Tag Archive | "sbarco"

Arrestati gli scafisti responsabili dell’approdo di Porto Badisco


Individuati, grazie al racconto dei migranti, gli scafisti responsabili del maxi-sbarco sul litorale otrantino. I passeggeri hanno raccontato agli interpreti di aver pagao dai 4 agli 8mila dollari ai due scafisti per poter essere imbarcati. Gli uomini e le donne della nave battente bandiera turca hanno riferito di non aver mangiato per giorni e di essere stati percossi con delle mazze di legno dai traghettatori. Così, grazie ai racconti dei malcapitati sono scattati i fermi, eseguiti dai carabinieri della motovedetta di Otranto insieme a personale della guardia costiera, nei riguardi di di Ahmad Mustapha, 18enne, che si è dichiarato di nazionalità irachena e di Ahmad Mohamad, 29nne, palestinese. Sono 5 in tutto i responsabili della traghettata, oltre ai due arresti, i Carabinieri della Motovedetta di Otranto insieme al personale del circomare hanno denunciato in stato di libertà per lo stesso reato altre tre persone: un 26enne di origine palestinese, un 34enne siriano e un 17enne iracheno. I due arrestati sono stati condotti presso Borgo San Nicola di Lecce.

Jenny De Cicco

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Otranto, nuovo approdo nella notte, salvi 189 migranti


Incredibile approdo di quasi 200 migranti in seguito all’incagliamento del motopeschereccio sui cui erano stipati.

Con ancora nel cuore le recenti drammatiche vicende del brindisino, sono sbarcati tra Porto Badisco e Santa Cesarea, questa notte, 189 migranti. Contati dalle forze dell’ordine, il loro numero non è definitivo e potrebbe aumentare, poiché ricerche sono ancora in corso, sono tutti in discrete condizioni di salute.

Sono 189 disperati nuovi Enea alla ricerca di una nuova patria, quasi tutti iracheni e afgani, uomini e donne, tra cui una in avanzato stato di gravidanza e 10 minorenni, dopo i soccorsi dei militari, della Croce Rossa e del 118, sono stati condotti presso l’ospedale di Scorrano per principio d’ipotermia la gestante e la figlioletta primogenita insieme ad un altro bambino, altri sono stati portati direttamente presso il centro di prima accoglienza “Don Tonino Bello” d’Otranto per le consuete procedure d’identificazione, le dichiarazioni di status e gli accertamenti sanitari di rito.

Ma come si sono svolte le dinamiche? I migranti sono stati notati dai militari della Guardia di Finanza del Reparto Operativo Aeronavale di Bari e del Gruppo Aeronavale di Taranto nel corso dei servizi di routine, che all’alba hanno rintracciato un’imbarcazione a motore con un consistente carico umano.

Il natante lungo 20 metri, battente bandiera turca, procedeva a tre miglia dalla costa a luci spente, si è incagliato sulla scogliera nei pressi del Villaggio Paradiso a seguito della manovra azzardata dei timonieri, che si sono diretti sotto costa nel tentativo di fuggire dal controllo dei militari, in seguito anche al tentativo di condurla in porto delle forze dell’ordine per mezzo delle Motovedette.

Molti migranti si sono messi in salvo da soli e sono fuggiti a piedi nelle campagne circostanti divisi in gruppi, ma molti altri hanno invece teso la mano ai soccorritori, tra i classici gesti di vittoria, che richiamano alla mente vicende più o meno recenti.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato, i Carabinieri e la Guardia di Finanza.

Le pattuglie del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Lecce hanno coordinato le attività, intercettando i gruppi in cui si erano divisi i 189 migranti, di varie nazionalità e da identificare, tutti asiatici, probabilmente di etnia irachena, curda e afghana. Sono fuggiti senza lasciare traccia gli scafisti, hanno abbandonato la nave che dopo lo schianto, sarebbero 7 secondo gli ultimi accertamenti gli scafisti che nonostante le ricerche dei militari e la perlustrazione degli elicotteri, non sono stati rintracciati.

Ora lo scafo dei migranti è in autoaffondamento, controllato da due elicotteri della Guardi di Finanza che battono l’area anche per la ricerca di eventuali altri naufraghi sfuggiti alle prime perlustrazioni. Ma affondando quel relitto non sparirà, il carico di disperazione e interrogativi rimangono.

L’imbarcazione, attualmente alla deriva a circa 500 metri dalla costa è monitorata dalla Capitaneria di Porto, da due elicotteri della Gdf e dal rimorchiatore della Castalia messo a disposizione dal Ministero dell’Ambiente per fronteggiare tempestivamente eventuali sversamenti d’idrocarburi in mare.

Nascono spontanee una serie di domande: se è vero che non si sono mai fermati gli sbarchi in Salento, è anche vero che non sono mai stati tanto frequenti e tanto affollati questi viaggi della speranza, le ultime cronache fanno riflettere su quale sia il motivo che causa la fuga dalle altre sponde. Un vecchio detto marinaresco è legato metaforicamente a doppio filo con la vicenda e recita: se la nave affonda, i topi scappano. Cosa sta succedendo al di la del mare?

Jenny De Cicco

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Ancora uno sbarco sulla costa di Otranto; arrivati stanotte 16 curdi


E’ di stanotte la notizia dell’ennesimo sbarco sulle coste otrantine. In sedici sono riusciti infatti a raggiungere la litoranea che porta verso Otranto; tra loro anche un bambino e due donne, una in avanzato stato di gravidanza e dunque immediatamente identificata e trasportata presso l’ospedale di Scorrano, il Veris Delli Ponti, per accertarne lo stato di salute.

L’azione di recupero dei rifugiati è stata effettuata dagli agenti di polizia del commissariato di Taurisano e dalla Capitaneria di porto di Otranto.

Tutti stanno bene e sono stati trasportati presso il centro di identificazione e prima accoglienza ”Don Tonino Bello” di Otranto. Dichiaratisi di nazionalità curda, subito soccorsi e rifocillati, come da prassi, dal personale del centro, dalla Misericordia locale e dalla Croce Rossa, sono ora in attesa di sapere se il loro destino sarà il rimpatrio.

Dall’inizio dell’anno sono ormai centinaia i migranti giunti a Otranto: curdi, iracheni, afgani, ma anche egiziani e turchi che hanno tentato l’incerto viaggio, carico di pericoli, per giungere sulle coste adriatiche, non per scelta, ma per necessità dettata dallo spirito di sopravvivenza. Giungono con mezzi insospettabili i nuovi migranti, ma hanno vecchie speranze, riposte in barche a vela, navi cargo e vecchi pescherecci malandati e trimarani. Si stipano in gran numero, silenziosi e mansueti, in piccoli spazi; non cercano nulla né si aspettano nulla, se non di vivere una vita dignitosa.

Così i giornalisti lavorano le notizie, i turisti s’indignano e il problema è dei locali, che s’immedesimano nelle speranze degli zingari del mare, le stesse che venti anni fa arrivavano dalla terra delle aquile e come allora cercano soluzioni con spirito compassionevole, che probabilmente non arriveranno mai.

Jenny De Cicco

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