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Porto Miggiano: al via un’inchiesta


Aperta un’inchiesta sui crolli della falesia di Porto Miggiano di Santa Cesarea Terme e proposta un’interrogazione parlamentare da parte di Elisabetta Zaparutti. In seguito ai numerosi esposti in Procura il pubblico ministero Antonio Negro ha aperto nei giorni scorsi un fascicolo sulle cementificazioni e i crolli nell’area di Porto Miggiano.

Ipotizzato il reato di danneggiamento aggravato dei beni ambientali a carico di ignoti, le indagini sono condotte dalla sezione di polizia giudiziaria del corpo forestale di Lecce e serviranno a chiarire la conformità dei lavori di consolidamento del costone, finanziati con fondi Cipe-Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, per un importo da 3 milioni di euro. L’intervento di consolidamento scatenò, lo scorso anno, una bagarre mediatica e politica a causa della modalità ritenute dai manifestanti invasive.

Il sostituto procuratore, dopo aver acquisito le immagini dei lavori e  la documentazione inerente le autorizzazioni al consolidamento, ha conferito l’incarico a un super consulente, che si occuperà di stabilire se la cementificazione, avvenuta tramite la creazione di due noti locali posti sulla falesia, abbia o meno determinato lo sfaldamento della scogliera.

La zona in questione è stata classificata ad elevato rischio nel Piano di Assetto Idrogelogico-PAI reigonale, dunque è possibile attribuire all’erosione la situazione attuale della costiera, ma sarebbe plausibile anche che i crolli della zona siano stati accelerati dal consolidamento e dalla cementificazione? Queste sono alcune delle domande poste da tempo dal comitato di Tutela per Porto Miggiano.

Sulla delicata vicenda si è espressa anche Elisabetta Zamparutti, deputata parte della Commissione Ambiente, che ha presentato un’interrogazione ai ministri dell’Ambiente e dei Beni culturali, per preservare dalle speculazioni edilizie il territorio di Santa Cesarea. Zamparutti ha posto l’attenzione anche sull’ipotesi della realizzazione di un porto turistico da 700 imbarcazioni con scalo per navi da crociera e il rischio di realizzazione di 536 unità abitative sul comparto 13 e di un villaggio turistico per 3.000 residenti sul comparto 25-Villaggio Paradiso, chiedendo se sia compatibile dal punto di vista idro-geologico e della sicurezza pubblica la presenza di due grandi strutture turistiche a pochi metri dal ciglio della falesia di Porto Miggiano che risulta classificato nel Pai quale area a pericolosità geomorfologica molto elevata e se sia compatibile con i vincoli paesaggistici e culturali la costruzione di strutture turistiche a pochi passi da una torre d’avvistamento del XVI secolo.

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Conferme ed esclusioni nella Puglia da Bandiere Blu


Il 10% delle Bandiere Blu di Legambiente sono pugliesi. Tra 113 comuni italiani, presenti nell’edizione 2012 che è la numero 26 delle “Bandiere Blu”, 10 comuni sono pugliesi, di cui 4 salentini.
In testa alla classifica regionale la provincia di Lecce, con ben quattro località – Otranto, Melendugno, Salve, Castro- seguita da Brindisi con Fasano e Ostuni, in provincia di Bari Polignano e Monopoli, a Taranto Ginosa-Marina di Ginosa e a Foggia Rodi Garganico.
Le Bandiere vengono assegnate ogni anno dalla Fondazione per l’educazione ambientale in collaborazione con Enel Sole e vengono consegnate oggi a Roma.
Le riconferme nazionali dell’assegnazione del titolo si attestano attorno al 96% e comprendono tre località lacustri, sono 61 gli approdi turistici premiati, due in meno rispetto alla precedente edizione, nonostante l’edizione 2012 delle Bandiere Blu abbia visto un incremento delle località meridionali.
Per ottenere la Bandiera Blu, la qualità delle acque di balneazione è un requisito indispensabile: solo le località, le cui acque sono risultate eccellenti nella stagione precedente, possono presentare la candidatura. Per quanto riguarda la depurazione, vengono prese in considerazione solo località con impianto di depurazione almeno con trattamento secondario e che abbiano almeno l’80% dell’allaccio in fognatura delle acque reflue. Altro criterio fondamentale è la percentuale di raccolta differenziata, il cui livello minimo è stato recentemente innalzato.
Sorprende, forse non tanto visto le recenti polemiche, l’assenza in graduatoria di Santa Cesarea Terme, per la quale si era annunciata la presenza in classifica lo scorso aprile, ma senza specificare a che titolo e che fu esclusa già nella precedente edizione 2011.
Conferme importantissime quelle di Melendugno e Otranto che ripartono nel post elettorale con il piede giusto e avviano così il cammino verso la prossima stagione balneare.
Facilitato il lavoro amministrativo in questo secondo mandato del sindaco Luciano Cariddi con una riconferma che attesta la giusta strada intrapresa. Anche quest’anno, alla Città di Otranto viene assegnata la Bandiera Blu dalla Fee.

Questa mattina, alle 11, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri a Roma, si è svolta la conferenza di presentazione delle Bandiere Blu 2012. Il sindaco Luciano Cariddi dichiara: “Sono soddisfatto di questa riconferma che testimonia il grande impegno che la Città di Otranto sta dimostrando nel percorso di politiche virtuose intrapreso che pongono al centro della crescita del territorio le valenze ambientali e culturali”.

Jenny De Cicco

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Il Tar dà ragione al Comune di Santa Cesarea


Il comune di Santa Cesarea ha ragione. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia Lecce ha pronunciato la sentenza sul ricorso proposto dal Comune di Santa Cesarea Terme contro la Regione Puglia, e delle Terme di Santa Cesarea, rappresentata, per l’annullamento della determinazione del Dirigente Ufficio Pianificazione della N. 01581/2011.
Infatti la concessione per lo sfruttamento delle sorgenti termali di Santa Cesarea da parte della società Terme di Santa Cesarea è scaduta e il suo rinnovo va annullato. Questa è la sentenza del Tar di Lecce dello scorso 23 febbraio e depositata il 27 aprile, accogliendo il ricorso presentato dal Comune di Santa Cesarea contro il provvedimento di rinnovo emanato dalla Regione.
La società Terme di Santa Cesarea aveva ottenuto la concessione ventennale per lo sfruttamento delle sorgenti denominate “Santa Cesarea” il 30 luglio 1991 dal presidente della giunta regionale e ne ha chiesto il rinnovo, per altri 20 anni, ma il comune si è opposto, comunicando le proprie ragioni in una nota inviata alla Regione il 23 marzo 2011 e un’altra nota più dettagliata inviata dopo che la pubblicazione della richiesta di rinnovo sull’albo pretorio.
La Regione ha comunque rinnovato la concessione alla società Terme di Santa Cesarea, in data 19 luglio 2011, per la durata di altri 20 anni, decisione contro cui il comune ha presentato ricorso al tribunale amministrativo.
La Regione non avrebbe verificato, prima del rinnovo, se la società “Terme di Santa Cesarea” avesse rispettato le disposizioni e i requisiti richiesti. La domanda di rinnovo è stata infatti presentata oltre il termine, la regione non ha considerato le opposizioni avanzate dal comune secondo cui per assegnare la concessione si sarebbe dovuta fare una gara formale e dunque l’articolo 30 legge regionale 44/1975 è incostituzionale laddove prevede il rinnovo senza gara.
Al ricorso la società si è opposta con un controricorso, presentato il 14 novembre 2011, in cui si sostiene l’inammissibilità del ricorso del Comune per “carenza di legittimazione e di interesse”.
Con la sentenza del 23 febbraio, il Tar ha però dato ragione al Comune.
Daniele Cretì, sindaco della cittadina, si dichiara soddisfatto per il raggiungimento del risultato sperato e che “con il buon senso da parte di tutti si possa addivenire quanto prima ad una soluzione condivisa’.
“Credo che l’ azione politica di un amministratore pubblico debba essere sempre finalizzata alla tutela e valorizzazione del bene comune. La sentenza emessa dal TAR di Lecce interessa una porzione di terreno su cui circa vent’ anni fa è stato realizzato il Nuovo Centro Termale costato alle casse pubbliche quasi 40 miliardi di lire. Credo sia un dovere delle Istituzioni cercare soluzioni idonee per mettere in funzione questa struttura di proprietà comunale ed attualmente concessa in uso alla società Terme di Santa Cesarea dotandola delle necessarie acque minerali. Noi non intendiamo nel modo più assoluto mettere in ulteriore difficoltà un’azienda di cui il Comune di Santa Cesarea ne è socio quasi al 50%. Nell’assemblea dei soci che si è tenuta venerdì scorso per l’ approvazione del bilancio abbiamo già chiesto al socio Regione un tavolo di concertazione per discutere anche di questa problematica nell’interesse della comunità cesarina e del territorio: sono convinto che con il buon senso da parte di tutti si possa giungere quanto prima a una soluzione condivisa”.

Jenny De Cicco

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Le vele di Legambiente a Santa Cesarea: il no del Comitato di Tutela


Polemica per l’assegnazione delle Vele di Legambiente.
Quest’anno saranno 38 comuni pugliesi a cui Legambiente concederà le vele, new entry Fasano e Santa Cesarea Terme.
La Guida blu di Legambiente assegnerà il 14 giugno, a seconda di severi criteri di valutazione da 1 a 5 vele. Sul giudizio incidono la tutela dell’ambiente e la qualità dei servizi recettivi.
Tra le new entry, Santa Cesarea si è distinta per il trattamento dei liquami, che scaricano le acque trattate in battigia e attraverso una condotta sottomarina, fatto dovuto alla particolare geomorfologia del territorio salentino.
Daniele Cretì, sindaco del comune in causa, gongola su Facebook: “Ho il piacere di comunicare a tutti gli amici che Santa Cesarea Terme è stata inserita tra le 38 città cui Legambiente assegnerà le prestigiose Vele. Un importante riconoscimento ottenuto grazie anche al lavoro svolto da operatori turistici, operatori commerciali, associazioni, istituzioni e singoli cittadini. Ne sono convinto. Ognuno di noi, nessuno escluso, si deve sentire parte attiva di questo processo-progetto iniziato qualche anno fa e che non deve assolutamente arrestarsi. Anche il piccolo gesto del singolo cittadino, che ai più potrebbe sembrare insignificante, può risultare importante se finalizzato alla tutela dell’ ambiente ed alla crescita culturale ed economica del territorio!
Ne sono convinto. Ognuno di noi, nessuno escluso, si deve sentire parte attiva di questo processo-progetto iniziato qualche anno fa e che non deve assolutamente arrestarsi. Anche il piccolo gesto del singolo cittadino, che ai più potrebbe sembrare insignificante, può risultare importante se finalizzato alla tutela dell’ ambiente ed alla crescita culturale ed economica del territorio”.
Invece gli ambientalisti ed in particolare i membri del Comitato di tutela per Porto Miggiano insorgono contro la decisione di Legambiente: “Non si dovrebbero dare bandiere blu di merito ai comuni che hanno in progetto di cementificare la costa senza pudore”.
Gioacchino Bergamo, uno dei membri Facebook si esprime sarcasticamente nel commento: “Sono ormai molti anni che il Salento può vantarsi di avere tra le sue bellezze Porto Cesareo, il comune con la più alta percentuale di costruzioni abusive (alcune sull’acqua) d’Italia. Santa Cesarea sta cercando di batterlo. Le andrebbe assegnato il premio Attila”.

Interviene anche Oreste Caroppo, noto attivista per i diritti ambientali che dice: “Si elogia qui addirittura chi scarica i reflui depurati a mare con condotte sommerse?! E chi va in alto mare a controllare la qualità delle acque sversate, se son state davvero bene depurate?”.

Jenny De Cicco

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Una nuotata per Porto Miggiano


Nuotare contro la corrente dell’abuso ambientale, manifestare senza il consenso pubblico in tutta libertà. Questo è l’obiettivo di Drake Salvatore Masciullo, membro del Comitato di tutela per Porto Miggiano, che il giorno della liberazione d’Italia dal nazi-fascismo, mercoledì 25 aprile, nuoterà nelle acque di Santa Cesarea.
L’appuntamento per l’evento è alle 10, ideato dallo stesso Salvatore Masciullo, membro del gruppo facebook del Comitato, il quale propone la sua nuotata di denuncia per la salvaguardia del luogo, l’evocativo nome dell’iniziativa è “Massive attack”.
Drake si propone l’impresa per porre l’accento su Porto Miggiano e per chiedere chiarezza sulla questione della destinazione pubblica della “Cala dei cento scalini”.
Il comune intanto ha assicurato l’accesso pubblico della spiaggetta, ma non ha ancora assicurato con un atto pubblico la vicenda.
Alla nuotata saranno presenti organi di stampa e i sostenitori del Comitato e di Drake.
Intanto la nuotata è l’ennesimo atto di una lecita e pacifica protesta nel legittimo tentativo di difesa di uno dei luoghi più caratteristici e belli del Salento e giunge dopo le vicende legate alle denunce firmate dal sindaco Daniele Cretì contro tre membri del Comitato e le immagini, clamorose, delle acque cristalline dell’insenatura trasformate in fanghiglia.
Il Comitato, infatti, non mette in dubbio la necessità della messa in sicurezza della zona per mantenere la balneabilità dell’area, un intervento necessario di consolidamento del costone resosi necessario, ma mette in dubbio le modalità dello stesso, troppo invasive e radicali, dannose ed irreversibili.
La nuotata si scaglia contro l'”Invincible Armada” – come definita sul social network da Masciullo – di tutti quelli che stanno contribuendo a devastare il più bel pezzo del Salento, “noi rispondiamo con i nostri piccoli mezzi, con l’intellighenzia, con la determinazione di chi è nato libero e vorrà morire libero. Possono querelare, denunciare, vietare d’entrare nel luogo di lavoro con quelle stupide transenne, ma non potranno vietare alla popolazione salentina di arrivare via mare nella spiaggetta di Porto Miggiano. Nuotatori, preparatevi con le vostre mute, con i vostri canotti, con le vostre barche. il 25/4/2012 attaccheremo dal porto. Scaldate il vostro cuore, mettete in funzione i vostri deltoidi ed i vostri quadricipiti”- hanno scritto i partecipanti all’evento Facebook.
Drake propone anche ai salentini di spostarsi, dopo la simbolica nuotata di spostarsi a Montesano per raggiungere i manifestanti contrio lo scempio della strada 275, un gesto doppiamente eclatante, il suo unico timore “l’acqua ancora gelida, anche se ormai sono abituato a immergermi nelle acque fredde delle terme bormiensi. Certo, dopo una bella e tosta sauna finlandese. Ecco, la sauna dovrà essere il pubblico, dovete voi a farmi salire la temperatura”.

Jenny De Cicco

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Porto Miggiano sarà pubblico?


Il destino di Porto Miggiano, scontro tra Pd (minoranza) e Pdl (maggioranza) di Santa Cesarea.
A seguito dell’accusa di ambiguità Daniele Cretì, sindaco della cittadina marittima, ha risposto ai gruppi di minoranza. Questi lo hanno accusato d’aver assunto una posizione ambigua in merito ai lavori di Porto Miggiano presso il comparto 19.
Cretì, secondo la minoranza, avrebbe prima rassicurato tutti i cittadini sul fatto i lavori fossero finalizzati esclusivamente alla messa in sicurezza del costone e quindi a rendere sicura la balneazione e poi, respingendo una proposta dei consiglieri di minoranza all’ultimo consiglio, di considerare possibile l’alienazione e l’affidamento in gestione delle aree del comparto 19.
Il Partito Democratico di Santa Cesarea Terme aveva diffuso una nota: ”Siamo esterrefatti. Il sindaco di Santa Cesarea Terme continua a fare solo dichiarazioni a mezzo stampa sulla volontà di mantenere pubblica la spiaggetta di Porto-Miggiano, le aree destinate a parcheggi e la strada di accesso a essa. Grida al complotto, alle dichiarazioni fatte solo per generare confusione e che, a suo avviso, non rappresentano il modo migliore per fare informazione istituzionale.
Lei signor Sindaco si arrampica sugli specchi e sostiene motivazioni faziose. Era suo compito, signor sindaco, convocare il consiglio comunale e non attendere la richiesta di convocazione dei gruppi di minoranza. Ciononostante, vi era la possibilità di poter deliberare all’unanimità, in consiglio comunale l’indirizzo per attivarsi a far rimanere pubblica la spiaggetta una volta terminati i lavori di consolidamento.
Invece Lei e suoi consiglieri avete votato contro. Né ci risulta che ha fatto altre proposte che andassero in tale direzione. Questi sono i fatti il resto sono solo parole. Chiediamo al sindaco e ai consiglieri di approvare al più presto un atto deliberativo che va in tale direzione, oppure il Piano Coste (quasi tutti i comuni interessati lo hanno già presentato) e inserire la spiaggetta di Porto Miggiano, ponendo fine alle schermaglie dialettiche, alle parole vuote”.
Cretì interviene pubblicamente per smentire ogni accusa: “Spiace quando l’informazione viene distorta volutamente da rappresentanti istituzionali con l’obiettivo di confondere i cittadini. Ribadisco che i lavori di consolidamento e messa in sicurezza di Porto Miggiano sono finalizzati esclusivamente a rendere sicura un’area destinata alla pubblica e libera balneazione, che tale rimarrà alla conclusione dei lavori”.
Interviene anche il “Comitato Tutela Porto Miggiano”, il quale chiamato in causa tramite un post Facebook ha detto: “Riteniamo sia inutile fare polemica politica ma parlare soprattutto di fatti. Ci sembra incredibile come possa soltanto essere messa in discussione la destinazione pubblica e libera dell’insenatura di Porto Miggiano, soprattutto dopo il consolidamento del costone roccioso costato la bellezza di 3 milioni di euro di denaro dei contribuenti. Una delle spiagge più belle d’Italia, un patrimonio della collettività dovrebbe vedere certificata nero su bianco la sua destinazione pubblica, soprattutto dopo aver perso tutto il panorama sovrastante per le assurde costruzioni edificate negli ultimi anni.
Il Comitato ha sempre preso le distanze da chi abbia provato a strumentalizzare la battaglia e continua su questa linea. Vogliamo che la spiaggetta resti pubblica, per sempre e che si faccia una delibera in tal senso. I gruppi di opposizione a Santa Cesarea chiedono la stessa cosa. Nessuna pubblicità, ma appoggio a un’iniziativa che condividiamo e che riteniamo giusta”.

Jenny De Cicco

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Cretì risponde a Cariddi: “La prossima volta chiederemo a lui la consulenza”


Daniele Cretì, il sindaco di Santa Cesarea, controbatte a Luciano Cariddi, primo cittadino otrantino sulla diatriba scatenata dalla casa di Carmelo Bene. E’ l’ennesimo atto di una vicenda che sta riempiendo le pagine di cronaca locale e non solo.
Il sindaco Cariddi, all’inizio della vicenda, aveva proposto di creare un luogo di memoria per il maestro Carmelo Bene nel Salento, nominando tra le varie città salentine la sua Otranto e citando l’evento per la commemorazione dei 10 anni dalla scomparsa dell’attore, che si svolgerà durante questo mese nella città Patrimonio per una cultura di Pace Unesco.
Cretì ha poi replicato con toni aspri alle affermazioni di Cariddi, rimarcando il proprio punto di vista tramite post Facebook: la Regione Puglia non ha mai preso in considerazione le proposte inviate da Santa Cesarea per onorare la memoria di Carmelo Bene e nessun soggetto pubblico si è fatto avanti per acquistare l’immobile in questione quando si sarebbe potuto fare qualcosa.
La risposta di Cariddi è stata d’annichilimento per delle reazioni poco consone ad un primo cittadino, il quale non si dovrebbe abbandonare in reazioni scomposte e offensive, secondo Cariddi Otranto riesce ad attrarre fondi e attenzioni perché propone buoni progetti.
Cretì ha replicato ulteriormente e ieri sera ha scritto a Luciano Cariddi, sempre tramite il noto social network e ha utilizzato la terminologia propria di una missiva in risposta alla “lettera” dell’otrantino.
Il post recita: “Caro Luciano, se le cose stanno così come tu affermi, la prossima volta che i miei funzionari prepareranno un progetto culturale da inoltrare alla Regione per il relativo finanziamento, passerò prima da te: vista l’ amicizia che ci lega, non che la notevole esperienza che tu hai acquisito in merito, spero non mi negherai un tuo parere preliminare circa la bontà e la fattibilità della proposta.
Ti saluto con la stima di sempre”.

Jenny De Cicco

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Casa di Bene all’asta, Cretì contrattacca


Per preservare la memoria di Carmelo Bene si fa avanti Luciano Cariddi e propone la sua Otranto, patria elettiva del genio salentino. Intanto il comune idruntino ospiterà a marzo un festival in onore dell’interprete. Daniele Cretì, primo cittadino di Santa Cesarea, è stato chiamato in causa e ha ribattuto sulla vicenda, che vede coinvolti nell’azione di tutela, personalità dello spettacolo, della tv e della cultura italiana.
Cariddi, negli scorsi giorni, ha confessato: “Ho seguito con interesse il dibattito che si è aperto  in questi giorni sulla vicenda della vendita della casa paterna di Carmelo Bene a Santa Cesarea Terme. Condivido le considerazioni di quanti ritengono necessaria, sul nostro territorio, l’istituzione di un luogo della memoria, legato all’esperienza artistica del maestro.
Convinti di ciò, abbiamo da sempre lavorato su questa idea, sin dall’istituzione della Fondazione L’Immemoriale, voluta da Carmelo Bene, nel suo testamento, con il preciso coinvolgimento, insieme alla Regione Puglia e alla Provincia di Lecce, della Città di Otranto.
La Fondazione immaginata dal maestro non ha avuto, però, vita facile e a seguito di vicende giudiziarie è stata messa in liquidazione. Ma perché Otranto, oggi, decide di dire la sua?
A Otranto riposano le ceneri di Carmelo Bene e il Comune ha già finanziato la costruzione di una stele alla memoria, per ospitarle.
Otranto, sin dai primi anni 80 ha invitato il Maestro, allora all’apice della carriera artistica, a soggiornare in una bellissima casa del centro storico cittadino a picco sul mare, presa in affitto.
E’ quella la casa che poi il maestro ha acquistato e dove ha trascorso le sue giornate per gran parte dell’anno: tra libri e vocalizzi, nel silenzio avvolgente delle notti otrantine.
A Otranto il maestro ha interpretato, da par suo e nell’entusiasmo generale, opere come La Figlia di Iorio, alcuni canti della Divina Commedia ed altri classici.
Otranto, insomma, è stata scelta dal grande maestro, tanto da diventarne, in qualche modo, musa ispiratrice. In questi anni abbiamo continuato ad adoperarci, in collaborazione con la Regione Puglia e la Provincia di Lecce, e d’intesa con gli eredi, per tener viva l’attenzione sull’opera e sulla figura di Carmelo Bene.
Proprio nel decimo anniversario della Sua scomparsa, siamo riusciti a veder realizzato un progetto in cui sempre abbiamo creduto. Il prossimo 15 marzo e fino al 5 maggio ospiteremo il Festival Carmelo Bene, con un ricco programma di incontri con quanti lo hanno direttamente conosciuto, di proiezioni delle sue opere e di dibattiti sulla sua eredità artistica.
Aderiamo, perciò, con convinzione alla proposta del presidente Vendola, per una ricognizione dei luoghi del cuore del maestro e ci candidiamo quale località di riferimento”.
Cretì ha affidato a Facebook le proprie considerazioni sulle proposte di Cariddi e Nichi Vendola, definendole chiacchere elettorali. In effetti la vicenda va avanti da mesi, da prima dell’estate e il primo citadino di Santa Cesarea dice: “Nessuno si è fatto avanti per trovare i fondi necessari per acquistare la casa di Bene messa all’asta. Santa Cesarea non ha ricevuto un solo euro dalla Regione per le manifestazioni proposte.
Bisogna vedere quanto ha ricevuto Otranto negli ultimi tre anni. Non credo si tratti solo di simpatie. Dov’erano la Regione e il Comune d’Otranto quando furono lanciati gli appelli per salvare l’immobile?”.

Jenny De Cicco

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Ermete Realacci e Antonio Maniglio difendono Porto Miggiano


Continua su più fronti la controffensiva ambientalista per Porto Miggiano.
Oggi è stata presentata un’interrogazione al presidente Vendola e all’assessore all’urbanistica Angela Barbanente riguardante il porto di Miggiano, dal consigliere del Pd e vicepresidente del consiglio regionale Antonio Maniglio, che si pone sulla scia dell’interrogazione parlamentare dell’onorevole Pd Ermete Realacci, presidente nazionale di Legambiente.
La settimana scorsa Ermete Realacci ha presentato un’interrogazione ai ministri per i Beni culturali Lorenzo Ornaghi e dell’Ambiente Corrado Clini e per gli Affari regionali, il turismo e lo sport Piero Gnudi per chiarire quali siano gli interventi che intendano adottare.
Realacci ha riportato nell’intervento alla Camera come “si sta consumando un caso emblematico della situazione di sfruttamento selvaggio di territorio, deturpamento, incuria e abuso edilizio risulta essere il tentativo di costruzione, progetto peraltro incurante dei problemi di stabilità geologica della costa dell’area individuata, di un complesso turistico – residenziale, esteso su 15 ettari lungo la provinciale per Vignacastrisi, con la realizzazione di 536 unità abitative in 66 sezioni, ristoranti, negozi, piscine, strutture sportive, per un investimento complessivo di 40 milioni di euro. Una vasta opera di cementificazione di un lembo ancora incontaminato della costa adriatica nella zona a ridosso del parco regionale naturale Otranto-Santa Maria di Leuca. Conseguentemente, un’immensa colata di cemento, se non fermata, ricoprirà l’area denominata comparto 13 del comune di Santa Cesarea Terme classificata di notevole interesse pubblico e sottoposta a tutela (articolo 36 del decreto legislativo numero 42 del 2004)”.
Realacci ha sottolineato l’inquadramento del caso in un contesto regionale segnato da un ampio ricorso all’abusivismo e ai reati ambientali, collocando la Puglia al quarto posto nella classifica nazionale per reati accertati (nel 2010) con il 12,7 per cento del totale nazionale.
Oggi l’interrogazione di Maniglio in Regione. “E’ indispensabile – riferisce Maniglio – che anche la Regione Puglia esprima il suo parere e assuma le determinazioni conseguenti, visto che a tutela dei beni paesaggistici e naturali c’è una larga mobilitazione civica che si esprime anche sulla rete, dove è attiva la pagina del Comitato di Tutela per Porto Miggiano, che la Puglia e la provincia di Lecce, sono ai primi posti per il numero di abusi edilizi che hanno degradato interi pezzi di costa, chiede al presidente della Regione e all’assessore all’Urbanistica di verificare la compatibilità paesaggistica dell’intervento sopra citato con la programmazione urbanistica e paesaggistica della Regione Puglia, di accertare se l’insediamento sopra indicato è coerente con le finalità di difesa dell’ambiente definite nell’istituzione del parco naturale Otranto-Santa Maria di Leuca e di assumere ogni iniziativa possibile per tutelare un pezzo di costa che, per la sua indiscutibile bellezza, è stata spesso utilizzata per pubblicizzare una Puglia incontaminata”.
La risposta del presidente Vendola e dell’assessore Barbanente non tarderanno ad arrivare nei prossimi giorni.

Jenny De Cicco

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Venduta a privati la casa di Carmelo Bene


Qual è il prezzo della cultura e quale quello della memoria? Venduta a meno di 300mila euro la protagonista delle poesie giovanili e Nostra Signora dei Turchi di Carmelo Bene.
A segnare i 10 anni dalla morte di Carmelo Bene un festival e la vendita per debiti insoluti della casa paterna dell’artista, in cui risiede la sorella Maria Luisa, che da tempo s’era arresa alla vendita del bene.
E’ stata venduta il 16 febbraio durante un’asta giudiziaria del Tribunale di Lecce, mentre la Puglia e il Salento si preparano a ricordare la scomparsa del genio, con un festival itinerante in programma tra Lecce, Otranto e Bari, promosso da Provincia di Lecce, Comune di Otranto e Bif&st, il Bari International Film Festival, promosso e finanziato dalla Regione Puglia e organizzato dall’Apulia Film Commission.
La notizia della possibile asta giudiziaria della casa rimbalzò con un tam tam mediatico lo scorso luglio, dando vita a vigorose proteste del mondo civile e artistico.
Poi nello scorso ottobre la prima asta andata deserta fece crollare il prezzo dell’immobile, da circa 600mila euro a meno della metà e in seguito subì un ulteriore ribasso. Due giorni fa la notizia: la casa è stata venduta a privati.
Orodè Deoro, pittore e artista fu tra i promotori del sit-in e oggi confida la propria amarezza per una sconfitta culturale non solo salentina: “Quest’estate c’eravamo mossi per evitarlo, non in molti ma i media se ne accorsero e ci fu un certo interesse a riguardo. Solo un sit-in davanti la casa in questione e poi l’invito a Maria Luisa Bene a leggere le poesie giovanili del fratello. Devo ammettere ch’è difficile proteggere un bene, un vero bene, dagli stessi Bene e ch’è inutile cercare di spiegare ora alle istituzioni perché avrebbero dovuto farlo loro.
Il sit-in riscosse un certo successo. Proposi di fare della casa paterna il museo Carmelo Bene in via Carmelo Bene, ispirandomi al museo Garcia Lorca in via Garcia Lorca. Ma io vivo in un’epoca ch’è un deserto culturale senza sogni. In questo clima chi si lamenta è decontestualizzato, io non mi lamento: io accuso. Accuso lo Stato e il mondo culturale di non esistere. State lasciando un bel pianeta ai vostri figli, se prenderanno esempio da chi penso io, il pianeta non ha scampo.
La mia passione nel difendere la casa scemò quando la stessa Maria Luisa s’oppose alla mia proposta di lottare per creare un museo Carmelo Bene. Per Maria Luisa la casa paterna era di sua proprietà.
Era. Ecco qui ora la proprietà ed ecco il mio distacco dalla faccenda.
Le istituzioni si sono chieste dove avrebbero potuto racimolare i 300mila euro necessari all’acquisto della casa? Forse non organizzando la manifestazione in occasione del decennale il 16 marzo. Sarebbe bastato andare tutti insieme all’ombra del barocco leccese con una rosa rossa in mano, in silenzio però, in un silenzio il più possibile portato come sapeva lui, perché se vi avesse visto, avrebbe sbottato come al Costanzo Show”.

Jenny De Cicco

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Un incontro sulla tassa di soggiorno a Santa Cesarea


Rimandata la sua introduzione nel 2011, a Santa Cesarea si discuterà di tassa di soggiorno giovedì, dalle 18.30, presso l’aula consiliare del Comune.

Il 2012 è appena iniziato e con il sindaco Daniele Cretì e l’assessore al turismo Fedele Corsano, i quali hanno convocato un incontro con gli operatori, si discuterà dell’eventualità d’introdurre la tassa e dirimere i dubbi e le alternative. Interverranno durante il dibattito i gestori e i titolari delle imprese commerciali, turistiche, albergatori e singoli cittadini. L’amministrazione Cretì nel 2011 decise di rimandare il dazio, cosa resa possibile grazie all’aumento dei flussi turistici e alla vendita d’immobili comunali.

Probabilmente l’introduzione della tassa di scopo è irrimandabile, è quasi necessaria ai comuni rivieraschi che necessitano di maggiore aria per le casse dei propri erari, soprattutto per via del patto di stabilità che spesso ingessa i conti e cristallizza le liquidità.

Nel frattempo diverse cittadine a vocazione turistica, tra le quali Otranto, hanno già avviato l’introduzione della tassa, senza evidenti problemi.

Intanto il sindaco Cretì ha tenuto pochi giorni fa un’assemblea informativa a Vitigliano, per tracciare il punto di quanto fin ora fatto dal suo insediamento allo scranno cesarino.

Lo scorso anno Santa Cesarea ha reperito fondi pubblici per 7 milioni di euro e adottate oltre 180 delibere di giunta e 72 di Consiglio. Il sindaco ha sottolineato l’anno appena trascorso come importante per il piccolo comune in quanto il pericolo di perdita di finanziamenti è stato neutralizzato e non nasconde la soddisfazione per la cantierizzazione di opere come la fogna bianca e il tanto discusso consolidamento di Porto Miggiano.

Il sindaco afferma che a breve inizieranno i lavori di rigenerazione urbana, quasi 600mila euro destinati alla sistemazione e pavimentazione dei centri di Cerfignano e Vitigliano, la costruzione di una rotatoria prevista all’entrata di Vitigliano (ingresso da Cerfignano) per 70mila euro e anche lavori di miglioramento energetico e messa in sicurezza dell’edificio scolastico di Cerfignano per circa 500mila euro e se la Regione porrà il proprio ok verrà attivato l’iter per gli interventi di efficienza energetica del Municipio (700mila euro). Mentre nelle scuole è già partito il progetto “Classe 2.0” che prevede l’interattività dei laboratori e delle aule.

Jenny De Cicco

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Come era, come è. Un video per Porto Miggiano


A Porto Miggiano è ancora viva la polemica per i lavori nella caletta. Alle azioni ambientaliste si aggiunge un video di sensibilizzazione del videomaker Hermes Mangialardo.

Per gli ambientalisti e per il Comitato di Tutela di Porto Miggiano, quello che avviene è una violenza ai danni del territorio, di un angolo di paradiso. Per l’amministrazione si tratta di lavori atti al consolidamento del costone roccioso che rischierebbe irrimediabilmente di andare perso in maniera incontrollata.

Dal Comitato arriva una nuova iniziativa: “Dopo tutti gli sforzi fatti sin ora continuiamo a vedere di salvare il salvabile”. E si forniscono ai membri del gruppo le mail e i numeri di telefono cui rivolgersi per far sentire il proprio dissenso. “Crediamo – dicono gli attivisti – che quante più mail, fax e lettere invieremo, tanto più ci saranno possibilità di essere ascoltati”. La mail deve recare per oggetto “Appello urgente: salviamo Porto Miggiano dalla cementificazione” e forniscono anche il testo.

Si è attivato anche Hermes Mangialardo, noto videomaker e animatore di origini copertinesi, legatissimo al Salento. Il video di Hermes sta facendo il giro del web e ha per fulcro il passato ed il presente di Porto Miggiano.

Il gruppo Facebook del “Comitato di Tutela per Porto Miggiano” invita tutti a prenderne visione, per condividerne le battaglie in nome del territorio e delle peculiarità dell’ambiente salentino.

Musica malinconica e immagini e parole evocative di Porto Miggiano tra passato e presente e con un occhio di riguardo per il futuro incerto di Porto Miggiano.

Jenny De Cicco

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