gli ambientalisti hanno fatto sentire la propria voce. “Sono pronte iniziative immediate – ha raccontato Oreste Caroppo del Coordinamento Civico e Save Salento– come la raccolta firme e altre iniziative legali. La tutela della nostra costa e di Porto Miggiano in particolare sono il nostro obiettivo, non possono fermarci davanti a nessun ostacolo”. Una battaglia che assume contorni mitologici, come se si trattasse di Davide che si batte contro il gigante Golia, ma che esalta i manifestanti che si sono dati appuntamento a sabato prossimo, sempre alle 18,30 a Porto Miggiano. La protesta vede di ora in ora adesioni di cittadini e di personaggi pubblici: tra questi ultimi, ad esempio, i Sud Sound System.

Fabio Tarantino

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“SALVIAMO PORTO MIGGIANO!”: PARTE LA BATTAGLIA DEL COMITATO DI TUTELA


Troppo cemento sul futuro di Porto Miggiano, al via la protesta. Il 30 luglio alle 18.30, presso la località balneare salentina, ci sarà un sit in di protesta contro le nuove costruzioni previste da un progetto che modicherà radicalmente l’aspetto attuale dei luoghi. “Contro l’edilizia selvaggia a Porto Miggiano, oasi naturale stuprata sempre di più dagli interessi privati. Proviamo almeno a fermare almeno la costruzione nella zona sotto la torre”: questo l’accorato appello degli ambientalisti, che parte da Facebook: l’idea è quella di darsi appuntamento a Porto Miggiano ogni sabato alle 18,30 fino alla fine dell’estate per dare maggiore risonanza alla protesta. “Dopo aver devastato la zona verso la spiaggetta con una colata di cemento, adesso anche la zona dove c’era il Baretto è stata transennata e sono iniziati nuovi lavori – dichiarano sul social network Giuseppe Galati e Riccardo Vosa del Comitato di tutela per Porto Miggiano – Stanno devastando Porto Miggiano, hanno costruito su tutta la zona che sovrasta il porto e va alla spiaggetta, hanno chiuso la parte sotto la Torre per costruire anche là. È prevista l’edificazione di più di 500 unità abitative, che prevedono lo sbancamento totale della collina”. Appuntamento alla Torre saracena sabato alle 18,30.

Fabio Tarantino

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I giovani e la piazza. “Il nostro tempo è adesso. No al precariato”


“Siamo stanchi di questa vita insostenibile, ma scegliamo di restare. Lo chiediamo a tutti coloro i quali hanno intenzione di riprendersi questo tempo, di scommettere sul presente ancor prima che sul futuro, e che hanno intenzione di farlo adesso”

“Il nostro tempo è adesso. La vita non aspetta”, straordinario richiamo lanciato alle 19.30 del 9 aprile a Roma, Napoli, Torino, Milano, Palermo, Firenze, e sono solo alcune delle piazze coinvolte.

Ecco, l’eco dei precari arriva anche al sud, precisamente in piazza Castromediano a Lecce, promossa da Cgil Lecce, Spazio sociale Zei – Circolo Arci, Udu Lecce, Uds, Giovani Democratici Lecce, Sel, Terra del Fuoco Mediterranea, associazione Biblioteca di Sarajevo, comitato No CDR – Galatina, Giovani comunisti, Federazione giovanile comunista, associazione culturale Corte Grande di Martano.

Nel corso dell’evento, che ha visto una buona partecipazione di pubblico, sono intervenuti tra gli altri don Raffaele Bruno, coordinatore regionale di Libera; il senatore Alberto Maritati; i Teenage Riot, band salentina vincitrice delle selezioni provinciali Italia Wave; e i Leitmotive, rockband nota nella scena underground italiana. Intervenuto anche Salvatore Logica, di Phase35, con la proiezione di un cortometraggio sul tema del precariato.

Un particolare momento di riflessione durante la serata, quando ci si è soffermati sul caso di Carlo Saturno, giovane salentino morto suicida nel carcere di Bari il 7 aprile scorso a soli 22 anni. Don Raffale e Maritati, nel corso del resoconto dei fatti, hanno ipotizzato il reato d’istigazione al suicidio da parte di alcuni agenti della polizia penitenziaria. Le indagini sono aperte, se ne saprà di più nei prossimi giorni. La famiglia del giovane chiede giustizia, in tempi rapidi.

Il tempo della verità, il vero valore per i giovani. Da nord a sud:“Non c’è più tempo per l’attesa”, hanno urlato a Lecce. “E’ tempo per la nostra generazione di prendere spazi e alzare la voce. Per dire che questo paese non ci assomiglia, ma non abbiamo alcuna intenzione di abbandonarlo. Soprattutto nelle mani di chi lo umilia quotidianamente”.

Jenny De Cicco


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Anche il Consiglio comunale di Palmariggi vota la solidarietà agli Lsu


Anche il Consiglio comunale di Palmariggi si concentra sulla questione degli ex Lsu, che protestano, ormai da mesi, presso il presidio posto presso il marciapiede antistante l’istituto magistrale “Aldo Moro” di Maglie. Nel Consiglio che si è tenuto nei giorni scorsi, infatti, i componenti si sono espressi all’unanimità a favore della protesta, forti anche dei nove ex Lsu palmariggini (su 1200 in tutta la provincia) che stanno vivendo la grave questione del precariato da ben sedici anni; cui si aggiungono una parte, i lavoratori della ditta Intini, che stanno percependo il salario a singhiozzo. In altre parole, la ditta eroga i salari in maniera non regolare, come invece è accaduto sempre in passato, motivando il disagio con la mancata erogazione dei contributi da parte dello Stato. Palmariggi, così, si pone in un’azione simile a quella intrapresa dal comune di Uggiano la Chiesa nella scorse settimane. Gli ex Lsu, disperati a causa della loro situazione, cercano nel frattempo risposte dalla politica che in effetti, senza distinzione di parte, sta dimostrando attenzione verso i loro problemi. Anche presso la Regione Puglia, il Consiglio ha approntato un ordine del giorno che prevede il problema degli ex Lsu all’ordine del giorno: tutto però sembra fermo, nonostante la buona volontà della politica. Una delle possibilità allo studio è che siano i presidi in prima persona a riassumerli dopo la data del 30 giugno, quando scadrà il loro contratto che pure, inizialmente, era a tempo indeterminato. Ma gli ex Lsu non vedono garanzie in questa soluzione, e preferirebbero essere assunti direttamente dallo Stato: facendo un po’ di conti, questa sarebbe anche un’ipotesi che farebbe risparmiare non poco denaro pubblico. Ma per ora gli ex Lsu restano nel presidio a ribadire la loro situazione. Tutto il resto è rumore.

Angela Leucci

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