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Per Cambiare Maglie contro il rifiuto selvaggio


Maglie si prepara al consiglio comunale del prossimo 26 giugno. Tra le interrogazioni presentate dalla minoranza ci sono quelle di Roberta Culiersi, del gruppo Per Cambiare Maglie, che ha rinverdito, è il caso di dirlo, la questione sull’albero piantato nel comune per ogni nato, conosciuta anche come legge D’Alema, ma anche e soprattutto quella sul rifiuto selvaggio.

Roberta Culiersi aveva già chiesto e ottenuto in passato misure più dure contro il volantinaggio e contro le cicche di sigaretta abbandonate in città, ma stavolta, a giudicare dalle immagini che lei stessa ha provveduto a postare su Facebook, si tratta per lo più di rifiuti ingombranti. Dal campo sportivo al foro Boario sono stati abbandonati anche però rifiuti che avrebbero dovuto confluire nell’umido, cartacce e persino giochi per bambini, che forse con un po’ più di coscienza civile, anziché essere abbandonati, avrebbero fatto la felicità di qualche ragazzino meno abbiente.

Questo il testo dell’interrogazione sugli alberi, a fronte di una sete di verde a Maglie sempre viva:

Premesso che:

La legge 113/92, stabilisce che “in attuazione degli indirizzi definiti nel piano forestale nazionale, i comuni provvedono, entro dodici mesi dalla registrazione anagrafica di ogni neonato residente, a porre a dimora un albero nel territorio comunale”.

Considerato che una simile iniziativa perseguirebbe nobili finalità come quella di legare il bambino che nasce allo sviluppo ed alla vita dell’albero e di collaborare a potenziare e migliorare la qualità del tessuto ambientale del territorio.

la necessità di sensibilizzare la popolazione sull’importanza delle specie vegetali autoctone, ossia le piante tipiche e caratteristiche di un territorio, che nel nostro caso appartengono alla vegetazione della macchia mediterranea.

che in molte parti del territorio magliese sono stati eliminati e non più ripiantati alberi che contribuivano a un miglior decoro, abbellimento e a una maggiore salubrità dello stesso.

La necessità di reperire fondi necessari all’attuazione di suddetta legge.

Visti

I Bandi della Regione Puglia per la presentazione da parte di aziende agricole e comuni delle domande di concessione degli aiuti previsti dalle Misure del PSR Puglia 2007-2013: Misura 221 (Primo imboschimento di terreni agricoli),  Misura 223 (Primo imboschimento di superfici non agricole) la cui scadenza è stata prorogata al 25 giugno 2012.

Rilevata

L’opportunità di aderire a questi bandi al fine di reperire i fondi necessari per l’attuazione della legge 113/92.

Tanto premesso ed osservato, il sottoscritto Consigliere Comunale

chiede

Al Sindaco di conoscere:

quali provvedimenti l’A.C. abbia assunto nel tempo ai fini dell’ attuazione della legge 113/92.

se l’A.C. abbia intenzione di partecipare ai bandi della Regione Puglia relativi alle seguenti misure del PSR Puglia 2007-2013: Misura 221 (Primo imboschimento di terreni agricoli),  Misura 223 (Primo imboschimento di superfici non agricole) in scadenza il 25 giugno 2012.

In alternativa come l’AC intenda provvedere all’attuazione di suddetta legge.

Invece l’interrogazione integrale contro i rifiuti selvaggi è questa:

Premesso che:

In data 15 gennaio 2012 il sottoscritto consigliere comunale riscontrava la presenza di un consistente accumulo di inerti e altri rifiuti indifferenziati presso il Foro Boario rilevando lo stato di degrado e abbandono dello stesso.

Di recente il sottoscritto consigliere comunale ha rilevato la presenza di vari casi di abbandono di rifiuti in altre zone di Maglie come nei pressi dell’Ecocentro, del Campo Sportivo e in vari punti della Zona Artigianale.

Rilevati

La presenza in zona Foro Boario di rifiuti di varia natura con prevalenza di rifiuti da costruzione e demolizione.

Lo stato di degrado in cui versa la zona antistante il Campo Sportivo e la Zona Artigianale, con la presenza di diverse situazioni di abbandono di rifiuti di vario tipo.

La presenza in varie zone di Maglie di rifiuti non controllati e in data odierna la permanenza presso lo stesso Foro Boario di un consistente quantitativo di rifiuti di varia natura e dubbia provenienza.

Considerato

Che all’atto del rilascio delle autorizzazioni agli interventi edili i Comuni fanno sottoscrivere alle ditte che eseguono i lavori un apposito documento in cui viene indicato il tipo di materiale inerte che verrà prodotto, la quantità, dove e quando verrà smaltito e che al momento della chiusura del cantiere, il titolare del progetto ha l’obbligo di presentare al Comune, firmato dal direttore dei lavori, il certificato di fine lavori a cui deve allegare la bolla che attesti l’avvenuto conferimento in discarica degli inerti prodotti.

La presenza frequente e costante di bambini nella zona antistante il Campo Sportivo.
Visto

L’elevato rischio per la salute e la sicurezza dei cittadini e in particolare dei bambini derivante dalla presenza sul territorio di rifiuti non controllati.

Il danno all’immagine per la nostra città che certamente deriva da una gestione non controllata dei rifiuti prodotti sul territorio.

La necessità di un intervento urgente volto a eliminare lo stato di degrado denunciato.

Tanto premesso ed osservato, il sottoscritto Consigliere Comunale

Chiede

al Sindaco di conoscere

Le ragioni del ritardo nella pulizia delle aree interessate dalla gestione non controllata di rifiuti.

La natura e provenienza dei rifiuti presenti in zona Foro Boario.

A chi sia da attribuire la responsabilità di tale stato di degrado e abbandono.

Che tipo di verifica e controllo l’A.C. effettua sullo smaltimento dei rifiuti inerti da parte delle ditte autorizzate agli interventi edili sul territorio comunale.

Quanti certificati di fine lavori siano pervenuti al Comune nel corso del 2011 e del 2012 e quanti corredati da bolla di conferimento di inerti.

Che tipo di iniziative l’A.C. voglia assumere al fine di valorizzare i rifiuti inerti prodotti sul nostro territorio.

Quali provvedimenti l’A.C. intenda adottare per far fronte con urgenza alla situazione di grave degrado riscontrata e denunciata dal sottoscritto consigliere.

Di fronte all’inciviltà di certi cittadini però viene in mente che forse serve una rieducazione alla bellezza. E viene in mente anche una battuta mutuata da Snoopy. Il foro Boario mette in mostra rifiuti e cespi di rovi, cespugli di amaranto, come li chiamava il celebre cane dei fumetti. E si sa, forse con un cactus ci puoi parlare, ma i cespugli di amaranto non ti stanno a sentire.

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Sergio Culiersi nominato commissario capo a Imola


Cambio della guardia al commissariato di Imola. A essere nominato al posto dell’uscente Angelo Greco, il magliese Sergio Culiersi da anni impegnato nei vari uffici della polizia di Stato nelle terre romagnole. Il 55enne Culiersi ha cominciato la sua carriera frequentando l’accademia militare: dopo aver conseguito due lauree in scienze politiche e giurisprudenza e l’abilitazione alla professione di avvocato, ha collaborato, come docente, con la Scuola per l’ordine pubblico di Nettuno dove si preparano i reparti mobili della polizia, della guardia di finanza e della forestale alla gestione dei grandi eventi. Negli anni Novanta, appena arrivato alla Questura di Forlì-Cesena, ha ricoperto l’incarico di dirigente della Squadra Mobile, dirigente della divisione amministrativa e risorse umane, dirigente dell’Anticrimine e infine capo di gabinetto. Nel 2008 viene assegnato al servizio per la sicurezza dei Capi di Stato al G8 tenutosi a L’Aquila. Nel 2009, anche grazie al brillante lavoro svolto in terra abruzzese, passa agli uffici di Padova come capo della Squadra mobile. Culiersi adesso vive a Forlì con la moglie, giudice di pace e due figli di 13 e 9 anni. Appena insediato, il nuovo commissario capo ha espresso con chiarezza la sua idea sul lavoro da fare per combattere le attività criminali in terra romagnola: “Dobbiamo allontanare la paura dell’insicurezza e combattere la delinquenza con la coesione sociale perché ognuno di noi è prima di tutto un cittadino. Se sarà necessario -ha aggiunto- il lavoro dei circa 75 agenti del commissariato potrà essere supportato, con l’appoggio del Questore di Bologna, dai nuclei prevenzione crimine.
Sarei orgoglioso di dare il mio contributo a questa città che ancora non conosco nonostante ormai mi possa considerare di fatto romagnolo e Imola certamente mi sembra più Romagna che Emilia”. Il neodirigente è parente del consigliere comunale magliese, Roberta Culiersi.

Maurizio Tarantino

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Maglie, taglio di conifere: quale futuro?


Sono tante le domande che attanagliano in questi giorni gli ambientalisti magliesi. E persino chi non è ambientalista tout court. Si parla del taglio delle conifere in rione Immacolata naturalmente, un provvedimento che ha ricevuto tutti i permessi in regola, solo che qualcuno si è scagliato contro la decisione dei condomini che l’hanno chiesta. E mentre qualcuno di scagliava, altri cercavano semplicemente di capire come sono andate le cose. Come la consigliera Roberta Culiersi, che si unisce ai dubbi già sollevati dal collega d’opposizione, anche se non dello stesso colore politico, Antonio Giannuzzi. “Al di là della legittimità della procedura – ha dichiarato Culiersi alla Gazzetta del Mezzogiorno – che andrebbe comunque approfondita e verificata, mi chiedo come i residenti del rione Immacolata siamo potuti arrivare a una simile decisione. Volere il taglio di 24 alberi in uno dei pochi polmoni verdi della nostra città ha dell’incredibile. E i motivi di sicurezza non credo siano sufficienti a giustificare tale richiesta. Mi chiedo se ci sia stato un sopralluogo del Corpo Forestale e quanti di quei condomini abbiano avallato il provvedimento decisorio. Sarebbe poi interessante verificare come si intende procedere alla recinzione della zona interessata. Vorrei incontrare al più presto i proprietari del condominio e confrontarmi con loro. Alcune decisioni private assumono rilevanza per tutti i gli amministratori nel momento stesso in cui, a causa di queste decisioni, l’interesse che può essere leso è quello pubblico alla salubrità dell’aria e alla salvaguardia del territorio”. La decisione, prima di inoltrare la domanda agli organi competenti, era stata presa nel corso di una riunione condominiale del condominio Tennis, motivata con ragioni di sicurezza. E sembra persino strano parlare di sicurezza in un quartiere in cui a due passi c’è la caserma dei Carabinieri, e quindi è probabilmente il più protetto e monitorato dalla città, non fosse altro che le forze dell’ordine ci passano abitualmente notte e giorno per recarsi sul posto di lavoro.

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Maglie, è ancora polemica sui revisori dei conti


La polemica sulla scelta dei revisori dei conti non si placa. La decisione della maggioranza del consiglio comunale di nominare Oronzo Chilla, Giuseppe Montagna e Antonella Cesari, non ha ben disposto i restanti consiglieri che avrebbero gradito indicare un proprio rappresentante nella terna che dovrà valutare l’andamento delle operazioni contabili del comune. Nomine poi, secondo quanto asserito dai capigruppo, che non avrebbero dovuto aver luogo secondo le usuali procedure ma in base ad un nuovo criterio, stabilito in estate nella manovra finanziaria: il collegio si deve formare attingendo da un elenco regionale di professionisti istituito appositamente. Per l’opposizione quindi la maggioranza ha agito artatamente, anticipando il rinnovo del collegio per poter operare secondo le vecchie normative. Da qui la richiesta di convocare un consiglio straordinario urgente per “procedere in autotutela alla revoca della deliberazione, anche al fine di tenere indenne l’ente da eventuali azioni o richieste risarcitorie promananti da soggetti terzi i cui interessi siano stati lesi dalla (illegittima) deliberazione”. La questione è arrivata in questi giorni in commissione Attività Produttive e Politiche Fiscali e Finanziarie: presenti oltre ai rappresentanti di diritto, cioè il presidente Dario Massimiliano Vincenti, la vicepresidente Valeria Leone e i componenti Gabriele Bucci, Roberta Culiersi e Antonio Rocco Tau, anche i capigruppo della minoranza che hanno confermato le loro perplessità per le procedure seguite dal consiglio al momento delle nomine. Il confronto si è concentrato sull’opportunità o meno di avere un parere sulle nomine da parte dello stesso presidente dei revisori, Oronzo Chilla sollecitato dalla commissione stessa. Per il capogruppo del Pd, Raffaele Cesari si sarebbe trattato di un passaggio significativo. Il presidente Dario Massimiliano Vincenti, dopo aver accettato di far votare la proposta (respinta per tre voti a due), ha voluto confermare la sua contrarietà: in primo luogo ripetendo quanto spiegato nei giorni scorsi in un articolata risposta tecnica sull’impossibilità di procedere alla nomina con il sorteggio e in secondo luogo perché la richiesta di Cesari poteva apparire di natura esclusivamente politica e utile solo per riaccendere ancor di più la polemica.

Maurizio Tarantino

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Maglie, via Muro pronta a diventare via Totò Fitto. Tutti d’accordo? Pare di no


Via Muro sta per diventare, a Maglie, via Salvatore Fitto: un personaggio politico e storico che non ha bisogno di presentazioni, e non solo a Maglie, essendo stato presidente della Regione Puglia e politico in ascesa prima del terribile incidente stradale che lo uccise. La morte del politico determinò allora grande scoramento in città, ma evidentemente il tempo fa passare il dolore e l’attenzione al riguardo: così, mentre la consigliera Roberta Culiersi si interroga sui problemi tecnici connessi al cambiamento della toponomastica (documenti, ragione sociale, posta, tutte legittime perplessità espresse dai cittadini interessati), qualcuno approfitta per attaccare la famiglia Fitto. Si tratta di una minoranza, in realtà, perché fortunatamente sono in molti ad arrestare la polemica a fronte della morte prematura di Totò Fitto. Però ci si chiede perché una polemica destata su Facebook, con l’intenzione di stimolare il dibattito sui possibili disagi che un cambio di nome della strada potrebbe comportare, debba per forza essere strumentalizzata da qualcuno.

I problemi tecnici, comunque, dovrebbero essere alquanto limitati, come ha spiegato il sindaco Antonio Fitto alla Gazzetta del Mezzogiorno, dato che il Comune provvederà a tutti gli adempimenti burocratici del caso; ma può darsi che la situazione diventi oggetto di dibattito politico, anche perché è giusto che i cittadini sappiano cosa cambierà nelle loro vite quotidiane. Va detto anche che la decisione di far diventare via Muro via Salvatore Fitto non viene dal primo cittadino, né tantomeno dalla giunta o dal Consiglio comunale, ma dalla commissione Toponomastica, che tre anni fa rinominò molte strade cittadine, anche se il provvedimento sarà avviato solo ora in corrispondenza del nuovo censimento nazionale. Va anche spiegato che la commissione non è espressione di nessun colore politico, perché i suoi membri vengono dal mondo associativo, anche se sono eletti dal Consiglio (ciò significa che i membri vengono votati dai consiglieri di maggioranza e opposizione, ma anche dal presidente del consiglio e dal sindaco). Tuttavia il dibattito di questi giorni sembra spostato solo sulla futura via Salvatore Fitto e non, per esempio, sulla via Antonio Paiano, che fino a poco tempo fa era via Cutrofiano: altra strada che cambia nome, ma sulla quale la polemica non c’è.

C’è invece sicuramente una sensibile differenza dal punto di vista del numero dei residenti e dei negozi tra le due strade, e in tal senso i dubbi della consigliera Culiersi sono legittimi: ma perché adombrare sospetti sulla questione? Vero è anche che ci sono tantissimi cittadini magliesi che devono essere ricordati, ma è l’intitolazione di una strada a tenere alta la memoria storica di chi non c’è più o piuttosto il fatto di insegnare alle nuove generazioni chi erano queste persone e cosa hanno fatto di grande? Sarebbe interessante chiedere a campione ai magliesi, per esempio, se sanno chi fosse Antonio Paiano. Se odiamo tanto i regimi totalitari perché hanno cambiato la storia bruciando i libri, per quale ragione siamo noi i primi a non riuscire a rapportarci con essa? La memoria, oggi non è sui libri, non è sulle strade o nelle statue (a quanti sarà capitato in biblioteca comunale di non riconoscere il busto di Francesco Negro o Martino Colucci?), la memoria oggi corre in Rete. E se oggi vogliamo diventare portatori di memoria storica, basta che i personaggi storici riconosciuti abbiano una pagina Wikipedia: solo così, forse, i ragazzi di oggi riusciranno a conoscere i nostri grandi.

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Nel “giorno” di Falcone, il Comune di Maglie approva protocollo antimafia


Non ci poteva essere una sorpresa migliore nel giorno triste in cui si commemora la morte di Giovanni Falcone, ucciso dalla mafia 19 anni fa. Lo scorso lunedì, infatti, nel corso del Consiglio comunale è stata approvata la proposta di protocollo antimafia, su istanza della consigliera Roberta Culiersi del gruppo “Per cambiare Maglie”. Sulla base del documento approvato, il municipio magliese estenderà  le richieste delle verifiche antimafia anche a tutte le attività che hanno connessione con appalti comunali, in quanto assegnate in forma diversa, per le quali non è prevista alcuna forma di controllo in tema di antimafia. Il Comune, in qualità di stazione appaltante, acquisirà tutti i dati delle imprese partecipanti alle gare e delle eventuali imprese sub-contraenti. Qualora la Prefettura accerti elementi relativi a tentativi di infiltrazione mafiosa ed emetta una informativa ostativa, il Comune non procede alla stipula del contratto di appalto.

“Le organizzazioni criminali manifestano purtroppo una crescente tendenza a ramificare la propria presenza nel settore dei lavori pubblici – ha commentato Culiersi – La mafia che non spara è un pugile invisibile contro il quale è difficile combattere, prevedendone e scansandone i colpi. Per contrastarla e sottrarre la pubblica amministrazione al pericolo di infiltrazioni malavitose, è necessario un monitoraggio assiduo sul territorio e interventi preventivi preordinati a impedire eventuali propagazioni. Per questo, oggi, mi ritengo molto soddisfatta per l’approvazione all’unanimità del mio ordine del giorno sul protocollo antimafia, un atto importante nel giorno dell’anniversario della strage di Capaci”.

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La questione “pulizia e decoro” approda in Consiglio comunale a Maglie


L’ambiente prima di tutto. Si parlerà di questo, inevitabilmente, nel prossimo Consiglio comunale a Maglie, anche perché la capogruppo di opposizione di “Per cambiare Maglie”, Roberta Culiersi, ha depositato delle richieste di ordine del giorno e delle interrogazioni che parlano proprio di questo: tra cui quella sulla questione del degrado nel quartiere Policarita. Nelle scorse settimane, la testata Belpaese aveva pubblicato alcune foto che ritraevano lo stato in cui versa quella zona, tra erbacce e discariche abusive: così Culiersi chiede pubblicamente le ragioni nel ritardo della pulizia, e a chi siano da attribuire le responsabilità.

La questione è nota: alcune zone del quartiere Policarita non esistevano ancora, all’epoca della stipula con il contratto con l’Mta, la società mista che a Maglie si occupa del verde, oltre che della raccolta differenziata e della gestione dei parcheggi a pagamento, per cui la pulizia avviene alla bisogna, in modo da non gravare eccessivamente sulle tasche dei cittadini. Inoltre, per quanto riguarda le discariche abusive, la loro rimozione avviene su segnalazione dei cittadini, possibilmente cercando di individuare i colpevoli, come spesso l’amministrazione è riuscita a fare. C’è da immaginare tuttavia che il dibattito si infiammerà comunque, anche per i ritardi nella pubblicazione del catalogo PIA (Catalogo Pubblico Informazioni Ambientali), che avrebbe dovuto avere avvio il 31 marzo, per cui in un’altra interrogazione si chiede immediatamente la pubblicazione e la fruizione da parte dei cittadini a mezzo Ufficio per le Relazioni con il Pubblico. Inoltre Culiersi ha provveduto a due richieste d’ordine del giorno, una sulla “cicca selvaggia”, l’altra per regolamentare la distribuzione di volantini pubblicitari. Per quanto riguarda la prima richiesta d’ordine del giorno, si vuole mutuare la scelta che il capoluogo Lecce sta facendo in queste settimane, ossia sanzionare chi sporca la città abbandonando ovunque le cicche di sigaretta: se l’ordine del giorno dovesse passare, gli esercenti di locali pubblici dovranno dotarsi tutti di appositi posacenere al di fuori del locale, augurandosi che, magari attraverso le sanzioni, i cittadini recepiscano il messaggio. Di pulizia si parla anche nella richiesta d’ordine del giorno relativa alla regolamentazione del volantinaggio, che secondo Culiersi deve avvenire come il normale porta-a-porta, ossia attraverso la consegna nelle cassette postali e non in quelle comuni deputate alla pubblicità: un regolamento del genere dovrà essere vagliato attentamente, perché alcuni condomini hanno le cassette interne e la questione potrebbe non essere visto di buon occhio, a causa degli evidenti problemi che l’introduzione di estranei in una proprietà privata potrebbe comportare. Ma non si parlerà solo di ambiente in Consiglio comunale, dato che Culiersi ha chiesto anche la sottoscrizione di un protocollo contro l’infiltrazione mafiosa nei contratti di lavoro, come da informativa del Ministero per l’Interno: un punto sul quale c’è buon motivo di pensare che potrebbe passare all’unanimità.

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