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Vini rosati, concorso al castello con polemica


Premiazione del primo concorso nazionale di vini rosati a Otranto.
La cerimonia di premiazione si terrà nella mattinata del 5 maggio 2012 presso il Castello Aragonese di Otranto. Durante l’intera giornata, sarà possibile visitare la mostra dedicata alle etichette di tutti i partecipanti al concorso con degustazioni a cura di diverse aziende vinicole provenienti da tutta Italia.
Il concorso nasce dalla volontà condivisa della Regione Puglia, dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, di Assoenologi nazionale e di Unioncamere Puglia, con l’obiettivo di valorizzare questa tipologia enoica che negli ultimi anni ha mostrato una crescita significativa in Italia, suscitando l’interesse sempre maggiore dei mercati.
Il concorso intende valorizzare le migliori produzioni nazionali, favorirne la conoscenza e diffusione e, nello stesso tempo, orientare le aziende a produrre vini di qualità, adeguatamente presentati e commercializzati, con moderni criteri mercantili.
Per l’occazione saranno allestite sale espositive e il 5 maggio è prevista anche l’inaugurazione della mostra “Rosati d’Italia”, alla presenza del ministro delle Politiche Agricole Alimentari e forestali Mario Catania e dell’assessore alle Risorse Agroalimentari Regione Puglia Dario Stefàno.

Presso la Sala Triangolare al piano terra del Castello Aragonese inizio della Tavola Rotonda con la conduzione eccezionale dei due dj “Fede e Tinto” – Rai Radio 2, della trasmissione Decanter . A seguire il convegno “I rosati e il loro consumo”. Introduce il Davide Gaeta – Facoltà di Economia Università degli Studi di Verona, Consigliere Accademia Italiana della Vite e del Vino e con la partecipazione di Mario Catania – ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Nichi Vendola – presidente della Regione Puglia, Dario Stefano – assessore alle Risorse Agroalimentari Regione Puglia, Federico Castellucci – direttore generale Oiv Organisation Internationale de la Vigne et du Vin, Paris, Antonio Calò – presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, Serge Dubois – presidente Union International Oenologues, Giuseppe Martelli – direttore Assoenologi.
La cerimonia di premiazione si terrà alle 12, premiano Mario Catania, Nichi Vendola e Dario Stefano.
L’occasione lieta è scossa dalla polemica innescata da Rocco Palese, segretario regionale del Pdl che ritiene “inopportuno che l’assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia abbia inteso organizzare il primo concorso cnologico nazionale a Otranto proprio alla vigilia delle elezioni amministrative, e nel giorno del tradizionale silenzio elettorale, alla presenza peraltro del sindaco uscente (e ricandidato dalla sinistra) e del Presidente della Regione, dimenticando casualmente il presidente della Provincia di Lecce e ingenerando inevitabilmente il dubbio che si volesse organizzare una passerella politica, compromettendo quindi una pregevole manifestazione dedicata alle eccellenze d’Italia e del Salento, alla quale avremmo con piacere voluto partecipare. Certamente la manifestazione è stata organizzata mesi fa, ben sapendo che a Otranto ci sarebbero state le elezioni, ed è singolare che a noi consiglieri regionali sia arrivato un invito via mail solo ieri (giovedì) per domani (sabato). Data l’importanza che questa manifestazione riveste per le aziende del Salento, tra le prime in Italia per quantità e qualità di produzione di rosati, sarebbe stato decisamente più opportuno spogliarla da qualsiasi ombra e da qualsiasi dubbio che l’assessore Stefano (come tutti sanno originario di Otranto) abbia magari voluto cogliere l’occasione per far fare l’ultima passerella da sindaco, nel giorno del silenzio elettorale, al candidato della sinistra”.

Jenny De Cicco

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Il rosato che unisce l’Italia


Si avvicina il 5 maggio, che sarà un giorno che da quest’anno verrà ricordato, no solo per il celeberrimo componimento manzioniano, ma anche per la riscossa dei vini rosè, infatti coincide con la data conclusiva del concorso enologico nazionale Rosati di Puglia, che avrà Otranto come palcoscenico e la presenza del ministro Mario Catania.
Alla conferenza stampa del primo concorso enologico, il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha espresso viva soddisfazione. All’incontro, tenuto la mattina del 20 aprile, è intervenuto anche l’assessore regionale alle Politiche Agroalimentari Dario Stefàno presso Villa Romanazzi Carducci a Bari.

Secondo Vendola: “Bisogna riscattare l’onore del rosè, bisogna raccontare che questo vino ha una sua personalità, una sua culla specifica, un suo percorso di accompagnamento alla crescita che è delicato e complesso. Questo concorso serve a portare in vetrina e a esibire le peculiarità di questo nostro prodotto, e ha fatto molto bene l’Assessore Stefàno a non rinchiudersi dentro la trincea pugliese, perché la sfida dell’enologia, dei prodotti di qualità nel food, o è una sfida globale o rischia di essere una sagra di paese. Per noi, invece, anche l’enogastronomia rappresenta una provocazione importante a qualificare il nostro modello di sviluppo.
Il vino pugliese oggi ha dei record di vendita straordinari. Ogni anno al Vinitaly, in maniera crescente, guadagniamo delle postazioni importanti. Prima non era così: la Puglia, fino a poco tempo fa, produceva il vino degli altri. La nostra regione, che aveva un ritardo clamoroso anche rispetto alla Sicilia, aveva un rapporto problematico con la vite: troppe produzioni di uva senza mercato, un’uva buona solo per gli ammortizzatori sociali, troppa richiesta di ristoro dei danni. Era come se la produzione enologica fosse percepita dagli stessi produttori come un qualcosa in stato comatoso da assistere con la farmacopea dei sussidi comunitari.
Nelle nostre terre sono tornati gli antichi vitigni e su di essi abbiamo portato la ricerca e l’innovazione, perché la campagna non è una questione di vanga, ma di scienza e di tecnologia. L’enologia accompagna l’agroalimentare a dotarsi di competenze, di specialismi e di futuro. Questo calice di rosato oggi ci ha fatto ragionare su tante questioni. Spero che non siano discorsi ebbri, ma ragionamenti sobriamente carichi di futuro”.

Jenny De Cicco

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Lecce indomito con il Napoli, la salvezza ora è più vicina


Finalmente una domenica felice per il Lecce, che non solo si porta a casa tre punti fondamentali in chiave salvezza, ma gioisce anche per la vittoria del Genoa sulla Samp, piazzandosi così al quartultimo posto a 38 punti, pensando al derby del prossimo turno di campionato con un Bari già matematicamente retrocesso.

Un fine settimana decisivo per il campionato di serie A: se da una parte si delinea definitivamente la vetta della classifica con il Milan, che si aggiudica lo scudetto a Roma, e l’Inter che mette un’ipoteca sul secondo posto, dall’altra la vittoria del Lecce sul Napoli condanna il Brescia in B, e preoccupa un po’ gli animi dei partenopei.

Un primo tempo in sordina per entrambe le squadre: un Napoli privo di spunti e un Lecce prudente e riflessivo lasciano i due portieri disimpegnati per i primi 45’; un leggero guizzo giunge proprio nei 3’ di recupero concessi dall’arbitro Valeri per via di un tocco di mani di Cannavaro, giudicato involontario, che costa anche un giallo a Corvia per proteste.

La musica cambia totalmente alla ripresa: le squadre tornano in campo con una verve nuova ed è Lavezzi a provare la prima conclusione, ma ad attenderlo c’è un Rosati sicuro e ben piazzato. Il risultato si sblocca al 48’ a favore dei padroni di casa: Corvia realizza il rigore guadagnato da Olivera per fallo di Campagnaro, il Via del Mare è in delirio, ma a smorzare gli entusiasmi ci pensa lo stesso Corvia, che dopo qualche minuto commette fallo su Lavezzi, guadagnandosi il secondo cartellino giallo che lascia il Lecce in dieci.

Mazzarri ritrova la carica, Zuniga e Mascara al posto di Dossena e Yebda si rivelano un’ottima scelta tecnica che riporta il punteggio sulla parità: è Zuniga, infatti, a servire un cross perfetto a Mascara, che non si lascia sfuggire l’occasione per siglare la sua terza rete stagionale. Subito si presenta l’occasione per Cavani, ma l’attaccante argentino non solo manca di testa, ma ristabilisce anche la parità numerica, facendosi espellere per doppia ammonizione.

Il finale è da brividi: il Napoli si chiude in difesa e prova a portarsi a casa almeno un punto, ma il Lecce non si accontenta ed è, all’88’, proprio il gioiello di Chevanton, inserito poco prima al posto di Munari, che permette ai giallorossi di crederci ancora e chiude la partita sul risultato di 2 a 1 per i padroni di casa.

Sugli spalti, tra i circa 15 mila tifosi a sostenere la squadra, una cinquantina erano i tifosi d’eccezione: grazie ad una collaborazione iniziata già lo scorso anno tra la società giallorossa e l’FC Otranto, ieri, infatti, come anche per le partite contro il Cesena e l’Udinese, sono stati accompagnati allo stadio i ragazzi della scuola calcio di Otranto. Tra loro non solo i Giovanissimi classe ‘96-’97 e gli Esordienti classe ’98-‘99, ma anche i Pulcini di età compresa tra nove e gli undici anni e i Piccoli amici di appena sei, sette e otto anni. Un’iniziativa che avvicina i dilettanti ai professionisti, e non solo attraverso la possibilità di assistere ad alcune partite giocate in casa, ma anche attraverso stage formativi durante gli allenamenti.

Alessandra Ragusa

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Lecce battuto al Bentegodi con un piede nella B. Ma non si scoraggia


Non è stato un fine settimana particolarmente felice, quello appena trascorso, per i giallorossi, che tornano battuti dalla trasferta veronese e sostano al terzultimo posto a soli 35 punti. Le speranze sono riposte negli ultimi tre match di chiusura campionato, che vedranno gli uomini di De Canio impegnati prima in casa contro il Napoli, che ancora spera nel secondo posto in classifica, poi nel derby contro il Bari al San Nicola, e per finire a Roma, contro una Lazio che deve guardarsi le spalle per aggiudicarsi un posto in Champions. Ancora tanta strada da fare dunque, con un occhio puntato anche su Cesena e Samp.

Al Bentegodi di Verona il match inizia in modo equilibrato. I padroni di casa tengono le redini della partita, ma gli uomini di De Canio provano a pungere con un Di Michele impegnato in pericolose ripartenze. Le prime occasioni chiare da goal sono del Chievo: Moscardelli guadagna due preziosi angoli, ma al 17’ minuto del primo tempo è sempre lui a sbagliare il bersaglio, svirgolando fuori dalla rete avversaria.

Il primo tempo si chiude in parità, con Ferrario che sciupa malamente la possibilità di sbloccare il risultato, proprio allo scadere della prima frazione di gioco. Le due squadre osano poco, si studiano e si chiudono un po’ troppo in difesa non concedendo spazi agli avversari; i giallorossi risultano poco incisivi e risentono di un gioco di manovra, troppo lento, che non mette quasi mai in difficoltà i veronesi, che tra l’altro vantano la quarta migliore difesa del campionato.

Alla ripresa i presupposti sono gli stessi, ma il Chievo che sembra crederci riesce a battere Rosati: punizione di Bogliacino, il portiere giallorosso respinge per miracolo un pericoloso colpo di testa di Pellissier, la palla andata dritta sui piedi di Rigoni regala a quest’ultimo la possibilità di siglare il suo primo centro stagionale con il Chievo. Due minuti dopo Moscardelli si divora la possibilità di raddoppiare e di chiudere la partita, sprecando malamente un favoloso assist di Pellissier.

L’errore dei gialloblù dà coraggio al Lecce: dentro Piatti e Chevanton, un vero e proprio assalto davanti all’area gialloblù cui partecipa anche Rosati. Cinque i minuti di recupero, ma non bastano. Una conclusione improbabile di Piatti dalla lunga distanza accende gli animi nelle fila del Lecce, e la triste domenica giallorossa si chiude con un angolo che regala ai tifosi solo tanto rammarico: bastava una deviazione in porta, ma Ferrario sbaglia nuovamente.

L’arbitro Rizzoli manda tutti negli spogliatoi: il Chievo, che con questi preziosi 3 punti si allontana dalla zona rossa, festeggia sotto la curva, e il Lecce invece, impantanato e con un piede in B, pensa a sfoderare il solito entusiasmo dimostrato con le grandi, pensando al prossimo match con la squadra rivelazione del campionato, il Napoli.

Alessandra Ragusa

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